mercoledì 22 aprile 2020

Marina Militare italiana: le nostre Fremm - dati tecnici


Le fregate sono realizzate in tre versioni: lotta antisommergibile (ASW - Anti Submarine Warfare), multiruolo (General Purpose) per l'attacco al suolo in profondità e il bombardamento controcosta in appoggio alle forze da sbarco, ed infine antiaerea (FREDA) solo per la Marine nationale. 




Tutte le versioni dispongono di un sistema di autodifesa antiaerea (AAW - Anti Air Warfare) basato sul missile Aster 15; tutte le unità italiane e le FREDA francesi avranno anche missili superficie/aria MBDA Aster 30 per la difesa antiaerea d'area. Tutte avranno un sistema di difesa antinave (ASuW - Anti Surface Warfare), basato sul missile Teseo/OTOMAT per le navi italiane e sul missile Exocet per quelle francesi.
Tutte le unità sono dotate di eliche di manovra prodiere della potenza di 1 MW, che velocizza di molto le accostate e ne agevola le manovre in spazi ristretti, ed utilizzabile anche come propulsore ausiliario in grado di generare 7 nodi di velocità massima; le navi sono inoltre progettate in classe RINA con specifiche militari (RINAMIL for FREMM ed. 2006) e rispettano le norme antinquinamento marino MARPOL. I due timoni, fuori asse rispetto alle eliche, non sono verticali ma inclinati di 9° in modo da fungere anche da alette stabilizzatrici.
Le navi erano originariamente programmate per ospitare fino a 165 membri dell'equipaggio, ma l'eliminazione di uno spazio a prora destinato ad ospitare missili a lunga gittata ha permesso di ampliare i posti fino a 200, dei quali 23 destinati alla gestione degli elicotteri, 131 (GP) o 133 (ASW) al governo della nave in tabella base ed altri 34 in tabella allargata per periodi di operatività prolungata.
Entrambe le versioni possono lanciare dei gommoni da 7 e 11 m con una gru, mentre a poppa sotto il ponte elicotteri è stato ricavato uno spazio sfruttato in modo diverso a seconda delle versioni: la ASW ospita il sonar filabile rimorchiato, mentre la GP alloca una slitta dalla quale lanciare imbarcazioni RHIB (semirigidi gonfiabili) utilizzate dal Comsubin per le operazioni speciali.




Versioni italiane

Elettronica delle FREMM italiane

Il Sistema di Combattimento delle FREMM Italiane è gestito dal sistema CMS (Combat Management System) ATHENA-I, sviluppato da Selex ES (Leonardo dal 2017). Il sistema missilistico antiaereo è basato sul SAAM-ESD (Extended Self Defence, in luogo dell'inizialmente previsto SAAM-IT, che avrebbe dovuto disporre solo degli Aster 15) per la gestione dei missili, cui è associato il radar multifunzionale attivo 3D EMPAR (SPY-790), sensore principale del sistema. Il sistema dispone di una centrale secondaria in grado di subentrare in caso di distruzione o avaria del sistema principale. A differenza del sistema imbarcato sulle FREMM francesi (SAAM-FR), avente solo capacità di autodifesa grazie ai missili Aster 15, tutte le FREMM italiane dispongono di una capacità di difesa d'area, grazie alla possibilità di utilizzare anche gli Aster 30. Altri sensori sono il radar di scoperta di superficie RASS (RAN30 X/I) in banda E/F della Selex, radar di navigazione a bassa probabilità di intercettazione LPI SPN-730 / Selex SPN 753(V) 4 in banda I, il sistema di scoperta IR SASS Galileo, due sistemi di puntamento multisensore (radar ed elettro-ottico) MSTIS NA 25X (RTN-30X), radar per appontaggio elicotteri, sistema IFF SIR-M5 Pa. Le unità dispongono di sistema comunicazione Datalink Link 11,16 e 22 M-DLP e di sistema comunicazioni satellitare SATCOM. Sonar attivo montato sul bulbo Thales 4110CL dotato di sistema di scoperta mine e telefono subacqueo, con trasduttore WASS del peso di 9 tonnellate metriche ed è composto da 500 idrofoni. Tutte dispongono di sonar anti-mine WASS SNA-2000-I. Le quattro FREMM ASW dispongono anche di echo sounder SeaBeam 3050 multibeam, della L-3 ELAC Nautik e saranno dotate anche di un sonar attivo rimorchiato a profondità variabile (VDS) Thales 4249 a bassa frequenza.



Armamento versione antisom italiana:
  • 2 lanciatori verticali (VLS) in moduli da 8 celle ciascuno del tipo Sylver A-50 per i missili superficie/aria MBDA Aster 15 per la difesa antiaerea a corto raggio (AAW) e per missili superficie/aria MBDA Aster 30 per la difesa antiaerea d'area, nonché compatibili con i futuri ATBM Block 1 NT e Block 2
  • predisposizione per l'installazione di ulteriori 2 lanciatori verticali (VLS) in moduli da 8 celle ciascuno del tipo Sylver A-70 per il missile da crociera superficie/superficie a lungo raggio MBDA Scalp Naval (comunque compatibili anche con missili Aster 15 e 30)
  • 8 lanciatori per missili antinave a lungo raggio del tipo MBDA Teseo Mk2 Block IV e del sistema sistema combinato missile/siluro a medio raggio tipo MBDA Milas per la lotta antisommergibile per la versione Italiana o del solo missile a lungo raggio per la lotta antinave MBDA Exocet MM40 Block 3 per la versione Francese.
  • 2 sistemi lanciasiluri da 324 mm per siluri, con sistema di caricamento semi-automatico, interno MU 90
  • 2 cannoni del tipo Oto Melara 76/62 mm super rapido double feeding Davide/Strales con capacità di utilizzo della munizione guidata DART in funzione antimissile (la versione francese imbarcherà un solo pezzo, priva del sistema Davide).
  • 2 lanciarazzi Oto Melara SCLAR-H DLS
  • 2 sistemi anti-siluro SLAT
  • 2 pezzi Oto Melara / Oerlikon KBA da 25/80 mm
  • 2 elicotteri NH90 o EH101.




Armamento versione multiruolo italiana:
  • 2 lanciatori verticali (VLS) in moduli da 8 celle ciascuno del tipo Sylver A-50 (compatibili anche con missili Aster 15 e 30) per missili superficie/aria MBDA Aster 15 per la difesa antiaerea a corto raggio (AAW) o per missili superficie/aria MBDA Aster 30 per la difesa antiaerea d'area.
  • predisposizione per l'installazione di ulteriori 2 lanciatori verticali (VLS) in moduli da 8 celle ciascuno del tipo Sylver A-70 per il missile da crociera superficie/superficie a lungo raggio MBDA Scalp Naval (comunque compatibili anche con missili Aster 15 e 30)
  • 8 lanciatori per missili antinave impiegabili anche per obiettivi terrestri MBDA Teseo Mk2\A per la versione Italiana o del missile a lungo raggio per la lotta antinave MBDA Exocet MM40 Block 3 per la versione Francese
  • 2 sistemi lanciasiluri B515 trinati da 324 mm per siluri MU 90 con sistema di caricamento semi-automatico, interno
  • 1 cannone del tipo Oto Melara 76/62 mm super rapido double feeding Davide/Strales con capacità di utilizzo della munizione guidata DART in funzione antimissile. La versione italiana lo monterà a poppa sopra l'hangar mentre quella francese (comunque priva del sistema Davide) a prua.
  • 1 cannone del tipo Oto Melara 127/64 mm LW con capacità di utilizzo della munizione guidata tiro di precisione contro bersagli terrestri e navali. Il cannone, avente capacità AAW, ASuW ed NSFS, è equipaggiato con un magazzino automatico di rifornimento contenente 350 proiettili, oltre ai 56 in torre. Cannone presente solo nella versione italiana.
  • 2 lanciarazzi Oto Melara SCLAR-H DLS (sulle ultime tre unità sarà installato il nuovo sistema integrato di contromisure AAW e ASW OTO Melara ODLS-20)
  • 2 pezzi Oto Melara / Oerlikon KBA da 25/80 mm
  • 2 elicotteri tipo NH90 o EH101 o una combinazione di entrambi gli elicotteri.

Le FREMM italiane avranno tutte una capacità di difesa aerea di area, grazie all'EMPAR attivo e allo specifico sistema di combattimento SAAM-ESD. Un'analoga capacità sarà presente sulle FREMM francesi solamente sulle due FREDA.




Caratteristiche Generali

La classe FREMM (Fregate Europee Multi Missione), sviluppata in collaborazione tra Italia e Francia, ha la sua origine nel “Programma Fregate di nuova generazione” con la definizione della Specifica Operativa Generale risalente al gennaio 2003; è composta da due sottoclassi specializzate: General Purpose (GP) ed Antisommergibile (ASW), caratterizzate da una base progettuale comune su cui si innestano diverse peculiarità di seguito descritte. Attualmente le prime due Unità (Nave Carlo Bergamini – Nave Virginio Fasan) sono state consegnate alla Marina Militare rispettivamente il 14 luglio 2012 ed il 19dicembre 2013, mentre le altre 3 sono in costruzione presso i cantieri di Muggiano  e Riva Trigoso (Carlo Margottini – ASW, Carabiniere – ASW, Alpino – ASW). Le Navi, progettate in classe RINA (RINAMIL for FREMM ed. 2006) e nel rispetto delle norme MARPOL, presentano le seguenti caratteristiche generali:
  • lunghezza: 144,6 m;
  • 
larghezza 19,7 m;

  • pescaggio massimo (in corrispondenza del bulbo) ca. 8,70 m;

  • dislocamento a pieno carico:  ca. 6.900 t.




La propulsione è di tipoCODLAG (COmbined Diesel-Electric And Gas turbine) e si avvale di una turbina LM2500+G4 da 32 MW, 2 motori elettrici reversibili (Jeumont Electric), montati sugli assi, da 2,15 MW ciascuno e due eliche a passo variabile. 
Diverse configurazioni, attraverso un unico riduttore di tipo “cross connected”, rendono possibili tre principali andature:
  • sui motori elettrici alimentati dai generatori diesel (andatura silenziosa fino a 15.6 kts);
  • sulla turbina a gas con una velocità massima di 27 nodi. In questo caso i motori elettrici possono essere trascinati dagli assi e funzionare come generatori;
  • combinata su turbina gas e motori elettrici alimentati dai diesel, che consentono la possibilità di
  • mantenere l’andatura massima, sia in condizioni meteo marine sfavorevoli, sia in seguito all’aumento di dislocamento dell’Unità in prossimità del periodo di fine vita.

Le Unità sono inoltre dotate di thruster azimutale retrattile, della potenza di 1 MW, per mezzo del quale sono in grado di raggiungere la velocità di 7 nodi (propulsione ausiliaria) ed essere di ausilio nelle manovre di ormeggio (elica di manovra); l’autonomia delle Unità è di  6000 miglia nautiche a 15 nodi. 
Le Unità sono equipaggiate con l’innovativo impianto di governo e stabilizzazione denominato “Rudder Roll” che permette il governo e la stabilizzazione dell’Unità per mezzo dei due timoni inclinati di 9°.

Sintetica descrizione delle capacità dei principali sistemi imbarcati e di quelli più innovativi come il CMS (Combat Management System), l’INS ed il sistema di gestione della piattaforma denominato SMS (Ship Management System), capace di gestire i sottosistemi di navigazione, propulsione, di controllo nave, di controllo del danno, di controllo elettrico, ausiliario, CBRN, TVCC.

SMS - Ship Management System

L’SMS è un sistema integrato di condotta nave e gestione dei sistemi di piattaforma funzionalmente costituito dall’Integrated Platform Management System (IPMS) che consente la gestione integrata dei seguenti impianti/capacità di piattaforma:
  • apparato propulsivo (tramite S/S SACAM) - TAG, MM.EE.PP. (compreso il funzionamento da generatori asse), riduttore, linee asse, sistema di propulsione ausiliaria (Auxiliary Propulsion Sub-System) e ausiliari dell’ apparato motore;
  • impianto elettrico (tramite S/S SACIE) - diesel generatori, generatori asse e relativi ausiliari, High Voltage Main SwitchBoard (HVMSB), Low Voltage Main SwitchBoard (LVMSB), Secondary SwitchBoard (SSB), Tertiary SwitchBoard (TSB), Distribution Board (DB), quadri presa da terra, trasformatori HV/LV (High/Low Voltage), accessori ed ausiliari;
  • servizi nave relativi allo scafo e alla sicurezza (tramite S/S SACSEN);
  • capacità di Damage Control, integrate nel S/S SACSEN SIC e funzionalità di On Condition Monitoring di supporto agli operatori per la gestione delle manutenzioni (p.e. tramite INS permette di interfacciarsi con il sistema informativo della logistica e manutenzione SIGAM);
  • capacità di simulazione per l’addestramento degli operatori del S/S SACSEN SIC limitatamente alle funzioni della sicurezza;
  • interfaccia con il sistema TVCC al fine di rendere disponibili su tutte le MFC (e su altre periferiche del sistema quali Local Operating Panel - LOP, Large Digital Screen - LDS, Conning, BODs e Portable Terminal Unit - PTU) le immagini provenienti da tutte le telecamere installate a bordo;
  • Integrated Bridge System (IBS) che consente la gestione integrata dei pacchetti applicativi ARPA, ECDIS e dell’HCI del NAVS attraverso le Consolle in Plancia - nella sua funzione di SCC secondaria. Le funzionalità “Conning”, anch’esse disponibili in plancia, sono implementate invece su sistemi video dedicati (Conning Display e Bridge Overhead Display – BOD).

Controllo del Danno

Per quanto attiene il controllo del danno, le FREMM sono suddivise in due Damage Control Zone (DCZ che includono due Main Vertical Zone (MVZ) ciascuna.
Ogni DCZ è completamente indipendente per quanto concerne la produzione e la distribuzione dell’energia elettrica. In ogni DCZ si trova, inoltre, un centro per la gestione della difesa passiva, dove sono presenti console dell’SMS simili a quelle presenti in Plancia e SCC (Ship Control Center), configurabili in funzione delle diverse necessità (Damage Control, o tutte le altre funzioni dell’SMS)
Come precedentemente indicato, riguardo ai Sottosistemi che rispondono al SMS, si ricorda che il S/S SACSEN-SIC (Sistema Automatico Controllo Servizi Nave Sicurezza) ha lo scopo di supportare l’operatore in tutte le fasi della gestione della sicurezza della nave ed in particolare durante le situazioni di emergenza. Al fine di intervenire tempestivamente su eventuali principi di incendio, è presente un sistema di sorveglianza detto Fire Detection System (FDS), interfacciato con il S/S SACSEN-SIC e progettato per effettuare la rilevazione tempestiva dell’incendio mediante:
  • controllo delle temperature dei locali;
  • rilevatori presenza di fiamma;
  • rilevatori presenza di fumo.
  • Le segnalazioni di allarme e di stato del sistema sono condotte in due centraline ubicate in SCC Primaria e Secondaria (Plancia).

I principali impianti antincendio presenti a bordo sono i seguenti:
  • Impianti fissi e semifissi a gas NOVEC 1230
  • Impianti fissi di nebulizzazione
  • Impianti fissi a schiuma
  • Impianti Water Mist
  • Impianto Twin Agent
  • N°87 stazioni antincendio
  • Estintori portatili a polvere e CO2.

I principali mezzi di esaurimento sono invece così ripartiti:
  • nr.1 E/P GE da 200 m3/h è installata nel locale Diesel di Pr sul deck 4
  • nr.1 E/P GE da 200 m3/h è installata nel locale Ausiliari sul deck 4
  • nr.1 E/P GE da 400 m3/h è installata nel locale TAG sul deck 4
  • nr.1 E/P GE da 400 m3/h è installata nel locale MEP sul deck 4.

La nave è dotata, inoltre, di quattro EE/PP portatili EMU KS70N (portata 40 t/h, prevalenza 16 m, tensione 440 V, frequenza 60 Hz) distribuite una per MVZ, sono del tipo totalmente immergibile ed in caso di necessità vengono calate nel compartimento allagato della nave. Gli 11 compartimenti stagni sono asserviti da almeno un idroiettore da 15 t/h e, ove assente E/P GE, anche da almeno un idroiettore da 80 t/h. 



Sistema di Combattimento

Il funzionamento del Sistema di Combattimento (C/S) si basa sullo scambio di informazioni (dati) che viaggiano attraverso un’unica dorsale di distribuzione (bus) interna all’unità (INS - Internal Networking System). Tale dorsale è capace di gestire dati di diversa tipologia generati dai sensori/sottosistemi (moduli) che compongono il C/S. Tale sistema di networking integrato (INS) è il principale artefice dell’elevato grado d’integrazione dello stesso C/S.
Tutti i moduli del C/S sono gestiti dal Combat Management System (CMS), unità di Comando e Controllo (C2) che funziona anche quale interfaccia uomo-macchina per mezzo delle MultiFunctional Console (MFC). Soltanto il sistema missilistico TESEO e MILAS, benchè interfacciato con il CMS, é gestito da console dedicata situata in CIC. 
Le modalità di gestione di un S/S da parte del CMS sono di due tipi:
Controllo tattico: rappresentato dai comandi elaborati dal CMS per l’utilizzo delle funzionalità tra i vari S/S e il loro coordinamento in base al tipo di missione ed alle condizioni di scenario.
Controllo operativo:rappresentato dai comandi di gestione trasmessi al S/S attraverso la sua interfaccia Uomo-Macchina (HCI). Tale controllo può essere esercitato attraverso le MFC o tramite console/pannelli dedicati di apparato (con livelli di operatività eventualmente diversi). In quest’ottica sono disponibili diverse forme di configurazione di ciascun S/S, intendendo, in generale come “configurazione” il  livello di integrazione delle specifiche funzionalità dei/del S/S con quelle dell’intero Sistema di Combattimento.

In particolare, sono definiti tre tipi di configurazione d’impiego dei S/S:
  • Integrata: il S/S opera sotto il controllo tattico del CMS, attraverso il segmento C2S (Command and Control System) composto essenzialmente dai calcolatori tattici. Il controllo operativo del S/S è esercitato attraverso le console MFC del CMS o tramite console dedicata situata in CIC (es. TESEO). Lo scambio dati con il resto del C/S avviene tramite INS.
  • Autonoma: il S/S opera fuori dal controllo tattico del CMS. Di conseguenza i dati da esso processati non sono disponibili presso le altre console CMS. Il controllo operativo del S/S è esercitato attraverso le console MFC del CMS o, dove applicabile, tramite console di apparato. Operare fuori dal c.d. controllo tattico del CMS rappresenta una condizione di degrado rispetto alle condizioni di configurazione INTEGRATA. A tal proposito è da evidenziare la possibilità per il segmento C2S del CMS di scollegare funzionalmente tra loro i calcolatori tattici per permettere ad alcuni di essi di operare in configurazione autonoma con i soli collegamenti funzionali del S/S che ne necessita. 

I calcolatori che hanno questa capacità sono quelli di:
  • C2 NSFS (Naval Surface Fire Support) che può operare in configurazione autonoma con il S/S IVS;
  • C2 ASW che può operare in aggregazione con ISS, OAS/MAS, TLS; MDLP che può operare in configurazione autonoma per la gestione dei link tattici.
  • Configurazione locale: il S/S opera in modo isolato rispetto al CMS. Il controllo operativo del S/S è esercitato attraverso console/pannelli dedicati. Lo scambio dati avviene tramite bus dati interni, pertanto la rete INS, anche se disponibile, non viene utilizzata.

All’interno di ogni configurazione, a seconda del livello di intervento richiesto all’operatore nell’espletamento di ogni funzionalità, ogni S/S può assumere diverse modalità operative secondo le seguenti definizioni:

Sensori:
  • automatico: le funzionalità sono controllate interamente dai processi automatici del SW, senza intervento dell’operatore (ad es: inizializzazione e tracciamento automatico). L’operatore può comunque intervenire per definire e modificare i parametri operativi di sistema che regolano tali processi.
  • manuale: il sistema è controllato dall’operatore.

Sistemi d’arma:
  • automatico: l’assegnamento dei bersagli e l’inizializzazione del fuoco sono ordinate e gestite dalla funzionalità TEWA (Threath Evaluation and Weapons Assignment) del CMS, senza intervento dell’operatore, a condizione che siano verificate le condizioni di sicurezza. L’operatore può comunque intervenire per definire e modificare i parametri di sistema che regolano tale processo automatico (parametri di dottrina, politiche di fuoco, etc).
  • semi-automatico: l’assegnamento dei bersagli è effettuato automaticamente dalla funzionalità TEWA del CMS. L’operatore deve in ogni caso inizializzare o approvare l’inizializzazione del fuoco.
  • manuale: sia l’assegnamento dei bersagli che l’inizializzazione dell’ingaggio e l’azione di fuoco necessitano di un’approvazione dell’operatore.



Peculiarità della versione GP: le Unità GP sono armate con 8 Teseo Mk2A, 1 cannone da 76/62 SR con kit Davide/Strales per munizioni guidate ed 1 cannone da 127/64 LW con sistema Vulcano, in grado di ingaggiare anche bersagli terrestri oltre i 100km con munizionamento guidato.
Peculiarità della ASW: le Unità ASW sono armate con 4 Teseo Mk2A e 2 cannoni Oto Melara 76/62 con kit Davide.

Peculiarità Sonar

Tutte le unità sono dotate di un sistema Sonar integrato (ISS), comprendente un sonar attivo Thales 4110CL (BMS) nel bulbo, un Sonar ad alta frequenza per anti-collisione (OAS) che ha anche la capacità MAS di individuare mine ormeggiate/alla deriva, e telefono subacqueo (UWT). Le Unità ASW sono dotate anche di un Sonar rimorchiato a profondità variabile (TB) attivo a bassa frequenza Thales 4249 (CAPTAS 4) ed una cortina trainata multifunzione (TA), ovvero con funzioni di scoperta sommergibili e difesa antisiluro, integrata con il sistema di lancio contromisure (ASW DLS); la suddetta versione è dotata inoltre di sonar multibeam ad alta frequenza (Panoramic Echo Sounder)  per batigrafia fondale, sulla verticale dell’Unità, sino a 2000m, con capacità di discriminazione di oggetti di medie dimensioni.

Logistica e mezzi imbarcati

Per quanto attiene le capacità logistiche, gli standard abitativi consentono la pianificazione e la conduzione di:
  • “periodi tipici” di operazione in mare della durata di 45 giorni continuativi;
  • “missioni standard” della durata di sei mesi e comprendenti generalmente:
  • un periodo di deployment iniziale (10-15 gg);
  • due o tre “periodi tipici” in mare, separati da soste in porto di circa 5 giorni continuativi;
  • un periodo di deployment finale (10-15 giorni);
  • “rischieramenti standard” che comprendono una o due “missioni standard” e possono contemplare anche periodi di ripristino efficienza (soste e manutenzioni). La durata di un “rischieramento standard” è di circa nove mesi d’impiego per un totale indicativo di 5.000 ore di moto.

Considerazioni relative alla flessibilità operativa hanno recentemente portato all’adozione di una modifica che ha incrementato il numero di alloggi da165 a 200. Ciò è stato principalmente realizzato con l’uso dello spazio prodiero inizialmente riservato ad un eventuale sistema missilistico Deep Strike.
Per ottenere un miglior bilanciamento delle Unità è stata effettuata una sostituzione di parte delle sovrastrutture originariamente in acciaio con lega leggera.Una serie di valutazioni basate sullo studio di Human Factor commissionato alla I.P. e su recenti esperienze di manning ridotto, sia in ambito nazionale che internazionale, hanno portato dimensionare le tabelle di equipaggiamento a 131 unità per la versione GP e 133 unità per la versione ASW (a cui va aggiunta la Sez.Elicot di 23 unità per la gestione di due velivoli). E’ inoltre stata approvato l’ampliamento della tabella di ulteriori 34 unità (c.d. Tabella allargata) teso a garantire l’elevata disponibilità operativa prevista dal requisito (ad es. per agevolare le manutenzioni ed i servizi di bordo giornalieri).
Per quanto attiene ai mezzi navali imbarcati, tutte le Unità sono dotate di sistemi di sollevamento per la messa a mare ed il recupero di un gommone da 7m e di uno da 11m. 

Inoltre, la versione GP è dotata di una slitta retrattile a poppetta per il rilascio rapido ed il recupero del RHIB da 11 mt a chiglia rigida in uso presso COMSUBIN.



Le operazioni di recupero/messa a mare del RHIB dalla slitta di poppa possono avvenire senza limitazioni sino a mare stato 3, mentre per lo stato 4 è consigliabile (in base agli studi industriali effettuati in vasca) avere l’Unità madre con mare in prora in modo da schermare parzialmente la poppa dalle onde. 
La versione ASW ospita nello stesso spazio il sonar a profondità variabile (VDS).
Per quanto riguarda, infine, componente di volo, le navi dispongono di un hangar principale, capace di ospitare un EH-101 o un SH-90 con spazi idonei per interventi manutentivi ed un hangar secondario, dimensionato per il solo ricovero di un SH-90. Entrambi sono asserviti da Helo Handling Systems per assicurare e movimentare gli elicotteri dallo spot di atterraggio sino al ricovero completo dei velivoli. Il recente intervento di allungamento del ponte di volo consente maggiore flessibilità nell’impiego dei suddetti elicotteri in condizioni estreme.

Fremm, il sistema navale integrato

Il varo dell'ultimo esemplare, il settimo, si è svolto il 4 marzo scorso, nei cantieri di Riva Trigoso, a Genova. Si tratta della fregata "Federico Martinengo", una delle dieci navi italiane che fanno parte del programma FREMM – Fregate Europee Multi Missione, realizzato nell'ambito di un'intesa internazionale che vede l'Italia e la Francia unite da un accordo di cooperazione militare in ambito navale.
Il varo dell’ultimo esemplare, il settimo, si è svolto il 4 marzo scorso, nei cantieri di Riva Trigoso, a Genova. Si tratta della fregata “Federico Martinengo”, una delle dieci navi italiane che fanno parte del programma FREMM – Fregate Europee Multi Missione, realizzato nell’ambito di un’intesa internazionale che vede l’Italia e la Francia unite da un accordo di cooperazione militare in ambito navale.
La fregata FREMM rappresenta, di fatto, un’eccellenza dal punto di vista tecnologico: lunga 144 metri, può raggiungere i ventisette nodi, ospitare fino a duecento persone ed è in grado di operare in diversi scenari e situazioni tattiche critiche. Le sue capacità operative vanno dalla lotta anti-aerea, anti-nave e anti-sommergibile al supporto di fuoco dal mare.
Per l’Italia, il programma FREMM è coordinato da Orizzonte Sistemi Navali, il consorzio formato da Fincantieri (51%) e da Leonardo (49%), che dovrà consegnare, entro il 2022, l’ultima delle nuove fregate alla Marina Militare italiana, destinate a sostituire le unità della classe Lupo e Maestrale.





IL RUOLO DI LEONARDO 


Fornire le migliori tecnologie in grado di gestire scenari operativi diversi e in continua evoluzione: è questo il principio che ha ispirato Leonardo nella realizzazione del più importante programma militare in ambito navale mai costituito a livello europeo.
Infatti, per tutte le unità prodotte in Italia, la Società è responsabile della fornitura e dell’integrazione dell’intero Sistema di Combattimento della nave, costituito dal sistema di gestione CMS (Combat Management System), dai sensori radar ed elettro-ottici per il controllo del tiro e per funzioni di tracciamento, dai sistemi per le comunicazioni e dai sistemi di difesa aerea, di superficie e subacquea.
In particolare, tutte le fregate sono equipaggiate con il radar multifunzionale attivo KRONOS Grand Naval - al centro del sistema di difesa aerea missilistica, radar secondario IFF SIR-M5-PA e di scoperta di superficie RAN-30X/I, radar di navigazione LPI SPN-730 e di appontaggio elicotteri SPN-720, sistema di tracciamento all’infrarosso SASS (Silent Acquisition and Surveillance System) e, infine, con due equipaggiamenti multi-sensore (radar ed elettro-ottico) di controllo del tiro NA-25X. Per la fregata FREMM Leonardo ha inoltre realizzato i sistemi integrati di comunicazioni interne, esterne e tattiche. 
Leonardo fornisce anche i due sistemi di difesa 76/62 mm Super Rapido che utilizzano il munizionamento guidato DART per l’inseguimento dei bersagli, il sonar anti-mine (Mine Avoidance Sonar), le contromisure acustiche contro attacchi provenienti da siluri (Decoy Launching System) e il sistema di lancio siluri leggeri MU90 (Torpedo Launching System). 
Al programma FREMM partecipa anche la società MBDA (consorzio tra Airbus, BAE Systems e Leonardo), responsabile dell’equipaggiamento di difesa anti-aerea SAAM ESD, basato su missili Aster 15 e Aster 30, e del sistema anti-nave Teseo MK2/A, basato sul missile Teseo. 


IL TOUR DI NAVE CARABINIERE

Dopo aver toccato diversi Paesi del Medio Oriente, dell’Estremo Oriente fino ad arrivare in Australia, la fregata FREMM “Carabiniere” è tornata alla bese. 
Oltre ai sistemi progettati, prodotti e integrati da Leonardo, sulla nave era presente l’elicottero multiruolo NH90 NFH prodotto dalla Divisione Elicotteri per la Marina Militare, con specifiche dotazioni avioniche per operazioni navali. La fregata, quarta delle dieci unità previste, include anche capacità antisommergibile.
La missione di Nave Carabiniere è stata finalizzata ad assicurare presenza e sorveglianza marittima, a rafforzare le attività di cooperazione già in corso con alcuni alleati trans-regionali nonché ad avviare relazioni con nuovi potenziali partner, nell’ambito dei compiti istituzionali affidati alla Forza Armata.
Durante il suo tour, nave Carabiniere è stata anche impegnata a svolgere attività addestrativa congiunta con le Marine Militari locali, oltre a condurre attività di dialogo e cooperazione nonché di Maritime Capacity Building, conferendo alla campagna un'importante valenza nel campo dell’assistenza e supporto umanitario. Altro obiettivo di nave Carabiniere era la promozione delle eccellenze italiane, attraverso l’organizzazione di eventi sociali, culturali e di promozione dell’immagine dell’Italia, in collaborazione con le rappresentanze diplomatiche nazionali nei Paesi oggetto di sosta.




Il programma Fremm delle fregate super-tecnologiche della Marina militare, si avvia oramai al completamento. 

Due unità verranno consegnate dopo il 2020, saranno la nona e la decima della loro classe a battere la bandiera italiana e concluderanno un progetto che a un certo punto era stato molto contestato, per via dei costi in una fase di crisi economica. Il costo unitario delle ultime due Fremm è compreso fra 350 e 400 milioni di euro».
La scelta di destinare risorse pubbliche a questo fine è soggetta a legittime discussioni. Per completezza di informazione va citato che non si tratta di un esborso puro e semplice, perché essendo progettate e costruite da Fincantieri e Finmeccanica, le Fremm hanno una ricaduta positiva sul sistema industriale italiano. Inoltre tengono in vita e tecnologicamente aggiornati i nostri cantieri, in vista della prossima generazione di navi militari: qualcuno dovrà progettarle ex novo, e dovrà averne la competenza. Si può contro-obiettare che i soldi destinati alle Fremm creerebbero lavoro anche se spesi diversamente, anzi magari avrebbero un ritorno superiore.
Il programma Fremm (Fregate Europee Multi Missione) è stato affidato a Fincantieri nell’ambito di un accordo di cooperazione internazionale italo-francese. Delle fregate italiane è “prime contractor” la società Orizzonte Sistemi Navali (51% Fincantieri, 49% Finmeccanica).

(Web, Google, Marina.difesa, Leonardocompany, LaStampa, Wikipedia, You Tube)






















































Il cannone/obice da 155/39 FH-70 e il munizionamento Leonardo-OTO "VULCANO"


Il cannone/obice da 155/39 FH-70 è stato un programma trinazionale, coinvolgente Germania, Regno Unito ed Italia, che hanno unito le forze per sviluppare l'arma in sostituzione dell'obice 155/23 mm M114. L'obice di artiglieria a traino meccanico da 155/39 FH-70 è idoneo a fornire supporto di fuoco diretto e generale alle Grandi Unità elementari e complesse. Il fabbisogno totale dei partecipanti è stato definito rispettivamente in 212, 164 e 70 pezzi.




Caratteristiche

Questa artiglieria da campagna a traino meccanico è un'arma idonea a fornire supporto di fuoco diretto e generale alle Grandi Unità elementari e complesse, con gittata massima di 24 km con munizionamento normale e 30 km con munizionamento autopropulsivo. L'obice, che riesce a sparare tre proietti al minuto, è da considerarsi arma a ripetizione.
L'obice dispone anche di un motore ausiliario Volkswagen a benzina da 1800 cm³ (velocità di 16 km/h) per piccoli movimenti, denominato Auxiliary Power Unit (APU) utilizzato per il movimento autonomo del pezzo per brevi spostamenti (cambio di schieramento, movimenti logistici) o per una veloce messa in posizione, data anche la massa complessiva.
Se la Gran Bretagna doveva essere il paese guida per lo sviluppo della versione base (trainata), la Germania doveva esserlo per la versione semovente, chiamata SP-70 e basata su di una torretta installabile su scafo di carro armato.
Forse i problemi legati a questa particolare disposizione, negativa per un semovente in quanto il motore è posteriore (là dove dovrebbe esserci lo scomparto di combattimento), ed i costi elevati spinsero la Germania ad uscire dal programma, che terminò nel 1987.




MUNIZIONAMENTO VULCANO

Con il nome Vulcano l'azienda Italiana Leonardo-Oto Melara ha identificato una nuova famiglia di proiettili per il suo cannone navale 127mm anche nella versione 64 calibri e per gli obici da 155 mm, sia il cannone trainato Fh-70 sia per quelli che equipaggiano i semoventi M109 e PzH 2000; questi proiettili hanno la caratteristica di avere una gittata estesa rispetto al munizionamento tradizionale dello stesso calibro e, per alcune versioni, un sistema di guida che consente attacchi di precisione contro bersagli navali o terrestri.
Lo stesso proiettile può essere sparato da calibri diversi (127 mm e 155 mm) in quanto questo risulta essere sottocalibrato e camerato tramite dei distanziali a perdere nello stesso modo dei proiettili APFSDS, la denominazione precisa per questo tipo di munizioni è HEFSDS (High Explosives Fin Stabilized Discarding Sabot) cioè proiettile ad alta esplosività, stabilizzato ad alette, ad abbandono d'involucro.
La munizioni sono composte da due sezioni, con il componente davanti con delle alette canard e la parte posteriore con delle alette spaziatrici. La parte anteriore contiene la testata di guerra e ha 6 alette. In tutto il proiettile pesa circa 20 kg con 2,5 kg di esplosivo. 



Le munizioni saranno di 3 tipi:
  • Ballistic Extended Range (BER) - versione base non guidata che può raggiungere i 70 km e può essere utilizzata contro ogni tipo di obiettivo navale, terrestre o aereo.
  • Guided Long Range (GLR) - versione antinave guidata nel finale da un sensore infrarosso (IR) che inizia a cercare il bersaglio ad una distanza di 6 km e ad un'altezza di 2,5 km. Può raggiungere i 70 km o anche 90 km se sparato dalla canna da 64 calibri. La testata esplode dopo aver penetrato lo scafo della nave bersaglio. Oto Melara indica una "kill probability" dell'80% con il primo colpo contro una nave delle dimensioni di una fregata.
  • Guided Long Range (GLR) - munizione completamente guidata tramite GPS e IMU (Inertial Measurement Unit). Il proiettile viene sparato fino a 25 km in altezza dove viene guidato dal sistema IMU costantemente aggiornato dal GPS proseguendo a velocità supersonica con angolo di discesa costante. L'ultima fase del volo avviene in picchiata sull’obbiettivo.



Il concetto della nuova famiglia di munizioni "Vulcano" è stato sviluppato da Leonardo-OTO Melara di La Spezia e prevede una munizione sotto-calibrata non autopropulsa dotata, nella versione guidata, di governi aerodinamici, navigazione inerziale/GPS e, in alcuni sottotipi, di un sistema di guida terminale, caratterizzata da una elevatissima gittata e una precisione molto spinta (CEP < 20m).
Una prima differenziazione tra le munizioni che sono in corso di sviluppo nell'ambito del Programma si può fare tra munizioni non guidate e munizioni guidate, denominate rispettivamente Extended Range and Long Range. I calibri in corso di sviluppo sono 155mm nella versione terrestre e 127mm in quella navale.



La traiettoria delle munizioni non guidate è di tipo convenzionale balistico con una gittata fino a 70 km, mentre la gittata delle versioni guidate raggiungerà i 100 km quando sparate dal cannone cal. 127/54C e di 120 km quando sparate dal nuovo cannone cal. 127/64LW. Per il cal. 155mm la gittata prevista è fino a 100 km. Tali gittate saranno ottenibili grazie ad una velocità iniziale dei proiettili molto elevata ed a coefficienti aerodinamici molto bassi se confrontati con quelli di munizioni di grosso calibro in servizio. I proiettili sono dotati di una spoletta multi funzione, basata su tecnologia a microonde e programmabile con funzionalità altimetrica, di prossimità, di impatto, impatto ritardato od a tempo.
La principale differenza nelle versioni terrestri, a parte il calibro, è costituita dalla diversa configurazione dell'assieme propellente, specificatamente progettato per assicurare la totale compatibilità con il sistema di caricamento dell'obice semovente PzH2000.




Esercito Italiano

Nell'Esercito Italiano tale cannone è in dotazione ai reggimenti di artiglieria da montagna delle Brigate alpine, dove costituisce l'equipaggiamento del 1° e 2º Reggimento artiglieria da montagna, ai reggimenti del Comando artiglieria dell'Esercito Italiano e al Reggimento artiglieria a cavallo "Voloire" della Brigata di cavalleria "Pozzuolo del Friuli" in 18 pezzi per ciascuna unità militare.
Sotto il diretto controllo dei vertici dell’E.I. e della Bundeswheer, Leonardo e Diehl Defense hanno sviluppato e qualificato la famiglia di munizioni  guidata di precisione per i cannoni calibro 127mm e 155mm Leonardo Vulcano. La qualificazione congiunta è conforme allo STANAG ed è stata completata con successo. La nuova munizione è compatibile con tutte le piattaforme terrestri PzH 2000, FH-70 e navali da 127mm.
Le munizioni denominate “Vulcano” sono progettate per una gittata di 70 km per Vulcano 155 e di 80 km per il 127; hanno una precisione unica contro bersagli fissi e mobili utilizzando la navigazione GPS, laser e IR per la ricerca del terminale dei bersagli ostili.
La famiglia Vulcano è il munizionamento d’artiglieria più preciso e versatile per ogni applicazione terrestre e navale degli alleati occidentali. La testata multi-ruolo utilizza alto esplosivo (IHE) con schegge di tungsteno pre-frammentate ed è efficace contro bersagli morbidi, veicoli, veicoli semi-corazzati, infrastrutture di comando.
La testa di guida del nuovo proiettile guidato permette alle artiglierie di sparare munizioni Vulcano in modo semplice, integrato e indipendente.  Anche il programma di calcolo del tiro NABK-18 +, è stato ufficialmente omologato dagli eserciti italiano e tedesco.
Nel 2019, reparti dell’Esercito Italiano hanno condotto una esercitazione in Qatar, con particolare attenzione all’utilizzo di munizionamento d’artiglieria guidato “VULCANO”.
I semoventi PzH-2000 della brigata pesante Garibaldi, hanno effettuato i primi tiri di sperimentazione operativa da lunghissima distanza, utilizzando munizionamento da 155 mm VULCANO, progettato da Leonardo a La Spezia.
“VULCANO” indica una serie di proietti decalibrati (in ambito terrestre con i colpi da 155 mm e navale con i colpi da 127 e 76 mm), aventi gittate estese che possono variare dai 50 agli 80 km e oltre.
I colpi da 155 mm utilizzati dall’E.I. e dalla Bundeswheeer, comprendono: 
  • una variante non guidata, denominata BER (Ballistic Exended Range); 
  • due versioni guidate GLR (Guided Long Range); 
  • una con guida solo GPS, 155 mm GLR/GPS; 
  • una GPS associata a un laser semi-attivo (SAL), 155 mm GLR/SAL.

Nel corso dell’esercitazione, sono stati sparati oltre 30 di tiri con proiettili VULCANO BER. Nel mese di novembre 2019 è stato effettuato l’ultimo test di verifica per l’omologazione del munizionamento 155 VULCANO GLR. Nel corso del 2020, inizieranno i primi tiri sperimentali utilizzando il 155 VULCANO BER con obici/cannone FH-70 da 155/39 mm.

Utilizzatori
  • Germania - 150
  • Italia - 162
  • Regno Unito - 67
  • Giappone - 480 (costruiti su licenza dalla Japan Steel Works)[3]
  • Arabia Saudita - 72
  • Marocco - 30
  • Filippine - 25
  • Estonia - 24
  • Norvegia - 15
  • Paesi Bassi - 15
  • Oman - 12
  • Malaysia - 6.

ENGLISH

The FH70 (field howitzer for the 1970s) is a towed howitzer in use with several nations.

History

In 1963, NATO agreed a NATO Basic Military Requirement 39 for close support artillery, either towed or tracked. Subsequently, Germany and UK started discussions and design studies and in 1968 established agreed operational characteristics for a towed 155 mm close support gun. Italy became a party to the agreement in 1970.
Key requirements were:
  • a detachable auxiliary power unit (APU)
  • an unassisted range of 24 km and 30 km assisted
  • a burst capability of 3 rounds in 15–20 seconds, 6 rounds per minute for a short period and 2 rounds per minute sustained
  • be able to fire all 155 mm munitions in NATO service, plus a new range of ammunition.

The two national authorities had overall responsibility for R&D, and Vickers Ltd was the co-ordinating design authority. They were also the design authority for the carriage and Rheinmetall GmbH was the authority for the elevating mass, including the sights, and for the APU. There was a further breakdown at a more detailed level and production worksharing. The UK Royal Armament Research and Development Establishment (RARDE) was responsible for designing the HE projectile and the charge system. Germany was responsible for Smoke, Illuminating, Minelet and extended range HE, although development of the last two was not completed in the program.
The intention was for FH70 to replace the M114 155 mm howitzer and equip general support battalions in German divisional artillery regiments and to equip three (two Territorial Army (TA) British general support medium regiments replacing the 5.5-inch gun. In the event, it actually equipped UK regular regiments in direct support of infantry brigades until after the end of the Cold War, and only replaced the L118 light gun in two TA regiments, 100th (Yeomanry) Regiment Royal Artillery and 101st (Northumbrian) Regiment Royal Artillery (Volunteers) from 1992 to 1999.

Design

FH70 had several interesting features, including:
  • a vertical sliding-block breech that provided obturation and held a primer magazine containing 12 primers (a similar breech was fitted to German M109G)
  • burst fire
  • an on-board 1700 cc Volkswagen engine to power the hydraulics and to assist bringing the gun into and out of action (with hand pump back-up) and to move the gun up to 20 km at low speed without towing by an artillery tractor
  • electronic firing data display taking data from the otherwise conventional azimuth and elevation sights.

The barrel was 39 calibres long, giving 827 m/s standard maximum muzzle velocity. It had a muzzle brake giving 32% efficiency.
Other conventional features included a split trail and turntable sole plate. Initially, it had assisted loading, but became an early user of flick-ramming. In accordance with long-standing UK practice, it used one-man laying. All this meant that the gun could be operated by a minimum detachment of only 4 men (commander, layer and 2 loaders). The burst fire rate was 3 rounds in 15 seconds. It was also fitted with a direct fire telescope.
There were a number of design flaws that became apparent in service. The equipment entered full operational service in the UK in 1980. It became clear that there were significant difficulties with the tube feed system in anything but ideal conditions. 1st Regiment RHA, a unit that had conducted the Troop trials, developed their own procedures to solve these problems, related to dust contamination, and this process became established in official manuals in due course. More significantly, the trails of the gun proved to be weak at the point where maximum stress was incurred when the equipment was towed; this resulted in modification work on the UK guns in 1987. There were continual problems with the drive train on the flat-4 VW APU, and the hydraulic system was always vulnerable to the obvious problems posed by external, non-armoured, housing in combat conditions. In addition, the complex dial sight carrier was vulnerable to damage.

Ammunition

The new projectiles conformed to the Quadrilateral Ballistics Agreement between US, UK, Germany and Italy. In essence, this meant a shell with the same shape and dimensions as the US M549 rocket-assisted projectile. The standard HE shell (UK designation L15) is a thin wall design weighing 43.5 kg and containing 11.3 kg of HE. This remains the largest HE load for a standard 155mm shell.
The propellant system comprises three different bagged cartridges with triple-base propellant. Cartridge 1 gives charges 1 & 2, Cartridge 2 give charges 3–7 and Cartridge 3 is charge 8, which gives a maximum range under standard conditions of 24.7 km.
Each nation developed its own fuzes and ammunition packaging. In the UK's case, this led to the Unit Load Container carrying 17 complete rounds, including shells with fuzes fitted - a novelty for 155 mm.
Standard US pattern 155 mm ammunition can also be fired, although US primers proved problematic for the primer magazine and feed due to their variation in size.

VOLCANO MUNITION

Under the name Vulcano, the Italian company Leonardo-Oto Melara has identified a new family of bullets for its 127mm naval cannon also in the 64 calibre version and for the 155 mm howitzers, both the trailed Fh-70 cannon and those that equip the self-propelled M109 and PzH 2000; these bullets have the characteristic of having an extended range compared to traditional ammunition of the same calibre and, for some versions, a guidance system that allows precision attacks against naval or land targets.
The same projectile can be fired from different calibres (127 mm and 155 mm) as it is undercalibrated and cambered by means of disposable spacers in the same way as APFSDS projectiles, the precise denomination for this type of ammunition is HEFSDS (High Explosives Fin Stabilized Discarding Sabot), i.e. a high explosiveness, fin stabilized, casing abandonment projectile.
The ammunition consists of two sections, with the front component with canard fins and the rear part with spacer fins. The front part contains the warhead and has 6 fins. In all, the bullet weighs about 20 kg with 2.5 kg of explosive. 

The ammunition will be of 3 types:
  • Ballistic Extended Range (BER) - basic unguided version that can reach 70 km and can be used against any type of naval, land or air targets.
  • Guided Long Range (GLR) - anti-ship version guided in the final by an infrared (IR) sensor that starts searching for the target at a distance of 6 km and at an altitude of 2.5 km. It can reach 70 km or even 90 km if fired from the 64 gauge barrel. The warhead explodes after penetrating the hull of the target ship. Oto Melara indicates a "kill probability" of 80% with the first shot against a ship the size of a frigate.
  • Guided Long Range (GLR) - fully guided ammunition via GPS and IMU (Inertial Measurement Unit). The bullet is fired up to a height of 25 km where it is guided by the IMU system constantly updated by the GPS continuing at supersonic speed with a constant angle of descent. The last phase of the flight takes place in nosedive on the target.

The concept of the new munitions family "Vulcano" has been developed by Leonardo-OTO Melara of La Spezia and provides for an under-calibrated non self-propelled ammunition equipped, in the guided version, with aerodynamic governments, inertial navigation/GPS and, in some subtypes, with a terminal guidance system, characterized by a very high range and a very high accuracy (CEP < 20m).
A first differentiation between ammunition that is being developed under the Program can be made between unguided and guided ammunition, called Extended Range and Long Range respectively. The calibers under development are 155mm in the land version and 127mm in the naval version.
The trajectory of unguided ammunition is conventional ballistic ammunition with a range of up to 70 km, while the range of the guided versions will reach 100 km when fired from cannon cal. 127/54C and 120 km when fired from the new cannon cal. 127/64LW. For the cal. 155mm the expected range is up to 100 km. These ranges will be achievable thanks to a very high initial velocity of the bullets and very low aerodynamic coefficients when compared to those of large caliber ammunition in service. The projectiles are equipped with a multi-function fuse, based on microwave technology and programmable with altimetric, proximity, impact, delayed impact or time functionality.
The main difference in the terrestrial versions, apart from the calibre, is the different configuration of the propellant assembly, specifically designed to ensure total compatibility with the PzH2000 self-propelled howitzer loading system.

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