giovedì 4 marzo 2021

Il CAVOUR CVH-550 ha ultimato con successo i test di compatibilità con l'F-35 B - Il 30 aprile è tornata a Taranto dopo la campagna "Ready for Operations (RFO)"


In data 3 marzo 2021 è stato effettuato con successo il primo appontaggio di un F-35B statunitense sul ponte della portaerei della Marina Militare CVH 550 CAVOUR: rappresenta certamente un passaggio fondamentale nel lungo e complesso processo di certificazione all’impiego dei nuovi velivoli.





Il 26 marzo 2021 la portaerei CAVOUR ha ultimato le prove in mare per l’impiego operativo dell’F-35B che erano iniziate lo scorso 28 febbraio e con il primo appontaggio dell’F-35B del 1° marzo; i test di compatibilità tra l'aereo stealth e la nave sono durati circa 4 settimane. Entro la fine del 2024 farà seguito la “Initial Operational Capability” e successivamente la “Final Operationl Capability” che coinciderà con la consegna dell’ultimo F-35B alla M.M. italiana. Sono state portate a termine tutte le prove previste ed è stato rilasciato un permesso di volo provvisorio che permetterà alla portaerei CAVOUR ed al suo equipaggio di proseguire l’addestramento. Al rientro a Patuxent River verranno analizzati attentamente i dati raccolti e al termine verrà finalmente rilasciata la certificazione finale. Grazie alla cooperazione ed alla stretta collaborazione con i team della portaerei si è riusciti a svolgere le sea trials in modo sicuro, efficace e senza intoppi. Durante le prove in mare i 2 F-35B del Pax River ITF imbarcati hanno effettuato numerosissime missioni di volo, in diverse condizioni meteo e stato del mare:
  • una sessione notturna, 
  • circa 120 appontaggi verticali, 
  • altrettanti decolli corti con l’ausilio dello ski jump, 
  • e singole prove di decollo verticale.


Le capacità multiruolo del caccia stealth lo rendono utilizzabile per compiti di: 
  • supporto aereo ravvicinato, 
  • bombardamento tattico 
  • e missioni di supremazia aerea. 
Il completamento della fase delle prove in mare denominate “Sea Trials”, sono state ultimate in Oceano Atlantico per circa quattro settimane e permetteranno all’ammiraglia italiana di testare il ponte di volo e verificare gli impatti con il velivolo di quinta generazione nei momenti importantissimi del decollo e dell’appontaggio in diverse condizioni di assetto ed in relazione a diversi fattori quali i venti e lo stato del mare, allo scopo di giungere alla certificazione “Ready for Operations”.


“È un risultato notevole per tutti noi, oggi, vedere il caccia di quinta generazione della US Marine sul nostro ponte di volo”, ha detto il capitano di vascello Giancarlo Ciappina, c/te del Cavour. “Questo rappresenta, infatti, un successo eccezionale ma, allo stesso tempo, una nuova sfida per il futuro dell’Aviazione Navale Italiana e della Marina Militare. Tutto l’equipaggio è molto orgoglioso di lavorare a stretto contatto con l’ITF, il team di collaudo dell’F-35 Joint Program Office durante queste prove in mare, e siamo molto ben preparati a svolgere il duro lavoro per dotare la portaerei Cavour e la Marina Militare del sistema d’arma di quinta generazione Joint Strike Fighter“.
Durante la sosta a Norfolk prima delle prove in mare, ai 580 membri di equipaggio della portaerei si è aggiunto il personale italiano addestrato nella base dei Marines a Beaufort ad operare sul velivolo, nonché il personale statunitense del team Integrated Test Force (ITF).
“L’ITF gioca un ruolo chiave nel raggiungimento della certificazione entro il 2024. L’iter sarà completo con l’acquisizione della “Final Operational Capability” dopo la consegna dell’ultimo velivolo previsto dal programma. Nave Cavour è una portaerei configurata per “decollo corto e atterraggio verticale” di aeromobili ad ala fissa, progettata all’alba del XXI secolo ed entrata in servizio, sebbene non pienamente operativa, nel 2009.
Divenuta ammiraglia della flotta nel 2011, è intitolata al patriota, politico e imprenditore italiano Camillo Benso conte di Cavour, nome in precedenza dato alla corazzata Conte Cavour, mentre il suo identificativo ottico “550” proviene dall’incrociatore Vittorio Veneto, ex nave ammiraglia della Marina Militare. Al fianco dell’incrociatore portaerei Giuseppe Garibaldi, e presto dalla portaeromobili Trieste, rappresenta la punta di diamante della flotta italiana. La capacità di imbarcare F-35B permette alla Difesa di essere considerata una delle principali forze aeronavali del Mediterraneo e dell’Europa, entrando in una ristretta cerchia di forze aeronavali a livello mondiale composto da Stati Uniti, Gran Bretagna e Giappone. Per l’Italia si tratta quindi di raggiungere un livello di capacità particolarmente importante in chiave mediterranea.



Alcuni piloti collaudatori hanno condotto due F-35B statunitensi appositamente strumentati dalla Naval Air Station Patuxent River (NAS Pax River), nel Maryland, alla portaeromobili italiana: le operazioni di valutazione operativa hanno preso il via in data 28 febbraio. L'F-35B è la variante STOV/L dell’aereo statunitense.


Oltre ai piloti ed agli aerei, si unisce un team di addetti ai test di circa 180 membri del personale dell'F-35 Integrated Test Force (ITF) basato sul fiume NAS Pax; il team valutativo sarà imbarcato per circa quattro settimane di intensive prove in ambiente marino “ogni-tempo”.


Il team si è allenato a lungo per prepararsi a tale importante evento, ha confermato il pilota collaudatore dell'F-35B US Marine, il Maj. Brad Leeman, responsabile del progetto del team dei test operativi ITF.


Il Mag. Leeman e altri due piloti della Naval Air Warfare Center Aircraft Division (NAWCAD) Air Test and Evaluation Squadron Two Three (VX-23) al NAS Pax River, piloteranno i caccia F-35B durante i test di volo ed appontaggio.


L'ITF statunitense avrà un ruolo importantissimo nel conseguimento della qualifica delle portaerei alleate nel prossimo futuro. Il duro lavoro di pianificazione e formazione garantirà una prova in mare di successo e alla fine porterà anche l'Italia a raggiungere le capacità operative iniziali con i nuovi caccia stealth.


Il primo traguardo superato con successo è stato l’appontaggio degli F-35B a bordo di nave Cavour: un risultato straordinario per tutti noi, oggi, vedere aerei da combattimento di quinta generazione sulla nostra Cavour. Questo rappresenta, infatti, un grande successo ma, allo stesso tempo, una nuova sfida per il futuro dell'Aviazione Navale Italiana. Ogni ufficiale e l'intero equipaggio sono chiaramente orgogliosi di lavorare a stretto contatto con il team statunitense del Joint Program Office. I nostri marinai sono preparati a fare un duro lavoro di integrazione per equipaggiare degnamente l'ITS Cavour e la Marina Militare italiana con capacità di combattimento aereo di quinta generazione.
Con i piloti e i jet a bordo, il team dei test raccoglierà i dati necessari che alla fine porteranno alla capacità di condurre in sicurezza le operazioni del nuovo vettore.
“Siamo entusiasti di essere in corso con l'equipaggio di Cavour e onorati di contribuire al velivolo vettore raggiungimento dell'obiettivo strategico della Marina Militare Italiana di esso che è 'pronto per le operazioni” ha detto Andrew Maack, direttore del sito statunitense. Maack viene imbarcato con il team, i cui membri hanno la competenza tecnica e l'esperienza di pilota collaudatore per condurre test di volo. “Il nostro team si è addestrato a fondo per prepararsi a questa giornata, e sono stato onorato di far atterrare uno dei primi due jet a bordo del Cavour“, ha detto il pilota collaudatore dell’F-35B del Marine Maj. Brad Leeman, responsabile del progetto del team di test ITF. Il Mag. Leeman e altri due piloti della Naval Air Warfare Center Aircraft Division (NAWCAD) Air Test and Evaluation Squadron 23 (VX-23) della NAS Pax River, piloteranno i jet dell’ITF durante tutti i test di volo.


La portaerei Cavour della Marina Militare Italiana in data 30 aprile è tornata al porto di Taranto dopo tre mesi di schieramento per la campagna Ready for Operations (RFO). L'ammiraglia della flotta è stata accolta dal Sottosegretario di Stato alla Difesa Senatrice Stefania Pucciarelli. La portaerei Cavour è ora pienamente qualificata per condurre il dispiegamento operativo con il caccia di quinta generazione F-35B, la variante a decollo corto e atterraggio verticale (STOVL) del caccia F-35.
















La nave ammiraglia della Marina Militare “Cavour” era partita a fine gennaio 2021 alla volta degli Stati Uniti per la Campagna Ready for Operations. Al termine delle operazioni acquisirà la certificazione operativa che le permetterà di operare con l’F-35B destinato a sostituire l’attuale flotta degli AV-8BII+ Harrier.


L'Italia ha ordinato un totale di 30 jet F-35B, 15 ciascuno per l'Aeronautica Militare e la Marina. La Marina ha ricevuto due di questi jet nel 2018 e nel 2019, mentre l’A.M.I. ha ricevuto la consegna del suo primo F-35B il 22 febbraio 2020.
Il Cavour avrà spazio sufficiente per dieci F-35B STOVL (Short Take Off Vertical Landing) nell'hangar e altri sei parcheggiati sul ponte.
La nave è lunga 244 m e larga 39 m. Ha un dislocamento di oltre 27.000 tonnellate. La portaerei completerà i test tecnici nelle prossime settimane, al termine dei quali inizierà un intenso periodo di addestramento.
I lavori di ammodernamento e ristrutturazione della nostra ammiraglia sono iniziati nel dicembre 2018. Il ponte di volo ha ricevuto un nuovo rivestimento del ponte e rinforzi strutturali. Gli aggiornamenti includono il ponte di volo rinforzato per gestire lo stress della spinta diretta dei motori dell'F-35B, che è in grado di orientare verticalmente i suoi propulsori il basso per il decollo o l’atterraggio. Per motivi di consumi, il decollo avverrà sempre utilizzando una brave corsa e lo ski-jump di prua della nave.
La Integrated Test Force oltre a certificare l’uso degli F-35 sulle unità navali della US Navy ha condotto i test e le certificazioni anche per la Royal Navy britannica che sta utilizzando i suoi F-35B dalla nuova portaerei HMS Queen Elizabeth II che attualmente è impegnata nella sua prima crociera operativa con a bordo i velivoli britannici e americani.
ll velivolo F-35B è un caccia multiruolo di 5^ generazione con caratteristiche di bassissima segnatura radar (LO – Low Observability). La variante STOVL (Short Takeoff and Vertical Landing) è stata sviluppata per l’impiego da unità portaerei non dotate di catapulta e cavi di arresto ed equipaggerà, uniche nel mondo, le Unità dei Marines, della Royal Navy e dell’Italia.
Il punto di forza del velivolo è rappresentato dalla moderna suite avionica e dalle potenzialità dei sensori di bordo che, completamente integrabili nei moderni campi di battaglia digitali, forniscono al pilota capacità di valutazione dello scenario operativo inimmaginabili.
Nello specifico, il velivolo F-35B nasce con lo scopo di soddisfare un ampio spettro di missioni, che spaziano dalla proiezione in profondità all’interno del territorio nemico, alla soppressione di sistemi missilistici avversari, concorrendo, al contempo, al conseguimento e mantenimento della superiorità aerea. L’impiego del velivolo F-35B a bordo della Portaerei Cavour, rappresenta per la Marina e per l’Italia un vero e proprio salto generazionale, in grado di aumentare le capacità di proiezione di forze sul mare e dal mare ed il livello di protezione delle Unità navali della Flotta.
L'F-35 appare più piccolo e leggermente più tradizionale del bimotore F-22 Raptor. Il progetto del condotto di scarico si è ispirato al modello 200 della General Dynamics, un aereo VTOL del 1972 progettato per le Sea Control Ship. I progettisti della Lockheed hanno lavorato assieme al Yakovlev Design Bureau che progettò l'aereo Yakovlev Yak-141 "Freestyle" negli anni novanta. La tecnologia stealth rende l'aereo difficile da individuare mentre si avvicina ai radar a corto raggio.
Rispetto alla generazione precedente, gli obiettivi di questo progetto sono di creare un velivolo:
con tecnologia stealth a bassa manutenzione e durevole;
con sistemi avionici integrati con i sensori per combinare le informazioni e aumentare la conoscenza del pilota sulla situazione circostante, l'identificazione e lo sgancio delle armi e l'invio veloce di informazioni ad altri nodi di controllo e comando;
con una rete interna ad alta velocità, tra cui l'IEEE 1394 e fibre ottiche.
Inizialmente erano stati sviluppati due diversi propulsori per l'F-35: il Pratt & Whitney F135 ed il General Electric/Rolls-Royce F136, il secondo, nonostante le proteste di Rolls-Royce che comunque rimane responsabile per la costruzione/integrazione del gruppo trasmissione/ventola per la versione STOVL ad atterraggio verticale, è stato annullato.
Il sistema di decollo verticale, della versione STOVL (Short Take Off Vertical Landing) è composto dal motore, una turboventola a basso rapporto di diluizione con postbruciatore come su un normale aereo da combattimento, fornito di un ugello di coda dotato di un particolare meccanismo di rotazione che permette di orientare il flusso dei gas di scarico verso il basso, e da una ventola anteriore verticale a due stadi controrotanti, posta subito dietro l'abitacolo; quando questa vene innestata all'albero della turbina di bassa pressione del motore, attraverso un albero e un giunto di collegamento, trasforma il propulsore in una sorta di turbo-fan ad alto rapporto di diluizione a flussi separati ottenendo, grazie al miglior rendimento di questo tipo di propulsore, un surplus di spinta che viene utilizzato per il sostentamento verticale della parte anteriore e centrale del velivolo. Il controllo del rollio viene effettuato deviando aria pressurizzata, spillata dal compressore a bassa pressione, verso ugelli posti sotto le ali. Il motore produce una spinta di 128,1 kN a secco e 191,3 kN (213,5 kN al decollo) con post-combustione inserita; quando la ventola anteriore è innestata, la spinta a secco diventa di 80 kN dall'ugello di coda, 89 kN dalla ventola anteriore verticale e 8,7 kN da ciascuno dei due ugelli per il controllo laterale, per un totale di 186,4 kN.
Rispetto alla normale turbo-fan ad alto rapporto di diluizione a flussi separati utilizzata sull'Harrier, questo sistema di propulsione presenta il vantaggio che, una volta disinnestata la ventola anteriore, può essere utilizzato anche a velocità supersonica. Inoltre il raffreddamento aggiuntivo dei gas di scarico operato dal maggior lavoro, sottratto loro dalla turbina a bassa pressione per il funzionamento della ventola anteriore, diminuisce la quantità di aria ad alta velocità e a elevata temperatura che viene proiettata verso il basso durante il decollo, aria calda che può danneggiare i ponti delle portaerei e le piste di decollo.
L'F-35 possiede un display di tipo "panoramic cockpit display (PCD)" con dimensioni di 50 x 20 cm. Un sistema di riconoscimento vocale permette di aumentare le capacità del pilota di interagire con il velivolo. L'F-35 sarà il primo aereo ad ala fissa operativo ad usare questo sistema, anche se soluzioni simili sono state utilizzate nell'AV-8B e sperimentati in altri aerei, come l'F-16 VISTA.
Un sistema di visualizzazione sull'elmetto sarà integrato in tutti i modelli dell'F-35. Anche se alcuni caccia di quarta generazione (come lo svedese Saab JAS 39 Gripen) hanno questo sistema assieme ad un visore a testa alta (HUD), l'F-35 sarà il primo caccia moderno ad essere progettato senza dotazione di HUD.
Il pilota può manovrare l'aereo tramite un sidestick sul lato destro e una manetta per il controllo della spinta a sinistra.
In tutte le varianti dell'F-35 sarà impiegato il sedile US16E, costruito dalla Martin-Baker, che soddisfa i requisiti di prestazioni e impiega un sistema a doppia catapulta contenuto in binari laterali.
Il sensore principale è il radar APG-81, progettato dalla Northrop Grumman Electronic Systems. Verrà integrato dal sistema elettro-ottico di puntamento, montato sotto il muso dell'aereo e progettato dalla Lockheed Martin e dalla BAE. Lungo tutto l'aereo sono distribuiti ulteriori sensori elettro-ottici, come parte del sistema AN/AAS-37 che funge da sistema di allerta per il lancio di missili e può aiutare la navigazione e le operazioni notturne.
Il sistema software che gestirà l'aereo sarà costituito da 8,3 milioni di linee di codice e consentirà di gestire i controlli di volo, le funzionalità del radar, comunicazioni, navigazione, identificazione, gestire gli attacchi elettronici, integrare i dati dei sensori, dispiegare le armi. Il software dell'F22 raptor, primo aereo di quinta generazione, ha "solo" 2 milioni di righe di codice.
Lo sviluppo del software verrà effettuato tramite 6 release denominati block:
  • Block 1A / 1B. Il block 1 comprende il 78% delle 8,3 milioni di linee di codice sorgente richieste per la piena capacità militare. Il blocco 1A sarà la configurazione per il training di base, il blocco 1B fornirà i primi livelli di sicurezza.
  • Block 2A. Il block 2A comprende l'86% del codice previsto e consentirà fusione off-board, link dati, attacchi elettronici e definizione delle missioni.
  • Block 2B. Il block 2B comprende l'87% del codice previsto e fornirà le funzionalità iniziali di guerra.
  • Block 3i - il block 3i comprenderà l'89 per cento del codice previsto e fornirà le stesse capacità tattiche del blocco 2B. La principale differenza tra 2B e 3i è l'implementazione di nuovi hardware, in particolare il processore integrato di aggiornamento.
  • Block 3F. Il block 3F fornisce il 100 per cento del software richiesto per la completa capacità militare.
L'F-35 impiega un cannone a quattro canne GAU-22/A da 25 mm. Il cannone è montato internamente con 180 colpi nella variante F-35A, mentre nelle altre varianti F-35B e C è disponibile in un pod esterno (stealth) con 220 colpi.
Nelle due stive interne possono essere inserite varie combinazioni di armamenti, come due missili aria-aria e due armi aria-terra (fino a due bombe da 910 kg - 2 000 lb nei modelli A e C; due bombe da 450 kg - 1 000 lb nel modello B). L'armamento impiegabile include missili AIM-120 AMRAAM, AIM-132 ASRAAM, il Joint Direct Attack Munition (JDAM) fino a 2 000 lb (910 kg), il Joint Standoff Weapon (JSOW), le bombe GBU-39 (un massimo di quattro in ogni stiva), i missili Brimstone, le munizioni a grappolo (WCMD) e i missili AARGM-ER, della Orbital ATK, che sono la versione con nuovo triplo sistema di guida, raggio d'azione raddoppiato e dimensioni compatibili con la stiva interna dell'F-35A e C, del precedente AGM-88 HARM. Il missile aria-aria MBDA Meteor è in fase di adattamento per essere alloggiato negli F-35. Originariamente il Regno Unito ha pianificato di posizionare internamente quattro missili AIM-132 ASRAAM, ma i piani sono stati modificati per caricare due missili ASRAAM internamente e altri due esternamente.
Possono essere agganciati altri missili, bombe e serbatoi di carburante ai quattro piloni alari e nelle due posizioni sulle punte delle ali, con lo svantaggio di rendere l'aereo più rilevabile dai radar. Sull'estremità delle ali possono essere inseriti solo missili di tipi AIM-9X Sidewinder, mentre i missili AIM-120 AMRAAM, Storm Shadow, AGM-158 JASSM e i serbatoi di carburante possono essere inseriti nei piloni alari. Impiegando le posizioni interne ed esterne potrebbe essere impiegata una configurazione aria-aria con oltre otto AIM-120 e due AIM-9, oppure una configurazione aria-terra con sei bombe da 2000 lb, due AIM-120 e due AIM-9. Con la sua capacità di carico, l'F-35 può trasportare più armi aria-aria e aria-terra dei suoi predecessori.
Il velivolo potrà inoltre essere equipaggiato con bombe nucleari B61.

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