sabato 29 novembre 2025

Esercito Italiano (EI): la nuova torre corazzata Leonardo HITFIRE cal. 155/52mm, un sistema di artiglieria terrestre altamente automatizzata.











https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.







Esercito Italiano (EI)


L'Esercito Italiano (EI) è la componente terrestre delle forze armate italiane, delle quali fanno parte anche la Marina Militare, l'Aeronautica Militare e l'Arma dei Carabinieri, tutte dipendenti dal capo di stato maggiore della difesa e inserite nel Ministero della difesa.
Nato come Regio Esercito nel 1861 in occasione dell'Unità d'Italia dal nucleo della Armata Sarda, assunse la denominazione attuale dopo la nascita della Repubblica Italiana avvenuta nel 1946. Terminata la fase di transizione del secondo dopoguerra, periodo durante il quale alcune unità erano ancora sotto il controllo Alleato, l'ingresso dell'Italia nella NATO comportò per l'Esercito una riorganizzazione e un ammodernamento in funzione di contrasto a un'eventuale azione militare da parte delle forze del Patto di Varsavia. I mutevoli scenari a livello internazionale hanno fatto sì che l'Esercito Italiano partecipasse inoltre a varie missioni di pace sotto egida ONU o NATO, quale ad esempio la missione Ibis in Somalia cominciata nel 1992 nell'ambito della missione UNITAF o l'UNMIBH in Bosnia ed Erzegovina, durata dal 1995 al 2002.


Con l'avvento del XXI secolo l'Arma dei Carabinieri che prima faceva parte dell'Esercito, nel 2000 ha assunto il rango di forza armata; l'emanazione poi della legge 23 agosto 2004, n. 226 ha determinato la sospensione alle chiamate del servizio militare obbligatorio a partire dal 2005 accanto a un processo di riforma generale accompagnato da una progressiva riduzione di effettivi.





In data 28 Novembre 2025, presso il poligono di NETTUNO (ROMA), il direttore di tiro dà l’ordine di mettersi al riparo, inizia il conto alla rovescia e poi arriva l’ordine di fuoco per la nuova torre Leonardo HITFIRE da 155/52mm.

Al Poligono di Nettuno gli ingegneri di Leonardo hanno di recente testato la nuova torre HITFIRE da 155/52mm, un sistema terrestre con un alto livello di automazione che consente di effettuare azioni di fuoco terrestre con un’elevata cadenza e con un’altissima precisione utilizzando anche il munizionamento “VULCANO”.
L’Ufficio Tecnico Territoriale Armamenti Terrestri di Nettuno è stato istituito nel 1888, periodo in cui il Centro di Artiglieria del Regio Esercito italiano era deputato alle attività di Poligono della Forza Armata.
L’Ufficio svolge attività molteplici, non solo a favore delle Forze Armate italiane e sovrintende l’attuazione di programmi e accordi anche internazionali per l’acquisto di attrezzature e materiali forniti dall’industria e non solo. Vi si svolgono attività tecnico-amministrative connesse alla progettazione, all’esecuzione e al controllo dei contratti stipulati, i controlli qualità e la congruità dei costi delle aziende fornitrici, l’analisi dei costi di gestione e la valutazione dell’adeguatezza tecnica delle offerte.
Il Poligono è un sito di interesse per attività innovative nel campo dei droni e dei sistemi di tracking da parte dell’Agenzia Europea per la Difesa e della NATO.

IL SISTEMA PRESENTATO AI MEDIA

Il sistema di che trattasi è stato illustrato compiutamente ai media e alla stampa specializzata e utilizzerà il cannone cal. 155/52 messo a punto, sviluppato e prodotto da Leonardo;  l’arma garantisce le massime gittate ottenibili con i moderni sistemi d’artiglieria, e la torretta HITROLE da 30x113mm sarà efficace per la protezione anti drone.
La suite elettronica della nuova torre avrà comunalità tecnologica con il sistema di Comando, Controllo, Comunicazione, Computer e Intelligence già utilizzato dall’Esercito Italiano e con i sistemi opto-elettronici dei futuri cingolati da combattimento “A2CS” Kf-41 e con il futuro “NMBT” New Main Battle Tank Kf-51 Panther.
L’HITFIRE sarà inoltre integrabile con il sistema di Comando e Controllo per la gestione digitalizzata e integrata del supporto a fuoco indiretto dei sistemi imbarcati e terrestri.
La torretta sembra avere una dimensione e un peso contenuti; sarà integrabile su diverse piattaforme ruotate 10×10, 8×8 e 10×10, ed anche e soprattutto su vari veicoli cingolati della NATO. Sembrerebbe in dirittura d’arrivo lo studio per l’installazione sullo scafo ruotato derivato dal Veicolo Blindato Medio (VBM) 8×8 Plus massimizzando la comunalità tecnologica e logistica con i blindati VBM già in servizio nell’E.I.. Dall’integrazione della torre HITFIRE con un nuovo scafo deriverà dunque un nuovo semovente ruotato per il supporto al fuoco a lungo raggio utilizzando anche un sistema di ricarica automatizzato, basato su interfacce esterne dedicate e operabili senza alcun intervento umano. Sono in progetto anche i moduli logistici di ricaricamento automatizzati, indispensabili in prima linea per massimizzare il rateo di fuoco.
Il sistema potrà utilizzare sia munizioni convenzionali che munizioni guidate della famiglia Vulcano di Leonardo.

Ad oggi, Leonardo ha in portafoglio: 
  • la torre HITFACT MkII da 120 o 105mm;
  • la torre HITFIST 30 nelle versioni crewed o Uncrewed Light (UL);
  • la nuova torre HITFIRE da 155/52mm;
  • e la torretta HITROLE da 12.7×99 mm e da 30x113mm.

Lo sviluppo autonomo della nuova canna da 155/52mm da parte di Leonardo deriva da importanti investimenti che l’azienda ha realizzato negli ultimi anni sulle infrastrutture del sito di La Spezia, con l’obiettivo di sviluppare  nuove tecnologie e al contempo potenziare la capacità produttiva. Vengono utilizzati software innovativi e l’impiego di macchinari digitalizzati che consentono l’ottimizzazione dei tempi e dei costi di lavorazione, la riduzione del rischio tecnologico e processi industriali più sostenibili.
Leonardo ancora una volta è all’avanguardia anche in campo terrestre ed è l’unica azienda in Europa in grado di produrre bocche da fuoco di diversi calibri sia nel dominio terrestre che navale: sistemi da 20×102, 20×128, 25×137, 30×113, 30×173, 40/70, 76/62, 105/52, 120/44, 120/45, 120/55, 127/54, 127/64, 155/39 e 155/52.
L’obiettivo è quello di raggiungere una produzione di oltre 800 unità all’anno per rispondere a tutte le esigenze di mercato italiano e internazionale.

CARATTERISTICHE TECNICHE DELLA NUOVA TORRETTA HITFIRE 155/52mm:
  • canna calibro 155/52 con Elevazione +70°; 
  • Rateo di fuoco di 30 granate ready-to-fire (180 cariche di lancio);
  • caricamento automatico capace di raggiungere tutte le elevazioni;
  • Gittata di 42 Km con Base-Bleed;
  • Gittata di 70 Km con munizionamento Vulcano DAPS (Digital Artillery Pointing System);
  • celerità di tiro e rateo di fuoco max 10rds/min;  
  • tiro in movimento su 360° Combat Peso Torre < 13 tonn;  
  • Combat peso torre è < 13  tonnellate;
  • Comunalità con sensor suite e C5I già utilizzati dall’EI, integrabile con il JDIFSS.
  • Architettura full NGVA; 
  • comunalità suite elettronica con il programma AICS;
  • Laser warning e lancia-fumogeni per l’autodifesa; 
  • difesa ravvicinata dai droni con la mitragliera HITROLE 30×113 (C-UAS); 
  • rifornimento logistico tramite veicolo esterno dedicato.

PROSPETTIVE DI MERCATO EXPORT

Da 18 mesi Leonardo testa il sistema completo, in stretta collaborazione tecnica con la Iveco-DV per la probabile installazione su mezzi corazzati cingolati e ruotati blindati.
Entro giugno 2026 sarà pronto un primo prototipo completo che sarà sottoposto alla qualifica tecnica entro il 2027.
Il primo dimostratore del sistema risulta aver già sparato alcuni colpi presso il poligono di Nettuno alla presenza di ufficiali dell'Esercito e di alcuni importanti giornalisti. 
La torre HITFIRE sarà unmanned, cioè priva di soldati in torretta, e utilizzerà una bocca da fuoco da 155/52 mm munita di caricamento automatico totalmente nuovo pensato per essere installato sulla nuova variante allungata del VBM NG, Next Generation; come già detto, sarà anche compatibile con altre installazioni veicolari, cingolate e ruotate oltre che su autocarri 10 x 10.
La torre HITFIRE equipaggiata con colpi e cariche, pesa meno di 13 t;  la HITFIRE dispone di 30 colpi e di 180 cariche modulari e sarà possibile sparare tutti i 30 colpi alla carica 6a max. Il sistema di caricamento messo a punto da Leonardo sarà pienamente compatibile con il munizionamento VULCANO e avrà un rateo di tiro massima di 10 colpi al minuto. La torre HITFIRE ha l'obiettivo di poter sparare in movimento, anche su 360°. Il magazzino munizioni è collocato sul lato sinistro, mentre quello delle cariche modulari (compatibili anche con le “super-cariche”) è posto, simmetricamente, sul lato destro: entrambi sono studiati per essere ricaricati, in modo automatico, utilizzando un veicolo logistico di ricarica dedicato per il quale Leonardo sta sviluppando i “bracci” di ricarica automatizzati.
Verrà utilizzata elettronica realizzata in comunalità con il programma A2CS/AICS, e, per l’autodifesa (anche antidrone), può essere equipaggiata di torre remotizzata HITROLE armata di mitragliatrice da 12,7 mm o da 30 mm con mitragliera BLAZE 30 sempre di Leonardo.







Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, 
storia militare, sicurezza e tecnologia. 


La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri 
di un reparto militare 
ma come cittadini e custodi di ideali.
Valori da tramandare e trasmettere, da difendere
senza mai darli per scontati.
E’ desiderio dell’uomo riposare
là dove il mulino del cuore non macini più
pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto
nella cultura politica europea contemporanea,
è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti
a un disegno spezzato
senza nessuna strategia
per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali.
Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando
è che non bisogna arrendersi mai,
che la difesa della propria libertà
ha un costo
ma è il presupposto per perseguire ogni sogno,
ogni speranza, ogni scopo,
che le cose per cui vale la pena di vivere
sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, 
in quanto capace di autodeterminarsi,
vive finché è capace di lottare per la propria libertà: 
altrimenti cessa di esistere come popolo.
Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! 
Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti 
sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze 
per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: 
SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, 
devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante
poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”,
alcuni si sono abituati a darla per scontata:
una sorta di dono divino e non, 
un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità,
difendere la mia cultura,
conservare le mie tradizioni.
L’importante non è che accanto a me
ci sia un tripudio di fari,
ma che io faccia la mia parte,
donando quello che ho ricevuto dai miei AVI,
fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza
ai popoli che difendono la propria Patria!
Violenza e terrorismo sono il risultato
della mancanza di giustizia tra i popoli.
Per cui l'uomo di pace
si impegna a combattere tutto ciò 
che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori
affinché siano spezzate le catene
della violenza e dell’odio,
e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: 
fino a quando, Signore? Quando farai giustizia?
Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita 
e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, 
a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet:
“””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, ReportDifesa, RID, AresDifesa, Leonardo, Wikipedia, You Tube)















 

venerdì 28 novembre 2025

US NAVY: il Boeing P-8 Poseidon (conosciuto in origine come Multimission Maritime Aircraft o MMA) è un aereo da pattugliamento marittimo.









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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.








Il Boeing P-8 Poseidon (conosciuto in origine come Multimission Maritime Aircraft o MMA) è un aereo da pattugliamento marittimo progettato e costruito dall'azienda aeronautica statunitense Boeing. La sua architettura è la stessa del bireattore civile Boeing 737, la cui cellula è stata modificata per sviluppare il nuovo pattugliatore marittimo dell'U.S. Navy, destinato a sostituire il Lockheed P-3 Orion.

Sviluppo

Il programma Multimission Maritime Aircraft (detto anche MMA) è stato avviato grazie a una specifica commessa della U.S. Navy negli anni novanta, con l'intenzione di sostituire i vetusti Lockheed P-3 Orion.
Il velivolo si basa sulla cellula del noto bireattore civile Boeing 737, modificata per creare un aereo dalle caratteristiche multiruolo che gli consentano di svolgere anche missioni di interdizione, ricerca e soccorso, intelligence, sorveglianza, ricognizione e acquisizione di bersagli; il sistema di missione, inoltre, si basa su una architettura aperta. La fase di sviluppo e dimostrazione dell'intero programma prevede la costruzione di tre prototipi volanti e due per le prove a terra.
Nel frattempo il velivolo è stato battezzato P-8A Poseidon dalla U.S. Navy, che prevede di acquistarne 108 esemplari destinati a sostituire nella propria linea di volo gli anziani P-3C; la capacità operativa iniziale (initial operational capability) è prevista per il 2013. I nuovi pattugliatori Poseidon saranno in grado di svolgere missioni di ricognizione, sorveglianza, lotta antisommergibile e operazioni contro il naviglio di superficie.
Il Poseidon ha già conseguito due successi di vendita all'estero: infatti è stato ordinato in 12 esemplari dalla Naval Air Arm (la marina militare dell'India) nella versione P-8I, versione appositamente sviluppata per le esigenze indiane dal P-8A; anche la Royal Australian Air Force ha deciso di dotarsi di un nuovo mezzo per la lotta antisommergibile e ne ha acquistati 8 esemplari nella variante simile alla P-8A. L'interesse è per un totale di 15 esemplari. La RAF britannica ha ordinato 9 esemplari.








Impiego operativo e interesse italiano

L'Italia ha più volte indicato il P-8 Poseidon come scelta per il futuro aereo da pattugliamento marittimo per sostituire il Breguet Br.1150 Atlantic. A causa della mancanza di fondi, il programma di sostituzione è stato più volte rinviato, finché si è deciso di ordinare 4 ATR 72 in configurazione di pattugliatori marittimi, con predisposizione per l'armamento antisommergibile, come soluzione temporanea fino al 2020.

Versioni:
  • P-8A: variante adottata dall'U.S. Navy e dalla Royal Australian Air Force;
  • P-8I: versione da esportazione, acquisita dalla Naval Air Arm indiana.

L'aereo, che può controllare vaste aree in modo molto più efficace delle navi di superficie, è oramai indispensabile per le marine moderne. Il P-8 Poseidon svolge compiti essenziali nel controllo della superficie e degli abissi dei mari per i prossimi 50 anni. 

Sebbene il P-8 abbia vantaggi significativi rispetto al datato P-3 Orion che sostituisce, può essere descritto come rappresentante della nuova generazione di aerei da pattugliamento navale?

Molti paesi con un affaccio sul mare hanno iniziato ad acquisire sottomarini nel loro inventario che prima non avevano. Tali fattori hanno aumentato l'importanza degli aerei per il pattugliamento marittimo come il P-8, che era passato in secondo piano con la fine della Guerra Fredda. Per sostituire i P-3, la US NAVY aveva un urgente bisogno di un nuovo aereo.
Tuttavia, dopo il crollo dell'Impero sovietico, il mondo occidentale, che ottenne il suo dominio sui mari, non ha assistito ad uno sviluppo significativo in quest'area per molto tempo. A causa della mutevole definizione della missione con la fine della Guerra Fredda, il programma progrediva lentamente. Nel 2000, gli Stati Uniti hanno chiesto alla Boeing e alla Lockheed Martin di progettare un nuovo velivolo per il pattugliamento marittimo, comando, controllo, raccolta elettronica di informazioni e attacco aria-terra superiori rispetto al P-3.
Nel 2004, Boeing si è aggiudicata il programma con il P-8 Poseidon. L'aereo ha eseguito il suo volo inaugurale il 25 aprile 2009. Tre anni dopo, il P-8A, è stata consegnato alla US NAVY. Oltre agli Stati Uniti, l'aereo è già preferito da Australia, India, Nuova Zelanda, Norvegia, Corea del Sud e Regno Unito. La Germania ha recentemente firmato un accordo con la Boeing per nuovi MPA P-8A Poseidon.
L'equipaggio di nove uomini del P-8A Poseidon è composto da un pilota, un copilota e sette operatori del sistema di missione. L'aereo ha una lunghezza di quasi 39,5 metri, un'apertura alare di 37,6 metri e un'altezza di 13 metri. Il suo peso a vuoto è di circa 62,7 tonnellate, mentre il suo peso massimo di decollo è di circa 85,1 tonnellate. Due motori turbofan da 120,1 kilonewton CFM56-7B27A forniscono quasi 900 Km/h di velocità. L'aereo può salire ad un'altitudine di 12.500 metri.
Il P-8A ha cinque baie interne e sei punti d’attacco esterni per missili antinave Harpoon, siluri Mk 54, mine e cariche di profondità. Fatta eccezione per le versioni I per l'India, i P-8 non hanno un rilevatore di anomalie magnetiche (MAD). Una massa di materiale ferromagnetico, come un sottomarino, crea un disturbo rilevabile nel campo magnetico terrestre. Il MAD è uno strumento in grado di rilevare questa anomalia, quindi è incredibilmente efficace per agganciare un sottomarino immerso.
L’US NAVY sostiene che il sistema di sensori acustici del velivolo è più efficace nel tracciamento acustico, e quindi la mancanza di un MAD non ostacola le sue capacità di rilevamento. Tuttavia, è stato riferito che la Marina statunitense sta sviluppando una variante di un veicolo aereo senza equipaggio, chiamato High-Altitude Unmanned Targeting Air System, che può trasportare un sensore MAD e trasmettere i suoi risultati al P-8.
Il Poseidon può già operare in combinazione con il veicolo aereo senza equipaggio di sorveglianza marittima MQ-4C Triton. Il radar AN/APY-10 dell'aeromobile può rilevare un oggetto con una sezione trasversale di 54 metri quadrati con mare forza 3. Può anche vedere un oggetto con un'area radar trasversale di 10.000 metri quadrati da una distanza di 370 Km. Il radar consente di tracciare 256 bersagli contemporaneamente, compresi quelli piccoli come il periscopio.
Il sistema radar di sorveglianza APS-149 del P-8 sarà sostituito dall'Advanced Airborne Sensor, in breve AAS, radar progettato per fornire il rilevamento e il tracciamento multifunzione di obiettivi in movimento e la gamma per la mappatura del terreno ad alta risoluzione che copre le aree terrestri, litorali e idriche. Con una copertura quasi a 360 gradi, ha un radar a doppia faccia attivo scansionato elettronicamente che contiene un indicatore di bersaglio in movimento, un radar ad apertura sintetica e un radar ad apertura sintetica inversa. Il radar ad apertura sintetica può creare immagini bidimensionali o ricostruzioni tridimensionali di oggetti. Il radar ad apertura sintetica inversa è una tecnica radar che utilizza l'imaging radar per generare un'immagine bidimensionale ad alta risoluzione di un bersaglio. Ha un ruolo significativo a bordo degli aerei di pattugliamento marittimo per fornire loro immagini radar di qualità sufficiente da utilizzare per scopi di riconoscimento del bersaglio.
L'indicazione del bersaglio in movimento è una modalità di funzionamento del radar per discriminare un bersaglio dal disordine e trovare oggetti in movimento. Pertanto, l'AAS può scansionare, rilevare, mappare, tracciare e classificare gli obiettivi quasi simultaneamente a terra e in mare allo stesso tempo. Il radar può profilare le navi da una lunga distanza e generare una risoluzione soddisfacente senza fare affidamento su sensori ottici, specialmente durante il giorno e in condizioni meteorologiche avverse. Si sostiene che l'AAS sia abbastanza sensibile da raccogliere una formazione di persone che si muovono su terreni aperti.
È necessario tener conto che l'utilizzo di aerei per il pattugliamento marittimo a terra non è una situazione nuova. Nel 1987, un singolo Atlantique è stato gestito dalla Francia come quartier generale aereo durante l'Opération Épervier, cioè l'intervento francese contro le unità militari libiche che erano state schierate nel vicino Ciad. Inoltre, durante la guerra del Kosovo del 1999, la Francia ha utilizzato questi aerei per missioni di sorveglianza sulla Serbia. Anche nel 2013, gli Atlantique-2 della Marina francese hanno lanciato bombe GBU-12 laser-guidate sui militanti jihadisti in Mali. Nel 2015, questi aerei hanno bombardato obiettivi dell’ISIS in Siria.
Come gli Atlantique, i P-3 statunitensi sono stati utilizzati per la sorveglianza dello spazio della battaglia a terra sull'Iraq alla fine degli anni '90 e all'inizio degli anni 2000. Inoltre, gli Orion pakistani condussero la stessa missione durante il conflitto del Kargil. Ma, naturalmente, ci sono tanti altri esempi. In primo luogo, ma brevemente, l'uso di aerei da pattugliamento marittimo a terra sta aumentando di giorno in giorno. Gli Stati Uniti si sono resi conto di questa situazione e hanno chiesto che la capacità di osservazione del suolo dell'aereo fosse elevata durante lo sviluppo dei P-8.
La Marina statunitense ha già utilizzato il C-40 Clipper basato sul Boeing 737, portando un significativo vantaggio logistico. Si applica anche ad altri utenti del P-8. Ad esempio, l'Australia, la Corea del Sud e il Regno Unito utilizzano l'aereo per l’allerta precoce e il comando e controllo tramite l’E-7, basato sul Boeing 737. Il versatile aereo di linea commerciale Boeing 737 non è stato utilizzato per la prima volta come aereo per il pattugliamento marittimo militare. Prima del P-8, nel 1982, l'Indonesia modificò tre Boeing 737 per questa missione per ostacolare le attività dei pirati. Tuttavia, a differenza del Poseidon, questi velivoli, chiamati Boeing 737-2X9 Surveiller o Punuk, non hanno in dotazione armamento di bordo. A parte gli utenti militari, cinque compagnie aeree in Australia, India, Nuova Zelanda, Norvegia, Corea del Sud, Regno Unito e Stati Uniti. Considerando questi numeri e il successo globale del Boeing 737, il P-8 è uno degli aerei militari più accessibili al mondo: il velivolo ha notoriamente un facile accesso ai pezzi di ricambio e al personale tecnico.
Ma è troppo grande per molti paesi che non hanno una costa oceanica e sono interessati a procurarsi nuovi aerei di pattugliamento marittimo. Quindi, nonostante gli apparenti vantaggi del P-8A Poseidon, preferirebbero una piattaforma più piccola basata su aerei cargo leggeri, aerei di linea regionali o business jet. 
Il P-8A Poseidon non è un aereo per il pattugliamento marittimo di nuova generazione; è solo un promettente vecchio aereo di linea di successo dotato di sistemi elettronici e da combattimento di nuova generazione che possono anche essere integrati in molti aeromobili diversi. Quindi, possono anche avere le abilità del P-8 sacrificando un po' di raggio d’azione e capacità di trasporto delle armi.







Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, 
storia militare, sicurezza e tecnologia. 


La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri 
di un reparto militare 
ma come cittadini e custodi di ideali.
Valori da tramandare e trasmettere, da difendere
senza mai darli per scontati.
E’ desiderio dell’uomo riposare
là dove il mulino del cuore non macini più
pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto
nella cultura politica europea contemporanea,
è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti
a un disegno spezzato
senza nessuna strategia
per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali.
Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando
è che non bisogna arrendersi mai,
che la difesa della propria libertà
ha un costo
ma è il presupposto per perseguire ogni sogno,
ogni speranza, ogni scopo,
che le cose per cui vale la pena di vivere
sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, 
in quanto capace di autodeterminarsi,
vive finché è capace di lottare per la propria libertà: 
altrimenti cessa di esistere come popolo.
Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! 
Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti 
sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze 
per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: 
SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, 
devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante
poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”,
alcuni si sono abituati a darla per scontata:
una sorta di dono divino e non, 
un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità,
difendere la mia cultura,
conservare le mie tradizioni.
L’importante non è che accanto a me
ci sia un tripudio di fari,
ma che io faccia la mia parte,
donando quello che ho ricevuto dai miei AVI,
fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza
ai popoli che difendono la propria Patria!
Violenza e terrorismo sono il risultato
della mancanza di giustizia tra i popoli.
Per cui l'uomo di pace
si impegna a combattere tutto ciò 
che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori
affinché siano spezzate le catene
della violenza e dell’odio,
e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: 
fino a quando, Signore? Quando farai giustizia?
Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita 
e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, 
a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet:
“””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, NavalPost, Wikipedia, You Tube)

























 

giovedì 27 novembre 2025

Türk Deniz Kuvvetleri - دونانمای همایون, Donanma-yı humâyûn: dopo il clone del cannone imbarcato Leonardo cal. 76/62, in data 20.11.2025, la società turca Makine ve Kimya Sanayi (MKE) ha prodotto e testato in mare una canna da cannone navale calibro 127 mm/54 prodotto a livello nazionale, integrata sulla fregata della Marina turca TCG Fatih.














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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.












Türk Deniz Kuvvetleri - دونانمای همایون, Donanma-yı humâyûn.

Türk Deniz Kuvvetleri è la denominazione ufficiale della marina militare della Turchia. Al tempo dell'Impero ottomano era una delle prime potenze del Mar Mediterraneo e la sua denominazione ufficiale era, in ottomano: دونانمای همایون, Donanma-yı humâyûn. Al termine della prima guerra mondiale, con la fine dell'Impero e la nascita della Repubblica, fondata nel 1923 da Mustafa Kemal Atatürk, la marina turca è rinata raccogliendo l'eredità e la flotta della marina ottomana. 


Dopo la seconda guerra mondiale la Turchia, entrata a far parte della NATO, ricevette nell'ambito del Mutual Defense Assistance Program dalla US Navy numerose unità sia di superficie sia subacquee, quali i cacciatorpediniere classe Fletcher, Gearing e Allen M. Sumner e i sommergibili Classe Balao, classe Tench e classe Tang. La Marina turca ebbe un sostanziale ammodernamento a partire dalla seconda metà degli anni settanta con i sottomarini Classe U-209 di fabbricazione tedesca, così come di progettazione tedesca furono i materiali che costituirono l'ammodernamento più consistente negli anni ottanta e novanta con l'entrata in servizio delle fregate tipo MEKO 200. La Marina Turca oltre che della NATO fa parte, a partire dal 2001, della BLACKSEAFOR.

Makine ve Kimya Sanayi (MKE) cannone navale calibro 127 mm/54

L’azienda turca Makine ve Kimya Sanayi (MKE) ha prodotto e testato in mare in data 20.11.2025 una canna da cannone navale calibro 127 mm/54 prodotto a livello nazionale, integrata sulla fregata della Marina turca TCG Fatih. 


Le prove effettuate con successo segnano un passo importante nella spinta del governo di Ankara per mettere a punto un cannone navale pesante completamente nazionale, riducendo la dipendenza dai fornitori esteri (Leonardo) e aggiungendo un futuro sistema standard NATO esportabile verso i paesi della propria sfera di influenza.
La società Makine ve Kimya Endüstrisi (MKE) continua a sviluppare soluzioni avanzate ad alta tecnologia volte a migliorare le capacità operative delle forze armate turche. Basandosi sull'esperienza acquisita nella produzione di parti del cannone navale Leonardo da 76/62 e del clone nazionale da 76 mm, MKE ha portato la sua visione un ulteriore passo avanti e ha raggiunto una pietra miliare nello sviluppo del cannone imbarcato da 127/54 mm. Come parte della procedura di accettazione, la canna da cannone navale nazionale calibro 127 mm/54 prodotta da MKE è stata integrata nel sistema d’arma MK45 installata sulla fregata TCG Fatih ed ha completato con successo alcuni colpi di prova.
Come noto, in linea con le esigenze delle proprie forze navali e con l'obiettivo di progetti indipendenti da forniture estere, la MKE sta ultimando la messa a punto del cannone navale da 76 mm come primo passo, e presto produrrà anche i cannoni navali in cui sarà integrata la canna da 127 mm. Gli ingegneri MKE continuano senza pause i loro sforzi di ricerca e sviluppo per la produzione del sistema imbarcato da 127/54 mm. Con tale sistema d’armi e utilizzando risorse nazionali, la Türchia diventerà a breve uno dei pochi paesi al mondo in grado di produrre tali sistemi.
Prodotta presso la Heavy Weapons Factory di MKE, la canna da cannone navale da 127 mm ha attraversato diverse fasi critiche prima di diventare pronta per l'integrazione. L'acciaio grezzo che arriva in fabbrica subisce prima un processo di sbucciatura, durante il quale gli strati di ossido della superficie esterna vengono rimossi. L'operazione particolare inizia dopo un trattamento termico applicato per migliorare la resistenza del materiale; subito dopo il diametro del cannone viene gradualmente ampliato.
Una volta completata la rifilatura, la superficie interna della canna da 127 mm viene cromata ad alta pressione per proteggere la superficie del foro e prolungarne la durata. L'acciaio grezzo ad alta resistenza, originariamente pesante 5.300 kg, misura 8 metri, viene trasformato attraverso questi processi in una canna da cannone navale da 1.628 kg, lunga 6.858 mm, pronta per l'integrazione nel sistema d’arma completo.
La campagna di tiro già ufficialmente convalidata conferma che la canna prodotta a livello nazionale soddisfa i requisiti di sicurezza, pressione della camera e precisione, avvicinando la Turchia significativamente al dispiegamento operativo di un cannone navale pesante nazionale per competere in campo internazionale contro Leonardo, Bae Systems, Bofors etc.…




Come già evidenziato, la canna calibro 127 mm/54 è attualmente il nucleo del programma. 

Prodotta presso l'impianto di armi pesanti di MKE, parte da un bianco d'acciaio di 8 metri del peso di circa 5.300 chilogrammi, che subisce peeling per rimuovere gli ossidi superficiali, quindi una lunga sequenza di perforazione e trattamento termico per aumentare la resistenza meccanica. Il diametro interno viene quindi gradualmente portato al suo profilo finale prima che il riling venga lavorato, dopo di che il foro riceve una cromatura ad alta pressione per proteggere la superficie e prolungare la durata. Alla fine del processo, il blank viene trasformato in una canna da 6.858 mm del peso di 1.628 chilogrammi, pronta per essere installata nella torretta montata sul ponte di una fregata o su di un DDG.
I licenziamenti di qualificazione si svolgono come parte della procedura di accettazione della Marina turca, utilizzando una torretta MK45 da 127 mm già integrata nell'architettura della nave. Il fatto che la campagna di cottura sia completata e convalidata indica che la canna nazionale soddisfa i criteri di sicurezza, pressione della camera e precisione richiesti per il servizio operativo. In questa classe di calibro, le armi calibro 127 mm/54 sparano tradizionalmente proiettili di circa 30 Kg a distanze superiori a 20 Km, con un rateo di fuoco compreso tra circa venti e diverse dozzine di colpi al minuto, il che fornisce un punto di riferimento per il futuro sistema d'arma completo di MKE.
Come noto, un cannone calibro 127 mm/54 consente ad una fregata possibilità di fuoco molto più ampie rispetto ad un calibro medio cal.76/62 o cal. 57mm. Un tale sistema può utilizzare proiettili ad alta esplosione, fumo o illuminazione per il supporto del fuoco contro costa, la neutralizzazione delle batterie costiere o l'impegno di navi di superficie a distanza. La dimensione della canna consente anche, a lungo termine, lo sviluppo di munizioni guidate con una gittata estesa, simili ai proiettili di precisione già schierati per altri cannoni da 127 mm nelle marine occidentali. In un contesto in cui è probabile che gli inventari missilistici antinave siano sotto pressione, la capacità di generare fuoco con un volume sostenuto, ad un costo unitario inferiore, diventa un'opzione di interesse per i comandanti dei gruppi d’altura nelle operazioni litorali.



Sul lato industriale, MKE si basa sull'esperienza esistente nell'artiglieria navale. 

Nel 2020, la società ha lanciato lo sviluppo del cannone navale nazionale MKE Denizhan-76 da 76 mm per aggirare gli embarghi de facto che riguardano la fornitura di sistemi stranieri, e nel giro di un anno ha consegnato una torretta completa, testata e accettata in servizio con le forze navali.
L'industria dei macchinari e chimica continua a sviluppare soluzioni nazionali per aumentare il potere operativo autonomo delle forze armate turche.
Portando il suo obiettivo un passo avanti con l'esperienza acquisita nel cannone imbarcato nazionale da 76 mm, la MKE ha superato una soglia critica negli studi ed ha ora iniziato lo sviluppo del cannone imbarcato nazionale da 127/54 mm con strutture indigene.
La MKE, che ha prodotto cannoni marini da 76 mm nella prima fase con l'obiettivo di porre fine alla dipendenza estera in linea con le esigenze turche, produrrà anche il sistema imbarcato da 127/54 mm.





IL CANNONE IMBARCATO MKE DENİZHAN-76/62

La MKE, nel 2020 per rispondere ad alcuni embarghi, ha completato la produzione del cannone navale nazionale da 76 mm MKE Denizhan-76 in un periodo record di 12 mesi e dopo il completamento con successo dei test, il primo cannone navale nazionale è stato consegnato al Comando delle Forze Navali.
Ad oggi risulterebbe completata la consegna di 5 cannoni navali nazionali "MKE Denizhan-76" al Comando delle forze navali, e risulta firmato il primo accordo di esportazione con l'Indonesia a luglio 2025. L'industria dei macchinari e della chimica, che ha realizzato i suoi progetti con tecnologia avanzata e capacità ingegneristiche uniche, continua a rafforzare la sua posizione nel mercato internazionale con la produzione di sistemi d'arma marini.
Cinque sistemi da 76/62 mm sono ora in servizio sulle unità navali classe MİLGEM ed è stato firmato un primo contratto all’esportazione con l'Indonesia, dando a MKE un riferimento internazionale. Lo sviluppo del nuovo 127/54 mm si inserisce in questa politica, con l'ambizione dichiarata non solo di produrre la canna, ma anche il futuro sistema d'arma completo, compresi i meccanismi di rinculo, la movimentazione automatica delle munizioni e le apparecchiature di controllo del tiro, utilizzando la stessa base industriale.
Nell'uso operativo, un cannone da 127 mm si inserisce naturalmente nella Recognized Maritime Picture/Common Operational Picture generata dai sensori della nave e dai collegamenti dati tattici. Le missioni a fuoco possono essere svolte utilizzando designazioni di destinazione fornite da altre piattaforme di superficie, aerei da pattugliamento marittimo o anche droni a media altitudine e a lunga autonomia (MALE), senza che la fregata si esponga necessariamente in prima linea.
Sotto il controllo delle emissioni, la nave può ancora impiegare il 127 mm facendo affidamento su sistemi passivi e informazioni condivise, che limitano la sua firma elettromagnetica mantenendo una capacità di fuoco sul mare credibile. L’arma completa e integra i missili antinave e da crociera piuttosto che sostituirli, fornendo un'opzione graduata che va dai colpi di avvertimento, al fuoco di neutralizzazione e al supporto alle operazioni anfibie.
A livello geopolitico, il programma del 127/54 mm chiarisce il rapido ampliamento della base industriale e tecnologica della difesa turca in quasi tutti i segmenti, dai veicoli blindati ai missili, dai droni, ai sensori navali e ora all'artiglieria navale pesante. 
Per i partner dell'Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico, la capacità di produrre un cannone navale pesante con i suoi sottosistemi aumenta il peso della Turchia nella catena del valore dell'alleanza, offrendo al contempo un'ulteriore fonte di attrezzature compatibili con gli standard di interoperabilità.
Per gli Stati che hanno fatto affidamento sulle restrizioni all'esportazione navale, il risultato è diverso, poiché tali misure hanno accelerato i programmi locali che ora supportano un'offerta di esportazione legata ad accordi di compensazione. In un ambiente in cui i programmi di fregate e corvette si stanno moltiplicando nel Mediterraneo, nel Mar Nero e nell'Indo-Pacifico, la combinazione di una torretta da 76 mm già esportata e una canna nazionale da 127 mm posiziona MKE come un interlocutore credibile per le marine che cercano di diversificare i fornitori mantenendo il controllo sulle loro catene di sostegno.










Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, 
storia militare, sicurezza e tecnologia. 


La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri 
di un reparto militare 
ma come cittadini e custodi di ideali.
Valori da tramandare e trasmettere, da difendere
senza mai darli per scontati.
E’ desiderio dell’uomo riposare
là dove il mulino del cuore non macini più
pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto
nella cultura politica europea contemporanea,
è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti
a un disegno spezzato
senza nessuna strategia
per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali.
Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando
è che non bisogna arrendersi mai,
che la difesa della propria libertà
ha un costo
ma è il presupposto per perseguire ogni sogno,
ogni speranza, ogni scopo,
che le cose per cui vale la pena di vivere
sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, 
in quanto capace di autodeterminarsi,
vive finché è capace di lottare per la propria libertà: 
altrimenti cessa di esistere come popolo.
Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! 
Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti 
sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze 
per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: 
SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, 
devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante
poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”,
alcuni si sono abituati a darla per scontata:
una sorta di dono divino e non, 
un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità,
difendere la mia cultura,
conservare le mie tradizioni.
L’importante non è che accanto a me
ci sia un tripudio di fari,
ma che io faccia la mia parte,
donando quello che ho ricevuto dai miei AVI,
fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza
ai popoli che difendono la propria Patria!
Violenza e terrorismo sono il risultato
della mancanza di giustizia tra i popoli.
Per cui l'uomo di pace
si impegna a combattere tutto ciò 
che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori
affinché siano spezzate le catene
della violenza e dell’odio,
e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: 
fino a quando, Signore? Quando farai giustizia?
Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita 
e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, 
a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet:
“””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, ArmyRecognition, Defenceturkey, DefenceandTechnology, Wikipedia, You Tube)

















 

Esercito Italiano (EI): la nuova torre corazzata Leonardo HITFIRE cal. 155/52mm, un sistema di artiglieria terrestre altamente automatizzata.

https://svppbellum.blogspot.com/ Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina. Eserci...