lunedì 24 marzo 2025

MARINA INDONESIANA - Tentara Nasional Indonesia Angkatan Laut: la prima delle due navi MPCS (Multipurpose Combat Ship / PPA) vendute da Fincantieri alla Marina indonesiana (TNI AL), KRI Brawijaya (320), sta effettuando le prove di accettazione presso il Muggiano a La Spezia.









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Tentara Nasional Indonesia Angkatan Laut


La Tentara Nasional Indonesia Angkatan Laut, abbreviata in TNI-AL e conosciuta anche internazionalmente con la designazione in lingua inglese Indonesian Navy, è la marina militare dell'Indonesia e parte integrante, assieme alla Tentara Nasional Indonesia Angkatan Udara (aeronautica militare) e Tentara Nasional Indonesia Angkatan Darat (esercito), delle forze armate indonesiane.
I compiti della Marina militare indonesiana sono principalmente quelli di pattugliare l'immensa linea costiera dell'Indonesia, assicurare la sicurezza delle acque territoriali e della Zona Economica Esclusiva (ZEE), per proteggere gli interessi marittimi strategici del paese e delle isole circostanti e difendere il paese dalle minacce marittime. La TNI AL è la più grande marina nel Sud-est asiatico, e il suo obiettivo è attualmente quello di diventare la forza navale più avanzata tecnologicamente dell'area.

Tutte le navi della marina indonesiana hanno il prefisso KRI (in Indonesiano, Kapal Perang Republik Indonesia), che significa Nave della Repubblica di Indonesia. La marina ha attualmente 74.000 effettivi attivi e più di 150 mezzi navali compresi sottomarini d'attacco.



Il Pattugliatore KRI Brawijaya (320)

Originariamente costruite come quinta e sesta unità MPCS/PPA nella configurazione Light Plus per la Marina Militare italiana, le due unità navali, precedentemente chiamate Marcantonio Colonna e Ruggiero di Lauria, sono state ridenominate KRI Brawijaya (320) e KRI Prabu Siliwangi (321) con una cerimonia del 29 gennaio 2025; il contratto stipulato nel marzo 2024 ammonta a 1,18 miliardi di euro. La consegna delle due navi è prevista per il 2025.
Il dott. Giorgio Arra ha scattato alcune foto del Brawijaya (320) durante una delle prime uscite a mare. Anche la secondo unità della classe, nave Prabu Siliwangi (321), è stata fotografata nel cantiere navale del Muggiano (SP).
Il Brawijaya (320) è armato con il cannone medio Leonardo 127/64 mm LW, in grado di sparare munizioni guidate Vulcano a lungo raggio, un cannone da 76/62 mm “Sovraponte” con munizioni guidate DART a minacce asimmetriche, missili anti-nave e due sistemi da 25 mm azionati a distanza per la difesa ravvicinata. Come noto, la nave è inoltre dotata del sistema missilistico per la difesa aerea SAAM ESD basato sulla famiglia di missili MBDA Aster (2 VLS Sylver A50 a 8 celle per un totale di 16 missili) e del radar AESA a quattro facce fisse Leonardo Kronos Quad C, insieme alla suite EW di ELT Group (Elettronica) tra cui RESM/CESM e RECM.
La Marina italiana ha recentemente qualificato con successo il sistema missilistico di difesa aerea sul PPA Bande Nere (P 434) nella configurazione completa centrata sul sistema Leonardo Dual Band Radar (DBR) con i sistemi Kronos Quad C-band e Kronos StarFire X-band, DSS-IRST e suite ASW.
Nave Montecuccoli (P 432), nella configurazione Light Plus, la stessa venduta all'Indonesia, è stata schierata nell'Indo-Pacifico la scorsa estate e ha partecipato con successo ad una esercitazione di difesa aerea e missilistica integrata nel Pacifico.





KRI Brawijaya (320) è una pattuglia offshore di classe Thaon di Revel gestita dalla Marina indonesiana. 

La nave fu originariamente costruita come Marcantonio Colonna (P433), la quinta unità della classe costruita per la Marina Italiana.
È stata impostata il 3 settembre 2020 a Fincantieri Muggiano ed è stata varata il 26 novembre 2022. Nave Marcantonio Colonna ha iniziato le prove in mare nel luglio 2023.
Il PPA Marcantonio Colonna è una delle due navi della classe Thaon di Revel vendute alla Marina indonesiana in un contratto da 1,18 miliardi di euro, firmato il 28 marzo 2024. L'Indonesia si è assicurata un finanziamento di 1,25 miliardi di dollari da diverse istituzioni finanziarie europee per l'acquisizione delle due navi, con lo strumento di finanziamento firmato alla fine del 2024.
La nave è stata ribattezzata KRI Brawijaya (320) il 29 gennaio 2025 in una cerimonia nel cantiere navale di Muggiano.
Il Pattugliatore Polivalente d’Altura (PPA), o Multipurpose Combat Ship (MCS) come ora la Marina Militare indonesiana a deciso di chiamarla, rappresenta una tipologia di nave altamente flessibile con capacità di assolvere molteplici compiti che vanno dal pattugliamento al combattimento di prima linea.

Configurazione dei Pattugliatori Polivalenti d’Altura

Sono state messe a punto quattro versioni:
  • PPA Light: versione leggera, adatta al pattugliamento litoraneo ed al contrasto della criminalità in mare;
  • PPA Light+: versione media, adatta sia al pattugliamento litoraneo che al supporto ed al combattimento;
  • PPA Full: versione pesante, adatta al combattimento di prima linea.
  • PPA EVO: versione ulteriormente migliorata nelle dotazioni, nella strumentazione e negli armamenti, per operazioni più intense.

Le versioni Light e Light+ sono velocemente convertibili nella versione Full, grazie anche all'elevato grado di modularità delle unità.

Piattaforma

Lo scafo presenta una forma innovativa, che insieme al nuovo rostro prodiero punta ad ottimizzare la spinta idrodinamica allo scopo di soddisfare requisiti prestazionali molto sfidanti, pur mantenendo un moderato impatto ambientale e garantendo l'economicità di gestione.
Le navi sono caratterizzate da due zone ad alta modularità: una di centro nave e l'altra di poppa.
La prima è dotata di una gru Davit con due braccia dispiegabili per il trasporto, il lancio ed il recupero di imbarcazioni lunghe fino a 11 metri e pesanti fino a dieci tonnellate, e una gru centrale per container fino a venti tonnellate. Questa zona ha una capacità di carico fino a otto container ISO 1C, per 120 t massime complessive.
La seconda zona modulare invece può fungere da bacino per mezzi delle forze speciali, da magazzino pallettizzato, da comparto sanitario, da comparto alloggi (30 posti più un'area igiene) o come zone USV e ROV più cittadella di comando.
Adiacente a questa zona è presente in modo predefinito una rampa per il lancio ed il recupero di un veicolo anfibio di tipo RHIB di massimo 11 metri.
La zona plancia presenta una moderna ed innovativa forma, molto simile a quella di un elmo, assicurando un ampio raggio di visibilità nonché un elevatissimo grado tecnologico, essendo in questa riuniti tutti i sistemi di controllo, di autodifesa ed attacco, navigazione e propulsione.

Elettronica

L'intero sistema elettronico è stato realizzato da Leonardo, che fornisce un Combat Management System di nuova generazione ad architettura aperta, modulare e riconfigurabile, progettato per essere un sistema C4I completo, con accesso ai servizi di rete della Coalizione così come a quelli Strategici Nazionali.
Nella plancia è stato previsto un innovativo sistema denominato "cockpit" realizzato insieme a Fincantieri, che consente per la prima volta la gestione integrata delle operazioni relative sia alla conduzione della nave sia al sistema di combattimento, con un numero ridotto di addetti, grazie anche all’impiego di tecnologie di realtà aumentata.
Esso comprende un radar AESA 3D Kronos Dual Band, composto da quattro facce fisse. Ognuna di esse comprende a sua volta due pannelli radar, uno in banda C (per la sorveglianza e il tracciamento aerei a medio-lungo raggio e per la sorveglianza e il tracciamento anti-missile balistico, oltre che per la guida dei missili superficie-aria del sistema SAAM-ESD) ed uno in banda X (per la sorveglianza di superficie e per la sorveglianza e il tracciamento aerei a corto raggio). La variante Full è dotata del sistema completo, la Light+ ha solo i pannelli in banda C e la Light ha solo quelli in banda X.
Le unità sono equipaggiate con il radar in banda X per la ricerca aerea e di superficie SPS-732 (RAN 30X/I).
Altri sensori sono: un radar per il controllo del fuoco NA-30S MK2, due radar in banda X e Ka per la navigazione, un sistema IRST (InfraRed Search and Track), sensori per il riconoscimento amico/nemico (IFF, Identification Friend and Foe).
Il sistema di comunicazione è basato sulla tecnologia Software Defined Radio (SDR) e comprende due antenne SATCOM, una a due bande ed una a tre.
In campo ASW le PPA sono dotate di un sonar trainato, sia attivo sia passivo, a bassa-medio frequenza a profondità variabile ATAS e di un sonar trainato Black Snake, progettato per la scoperta e la classificazione di siluri nemici in arrivo.
Leonardo fornisce anche il Diver Detection Sonar, l'Underwater Telephone e il Bathy Thermpograph Unit.
I PPA EVO hanno una nuova strumentazione per gestire i droni (UAV, USV e UUV) di cui sono dotati e nuovi sistemi anti-drone ed anti missili balistici.

Armamento

L'armamento di base comune a tutte e tre le versioni è costituito da: un cannone (a prua) OTO Melara 127/64 munito del munizionamento Vulcano e da un cannone (sull'aviorimessa di poppa) OTO Melara 76/62 Sovraponte, munito di munizionamento Davide/Strales e con predisposizione per il Vulcano. Sempre sull'aviorimessa di poppa trovano posto 2 mitragliere a controllo remoto Oto Melara / Oerlikon KBA 25/80 e 2 lanciarazzi ODLS-20 per le contromisure AAW e ASW.
Le unità vantano poi un impianto missilistico di ultima generazione VLS Sylver A-50 per il lancio in verticale di 16 missili Aster 15, Aster 30 e Aster 30 B1NT, già implementato nelle versioni Light+ e Full, mentre la versione Light è predisposta per una loro possibile installazione. Tutte le versioni hanno la predisposizione per un sistema di 4 lanciatori binati per il lancio di 8 missili anti-nave e land attack OTOMAT TESEO Mk-2E.
Per quanto riguarda la capacità silurante, nelle versioni Light e Light+ è presente la predisposizione per 2 lanciatori trinati per siluri da 324mm MU-90 Impact, mentre nella versione Full essi sono già forniti.
Sulle PPA versione Full sono installati due lanciatori ODLS 20 (OTO Decoy Launching System) a controllo remoto il cui ruolo principale è fornire alla nave una difesa passiva dai radar e dai missili dotati di seeker IR, ma anche decoy ASW; le altre due versioni sono predisposte per la loro installazione.
Importante infine è la presenza di un hangar e di un ponte di volo per 2 elicotteri NH90 o un AgustaWestland AW101.

Armamento dei Super-PPA (PPA EVO)

La versione EVO è dotata, rispetto alla versione Full, di maggiore armamento nella lotta antisommergibile e nelle operazioni anti-drone. I PPA EVO dispongono di 64 celle VLS SYLVER A50 ed A70: 4 moduli a 8 celle a prua e 4 moduli a 8 celle a centro nave. I PPA EVO, con l'uso dei missili da crociera oltre alla lotta antisommergibile potranno anche gestire operazioni superficie-superficie, quindi anti-nave a distanza, anti aerea ed anti-superficie. Inoltre ha nuova strumentazione per gestire i droni (UAV, USV e UUV) di cui è dotata. L'ampliamento del nuovo sistema di missili a lancio verticale permette anche ai PPA EVO di poter svolgere operazioni specifiche di difesa anti attacco balistico.





"La Bandiera non sventola a causa dei venti che la soffiano,
La Bandiera sventola a causa dell'ultimo respiro di ogni soldato che soffia.
Per coloro che hanno combattuto e sono morti per questo,
la libertà ha un sapore che i protetti non sapranno mai.
Il vero soldato combatte non perché odia quello che ha davanti,
ma perché ama ciò che c'è dietro di sé. "
Chi sa comprende, il resto non conta.
Ripensare la guerra, e il suo posto
nella cultura politica europea contemporanea,
è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti
a un disegno spezzato
senza nessuna strategia
per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali.
Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando
è che non bisogna arrendersi mai,
che la difesa della propria libertà
ha un costo
ma è il presupposto per perseguire ogni sogno,
ogni speranza, ogni scopo,
che le cose per cui vale la pena di vivere
sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, 
in quanto capace di autodeterminarsi,
vive finché è capace di lottare per la propria libertà: 
altrimenti cessa di esistere come popolo.
Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! 
Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti 
sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze 
per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: 
SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, 
devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante
poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”,
alcuni si sono abituati a darla per scontata:
una sorta di dono divino e non, 
un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità,
difendere la mia cultura,
conservare le mie tradizioni.
L’importante non è che accanto a me
ci sia un tripudio di fari,
ma che io faccia la mia parte,
donando quello che ho ricevuto dai miei AVI,
fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza
ai popoli che difendono la propria Patria!
Violenza e terrorismo sono il risultato
della mancanza di giustizia tra i popoli.
Per cui l'uomo di pace
si impegna a combattere tutto ciò 
che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori
affinché siano spezzate le catene
della violenza e dell’odio,
e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: 
fino a quando, Signore? Quando farai giustizia?
Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita 
e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, 
a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet:
“””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, SAFARI, Google, Dott.Giorgio ARRA, NavalNews, Wikipedia, You Tube)


























 

Strategic Air Command (SAC) - NORAD 1950 - 1980: il Combat Management Systems computerizzato “I.B.M. SAGE”, acronimo di Semi Automatic Ground Environment, fu un sistema automatico di rilevamento, inseguimento e intercettazione di aerei nemici del NORAD utilizzato tra gli anni cinquanta e gli anni ottanta.










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Strategic Air Command (SAC)


Lo Strategic Air Command (SAC) era un comando specificato dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti e un Comando Maggiore dell'Aeronautica degli Stati Uniti (USAF) responsabile del comando e del controllo del bombardiere strategico e dei componenti missilistici balistici intercontinentali delle forze nucleari strategiche dell'esercito degli Stati Uniti dal 1946 al 1992. Il SAC era anche responsabile degli aerei da ricognizione strategica; dei posti di comando aerei; e della maggior parte degli aerei di rifornimento aereo dell'USAF.
Il SAC consisteva principalmente nella Seconda Forza Aerea (2AF), nell'Ottava Forza Aerea (8AF) e nella Quindicesima Forza Aerea (15AF), mentre il quartier generale del SAC (HQ SAC) includeva le Direzioni per le Operazioni e i Piani, l'Intelligence, il Comando e il Controllo, la Manutenzione, la Formazione, le Comunicazioni e il Personale. A un livello inferiore, le divisioni della sede centrale del SAC includevano Aircraft Engineering, Missile Concept, e comunicazioni strategiche.
Nel 1992, come parte di una riorganizzazione generale post-Guerra Cold degli Stati Uniti Air Force, SAC è stato sciolto sia come comando specifico che come aMAJCOM, e il suo personale e le sue attrezzature sono stati ridistribuiti tra il Comando di combattimento aereo (ACC), il Comando di mobilità aerea (AMC), le forze aeree del Pacifico (PACAF), le forze aeree degli Stati Uniti in Europa (USAFE) e il comando di educazione e addestramento dell'aria (AETC), mentre il complesso del quartier generale centrale del SAC a Offutt AFB, Nebraska, è stato contemporaneamente trasferito al nuovo Comando strategico degli Stati Uniti (USSTRATCOM), che è stato istituito come comando combattente unificato congiunto per sostituire il ruolo di comando specificato del SAC.
Nel 2009, il SAC è stato riattivato e rinominato come Air Force Global Strike Command (AFGSC). L'AFGSC alla fine acquistò tutti gli aerei bombardieri USAF e la forza missilistica balistica intercontinentale.











SAGE, ovvero Semi-Automatic Ground Environment

Nel lontano 1956 un giovane pilota del Team di gestione di un sistema militare da 238milioni di dollari (equivalente più o meno all’intero budget del ministero della difesa USA), decide di ispirarsi alle pin-up dell’epoca per realizzare un programma di diagnostica: in pratica riproduce la sagoma di una donna sexy sul minuscolo display a tubo catodico di cui era dotato il calcolatore centrale.
E’ doveroso evidenziare che una pin-up è una specie di “cartoon sex simbol” degli anni 50/60, molto in voga negli Stati Uniti.

Ma andiamo con ordine e vediamo di ricostruire sia il contesto di riferimento che lo specifico evento.

Nei primi anni della guerra fredda gli Stati Uniti decidono di investire diversi milioni di dollari in sistemi automatizzati che permettano di tenere sotto controllo costantemente il proprio spazio aereo e, possibilmente, anche quello ostile. La principale preoccupazione militare è infatti legata al timore di un attacco da parte di bombardieri Sovietici dotati di ordigni nucleari, spingendo l’US Air Force, in collaborazione con il MIT ed IBM, a dar vita al sistema SAGE: Semi-Automatic Ground Environment: un progetto mastodontico, paragonabile, da un punto di vista finanziario e scientifico, al progetto Manhattan e all’Apollo, anche se, incredibilmente, non particolarmente noto.
Una volta reso operativo, il SAGE è in grado di combinare le informazioni in tempo reale provenienti dai radar con le informazioni pre-caricate dei voli di linea. In tal modo è stato possibile monitorare costantemente lo stato del traffico aereo nazionale, evidenziando eventuali anomalie che, una volta verificate, consentivano di far alzare in volo i caccia per intercettare l’intruso.
Nel 1958, l’US AIR Force ultimò ben 21 centri SAGE, sparsi sul territorio, e con un cuore informatico basato su 2 computer IBM AN/FSQ-7, dal costo (per unità) di circa 2 miliardi di dollari odierni, 2 metri quadrati di dimensione, 250 tonnellate di peso e composti da circa 60.000 valvole cadauno. Si trattava di un calcolatore elettronico eccezionale per l'epoca, il secondo sistema real-time con display grafico (in senso lato) dopo il Whirlwind I del 1950, sviluppato al MIT su commissione della US NAVY.
La dislocazione sull’intero territorio nazionale demanda ad ogni centro la gestione di una ben specifica porzione di spazio aereo, mentre la presenza in ognuno dei 2 calcolatori gemelli consentiva di effettuare attività di manutenzione pianificate, lasciando operativo il centro.
Il sistema disponeva di più postazioni video con CRT da 19 pollici in grado di disegnare vettori o caratteri alfanumerici che a differenza dei comuni televisori CRT, in grado di visualizzare un’immagine raster in modalità top-to-bottom (ovvero cominciavano a “disegnarla” dall’alto verso il basso), potevano disegnare una linea partendo da qualsiasi punto dello schermo.
Tipicamente sul display erano tracciate le rotte note che poi venivano sovrapposti ai dati ottenuti dai Radar. A questo punto un operatore, utilizzando una “light gun”, poteva selezionare uno dei velivoli ed ottenerne i dati identificativi.
Il SAGE diventa subito un sistema fondamentale per i piani dell’USAF; il corretto funzionamento del suo elaboratore elettronico, l’AN/FSQ-7, è fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Così l’Aviatore di Prima Classe e Senior Programmer Lawrence A. Tipton, si trova si trova difronte alla necessità di realizzare un programma di test che permetta di verificare il corretto trasferimento di informazioni tra i due calcolatori gemelli del centro, al fine di garantirne il corretto funzionamento in occasione di uno shutdown programmato per le attività di manutenzione. In pratica: se la console del calcolatore A visualizza una tracciatura che al suo spegnimento viene trasferita al calcolatore B e correttamente visualizzata dal relativo display, allora il sistema funziona correttamente. In caso contrario si rileva un problema che va prontamente risolto.
Tale programma, involontariamente, passerà alla storia come la prima rappresentazione grafica mai realizzata con un calcolatore (o quanto meno la prima nota).
Tipton, sfruttando circa 97 schede perforate, decide di rifarsi ad una pin-up per definire la rappresentazione che il programma di diagnostica dovrà trasferire tra i due calcolatori al fine di visualizzarla sui relativi display. La realizzazione del programma è databile tra il 1956 e il 1958, ma anche lo stesso autore non riesce a collocarlo con un delta ridotto. Nel 1958 il programma è sicuramente già stato sviluppato perché ex tecnici SAGE ricordano di averlo visto in funzione. Il 1956, invece, è la data in cui Geroge Petty presenta il suo secondo calendario pin-up based, contraddistinto dal proprio stile vedo-non vedo che lascia spazio a personali fantasie.
In particolare la “Petty” pin-up di dicembre del 1956 (figura precedente), corrisponde 1:1 alla SAGE pin-up, come se qualcuno avesse tracciato il suo profilo con un gessetto sul display. Il calendario viene stampato intorno alla seconda metà del 1955, ma arriva presso gli appassionati tra la fine dello stesso anno e l’inizio del successivo. Ciò rende molto plausibile l’ipotesi che il programma sia stato sviluppato durante il 1956, soprattutto verso dicembre quando l’immagine specifica è comparsa sul muro dove il calendario era affisso.
Nel momento in cui il sistema fu completamente operativo, la minaccia degli aerei sovietici era oramai totalmente sostituita dalla minaccia degli ICBM, i missili balistici intercontinentali sovietici.

Il SAGE è stato un sistema molto innovativo, era un sistema on-line basato su computer, gestito in tempo reale che comunicava tramite modem. Generalmente il sistema viene considerato uno dei più avanzati e estesi sistemi informatici mai sviluppati.

Il lavoro di IBM per il progetto SAGE (il progetto e la realizzazione dei computer AN/FSQ-7, le valvole termoioniche e i nuclei di ferrite delle memorie alla base del computer Whirlwind II) fu un importante fattore di successo della società e sicuramente rafforzò il ruolo di leader della IBM nel settore dell’informatica.
Quando l'Unione Sovietica fece esplodere la sua prima bomba atomica, nel 1949, spinse il governo degli Stati Uniti a chiedere al Massachusetts Institute of Technology (MIT) di creare un sistema di difesa aerea in tempo reale e all'avanguardia che coprisse l'intero Nord America. Proprio come il moderno controllo del traffico aereo scansiona i cieli, il sistema avrebbe avuto bisogno di osservare le minacce aeree in arrivo, valutarle e coordinare i dati per produrre un'immagine unificata dello spazio aereo. Realizzare una tale impresa richiese lo sviluppo di molte tecnologie che non esistevano ancora.
Il risultato fu il più grande progetto informatico del mondo all'epoca e forse il progetto informatico più ambizioso della storia. 

Chiamato SAGE, per Semi-Automatic Ground Environment, ha riunito alcune delle entità statunitensi più innovative sotto l'egida dei Lincoln Laboratories del MIT, che avrebbero gestito l'integrazione del sistema: 
  • IBM si è occupata dello sviluppo e della produzione di hardware; 
  • Burroughs ha supervisionato le comunicazioni inter-site; 
  • Western Electric ha contribuito alla costruzione di edifici; 
  • e SDC (parte della RAND Corporation) ha fornito il software.

Il progetto sarebbe diventato di fondamentale importanza per i profitti di IBM durante gli anni '50 e avrebbe fornito un punto d'appoggio nei futuri sforzi informatici. Tra il 1952 e il 1955, l'80% delle entrate informatiche dell'azienda proveniva dal sistema SAGE e il sistema ha derivato diverse innovazioni tecnologiche, tra cui il sistema automatizzato di prenotazione dei voli noto come Sabre. Il SAGE ha confermato la IBM come leader in una nuova classe di informatica online e ha attirato l'interesse di altre agenzie governative e dell’industria.
Oltre ad essere vitale per la sicurezza nazionale, SAGE è stato un banco di prova per il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Ha dimostrato la capacità del governo di coordinare la ricerca e lo sviluppo di computer su larga scala, diversificati e altamente sofisticati.
Fin dalle sue prime conversazioni con il MIT, il vicepresidente dell'ingegneria di IBM John McPherson, che sarebbe diventato il punto di riferimento dell'azienda su SAGE, riconobbe rapidamente l'entità dell'opportunità di elaborazione dati, la più grande per IBM da quando era stata incaricata di sviluppare il sistema di contabilità e tracciamento per l'amministrazione della sicurezza sociale a metà degli anni '30. Thomas Watson Jr., all'epoca presidente di IBM, era d’accordo: "Ho lavorato di più per vincere quel contratto di quanto ho lavorato per qualsiasi altra vendita nella mia vita", ricordava nelle sue memorie.
IBM ha vinto i diritti per costruire il computer al centro del sistema digitale, noto come AN/FSQ-7, a causa del "grado molto più elevato di determinazione, integrazione e spirito di corpo" dell'azienda, secondo il leader del progetto MIT Jay W. Forrester e legami più stretti tra ricerca, fabbrica e manutenzione sul campo. Circa 300 IBMer a tempo pieno furono assegnati a SAGE alla fine del 1953, principalmente nelle strutture dell'azienda a Poughkeepsie e Kingston, New York, e nella città natale del MIT di Cambridge, Massachusetts.

Quando il prototipo AN/FSQ-7 fu presentato nel 1956, fornì ai comandanti militari una visione di una battaglia aerea e dimostrò la capacità di calcolare automaticamente l'utilizzo più efficace di missili e aerei per respingere un'attacco. 

Nel 1958, più di 7.000 tecnici IBM erano coinvolti nel progetto, tra cui ingegneri, personale di vendita e senior management, nonché i collegamenti tecnici che hanno collaborato con accademici e personale militare sull'installazione, il funzionamento e la manutenzione.
Quando è stato completamente implementato nel 1963, il SAGE ha incluso più ridondanze per consentire la manutenzione senza tempi di inattività. Il sistema è stato distribuito in 27 centri nordamericani, ognuno con il proprio sistema AN/FSQ-7 che comprendeva due macchine completamente funzionali, una delle quali fungeva da backup. Il costo totale del SAGE è comunemente stimato in circa 8 miliardi di dollari, tra cui 56 computer IBM a 30 milioni di dollari ciascuno. Il sistema AN/FSQ-7 pesava 250 tonnellate e occupava un acro di superficie.

Il SAGE ha incorporato nuove tecnologie e metodi che hanno fornito le basi per i progressi nel calcolo per gli anni a venire.  Tra questi: 
  • memorie a nucleo magnetico, che funzionavano più velocemente e contenevano più dati rispetto alle tecnologie precedenti; 
  • il primo sistema operativo in tempo reale; 
  • metodi di programmazione altamente disciplinati; 
  • operazioni di calcolo e I/O sovrapposte; 
  • trasmissione in tempo reale di dati tramite linee telefoniche; 
  • il primo utilizzo di terminali CRT e penne luminose; 
  • e nuovi metodi e componenti di ridondanza e backup. 

Il SAGE aveva anche la più alta affidabilità di qualsiasi sistema informatico all’epoca.

SAGE ha anche prodotto una serie di invenzioni nell'elaborazione dei dati e nell'hardware di comunicazione utilizzato attraverso un nuovo sistema distribuito di informazioni in tempo reale, ora noto come rete. Quando è stato completamente distribuito, SAGE ha operato in 27 sedi tramite modem e 25.000 linee telefoniche (utilizzando conversioni digitale-analogica e analogico-digitale). Il sistema mostrava una nuova grafica computerizzata interattiva, spesso eseguita da una pistola leggera puntata su uno schermo. Alla fine, sono stati installati 54 sistemi, tutti coordinati tra loro.

In definitiva, SAGE è diventato una piattaforma per una serie di prodotti IBM innovativi: 
  • l'IBM 704, che ha migliorato la memoria del nucleo magnetico in SAGE; 
  • l'archiviazione su nastro; 
  • Fortran, il primo linguaggio di programmazione per computer commerciale di alto livello; 
  • e l'IBM System/360.

SAGE è rimasto in servizio negli Stati Uniti fino al gennaio 1984, quando è stato sostituito con una rete di difesa aerea di nuova generazione. 

Il SAGE divenne un'icona del suo tempo in parte a causa delle sue enormi dimensioni, del potere impressionante (per l'epoca) e per il suo ruolo nella Guerra Fredda. I componenti del sistema sono stati spesso utilizzati nella televisione e nel cinema, tra cui apparizioni cameo su Battlestar Galactica negli anni '70 e Lost negli anni 2000, contribuendo a commemorare il SAGE come simbolo di come la tecnologia ha salvaguardato il mondo.




IL SUPER-COMPUTER I.B.M. “AN/FSQ-7”

L'AN/FSQ-7 era un modello di supercomputer sviluppato dall'IBM verso la fine degli anni Cinquanta del Novecento, in collaborazione con l'US Air Force. 


Ne furono costruiti cinquantadue esemplari per essere usati per il comando e controllo del sistema di difesa aerea SAGE (Semi Automatic Ground Environment).
Ogni sistema AN/FSQ-7 impiegava più di 55.000 valvole termoioniche e occupava più di 2.000 metri quadrati di spazio. Il sistema pesava 275 tonnellate e consumava 3 megawatt di potenza. Il computer era in grado di eseguire 75.000 istruzioni al secondo ed era, all'epoca, il più grande supercomputer mai costruito dall'uomo.

I concetti che portarono allo sviluppo del sistema erano già stati sperimentati nel sistema Whirlwind I al Massachusetts Institute of Technology di Cambridge (Massachusetts) analizzando i dati ricevuti da un radar a lunga distanza e da diversi radar a corto raggio situati a Cape Cod. La chiave del successo del sistema fu lo sviluppo delle memorie a nucleo magnetico che permisero di realizzare macchine molto più affidabili, più veloci (circa due volte più rapide) e con minori tempi di risposta (circa 4 volte) rispetto a quelle basate sui tubi Williams del Whirlwind I.
Dopo che il Whirlwind I fu completato e reso operativo, fu avviato lo sviluppo di un sistema più veloce e complesso chiamato Whirlwind II, che fu però abbandonato perché richiedeva troppe risorse al MIT. Il team si concentrò allora sul Whirlwind I, mentre l'IBM, impresa capofila nell'appalto del sistema AN/FSQ-7, basò lo sviluppo del suo computer sui progetti iniziali del Whirlwind II più che su quelli del Whirlwind I. Difatti, a volte il sistema AN/FSQ-7 viene erroneamente indicato come Whirlwind II sebbene non sia la stessa macchina ma ne condivida solo alcune scelte di progetto.

Diverse componenti della console del AN/FSQ-7 sono in mostra al Computer History Museum di Mountain View (California).







"La Bandiera non sventola a causa dei venti che la soffiano,
La Bandiera sventola a causa dell'ultimo respiro di ogni soldato che soffia.
Per coloro che hanno combattuto e sono morti per questo,
la libertà ha un sapore che i protetti non sapranno mai.
Il vero soldato combatte non perché odia quello che ha davanti,
ma perché ama ciò che c'è dietro di sé. "
Chi sa comprende, il resto non conta.
Ripensare la guerra, e il suo posto
nella cultura politica europea contemporanea,
è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti
a un disegno spezzato
senza nessuna strategia
per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali.
Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando
è che non bisogna arrendersi mai,
che la difesa della propria libertà
ha un costo
ma è il presupposto per perseguire ogni sogno,
ogni speranza, ogni scopo,
che le cose per cui vale la pena di vivere
sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, 
in quanto capace di autodeterminarsi,
vive finché è capace di lottare per la propria libertà: 
altrimenti cessa di esistere come popolo.
Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! 
Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti 
sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze 
per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: 
SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, 
devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante
poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”,
alcuni si sono abituati a darla per scontata:
una sorta di dono divino e non, 
un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità,
difendere la mia cultura,
conservare le mie tradizioni.
L’importante non è che accanto a me
ci sia un tripudio di fari,
ma che io faccia la mia parte,
donando quello che ho ricevuto dai miei AVI,
fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza
ai popoli che difendono la propria Patria!
Violenza e terrorismo sono il risultato
della mancanza di giustizia tra i popoli.
Per cui l'uomo di pace
si impegna a combattere tutto ciò 
che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori
affinché siano spezzate le catene
della violenza e dell’odio,
e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: 
fino a quando, Signore? Quando farai giustizia?
Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita 
e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, 
a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet:
“””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, SAFARI, Google, IBM, Wikipedia, You Tube)






























 

Il fucile a pompa è un'arma da fuoco lunga, quasi sempre a canna liscia, che utilizza, per portare una nuova cartuccia in camera, un meccanismo detto sistema scorrevole (o di pompaggio).

https://svppbellum.blogspot.com/ Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina. Uno de...