sabato 3 gennaio 2026

MARINA INDIANA: di recente, la WASS Submarine Systems, del Gruppo Fincantieri, si è aggiudicata un ordine, del valore di circa 200 milioni di €, per la fornitura di 48 siluri pesanti BLACK-SHARK Advanced (BSA) alla Marina Indiana.









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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.








Come si rileva dal sito della Rivista Italiana Difesa, in data 1° gennaio 2026, la WASS Submarine Systems, del Gruppo Fincantieri, si è aggiudicata un ordine, del valore di circa 200 milioni di €, per la fornitura di 48 siluri pesanti BLACK-SHARK Advanced (BSA) alla Marina Indiana. 







Si conclude finalmente il programma di acquisizione nella più classica tradizione indiana; come già detto, si prevede la fornitura di 48 siluri BLACK-SHARK Advanced che equipaggeranno i 6 sottomarini P-75 classe KALVARI (mod. Scorpène) operativi nella flotta della Marina militare indiana (in sostituzione dei datati siluri tedeschi SUT).
Tale ordinativo è certamente il più importante contratto export della WASS: avrebbe un valore di oltre 200 milioni di €. 
Le consegne degli avanzatissimi siluri dovrebbero iniziare ad aprile 2028 sino al 2030; la produzione verrà sicuramente svolta presso lo stabilimento WASS di Livorno, centro nazionale di eccellenza dei sistemi d'arma subacquei e delle contromisure anti-siluro. 
Come reso noto, il contratto prevede: 
  • la fornitura delle reti di lancio per i sottomarini classe KALVARI, 
  • le attrezzature di manutenzione, 
  • E i relativi ricambi. 

Il BLACK-SHARK/BLACK SHARK Advanced è in servizio:
  • nella Marina Italiana come Nuovo Siluro Pesante, 
  • in altre numerose marine estere, tra cui quella del Cile, dell’Ecuador, dell’Indonesia, della Malesia, del Portogallo e di Singapore.
Il Black Shark è un siluro pesante da 533 mm di diametro (21 pollici) filoguidato sviluppato dall'azienda WASS (ex Whitehead Alenia Sistemi Subacquei), in accordo alle esigenze operative della Marina Militare Italiana.



Il primo lancio del nuovo siluro pesante Black Shark Advanced

In data 28 gennaio 2014 il nuovo Black Shark Advanced (BSA), venne lanciato per la prima volta dal sottomarino SCIRE' in modalità “Push Out” (sistema di espulsione a urto idraulico, che espelle il siluro mediante un getto d'acqua ad alta pressione); l’arma è equipaggiata in modo totalmente innovativo, con la nuova batteria ai polimeri di litio.
Il lancio, denominato “Short-Fire”, ebbe luogo nel golfo di La Spezia per testare i progressi compiuti dalla WASS nell'ambito del progetto “New Heavyweight Torpedo”. Il successo del lancio rappresentò un grosso passo in avanti per l'acquisizione da parte della Marina Militare Italiana.

Come noto, il Black Shark è il risultato della ricerca italiana e di una tecnologia all’avanguardia, "un esempio dell'eccellenza nazionale nel campo delle attrezzature di difesa subacquea grazie all'utilizzo di soluzioni tecniche innovative nei sistemi di propulsione, nella generazione dell’energia e nell'elettroacustica. 

Il Black Shark è un siluro avanzato, a lungo raggio, multiuso e pesante progettato e sviluppato inizialmente dalla Whitehead Sistemi Subacquei (WASS) in collaborazione con la Marina Italiana. Il siluro pesante filo-guidato, è progettato per una vita di oltre 20 anni, e può essere schierato per difendere qualsiasi bersaglio di superficie o sottomarino, da sottomarini, navi di superficie o stazioni posizionate sulla costa.
La WASS presentò il siluro Black Shark durante la mostra Euronaval a Parigi 2010. Il siluro venne esposto anche durante DEFEXPO, una grande mostra internazionale di difesa e sicurezza navale e terrestre, a Nuova Delhi, in India, nel marzo 2012.
Il siluro Black Shark è stato anche integrato a bordo dei sottomarini classe Type U214 della Marina Ellenica, sugli SSN Barracuda della Marina francese, sul sottomarino costiero SSK Andrasta e sui sottomarini Scorpene delle marine cilene e malesi. Il siluro è stato anche selezionato per l'integrazione sui sottomarini tipo U209 della Marina cilena. 
Il siluro pesante Black Shark di nuova generazione completamente furtivo è progettato per operare in acque profonde e costiere e può essere lanciato in modalità push out e swim out a qualsiasi profondità operativa di un sottomarino.
Il siluro ha una lunghezza di 6.300 mm e un diametro di 533,4 mm e può essere integrato con qualsiasi sottomarino utilizzando soluzioni compatte di Torpedo Board Interface (TBI). Può rilevare obiettivi a distanza molto estesa ed è in grado di coinvolgere più obiettivi contemporaneamente. 

È dotato della sofisticata capacità Acoustic Counter-Counter-Mesures (ACCM).

Il siluro è dotato di testa esplosiva di munizioni insensibili STANAG 4439 e MURAT-2 e può tracciare i bersagli sia in modalità acustica che wake. Può facilmente interfacciarsi con i sensori e le unità di calcolo a bordo della nave. È anche compatibile con tutti i nuovi sistemi di controllo del tiro.
Il siluro Black Shark è dotato di più sensori di scia per il rilevamento e la classificazione dei bersagli. I sistemi dei sensori incorporano un segnale di formazione del fascio completamente digitale e una tecnica di elaborazione dei dati.
Una testa acustica denominata ASTRA attiva e passiva all'avanguardia è dotata di una testa acustica di trasmissione e ricezione Sonar avanzata all'avanguardia per fornire capacità di guida homing multi-target. Il siluro è dotato di un collegamento di comunicazione e guida tramite filo in fibra ottica che fornisce capacità di comunicazione avanzate.  Il Black Shark può anche essere dotato di un canale audio.

Il siluro pesante è alimentato da un sistema di propulsione elettrica, che si basa su una batteria di ossido d'argento e alluminio (Al-AgO). Sviluppate dalla Saft, le batterie AgO-Al sono dotate di alta densità energetica e alta conduttività elettrolitica che offrono la massima sicurezza e durata di conservazione fino a 12 anni. Il sistema fornisce il doppio della potenza e dell'energia di una batteria standard di zinco / ossido d'argento (Ag-Zn).

Il sistema di propulsione è inoltre costituito da un motore brushless a trazione diretta controrotante ad altissima energia ed eliche inclinate che forniscono un rumore irradiato molto basso. Il controllo elettronico della velocità a passo senza gradini fornisce una velocità molto elevata al siluro.
Il Black Shark Advanced sta sostituendo il datato siluro pesante A-184, attualmente in dotazione ai sottomarini della Marina Militare Italiana, aumentando in modo significativo la capacità di difesa dei mari e del territorio nazionale italiano.
Il siluro Black Shark è un'arma multi bersaglio progettata per essere utilizzata da diverse piattaforme di lancio ed impiegabile sia da unità di superficie che da unità subacquee. Il siluro è destinato alla lotta antinave e ASW ed è dotato di due modalità di lancio: "push-out" mediante catapulta oppure "swim-out" in virtù dalla spinta generata dalle eliche.
L'arma è stata concepita per contrastare le minacce tecnologicamente più moderne, siano esse bersagli di superficie o subacquei. Il siluro è filoguidato tramite un cavo in fibra ottica attraverso il quale il mezzo lanciante rimane in comunicazione per trasmettere e ricevere i dati necessari per il buon esito della missione.
Lo sviluppo è iniziato nel 1997 al fine di soddisfare le esigenze della Marina Militare Italiana circa una nuova generazione di siluri pesanti, da usare con gli ultimi sottomarini U212A sulla base dell'A184 Mod.3 ed era inizialmente conosciuto con la denominazione A184 Enhanced (avanzata) suggerendo che si sono sviluppate le specifiche sulla base dell'A184 Mod.3, ma gli è stato dato un nuovo nome per sottolineare che si trattava di un siluro completamente nuovo, migliore di un normale A-184, combinando un nuovo sistema di guida-sonar avanzato (ASTRA), una guida attiva/passiva, un sistema per migliorare l'orientamento e percorsi di controllo, cavo in fibra ottica per la trasmissione di dati tra il siluro e il sottomarino, un nuovo motore potenziato ed eliche a contro-bilanciamento.
Il siluro Black Shark è lungo circa 6 metri, la lunghezza varia in base alla configurazione, sia essa di esercizio o di servizio, ha un diametro di circa 533 mm, è molto silenzioso e può operare in modalità di autoguida nell'ultima fase della missione.

Nella sua versione più innovativa è equipaggiato con una nuova batteria litio-polimeri.

L'ASTRA (Advanced Sonar Transmitting and Receiving Architecture) è la testa acustica, sia attiva che passiva, del Black Shark, che può essere utilizzata come sensore remoto da parte dell'unità lanciatrice.
Il siluro oltre alla Marina Militare Italiana è stato venduto a diverse marine estere. Il Governo Indiano aveva in precedenza sospeso, nel corso del 2014, le trattative in corso da diversi anni per la fornitura all'Indian Navy di 98 Black Shark, per un controvalore di circa 300 milioni di Euro, a causa delle indagini promosse dalla magistratura italiana a carico di Finmeccanica, per la fornitura di 12 elicotteri AW-101 in versione VIP.

I progressi nel design del motore elettrico e della batteria hanno permesso un aumento sia dell'autonomia che della velocità.

Il siluro Black Shark offre filo in fibra ottica per una maggiore larghezza di banda e capacità di elaborazione del segnale rispetto ai tipi di siluri guidati tramite filo di rame. La capacità del sonar include la discriminazione del bersaglio non spostata da doppler e la capacità multifrequenza che presenta capacità avanzate di analisi spaziale e angolare. L'obiettivo di progettazione per il siluro era un miglioramento del 300% dell'acquisizione passiva e del 200% dell'acquisizione attiva con il suo sistema sonar. Il design del motore brushless accoppiato con la batteria all'ossido di alluminio-argento (Al-AgO) conferisce al sistema una velocità massima di 50+ nodi (93+ km/h; 58+ mph) e un'autonomia di 50 km (27 nmi; 31 mi), involucro di prestazioni. Come tutti gli altri HWT alimentati a batteria, il sistema di alimentazione della batteria non subisce la perdita di prestazioni dei tipi di carburante Otto II a profondità maggiori poiché non c'è scarico da gestire a pressioni maggiori. Il risultato è un miglioramento del 150% nella velocità e del 200% nella resistenza dei siluri.

NSP/BSA - Nuovo Siluro Pesante / Black Shark Advanced

Da diverso tempo, in Italia, la WASS ha sviluppato e messo a punto l’NSP / BSA (Nuovo Siluro Pesante / Black Shark Advanced), un nuovo siluro per la Marina italiana a seguito del programma governativo A/R SMD 1/2010 per lo sviluppo di nuovi siluri BSA per 87,5 milioni di euro, entro il 2020:
  • Il 12 gennaio 2014, il primo test lancia il nuovo NSP / BSA (Nuovo Siluro Pesante / Black Shark Advanced) di SSK Scirè;
  • Il 19 giugno 2014, il secondo test è stato lanciato dal nuovo NSP / BSA (Nuovo Siluro Pesante / Black Shark Advanced) di SSK Scirè;
  • Il BSA arma i sottomarini italiani di classe Todaro, con circa 80 siluri previsti;
  • L’NSP/BSA - Nuovo Siluro Pesante / Black Shark Advanced è imbarcato dai PPA della Marina Italiana (versione completa), con due lanciatori sotto il ponte di volo. Peso della testata = 350/400 kg.

Utenti:
  • Marina cilena - Classe O'Higgins (100 nel 2003)
  • Classe di Thompson;
  • Marina ecuadoriana - Classe Shiri (16 nel 2012 per 24,6 milioni di euro);
  • Marina indonesiana - Classe di Nagapasa (29 nel 2019);
  • Marina italiana - Classe Todaro - tutti i lotti (BSA - Black Shark Advanced -; previsti circa 80 siluri per 4 U212A);
  • Marina Reale Malese - Classe Tunku Abdul Rahman (30 nel 2003 per 90 milioni di euro);
  • Marina portoghese - Classe Tridente (24 nel 2005 per 47 milioni di euro);
  • Marina della Repubblica di Singapore - Classe Archer (50 nel 2012);
  • Marina indiana - Classe Kalvari (48 ordinati nel 2026; consegne tra il 2028-30).








Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, 
storia militare, sicurezza e tecnologia. 


La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri 
di un reparto militare 
ma come cittadini e custodi di ideali.
Valori da tramandare e trasmettere, da difendere
senza mai darli per scontati.
E’ desiderio dell’uomo riposare
là dove il mulino del cuore non macini più
pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto
nella cultura politica europea contemporanea,
è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti
a un disegno spezzato
senza nessuna strategia
per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali.
Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando
è che non bisogna arrendersi mai,
che la difesa della propria libertà
ha un costo
ma è il presupposto per perseguire ogni sogno,
ogni speranza, ogni scopo,
che le cose per cui vale la pena di vivere
sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, 
in quanto capace di autodeterminarsi,
vive finché è capace di lottare per la propria libertà: 
altrimenti cessa di esistere come popolo.
Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! 
Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti 
sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze 
per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: 
SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, 
devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante
poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”,
alcuni si sono abituati a darla per scontata:
una sorta di dono divino e non, 
un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità,
difendere la mia cultura,
conservare le mie tradizioni.
L’importante non è che accanto a me
ci sia un tripudio di fari,
ma che io faccia la mia parte,
donando quello che ho ricevuto dai miei AVI,
fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza
ai popoli che difendono la propria Patria!
Violenza e terrorismo sono il risultato
della mancanza di giustizia tra i popoli.
Per cui l'uomo di pace
si impegna a combattere tutto ciò 
che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori
affinché siano spezzate le catene
della violenza e dell’odio,
e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: 
fino a quando, Signore? Quando farai giustizia?
Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita 
e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, 
a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet:
“””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, RID, Naval-Technology, Wikipedia, You Tube)



























 

martedì 30 dicembre 2025

Forze armate della Federazione Russa - Вооружённые силы Российской Федерации, Vooružënnye sily Rossijskoj Federacii: le forze armate russe hanno probabilmente ricevuto un primo lotto del fucile d'assalto compatto AK-15K calibro 7,62 x 39 mm, secondo un comunicato stampa del gruppo Kalashnikov. Non sono state fornite informazioni sulle quantità consegnate o sul valore dell’ordine.









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(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.







Forze armate della Federazione Russa - Вооружённые силы Российской Федерации, Vooružënnye sily Rossijskoj Federacii

Le Forze armate della Federazione Russa (in russo Вооружённые силы Российской Федерации, Vooružënnye sily Rossijskoj Federacii) sono costituite da tre rami di servizio principali, le Forze terrestri, la Marina militare e le Forze Aerospaziali e tre rami di servizio indipendenti, le Forze missilistiche strategiche, le Truppe aviotrasportate e il 12 novembre 2025 il Ministero della Difesa ha mostrato per la prima volta l'emblema delle nuove truppe di sistemi senza pilota, che raffigura ali incrociate da una freccia e una spada, e al centro un microchip con una stella d’oro. 


Istituite nel 1992, hanno rilevato la maggior parte dell'eredità materiale e giuridica delle Forze armate sovietiche. In termini di personale in servizio attivo, sono la quarta forza militare più grande del mondo, con 1,320 milioni di uomini e almeno 2 milioni di riservisti. 

Secondo la CIA, "la Russia prevede di espandere il suo personale attivo a 1,5 milioni entro il 2026, il che la renderà la terza più grande al mondo, dopo Cina e India".




Fucile d'assalto compatto AK-15K calibro 7,62 x 39 mm

Le forze armate russe hanno probabilmente ricevuto un primo lotto del fucile d'assalto compatto AK-15K calibro 7,62 x 39 mm, secondo un comunicato stampa del gruppo Kalashnikov. Non sono state fornite informazioni sulle quantità consegnate o sul valore dell’ordine.


Il gruppo Kalashnikov ha presentato per la prima volta il nuovo fucile d'assalto in calibro 7,62 × 39 mm con la denominazione AK-15K nella versione di serie alla fiera internazionale degli armamenti IDEX 2025 nel febbraio 2025 ad Abu Dhabi.
Si tratta di una versione accorciata dell'AK-15, un adattamento dell'AK-12 nel calibro 7,62 x 39 mm. Sia l'AK-15 che il modello base AK-12 sono stati sviluppati per il sistema militare russo Ratnik e introdotti nell'ambito del relativo programma. Il prototipo della versione compatta AK-15K è già stato presentato da Kalashnikov in una fiera in Russia nel 2017. Tuttavia, Kalashnikov avrebbe ricevuto solo all'inizio di quest'anno il via alla produzione di serie e i relativi ordini che giustificano la produzione.
Il fucile d'assalto ha tutti i vantaggi ergonomici dell'AK-12, come il supporto per le spalle regolabile in lunghezza, e quindi si differenzia dai progetti di epoca sovietica. Inoltre, grazie alla guida Picatinny, i miri ottici e optronici possono essere fissati all'arma, il che è possibile con i fucili AKM dello stesso calibro solo tramite un montaggio laterale su di una lunghezza significativamente maggiore. Il fucile con una lunghezza della canna di 290 mm, pesa circa lo stesso di un normale AKM, con 3,4 kg. Il comunicato stampa rilasciato ai media sottolinea anche che l'arma viene consegnata in un modello mimetico simile al multicam. Secondo l'azienda, questa finitura è disponibile da quest'anno per tutte le armi russe.
Sebbene sia disponibile una cartuccia più moderna 7N6 nel calibro 5,45 x 39 mm, che dal 1974 è stata utilizzata con l'indice GRAU (sistema di designazione per le armi, le munizioni e le attrezzature delle forze armate originariamente sovietiche, poi russe), la popolarità del calibro 7,62 x 39 è ininterrotta. La ragione di ciò, oltre ad alcuni altri sviluppi balistici propri favorevoli, è apparentemente l'elevata compatibilità con i riduttori del suono mantenendo allo stesso tempo gran parte delle prestazioni. Inoltre, il calibro è diffuso in tutto il mondo, il che significa che ha una significativa rilevanza per le esportazioni russe, limitata dalle sanzioni. Questo spiega anche perché, oltre all'AK-15 di Kalashnikov, sono stati sviluppati un AK-15SK ancora più corto e una mitragliatrice leggera denominata RPL-7.


Ak-15K: è la versione in 7,62×39 dell’Ak-12K, con la canna misura 290 millimetri (11,4 pollici contro i 16,3 della versione fucile), è dotata di spegni-fiamma diverso e più compatto e il peso, scende a 3,4 Kg a vuoto. Conserva le normali forniture sintetiche della serie Ak-12 ma la calciatura ribaltabile perde il poggia guancia.


Ak-15Sk: è la versione in 7,62×39 dell’Ak-12Sk, adotta canna da 228 millimetri (8,9 pollici) e pesa a vuoto 3,2 Kg, la calciatura polimerica e ribaltabile è invece quella più compatta utilizzata già dalla Smg in 9×19 Kalashnikov Ppk-20.



Rpl-7: è la versione in 7,62×39 della Lmg a nastro Kalashnikov Rpl-20 (5,45×39 e giunta alla Gen II); incorpora inferiormente un tratto di guida Picatinny e adotta canna accorciata da 415 millimetri (16,3 pollici); pesa 5,5 Kg a vuoto e impiega nastro non disintegrabile da 80 colpi contenuti in una sacca o soft pouch agganciata inferiormente al fusto. 
Le tre armi sopra specificate evidenziano l’interesse per il calibro storico 7,652 × 39 , diffuso in tutto il mondo e non solo nelle aree medio-orientali/africane.






Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, 
storia militare, sicurezza e tecnologia. 


La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri 
di un reparto militare 
ma come cittadini e custodi di ideali.
Valori da tramandare e trasmettere, da difendere
senza mai darli per scontati.
E’ desiderio dell’uomo riposare
là dove il mulino del cuore non macini più
pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto
nella cultura politica europea contemporanea,
è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti
a un disegno spezzato
senza nessuna strategia
per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali.
Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando
è che non bisogna arrendersi mai,
che la difesa della propria libertà
ha un costo
ma è il presupposto per perseguire ogni sogno,
ogni speranza, ogni scopo,
che le cose per cui vale la pena di vivere
sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, 
in quanto capace di autodeterminarsi,
vive finché è capace di lottare per la propria libertà: 
altrimenti cessa di esistere come popolo.
Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! 
Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti 
sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze 
per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: 
SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, 
devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante
poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”,
alcuni si sono abituati a darla per scontata:
una sorta di dono divino e non, 
un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità,
difendere la mia cultura,
conservare le mie tradizioni.
L’importante non è che accanto a me
ci sia un tripudio di fari,
ma che io faccia la mia parte,
donando quello che ho ricevuto dai miei AVI,
fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza
ai popoli che difendono la propria Patria!
Violenza e terrorismo sono il risultato
della mancanza di giustizia tra i popoli.
Per cui l'uomo di pace
si impegna a combattere tutto ciò 
che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori
affinché siano spezzate le catene
della violenza e dell’odio,
e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: 
fino a quando, Signore? Quando farai giustizia?
Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita 
e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, 
a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet:
“””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, Hartpunkt, Armi e Tiro, Wikipedia, You Tube)



















 

LA CORSA AI MICRO REATTORI NUCLEARI PER LA PROPULSIONE NAVALE












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(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.








  1. IL TEMA SPINOSO DEL NUCLEARE - MICRO REATTORI SULLE NAVI DA SALVATAGGIO;
  2. I MICRO-REATTORI NUCLEARI STATUNITENSI DELL’IDAHO NATIONAL LABORATORY; 
  3. IL PROGETTO DI FINCANTIERI NELLA PROPULSIONE NUCLEARE NAVALE (nell’Arsenale di Venezia si trova una riproduzione reale del reattore nucleare raffreddato a piombo liquido TL-40 progettato da Newcleo, un reattore sicuro, sostenibile e compatto studiato per la propulsione di grandi navi e per la produzione di energia in aree isolate e off-grid);  
  4. IL PROGRAMMA “MINERVA”, cioè la Marinazzazione di Impianto Nucleare per l’Energia a boRdo di Vascelli Armati.

LA CORSA AI MICRO REATTORI NUCLEARI

Nell’ambito di Google, Microsoft, di colossi industriali come Siemense e della startup Newcleo fondata dal fisico italiano Stefano Buono sono stati da tempo messi a punto micro reattori nucleari modulari o “Small modular reactor (Smr)”; inoltre, l’alleanza promossa dalla Commissione europea per sviluppare impianti di energia atomica di piccola taglia ha tra i suoi iscritti, oltre ai giganti globali del digitale, anche università, piccole imprese e multinazionali del settore.
L’obiettivo, come noto agli addetti ai lavori, è quello di costituire una rete che faccia avanzare l'industria europea nel mercato dei mini reattori nucleari modulari che sono di fatto impianti atomici piccoli rispetto alle centrali tradizionali, sia per dimensione che per potenza. Gli stessi utilizzano tecnologie a fissione per produrre dai 10 ai 300 megawatt di energia; i nuovi micro-reattori dovranno utilizzare strutture modulari per facilitare la produzione in serie e nuove procedure di assemblaggio, come spiega l’italiana Enea.
Di fatto, da diverso tempo, allo scopo di diversificare le fonti energetiche, l’Unione Europea ha inserito il nucleare tra le tecnologie destinate a ricevere finanziamenti per raggiungere gli obiettivi di abbattimento delle emissioni; l'alleanza sui mini reattori nucleari deve servire a creare un'industria europea in grado di soddisfare il fabbisogno dei 27 membri senza dipendere da fornitori esterni, come è successo con la Cina-comunista per i pannelli solari e altro. 
Dal 2024, la rete di imprese e centri di ricerca mira a tagliare il traguardo dell'installazione di un reattore “SMR” entro il 2030. A settembre sono stati scelti i progetti di piccoli reattori che l'alleanza intende sostenere, dal punto di vista economico e della ricerca, attraverso otto gruppi di lavoro (dalla filiera della fornitura al trattamento delle scorie radioattive).



IL TEMA SPINOSO DEL NUCLEARE

Ad oggi, soltanto 13 nazioni europee su 27 si affidano anche a centrali atomiche per il loro fabbisogno di energia, con la Francia al primo posto. La Germania ha chiuso la sua stagione dell'atomo nella primavera del 2023 e solo dopo la crisi energetica provocata dall'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, Berlino ha spinto per sfumare il riferimento al nucleare.
Ad oggi, hanno passaporto francese un iscritto su quattro: 72 imprese, tra cui ci sono anche la statunitense Jacobs o la coreana Kepco, ma anche aziende e università locali. L’azienda francese Orano, con 4,8 miliardi di euro di ricavi nel 2023, ha in cantiere due progetti di “SMR”.
Anche Newcleo, ha aderito attraverso il suo ramo d'0ltralpe.La startup di Buono ha ottenuto l'autorizzazione per la realizzazione dei suoi reattori in Francia, dove ha impostato un piano di investimenti fino a 3 miliardi che ha suscitato l'interesse dell'Eliseo. Anche Newcleo è stata selezionata nei progetti di France 2030. E in questa cornice ha stretto una partnership industriale con Naarea, startup francese a sua volta aderente all'alleanza europea.
Dopo la Francia, per numero di iscritti alla rete degli smr, si colloca a sorpresa, l’Italia con 39 iscritti: è il secondo paese più rappresentato nella coalizione di Bruxelles. Sebbene l'Italia abbia chiuso quasi 40 anni fa con l'atomo, la filiera industriale non si è sfaldata e i campioni nazionali dell'energia, Eni ed Eni e Ansaldo Nucleare sono impegnati nello sviluppo di almeno tre modelli di “SM”; Fincantieri e Rina, sono molto interessate alle applicazioni in ambito marittimo tramite l’Agenzia industrie difesa, una società pubblica che sovrintende la produzione di stabilimenti e arsenali delle forze armate.
La Walter Tosto di Chieti, realizza infrastrutture critiche ed ha fornito pezzi anche al reattore sperimentale europeo per la fusione nucleare, Iter, in costruzione nel sud della Francia; la mantovana Bellelli Energy; la bergamasca Brembana&Rolle, produttrici di parti di reattori e scambiatori di calore. Tra le università presenti, ci sono Pisa e il Politecnico di Milano.
Anche la Polonia è considerata tra i paesi più avanzati al mondo nei programmi sugli “SMR”r. Seguono la Repubblica Ceca e la Germania. Benché l'alleanza si professi “europea”, la Commissione ha sfruttato l'architettura del progetto per alcune mosse diplomatiche con cui avvicinare paesi vicini alla sua orbita industriale. Prima l'Ucraina, che possiede la centrale atomica più grande del continente, quella di Zhaporizhzhia, ora sotto il controllo delle truppe russe, con 10 enti (tra cui Energoatom, l'azienda nazionale per l'energia nucleare), e poi la Turchia.
Seduti al tavolo, per interposte filiali europee, ci sono anche le statunitensi Google e Microsoft, due colossi del tech che stanno monitorando gli sviluppi dell'industria nucleare per alimentare in particolare i data center, che bruciano sempre più energia sulla scia degli sviluppi dell'intelligenza artificiale. I due giganti del Web sono interessanti a finanziare la ricerca e assicurarsi contratti di favore per sperimentare tecnologia d'avanguardia. Anche Westinghouse o Worley, mediante i loro centri di ricerca nel Vecchio continente, sono interessate ai nuovi modelli di “SMR”.
Per la Commissione europea questo è l'ennesimo test sull'efficacia delle sue alleanze industriali, che sono lo strumento con cui vuole fare rete nel mercato interno per fronteggiare la concorrenza internazionale. Al momento ne sono attive undici: dalla batterie alle terre rare, dal fotovoltaico ai semiconduttori. Tutti settori in cui l'Europa arranca dietro a Cina e Stati Uniti. L'alleanza sul cloud, per esempio, finora non ha dato i risultati sperati. La bilancia pende sempre a favore dei colossi USA e l'avvento dell'AI generativa ha allargato ancor più il divario esistente.
Sui mini reattori nucleari la partita è tutta da giocare, anche se Stati Uniti e Cina sono avanti. La Cina, come si sa, ha vinto la corsa ad attivare il primo reattore, a fine 2023.
La commercializzazione di questi nuovi impianti non è prevista prima del 2030. Come spiega l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Iaea), parte delle Nazioni Unite, in un suo documento, “ci sono vari modelli di smr a diversi stadi di sviluppo”. Per l'Europa gli ostacoli sono di natura politica. L'energia atomica ha ricevuto un nuovo impulso dopo l'invasione dell'Ucraina per assicurare indipendenza, ma con approcci contrastanti per i costi necessari e i tempi del percorso verso le zero emissioni nel 2050.
L'Europa deve necessariamente tenere il passo anche sul fronte della fusione nucleare. Secondo l'ultimo rapporto dell'Associazione per la fusione nucleare, a metà del 2024 i finanziamenti per la tecnologia che riprodurrà sulla Terra il meccanismo che genera energia sulle stelle (fondendo i nuclei, anziché spezzandoli) hanno raggiunto i 7,1 miliardi di dollari. L'Europa unita ad oggi può contare su sei realtà.

MICRO REATTORI SULLE NAVI DA SALVATAGGIO

La società australiana Seatransport, insieme a quella statunitense Deployable Energy e al Lloyd's Register, stanno studiando un prototipo di nave da impiegare nelle aree più remote.
Il gruppo di progettazione navale australiano del Queensland, Seatransport, e quello di servizi ingegneristici Deployable Energy, con sede a Houston, in Texas, stanno collaborando con il Lloyd's Register (LR) per sviluppare una nuova generazione di propulsori a energia nucleare da impiegare sulle navi dislocate soprattutto nelle aree più remote del pianeta.





Si utilizzerà la tecnologia dei micro reattori modulari (MMR), da 2 a 5 parti per la precisione, da 1 MWe ciascuno. Il progetto a cui lavorano i tre soggetti prevede l'alimentazione di una nave anfibia di 73 metri di lunghezza, progettata per interventi di emergenza e soccorso in caso di calamità. La propulsione nucleare consentirà alla nave di operare senza fare alcun rifornimento di carburante per almeno otto anni, con notevoli vantaggi logistici ed economici. Inoltre, grazie alla notevole quantità di energia a disposizione fornita dalla tecnologia nucleare, la nave potrà immettere energia nella rete elettrica costiera delle aree colpite.

I MICRO - REATTORI NUCLEARI STATUNITENSI DELL’IDAHO NATIONAL LABORATORY

L'Idaho National Laboratory (INL) ha annunciato la selezione iniziale di cinque team per condurre i primi esperimenti per l'utente finale sul banco di prova Microreactor Application Research Validation and Evaluation (MARVEL) che includono l'alimentazione dei data center per la corsa all'intelligenza artificiale (AI) e l'avanzamento della desalinizzazione delle acque; mirano a liberare l'innovazione del settore privato e accelerare l'implementazione dell'energia nucleare commerciale.


Il MICRO-REATTORE MARVEL è un banco di prova unico progettato per aprire la strada all'integrazione dell'energia nucleare in applicazioni non tradizionali: è compatto, ed ha all'incirca le dimensioni di una berlina; è alto solo 15 piedi.
È previsto per il funzionamento presso il Transient Reactor Test Facility presso l'INL, per dimostrare utilizzi innovativi su di un sistema operativo.
Nonostante la sua piccola impronta, il MARVEL è una centrale elettrica di capacità termiche. Agisce come un micro-reattore raffreddato da sodio-potassio utilizzando combustibile idruro di uranio-zirconio, simile a quello utilizzato nella ricerca universitaria.
Il sistema utilizza il raffreddamento a circolazione naturale per operare a un intervallo di temperatura da 500°C a 550°C, producendo 85 kilowatt (kW) di energia termica e circa 20 kW di elettricità.
Con il MARVEL, le aziende potranno verificare come i micro-reattori ci aiuteranno potenzialmente a vincere la corsa globale all'IA, risolvere le sfide dell'acqua e molto altro ancora. Il banco di prova MARVEL esemplifica come l'energia nucleare possa aprire la porta ad un futuro più sicuro e più prospero per tutti.
Amazon Web Services propone di accoppiare il MARVEL con un data center modulare allo scopo di creare un sistema autosufficiente per la difesa e le agenzie governative in grado di operare indipendentemente dalle infrastrutture elettriche tradizionali.
DCX USA e l'Arizona State University pianificano di dimostrare la fattibilità di un micro-reattore che alimenta un data center per l'intelligenza artificiale, raccogliendo dati su come fornire la potenza stabile e continua necessaria per l'elaborazione dell'IA. Anche i progressi operativi e la gestione delle risorse sono i punti chiave degli esperimenti selezionati.
General Electric Vernova intende dimostrare operazioni di reattore remoto e autonomo per stabilire standard di controllo per un'applicazione commerciale più ampia. Radiation Detection Technologies testerà tecnologie avanzate di sensori ad alte prestazioni per monitorare le prestazioni dei reattori avanzati.
Shepherd Power, NOV e ConocoPhillips lanceranno un progetto di desalinizzazione pilota utilizzando il calore di processo generato dal nucleare nelle operazioni afferenti il petrolio e il gas naturale.
I team selezionati si coordineranno ora con il Dipartimento dell'Energia e gli esperti di laboratorio nazionali per verificare la fattibilità delle applicazioni proposte entro il 2026.




IL PROGETTO DI FINCANTIERI NELLA PROPULSIONE NUCLEARE NAVALE


Nell’Arsenale di Venezia si trova una riproduzione reale del reattore nucleare raffreddato a piombo liquido TL-40 progettato da Newcleo; è un reattore sicuro, sostenibile e compatto studiato per la propulsione di grandi navi e per la produzione di energia in aree isolate e off-grid.




Il funzionamento del reattore avrà la capacità di bruciare le scorie prodotte dalle centrali nucleari tradizionali, e le sue caratteristiche di sicurezza passiva che lo renderanno una soluzione ideale per alimentare le attività umane energivore in maniera sostenibile.
La società Pininfarina ha disegnato qualità estetiche e simboliche aumentandone l’attrattiva e il fascino, rendendolo accessibile al pubblico. Il reattore in mostra al pubblico è in una configurazione aperta, osservabile da ogni angolazione.
La sua forma offre le linee di un grande vaso, e suggerisce un senso di leggerezza, in netto contrasto con la sua massa effettiva, superiore ai 2.000 Kg. L’involucro esterno è contraddistinto da lamelle ravvicinate e genera raffinati giochi di luce e ombre; l’intera struttura risulta alta circa cinque metri e mezzo.
Progettato dai designer, il reattore consente una visione diretta del suo interno e permette ai visitatori di cogliere con immediatezza i principi e i processi che regolano la generazione dell’energia.
I piccoli reattori modulari di quarta generazione Newcleo rappresentano un approccio rivoluzionario alla sfida della decarbonizzazione offrendo la risposta ai problemi percepiti del nucleare tradizionale. L’innovativo sistema di raffreddamento al piombo introduce sistemi di sicurezza passiva che eliminano il rischio di incidenti nucleari attraverso le leggi fisiche che governano il funzionamento del reattore. Questi reattori sono in grado di eliminare le scorie nucleari generate dalle centrali nucleari tradizionali attraverso un sistema virtuoso di multi-riciclo che consente di bruciarle generando energia pulita, economica e quasi inesauribile.


L’Ad di Fincantieri, Pierroberto Folgiero, ha detto in merito: «Il nucleare con reattori più piccoli consente di essere utilizzato non solo su sommergibili e portaerei, ma anche sulle navi più piccole come incrociatori o, addirittura, le Fregate lanciamissili. Questa innovazione ci renderebbe unici al mondo».

Sono in progetto navi d’assalto anfibie LHA e sottomarini a propulsione nucleare SSN nel futuro della Marina Militare italiana. 

La Direzione degli armamenti navali ha di recente dato incarico a Fincantieri di elaborare un piano che “esplori in modo esaustivo e dettagliato gli impatti dell’impiego della propulsione nucleare a bordo delle unità navali maggiori e dei sottomarini” per valutarne la sostenibilità nel tempo. 




Sulla base della LHD portaeromobili Trieste e di sottomarini AIP U212NFS, lo studio dovrà specificare quali modifiche progettuali dovranno essere necessarie per utilizzare un reattore navale a fissione di terza o quarta generazione su tali mezzi navali.
Dopo i vincoli progettuali per le future unità navali, che sicuramente avranno maggiori dimensioni rispetto alle attuali, si dovranno prendere in considerazione gli aspetti industriali e di gestione. Si dovrà altresì scegliere dove ospitare il prototipo del futuro reattore, dove costruirlo, la catena di realizzazione, in quale sito industriale integrarlo con la nave nucleare, quali infrastrutture critiche saranno necessarie per la sua gestione, dove fare il pieno “di energia” e dove stoccare il materiale fissile esausto. Il tutto partendo da un’analisi delle pratiche utilizzare dalle altre nazioni che utilizzano già questo tipo di unità: Stati Uniti, Francia e Inghilterra in primis.
Lo studio dovrà tener conto dei requisiti di cui dovranno tener conto le fabbriche e i cantieri navali per la costruzione e la manutenzione dei reattori e delle unità navali e dei sottomarini a propulsione nucleare. Le basi navali attrezzate per il Nuclear Naval Base dovranno essere idonee allle operazioni di fuelling, di refuelling ed alle manutenzioni sui reattori. Nei cantieri navali e negli arsenali marittimi di domani dunque potrebbe esserci anche questo tipo di capacità tecnologica.
Da tempo la Marina Militare ha operato presso il Centro interforze studi per le applicazioni militari Cisam di Pisa su di un reattore a fissione spento nel 1980. In anni recenti la creazione di reattori di piccole dimensioni per impiego navale era già tornata in auge con il progetto Minerva (Marinizzazione di impianto nucleare per l’energia di bordo di vascelli armati) compreso nel Piano nazionale della ricerca militare, a cura di Fincantieri, Cetena, Ansaldo Nucleare, Rina Services e Università degli Studi di Genova.
Un passaggio che ha riacceso l’attenzione sulla possibilità di utilizzare la tecnologia nucleare a supporto del naviglio militare in quanto per Fincantieri è uno snodo indispensabile; nei piani del manager Folgiero, il nucleare è un tassello importante della road map verde del gruppo che punta a emissioni zero per le nuove unità navali. Da tali lineee guida nasce la scelta dell’azienda di partecipare allo sviluppo del programma francese Iter. Fincantieri SI opera come capofila di diversi progetti ed alle alleanze con gli attori cruciali Newcleo e Rina.

IL PROGRAMMA “MINERVA”

La sfida alla quale ha accennato il ceo di Fincantieri si chiama “Minerva”, una delle tessere del Piano nazionale della ricerca militare. Minerva è un acronimo (Marinazzazione di Impianto Nucleare per l’Energia a boRdo di Vascelli Armati) e nel 2023 la Direzione degli Armamenti Navali del ministero della Difesa ha lanciato un bando per lo studio e l’integrazione a bordo di una nave militare di prima linea di un reattore nucleare di nuova generazione per la produzione e generazione elettrica.





Il programma prevede tre fasi: 
  • lo studio per l’impiego navale militare dei reattori nucleari di nuova generazione.
  • un case study con il concept design di una unità navale combattente nucleare;
  • il confronto tra una unità esistente e la soluzione con propulsione nucleare con l’obiettivo di determinare vantaggi e svantaggi collegati all’integrazione.
L’incarico per lo studio è stato affidato a un’associazione tra Fincantieri (in qualità di mandataria) tramite la controllata Cetena (Centro di ricerca in campo marittimo), Ansaldo Nucleare, Rina Services e Università degli Studi di Genova. 
Una squadra molto attrezzata per approfondire i confini della propulsione nucleare sulla quale, va ribadito, Fincantieri si è mossa già dal mese di luglio 2023.
La Direzione Nazionale degli Armamenti della Difesa - Divisione “Propulsione ed energia” degli Armamenti navali, ha suggerito i tempi entro cui la Marina militare italiana dovrà raggiungere una svolta nucleare: due anni per i nuovi sistemi per la propulsione navale.
Il Ministero della Difesa italiano ha aperto una consultazione per coinvolgere aziende capaci di inserirsi nella costruzione di questa nuova filiera per lo studio “degli impatti nei diversi domini dell’impiego della propulsione nucleare a bordo delle unità di superficie e subacquee“.  Due sarebbero le piattaforme navali per le quali la Difesa chiede che vengano effettuate “considerazioni relative ad impianti, materiali, tabelle d’armamento e siti di costruzione e manutenzione“: le unità navali LHD con funzioni anche anfibie e i nuovi sottomarini U212NFS: entrambe le tipologie di navi sono in costruzione nei cantieri Fincantieri del Muggiano, nei pressi di La Spezia.
Fincantieri sarà la “design authority” e si può immaginare che almeno alcuni nomi rientreranno nel progetto generale: la controllata di Fincantieri Cetena, Ansaldo Nucleare, Rina Services e Università degli Studi di Genova, tutte realtà coinvolte a vario titolo nello sviluppo di reattori di piccole dimensioni per impiego navale; come già evidenziato il progetto è denominato Minerva (“Marinizzazione di impianto nucleare per l’energia di bordo di vascelli armati”), e fa parte del Piano nazionale della ricerca militare.
Il progetto Minerva sarà indirizzato verso lo sviluppo di una portaerei a propulsione nucleare, come già ribadito da Enrico Credendino, capo di Stato Maggiore della Marina italiana. Il riarmo e la trasformazione verso un’economia di guerra si intreccia sempre più con la capacità di proiezione italiana verso il cosiddetto Mediterraneo allargato, per la quale la marina avrà un peso fondamentale.
Lo studio dovrà considerare l’impiego di reattori nucleari a fissione di ultima generazione (3+ e 4), e su tali tecnologie lavorerà anche Nuclitalia, la società nata dallo sforzo congiunto di Enel, Leonardo e Ansaldo Energia.
La nuova “alleanza” imprenditoriale che sta prendendo piede intorno al ritorno al nucleare è chiaramente un’alternativa “green" per garantirsi autonomia energetica e la ricerca sull’atomo è anche un settore strategico per adeguare il riarmo europeo ed italiano alla competizione globale.
Ad ogni buon conto, la Difesa richiede anche di lavorare anche agli stabilimenti dove costruire il reattore e integrarlo con la produzione navale, con il necessario adeguamento delle infrastrutture portuali. Da circa quattro anni, i processi produttivi sono sempre più rimodellati verso un’economia di guerra.
La guerra ci è stata imposta in casa, e una filiera di aziende stanno rispondendo alle esigenze strategiche di Bruxelles, che cerca di recuperare il terreno perso sul piano internazionale e industriale.
Il nucleare con reattori più piccoli «consente di essere utilizzato non solo su sommergibili e portaerei, ma anche sulle navi più piccole come incrociatori o, addirittura, le Fregate. Questa innovazione ci renderebbe unici al mondo». Lo ha affermato di recente l'amministratore delegato di Fincantieri, Pierroberto Folgiero, intervenendo alla tavola rotonda "Energia nucleare sostenibile: dialogo con l'industria italiana", promossa da Confindustria Udine e Newcleo.
Il gruppo cantieristico sta lavorando da diversi anni a progetti e studi per implementare l'energia nucleare nella propulsione e nell'alimentazione navale guardando però alle tecnologie più recenti e per certi versi avveniristiche. Tra questi progetti si annovera il programma francese "Iter" dove Fincantieri SI è capofila, ma anche le alleanze strette con Newcleo, startup italiana dedicata all'energia nucleare di nuova generazione, e con la multinazionale della classificazione Rina. 
Alla base di tutto c'è la quarta generazione di reattori nucleari, dei quali il più promettente è il reattore nucleare a neutroni veloci refrigerato a piombo, di cui ne esistono versioni miniaturizzate perfette da usare come fonti di energia a bordo di una nave, come quello sviluppato da Newcleo. Uno dei principali vantaggi di questo tipo di reattore – oltre al fatto che è miniaturizzato e quindi occupa poco spazio - è che un'eventuale fuga di liquido refrigerante nel corso del suo funzionamento causerebbe un'emissione modesta di radiazioni, visto che l'eventuale colata del refrigerante (il piombo) è in grado esso stesso di schermare buona parte delle radiazioni.
Come già evidenziato, su questo fronte, uno dei più promettenti è il progetto “Minerva”; il bando è stato vinto da un'associazione temporanea di imprese formata da Fincantieri (mandataria) con la controllata Cetena, Ansaldo Nucleare, Rina Services e Università di Genova.







Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, 
storia militare, sicurezza e tecnologia. 


La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri 
di un reparto militare 
ma come cittadini e custodi di ideali.
Valori da tramandare e trasmettere, da difendere
senza mai darli per scontati.
E’ desiderio dell’uomo riposare
là dove il mulino del cuore non macini più
pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto
nella cultura politica europea contemporanea,
è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti
a un disegno spezzato
senza nessuna strategia
per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali.
Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando
è che non bisogna arrendersi mai,
che la difesa della propria libertà
ha un costo
ma è il presupposto per perseguire ogni sogno,
ogni speranza, ogni scopo,
che le cose per cui vale la pena di vivere
sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, 
in quanto capace di autodeterminarsi,
vive finché è capace di lottare per la propria libertà: 
altrimenti cessa di esistere come popolo.
Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! 
Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti 
sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze 
per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: 
SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, 
devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante
poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”,
alcuni si sono abituati a darla per scontata:
una sorta di dono divino e non, 
un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità,
difendere la mia cultura,
conservare le mie tradizioni.
L’importante non è che accanto a me
ci sia un tripudio di fari,
ma che io faccia la mia parte,
donando quello che ho ricevuto dai miei AVI,
fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza
ai popoli che difendono la propria Patria!
Violenza e terrorismo sono il risultato
della mancanza di giustizia tra i popoli.
Per cui l'uomo di pace
si impegna a combattere tutto ciò 
che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori
affinché siano spezzate le catene
della violenza e dell’odio,
e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: 
fino a quando, Signore? Quando farai giustizia?
Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita 
e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, 
a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet:
“””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, WIRED, Informazioni marittime,  Interestingengineering, IlSole24Ore, Contropiano, InformazioniMarittime, Wikipedia, You Tube)