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mercoledì 26 agosto 2026

Aeronautica Militare (abbreviata in AM o AMI) 1997 - 2004: l'Aeritalia F-104S ASA-M rappresenta l'ultima e più avanzata evoluzione operativa dello storico caccia supersonico Lockheed F-104 Starfighter.












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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.









Aeronautica Militare (abbreviata in AM o AMI)

L'Aeronautica Militare (abbreviata in AM o AMI), in ambito internazionale Italian Air Force (abbreviata in ITAF) è, assieme a Esercito Italiano, Marina Militare ed Arma dei Carabinieri, una delle quattro forze armate italiane ed è, in particolare, quella deputata alla difesa dello spazio.


Dopo l'Unità d'Italia il Ministero della guerra, su iniziativa del tenente del genio Alessandro Pecori Giraldi, autorizzava nel 1884 la costituzione di un Servizio Aeronautico presso il distaccamento di Roma della Brigata Mista del 3º Reggimento genio di Firenze, il reparto si sarebbe occupato degli aerostati da ricognizione. Nel gennaio 1885 il Servizio Aeronautico fu denominato Sezione Aerostatica destinata, tra l'altro, all'uso dei due palloni frenati in dotazione: il Torricelli e l'Africo.
La sezione aeronautica del genio si sarebbe poi espansa negli anni successivi, fino ad assumere la dimensione di un battaglione e successivamente di una brigata. In seguito alla venuta su invito di Wilbur Wright a Roma nel 1909 e delle dimostrazioni che diede delle caratteristiche dell'aeroplano, questi fu adottato e la prima scuola di volo militare fu fondata a Centocelle (Roma) che divenne il primo aeroporto italiano.
Il primo brevetto di pilota venne rilasciato nel settembre 1909 al tenente di vascello Mario Calderara. Lo stesso Calderara, insieme al ten. Umberto Savoja, firmò nel febbraio 1910 il primo contratto con i fratelli Wright per la produzione su licenza, in Italia, di 5 aeromobili che utilizzavano i brevetti detenuti dagli stessi Wright.
Il primo utilizzo operativo delle forze aeree, con l'impiego di 4 aerostati, 2 dirigibili e 28 aerei, avvenne durante la campagna di Libia del 1911-1912.



Aeritalia F-104S ASA-M

L'Aeritalia F-104S ASA-M rappresenta l'ultima e più avanzata evoluzione operativa dello storico caccia supersonico Lockheed F-104 Starfighter. Sviluppata in Italia e impiegata in via esclusiva dall'Aeronautica Militare Italiana (AMI), questa variante è entrata in servizio alla fine degli anni '90 per colmare il ritardo del programma Eurofighter Typhoon, rimanendo operativa fino alla definitiva radiazione della linea nel ottobre 2004. 





Il significato della sigla:
  • F-104S: La variante "S" (Super) fu sviluppata originariamente da Fiat/Aeritalia negli anni '60 con una struttura irrobustita, alette ventrali aggiuntive e il motore potenziato J79-GE-19 per consentire l'uso di missili a guida radar. 
  • ASA (1986): Aggiornamento Sistemi d'Arma. Introduceva il radar FIAR R21G/M1 Setter con capacità look-down/shoot-down e la compatibilità con i missili Selenia Aspide e AIM-9L Sidewinder. 
  • ASA-M (1997): Aggiornamento Sistemi d'Arma Modificato. Ultimo pacchetto di modifiche incentrato sul miglioramento dell'affidabilità generale e sulla modernizzazione dell'avionica di navigazione.

Le modifiche principali della versione ASA-M:
  • Rispetto alla precedente versione ASA, lo standard ASA-M ha riconfigurato profondamente l'aeromobile per un ruolo puramente difensivo e di intercettazione: 
  • Rimozione dell'armamento interno: Il cannone Vulcan M61A1 da 20 mm e i cablaggi associati ai piloni d'attacco al suolo sono stati definitivamente rimossi.
  • Nuova avionica: Integrazione di sistemi derivati dai caccia AMX e Tornado, tra cui il sistema di navigazione inerziale Litton LN-30A2, un nuovo ricevitore GPS (con antenna sul tettuccio) e un sistema radio UHF di tipo Have Quick per comunicazioni protette.
  • Smantellamento ECM: Rimozione dei sensori IRST (sensore a infrarossi davanti al parabrezza) e dei pod di contromisure elettroniche ALQ 70/72 ormai obsoleti.
  • Nuova livrea: Graduale adozione di una colorazione monogrigia a bassa visibilità (FS 36280) in sostituzione della classica livrea mimetica Nato.

Specifiche Tecniche Principali:

  • Motore: 1 Turbogetto General Electric J79-GE-19.
  • Spinta: 11.870 libbre a secco / 17.900 libbre con postbruciatore.
  • Velocità massima: Mach 2,2 (circa 2.470 km/h ad alta quota).
  • Armamento: Esclusivamente aria-aria, composto da missili a guida radar Selenia Aspide 1A e missili a corto raggio AIM-9L Sidewinder. 
  • In totale, tra il 1995 e il 2001, vennero aggiornati a questo standard 49 esemplari monoposto F-104S ASA e 15 biposto TF-104G (rinominati TF-104G/M). Gli ultimi caccia operativi hanno servito presso il 9° Stormo di Grazzanise e il 4° Stormo di Grosseto.

L'Aeritalia F-104S Starfighter è stato un aereo monomotore bisonico multi-ruolo, caccia intercettore ogni-tempo, d'attacco e d'assalto, ricognitore e d'addestramento in versione biposto con ala trapezoidale. 

CELLULA

L'F-104 era caratterizzato da un disegno dell'ala dalle caratteristiche radicali. 


La maggior parte dei caccia a reazione dell'epoca adottava l'ala a freccia o a delta, la quale consentiva un ragionevole equilibrio tra prestazioni aerodinamiche, velocità di salita e spazio interno utilizzabile per il carburante e gli equipaggiamenti. Esperimenti della Lockheed, tuttavia, stabilirono che la forma più efficace per il volo supersonico ad alta velocità era una piccola ala trapezoidale dritta, montata a metà fusoliera. L'ala scelta fu quindi estremamente sottile con uno rapporto spessore/corda di solo 3,36% e un allungamento alare (il rapporto tra apertura alare e corda alare media) di 2.45. I bordi d'entrata erano così sottili (0,016 in/0,41 mm) e taglienti che risultavano un pericolo per il personale di terra e dovevano essere installati dispositivi di protezione durante le operazioni a terra.
La sottigliezza delle ali richiese che i serbatoi di carburante e il carrello di atterraggio dovessero essere collocati nella fusoliera. I martinetti idraulici di azionamento degli alettoni dovevano essere di solo 1 pollice (25 mm) di spessore, per potere trovare alloggiamento. Le ali furono dotate di flap sia sul bordo d'entrata che su quello d'uscita. La piccola ala era caratterizzata da un elevato carico alare, il che causava velocità di atterraggio eccessive. Venne quindi introdotto un sistema di controllo dello strato limite (in inglese boundary layer control system - BLCS) che, utilizzando aria compressa spillata dal compressore del motore, soffiava un flusso d'aria supplementare sul bordo d'uscita dell'ala per fornire maggiore energia al flusso d'aria che investiva i relativi flap e aumentare quindi la stabilità dello strato limite. Il sistema si dimostrò fondamentale per aumentare la sicurezza degli atterraggi, ma nel contempo si rivelò un problema per la manutenzione.
Lo stabilator (stabilizzatore orizzontale completamente mobile) venne montato in cima all'impennaggio verticale per ridurre l'accoppiamento inerziale. Poiché la deriva verticale era di poco più corta della lunghezza di ogni ala e quasi altrettanto efficace aerodinamicamente, poteva comportarsi come un'ala quando si utilizzava il timone creando il fenomeno noto come Dutch roll. Per compensare questo effetto le ali vennero di progetto inclinate verso il basso con un angolo diedro negativo di 10°.
La fusoliera dello Starfighter aveva un alto rapporto di finezza (il rapporto lunghezza/larghezza), cioè si assottigliava verso il naso affilato e aveva una piccola sezione frontale. La fusoliera era completamente riempita con il radar, la cabina di pilotaggio, il cannone, carburante, il carrello di atterraggio e il motore. Questa combinazione fusoliera/ala creava le condizioni per una resistenza estremamente bassa, ad eccezione degli assetti di volo ad alto angolo d'attacco (alfa), condizione in cui la resistenza indotta diventava molto elevata. Come risultato, lo Starfighter aveva eccellenti accelerazione e velocità di salita e potenzialmente un'alta velocità massima, ma le prestazioni in virata sostenuta erano scarse. Una modifica successiva dell'F-104A/B consentì l'uso dell'impostazione di decollo per i flap fino alla velocità di Mach 0.8 / 550 nodi, il che migliorò la manovrabilità alle velocità subsoniche. Per il complesso delle sue caratteristiche aerodinamiche, l'F-104 era sensibile ai comandi ed estremamente spietato in caso di errore del pilota.

PROPULSORE

L'F-104 è stato progettato per utilizzare il motore turbogetto General Electric J79 alimentato da prese d'aria laterali con coni di aspirazione ottimizzati per le velocità supersoniche. 


Il J79 è un turbogetto a singolo albero con un compressore a flusso assiale a 17 stadi con un sistema di statori ad angolo di calettamento variabile. Un ugello a geometria variabile consentiva l'ottimizzazione della spinta e dei consumi per i diversi regimi di funzionamento. La particolare configurazione necessaria al movimento dei "petali" dell'ugello di scarico era anche responsabile del caratteristico "lamento", simile ad un ululato del vento, che compariva a determinati regimi di funzionamento, tanto da portare la NASA a soprannominare il suo F-104B "Howling Howland".
Le 10 camere di combustione tubolari erano tra loro in comunicazione e contenute all'interno di un involucro anulare, soluzione precedentemente introdotta sul J73. Fu anche il primo motore della GE ad impiegare il titanio, pur se in misura limitata, per ridurre il peso.
A differenza di alcuni aerei supersonici, l'F-104 non ha prese d'aria a geometria variabile. Il rapporto potenza-peso è eccellente e permette una velocità massima superiore a Mach 2. La velocità massima dello Starfighter è limitata più dalla struttura in alluminio e dai limiti di temperatura del compressore del motore che dalla spinta o resistenza, valori che porterebbero a una velocità massima teorica di Mach 2,2 calcolata solo dal punto di vista aerodinamico. Modelli successivi ai primi impiegarono versioni migliorate del J79, aumentando la spinta e diminuendo il consumo di carburante in modo significativo.
Venne sperimentata anche una versione denominata ZELL (zero-length launch), per un decollo assistito da un potente razzo che partiva quando il motore era già a piena potenza e col postbruciatore; questo progetto venne condotto nel 1963 presso la Edwards AFB in California dall'USAF su un aereo tedesco della Luftwaffe, lo F-104G con marche DA+102 del JBG 31 (JBG - Jagdbombergeschwader - stormo caccia bombardieri) di Norvenich; l'obiettivo era di dare all'aereo la capacità di operare lanciato da un rimorchio nel caso probabile che gli aeroporti tedeschi venissero attaccati e resi inoperativi; il rientro doveva poi avvenire su tratti di autostrada, eventualmente con l'uso del gancio di arresto.

SEGGIOLINO EJETTABILE

I primi Starfighter utilizzavano seggiolini eiettabili che uscivano dal basso della fusoliera del tipo Stanley C-1. Ciò era dovuto alla preoccupazione nei confronti dei più convenzionali sedili a espulsione verso l'alto, che si temeva non fossero in grado di evitare l'impennaggio a T che sopraggiungeva.


Questa scelta iniziale creò evidenti problemi nelle emergenze a bassa quota e 21 piloti USAF non riuscirono a salvarsi quando i loro velivoli ebbero emergenze a bassa quota. Il sedile a uscita inferiore venne presto rimpiazzato dai Lockheed C-2 a uscita verso l'alto, che erano in grado di evitare la coda, anche se avevano ancora un limite minimo di velocità dell'aereo di 104 nodi (170 km/h) per risultare efficaci. Su molti F-104 per l'esportazione il seggiolino originale venne sostituito dai Martin-Baker Mk.7 con capacità "zero-zero", cioè in grado di estrarre con successo il pilota dal velivolo, anche a quota zero e velocità pari a zero.
Durante l'anno con maggiori perdite per la Luftwaffe, il 1966, il generale Wernher Panitzki criticò le modalità di acquisizione del velivolo; venne anche introdotta una revisione al seggiolino eiettabile, che vide succedersi sui modelli in dotazione alla Luftwaffe, dopo l'iniziale Lockheed C-2, il Talley Corp 10100 con booster a razzo (incline però ad un effetto destabilizzante), poi il Martin-Baker Mk GQ7A zero-zero (sempre per quota zero, velocità zero).

AVIONICA

Il FIAR R21G/M1 Setter è il radar di bordo italiano sviluppato negli anni '80 per l'aggiornamento dei caccia Aeritalia F-104S Starfighter nel programma ASA (Aggiornamento Sistemi d’Arma):
  • Capacità Look-Down/Shoot-Down: Permette di individuare e agganciare bersagli volanti a bassa quota rispetto all'orizzonte radar, filtrando i ritorni del suolo.
  • Tecnologia MTI: Usa sistemi a sintonizzazione mobile (Moving Target Indicator) e parziale ricorso ai semiconduttori.
  • Salto di frequenza: Dispone di un sistema di cambio automatico delle frequenze per resistere alle interferenze e contromisure elettroniche.
  • Compatibilità missilistica: Rende l'aereo compatibile con i missili moderni a guida radar semi-attiva Selenia Aspide e gli infrarossi AIM-9L Sidewinder.



I primi Starfighter USAF avevano un radar basico AN/ASG-14T, il TACAN e una radio UHF AN/ARC-34. La versione cacciabombardiere, che ebbe diffusione sul mercato internazionale, venne invece dotata del radar molto più avanzato Autonetics NASARR, di un avanzato sistema di navigazione inerziale Litton LN-3 Inertial Navigation System, un semplice collimatore ad infrarossi e un computer dati aria.
Alla fine del 1960, la Lockheed, insieme con la Fiat aviazione, divenuta poi Aeritalia, sviluppò una versione più avanzata dello Starfighter, l'F-104S, ad uso dell'Aeronautica Militare italiana per il ruolo di caccia intercettore ogni-tempo. L'F-104S impiegava un radar NASARR R21-G dotato di modalità Moving target indication (MTI) e di illuminatore a onda continua per la guida dei missili a guida radar semiattiva, tra cui l'AIM-7 Sparrow e il Selenia Aspide. Il sistema aggiornato di guida dei missili obbligò a dismettere/sbarcare il cannone M61 Vulcan dello Starfighter. A metà degli anni ottanta, i rimanenti F-104S furono aggiornati allo standard ASA (Aggiornamento Sistemi d'Arma) con un radar FIAR R21G/M1, molto migliorato e più compatto.
Fu una versione costruita in Italia derivata dal Lockheed F-104 Starfighter che venne data in dotazione all'Aeronautica Militare divenendone la colonna portante dalla fine del 1960 fino agli inizi del XXI secolo. Gli F-104S furono acquisiti anche dalla Türk Hava Kuvvetleri, l'aeronautica militare della Turchia, dove rimasero in servizio fino a metà degli anni novanta. 

L’F-104S, OVVERO, LO SVILUPPO FINALE DELLA LINEA “Starfighter”.

Derivato da studi di progettazione della Lockheed su un "Super Starfighter", l'F-104S è stata una delle migliori varianti della serie F-104 e destinata ad essere l'ultima in servizio in tutto il mondo. L'F-104S (aggiornato più tardi alla variante ASA/M) è stato ritirato dal servizio in Italia nel mese di ottobre del 2004.
Il primo F-104S fu in realtà una versione modificata dalla Fiat di un RF-104G, identificato con matricola militare MM6658 e utilizzato come prototipo per gli studi aerodinamici. Il primo volo di questo prototipo venne effettuato il 22 dicembre 1966, mentre un secondo prototipo con matricola MM6660, dotato di nuovi sistemi avionici più vicini alla configurazione finale, volò il 28 febbraio 1967. Il primo esemplare di produzione, identificato dalla matricola MM6701 venne costruito dalla Aeritalia e volò il 30 dicembre 1968.
L'F-104S fu progettato per impiegare i missili AIM-7 Sparrow rinunciando al cannone M61 Vulcan presente nelle versioni precedenti. In configurazione da aereo da attacco al suolo, l'F-104S aveva nove punti d'attacco e poteva trasportare fino a sette bombe da 227 kg (500 lb) o 340 kg (750 lb), il che costituiva un sensibile miglioramento rispetto all'F-104G che poteva trasportare solo la metà di quel carico e aveva solo cinque punti d'attacco, due dei quali venivano impiegati per i serbatoi ausiliari. Teoricamente un F-104S poteva essere equipaggiato con quattro o cinque bombe, due serbatoi supplementari e due missili AIM-9, diventando un velivolo a doppio ruolo intercettore-attacco al suolo.
La nuova versione entrò in servizio a metà del 1969, con il 22º Gruppo del 51º Stormo, e in quello stesso anno, l'F-104S accumulò 460 ore di volo.
L'Aeronautica Militare acquistò 205 esemplari dell'aereo, tutti consegnati tra il 1969 e il 1979, con il 100° aereo consegnato nel gennaio 1973 e il 200° nel maggio 1976.
L'F-104S è stato costruito in due varianti: una come intercettore armato solo di missili AIM- 7 Sparrow e, quindi privo del cannone M61 Vulcan, l'altra come cacciabombardiere, con il cannone in dotazione e la capacità di trasportare bombe e altri ordigni aria-superficie. Le varianti erano intercambiabili, il che non rende semplice stabilire quanti velivoli sono stati costruiti o ricostruiti secondo le due diverse specifiche.
In Italia il rombo del reattore del velivolo venne battezzato "il lamento del contribuente". Questa allegoria accostava il particolare rombo del motore alla moltitudine di polemiche levate dall'opinione pubblica, in relazione ad un velivolo considerato obsoleto e dagli elevati costi di manutenzione, peraltro con un periodo di servizio prolungato ad in Italia fino al 2004.
L'ultimo incidente grave verificatosi ad un F-104S in servizio attivo è stato quello del 2 maggio 2002 sull'aeroporto militare di Leeuwarden (Olanda), in cui l'F-104S dell'AMI con matricola militare MM6778 del 9º Stormo (9°-40) si schiantò sulla pista dopo un'esercitazione a Florennes (Belgio) nell'ambito del TLP 2002.

LE VERSIONI AGGIORNATE

  • ASA (Aggiornamento Sistemi d'Arma). Sviluppato nel 1986, ha introdotto un radar Fiar Setter, con capacità di "look down" e compatibile con il missile Selenia Aspide. Gli AIM-9L furono quindi usati come armamento principale, sostituendo la precedente versione "B" e "F" di questo missile, mentre i vecchi AIM-7 vennero mantenuti in alcuni gruppi da caccia. Un AIM-7 veniva solitamente trasportato sotto ogni ala. In totale 147 F-104S sono stati aggiornati seguendo il programma ASA con una spesa di circa 600 miliardi di lire. L'ultimo F-104 S-ASA è stato consegnato all'inizio degli anni '90.
  • ASA-M (Modificato). Questo aggiornamento del 1997 (inizialmente noto come aggiornamento "ECO", Estensione Capacità Operative) si è concentrato sul miglioramento dell'affidabilità con l'integrazione di nuovi apparati nell'avionica, di alcuni irrobustimenti strutturali e alcuni interventi sul motore, e ha coinvolto 49 velivoli F-104S-ASA e 15 TF-104G (biposto).

ARMAMENTO MISSILISTICO

L'Aspide è un missile superficie-aria e aria-aria a medio raggio, con guida radar semiattiva, sviluppato originariamente dall'azienda italiana Selenia (poi confluita in Alenia e successivamente in MBDA) a partire dalla fine degli anni ’60:
  • Origine: Italia.
  • Tipo: Missile aria-aria e terra-aria / terra-superficie a medio raggio.
  • Guida: Radar semiattivo a monopulsa.
  • Velocità massima: Mach 3.
  • Gittata: Fino a 25 km nella versione superficie-aria.
  • Peso: Circa 220 kg.
  • Derivazione: Pur condividendo l'aspetto esteriore e la cellula originaria con l'americano AIM-7 Sparrow, l'Aspide è un progetto profondamente rinnovato con elettronica e componentistica interamente italiane. 
  • Albatros: Il sistema missilistico navale superficie-aria che impiega i missili Aspide imbarcati su Unità navali di numerose marine militari. 
  • Spada e Skyguard: Sistemi di difesa aerea terrestri a corto/medio raggio impiegati per la protezione di punti sensibili o basi. 
  • Aspide 2000: Versione modernizzata con prestazioni migliorate per la difesa di area.
L'Aspide, che prende il nome dal serpente aspide, è un missile aria-aria e terra-aria a medio raggio di fabbricazione italiana, prodotto da Selenia e dai suoi successori, Alenia Aeronautica e MBDA. 







Fu sviluppato negli anni '70 per sostituire gli AIM-7 Sparrow, prodotti su licenza e allora in uso sugli intercettori F-104S Starfighter dell'Aeronautica Militare Italiana. È simile nell'aspetto allo Sparrow, con le versioni originali che condividono la cellula e utilizzano tutte un sistema di guida radar semiattivo simile. Questa somiglianza estetica, unita alla produzione su licenza degli Sparrow da parte di Selenia, ha fatto sì che la stampa non italiana si riferisse spesso al missile come a una variante dello Sparrow.
Rispetto allo Sparrow, l'Aspide è dotato di un sistema di ricerca monopulse inverso, molto più preciso e meno suscettibile alle contromisure elettroniche (ECM). L'Aspide presenta inoltre una nuova elettronica, una nuova testata e un nuovo motore più potente. Il sistema idraulico a circuito chiuso è stato sostituito a quello a circuito aperto dello Sparrow, conferendo all'Aspide una migliore manovrabilità a lungo raggio. Le versioni terra-aria del missile hanno ulteriormente modificato queste caratteristiche, sostituendo le originali ali triangolari con una nuova versione a delta troncato, al fine di ridurre le dimensioni dei contenitori di lancio. 
Un progetto simile è quello dello Skyflash britannico , entrato in servizio all'incirca nello stesso periodo. Anche la flotta Sparrow statunitense ha aggiunto un sistema di ricerca a monopulso inverso con il missile AIM-7M nel 1982.
L'Aspide, nelle sue varie versioni, è stato utilizzato sia nel ruolo aria-aria, trasportato dagli F-104 dell'Aeritalia dopo l'aggiornamento ASA, sia nel ruolo terra-aria da installazioni sia terrestri che navali. Nel primo ruolo è stato sostituito dall'AIM -120 AMRAAM e dall'MBDA Meteor, nel secondo ruolo dall'MBDA Aster. I lanciatori navali dell'Aspide possono essere adattati per lanciare il Sea Sparrow semplicemente sostituendo una singola scheda elettronica.
A metà degli anni '80, la Cina importò un piccolo lotto di Aspide Mk. 1 dall'Italia, quindi firmò un accordo con Alenia per produrre il missile localmente su licenza. Nel 1989, la Cina produsse il suo primo lotto di missili Aspide Mk. 1 utilizzando parti importate dall'Italia. Tuttavia, a causa dell'embargo sulle armi imposto dalla CEE dopo le proteste e il massacro di Piazza Tiananmen del 1989, la Cina non fu in grado di acquistare ulteriori kit Aspide.  Successivamente la Cina sviluppò una propria famiglia di missili basata sull'Aspide Mk. 1, con versioni terra-aria designate HQ-6 e una versione aria-aria designata PL-11. Il motore a razzo dell'Aspide è attualmente prodotto dal produttore di missili turco Roketsan. Pesa circa 75 kg e produce una spinta di 50 kN per 3,5 s.

SIDEWINDER AIM-9L

L'AIM-9 Sidewinder è un missile aria-aria (in inglese: AAM - air to air missile) a corto raggio dotato di sistema di guida autocercante a ricerca infrarossa di sorgenti di calore, dalle quali è attirato, inseguendo il bersaglio. 


Sviluppato e prodotto negli Stati Uniti d'America e utilizzato da molti tipi di aerei da combattimento, deve il suo nome, Sidewinder (cioè crotalo ceraste), dall'omonimo serpente a sonagli che è in grado di percepire le proprie prede attraverso il calore corporeo che emanano. Il Sidewinder è stato il primo missile guidato aria-aria a effettuare un abbattimento nel 1958.
Le ultime varianti di produzione sono attualmente in servizio presso molte aviazioni militari e il progetto originale è stato utilizzato per diverse copie estere.
L'AIM-9L introduceva un nuovo sistema di guida che faceva di questo missile un ordigno veramente all-aspect (ALASCA, ALl ASpect CApability) cioè lanciabile contro un bersaglio diretto in qualsiasi direzione, non solo in coda. La testata, con 9,4 kg di esplosivo a frammentazione circondato da barrette preformate di metallo, era integrata da un detonatore di prossimità che impiegava un anello di laserdiodi di arseniuro di gallio e corrispondenti fotodiodi. Se il bersaglio era abbastanza vicino da riflettere la luce emessa ai fotodiodi, la testata si innescava. Questo sistema ottico migliorava la resistenza del missile alle contromisure elettroniche (ECM). Il motore era potenziato ed il sistema di ricerca era raffreddato da un nuovo impianto ad Argon.

CARATTERISTICHE GENERALI (F-104 G):
  • Equipaggio: 1
  • Lunghezza: 54  piedi e 8  pollici (16,66  m)
  • Apertura alare: 21  piedi e 9  pollici (6,63  m)
  • Altezza: 4,11 m ( 13  piedi e 6 pollici)  
  • Superficie alare: 196,1 piedi  quadrati  (18,22  m² )
  • Profilo alare: biconvesso 3,36% alla radice e all'estremità
  • Peso a vuoto: 14.000  libbre (6.350  kg)
  • Peso massimo al decollo: 29.027  libbre (13.166  kg)
  • Propulsore: 1 × turbogetto General Electric J79  con postbruciatore, spinta a secco 10.000 lbf (44  kN), spinta con postbruciatore  15.600  lbf (69 kN). 

Prestazioni
  • Velocità massima: 1.528  mph (2.459  km/h, 1.328  nodi)
  • Velocità massima: Mach 2
  • Raggio d’azione: 420  miglia (680  km, 360  miglia nautiche)
  • Autonomia di trasferimento: 1.630  mi (2.620  km, 1.420  nmi)
  • Tangenza di servizio: 73.000  piedi (22.000  m)
  • Velocità di salita: 48.000  piedi/min (240  m/s) Inizialmente
  • Rapporto sollevamento/trascinamento: 9,2
  • Carico alare: 105  lb/sq  ft (510  kg/m2 )
  • Rapporto spinta/peso: 0,54 con peso massimo al decollo (0,76 a pieno carico).

Armamento
  • Cannoni: 1 cannone rotante a 6 canne M61A1 Vulcan da 20 mm (0,787 pollici) , 725 colpi
  • Punti d’attacco esterni: 7 con una capacità di 4.000  lb (1.800  kg), con predisposizione per il trasporto di combinazioni di: Missili: 4 × AIM-9 Sidewinder o ASPIDE-1A;
  • Altro: bombe, razzi o altri materiali.










IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, WIKIPEDIA, You Tube)







































 

domenica 9 agosto 2026

MARINA MILITARE ITALIANA 2026: nave Trieste (L 9890) è un'unità d'assalto anfibio multiruolo (LHD - Landing Helicopter Dock) in servizio per la Marina Militare Italiana. Costruita da Fincantieri nei cantieri di Castellammare di Stabia, è la più grande nave militare italiana costruita dal secondo dopoguerra. Entrata ufficialmente in servizio a fine 2024.











https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.









Nave Trieste (L 9890) è un'unità d'assalto anfibio multiruolo (LHD - Landing Helicopter Dock) in servizio per la Marina Militare Italiana. 

Costruita da Fincantieri nei cantieri di Castellammare di Stabia, è la più grande nave militare italiana costruita dal secondo dopoguerra. Entrata ufficialmente in servizio a fine 2024, sostituisce la portaerei Giuseppe Garibaldi ed è progettata per proiettare e supportare forze anfibie, eseguire operazioni aeree e fornire assistenza umanitaria.
Il rinnovamento in atto della flotta genera ricadute significative per la cantieristica nazionale e per l'economia locale, attestando il ruolo fondamentale della Marina Militare nel promuovere il benessere e la prosperità del Sistema Paese. Nell'ambito della modernizzazione dello Strumento Militare, emerge come assoluta novità Nave TRIESTE, la prima unità del suo genere realizzata dalla cantieristica italiana. Questa Unità d'assalto anfibio multiruolo, per molti aspetti pionieristico, rappresenta un'eccellenza tecnica con avanzate capacità di proiezione e di condurre operazioni di assalto anfibio, garantendo una prolungata permanenza in area operativa grazie alla sua elevata autonomia logistica.
Nave TRIESTE è la più grande unità mai costruita per la Marina Militare dalla cantieristica nazionale (dal 2° dopoguerra a oggi), simboleggiando un traguardo significativo nell'evoluzione tecnologica e operativa della Forza Armata. Con oltre 1000 posti letto, un ponte di volo di circa 230 metri e la capacità di condurre l'intero spettro delle operazioni anfibie proiettando e supportando un battaglione di 600 fucilieri. Il ponte garage, inoltre, dispone di 1.200 metri lineari destinati ad accogliere veicoli gommati e cingolati, sia civili che militari, consolidando il ruolo della nave come elemento strategico di supporto e versatilità.
Nave TRIESTE è una nave all'avanguardia, progettata e costruita per rappresentare il meglio della tecnologia navale italiana. Concepita come una Landing Helicopter Dock (LHD), combina diverse capacita operative, tra cui trasporto truppe, supporto logistico e operazioni aeree. È una dimostrazione del know-how industriale italiano e delle capacità dei cantieri navali nazionali nell'integrare sistemi complessi e innovativi.

Il ruolo principale di Nave TRIESTE è quello di Unità Anfibia Multiruolo, una piattaforma progettata per supportare operazioni di sbarco e proiezione di forza dal mare e sul mare in aree di crisi.

Nave Trieste dipende organicamente ed operativamente, per il tramite della Terza Divisione Navale (COMDINAV TRE) dal Comando in Capo della Squadra Navale (CINCNAV). 
Grazie a un ampio bacino allagabile interno, l'unità è in grado di operare come una vera e propria base mobile per operazioni di sbarco, garantendo la capacità di proiettare, anche oltre l'orizzonte, forze significative in qualsiasi ambiente operativo.
Inoltre, tra i punti di forza di Nave TRIESTE emerge la sua versatilità operativa che le permette di adattarsi rapidamente a situazioni diverse, dall'intervento militare alla gestione di emergenze umanitarie.







Nave TRIESTE è la nave ammiraglia dell'Amphibious Task Group (ATG) che insieme al Carrier Strike Group (CGS avente per ammiraglia Nave Cavour) compone l'Expeditionary Task Force (ETF), la parte operativa della squadra navale italiana.

L'unità non è solo un asset strategico per la Marina Militare, ma rappresenta anche un investimento nel futuro della difesa e della tecnologia. È un esempio concreto di come l'Italia possa contribuire attivamente alla sicurezza e alla stabilità internazionale, mantenendo al contempo una solida presenza nei mercati tecnologici globali.
La preminenza del ruolo anfibio di nave Trieste non solo rafforza la capacità di proiezione di forza dell'Italia, ma rappresenta anche un elemento centrale per garantire la sicurezza marittima nazionale e internazionale. Con Nave TRIESTE, l'Italia si colloca tra i Paesi capaci di operare efficacemente in scenari anfibi, assicurando un'ampia flessibilità operativa e una risposta rapida alle sfide del mondo contemporaneo.
In qualità di Nave d'assalto anfibio, Nave TRIESTE potrà ospitare gli staff di comando previsti dalla dottrina anfibia, come il Commander Amphibious Task Force (CATF) e il Commander Landing Force (CLF). Sarà quindi in grado di condurre operazioni anfibie, inclusi movimenti nave-terra anche oltre l'orizzonte (oltre 24 miglia dalla costa) con supporto C4I, supporto logistico e sanitario di livello Role 2E (enhanced), espandibile tramite integrazione di assetti sanitari aggiuntivi. L'ospedale di bordo è attrezzato con sale chirurgiche, radiologia, laboratori di analisi, servizio dentistico e una zona degenza per 27 ricoveri gravi, con ulteriori posti disponibili in moduli container equipaggiati.

Le capacità sanitarie Role 2 NATO Enhanced di nave Trieste consistono:   
  • 2 sale operatorie;
  • TAC;
  • Radiologia;
  • Laboratorio analisi;
  • Gabinetto odontoiatrico;
  • Trattamento ustionati (convertibile in isola neonatale);
  • Trattamento pazienti infettivi (4 posti letto complessivi);
  • Degenza (8 posti letto complessivi);
  • Terapia intensiva e rianimazione (7 posti letto);
  • Emergency room (8 posti);
  • Area Triage con 10 postazioni (espandibile in hangar);
  • Consultorio psicologico (convertibile per trattamenti fisioterapici).   

Nave TRIESTE offre avanzate capacità di proiezione strategica per situazioni operative sia militari che umanitarie. In situazioni di emergenza, sarà pronta a collaborare con la Protezione Civile, fornendo assistenza sanitaria, acqua potabile e alimentazione elettrica. L'Unità sarà impiegata anche in operazioni di evacuazione di connazionali e supporto umanitario.
Nave TRIESTE potrà anche operare come Alternate Carrier Vessel, idonea a supportare la componente Aerotattica di 5a generazione basata su velivoli F-35B, rafforzando così le capacità operative della Marina Militare.
La  nave d'assalto Anfibio Multiruolo Trieste riprende il nome della città giuliana e dell'incrociatore pesante classe Trento affondato per bombardamento aereo il 10 Aprile 1943.

CARATTERISTICHE TECNICHE DELLA LHD TRIESTE:
  • Lunghezza: 245 metri.
  • Larghezza: 36 metri.
  • Dislocamento: Circa 38.000 tonnellate a pieno carico.
  • Propulsione: Sistema CODOGOL (Combinato Diesel-Gas-Elettrico) per massima efficienza.
  • Velocità massima: Oltre 25 nodi. 

APPARATO MOTORE

L'apparato propulsivo di Nave Trieste (L 9890), l'unità d'assalto anfibio multiruolo (LHD) della Marina Militare Italiana, impiega due turbine a gas Rolls-Royce MT30.




L'architettura complessiva del sistema è di tipo CODOGOL (Combined Diesel Or Gas turbine Or eLettric propulsion), una configurazione ibrida d'avanguardia che offre la massima flessibilità operativa e un ridotto impatto ambientale. 

Caratteristiche delle Turbine a Gas
  • Modello: Rolls-Royce MT30 (derivazione aeronautica dal motore Trent 800 dei Boeing 777).
  • Potenza: 38 MW (circa 52.000 CV) ciascuna, per un totale di 76 MW generati dalle sole turbine.
  • Ruolo operativo: Vengono ingaggiate per le operazioni di riposizionamento veloce ed esprimono la massima potenza utile a far raggiungere alla nave la velocità massima di 25 nodi.
  • Punto di forza: L'MT30 è una delle turbine marine più potenti al mondo e si distingue per l'altissima densità di potenza in spazi contenuti.

Gli Assetti Propulsivi della Nave

La propulsione agisce su due assi con eliche a pale orientabili e si divide in tre regimi di utilizzo principali:
  • Assetto Elettrico (fino a 10 nodi): Utilizza due motori elettrici General Electric da 2,25 MW l'uno. È ideale per operazioni anfibie, di volo e transiti in aree a restrittiva tutela ambientale. 
  • Assetto Diesel (fino a 18 nodi): Sfrutta due motori diesel principali MAN 20V32/44CR da 12 MW ciascuno per i trasferimenti a velocità di crociera.
  • Assetto a Gas (fino a 25 nodi): Disconnette i diesel per attivare le due turbine a gas Rolls-Royce MT30 quando serve il massimo dello spunto e della velocità. 
  • La generazione elettrica di bordo per i sistemi nave e la propulsione elettrica è invece demandata a quattro gruppi elettrogeni diesel separati MAN 9L32/44CR da 5,4 MW ciascuno.

Capacità Operative e Mezzi:
  • Componente Aerea: Il ponte di volo è dotato di ski-jump. Può operare con elicotteri pesanti (EH101, NH90) e caccia di quinta generazione F-35B a decollo corto e atterraggio verticale. 
  • Capacità Anfibia: Dispone di un bacino allagabile interno di 55x15 metri. Ospita fino a 4 mezzi da sbarco tipo LCM o in alternativa hovercraft LCAC. 
  • Trasporto Truppe e Veicoli: Può alloggiare oltre 1.000 persone. Dispone di un ponte garage da 1.200 metri lineari per blindati e veicoli pesanti.
  • Funzione Umanitaria (Dual Use): Include un ospedale di bordo completo con sale operatorie, laboratori e terapia intensiva per emergenze civili.

SISTEMI RADAR E SENSORI IMBARCATI

La nave d'assalto anfibio multiruolo LHD Trieste (L 9890) della Marina Militare Italiana è equipaggiata con una suite di sensori radar e sistemi d'arma di ultimissima generazione. La sua architettura tecnologica, sviluppata in gran parte da Leonardo, le permette di operare come nave comando e di garantire una sofisticata difesa a strati.
La componente radar del Trieste rappresenta lo stato dell'arte della tecnologia AESA (Active Electronically Scanned Array) ed è ottimizzata per la scoperta a lungo raggio e la sorveglianza volumetrica:
  • Kronos Power Shield (AESA in Banda L): Un potentissimo radar digitale rotante per la sorveglianza a lunghissimo raggio. Ha una portata strumentale che varia dai 1.500 a oltre 2.000 km, ideale per il tracciamento di minacce balistiche e scopi di allerta precoce.
  • Kronos Dual Band Radar (DBR): Sistema multifunzione a facce fisse che opera in banda C e banda X. Gestisce simultaneamente la sorveglianza aerea/di superficie e la guida dei sistemi d'arma. 
  • Leonardo PAR SPN-720: Radar di approccio di precisione (Precision Approach Radar). Gestisce in sicurezza le operazioni di atterraggio e appontaggio dei velivoli in condizioni meteo avverse.
  • IFF SIR-M-PA: Radar secondario deputato all'identificazione sicura di navi e aeromobili amici o nemici (Identification Friend or Foe).

IL RADAR AESA KRONOS POWER SHIELD

Il KRONOS® Power Shield di Leonardo è un avanzato radar multifunzione ad assetto variabile (AESA) completamente digitale che opera in banda L/D (frequenze tra 1 e 2 GHz). 




Questo sensore di ultima generazione è progettato per la sorveglianza a lunghissimo raggio e per la difesa contro i missili balistici tattici (TBM) ed Air-Breathing Threats (ABT).

Caratteristiche Tecniche Principali del radar AESA Kronos Power Shield
  • Tecnologia Fully Digital: Utilizza moduli d'antenna basati su Digital Active Tiles (DAT) in Nitruro di Gallio (GaN).
  • Portata Strumentale: Rileva bersagli aerodinamici fino a 400 km e missili balistici fino a oltre 1.500 km. 
  • Volume di Ricerca: Offre una copertura di 360° in modalità rotante (15 giri al minuto) o focalizzata su singoli settori in modalità fissa (stared).
  • Capacità di Tracciamento: Gestisce simultaneamente più di 1.000 tracce aggiornando i dati ogni secondo in modalità fissa o ogni 4 secondi in rotazione.
  • Forma d'Onda Brevettata: Sfrutta la tecnologia Extended Long Range (ELR) per discriminare i booster dei missili dai veicoli di rientro ad altissime quote.

Varianti e Applicazioni Operative del radar Kronos Power Shield

Il sistema nasce per l'ambiente navale ma si è rapidamente esteso al dominio terrestre:
  • Versione Navale: Costituisce il pilastro della difesa aerea a lungo raggio della LHD Trieste della Marina Militare Italiana ed equipaggia le unità LPD della Marina del Qatar.
  • Versione Terrestre (Land/Ground Shield): Sviluppato nell'ambito del programma nazionale Michelangelo Dome, funge da sensore per la difesa missilistica integrata a lungo raggio. Le sue evoluzioni mobili (MLRR) e fisse (GBR) sono destinate a sostituire i sistemi radar legacy come il RAT-31DL.

KRONOS DUAL BAND RADAR (DBR)

l KRONOS Dual Band Radar (DBR) è un avanzato sistema radar navale multifunzione a facce fisse sviluppato da Leonardo. Rappresenta la punta di diamante della famiglia di radar KRONOS. 


Questo sensore unisce in un'unica suite due distinte architetture di tipo AESA (Active Electronically Scanned Array): il KRONOS Quad (quattro pannelli fissi operanti in banda C) e il KRONOS StarFire (quattro pannelli fissi operanti in banda X). Il sistema è imbarcato sulle navi della Marina Militare Italiana, nello specifico sui Pattugliatori Polivalenti d'Altura (PPA) della classe Paolo Thaon di Revel in configurazione "Full Combat".

Architettura e Componenti Principali del sistema AESA KRONOS QUAD

L'intero impianto radar si basa su componenti interamente a stato solido coordinati da un unico software centrale:
  • KRONOS Quad (Banda C): Composto da quattro antenne planari fisse. È deputato principalmente alla sorveglianza aerea a lungo raggio (fino alla classe ABT) e alla scoperta a corto/medio raggio di missili balistici (TBM). 
  • KRONOS StarFire (Banda X): Sfrutta quattro pannelli speculari. È ottimizzato per compiti ad altissima precisione come la direzione del tiro, il tracciamento ravvicinato di bersagli veloci e la guida missilistica.
  • System Manager: Definito il "cervello" del radar. Questo software gestisce in tempo reale le risorse dei sensori, allocando dinamicamente l'energia e riducendo al minimo le interferenze elettromagnetiche reciproche. 

Caratteristiche Operative e Funzionalità del radar Kronos Quad

La combinazione simultanea e integrata delle frequenze X e C permette al KRONOS Dual Band di operare efficacemente in molteplici scenari complessi: 
  • Il sistema ha ampiamente dimostrato le proprie capacità sul campo durante esercitazioni internazionali, confermando le prestazioni nel tracciamento continuo di minacce balistiche a corto raggio fino al punto di impatto.

SISTEMI DI DIFESA AEREA

L'armamento del Trieste è configurato per garantire una protezione ravvicinata d'élite contro minacce asimmetriche, missili e aeromobili: 
  • 3 Cannoni Leonardo 76/62 Super Rapido: Posizionati per coprire ogni settore della nave (due a prua e uno a poppa). Sono equipaggiati con il sistema Davide/Strales per l'impiego di munizionamento guidato anti-missile e sono predisposti per i proiettili a lungo raggio Vulcano. Il Leonardo 76/62 Super Rapido (SR) è un cannone navale leggero a fuoco rapido da 76 mm, progettato originariamente da OTO Melara (oggi parte della divisione elettronica di Leonardo S.p.A.). Considerato lo standard globale di riferimento per le artiglierie navali di medio calibro, questo sistema d'arma è in servizio attivo presso oltre 53 marine militari mondiali. La sua incredibile versatilità gli consente di operare contemporaneamente come sistema di difesa aerea, anti-superficie, anti-missile a corto raggio (CIWS) e per il bombardamento costiero.





Caratteristiche Tecniche Principali del cannone imbarcato Leonardo Super Rapido cal.76/62

Il cuore del sistema risiede nelle sue elevate prestazioni cinematiche e nella ricarica automatizzata: 
  • Cadenza di tiro: Fino a 120 colpi al minuto (2 colpi al secondo).
  • Calibro: 76,2 mm con una canna lunga 62 calibri (circa 4,72 metri).
  • Peso a secco: 7.900 kg (senza munizioni).
  • Elevazione: Da -15° a +85°.
  • Velocità di brandeggio: 60°/s (elevazione 35°/s).
  • Capacità del magazzino: 80 colpi pronti al fuoco sulla torretta.

Evoluzioni e Varianti Tecnologiche del 76/62

Nel corso degli anni, il sistema ha integrato moduli tecnologici all'avanguardia:
  • Multi-Feeding (MF): Un sistema a doppio magazzino (38+38 colpi) per selezionare e alternare istantaneamente il tipo di munizione in base alla minaccia.
  • Sistema Strales / Davide: Un modulo radar che guida proiettili speciali sub-calibrati DART (Driven Ammunition Reduced Time of Flight). Questo trasforma il cannone in uno scudo antimissile ultra-preciso capace di intercettare minacce asimmetriche (come droni e missili antinave veloci) fino a 8 km.
  • Guscio Stealth: Una cupola geometrica progettata per ridurre drasticamente la tracciabilità radar (RCS) dell'intera nave. 
  • Versione Sovraponte: Una variante alleggerita del 30-40% che si installa interamente sopra il ponte della nave senza penetrare lo scafo sottostante, ottimizzando gli spazi interni per unità navali più piccole. 

Gamma di Munizionamento

Oltre ai proiettili standard NATO (esplosivi, perforanti e a frammentazione), il Super Rapido impiega due munizioni avanzate prodotte da Leonardo:
  • DART: Proiettili guidati in radiofrequenza con alette canard, ideali per la distruzione di bersagli altamente manovrabili. Gittata d'ingaggio fino a circa 5-8 km.
  • VULCANO 76: Munizionamento a raggio esteso guidato (GLR) con GPS/IMU che estende la gittata massima del cannone fino a 40 km per attacchi costieri millimetrici.

MITRAGLIERE IMBARCATE PER IL CONTRASTO DI USV E DRONI UAV

  • Dotazione di 3 Torrette mitragliere a controllo remoto da 25mm: Sistemi d'arma per la difesa ravvicinata contro minacce asimmetriche (piccole imbarcazioni, barchini o droni d’attacco).

ARMAMENTO MISSILISTICO IMBARCATO

Predisposizione VLS (Silos di Lancio Verticale): Lo scafo è strutturato per integrare in futuro sistemi di lancio verticale VLS Sylver A50 per l'impiego di missili superficie-aria della famiglia Aster.  L'armamento missilistico della nave d'assalto anfibio LHD Trieste (L 9890) della Marina Militare è incentrato sul sistema di lancio verticale VLS Sylver.
La configurazione prevede moduli per un totale di 16 celle di lancio verticale (espandibili fino a 32 celle). Il sistema permette alla nave di operare una difesa aerea e antimissile stratificata e avanzata: 
  • Sistemi VLS installati: Predisposizione e presenza di 2 moduli da 8 celle ciascuno del tipo Sylver A50.
  • Missili impiegati: Famiglia Aster 15 e Aster 30 (compresa la versione a lungo raggio NT, New Technology) per l'intercettazione di velivoli, droni e missili antinave.
  • Capacità futura (Quad-Pack): Integrazione del missile a corto-medio raggio CAMM-ER, che consente di alloggiare fino a 4 vettori per singola cella, aumentando notevolmente la saturazione difensiva.

MISSILI ASTER B1 NT

L'Aster 30 B1 NT (New Technology) è il più avanzato missile intercettore superficie-aria a lungo raggio di nuova generazione sviluppato dal consorzio europeo Eurosam (joint venture tra MBDA e Thales). 



Rappresenta l'evoluzione tecnologica fondamentale per la difesa aerea e missilistica integrata di Italia, Francia e Regno Unito.

Caratteristiche Tecniche Principali dei missili ASTER B1 NT:
  • Gittata Estesa: Copre distanze superiori a 150 km.
  • Velocità Massima: Supera Mach 4.5.
  • Massa e Dimensioni: Peso di 450 kg, lunghezza di 4.9 metri e diametro di 180 mm.
  • Guida Terminale Radica: Integra un rivoluzionario cercatore in banda Ka attivo che sostituisce la vecchia banda Ku, aumentando la precisione di tracciamento contro bersagli furtivi.

Capacità Operative e Minacce Contrastate

Il sistema è progettato per operare in scenari ad altissima saturazione elettronica ed è in grado di discriminare le testate reali dalle esche. Garantisce una protezione ad ampio spettro contro:
  • Missili Balistici Tattici: Intercettazione di vettori con raggio d'azione fino a 1.500 km (come i sistemi della classe Scud-B o equivalenti).
  • Minacce Ipersoniche: Capacità di ingaggio contro armi ipersoniche di prima generazione e Hypersonic Glide Vehicles.
  • Velivoli e Droni: Massima efficacia contro caccia di ultima generazione, missili da crociera sea-skimming e sciami di droni. 
  • Super-Manovrabilità: Sfrutta il collaudato sistema di controllo dinamico "PIF-PAF" (spinta vettoriale laterale e aerodinamica) per eseguire virate fino a 60G nella fase finale di impatto diretto (hit-to-kill).

Integrazione e Piattaforme del sistema Aster B1 NT

L'Aster 30 B1 NT è una munizione comune concepita sia per applicazioni terrestri che navali utilizzando i lanciatori verticali Sylver A50/A70:
  • Difesa Terrestre: Costituisce il pilastro del nuovo sistema mobile SAMP/T NG (New Generation), integrato con radar avanzati come il Kronos Grand Mobile (Italia) e il Groundfire 300 (Francia). Il sistema è schierabile e operativo in meno di 30 minuti.
  • Difesa Navale: Equipaggerà le unità navali aggiornate della Marina Militare Italiana (come i cacciatorpediniere classe Orizzonte e i PPA/Pattugliatori Polivalenti d'Altura) e della Marine Nationale francese, oltre ad essere integrato nel sistema Sea Viper dei cacciatorpediniere Type 45 della Royal Navy britannica.

COMPOSIZIONE DEL GRUPPO DI VOLO IMBARCATO

Oltre ai sistemi imbarcati nello scafo, la principale capacità offensiva e di proiezione della LHD Trieste è costituita dal suo ponte di volo dotato di Ski-Jump:
  • Caccia di 5ª generazione F-35B: Velivoli STOVL (decollo corto e atterraggio verticale) capaci di condurre missioni d'attacco e superiorità aerea. 


VELIVOLI STEALTH F-35B STOV/L

L'F-35B Lightning II è il primo caccia stealth supersonico al mondo con capacità STOVL (Short Take-Off and Vertical Landing), in grado di effettuare decolli brevi e atterraggi verticali. 



Sviluppato da Lockheed Martin insieme a partner chiave come BAE Systems e Northrop Grumman, questa variante è stata progettata specificamente per operare da navi portaerei a ponte corto, unità d'assalto anfibio e piste d'atterraggio improvvisate o danneggiate.

Il Sistema di Propulsione Rolls-Royce LiftSystem

Il segreto della transizione dal volo supersonico alla modalità di volo stazionario risiede nel rivoluzionario sistema di propulsione Rolls-Royce LiftSystem integrato al motore principale Pratt & Whitney F135:
  • Lift Fan Frontale: Posizionata direttamente dietro l'abitacolo, questa ventola contro-rotante viene collegata meccanicamente all'albero del motore principale tramite una frizione. Aspira aria fredda dall'alto generando una spinta verticale priva di calore, che evita il surriscaldamento delle piste o dei ponti di volo.
  • Ugello Posteriore Orientabile (3BSD): L'ugello di scarico principale (Three-Bearing Swivel Duct) può ruotare verso il basso fino a 95 gradi in soli 2,5 secondi, deviando l'intera spinta del motore verso il suolo.
  • Roll Posts Alari: Due condotti posizionati sotto le ali deviano l'aria bypassata dal motore per controllare il rollio e garantire la stabilità laterale del velivolo durante il volo a bassa velocità o in stazionamento.

Vantaggi Tattici e Impiego Operativo

La capacità STOVL offre una flessibilità strategica senza precedenti negli scenari di guerra moderna:
  • Operazioni "Austere": Permette il rischieramento in basi avanzate prive di lunghe piste asfaltate, incluse autostrade, come testato in recenti esercitazioni.
  • Persistenza e Reattività: Riduce drasticamente i tempi di reazione e aumenta il tasso di sortite aeree operando a ridosso della linea del fronte.
  • Impiego in Italia: Sia la Marina Militare che l'Aeronautica Militare italiana utilizzano la variante F-35B. La Marina li impiega a bordo della portaerei Cavour e della nuova unità Trieste per garantire una capacità di proiezione dal mare di quinta generazione.

Differenze Chiave con le Altre Varianti

Per via del voluminoso sistema Lift Fan, la variante B presenta alcune differenze strutturali rispetto ai modelli A e C:
  • Capacità di Carburante: Ridotta di circa il 28% rispetto all'F-35A a causa dello spazio occupato dalla ventola interna.
  • Armamento: Non dispone del cannone interno da 25mm (può comunque montare un pod esterno dedicato) e ha una capacità di carico nei vani interni leggermente inferiore.
  • Fattore di Carico: Limitato a 7G di accelerazione massima, rispetto ai 9G della variante a decollo convenzionale (F-35A).

ELICOTTERI IMBARCATI PER LA GUERRA ASW, ANTI-NAVE e per l’ELIASSALTO

Elicotteri pesanti e medi: Flotta composta da velivoli EH101 e NH90 per la lotta antisommergibile, il trasporto truppe e le operazioni di ricerca e soccorso.





ELICOTTERI LEONARDO EH-101

Il Leonardo AW101 (originariamente noto come EH-101) è un elicottero multiruolo medio-pesante da 15 tonnellate, propulso da tre turbine e impiegato su scala globale sia in ambito militare che civile. Nato negli anni '80 da una collaborazione industriale (Joint Venture EH Industries) tra l'italiana Agusta e la britannica Westland Aircraft, il programma è oggi interamente gestito da Leonardo Elicotteri. 
In seguito alla ridenominazione commerciale avvenuta nel 2007, la sigla ufficiale è diventata AW101, sebbene molti operatori storici e le forze armate del Regno Unito continuino a identificarlo con il nome di Merlin.

Versioni e Principali Impieghi

L'elicottero si distingue per una cabina di carico eccezionalmente spaziosa (fino a 30 soldati o un veicolo leggero), una rampa d'accesso posteriore e una spiccata modularità che permette di configurarlo per diverse tipologie di missione:
  • Guerra Navale (ASW/ASuW): Utilizzato per la caccia ai sottomarini (Anti-Submarine Warfare) e il contrasto alle navi di superficie (Anti-Surface Warfare), equipaggiato con siluri, missili antinave e sonar filabili.
  • Ricerca e Soccorso (SAR / CSAR): Sfruttato per il soccorso a lungo raggio in ambienti estremi. L'Aeronautica Militare Italiana opera la variante HH-101A "Caesar" per il Combat SAR e le operazioni speciali, dotata di sonda per il rifornimento in volo.
  • Trasporto Tattico e Utility: Impiegato per lo spostamento di truppe d'assalto, l'evacuazione medica (MEDEVAC) e il trasporto logistico pesante.

ELICOTTERI NHIndustries NH90

L'NH90 è un elicottero militare biturbina multiruolo di medie dimensioni, celebre per essere il primo aeromobile al mondo interamente controllato tramite sistema fly-by-wire e costruito per circa l'80% in materiali compositi. 



È sviluppato dal consorzio europeo NHIndustries, formato da Leonardo Elicotteri, Airbus Helicopters e GKN Fokker.

Aggiornamenti Recenti e Futuro del Programma (2026)

  • Configurazione Block 1 / SWR3: Il 21 luglio 2026, un elicottero SH90 della Marina Militare italiana ha completato con successo il primo volo nello standard Software Release 3. Questo aggiornamento introduce per la prima volta su un elicottero il sistema di trasmissione dati aereo Datalink 22.
  • Studi per il Block 2: Ad aprile 2026, NHIndustries ha siglato un contratto da 15 milioni di euro con l'agenzia NAHEMA per avviare lo studio dell'architettura del futuro "Block 2", che estenderà la vita operativa della flotta oltre il 2040.
  • Primo Standard 2 per Forze Speciali: A fine luglio 2026, Airbus Helicopters ha consegnato alla Francia il primo dei 18 NH90 TTH ordinati in configurazione Standard 2. Questa versione include optronica avanzata Safran Euroflir 410D, mappe digitali di nuova generazione e portelloni modificati per armamento pesante.
Come già evidenziato, il gruppo di volo imbarcato della LHD Trieste (L 9890) è composto da una componente flessibile e multiruolo di aeromobili ad ala fissa e ala rotante, configurata in base alla tipologia di missione. La nave è strutturata per rispondere a requisiti anfibi, ma è dotata di uno ski-jump che le permette di operare come portaerei secondaria (Alternate Carrier Vessel).

La capacità massima di imbarco della nave è stimata fino a un massimo di 20-32 aeromobili complessivi a seconda del mix tattico tra ponte di volo e hangar: 
  • Componente Jet (Ala Fissa): Caccia di 5ª generazione Lockheed Martin F-35B Lightning II (versione STOVL a decollo corto e atterraggio verticale). In configurazione esclusivamente aerea, la nave può ospitare una dozzina o più di caccia F-35B. Il ponte è rivestito con uno strato protettivo metallico (thermal metal spray) per resistere ai flussi termici dei motori dei jet. 
  • Componente Elicotteri (Ala Rotante): Elicotteri pesanti Leonardo EH-101 e medi NH-90. Questi mezzi vengono impiegati per operazioni d'assalto anfibio (eli-sbarco dei Fucilieri della Brigata Marina San Marco), lotta antisommergibile (ASW), pattugliamento marittimo e missioni di ricerca e soccorso (SAR).

STRUTTURA DEL PONTE E DELL’HANGAR

  • Ponte di volo: Lungo circa 230 metri, presenta ben 9 punti di decollo e atterraggio per elicotteri pesanti o caccia.
  • Hangar: Spazio versatile per il ricovero e la manutenzione dei velivoli, collegato al ponte di volo tramite due grandi elevatori laterali per aeromobili con una capacità di carico di 42 tonnellate ciascuno. 
  • I piloti e i tecnici dell'ala fissa provengono dal GRUPAER (Gruppo Aerei Imbarcati) della Marina Militare e dai reparti dell'Aeronautica Militare, nell'ambito dell'integrazione della capacità nazionale di proiezione dal mare.















IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, Marina.Difesa, Forum.Difesa, dott. Giorgio ARRA, WIKIPEDIA, You Tube)