domenica 26 aprile 2020

AGGIORNAMENTO DEL PROGRAMMA FF(G) X DELL'US NAVY



L’Ufficio dell’US Naval Sea Systems Command ha confermato di recente che il programma FFG (X) della US Navy per una classe di 20 fregate prevede l'acquisto del la prima unità FFG (X) nell'anno fiscale (FY) 2020, 18 navi al ritmo di due all'anno negli anni 2021-29 e la 20^ unità nell'anno 2030.



La Marina statunitense, come noto, vuole costruire il modello della FFG (X) su di una versione modificata di un progetto navale esistente e potrebbe essere una nave statunitense o estera.
Quattro team del settore sono registrati per competere per il programma FFG (X):
  • Austal USA in Mobile, 
  • AL e Fincantieri / Marinette Marine di Marinette, WI,
  • General Dynamics / Bath Iron Works a Bath, ME,
  • Huntington Ingalls Industries / Ingalls Shipbuilding a Pascagoula, MS.


Il team guidato da Fincantieri-Marinette Marine, che comprende anche Gibbs & Cox e Trident Maritime Systems, ha in programma di adattare la fregata FREMM "best-in-class" dell'appaltatore principale, già in servizio per la Marina militare italiana dal 2012, come base per la sua offerta.
Il servizio statunitense prevede di aggiudicare un contratto FF (G) X " nel quarto trimestre tra luglio e settembre dell'anno fiscale 2020. La Us Navy assegnerà una nave base con opzioni per nove navi all'offerente selezionato. I dettagli sulla selezione non potranno essere discussi.
Una seconda attività di approvvigionamento avrà luogo nel periodo dell'anno fiscale 2025. 
La futura FFG (X) sarà dotata di: 
  • un sistema di gestione del combattimento COMBATSS-21 di derivazione AEGIS, 
  • una suite C4I, 
  • un Enterprise Air Surveillance Radar (EASR), 
  • un Mk53 Decoy Launching System (NULKA), 
  • un sistema aereo sa pilotaggio remoto (UAS), 
  • un elicottero MH-60R e altri sistemi. 


Componenti chiave del sistema COMBATSS-21 ad architettura aperta 

L’architettura aperta è diventata la pietra miliare per l'innovazione e l'invenzione. Oggi, i marinai stanno raccogliendo i frutti delle risorse comuni e dei sistemi commerciali offerti dall'architettura aperta. L'architettura aperta ha consentito una maggiore reattività alla missione e una maggiore collaborazione tra l'industria, il governo, le società commerciali e il mondo accademico che sta spingendo i confini della tecnologia per rendere la Marina più veloce, più forte e più intelligente nelle sue risposte.
Al centro del COMBATSS-21 e di tutte le evoluzioni dell’Aegis c'è la Common Source Library (CSL), che consente il riutilizzo del software e la condivisione tra navi di superficie ed installazioni terrestri. Il CSL soddisfa due esigenze di base dei clienti: la rapida implementazione della tecnologia e il risparmio sui costi.



Gli aggiornamenti software possono essere sviluppati e rilasciati rapidamente in tutta la flotta in un efficiente processo di "costruzione una volta, campo molte volte". Utilizzando il suo pedigree CSL, COMBATSS-21 consente anche l'integrazione di strutture radar di radar, missili e lanciatori avanzati, aumentando l’efficienza delle navi più piccole.
Elementi del COMBATSS-21 sono già stati dispiegati con la flotta di superficie della Us Navy. Il software comune è a bordo di tutti i cacciatorpediniere Aegis e gli incrociatori in mare e il codice di sistema C2 sarà lo stesso di quello che viene messo in campo oggi nella flotta. Invece di sviluppare un nuovo codice, COMBATSS-21 porta il codice esistente da una nave Aegis ad una nave più piccola. Poiché la Marina ha già investito nell’Aegis, l'uso del sistema COMBATSS-21 riduce i costi di integrazione, test e certificazione.



Anche i risparmi sui costi derivano dai requisiti di formazione. Integrando un sistema derivato dall’Aegis su nuove navi, la Marina statunitense sarà in grado di sfruttare la conoscenza dei marinai già abili nell'operare con l’Aegis. I programmi di addestramento Aegis esistenti possono preparare i marinai ad utilizzare i componenti del COMBATSS-21. Ora, i marinai possono scendere da un cacciatorpediniere o da un incrociatore Aegis e imbarcarsi su di una LCS con un alto livello di familiarità con il sistema con cui hanno bisogno per operare.


Le navi da combattimento costiere USS Freedom e USS Fort Worth sono state schierate ciascuna con il COMBATSS-21 e hanno partecipato ad esercitazioni di partenariato internazionale, condotto missioni di aiuto umanitario e dimostrato il concetto di operazioni per la classe di navi da combattimento costiere. Altre due navi, la USS Milwaukee e la USS Detroit, hanno completato le prove di accettazione e hanno ottenuto punteggi perfetti sulla rilevazione per eseguire i test. Il sistema COMBATSS-21 si integrerà perfettamente con le unita “FFG-X” e con gli altri sistemi per fornire una migliore consapevolezza della situazione per i marinai a bordo e a terra.



Il Decoy Launching System Mk 53 “NULKA”

Il Decoy Launching System (DLS) Mk 53 (NULKA) è un sistema Active Expendable Decoy (AED) a risposta rapida in grado di fornire una difesa altamente efficace per le navi di dimensioni incrociatore o inferiori contro i moderni missili anti-nave ostili in arrivo. Il sistema Nulka è stato sviluppato in collaborazione con l'Australia (nel dialetto aborigeno australiano "Nulka" significa "sii veloce!”); ha lo scopo di contrastare un ampio spettro di missili anti-nave (ASM) radar guidati presenti e futuri valutati per avere il respingimento passivo dell'esca e le capacità elettroniche di contromisure di deflessione angolare attiva. È progettato per ovviare alle carenze intrinseche dei vecchi sistemi, che sono: dipendenza dal vento, mancanza di flessibilità di posizionamento, tempi di reazione relativamente lenti e suscettibilità alla discriminazione Doppler.



Il sistema può essere integrato con il sistema di combattimento o utilizzato con il sistema di controllo fuoco DAE autonomo. Il DLS MK 53 Mod 4 è un DLS MK 36 Mod 12 modificato con l'aggiunta di due tubi di lancio NULKA con ciascuno dei quattro lanciatori MK 137 Mod 2 e un processore di lancio Decoy.
L'esca Nulka impiega un ripetitore a radiofrequenza a banda larga montato su di una piattaforma a razzo sospeso. Dopo il lancio, l'esca Nulka irradia un'ampia sezione radar simile a una nave mentre vola su una traiettoria che seduce e devia gli ASM in arrivo lontano dai loro obiettivi previsti. L'esca NULKA è un'esca attiva che utilizza un ripetitore a radiofrequenza a banda larga montato su di un razzo sospeso. L'esca è un veicolo di volo autonomo, in grado di operare in una vasta gamma di ambienti e di posizionare il carico utile con un alto livello di precisione. L'esca utilizza il principio del razzo in bilico e utilizza un autopilota a microprocessore allo stato solido ed un controllo del vettore di spinta. L'esca è progettata per contrastare una vasta gamma di minacce guidate antimissile (ASM) radar presenti e future irradiando un segnale di sezione trasversale di un grande radar mentre vola con una traiettoria simile a quella di una nave, consentendo così all'esca di contrastare minacce multiple. La traiettoria di volo è determinata da un'unità di controllo di volo digitale montata immediatamente sopra il motore a razzo. La combinazione di spinta e controllo di volo consente di lanciare con successo esche anche in condizioni di mare molto mosso e vento forte. L'alimentatore del processore controlla l'avvio dell'esca accendendo le batterie termiche, monitorando il processo di autocontrollo dell'esca, scaricando il programma di volo dell'esca e quindi accendendo il motore a razzo. Una volta lanciato, l'esca funziona in modo autonomo e segue le esigenze di volo immagazzinate L'Australia sta sviluppando l'unità di interfaccia razzi, lanciatori e lanciatori sospesi. Gli Stati Uniti stanno sviluppando il sistema di controllo elettronico del carico utile e fuoco, che attualmente è integrato nell'SSDS. I recenti aggiornamenti del Nulka includono un carico utile migliorato per ridurre i costi e le modifiche al sistema di controllo del fuoco per ridurre il peso complessivo del sistema. L'attuale sistema di lancio Mk 36 Decoy è stato modificato per supportare i lanci Nulka. Dopo aver installato l'apparecchiatura Nulka, il sistema viene riprogettato come Mk 53 DLS. Il Nulka può essere utilizzato come parte di un sistema di difesa multistrato oppure può essere utilizzato per la protezione autonoma delle navi. Il sistema Nulka Decoy è stato testato con successo come parte del sistema di autodifesa della nave (SSDS). La priorità di introduzione sarà data alle classi di navi che sono attualmente prive di una suite di guerra elettronica attiva per fornire una maggiore capacità di difesa dell'ASM. A causa della sempre mutevole complessità dei missili da crociera anti-nave, Nulka verrà continuamente aggiornato per fornire protezione alla flotta. Le modifiche includeranno il progresso tecnologico e le modifiche tattiche e tecniche per contrastare la minaccia per le future “FFG-X”.


IL CANNONE BOFORS MK.110 da 57 mm

Il cannone Bofors Mk 110 è un'arma duale da 57 mm basata sul modello Bofors 57 Mk III costruito dalla BAE Systems. Il cannone Mk 110 ha una cadenza di tiro fino a 240 colpi al minuto ed una gittata di nove miglia. 



Il cannone è costruito con tecnologia stealth per ridurre la traccia radar della nave e addirittura vi è una copertura come sulle corvette svedesi Visby a bordo delle quali il cannone, nella versione Mk III, ha la possibilità di venire retratto per aumentare le capacità stealth della nave. Il cannone costituisce l'armamento di alcune unità della US Coast Guard, di numerose unità litoranee, pattugliatori ed anche unità di maggiore dislocamento quali le già citate corvette svedesi della classe Visby ed è stato scelto recentemente come CIWS dalla US Navy, quale successore del Vulcan Phalanx sulla futura classe di cacciatorpediniere lanciamissili Zumwalt e come armamento cannoniero principale delle “FFG-X”.

* * *

Comunque, il programma delle FFG (X) utilizzerà altre armi e attrezzature comuni fornite dal governo statunitense.  Le nuove unità della flotta statunitense avranno in dotazione celle di lancio verticali armate con missili: 
  • EVOLVED SEA SPARROW Block 2, 
  • STANDARD Missile SM.2. 






La futura FFG (X) avrà i requisiti per imbarcare il sistema MK 41 Vertical Launching System (VLS) che ha la capacità di lanciare una moltitudine di tipi di missili coerenti con la capacità del sistema di combattimento installato.






ENGLISH

UPDATING OF THE PROGRAM FF (G) X OF US NAVY

The Office of the US Naval Sea Systems Command recently confirmed that the US Navy's FFG (X) programme for a class of 20 frigates provides for the purchase of the first FFG (X) vessel in fiscal year (FY) 2020, 18 vessels at a rate of two a year in the years 2021-29 and the 20th vessel in the year 2030.
The US Navy, as is well known, wants to build the FFG (X) model on a modified version of an existing naval project and could be a US or foreign ship.
Four industry teams are registered to compete for the FFG (X) program:
Austal USA in Mobile, 
AL and Fincantieri / Marinette Marine of Marinette, WI,
General Dynamics / Bath Iron Works in Bath, ME,
Huntington Ingalls Industries / Ingalls Shipbuilding in Pascagoula, MS.

The team led by Fincantieri, which also includes Gibbs & Cox and Trident Maritime Systems, plans to adapt the main contractor's "best-in-class" FREMM frigate, already in service for the Italian Navy since 2012, as a basis for its offer.
The US service plans to award a FF (G) X " contract in the fourth quarter between July and September of fiscal year 2020. The Us Navy will award a base ship with options for nine ships to the selected bidder. Details of the selection cannot be discussed.
A second procurement activity will take place during the period of fiscal year 2025. 
The future FFG (X) will be equipped with: 
an AEGIS-derived COMBATSS-21 combat management system, 
a C4I suite, 
an Enterprise Air Surveillance Radar (EASR), 
an Mk53 Decoy Launching System (NULKA), 
an airplane system knows remote piloting (UAS), 
an MH-60R helicopter and other systems. 

Integrating the Aegis Derived COMBATSS-21 with the Littoral Combat Ship

As new threats emerge and defense budgets shrink, the U.S Navy and allied nations are seeking a new breed of fighting ship—one that balances capability and affordability like never before. The ship of tomorrow is needed today, and it must have cutting-edge anti-air, anti-submarine and anti-surface warfare capabilities.
A ship built for speed, survivability and multiple missions needs a combat system that is just as quick and adaptable. COMBATSS-21, is the Aegis-derived combat management system that will be integrated on all U.S. Navy littoral combat ships and frigates.
Initially developed for the Freedom-variant LCS, COMBATSS-21 is the backbone of the ship’s mission system and integrates the radar, electro-optical infrared cameras, gun fire control system, countermeasures and short-range anti-air missiles. Lockheed Martin partnered closely with the U.S. Navy to develop and integrate the scalable combat system for the next-generation surface fleet.
For decades, the Aegis Combat System has shielded sailors at sea and ashore from a wide range of missile attacks. As the Navy’s operations evolve, Aegis is also evolving to fit a variety of ships of all shapes and sizes that are completing critical missions such as:
Anti-terrorism and force protection
Intelligence, surveillance and reconnaissance
Mine warfare
Homeland defense
Special operations
Maritime interdiction and interception.

Key Components of COMBATSS-21 - Open architecture

Open architecture has become the touchstone for innovation and invention. Today, sailors are reaping the rewards of the common resources and commercial systems that open architecture offers. Open architecture has enabled increased responsiveness to the mission and increased collaboration across the industry, government, commercial companies and academia that is pushing the boundaries of technology to make the Navy quicker, stronger and smarter in its responses.
At the heart of COMBATSS-21 and all Aegis evolutions is the Common Source Library (CSL), which enables software reuse and commonality across surface ships and land based installations. The CSL meets two basic customer needs: rapid technology deployment and cost savings.
Software updates can be developed and quickly released across the fleet in an efficient “build once, field many times” process. Using its CSL pedigree, COMBATSS-21 also allows for the seaframe integration of advanced radars, missiles and launchers, which increases the lethality of smaller ships.
Elements of COMBATSS-21 have already been proven with the surface fleet. Common software is aboard all Aegis destroyers and cruisers at sea, and the C2 system code will be the same as what is fielded in the fleet today. Instead of developing new code, COMBATSS-21 brings existing code from an Aegis ship into a smaller ship. Because the Navy has already invested in Aegis, using COMBATSS-21 reduces cost for integration, test and certification by eliminating redundancies.
Cost savings come through training requirements, too. By integrating an Aegis-derived system on new ships, the Navy will be able to leverage the knowledge of sailors already skilled to operate Aegis. Existing Aegis training programs can prepare sailors to operate components of COMBATSS-21. Now, sailors can come off an Aegis destroyer or cruiser, and board a LCS with a high level of familiarity with the system they need to operate.
Littoral combat ships USS Freedom and USS Fort Worth each deployed with COMBATSS-21, and participated in international partnership exercises, conducted humanitarian aid missions and proved the concept of operations for the littoral combat ship class. Two additional ships, the USS Milwaukee and the USS Detroit, have completed acceptance trials and received perfect scores on the detect to engage tests.  The COMBATSS-21 system integrated seamlessly with the ship and other systems to provide enhanced situational awareness for sailors on the ship and ashore.

Decoy Launching System (DLS) Mk 53 “NULKA”

The Decoy Launching System (DLS) Mk 53 (NULKA) is a rapid response Active Expendable Decoy (AED) System capable of providing highly effective defense for ships of cruiser size and below against modern radar homing anti-ship missiles. Nulka is being developed in cooperation with Australia (in the Australian Aboriginal dialect, "Nulka" means "be quick!"). It is intended to counter a wide spectrum of present and future radar-guided anti-ship missiles (ASMs) assessed to have passive decoy rejection and active angular deflection electronic countermeasures rejection capabilities. It is designed to over-come the inherent shortfalls of chaff, which are wind dependence, lack of placement flexibility, relatively slow reaction time, and susceptibility to Doppler discrimination. The system can either be integrated with the Combat System or used with the stand-alone AED Fire Control System. The DLS MK 53 Mod 4 is a modified DLS MK 36 Mod 12 by the addition of two NULKA launching tubes to each of the four MK 137 Mod 2 launchers and a Decoy Launch Processor. The Nulka decoy employs a broad-band radio frequency repeater mounted atop a hovering rocket platform. After launch, the Nulka decoy radiates a large, ship-like radar cross section while flying a trajectory that seduces and decoys incoming ASMs away from their intended targets. The NULKA decoy is an active offboard decoy which utilizes a broad band radio frequency repeater mounted atop a hovering rocket. The decoy is an autonomous flight vehicle, capable of operating over a wide range of environments and of positioning the payload with a high level of accuracy. The decoy employs the hovering rocket principle and uses a solid state microprocessor autopilot and thrust vector control. The decoy is designed to counter a wide variety of present and future radar Anti-Ship Missile (ASM) guided threats by radiating a large radar cross section signal while flying a ship-like trajectory thus enabling one decoy to counter multiple threats. The flight trajectory is determined by a digital Flight Control Unit mounted immediately above the rocket motor. The combination of thrust and flight control enables successful decoy launches to be accomplished even in severe sea state and high wind conditions. The Processor Power Supply controls the decoy launching by igniting the decoys thermal batteries, monitoring the decoy self check process, downloading the decoy flight program and then igniting the rocket motor. Once launched the decoy operates autonomously and follows the stored flight demands, moving away from the ship at a pre-programmed height and speed and thus presenting an alternative and more attractive target to incoming missiles. Australia is developing the hovering rocket, launcher, and launcher interface unit. The United States is developing the electronic payload and fire control system, which is presently being integrated into the SSDS. Recent upgrades to Nulka include improved payload to reduce cost and modifications to the fire control system to reduce the systems overall weight. The existing Mk 36 Decoy Launching System is being modified to support Nulka launches. After the Nulka equipment is installed, the system is redesignated as a Mk 53 DLS. Nulka can be used as part of a multi-layer defense system, or it can be used for stand-alone ship protection. The Nulka Decoy System has been successfully tested as a part of the Navy's Ship Self Defense System (SSDS). Introduction priority will be given to ship classes that are presently without an active electronic warfare suite to provide an increased ASM defense capability. Due to the ever changing complexity of Anti-Ship Cruise Missiles, Nulka will be continually upgraded in order to provide protection to the Fleet. Changes will include technology advancement as well as tactical and technical changes to counter the threat.

Bofors 57mm (2.2 in) L70 gun

The baseline version of the was the Mark 1 Bofors 57mm (2.2 in) L70 gun, first introduced into service with the Spica-class fast attack craft (FAC) of Swedish Navy in 1966, it has a rate of fire of 200 rounds per minute and a 40-round magazine in the gun turret with a further 128 rounds stowed inside. With minor modifications, the Mark 1 guns could use ammunitions developed for the Mark 2 gun.
The Mark 2 was designed in 1981 but introduced into service with the Stockholm-class corvette - HMS Stockholm (K11) in 1985 (sister ship HMS Malmö (K12) was built in 1984 but armed with the older Mk 1, subsequently retrofitted with the Mk 2 in 2009), the rate of fire was slightly increased to 220 rounds per minute. Also, it featured a new light weight gun turret with a new gun barrel that was forged from monobloc steel (this eliminated the need to use a water jacket for gun barrel cooling during firing) and a new servo drive/servomechanism system (for faster reaction time and better gun aiming and control). According to Bofors, the new servo system allowed the Mk 2 to be both accurate and agile enough for use against sea skimming anti-ship missiles and that it could put more explosives into a surface target within a thirty second window than any naval gun with a calibre smaller than 100 mm (3.9 in).
The latest development is the Mark 3, which was designed in 1995 but introduced into service with the Visby-class corvette - fitted on HMS Visby (K31) in 2000. This new design retained the Mark 2 gun turret, rate of fire and ammunition capacity and has another 1,000 rounds stowed in the standby rack beneath deck. A small radome has been added above the gun barrel and is used for measuring the muzzle velocity of the departing projectiles for fire-control purposes, usually but not necessarily with the new Bofors 57 mm 3P all-target programmable ammunition. Also, a new optional low radar profile (also known as low radar cross-section, or RCS) stealth mounting was developed, this allows the gun to be hidden from radar and plain sight when not in use.
In American service, the United States Navy has designated the Mark 3 as the Mark 110 Mod 0 57mm gun. According to a BAE press release dated 1 August 2005, the Mark 110 would be manufactured at the BAE Systems facility in Louisville, Kentucky.
The 57mm Mk-295 ammunition is based on the Bofors Defence all-target Programmable, Pre-fragmented, Proximity-fuzed (3P) ammunition. The Mk-295 ammo has six operating modes, each programmable by the fire control system to combat all surface, air and shore threats.
They include:
Proximity (Air)
Gated Proximity (Air, Anti-jamming)
Gated Proximity with Impact Priority (Air, Large Targets)
Precision Time (Surface)
Armor Piercing (Surface and Shore)
Impact (Shore)

This increases the flexibility and effectiveness of the gun system, which has further reduced the reaction time of the gun and it is possible to choose ammunition mode at the moment of firing, giving it the ability to switch rapidly between surface targets, air targets as well as ground targets.
Air burst capabilities permit the engagement of concealed targets, small, fast-maneuvering naval craft and anti-ship cruise missiles.
Known as Rapid Switchover for Maritime Intercept Operations (MIO), this all-target ammunition enables the gun to fire warning shots, step up to disabling fires, then instantly switch to lethal fires if required to slow, stop or destroy a vessel of interest.
General Characteristics:
Manufacturer: BAE Systems, Louisville, Kentucky, USA
Caliber: 57mm (57mm/2.2 inches)
Barrel lenght: bore lenght = 3,99 meters / 157.09 inches (= 70 caliber)
Shell: 57x438mm
Range: 10.5 miles / 17 kilometers, max.
Rate of Fire: up to 220 rounds/minute (4 rounds per second)
Elevation: -10° to + 77° / maximum elevating speed: 44°/sec.
Train: unlimited / maximum train speed: 57°/sec.
Weight, complete without ammunition: 14960 lbs / 6800 kg
Ammunition Capacity: 120 ready-rounds in gun-mounting.
(up to 1000 rounds in the ship magazines ready to be loaded into the hoists when ordered, via two ammunition hoists)
Time for loading rounds: 3-4 minutes
Ammunition:
Mk-295 3P all-target, 6-mode programmable, pre-fragmented and proximity-fused (3P)
Mk-296 TP training projectile.
* * *

However, the FFG (X) programme will use common weapons and equipment provided by the US Government. 
The new units in the US fleet will be equipped with vertical launch cells armed with missiles: 
EVOLVED SEA SPARROW Block 2, 
STANDARD Missile SM.2. 
The FFG (X) will be eligible to board the MK 41 Vertical Launching System (VLS) which has the ability to launch a multitude of missile types consistent with the capability of the installed combat system.

(Web, Google, Monch, Wikipedia, You Tube)
















sabato 25 aprile 2020

I RADAR QUANTISTICI: E’ VICINA LA FINE DELL’ERA DEGLI “STEALTH”?


Il primo radar quantistico al mondo è un dispositivo che utilizza i “fotoni entangled”, cioè, inestricabilmente legati tra loro; funziona a una potenza molto bassa, così da nascondersi dietro il rumore di fondo, rendendolo quindi utile per applicazioni biomediche, di sicurezza e, chiaramente, anche militari.
La rivoluzione quantistica consente di percepire il mondo in un modo totalmente nuovo utilizzando le proprietà speciali della meccanica quantistica che permettono di effettuare misurazioni o produrre immagini altrimenti impossibili.
Il "Radar quantistico", è un dispositivo totalmente nuovo che utilizza microonde entangled. Il tutto viene elaborato per superare le limitazioni dei sistemi radar tradizionali. Una versione sperimentale è stata costruita da un team dell'Istituto di Scienza e Tecnologia d’Austria: permette di individuare oggetti a temperature più basse e con meno rumore di fondo rispetto ai radar esistenti. I ricercatori ribadiscono che i livelli di energia, particolarmente bassi, del radar quantistico consentiranno migliori tecniche di imaging medico non invasivo o una tecnologia militare più furtiva o efficiente.
L'atto di riflettere e rilevare i fotoni (onde radio) mentre rimbalzano su un qualsiasi oggetto (che è il modo utilizzato per individuarli), di norma distrugge l'entanglement quantistico, che è la chiave dietro alla realizzazione di questo nuovo radar. Il dispositivo utilizza molta meno energia rispetto ad un radar convenzionale. I fotoni riescirebbero a rimanere associati l'uno all'altro in modo sufficientemente forte da essere individuabili dalla poca luce presente nell’area. Di conseguenza, a livello sperimentale, un radar quantistico è stato in grado di rilevare oggetti a temperatura ambiente in un ambiente interno anch'esso a temperatura ambiente: questa è una capacità che normalmente elude i sistemi radar convenzionali.


"Entanglement" quantistico

L'entanglement quantistico, o correlazione quantistica, è un fenomeno quantistico, privo di analogo classico, per cui in determinate condizioni due o più sistemi fisici rappresentano sottosistemi di un sistema più ampio, il cui stato quantico non è descrivibile singolarmente, ma solo come sovrapposizione di più stati. Da ciò consegue che la misura di un'osservabile di un sistema (sottosistema) determini simultaneamente il valore anche per gli altri. Poiché risulta possibile dal punto di vista sperimentale che tali sistemi (sottosistemi) si trovino spazialmente separati, l'entanglement implica in modo controintuitivo la presenza di correlazioni a distanza, teoricamente senza alcun limite, tra le loro quantità fisiche, determinando il carattere non locale della teoria. Il termine entanglement (letteralmente, in inglese, "groviglio", "intreccio") fu introdotto da Erwin Schrödinger in una recensione del famoso articolo sul paradosso EPR, che nel 1935 rivelò a livello teorico il fenomeno. Secondo la meccanica quantistica è possibile realizzare un insieme costituito da due particelle caratterizzato da determinati valori globali di alcune osservabili. Ciò comporta che il valore misurato per una particella di una proprietà definita dell'insieme influenzi istantaneamente il corrispondente valore dell'altra, che risulterà tale da mantenere il valore globale iniziale. Ciò rimane vero anche nel caso le due particelle si trovino distanziate, senza alcun limite spaziale. È opportuno precisare che il processo di misura relativo alla singola particella è soggetto alle regole quantistiche di probabilità. Si possono ottenere in pratica due particelle che, secondo la teoria, dovrebbero possedere tale caratteristica, facendole interagire opportunamente o acquisendole da un processo naturale che le origini nel medesimo istante (ad esempio un singolo decadimento radioattivo), in modo che siano descritte da uno stato quantico globale definito, pur mantenendo singolarmente carattere indefinito fino all'esecuzione di una misura. L'entanglement è una delle proprietà della meccanica quantistica che portarono Einstein e altri a metterne in discussione i princìpi. Nel 1935 lo stesso Einstein, Boris Podolsky e Nathan Rosen, formularono il celebre "paradosso EPR" (dalle iniziali dei tre scienziati), che metteva in evidenza, appunto come paradossale, il fenomeno dell'entanglement. Esso nacque dall'assunzione di tre ipotesi: principio di realtà, principio di località e completezza della meccanica quantistica. Perché il paradosso venisse risolto era necessario che cadesse una delle tre ipotesi, ma considerando le prime due sicuramente vere, in quanto evidenti, gli autori giunsero alla conclusione che la meccanica quantistica è incompleta (contiene cioè variabili nascoste). In realtà vi era un errore di fondo, evidenziato nel 1964 da Bell con la dimostrazione, nell'ambito di una teoria delle variabili nascoste che riproduca le previsioni della meccanica quantistica, dell'incompatibilità tra i principi di località e di realtà. L'interpretazione maggiormente condivisa della meccanica quantistica (interpretazione di Copenaghen) contempla ad un tempo aspetti locali (teoria quantistica dei campi) e non locali (come appunto l'entanglement) rifiutando il principio di realtà, mentre, ad esempio, l'interpretazione di Bohm, che è una tipica teoria delle variabili nascoste, afferma il principio di realtà, escludendo quello di località. In ogni caso la meccanica quantistica si è dimostrata in grado di produrre corrette previsioni sperimentali fino ad una precisione mai raggiunta prima e le correlazioni associate al fenomeno dell'entanglement quantistico sono state effettivamente osservate. All'inizio degli anni '80 Alain Aspect e altri hanno svolto una serie di esperimenti particolarmente accurati che hanno provato che le correlazioni misurate seguono le previsioni della meccanica quantistica. Successivamente (1998) Zeilinger e altri hanno migliorato tali esperimenti confermando risultati in accordo con le previsioni teoriche. L'entanglement quantistico è alla base di tecnologie emergenti come i computer quantistici e la crittografia quantistica e ha permesso esperimenti relativi al teletrasporto quantistico, su cui si appuntano le speranze di nuove tecnologie. Sebbene non si possa trasmettere informazione attraverso il solo entanglement, l'utilizzo di un canale di comunicazione classico in congiunzione con uno stato entangled permette il teletrasporto di uno stato quantistico, che sarebbe altrimenti impossibile poiché richiederebbe un'infinita quantità di informazione per essere determinato. All'atto pratico, come conseguenza del teorema di no-cloning quantistico, questa ricca informazione non può comunque essere letta integralmente, ma può tuttavia essere impiegata nei calcoli.

Un radar quantistico cinese riesce a tracciare gli aerei “stealth”?

Un ente di ricerca militare cinese ha di recente realizzato un prototipo basato sui principi della fisica quantistica: sarebbe in grado di rivelare anche la posizione degli aerei invisibili ai redar.
Chiaramente, potrebbe essere uno strumento bellico formidabile: un velivolo stealth è un jet progettato e costruito in modo da non essere (quasi) localizzato dai radar ostili. Sarebbe quasi impossibile da individuare, ed è certamente in grado di cogliere i sorpresa il proprio avversario. Purtroppo, un’azienda cinese ha di recente annunciato di aver messo a punto un radar di nuova generazione, basato su principi della fisica quantistica, capace di individuare con precisione la posizione degli aerei “stealth” e rendendoli quindi estremamente vulnerabili alle difese anti-aeree. Comunque, un po' di scetticismo è necessario: non è infatti la prima volta che dalla Cina arriva un annuncio di questo tenore.

GLI AEREI “STEALTH”, MA PER CHI?

Gli aerei stealth sono velivoli tecnologicamente molto complessi, dotati di accorgimenti tecnici che li rendono quasi impercettibili ai dispositivi di localizzazione. Per ottenere l'invisibilità radar, la superficie di questi aerei viene rivestita con particolari vernici capaci di assorbire le onde elettromagnetiche; il loro disegno è progettato in modo da evitare il più possibile la presenza di angoli riflettenti. In questo modo, le onde radio emesse dai radar vengono redistribuite intorno al veicolo, invece di rimbalzare verso i radar nemici e quindi svelare la posizione del velivolo in volo. Ad ogni buon conto, il radar quantistico ha già diversi decenni di vita, e negli anni le capacità di identificare la presenza degli aerei stealth sono state migliorate notevolmente.

LE DIFESE  ANTIAEREE QUANTISTICHE

La società “China Electronics Technology Group Corporation” è un gigante dell’industria bellica cinese: il suo radar quantistico prometterebbe molto più di quanto sia possibile con le tecnologie attuali. Se i radar anti-stealth lavorano con lunghezze d'onda più corte di quelli tradizionali, e hanno risultati migliori ma comunque altalenanti, quello cinese dovrebbe rivoluzionare completamente il mondo delle tecnologie di rilevamento a distanza. Il nuovo sistema elettronico si basa sui principi, ben più complessi, della fisica quantistica. In particolare, sfrutta un complicatissimo fenomeno fisico che ha come conseguenza la correlazione tra due particelle: osservando lo stato di una, è possibile conoscere con certezza anche quello dell’altra, ovunque essa si trovi. Il nuovo radar, in teoria, funziona così: vengono prodotti due fotoni 'entangled', uno viene sparato in cielo a caccia di un aereo stealth, e l'altro rimane all’interno dell'apparecchio. Quando il fotone nel suo viaggio all'esterno del radar colpisce un velivolo invisibile, rimbalza quindi verso terra e viene recuperato dal radar quantistico, che comparandone lo stato con quello del suo gemello 'entangled' può scoprire se ci sono state interferenze esterne che indichino la presenza di un aereo stealth o di altre tecnologie di camuffamento.
In teoria, mettere le mani su una simile tecnologia rappresenterebbe un bel vantaggio militare per qualunque nazione. In pratica, che sia stato realizzato concretamente non è ancora certo. La China Electronics Technology Group Corporation avrebbe presentato di recente il suo prototipo funzionante. Molti esperti però fanno notare che senza sapere cosa ci sia realmente all’interno del dispositivo messo in mostra, è impossibile stabilire se si tratti o meno di una scoperta tecnologica rivoluzionaria. A favore della buona fede della scoperta si può citare senz’altro il fatto che i cinesi sono da anni ormai all’avanguardia per quanto riguarda lo studio, e la messa in pratica, dell’entanglement quantistico. A suo sfavore, invece, gioca il fatto che la China Electronics Technology Group Corporation non è nuova a simili annunci.

Anche il Canada sviluppa radar basati sull’entanglement quantistico

I ricercatori dell’Università di Waterloo in Canada, stanno mettendo a punto speciali radar basati su di una tecnologia del tutto nuova: si starebbe conducendo una ricerca nell’Artico ove le condizioni meteorologiche e le tempeste geomagnetiche ed i brillamenti solari vanno ad interferire fortemente con qualunque operazione radar.
Da ora in poi gli aerei “stealth” nell’Artico canadese potranno essere individuati grazie ad un nuovo sistema radar quantistico che potrà aiutare gli operatori a ridurre il rumore di fondo e ad isolare gli oggetti identificandoli come avviene con un normale radar. Con questa nuova tecnologia sarà possibile individuare soprattutto gli aerei che utilizzano speciali e complesse tecnologie, come ad esempio quelle per assorbire e deviare le onde radio, per essere poco visibili ai radar ostili.

Ma su cosa si basano i radar quantistici? 

Utillizzano la cosiddetta “illuminazione quantistica” per rilevare un oggetto sfruttando il principio dell’entanglement che prevede che due particelle siano indissolubilmente collegate fra loro, anche se separate da grandi distanze. Si utilizza una coppia di fotoni: uno dei due viene inviato verso l’oggetto attraverso il cielo mentre l’altro rimane nella stazione radar. Quando il secondo fotone colpisce qualcosa, verosimilmente un velivolo, rimbalza e viene deviato e ciò costituisce la firma grazie alla quale si possono ottenere informazioni sul “target”. In questo modo si possono scartare i fotoni provenienti alla stazione radar a causa del rumore di fondo. L’illuminazione quantistica ad oggi è stata in parte esplorata solo in laboratorio ma lo scopo del gruppo di ricerca, finanziato dal governo canadese, è quello di “creare una solida fonte di fotoni entangled che possono essere generati premendo un pulsante”.


(FONTI: Web, Google, Wikipedia, technology review, futurism, Repubblica, Notiziescientifiche, You Tube)