(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.
Al-Bahriyya al-Qatariyya, Marina del Qatar o Qatar Emiri Navy
La Al-Bahriyya al-Qatariyya, Marina del Qatar nota internazionalmente come Qatar Emiri Navy, è la forza navale dell'Qatar. In passato è stata una forza molto piccola rispetto alle esigenze di protezione del paese e dotata di mezzi molto leggeri, tra cui tre battelli d'attacco Classe Combattante III.
A tutto il 2010 la marina disponeva di 21 pattugliatori costieri o motovedette e di una nave anfibia; la presenza della US Navy è stata fortemente incentivata, in modo da avere in area forze amiche in grado di ottenere un effetto dissuasivo ma si sono avute anche visite amichevoli nel febbraio 2010 da parte di una nave scuola iraniana, nonostante il vicino paese sia una delle possibili minacce per il Qatar.
LPD L-141 AL FULK
Nel 2023, alla presenza del Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro di Stato per gli Affari della Difesa, SE Dr. Khalid bin Mohamed Al Attiyah, e del Ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, si è svolta la cerimonia del varo della “Al Fulk”, unità anfibia (LPD – Landing Platform Dock) ordinata a Fincantieri dal Ministero della Difesa del Qatar nell'ambito del programma nazionale di acquisizione navale, è avvenuta presso lo stabilimento di Palermo.
La LPD, costruita interamente da cantieri navali italiani, è progettata in coerenza con le norme RINAMIL (regole per la classificazione delle navi da guerra) per garantire collegamenti terra-aria-marina estremamente efficienti. Sarà altamente flessibile e in grado di svolgere diversi tipi di compiti, dagli interventi umanitari al supporto delle Forze Armate e alle operazioni di terra.
Dati tecnici:
Tipo: nave da trasporto anfibio modificata classe San Giorgio / LPD
Costruttore: Fincantieri, Palermo, Sicilia, Italia STATO: Impostata: 5 giugno 2021 Varata: 24 gennaio 2023 Entrata in servizio: 2024/25 ? PROVE > in attesa di messa in servizio
Dislocamento: 8800 tonnellate
Lunghezza: 142,9 metri (469 piedi) fuori tutto
Larghezza: 21,5 m (71 piedi)
Pescaggio: 5,3 m (17 piedi)
Velocità: 20 nodi (37 km/h)
Autonomia: 7.000 NM (13.000 km) a 15 nodi (28 km/h)
Armamento: Naval Group Sylver A50 Vertical Launching System / VLS (2 x 8 celle) per missili SAM MBDA Aster 15 e/o Aster 30 1 cannone super rapido Leonardo 76/62 4 sistemi d'arma Leonardo MARLIN 30
Anfibio: Ponte veicoli per oltre 400 truppe, bacino allagabile per mezzi da sbarco, mezzi da sbarco meccanizzati (LCM) su gruette
Elettronica: Sistema di gestione del combattimento Leonardo (CMS) Radar multifunzione a scansione elettronica attiva (AESA) Leonardo Kronos Power Shield Radar a doppia banda Leonardo NA-30S Mk 2 e sistema di controllo del tiro EO/IR (per 76/62) Sistema di controllo del tiro elettro-ottico Leonardo Medusa MK4/B /EO-FCS (per Marlin WS) Sistema di lancio di esche Lacroix Sylenia
Elicotteri imbarcati: ponte di volo con 2 piazzole di atterraggio / hangar per un massimo di 3 elicotteri NH90.
La nave garantisce collegamenti terra-aria-marini estremamente efficienti, ed è stata varata a Palermo nello stabilimento di Fincantieri che l’ha costruita; fa parte di un contratto, firmato nel 2016, del valore di quasi quattro miliardi di €uro che prevedeva la fornitura di sette navi di superficie.
Guido Crosetto ha sottolineato le grandi potenzialità dello stabilimento palermitano di Fincantieri: «È un momento importante perché dal 2009 una nave completa non usciva da quello che è oggi il più grande stabilimento che ci sia in Italia per la costruzione delle navi. Un momento importante per Palermo, quindi, per Fincantieri. Ci auguriamo sia la prima di una lunga serie di navi, e non di pezzi di navi, che escano da questo cantiere, che è quello che ha più possibilità logistiche in Italia ed è probabilmente il cantiere che ha la migliore manodopera e la più grande quantità di specializzati nella lavorazione dell’acciaio in Italia – ha detto il ministro –. Questa è l’ultima di questa serie ma ci saranno navi in futuro che possono essere costruite a Palermo – ha detto il ministro –. Qua c’è una vocazione fortissima sui traghetti. Per cui le prospettive per questo cantiere possono essere ottime in futuro».
La nave è dotata di due rampe carrabili e di un bacino interno allagabile in grado di ospitare un mezzo da sbarco Lcm (Landing Craft Mechanized) pronto all'uso che può anche essere disposto sul ponte del garage e può essere dispiegato utilizzando un sistema di gru. Il ponte di volo è inoltre dimensionato per ospitare l'elicottero NH90.
L’unità sarà altamente flessibile e in grado di svolgere diversi tipi di compiti, dagli interventi umanitari al supporto delle Forze Armate e delle operazioni di terra, alla difesa antibalistica.
ARMAMENTO IMBARCATO:
missili A.B.M. ASTER 30 B1, lanciabili da 2 moduli SYLVER A-50 da 8 celle,
1 cannone Leonardo-OTO da 76/62 Vulcano.
Leonardo-OTO 76/62 mm Super Rapido Multi-Feeding.
Il Leonardo-OTO 76/62 SR è caratterizzato da una cadenza di tiro molto elevata, soprattutto nella versione Super Rapido (120 colpi al minuto), che lo rende particolarmente adatto per la difesa antiaerea e anti-missile e per la difesa di punto, anche se, visto il suo calibro, può essere usato anche in altri ruoli come il bombardamento navale e costiero.
Il cannone è dotato di munizionamento convenzionale, che varia a seconda del tipo di impiego e la sua polivalenza di usi è data anche dalla gran quantità di tipi di munizionamento che vanno dall'incendiario al perforante, fino ai proiettili a frammentazione con spoletta di prossimità. L'intero sistema è inoltre molto compatto ed è quindi installabile anche su navi di piccole dimensioni come le corvetta o le vedette costiere, oltre ad essere completamente controllabile da remoto. Recentemente è stato aggiunto il nuovo munizionamento guidato DART.
Questo cannone ha rappresentato un notevole successo commerciale, essendo stato adottato da 53 marine: l'ultimo importante successo è stato lo scalzare il cannone navale da 100 mm della marina francese nel progetto Orizzonte.
Nel sistema di controllo del fuoco del cannone nel corso degli anni c'è stata un'evoluzione. Le prime versioni erano dotate del radar RTN-10X Orion della Selenia. A partire della metà degli anni ottanta venne utilizzato il RTN-30X (SPG-73) nel sistema di difesa di punto Dardo-E e poteva essere abbinato oltre che all'Otobreda Compatto e Super Rapido anche al cannone da 127/54, al Breda Dardo e ai missili Sea Sparrow/Aspide. Il sistema Dardo-E fece il suo debutto nella Marina Militare sull'incrociatore portaeromobili Garibaldi, ma il radar RTN-30X era già stato imbarcato sulle Maestrale, dove però alle due torrette binate del CIWS Dardo erano asserviti due radar RTN-20X, mentre le prime unità equipaggiate con sistema Dardo-E con il 76mm Super Rapido sono stati i due cacciatorpediniere lanciamissili Audace dopo gli ammodernamenti e le prime unità ad essere equipaggiate sin dalla costruzione con il Dardo-E abbinato ai 76mm SR furono i due cacciatorpediniere Classe Durand de la Penne.
Sistema Davide/DART - Il munizionamento guidato anti-missilistico Davide: in pratica si tratta di missili senza motore (proietti), decalibrati rispetto al cannone, che possono correggere la loro traiettoria per controbattere le manovre del missile bersaglio e intercettarlo. Si tratta di un sistema di difesa anti missile delle navi a corto/cortissimo raggio, basato sull'impiego delle nuove centrali di tiro multisensore degli impianti da 76/62 Super Rapido, capace di sparare una munizione guidata e quindi di correggerne la rotta anche in volo indirizzandola sull'obiettivo.
La tecnologia sviluppata dalla Oto Melara sarà montata per la prima volta sulle fregate multimissione italiane del programma italo-francese FREMM.
Il sistema Davide/Strales abbinato al sistema di controllo di tiro Dardo-F, che controlla sia il bersaglio che il proiettile, è installabile anche sulle vecchie torrette con poche modifiche, mediante l'aggiornamento del firmware di controllo, l'aggiunta del radar di guida in banda Ka e scudo stealth. La torretta mediante il radar produce quattro fasci che vengono proiettati sul bersaglio e il proiettile viene radiocomandato nella sua direzione in modo tale che rimanga all'interno dei fasci. I proiettili DART sono un sottocalibro da 42 mm e grazie ad un adattatore raggiungono i 76 mm del calibro del cannone, hanno delle alette canard che gli permettono di manovrare e la sezione di coda ha sei pinne fisse e il ricevitore radio.
All'inizio dell'estate del 2008 NAVARM ha richiesto l'aggiornamento di un cannone al sistema Davide/Strales proveniente da un pattugliatore classe Cigala Fulgosi. Le prove sono state effettuate con successo presso il Poligono Interforze di Salto di Quirra nel marzo 2009 e hanno visto lo sparo contro bersagli a 8 km di due proiettili singoli e di una raffica da tre proiettili, che è quella attualmente nell'impiego antimissile. Il sistema dopo essere stato testato sul pattugliatore Comandante Foscari con prove di tiro con le nuove munizioni guidate in accoppiamento con il radar NA-25X, dopo aver terminato le prove è rimasto pienamente funzionante a bordo della nave.
MISSILI Aster 30 Block 1
I missili Aster sono una famiglia di ordigni antiaerei superficie/aria costruiti da Eurosam, un consorzio Europeo formato da MBDA Italia, MBDA Francia e Thales.
La famiglia è composta da due varianti Aster 15 con gittata di 30 km e Aster 30 con gittata di 120 km, Il sistema di guida si avvale di un radar attivo nella fase finale, mentre nella fase di crociera il missile riceve aggiornamenti tramite un data-link. I missili Aster sono progettati per essere utilizzati sia da unità navali che da lanciatori terrestri.
La versione 30 differisce dalla 15 per la presenza di un primo stadio (booster)..In entrambi i missili, la parte che effettua l'intercettazione (dardo) è caratterizzata dai sistemi di manovra PIF (dal francese Pilotage en Force) e PAF (Pilotage Aerodinamic Fort). Il PAF è una architettura nella quale parte dei timoni (TVC) viene investita dal flusso aerodinamico generato del motore a razzo, mentre il PIF è basato su getti di aria compressa che modificano rapidamente la traiettoria del missile. Il PIF viene usato soprattutto in prossimità del bersaglio, dove la forza aerodinamica generata dai timoni classici ha un'isteresi più alta e quindi non è in grado di far cambiare traiettoria al missile con sufficiente rapidità, peggiorando le caratteristiche di precisione del sistema d'arma.
Il FSAF SAMP/T (dal francese Famille de Sol-Air Futurs Sol-Air Moyenne-Portée / Terrestre - Piattaforma a terra per un missile terra-aria) è un sistema missilistico terra-aria di nuova generazione sviluppato dal consorzio europeo Eurosam formato da MBDA Italia, MBDA Francia e Thales. Fa uso del missile Aster 30, utilizzato anche in ambiente navale nel sistema PAAMS, e dotato di un raggio d'azione di 100 km per l'intercettazione di aerei e 25 km per quella dei missili.
Rispetto all’attuale versione, la NT prevede essenzialmente un nuovo seeker in banda Ka, che sostituirà la quello in banda Ku oggi utilizzato, e un più moderno calcolatore. La maggiore frequenza della banda Ka, in particolare, darà al sistema di guida più raggio d’azione e una maggior precisione, caratteristiche che dal punto di vista operativo si traducono per il missile in una migliorata velocità di intercetto e nella possibilità di colpire bersagli di più ridotte dimensioni.
Si tratta di caratteristiche fondamentali, ad esempio, nel caso di intercetto di missili balistici dotati di testate multiple.
La versione NT, in ogni caso, sarà dotata della stessa massa e dello stesso booster della Block 1 “standard”, di cui manterrà anche la caratteristica di interoperabilità e comunanza tra la piattaforma marina e terrestre.
CRISI DEL GOLFO 2026: ATTACCO DI ISRAELE E U.S.A. ALL’IRAN
Un video diffuso dal Ministero della Difesa del Qatar il 30 marzo 2026 mostra la Marina qatariota impegnata in operazioni di difesa missilistica A.B.M. e di attacco, tra cui quello che sembra essere il lancio da parte della LPD Al Fulk di almeno un missile ASTER 30 Block 1 contro una minaccia in arrivo, che potrebbe essere un missile balistico. Sarebbe questo il primo caso noto di una nave da guerra anfibia impegnata in un vero e proprio combattimento contro il lancio di missili balistici.
Un filmato diffuso sul web, mostra anche una delle corvette progettate da Fincantieri classe Al Zubarah della Marina del Qatar mentre lancia missili terra-aria durante scontri diurni e il lancio di missili antinave MM40 Exocet. Le immagini video sono state effettuale dall'interno della centrale informazioni e di combattimento (CIC) oscurata; sono visibili molteplici intercettazioni tracciate nel cielo diurno e notturno.
La Al Fulk, consegnata da Fincantieri alla fine del 2023, è l'unica nave anfibia al mondo dotata di un sistema di difesa missilistica balistica dedicato. L'unità è equipaggiata con un sistema di lancio verticale Sylver A50 a 8 celle, caricato con missili MBDA ASTER 30 Block 1, abbinato al radar AESA Kronos di Leonardo e a un radar Kronos Power Shield in banda L, in grado di rilevare minacce balistiche a distanze fino a 1.500 Km.
Grazie al suo sistema di difesa aerea SAAM-ESD, l'Al Fulk è in grado di tracciare i missili balistici in arrivo e di ingaggiarli direttamente oppure di coordinare, tramite collegamento dati, le quattro corvette di classe Al Zubarah, ognuna delle quali è dotata di un sistema di lancio verticale a 16 celle con lo stesso tipo di missile. La LPD funge da sensore a lungo raggio e nodo di comando per la difesa aerea della flotta, un ruolo che nessun'altra nave anfibia svolge attualmente.
L'azione mostrata nel video è coerente con il più ampio schema di attacchi missilistici balistici e con droni iraniani contro il Qatar, iniziati già nel giugno 2025. Ad oggi, le forze armate del Qatar hanno intercettato oltre 60 missili balistici e diverse ondate di droni dall'inizio della campagna, con la Marina emiratina che ha contribuito alle operazioni di difesa aerea insieme all'aeronautica.
Il fatto che una LPD, una classe di navi progettata principalmente per il trasporto di truppe, veicoli e mezzi da sbarco, stia ora conducendo operazioni di difesa missilistica balistica in mare, sottolinea le insolite esigenze operative che guidano la progettazione della flotta del Qatar. Con una marina di piccole dimensioni e un contesto ad alto rischio, la Marina del Qatar ha scelto di integrare la difesa aerea di area in ogni principale unità di superficie da combattimento, compresa la sua ammiraglia anfibia.
La classe Doha, o classe Al Zubarah, è una classe di 4 corvette costruite da Fincantieri per la marina del Qatar.
Il contratto tra Qatar e Fincantieri per la fornitura di 4 corvette alla Al-Bahriyya al-Qatariyya, dal valore complessivo di 4 miliardi e che comprende anche due pattugliatori d'altura e una Landing Platform Dock, è stato firmato il 16 giugno 2016. La costruzione della prima unità è iniziata nel luglio 2018 presso il cantiere navale del Muggiano. Le nuove corvette sono state presentate al pubblico al salone DIMDEX di Doha del 2018.
La prima unità della classe è stata impostata nel novembre 2018, è stata varata il 27 febbraio 2020 ed è stata consegnata alla marina qatariota il 28 ottobre 2021. La seconda e la terza unità sono state varate, rispettivamente, il 13 febbraio e il 30 settembre 2021. L'ultima unità della classe è stata varata il 29 marzo 2022 ed è stata consegnata il 16 maggio 2023.
Le unità della classe Doha possono svolgere diverse missioni tra cui pattuglia, scorta e combattimento, sono lunghe circa 107 metri, larghe 14,7 e hanno un dislocamento di circa 3 250 t. Sono propulse da un sistema CODAD con 4 motori diesel MAN 22/38D collegati a due eliche a passo variabile e sono in grado di raggiungere la velocità massima di 28 nodi.
L'equipaggio è costituito da 98 persone a cui possono aggiungersene altre 14, per un totale di 112 membri dell'equipaggio. Le corvette sono dotate di un ponte di volo e un hangar che possono ospitare un elicottero multiruolo NH90 e possono trasportare anche vari RHIB, imbarcati tramite una gru laterale e una rampa a poppa.
Le navi sono armate con un cannone Otobreda 76/62 Super Rapido, due cannoni Marlin 30 da 30 mm, un lanciatore di missili antiaerei a corto raggio RIM-116 Rolling Airframe Missile da 21 missili posizionato sopra l'hangar, due sistemi di lancio verticale Sylver A-50 con un totale di 16 container per missili antiaerei a medio raggio Aster 30 e 8 missili antinave Exocet MM40 Block III.
Le unità sono dotate di un Combat Management System ATHENA, un radar multifunzione KRONOS Grand Naval e un sonar antimine Thesan, tutti prodotti da Leonardo. Il CMS gestisce una suite di comunicazione, che include un Tactical Data Link e comunicazioni satellitari, e una suite di sensori, che include il radar KRONOS e il sistema Identification friend or foe, una suite Infra-red search and track, che include due SASS prodotti da Leonardo, e una suite di contromisure elettroniche prodotta da Elettronica. Il Fire Control Radar del cannone 76/62 SR è un NA-30S MK2 prodotto da Leonardo mentre i cannoni da 30 mm sono controllati da un sistema di puntamento elettrottico Medusa MK4B ciascuno. I sistemi difensivi delle navi sono costituiti da 4 lanciatori di decoy Sylena e da alcuni lanciatori di decoy anti-siluro posizionati lungo i fianchi.
DATI TECNICI:
Costruttore: Fincantieri, Cantiere navale Muggiano (La Spezia), Italia
Propulsione: Diesel combinato e diesel (CODAD) 4 motori diesel MAN 2 alberi / 2 eliche a passo variabile (FCPP) ;
Armamento:
Naval Group Sylver A50 Vertical Launching System / VLS (2 x 8 celle) per missili SAM MBDA Aster 30 Block 1 1
1 cannone super rapido Leonardo 76/62
2 sistemi d'arma Leonardo MARLIN 30
8 missili antinave MBDA MM40 Block 3 Exocet (SSM)
1 sistema d'arma missilistico Mk.31 a 21 celle per missili Rolling Airframe RIM-116 (RAM)
Elettronica: Leonardo Combat Management System (CMS) Radar AESA 3D Leonardo Kronos Grand Naval Radar a doppia banda Leonardo NA-30S Mk 2 e Sistema di controllo del tiro EO/IR (per 76/62) Leonardo Medusa MK4/B Sistema di controllo del tiro elettro-ottico /EO-FCS (per Marlin WS) Leonardo SASS (Silent Acquisition & Surveillance System) Sistema IRST Lacroix Sylenia sistema di lancio di esche per siluri Leonardo ODLS 20 sistema sonar a traino Leonardo Black Snake (TASS) Leonardo Thesan Sonar per l'evitamento di ostacoli e mine.
Elicotteri imbarcati: ponte di volo e hangar per 1 elicottero NH90.
CRISI DEL GOLFO PERSICO 2026
Durante l'attuale conflitto non sono state registrate pubblicamente perdite di navi iraniane a causa di attacchi missilistici antinave.
Un video recente mostra anche il lancio di missili antinave e superficie-aria dalle corvette di classe Al Zubarah.
Queste unità sono dotate di due lanciatori quadrupli per i missili antinave MBDA Exocet MM40 Block 3. Sebbene l'Exocet sia progettato principalmente per attacchi marittimi, la variante Block 3 incorpora la navigazione tramite waypoint GPS e la capacità di seguire complessi profili di volo 3D, conferendogli una comprovata capacità contro obiettivi costieri.
Un recente filmato potrebbe quindi mostrare missili Exocet impiegati in un ruolo di attacco terrestre contro obiettivi costieri, un caso d'uso per il quale la famiglia MM40 Block 3 è stata specificamente progettata. Le corvette di classe Al Zubarah hanno un dislocamento di circa 3.250 tonnellate e sono armate con un cannone da 76 mm, sistema di difesa ravvicinata RAM e 16 missili ASTER 30 Block 1 per la difesa aerea. Costruite da Fincantieri tra il 2020 e il 2024, le quattro navi costituiscono la spina dorsale della flotta di superficie del Qatar.
IL NOSTRO PENSIERO
Si vis pacem, para bellum (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.
Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia.
La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà: altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! Nulla di più errato.
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE".
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.
(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, NavalNews, Forum.difesa, WIKIPEDIA, You Tube)
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.
Ad oggi, la Marina Militare italiana ha in servizio due cacciatorpediniere lanciamissili della classe Orizzonte, (frutto del progetto congiunto italo-francese Horizon, caratterizzato dall'impiego del sistema missilistico europeo a lancio verticale PAAMS, Sylver A50, Sylver A43 che utilizza i nuovi missili Aster30 e Aster15). Sono denominate Andrea Doria e Caio Duilio e, come le pari classi francesi, si presentano con un personalissimo profilo stealth immediatamente riconoscibile per le ampie superfici piatte e pulite che lo caratterizzano e che fanno parte di un complesso di accorgimenti volti a ridurre la tracciabilità radar, termica e acustica al fine di migliorarne furtività e occultamento a eventuali sensori ostili.
Lo scenario internazionale e geopolitico, caratterizzato soprattutto dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia da oltre 4 anni, impone un’attenta valutazione di nuove capacità difensive, soprattutto in ambito navale.
L’evoluzione di alcune categorie-chiave della flotta italiana, che stava trovando compimento con un ampio programma di ammodernamento elaborato per gli anni 2019-2034, prosegue senza soste. Negli ultimi tre anni, lo scoppio su vasta scala del conflitto russo-ucraino, rimasto latente e a bassa intensità dal 2014-2015, quindi la nuova e in parte inedita guerra regionale che sta ancora sconvolgendo il Medio Oriente dal 7 ottobre 2023, hanno introdotto novità nell’evoluzione tecnologica navale che i programmi di ammodernamento dello strumento militare italiano non potevano ignorare. I combattimenti aeronavali in Mar Nero, i più intensi dagli anni ’80 a questa parte, e gli aspetti navali del conflitto mediorientale, caratterizzati dall’impiego di missili di nuovo tipo (balistici e ipersonici), e di sempre più diversificate tipologie di droni, hanno avviato profonde riflessioni circa l’evolversi degli strumenti bellici, anche italiani. La consegna della sofisticatissima LHD Trieste, la più grande nave da guerra costruita dall’Italia dopo il 1945, avvenuta il 7 dicembre 2024 nel porto di Livorno, è l’occasione per “fare il punto” su dove andrà la Marina Militare italiana nei prossimi 10-15 anni.
Il programma DDX della Marina Militare italiana prevede la costruzione di due unità di nuova generazione da circa 14.500 tonnellate (incrociatori!) per sostituire le unità della classe Durand de la Penne.
Per i due incrociatori, identificati come New Generation Destroyer, si stima un quadro economico complessivo di 2,7 miliardi di euro Iva esclusa, a coprire anche il supporto logistico-tecnico e la gestione della evoluzione tecnologica delle unità lungo tutto il ciclo di vita. L’iter, che ha naturalmente come committente il Ministero della Difesa tramite la Direzione Nazionale degli Armamenti, vedrà impegnata l’Organizzazione congiunta per la cooperazione in materia di armamenti, di cui sono membri oltre all’Italia anche Germania, Francia, Regno Unito, Belgio e Spagna, come stazione appaltante.
Già definito inoltre anche l’assegnatario della procedura, che sarà necessariamente Orizzonte Sistemi Navali. La joint venture tra Fincantieri (51%) e Leonardo (49%) detiene infatti i “diritti industriali e intellettuali esclusivi di Fremm Evo e delle sue evoluzioni tecnologiche attualmente in fase di sviluppo nell’ambito del programma, che rappresentano la base per lo sviluppo del nuovo Ddx e le uniche in grado di soddisfare i requisiti operativi della Marina Militare Italiana.
Stando agli ultimi documenti programmatici pluriennali del Ministero della Difesa (relativi ai bienni 2023-2025 e 2025-2027), il programma Ddx per la realizzazione di due nuovi incrociatori prevede “l’acquisizione di due nuove unità moderne a breve-medio termine, in sostituzione di Nave Mimbelli e Nave Durand de la Penne (che nei mesi scorsi ha avviato le procedure per la radiazione, ndr), mentre più a lungo termine è previsto il completamento di altre due unità, “entro la fine della vita operativa delle unità della Classe Orizzonte”.
Secondo quanto riportato dalla Rivista Italiana Difesa, le due unità avranno un dislocamento a pieno carico di 14-14.500 tonnellate, caratteristica che secondo la testata permetterebbe di definirle “incrociatori pesanti”. Successivamente è emerso che la lunghezza dovrebbe essere di circa 180 metri. Le due unità Ddx potrebbero entrare in servizio intorno al 2030 con funzione di scorta a gruppi navali, contro-aerei e antimissile.
Queste navi, con un investimento di 2,7 miliardi di euro, saranno focalizzate sulla difesa anti-aerea/anti-ballistica (AAW/BMD) e anti-nave, caratterizzate da un potente sistema radar a 4 facce piane Kronos Dual Band, da 96 celle VLS e da una propulsione ibrida CODAG.
DATI PRELIMINARI DEL PROGRAMMA DDX
Cacciatorpediniere lanciamissili multiruolo ad alta intensità (con funzioni da incrociatore);
Dislocamento: Circa 14.000 - 14.500 tonnellate a pieno carico;
Nel 2024 è stato dato il via al programma HYDIS2 (HYpersonic Defence Interceptor Study, Studio di un intercettore per la difesa da minacce ipersoniche).
Il progetto, finanziato dall’European Defence Fund (EDF) e co-finanziato dai Governi di Francia, Germania, Italia e Paesi Bassi per un totale di 80 milioni di euro, è volto allo sviluppo di un concetto di intercettore con capacità d’ingaggio endo-atmosferica che MBDA, leader del consorzio industriale – il quale riunisce 19 partner e oltre 20 sub-fornitori di 14 Paesi europei – ha ridenominato AQUILA. Il nuovo sistema sarà impiegato per il contrasto delle moderne minacce missilistiche, quali missili balistici a raggio intermedio, missili da crociera sup-sup e, soprattutto, missili ipersonici (glider e cruise/scramjet).
L’accordo ha come obiettivo quello di individuare la soluzione più idonea tra quelle che MBDA sta studiando: tra le diverse configurazioni troviamo, al momento, un intercettore tristadio con un grosso booster come primo stadio; una variante bistadio, sempre con booster; un’ulteriore soluzione tristadio con booster, ramjet e un booster più piccolo. Il progetto HYDIS² (Hypersonic Defence Interceptor Study), è stato selezionato nel marzo 2023 ed è parzialmente finanziato dal Fondo europeo per la difesa (EDF). Il suo obiettivo è proporre uno studio concettuale di maturazione dell'architettura e della tecnologia per un intercettore endoatmosferico per contrastare nuove minacce emergenti altamente sofisticate. HYDIS² è incentrato sul concetto di intercettore missilistico ipersonico Aquila di MBDA e coinvolgerà un consorzio di 19 partner e oltre 30 subappaltatori provenienti da 14 paesi europei. L'obiettivo finale del progetto è quello di sviluppare una contromisura che potrebbe essere integrata nel programma di capacità TWISTER (Timely Warning and Interception with Space-based Theater Surveillance) dell'UE guidato dalla Francia. TWISTER è destinato ad essere un sistema di difesa aerea in grado di allertare precocemente, tracciare e intercettare minacce aeree ad alte prestazioni, inclusa la difesa contro missili balistici (BMD) e veicoli ipersonici. Il dominio della difesa aerea estesa pone sfide sempre più impegnative dovute alla presenza di minacce complesse e in rapida evoluzione, quali missili balistici manovranti, missili da crociera e “gliders” ipersonici. Nei prossimi decenni queste nuove minacce dovranno essere affrontate con soluzioni dedicate, volte all’implementazione di una protezione efficace di schieramenti operativi e siti sensibili dislocati sul territorio nazionale. Il progetto AQUILA propone i più avanzati concetti di intercettori a contrasto della minaccia ipersonica ed a complemento di un portafoglio globale di soluzioni per la difesa aerea. I consorziati sono gruppi industriali attivi nel settore della difesa, enti di ricerca, piccole e medie imprese, università, tutti con una forte e riconosciuta esperienza nelle tecnologie chiave per portare avanti lo studio di questo nuovo intercettore. Il consorzio riunisce insieme le migliori competenze missilistiche all’interno dell’Unione Europea con le più alte competenze scientifiche del settore aeronautico ed attori in nuovi settori per raccogliere e vincere la sfida posta dalla minaccia ipersonica. Il progetto contribuirà anche ad incrementare la sovranità dell'industria europea dei sistemi missilistici, sostenendo e sviluppando competenze, materiali e tecnologie definite “critiche” e rafforzando la competitività industriale europea. Le tecnologie relative al settore ipersonico sono in continua evoluzione e rimanere all’avanguardia è una priorità dell'Europa verso la soluzione più efficace per contrastare le minacce ipersoniche.
L’obiettivo di HYDIS² è quello di progettare diversi concetti di intercettori e di maturare le relative tecnologie critiche per identificare la migliore soluzione che soddisfi le esigenze dei quattro Stati - Francia, Italia, Germania e Paesi Bassi – e che sia coerente con i lavori del programma europeo TWISTER che rappresenta un contributo centrale degli Stati europei alla missione di difesa delle proprie popolazioni e forze armate dalle minacce ipersoniche, che segnano un cambiamento radicale dei concetti di difesa rispetto a quelle balistiche.
SISTEMA MISSILISTICO A/A E ANTI-MISSILE ASTER 15/30, B1 NT con VLS (Vertical Launch System), 96 celle totali (Sylver A50 e A70)
Il missile ASTER - da tempo operativo in tutto il mondo occidentale - copre missioni a corto e lungo raggio, inclusa l'autodifesa. Durante la prima parte della missione, il missile ASTER è guidato inerzialmente utilizzando dati di bersaglio aggiornati.
La fase finale di homing è ottenuta tramite un sistema di ricerca elettromagnetico attivo, garantendo un'elevata precisione in qualsiasi condizione meteorologica. ASTER è un missile intercettatore a 360° lanciato verticalmente che consente di ottenere la massima efficacia dei sistemi EUROSAM. Grazie all'esclusiva combinazione di controllo aerodinamico e controllo diretto del vettore di spinta (PIF-PAF), il missile è in grado di effettuare manovre ad alta forza G. Insieme, queste caratteristiche conferiscono all'ASTER una capacità di colpire senza pari. Il missile Aster 30 B1NT (nuova tecnologia), sarà operativo entro il 2026 con i sistemi terrestri SAMP/T NG e i sistemi navali ed avrà la capacità di colpire un bersaglio in volo a 25.000 metri di quota e 150 Km di distanza. Il sistema terra-aria a medio raggio/terrestre di nuova generazione (SAMP/T NG) è un programma franco-italiano sviluppato da EUROSAM (gruppo di interesse imprenditoriale che riunisce MBDA Francia, MBDA Italia e Thales). È gestito dall’Organizzazione congiunta di cooperazione in materia di armamenti (OCCAr) ed è destinato a garantire la protezione dei cieli contro minacce aeree (aerei, missili e droni. Oltre agli aerei, avrà la capacità di intercettare missili balistici di medio raggio come quelli lanciati di recente dall’Iran contro Israele, e missili ipersonici, in grado di volare ad una velocità superiore a Mach 5 (6.000 km orari). Il programma è stato lanciato nel 2021 da Francia e Italia che a sua volta si doterà di 10 di questi sistemi.
MISSILI DA CROCIERA SCALP Naval / FC-ASW
Il sistema Stratus, precedentemente noto come Future Cruise/Anti-Ship Weapon (FC/ASW) o FMAN/FMC in francese (Futur Missile Anti-Navire/Futur Missile de Croisière), è un programma missilistico multinazionale di nuova generazione lanciato da Francia e Regno Unito nel 2017 per succedere al loro Storm Shadow/SCALP sviluppato congiuntamente e ai rispettivi missili antinave Exocet e Harpoon, con l'Italia che ha aderito nel 2023.
Il programma è stato precedentemente denominato Future Offensive Surface Weapon (FOSW) dalla Royal Navy e SPEAR 5 dalla Royal Air Force. La famiglia Stratus comprende due missili, Stratus LO (Low Observable) e Stratus RS (Rapid Strike). Il 20 giugno 2023 l'Italia ha firmato una lettera di intenti per unirsi a Francia e Gran Bretagna nel programma FC/ASW, probabilmente come mezzo per schierare futuri sostituti sia per le scorte italiane di Storm Shadow/SCALP sia per i suoi missili antinave Teseo. Il sistema FC/ASW ha avviato la fase di progettazione primaria nel 2024 e i primi sistemi saranno operativi entro il 2028-2030. L’Italia ha confermato un finanziamento iniziale di 10 milioni di euro su 150 milioni di euro per lo sviluppo di FC/ASW tra il 2023 e il 2028. Lo sviluppo di due prototipi dei missili è progredito negli ultimi dodici mesi, confermando così i precedenti resoconti di due soluzioni distinte ma complementari per il programma: Un missile subsonico a bassissima osservabilità, alimentato da un turbogetto, denominato "TP15" ("TP" sta per Turbo Prop, pur essendo la quindicesima versione della soluzione subsonica scelta dopo aver esaminato un'ampia gamma di diverse configurazioni e scenari di prova), progettato e ottimizzato per superare i sistemi difensivi nemici evitando il rilevamento come SCALP ed Exocet. Il TP15, il cui sviluppo è guidato dal Regno Unito, sarà dotato di un cercatore a infrarossi per immagini di nuova generazione e si prevede che si concentrerà principalmente sull'ingaggio di bersagli terrestri come depositi militari, quartieri generali e strutture in cemento armato, mantenendo al contempo una capacità antinave secondaria. La società ha dichiarato che il primo prototipo del TP15, lungo circa poco più di 5 metri (16 piedi), è già stato prodotto e che le attività della fase di valutazione delle armi hanno visto il missile sottoposto a prove di radiofrequenza (RF) "estreme" in una struttura dedicata ai test di firma RF. È stato inoltre confermato che Rolls Royce e Safran erano congiuntamente responsabili della progettazione e dello sviluppo del motore turbogetto del missile. Un missile supersonico altamente manovrabile, spinto da un ramjet, denominato "RJ10" ("RJ" sta per Ramjet e "10" presumibilmente per la decima versione della soluzione supersonica), che sfrutterà velocità e agilità per superare le difese nemiche. L'RJ10, il cui sviluppo è guidato dalla Francia, è più simile ai progetti che MBDA aveva finora riservato alla deterrenza strategica (ovvero l' ASMP e le sue varianti modernizzate). Sarà dotato di una testa di guida a radiofrequenza di nuova generazione e sarà ottimizzato per ingaggiare bersagli navali, svolgere compiti SEAD/DEAD e si prevede che disponga anche di capacità antiaerea per l'impiego contro assetti aviotrasportati di alto valore (HVAA) come AWACS e velivoli cisterna a lungo raggio. Il sistema di propulsione dell'RJ10 è stato sottoposto a test "esaustivi" in galleria del vento supersonici presso lo stabilimento MBDA France di Bourges, dove sono stati sviluppati e prodotti i motori a reazione per la famiglia ASMP. È stato anche rivelato che lo specialista francese di elettronica per la difesa, Thales, e MBDA hanno dato inizio congiuntamente ai primi test del cercatore RF del missile.
MISSILI ANTI-NAVE E “LAND-ATTACK” MBDA TESEO EVOLVED
Il Teseo MK2/E (Evo) è un missile antinave di nuova generazione sviluppato da MBDA-IT per la Marina Militare italiana, progettato per colpire bersagli navali e terrestri a oltre 350-500 km. È un'evoluzione del sistema Otomat/Teseo, caratterizzato da alta manovrabilità, bassa tracciabilità radar (stealth) e guida avanzata.
Ecco i dettagli salienti del Teseo Evo: Capacità operative: È un missile subsonico, in grado di effettuare missioni antinave e di attacco a terra, con capacità di colpire bersagli “induriti". Prestazioni: Vola a quote molto basse (sea skimming) per evitare le difese nemiche. Il raggio d'azione è esteso, superando i 350 km e potenzialmente i 500 km. Guida e Sensori: Impiega una guida multimodale che include un sensore radiofrequenza e, in futuro, un seeker AESA, ottimizzando la capacità di riconoscere i bersagli e resistere alle contromisure elettroniche. Datalink: Dispone di un datalink bidirezionale che consente di aggiornare il bersaglio durante il volo, ricevendo immagini o telemetria. Installazione: Sarà imbarcato sulle fregate FREMM EVO, sui pattugliatori PPA e sui futuri incrociatori DDX della Marina Militare italiana. Il contratto di produzione in serie risale al 2025, subito dopo la fase di sviluppo, con l'obiettivo di equipaggiare le unità navali entro il 2027. Il Teseo Evo è un sistema "Itar-free", il che facilita le esportazioni verso altri paesi.
PRINCIPALE ARMAMENTO CANNONIERO IMBARCATO: 3 cannoni Leonardo cal. 76/62 nella versione Strales.
L’OTO Melara 76/62 è un cannone multiruolo progettato e prodotto da Leonardo, caratterizzato da una cadenza di tiro molto elevata, soprattutto nella versione Super Rapido (120 colpi al minuto), che lo rende particolarmente adatto per la difesa antiaerea e anti-missile e per la difesa di punto; visto il calibro, può essere usato anche in altri ruoli come il bombardamento navale e costiero.
Il cannone è dotato di munizionamento convenzionale, che varia a seconda del tipo di impiego e la sua polivalenza di usi è data anche dalla gran quantità di tipi di munizionamento che vanno dall'incendiario al perforante, fino ai proiettili a frammentazione con spoletta di prossimità. L'intero sistema è inoltre molto compatto ed è quindi installabile anche su navi di piccole dimensioni come le corvette o le vedette costiere, oltre ad essere completamente controllabile da remoto. Recentemente è stato aggiunto il nuovo munizionamento guidato DART. In fase operativa è anche il sistema guidato anti-missilistico Davide, in pratica si tratta di missili senza motore (proietti) DART, decalibrati rispetto al cannone, che possono correggere la loro traiettoria per controbattere le manovre evasive del missile ostile e intercettarlo. Si tratta di un sistema di difesa anti missile delle navi a corto/cortissimo raggio, basato sull'impiego delle nuove centrali di tiro multisensore degli impianti da 76/62 Super Rapido, capace di sparare una munizione guidata e quindi di correggerne la rotta anche in volo indirizzandola sull’obiettivo. La tecnologia sviluppata dalla Oto Melara è stata montata per la prima volta sulle fregate multimissione italiane del programma italo-francese FREMM. Il sistema Davide/Strales abbinato al sistema di controllo di tiro Dardo-F, che controlla sia il bersaglio che il proiettile, è installabile anche sulle vecchie torrette con poche modifiche, mediante l'aggiornamento del firmware di controllo, l'aggiunta del radar di guida in banda Ka e scudo stealth. La torretta, mediante il radar, produce quattro fasci che vengono proiettati sul bersaglio e il proiettile viene radiocomandato nella sua direzione in modo tale che rimanga all'interno dei fasci. I proiettili DART sono un sottocalibro da 42 mm e grazie ad un adattatore raggiungono i 76 mm del calibro del cannone; hanno delle alette canard che gli permettono di manovrare e la sezione di coda ha sei pinne fisse e il ricevitore radio.
DIFESA ANTI-DRONE: 4 cannoni Leonardo 30 x 90 LIONFISH con munizioni 30 x 173.
La Marina italiana sta finanziando la fase finale di qualificazione del cannone, nonché la fase di progettazione, sviluppo e qualificazione del Lionfish 30. La produzione della canna del cannone e di altri componenti connessi viene effettuata nello stabilimento di Leonardo a La Spezia, mentre il suo assemblaggio della torretta navale (Lionfish 30) viene svolto a Brescia con componenti provenienti da diverse strutture aziendali e dalla catena di approvvigionamento.
Quest'ultima è stata semplificata, applicata e strutturata secondo i confini nazionali, consentendo di avere doppi o tripli fornitori di elementi chiave per sostenere un aumento previsto degli ordini. L'X-Gun soddisfa e supera i più rigorosi standard di difesa globale, erogando colpi cal. 30×173 in aderenza agli standard NATO STANAG 4624 ad una velocità di 200 colpi al minuto. Al centro della nuova arma, c'è la camma del tamburo ad azionamento elettrico che, con la sua rotazione fornita da un motore brushless (installato all'interno della stessa camma del tamburo), assicura tutte le operazioni di tiro; in tre giri, che è di 1.080°, di cui 270° per ogni operazione: alimentare il giro, speronare, sparare ed estrarlo. Una soluzione abbastanza semplice, ma completamente 'non convenzionale' e innovativa rispetto alla concorrenza, una soluzione che riduce al minimo le parti mobili, migliorando così l’affidabilità. La canna lunga 90 calibri (2.700 mm) incorpora scanalature per un raffreddamento ottimale durante il funzionamento, mentre il meccanismo laterale a doppia alimentazione garantisce una fornitura continua ed efficiente di munizioni. L’arma mantiene lo stesso ricevitore, passando dall'alimentatore senza collegamento all'alimentatore collegato senza alcuna modifica, consentendo alla pistola di mantenere oltre l'80% di pezzi di ricambio in comune tra le due versioni", con evidenti vantaggi logistici. Con una forza di rinculo paragonabile ai concorrenti, la massa complessiva X-Gun pesa 173 kg, di cui 78 kg del ricevitore, 60 kg per la canna e 35 kg per l'alimentatore. L'unità di controllo del cannone (GCU) aggiunge 16 kg consentendo di salvare gli ultimi dati in caso di interruzione di corrente. Con una funzione "sempre sicura", la X-Gun ha un rateo di fuoco regolabile fino a 200 giri/min e presenta due caratteristiche chiave: la modalità cecchino e la selezione del colpo successivo. Per migliorare la precisione, vengono ridotte al minimo le vibrazioni e il ritardo di sparo. L'arma incorpora una capacità di selezione del primo colpo, consentendo il tiro immediato con le munizioni selezionate senza sparare colpi del tipo precedente durante i cambi di caricatore. Leonardo ha collaborato con KNDS Ammo Italia (ex-SIMMEL Difesa) per fornire alla X-Gun una capacità C-UAS contro i micro droni mini e offerti dalla MF-ABM e dal suo programmatore dedicato in fase di sviluppo da quest'ultima società. La precisione è garantita da una nuova spoletta munita di ritardo temporale. Le nuove munizioni sono dotate di una spoletta intelligente che viene programmata tramite antenna installata all'interno dell’arma, con dati forniti dal programmatore. Quest'ultimo riceve il tempo di volo prima delle informazioni sulla detonazione dal sistema di controllo del fuoco. Il LIONFISH 30 è un sistema di artiglieria imbarcato di piccolo calibro telecomandato, caratterizzato da un lungo raggio operativo e da un'elevata cadenza di fuoco. Fa parte della più ampia famiglia di torrette d'arma telecomandate LIONFISH che condividono la stessa architettura meccanica ed elettronica e la stessa interfaccia utente estremamente intuitiva. Grazie alle sue dimensioni compatte e al peso ridotto, il LIONFISH 30 consente di armare adeguatamente imbarcazioni di superficie molto piccole con la capacità di neutralizzare minacce asimmetriche di superficie, elicotteri e droni, grazie all'uso di munizioni Air Burst; le torrette possono anche essere utilizzabili a bordo di DDG e fregate come armamento secondario. Il LIONFISH 30 è equipaggiato con il LEONARDO X-GUN 30 mm, ITAR-free, alimentato da due scatole di munizioni con 200 colpi pronti al fuoco. Può sparare tutti i tipi di munizioni 30x173 mm, prescritti dal produttore del cannone, quali: Munizioni Air Burst; Munizioni ad alto potenziale esplosivo: MP-T/SD, SAPHEI-T, HEI-T; Munizioni perforanti: API, APFSDS-T, FAPSD-T; Munizioni da tiro al bersaglio: TP, TP-T. Il sistema di puntamento di Leonardo è completamente stabilizzato in elevazione e azimut grazie a potenti servosistemi in circuito chiuso con giroscopio indipendente e due tachimetri per garantire la ridondanza. Tutti i componenti sono completamente protetti da uno scudo stealth per ridurre al minimo l'RCS e consentire il funzionamento negli ambienti ostili. Il sistema è controllato a distanza tramite la sua console di controllo locale munita di video digitale ad alta risoluzione e a bassa latenza; è in grado di determinare autonomamente le coordinate di tiro stabilizzate eseguendo calcoli balistici e della traiettoria del bersaglio. Il sistema elettro-ottico è indipendente, auto-stabilizzato ed è dotato di una suite di sensori altamente accurati con telecamera diurna, telecamera IR e telemetro LASER. L'EOD è in grado di eseguire Nx360° per svolgere compiti di sorveglianza, rilevamento multi-bersaglio e tracciamento. La torretta imbarcata può anche essere completamente controllata da una console multifunzione remota sulla piattaforma o da un sistema di controllo del tiro esterno attivando un apposito interruttore dalla console di controllo locale.
PRINCIPALI SISTEMI ELETTRONICI IMBARCATI
Sistema radar AESA Leonardo Kronos Dual Band (banda C e X) e Kronos Power Shield (banda L) per capacità anti-balistiche con 4 facce piane, due a prua e due a poppa del DDX.
Il sistema fa parte della famiglia di radar KRONOS; la caratteristica principale dell'architettura del KRONOS Power Shield è l'antenna completamente digitale basata sulla tecnologia già collaudata nei radar multifunzione AESA (Active Electronically Scanned Antenna) in servizio. Il blocco centrale dell'antenna digitale è il DAT, Digital Active Tile, che implementa una catena radar completa per ogni singolo elemento radiante, a partire dalla generazione di forme d'onda fino all'ADC a banda larga. Più di 1000 elementi radianti raggruppati in DAT forniscono un'architettura completamente distribuita e controllata a livello di singolo elemento. Ciò comporta un aumento delle prestazioni, nuove funzionalità e la possibilità di implementare un'ampia gamma di architetture di scansione radar necessarie per coprire i cavi requisiti operativi di oggi e di domani. Il radar di allerta precoce Kronos Power Shield è completamente digitale ed è stato progettato per la sorveglianza e la difesa dai missili balistici tattici. Il nuovo sistema introduce una serie di miglioramenti hardware, software e della modalità operativa, tra cui una nuova antenna AESA (Active Electronically Scaned Array) ad alta potenza basata su nitruro di gallio (GaN) moduli di trasmissione/ricezione (TRM), un enorme miglioramento nell'elaborazione e la forma d'onda brevettata Extended Long Range (ELR) ampiamente testata in diverse campagne ed esercitazioni, che consente il rilevamento e il tracciamento di oggetti in rapido movimento attraverso lo spazio. Il sistema AESA a 4 facce piane è progettato per rilevare bersagli aerei, di superficie e eso-atmosferici ad alta velocità come missili balistici e oggetti spaziali fino a una portata strumentale di 2.000 km. Il nuovo radar rileva autonomamente i bersagli di tipo missilistico balistico e, dopo l'avvio rapido, la traccia di questi bersagli viene mantenuta fino allo zenit. Con un'antenna da 9 tonn, il sistema ha una portata strumentata rispettivamente di 480 e 60 km contro bersagli aerei e di superficie, mentre la capacità di tracciamento raggiunge le 1.000 tracce. Combinando il raggio multiplo a doppio asse con la precisione monopulse istantanea in azimut ed elevazione e l'elaborazione Doppler istantanea per la copertura dell'intera gamma di azimut ed elevazione con la forma d'onda ELR brevettata. Una caratteristica fondamentale del Kronos Power Shield è la manutenibilità: utilizzando una struttura ad antenna fissa, consente al personale di portare a termine l’eventuale manutenzione stando al coperto. Il KRONOS Power Shield copre l'intero spettro delle capacità BMD che i moderni scenari complessi richiedono un radar di allarme rapido (EWR), Difesa dai missili balistici tattici, Elevata velocità di trasmissione dei dati ed eccellente precisione di rilevamento per uno spunto tempestivo di missili balistici tattici (TBM) in fase discendente per la difesa d’area, Sorveglianza dei missili balistici tattici, Raggio d'azione molto esteso per la sorveglianza di vaste aree e l'allerta precoce di TBM in fase ascendente, Flessibilità della missione per supportare l'aggiornamento dell'immagine tattica o il cueing alla FCR per l'auto-reazione contro le minacce ABT e TBM. Lo sviluppo del Kronos è stato portato a termine grazie agli sviluppi tecnologici ed agli avanzati algoritmi di tracciamento messi a punto da Leonardo; “le capacità del radar MFRA contro le minacce rappresentata da bersagli in grado di simulare in modo reale missili balistici tattici sono state testate con successo nel corso delle due importanti esercitazioni navali multinazionali della NATO dedicate alla difesa aerea e missilistica integrata (IAMD, Integrated Air Missile Defence) Formidable Shield 2017 e Formidable Shield 2019. Tale capacità è stata finora la più importante e complessa che siamo stati in grado di dimostrare, consentendo al sistema di essere proposto per l’immediata integrazione in pacchetti per la difesa contro missili balistici tattici. L’MFRA è stato ad oggi testato da tecnici di Leonardo e dai militari addetti delle nostre FF.AA. nel corso di oltre 18 tiri reali coronati da successo contro bersagli aerei e missilistici di diversa tipologia. La famiglia Kronos, oggi comprende radar AESA sia in banda C (la stessa del radar MFRA) che in banda X, per applicazioni sia navali che terrestri che sfruttano gli ultimi sviluppi in termini di moduli trasmettitori ricevitori (TRM) con applicazione rispettivamente della tecnologia del Nitruro di Gallio (GaN, Gallium Nitride) e Arseniuro di Gallio (GaAs, Gallium Arsenide), capacità elaborazione dati e componentistica elettronica, unitamente all’applicazione del cosiddetto “cervello del sistema radar”, meglio conosciuto come “system manager”. Il ‘cervello del sistema radar’ che opera in tempo reale è in grado di offrire non solo capacità avanzate e d’impiego congiunto come un solo sistema radar (con ben otto facce fisse nella versione più complessa) ma anche l’integrazione funzionale con il sistema di guerra elettronica.
LEONARDO'S “ATHENA”® COMBAT MANAGEMENT SYSTEM: Soluzione avanzata per la gestione avanzata del combattimento, modulare e scalabile o (per la M.M. italiana) Sistema Automatico per la Direzione delle Operazioni di Combattimento SADOC Mk.4.
L’architettura di sistema del CMS “Athena” deriva direttamente dalle esperienze maturate dalla società nel settore navale. I sistemi di gestione del combattimento di che trattasi sono caratterizzati da estrema flessibilità e modularità, integrano e riutilizzano capacità multi missione, che ne consentono l’impiego su ogni tipo di unità navale, dai pattugliatori alle portaerei. Il Combat Management System ATHENA, è un evoluto sistema di comando e controllo di nuova generazione, ad architettura aperta in grado di garantire le migliori capacità di acquisizione, fusione e gestione dei dati per un’efficace valutazione degli scenari operativi e per la gestione delle risorse a disposizione, assicurando così rapidi ed efficaci processi decisionali. Il CMS viene inoltre installato nel nuovo cockpit navale sviluppato da Leonardo insieme a Fincantieri per le nuovissime unità PPA. Si tratta di un avanzato sistema di controllo dell’intera nave, alla stregua di un cockpit aeronautico, una sorta “Postazione Integrata Condotta Nave”, che consentirà, per la prima volta, di gestire in modo integrato le operazioni relative sia alla conduzione della nave sia al sistema di combattimento, con un numero ridotto di operatori grazie anche all’impiego di nuove tecnologie di realtà aumentata. ATHENA® (Architecture & Technologies Handling Electronic Naval Applications), sistemi avanzati di gestione dei combattimenti (CMS), dalle navi pattuglia fino alle portaerei, nonché per programmi di ristrutturazione o refitting. Il CMS ATHENA® integra tutte le funzioni necessarie per la sorveglianza, la gestione dei sensori e delle immagini tattiche, il supporto alla navigazione, la valutazione delle minacce e l'assegnazione delle armi, la gestione del sistema d'arma, la pianificazione della missione, il collegamento dati tattici multipli e l'addestramento a bordo. Il CMS ATHENA si basa su un'architettura modulare e scalabile completamente ridondante che può essere personalizzata per soddisfare le esigenze specifiche del cliente. Leonardo ha messo a punto un sistema di comando e controllo (CCS), una versione personalizzata del sistema di gestione del combattimento (CMS) ATHENA. Il nuovo sistema copre tutte le esigenze di gestione operativa in tempo reale attraverso sensori, armi e comunicazioni interconnesse, tutte facilmente accessibili e gestibili attraverso Console Multifunzionali avanzate (MFC). La sua architettura hardware è caratterizzata da nodi di elaborazione completamente remoti e ha un ingombro ridotto grazie alla struttura leggera in fibra di carbonio. Il nuovo Combat Management System è stato progettato come un unico prodotto, scalabile a diverse tipologie di piattaforme/unità navali a seconda delle loro esigenze e dei loro compiti. La sua struttura portante si basa su una struttura architettonica comune e moduli software/hardware standard in grado di soddisfare le esigenze delle navi da combattimento e di supporto. L'elaborazione remota rende l'intero sistema più resiliente e permette di inglobare l'hardware in una stanza più piccola e dedicata. Questo crea un data center C4I a bordo, riducendo al minimo la necessità di infrastrutture IT al di fuori della sala operativa. Questo nuovo CMS è in qualche modo un taglio con il passato che sia Leonardo che Marina Militare italiana hanno perseguito appositamente per fornire i nuovi DDX, i PPA, le LHD, le Logistic Support Ship / LSS, etc. con un nuovo hardware per essere più interattivi. Gli algoritmi sono invisibili all'equipaggio durante lo svolgimento delle sue missioni, e naturalmente il sistema deve essere affidabile e ben funzionante. Tuttavia, questo nuovo CMS si concentra sull'interfaccia uomo-macchina (HMI). I CMS vengono messi a punto da Leonardo in collaborazione con Marina Militare e attraverso gruppi di lavoro con marine straniere che richiedono personalizzazioni e/o caratteristiche particolari. Da tutto ciò la MM ha tratto grande beneficio dall'esperienza operativa degli utenti sul campo, che risale ai primi anni 2000, quando i primi CMS della famiglia ATHENA sono stati montati su cacciatorpediniere di classe Orizzonte / Horizon. Per la sua storia operativa, la Marina Militare ha chiamato il CMS con l'acronimo Sistema Automatico per la Direzione delle Operazioni di Combattimento (SADOC). Il SADOC Mk.2 era il CMS di precedente generazione in servizio a bordo di navi militari italiane messe in servizio negli anni '80 e '90 (ad esempio le fregate classe Maestrale e Lupo). Il CMS della famiglia ATHENA che equipaggia cacciatorpediniere di classe Horizon e fregate di classe Bergamini si chiama SADOC Mk.3. Sebbene ciò possa suggerire successivi sviluppi della stessa architettura, SADOC Mk.2 e SADOC Mk.3/ATHENA non hanno nulla in comune. Il SADOC Mk.3 è stato sviluppato ex novo per il programma Horizon ed è stato influenzato dalla cooperazione con la marina francese. Il sistema ATHENA è installato su tutte le attuali navi della marina italiana e su 19 navi costruite per clienti stranieri. L'evoluzione del SADOC Mk.3 richiesta dalla Marina Militare italiana per le sue nuove classi di navi è il nuovo CMS in trattazione. Ma non si tratta di un miglioramento lineare rispetto al prodotto precedente. Al contrario, Marina Militare ha richiesto di rimodellare il sistema sulla base di una vasta esperienza operativa. Leonardo, invece, ha portato in dote un consistente know-how e feedback anche di operatori stranieri. Il processo di costruzione del CMS ha richiesto un anno di lavoro congiunto tra Leonardo e Marina Militare, compresa la realizzazione di alcuni prototipi. Il prodotto finale, è unico e diverso da qualsiasi altro CMS in Europa e negli Stati Uniti. L'hardware è molto diverso da molti CMS, soprattutto per quanto riguarda il numero limitato di console, che sono meno numerose rispetto ad altri CMS. Il numero di console dipende dal tipo di navi di missione per cui sono concepite. In generale, le marine militari di oggi richiedono più automazione e un numero decrescente di operatori. Un'unità avanzata e complessa come una fregata classe Bergamini dispone di 16 console di bordo. Sull'LHD TRIESTE ci sono ben 40 consolle. I PPA hanno requisiti simili, ma devono essere dotati di un diverso modo di avvicinarsi alle operazioni. In particolare, essi sono dotati di un ponte di combattimento attraverso con il quale potranno essere eseguiti sia i compiti di navigazione che quelli di combattimento. Di solito, le navi da combattimento hanno due sale diverse, la sala di navigazione e la sala di combattimento (Centrale Operativa di Combattimento, COC) per il CMS. Nel corso degli anni, l'esperienza operativa ha dimostrato che le navi militari trascorrono il 70% del loro periodo in mare in operazioni non combattenti o a bassa intensità (es. navigazione, transito, scorta, ecc.). In questi casi, Marina Militare ha scoperto che i compiti assegnati richiedono in media sette operatori di console. Solo in caso di operazioni di combattimento ad alta intensità tutte le console sono presidiate. Pertanto, il ponte di combattimento proposto per la prossima generazione di CMS dispone di 7 postazioni di lavoro, compresa quella del comandante. Il comandante cesserà di essere un supervisore e potrà lavorare direttamente sul CMS. Per le operazioni ad alta intensità, invece, il ponte di combattimento consente di installare un ulteriore set di console in una sala adiacente, dietro il ponte di combattimento. Sui PPA, il loro numero è da dodici a 16, a seconda della versione. In sintesi, l'apparente riduzione delle console riguarda solo operazioni non da combattimento o a bassa intensità. Quando si tratta della piena capacità di combattimento della nave, il numero di console di bordo non cambia e anzi si espande. Il CMS ha diverse modalità: addestramento, difesa, combattimento, prontezza per il combattimento e modalità personalizzate che abilitano o disabilitano i sistemi e le armi in proporzione al livello previsto di minaccia o a seconda delle disposizioni di sicurezza. Al fine di eseguire al meglio qualsiasi operazione, ogni postazione di lavoro può anche avere accesso ad applicazioni dedicate per il recupero e la modifica di rapporti di intelligence, traffico marittimo e documenti. La vendita sul mercato estero rende indispensabile la progettazione di hardware e software a supporto di armi e sistemi diversi, siano essi ereditati o scelti deliberatamente dai clienti. L'intera architettura del sistema ATHENA-SADOC prende in considerazione la necessità di consentire l'integrazione di una gamma diversificata di sistemi con il minor impatto possibile. Di solito, rendere i sistemi compatibili con l'hardware cinese o russo implica solo qualche aggiustamento software, ma si sono verificati casi in cui si sono dovuti installare unità/moduli speciali per "tradurre" i segnali dal CMS ai sistemi e viceversa. Per fare questo, alcuni componenti utilizzano già protocolli tecnologici agnostici e si sta già lavorando per la realizzazione di una progettazione software di tipo SOA (Service-Oriented Architecture) da implementare sul CMS attuale e futuro. L'aggiornamento pre-programmato più importante per il CMS è l'aggiornamento di mezza età (MLU) che quasi ogni imbarcazione fa almeno una volta nel corso della sua vita utile. Durante l'obsolescenza dell'MLU vengono affrontati sia l'hardware che il software, e gli esperti di Leonardo portano il CMS allo stato dell'arte attraverso modifiche radicali al software e all'hardware. Oltre ad un aggiornamento radicale pianificato, vengono rilasciati dall’azienda produttrice kit di aggiornamento che possono essere installati a bordo autonomamente dalle singole marine militari. Tali kit sono spesso rilasciati solo su richiesta. In effetti, i militari spesso preferiscono avere un sistema conosciuto e mantenerlo in servizio il più a lungo possibile. Questo perché qualsiasi modifica importante richiede un addestramento aggiuntivo; quindi, il cliente a volte opta per rilasci importanti soltanto quando necessario. Leonardo cerca di mantenere il CMS aggiornato, possibilmente allineato con la migliore tecnologia disponibile, in modo da poter intervenire quando il cliente ritiene indispensabile per modificare i propri sistemi. Leonardo è già da tempo impegnata in attività di ricerca volte ad introdurre nei suoi sistemi un set di strumenti di Intelligenza Artificiale (IA). Il nuovo CMS in consegna alla Marina Militare Italiana metterà già in campo alcuni elementi di analisi predittiva. Nel dettaglio, il CMS sarà in grado di simulare una serie di situazioni di combattimento che possono essere basate su dati reali, come i rapporti di intelligence. La nave può quindi creare uno scenario fittizio per studiare la situazione ed entrare in sala operativa con una buona consapevolezza situazionale sulle capacità del nemico e sul comportamento più appropriato da tenere in combattimento. In breve, per ora quello che si potrà mettere in campo è un sistema di simulazione, ma si sarà presto in grado di comprovare veri e propri set di strumenti di IA per la pianificazione e la previsione delle operazioni. Il primo passo avanti sarà la capacità di analizzare i grandi dati provenienti da fonti multiple per fonderli in risultati completi per i responsabili delle decisioni. In seguito, se il cliente lo sceglie, un programma di ricerca di due-tre anni dovrebbe essere in grado di fornire capacità innovative basate su applicazioni di pura IA. Il software di Leonardo è basato su versioni hardened dei sistemi operativi Linux e il CMS opererà in un ambiente chiuso. Per le comunicazioni esterne, il sistema comunica solo attraverso connessioni militari sicure (certificate NATO). In parole povere, il CMS non naviga in Internet. Anche la connessione internet disponibile a bordo per la comunicazione privata dell'equipaggio è disaccoppiata dalla rete di comunicazione del CMS. In questo modo, nulla può entrare nella nave semplicemente sfondando attraverso Internet. Nonostante queste precauzioni, le comunicazioni sono continuamente monitorate attraverso applicazioni di early warning che analizzano tutto il traffico in entrata e in uscita da e verso la nave. I sistemi sono dotati di ridondanza di interruttori e firewall che impediscono anche a persone fisiche come hacker o componenti dell'equipaggio non autorizzati di sfondare. In effetti, l'integrazione di sistemi come questi a bordo non è facile, ma è stata una richiesta specifica della Marina Militare Italiana, e i clienti internazionali sono molto interessati ad essere resistenti agli attacchi informatici. Nel prossimo futuro, verranno implementate anche alcune soluzioni contro gli effetti elettromagnetici, ovvero le intrusioni attraverso segnali radar. Secondo alcune voci, aerei come l'F-35 sono già in grado di farlo. È difficile capire fino a che punto il CMS possa entrare in profondità nel CMS (si tratta di dati altamente classificati che, naturalmente, non vengono divulgati). Ma c'è un interesse crescente in tutto il mondo per questo tipo di capacità, quindi si ha bisogno di valutarle e fornire qualche soluzione per proteggere il CMS. Il mercato primario di Leonardo è la Marina Militare Italiana. Tutte le navi che saranno messe in servizio negli anni a venire monteranno una versione di questo CMS. Ci si augura che queste navi servano da vetrina per dimostrare le nostre eccezionali capacità sul campo, con un occhio ai mercati in cui siamo già presenti e con l'ambizione di espandersi verso i mercati più dinamici come il Sud-Est asiatico. Il Sud America sembra offrire un terreno fertile per i programmi della società Leonardo da molto tempo, ma i vincoli di bilancio in quelle regioni a volte giocano contro il nostro successo commerciale.
CARATTERISTICHE CHIAVE DEL C.M.S. “ATHENA-SADOC Mk.4”: Elevato livello di integrazione di sistema e automazione; Ampia gamma di operazioni di missione supportate; Architettura aperta, distribuita e modulare; Ampia adozione di componenti COTS adeguati; Supporto avanzato per le decisioni tattiche e di pianificazione; Integrazione con i sistemi Maritime C4I; Digitalizzazione video (radar, TV), distribuzione e presentazione; Alto livello di integrazione automatica dei dati dei sensori e coordinamento automatico dei sistemi d’arma; Prestazioni e affidabilità del sistema per garantire la continuità delle funzioni operative senza perdita di dati; Flessibilità e modularità con potenziale di crescita e capacità di aggiornamento.
APPARATO MOTORE E COSTRUZIONE DEL DDX
Propulsione: Sistema ibrido CODAG (Combined Diesel and Gas) per elevate prestazioni.
Costruzione: Il programma vede coinvolta Fincantieri, con possibili collaborazioni internazionali.
CONCLUSIONI
I nuovi DDX, attesi in servizio nei prossimi anni (programma avviato a fine 2025), rappresentano un salto tecnologico significativo, puntando su automazione, elevata potenza di fuoco e capacità di operare in gruppi navali d’altura. Con la fine della Guerra Fredda, il numero delle unità lanciamissili destinate alla difesa aerea a lungo raggio è sceso dagli 8 tra incrociatori e cacciatorpediniere schierati all’inizio degli anni ’70, ai 4 DDG (guided-missile destroyer) attuali. In particolare, attualmente la flotta italiana può contare su appena 2 unità per la difesa aerea, poiché il de la Penne e il Mimbelli, dal 1993 sono dotati di una rampa singola brandeggiabile per il lancio di missili SAM Standard, munita di ricarica automatica e 2 radar guida-missili; il sistema missilistico principale “Standard” è ormai obsoleto dal 2021. I 2 DDG costruiti nel 1987-1993, pur essendo ancora in buone condizioni generali dopo il radicale ammodernamento effettuato tra il 2005 e il 2011 saranno presto radiati. L’onere di garantire la difesa aerea a lungo raggio ricade attualmente solo sui DDG Horizon Andrea Doria e Caio Duilio, realizzati nel 2002-2009 nell’ambito del programma italo-francese, divenuti pienamente operativi nel 2011. Gli “Orizzonte”, al momento dell’entrata in servizio, presentavano e presentano ancora una serie di innovazioni radicali: dalla configurazione stealth per ridurne la segnatura radar, alle dimensioni incrementate per supportare gli aggiornamenti, all’alto livello di automazione che quasi dimezza gli equipaggi, all’adozione di una serie di più avanzati sistemi attivi e passivi per aumentare le capacità di sopravvivenza, in base alle lezioni emerse durante gli scontri aeronavali e missilistici combattuti negli anni ’80 alle Falkland e nel Golfo Persico. L’esperienza al termine di quel conflitto ha favorito il ritorno all’acciaio ad alta resistenza, con blindature aggiuntive in kevlar, e ampio ricorso alle ridondanze. I DDG “Orizzonte” dispongono di un radar multifunzione phased array passivo EMPAR/SPY-790 sviluppato da Leonardo, e da BAE Systems l’SM-1850M da scoperta aerea a lunga distanza; tali sensori permettono a queste unità di sorvegliare un’area di 500.000 kmq, e di intervenire in una zona di 30.000 kmq con i missili “Aster-15” per la difesa di punto, e “Aster-30” per quella a lungo raggio, lanciati non più da rampe singole o binate ma da moduli a lancio verticale (VLS), per un totale di 48 pozzi di lancio; nella fattispecie 6 VLS a 8 celle “Sylver-A50”, con predisposizioni per altri 2 moduli ottupli A-70, inseriti in un sistema di combattimento automatizzato che permette di gestire sino a 24 missili in volo contemporaneamente. La Marina Militare italiana inoltre ha inteso mantenere sulle sue unità una adeguata dotazione di artiglierie installando 3 cannoni da 76/62 mm in versione “Super Rapido”, con capacità di intervento contro-nave/contro-costa, ma soprattutto anti-drone, anti-aereo e anti-missile a cortissimo raggio, grazie alla configurazione “Strales/DART”.
Questa architettura difensiva è stata efficacemente testata in Mar Rosso il 2 marzo 2024, quando il Caio Duilio con 6 colpi di cannone ha abbattuto uno dei droni aerei che le milizie yemenite filo-iraniane degli Houthi hanno lanciato per colpire le navi che transitavano in uno dei gangli vitali del commercio mondiale. Le lezioni apprese in Mar Rosso, e quelle che emergono anche dal teatro russo-ucraino, in materia di droni di vario genere, compresi quelli kamikaze e le loitering munitions (proiettili circuitanti), ma anche di missili antinave supersonici, balistici e ipersonici, si vanno a incrociare coi programmi lanciati sin dal 2020 dalla Marina, per ammodernare i “Doria” e sostituire i “De la Penne”. Nel primo caso, in collaborazione con la Francia, nel 2023 si è arrivati a firmare un contratto da 1,5 miliardi di euro per ammodernare e potenziare i 4 “Orizzonte” italo-francesi, dotandoli di una efficace capacità di difesa dai missili balistici a medio raggio. Cuore del programma infatti, oltre a una serie di interventi mirati a ridurre le obsolescenze di una piattaforma comunque realizzata negli anni 2000, è il potenziamento delle capacità di difesa aerea, con la nuova configurazione PAAMS-NG, che passerà attraverso la sostituzione dei radar oramai obsoleti, con 2 apparati AESA (Active Electronically Scanned Array): il “Kronos Grand Naval” di Leonardo, e lo SMART-L MM/N di Thales, capace di scoprire vettori balistici a 2.000 km di distanza, da intercettare poi con la nuova versione Block-1NT del missile “Aster-30” sotto la supervisione del nuovo C.M.S. SADOC-4. Sui DDG Orizzonte ammodernati e sui nuovi incrociatori DDX, saranno inoltre imbarcati gli apparati di contromisure ODLS-20, le direzioni di tiro NA-30S Mk-2, e il radar di sorveglianza aeronavale SPS-732(V)2 al posto del RASS, mentre anche i missili antinave saranno i “Teseo-2 Evolved”. Le 2 unità DORIA e DUILIO italiane saranno ammodernate tra 2026 e 2029; con un impegno di almeno 2,7 miliardi di euro, il programma DDX vedrà realizzati tra il 2025 e il 2032 due incrociatori. Sin dal 2000 si prevedeva di realizzare una seconda coppia di DDG “Orizzonte”; ma i DDX saranno qualcosa di completamente diverso, visto che si tratterà di autentici incrociatori “pesanti” da difesa aerea e ATBM, lunghi almeno 180 metri e con un dislocamento che le ultime stime hanno alzato a quasi 15.000 t. a pieno carico. I ragguardevoli spazi a bordo, non solo permetteranno ampi margini per ulteriori potenziamenti, per unità destinate a restare in servizio sin quasi al 2070; è prevedibile che i nuovi DDX dovranno adottare nuove armi basate su tecnologie laser già in fase di studio da parte di Leonardo e MBDA-IT, e missili ipersonici; gli incrociatori, sin dall’entrata in servizio, garantiranno l’impiego di una massa di missili inusuale sulle navi italiane, con 80 o più celle di lancio verticale VLS confermate, e dedicate ai missili da difesa aerea e anti-balistica, più le predisposizioni per altri VLS, per un totale che potrebbe sfiorare un centinaio di missili imbarcati, anche da crociera per colpire in profondità bersagli ostili e bersagli costieri. Numeri inoltre che potrebbero moltiplicarsi in caso di riconfigurazione quad-pack dei pozzi di lancio, ognuno dei quali potrebbe a quel punto ospitare 4 missili più compatti.
Le difese ASW saranno garantite dai lanciasiluri e da un ampio hangar doppio per 1 o 2 elicotteri SH-101 e SH-90 e droni, e con ponte di volo rinforzato.
E’ in programma da parte della M.M. che altri 2 DDX migliorati vadano a sostituire dopo il 2040 i “Doria e Duilio”.
IL NOSTRO PENSIERO
Si vis pacem, para bellum (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.
Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia.
La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà: altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! Nulla di più errato.
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE".
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.
(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, Storiain, Shippingitaly, WIKIPEDIA, You Tube)