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Si vis pacem, para bellum
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.
In data 21 febbraio 2026, presso lo stabilimento Fincantieri di Riva Trigoso (GE), è stato varato il pattugliatore d’altura UGOLINO VIVALDI, capoclasse di una serie di unità PPX destinate alla Marina Militare italiana; la consegna della nave è prevista per il 2027.
Il programma PPX, gestito da Orizzonte Sistemi Navali, prevede per ora la realizzazione di 4 unità navali:
- la UGOLINO VIVALDI (P-440),
- La SEBASTIANO CABOTO (P-441),
- La ANTONIO DA NOLI (P-442),
- La GIOVANNI DA VERRAZZANO (P-443).
Al momento della cerimonia erano presenti l’Amm. Fabio Gregori, il Capo di Gabinetto della Regione Liguria, il Sindaco di Sestri Levante, l’AD di OSN, Giovanni Sorrentino, il Direttore Operations della Divisione Navi Militari di Fincantieri, Attilio Dapelo e il Direttore del Cantiere Integrato di Riva Trigoso-Muggiano, Antonio Quintano.
Il pattugliatore ha:
- un dislocamento di circa 2.400 t;
- una lunghezza di circa 95 m;
- dispone di alloggi per 93 persone.
Il progetto della nave fa parte della famiglia di prodotti FCX di Fincantieri, famiglia che ha già riscosso un buon successo all’estero.
Nave UGOLINO VIVALDI è dotata, così come le più grandi Unità Combattenti Multi-Missione (ex PPA), dell’innovativo cockpit navale, frutto della collaborazione tra Fincantieri NexTech e Leonardo che permette il controllo dell’impianto propulsivo e dei timoni, oltre che di alcune funzioni del sistema di combattimento, degli armamenti e dei relativi sensori da parte del pilota e del copilota, con un alto grado di efficienza e sicurezza.
Il pattugliatore dispone di un ponte di volo poppiero e nasce già con tutte le predisposizioni per l’impiego di UAV in dotazione.
Altra particolarità di questa nuova nave riguarda l'armamento:
- 1 cannone da 76/62 mm unito di kit DAVIDE/STRALES;
- 2 torri LIONFISH 30 di Leonardo con la mitragliera X-GUN 30 idonea al contrasto dei droni.
I pattugliatori Classe Vivaldi o anche Navigatori II, conosciuti anche con il loro nome di progetto PPX
Rappresentano una classe di unità navali multiruolo leggera della Marina Militare progettate per sostituire i pattugliatori della cosiddetta "classe Costellazioni" (4 entro il 2030/32 per sostituire la Classe Cassiopea e successivamente 2 per sostituire la Classe Sirio).
Il programma PPX
Il programma PPX (conosciuto anche come programma "OPV - Offshore Patrol Vessel") nasce dall'esigenza della Marina Militare e dello Stato Italiano di garantire una capacità adeguata di presenza (sorveglianza e vigilanza marittima) delle acque nazionali ed internazionali, nonché il controllo del traffico merci garantendo la protezione delle linee di comunicazione e della Zona economica esclusiva (ZEE). Oltre all'attività di sorveglianza e tutela dei traffici economici e degli interessi dello stato, i PXX svolgeranno anche un'importante attività di tutela ambientale, soprattutto dalle minacce derivate dall’inquinamento marino, quali lo sversamento di liquidi tossici.
Il programma, che prevede la possibilità di avere fino a 10 PPX, è strutturato in diverse fasi: 4 unità in costruzione dal 2024 al 2030/2032 mentre 2 sono già finanziate ma devono ancora essere contrattualizzate. L'espansione da 6 a 10 unità rientra nel più ampio programma ventennale di ammodernamento ed espansione della Marina Militare italiana che, nel caso delle piccole unità da pattuglia, include anche il programma European Patrol Corvette con 8 unità. L'opzione di 4 PPX aggiuntivi e del loro posizionamento all'interno della flotta della Marina Militare italiana sarà quindi molto legata al progetto delle nuove corvette, soprattutto in vista della sostituzione della Classe Comandanti, del rafforzamento del pattugliamento delle acque nazionali ed internazionali e dei punti nevralgici (come lo stretto di Sicilia), dell'espansione dell'autorità italiana nella salvaguardia del Mediterraneo (incluso il Mediterraneo Orientale e, in linea generale tutto il Mediterraneo allargato), nonché il consueto ruolo di vigilanza e soccorso in mare.
Tempi, costi ed operatività
Le prime 3 unità sono state contrattualizzate il 31 luglio 2023, la quarta unità il 5 agosto 2024, per un costo complessivo di 1 miliardo e 161 milioni di cui ne sono stati elargiti 925 milioni nel 2023 e 236 nel 2024. A questo costo complessivo vanno aggiunti i costi dei servizi di supporto logistico delle quattro unità, per un costo finale totale di quasi 1,2 miliardi di Euro. Il contratto è stato firmato da Orizzonte Sistemi Navali con la Direzione degli Armamenti Navali (DNA) del Segretariato Generale della Difesa e prevede, oltre alle navi, gli adeguamenti infrastrutturali necessari per le basi navali di Augusta (che va ad aggiungersi al programma basi blu), Cagliari e Messina, dove avranno sede le navi stesse. Il valore dell'operazione interessa Fincantieri per 703 milioni di Euro, e Leonardo per 295 milioni. Questi primi 4 OPV saranno consegnati entro il 2032 e sostituiranno le navi della Classe Cassiopea. La fase successiva prevede ulteriori due unità per sostituire la Classe Sirio.
Produzione
I cantieri navali destinati alla costruzione ed allestimento delle navi fanno entrambi parte del polo cantieristico ligure e sono: il cantiere di Riva Trigoso ed il cantiere del Muggiano.
Il crono-programma, secondo OSN, prevede la consegna del primo PPX della classe nella prima metà del 2027 a patto dell'ottenimento del via libera alla data prevista. La durata prevista del programma è di 43 mesi; il via libera formale (T0) ha dato il via alla fase di progettazione esecutiva che è durata 11 mesi, e ha portato al primo taglio dell'acciaio, con consegna prevista 32 mesi dopo. La consegna della quarta unità, invece è prevista tra il 2030 e il 2032.
Il taglio della prima lamiera (fondo L1 Ord. 107-126 della costruzione Fincantieri n. 6368 - il primo dei 4 OPV) è avvenuto effettivamente il 24 settembre 2024 presso il cantiere di Riva Tigoso. La cerimonia che ha inaugurato l'inizio della costruzione ha visto la presenza del direttore Generale Divisione Navi Militari di Fincantieri, Dario Deste, il Direttore della Direzione Armamenti Navali - NAVARM, l'Ammiraglio Ispettore Capo Giuseppe Abbamonte e l'amministratore delegato di Orizzonte Sistemi Navali: Giovanni Sorrentino. Alla cerimonia hanno partecipato anche il Comandante del Comando Interregionale Marittimo Nord: l'ammiraglio di divisione Flavio Biaggi; il capitano di vascello Fabrizio Orengo: comandante del Centro Allestimento nuove costruzioni navali (Marinalles) ed il capitano di vascello Gabriele Catapano, Direttore di UTNAV Genova. La posa della chiglia è avvenuta il 12 dicembre 2024. Il 26 settembre 2025 si è tenuta la cerimonia di taglio dell'acciaio della seconda unità su quattro, mentre la cerimonia di posa della chiglia è avvenuta il 18 dicembre 2025.
Il 21 febbraio 2026 si è tenuta la cerimonia di varo della prima unità, la Ugolino Vivaldi (P 440). La madrina del varo è stata Alessandra Marsigli Cavriani, nipote di Alessandro Cavriani: capitano di corvetta, medaglia d'oro al valor militare alla memoria, deceduto in mare nel settembre 1943 mentre era intento nell’autoaffondare il cacciatorpediniere Ugolino Vivaldi.
Adeguamento infrastrutturale per la base navale di Messina
Nel 2025 inizia l'adeguamento della base navale di Messina della Marina Militare per permettere l'ormeggio dei nuovi pattugliatori.
I lavori, il cui termine è previsto entro la fine del 2026, prevedono una profonda ristrutturazione dell'hub operativo siciliano secondo la relazione tecnica depositata dalla Direzione degli armamenti navali ed approvata dal Mase.
I lavori hanno l'obbiettivo di permettere alla base di ospitare stabilmente due pattugliatori ed accoglierne altri due di passaggio, senza penalizzare le unità già presenti della Guardia Costiera, della Guardia di Finanza e dei Vigili del Fuoco.
Nello specifico, la banchina di Comando viene ampliata fino a raggiungere i 210 metri di lunghezza e 15 di larghezza con nuove bitte di 80 tonnellate, nuovi parabordi e 9 nuove boe in vetroresina per gli ormeggi. Il motivo dell'ampliamento sono le caratteristiche dei nuovi pattugliatori: unità di 95 metri da oltre 2000 tonnellate dotate di ponte di volo per elicotteri.
Vengono rifatti gli interi sotto-servizi: non solo le fognature e la rete idrica ma anche la rete dati e la rete energetica con aggiornamento della cabina centrale a 20 kV. Il motivo di tale aggiornamento infrastrutturale è il fabbisogno energetico delle navi (400 kW ciascuna) e la loro tecnologia di bordo che richiede velocità di scambio dati superiore a quella ora disponibile.
Anche la parte interna della base subisce un radicale intervento con la demolizione e ricostruzione di 13 edifici che comprendono alloggi, magazzini, aree sportive, mensa ed infermeria.
Più conservativo è invece l'intervento effettuato sugli edifici protetti da vincolo da parte del Ministero dei beni culturali per il loro valore storico artistico, come la villa Ammiraglio e l'ex cinema, per i quali si interviene con un restauro.
Descrizione delle navi
Le navi sono classificate dalla Marina Militare come pattugliatori leggeri e sono stati commissionati con un configurazione multiruolo quindi hanno sia equipaggiamento da combattimento sia di monitoraggio sia operativo anti-inquinamento. Sono navi di dimensioni abbastanza contenute aventi una lunghezza di 95 m, 14 di larghezza, un dislocamento di circa 2.400 t e sono caratterizzate da alta tecnologia di bordo e cooperazione e connettività con altre unità della marina, sia navi che aeromobili. Anche da un punto di vista della strumentazione sono standardizzati con altre navi della marina più grandi, come per esempio con i PPA classe Thaon di Revel, il Cavour e il Trieste.
L’equipaggio è composto da 72 effettivi più il personale dedicato alle operazioni di volo e manutenzione dell'SH-90 e dell'AWHERO ed il personale per le operazioni speciali, per un totale di 93 membri. La nave ha comunque una disponibilità massima di 97 posti letto.
La Piattaforma FCX
I PPX sono stati sviluppati su una famiglia di piattaforme Fincantieri di nuova generazione, una serie di piattaforme semi-modulari declinata in 5 varianti e denominata "Famiglia FCX" (o "Serie FCX") tutte caratterizzate dal valore aggiunto di essere navi multiuso (polivalenti/multiruolo), valore dato dalla piattaforma stessa indipendentemente dalle dotazioni della nave da essa derivata. Tale progetto è stato sviluppato tra il 2017 e il 2018 ed ultimato nel biennio 2021-2022. FCX è una famiglia di navi molto diverse fra loro in termini di dimensioni e funzionalità (il dislocamento va da 700 tonnellate della FCX-07 alle 4300 tonnellate della FCX-40) ma presentano molte soluzioni modulari in comune che riducono sensibilmente i costi ed i tempi di realizzazione e permettono di realizzare navi caratterizzate da elevata robustezza e semplicità costruttiva.
Ogni unità della famiglia è derivata da un progetto indipendente già realizzato da Fincantieri negli ultimi 30 anni (la FCX-15 è per esempio derivata dall'esperienza maturata da Fincantieri nella realizzazione delle classi Comandanti, Sirio ed Abu Dhabi), ma è stato riprogettato e sviluppato nuovamente nello scafo e nella sovrastruttura per renderlo modulare, standardizzato e moderno da un punto di vista aerodinamico, di efficienza dei consumi, di visibilità ai radar (stealth), di abitabilità, di armamento, sensori elettronica e sistemi, di manovrabilità e di versatilità/polivalenza in missione. La flessibilità della piattaforma modulare ha quindi permesso di realizzare sia piccole unità d'attacco stealth come la Classe Falaj 2 (derivata dalla classe Saettia MkII/Diciotti e che dà vita alla piattaforma FCX-07), sia grosse corvette di 3250 tonnellate come la Classe Doha (che fa da base alla FCX-30 selezionata da Fincantieri anche per le nuove EPC), ma permette di realizzare navi di stazza intermedia fra queste due o superiori. I PPX sono sviluppati proprio su una di queste piattaforme intermedie: la FCX-20, appositamente sviluppata per loro. La Serie FCX punta su valori comuni a tutte le navi indipendentemente dalla piattaforma della famiglia su cui sono sviluppate: tra questi vi sono un elevato livello di protezione da minacce informatiche, elevata sicurezza e cura della salute del personale (sia in tempo di pace che di guerra), alta efficienza idrodinamica ed energetica e sulla riduzione del loro impatto ambientale.
La FCX-20
Ogni piattaforma della famiglia FCX differisce non solo per dimensioni ed autonomia ma anche per abilità, 8 in tutto così suddivise: flessibilità operativa, capacità di sopravvivenza, sicurezza marittima, guerra antisommergibile, guerra aerea, guerra di superficie, logistica umanitaria, prontezza d'ingaggio.
La FCX-20, ovvero la piattaforma dei PPX è concepita per massimizzare (punteggio di 5 su 5) la propria flessibilità operativa, capacità di sopravvivenza e guerra di superficie, pur mantenendo alti (punteggio di 4 su 5) i valori delle altre 5 abilità, bilanciamento necessario per una nave multiruolo come i PPX. Ha come caratteristiche principali un hangar fisso per elicottero + APR/UAV e proprietà che cambiano a seconda della configurazione.
- con layout da combattimento:
- è progettata per operazioni a lungo raggio
- configurazione e sistemi per garantire una massima capacità di sopravvivenza.
Potendo quindi svolgere molteplici obbiettivi di guerra, controllo del mare e operazioni con forze speciali.
- con layout da pattuglia:
- Area modulare per container;
- Attrezzature per il controllo e il recupero dell'inquinamento da petrolio.
Potendo quindi sostenere molteplici situazioni di sicurezza marittima, offrire aiuti umanitari e soccorso in caso di calamità e svolgere sorveglianza e protezione.
Indipendentemente dalla configurazione (combattimento o pattuglia) lo scafo e la sovrastruttura sono caratterizzati da un profilo che riduce la visibilità ai radar e la nave è bilanciata per garantire flessibilità e prontezza in tutte le situazioni operative ed è concepita per adeguarsi ad una vasta gamma di operazioni, per questo è stata scelta come base di un pattugliatore polivalente leggero. Inoltre le dimensioni relativamente compatte ed il pescaggio massimo di soli 5,4 metri permettono di operare in una vasta gamma di porti. Le proporzioni della nave, inoltre, garantiscono eccellenti capacità di tenuta al mare (grazie anche alla zona di prua con bulbo e una zona di ormeggio completamente coperta), ridotta resistenza aerodinamica e limitate firme RCS e acustiche. La piattaforma è stata progettata per essere in grado di garantire la piena operatività senza restrizioni fino alle condizioni di mare 5 della scala Douglas grazie a pinne stabilizzatrici attive poste a centro barca.
La sovrastruttura prodiera è caratterizzata da una plancia seguita dal Centro Operativo di Combattimento (COC), tale soluzione, denominata "Naval Cockpit" rappresenta il principale elemento distintivo e innovativo (soluzione derivata dai PPA della classe Thaon di Revel), insieme alle estese ali di copertura che assicurano praticamente una visibilità a 360°.
Dotazioni e configurazioni
Propulsione
I PPX sono mossi da un sistema di propulsione di tipo CODLAG: composto da 2 motori Diesel da 8 MW e 2 motori elettrici reversibili da 0,5 MW; sono inoltre dotati di 4 generatori Diesel da 0,7 MW. Tale propulsione permette alla nave di raggiungere una velocità massima di 24 nodi ed un'autonomia di 3500 miglia ad una velocità di 14 nodi con una durata massima di missione di 20 giorni.
Gli impianti di propulsione e i generatori di energia sono disposti in compartimenti separati; ciò garantisce il 50% della potenza di propulsione in caso di danneggiamento di uno dei due compartimenti e il 50% della potenza elettrica in caso di danneggiamento di due compartimenti contigui.
ARMAMENTO IMBARCATO
Le navi sono dotate di 1 cannone multiruolo Oto Melara da 76/62 mm super rapido in versione Davide/Strales dotato di magazzino multi-feeder e 2 affusti a controllo remoto con cannone navale leggero Leonardo Lionfish da 30 mm con una torretta elettro-ottica indipendente, con sensori diurno/notturno e telemetro laser che unitamente al connubio cannone e munizionamento ABM consente d’ingaggiare e neutralizzare droni. Si tratta di una soluzione di ultimissima generazione che trova la sua prima applicazione proprio su questi PPX.
L’OTO Melara 76/62 è un cannone multiruolo progettato e prodotto da Leonardo, caratterizzato da una cadenza di tiro molto elevata, soprattutto nella versione Super Rapido (120 colpi al minuto), che lo rende particolarmente adatto per la difesa antiaerea e anti-missile e per la difesa di punto; visto il calibro, può essere usato anche in altri ruoli come il bombardamento navale e costiero.
Il cannone è dotato di munizionamento convenzionale, che varia a seconda del tipo di impiego e la sua polivalenza di usi è data anche dalla gran quantità di tipi di munizionamento che vanno dall'incendiario al perforante, fino ai proiettili a frammentazione con spoletta di prossimità. L'intero sistema è inoltre molto compatto ed è quindi installabile anche su navi di piccole dimensioni come le corvette o le vedette costiere, oltre ad essere completamente controllabile da remoto. Recentemente è stato aggiunto il nuovo munizionamento guidato DART. In fase operativa è anche il sistema guidato anti-missilistico Davide, in pratica si tratta di missili senza motore (proietti) DART, decalibrati rispetto al cannone, che possono correggere la loro traiettoria per controbattere le manovre evasive del missile ostile e intercettarlo. Si tratta di un sistema di difesa anti missile delle navi a corto/cortissimo raggio, basato sull'impiego delle nuove centrali di tiro multisensore degli impianti da 76/62 Super Rapido, capace di sparare una munizione guidata e quindi di correggerne la rotta anche in volo indirizzandola sull’obiettivo. La tecnologia sviluppata dalla Oto Melara è stata montata per la prima volta sulle fregate multimissione italiane del programma italo-francese FREMM. Il sistema Davide/Strales abbinato al sistema di controllo di tiro Dardo-F, che controlla sia il bersaglio che il proiettile, è installabile anche sulle vecchie torrette con poche modifiche, mediante l'aggiornamento del firmware di controllo, l'aggiunta del radar di guida in banda Ka e scudo stealth. La torretta, mediante il radar, produce quattro fasci che vengono proiettati sul bersaglio e il proiettile viene radiocomandato nella sua direzione in modo tale che rimanga all'interno dei fasci. I proiettili DART sono un sottocalibro da 42 mm e grazie ad un adattatore raggiungono i 76 mm del calibro del cannone; hanno delle alette canard che gli permettono di manovrare e la sezione di coda ha sei pinne fisse e il ricevitore radio.
DIFESA ANTI-DRONE: 2 cannoni Leonardo 30 x 90 LIONFISH con munizioni 30 x 173.
La Marina italiana sta finanziando la fase finale di qualificazione del cannone, nonché la fase di progettazione, sviluppo e qualificazione del Lionfish 30. La produzione della canna del cannone e di altri componenti connessi viene effettuata nello stabilimento di Leonardo a La Spezia, mentre il suo assemblaggio della torretta navale (Lionfish 30) viene svolto a Brescia con componenti provenienti da diverse strutture aziendali e dalla catena di approvvigionamento.
Quest'ultima è stata semplificata, applicata e strutturata secondo i confini nazionali, consentendo di avere doppi o tripli fornitori di elementi chiave per sostenere un aumento previsto degli ordini. L'X-Gun soddisfa e supera i più rigorosi standard di difesa globale, erogando colpi cal. 30×173 in aderenza agli standard NATO STANAG 4624 ad una velocità di 200 colpi al minuto. Al centro della nuova arma, c'è la camma del tamburo ad azionamento elettrico che, con la sua rotazione fornita da un motore brushless (installato all'interno della stessa camma del tamburo), assicura tutte le operazioni di tiro; in tre giri, che è di 1.080°, di cui 270° per ogni operazione: alimentare il giro, speronare, sparare ed estrarlo. Una soluzione abbastanza semplice, ma completamente 'non convenzionale' e innovativa rispetto alla concorrenza, una soluzione che riduce al minimo le parti mobili, migliorando così l’affidabilità. La canna lunga 90 calibri (2.700 mm) incorpora scanalature per un raffreddamento ottimale durante il funzionamento, mentre il meccanismo laterale a doppia alimentazione garantisce una fornitura continua ed efficiente di munizioni. L’arma mantiene lo stesso ricevitore, passando dall'alimentatore senza collegamento all'alimentatore collegato senza alcuna modifica, consentendo alla pistola di mantenere oltre l'80% di pezzi di ricambio in comune tra le due versioni", con evidenti vantaggi logistici. Con una forza di rinculo paragonabile ai concorrenti, la massa complessiva X-Gun pesa 173 kg, di cui 78 kg del ricevitore, 60 kg per la canna e 35 kg per l'alimentatore. L'unità di controllo del cannone (GCU) aggiunge 16 kg consentendo di salvare gli ultimi dati in caso di interruzione di corrente. Con una funzione "sempre sicura", la X-Gun ha un rateo di fuoco regolabile fino a 200 giri/min e presenta due caratteristiche chiave: la modalità cecchino e la selezione del colpo successivo. Per migliorare la precisione, vengono ridotte al minimo le vibrazioni e il ritardo di sparo. L'arma incorpora una capacità di selezione del primo colpo, consentendo il tiro immediato con le munizioni selezionate senza sparare colpi del tipo precedente durante i cambi di caricatore. Leonardo ha collaborato con KNDS Ammo Italia (ex-SIMMEL Difesa) per fornire alla X-Gun una capacità C-UAS contro i micro droni mini e offerti dalla MF-ABM e dal suo programmatore dedicato in fase di sviluppo da quest'ultima società. La precisione è garantita da una nuova spoletta munita di ritardo temporale. Le nuove munizioni sono dotate di una spoletta intelligente che viene programmata tramite antenna installata all'interno dell’arma, con dati forniti dal programmatore. Quest'ultimo riceve il tempo di volo prima delle informazioni sulla detonazione dal sistema di controllo del fuoco. Il LIONFISH 30 è un sistema di artiglieria imbarcato di piccolo calibro telecomandato, caratterizzato da un lungo raggio operativo e da un'elevata cadenza di fuoco. Fa parte della più ampia famiglia di torrette d'arma telecomandate LIONFISH che condividono la stessa architettura meccanica ed elettronica e la stessa interfaccia utente estremamente intuitiva. Grazie alle sue dimensioni compatte e al peso ridotto, il LIONFISH 30 consente di armare adeguatamente imbarcazioni di superficie molto piccole con la capacità di neutralizzare minacce asimmetriche di superficie, elicotteri e droni, grazie all'uso di munizioni Air Burst; le torrette possono anche essere utilizzabili a bordo di DDG e fregate come armamento secondario. Il LIONFISH 30 è equipaggiato con il LEONARDO X-GUN 30 mm, ITAR-free, alimentato da due scatole di munizioni con 200 colpi pronti al fuoco. Può sparare tutti i tipi di munizioni 30x173 mm, prescritti dal produttore del cannone, quali: Munizioni Air Burst; Munizioni ad alto potenziale esplosivo: MP-T/SD, SAPHEI-T, HEI-T; Munizioni perforanti: API, APFSDS-T, FAPSD-T; Munizioni da tiro al bersaglio: TP, TP-T. Il sistema di puntamento di Leonardo è completamente stabilizzato in elevazione e azimut grazie a potenti servosistemi in circuito chiuso con giroscopio indipendente e due tachimetri per garantire la ridondanza. Tutti i componenti sono completamente protetti da uno scudo stealth per ridurre al minimo l'RCS e consentire il funzionamento negli ambienti ostili. Il sistema è controllato a distanza tramite la sua console di controllo locale munita di video digitale ad alta risoluzione e a bassa latenza; è in grado di determinare autonomamente le coordinate di tiro stabilizzate eseguendo calcoli balistici e della traiettoria del bersaglio. Il sistema elettro-ottico è indipendente, auto-stabilizzato ed è dotato di una suite di sensori altamente accurati con telecamera diurna, telecamera IR e telemetro LASER. L'EOD è in grado di eseguire Nx360° per svolgere compiti di sorveglianza, rilevamento multi-bersaglio e tracciamento. La torretta imbarcata può anche essere completamente controllata da una console multifunzione remota sulla piattaforma o da un sistema di controllo del tiro esterno attivando un apposito interruttore dalla console di controllo locale.
AEROMOBILI IMBARCATI - (I mezzi aerei in dotazione sono un elicottero SH-90 e un velivolo a pilotaggio remoto AWHERO. Questo è l'armamento di base, in dotazione a tutte le navi indipendentemente dalla configurazione).
NHIndustries SH-90
L'NHI NH90 (NATO Helicopter per gli anni novanta) è un elicottero multiruolo biturbina medio con rotore a quattro pale, sviluppato a partire dagli anni novanta dal consorzio internazionale NHIndustries, costituito da Leonardo (nuovo nome di Finmeccanica assunto dal 2017, in precedenza dall'AgustaWestland, confluita in Leonardo-Finmeccanica nel 2016), la franco-tedesca Eurocopter e GKN Fokker Aerospace B.V., in precedenza Stork Fokker Aerospace. L'NH90 è il primo elicottero al mondo completamente "fly-by-wire" e viene realizzato utilizzando estesamente i materiali compositi.
Impiegato a partire dal 2007 dalle Forze armate tedesche (Bundeswehr) e dal 2008 dall'Esercito Italiano, è stato ordinato dalle forze armate di molti paesi nel mondo.
La denominazione utilizzata dal Ministero della difesa italiano è UH-90A per la versione terrestre (TTH), e SH-90A per la versione navale (NFH). Tale sigla fa riferimento alla denominazione Sea Helicopter; gli aeromobili SH90 della Marina Militare sono dislocati presso la stazione elicotteri di Sarzana-Luni e la stazione aeromobili Taranto-Grottaglie, nella versione NFH. Il ruolo primario dell'NFH è quello di elicottero imbarcato per la lotta antisommergibile (in inglese Anti-Submarine Warfare o ASW) e contro le unità navali di superficie (in inglese Anti-Surface unit Warfare, ASuW). La versione è stata progettata per essere in grado di operare in ogni condizione di luce e meteorologica, utilizzando come basi di decollo e atterraggio navi in ogni condizione di movimento. Questa versione è dotata di un radar di scoperta alloggiato in un radome presente sotto la fusoliera all'altezza della cabina di pilotaggio, nonché di un sonar filabile a mare e di un lanciatore di boe sonore (acoustic buoy) per l'individuazione dei sommergibili. Per impegnare queste unità sottomarine, è previsto l'impiego di due siluri, mentre per la lotta alle unità di superficie possono essere impiegati missili antinave. Ruoli aggiuntivi sono il supporto aereo, il rifornimento verticale (HIFR), la ricerca e salvataggio e il trasporto truppe.
LEONARDO AWHERO
Il Leonardo AWHERO è un aeromobile a pilotaggio remoto prodotto dall'omonima azienda, destinato in particolare a missioni di sicurezza, come sorveglianza, pattugliamento e monitoraggio aereo.
Il progetto è stato lanciato nel 2012 nell'ambito di una joint venture con Sistemi Dinamici S.p.A., fondata nel 2006 concentrandosi su velivoli VTOL, che nel 2016 è stata acquistata interamente dalla Leonardo, rafforzando ulteriormente quest'ultima nel settore degli APR. A febbraio 2019 è stato aperto il nuovo stabilimento di Pisa, originariamente di Sistemi Dinamici, dove si produrrà il velivolo, insieme alla presentazione dell'AWHERO di pre-produzione. L'elicottero ha fatto il primo volo nel dicembre 2018 vicino a Roma e nel 2019 si produrrà un secondo modello in attesa della certificazione militare italiana prevista per la fine dell’anno. Con questo progetto lo stabilimento di Pisa è passato dalle originarie tre postazioni di assemblaggio a dodici, portando la capacità di produzione da 20 a 70-80 AWHERO l’anno. AWHERO è un drone progettato per svolgere missioni tanto civili quanto militari, sia terrestri sia navali, diurne e notturne. Possiede una capacità di 85 kg di carico permettendo di soddisfare diversi requisiti di missione e personalizzazione. Il carico utile può contemplare un radar (come il Gabbiano TS Ultra-Light), Lidar, sistemi di comunicazione avanzata e sistemi elettro-ottici.
Il carico utile può essere alloggiato a prua, nelle baie di carico o lateralmente: la prua, ad esempio, può ospitare una torretta elettro-ottica da 10" oppure un radar e una torretta da 8". Con un'autonomia di 6 ore, è progettato per offrire bassi costi operativi, ottimizzare le attività di manutenzione, oltre a garantire la massima affidabilità, essendo dotato di ridondanze multiple dei principali sistemi critici. L’AWHero beneficia della combinazione unica di solide ed estese capacità in Leonardo quali lo sviluppo di sistemi ad ala rotante, l’integrazione di sistemi a pilotaggio remoto e le applicazioni navali. Primo e unico RUAS della sua categoria ad aver ottenuto la certificazione militare, conseguita in Italia alla fine del 2021 e basata su standard riconosciuti a livello mondiale a ulteriore dimostrazione della robustezza del sistema, l’AWHero presenta ora nuovi sviluppi derivanti da attività precedentemente pianificate e anticipate, basate su una serie di modifiche. I nuovi sviluppi includono in particolare: un impianto propulsivo ‘heavy fuel’, basato su un’esclusiva soluzione bimotore che aumenta l’efficienza, la sicurezza e l’intervallo tra le revisioni; modifiche della cellula dell’aeromobile, che offrono significativi vantaggi operativi e di supporto (integrazione dell’impianto propulsivo, capacità del vano di carico, integrazione dei sistemi/sensori e un più ampio campo visivo, manutenibilità, stabilità sul ponte); modularità avanzata dei sensori; il radar di sorveglianza marittima Leonardo Gabbiano TS Ultralight per una copertura ampia e senza eguali in qualsiasi condizione atmosferica; maggiore capacità di sopravvivenza e resilienza informatica.
Altri armamenti
La piattaforma adottata da queste unità è predisposta per la ASW e per sistemi di missili VLS (VL MICA o CAMM-ER), un sistema antinave Exocet, e un sistema RAMSyS RAM per la difesa ravvicinata. Tali armamenti però dipendono dalla configurazione scelta per la singola nave.
Configurazione degli armamenti
Le prime 4 unità della classe, sono configurate con layout da pattuglia e lotta all'inquinamento marino (non hanno quindi la configurazione full combat), in quanto sono destinate a sostituire la classe Cassiopea.
Le 2 navi successive, destinate a sostituire la classe Sirio avranno layout da combattimento, quindi saranno dotate di armamenti completi.
Strumentazione, sensori e sistemi
Questa classe di navi è concepita con un elevato grado di automazione ed integrazione sia ergonomica che informatica con le altre unità della Marina Militare. Il cockpit navale, per esempio, è uguale a quello installato sulle unità maggiori della flotta, mantenendo inalterata l’interfaccia uomo macchina. Tale cabina di guida fa parte della stessa Plancia Operativa di Combattimento (PLOC) caratterizzata da due postazioni multifunzionali completamente personalizzabili del sistema di gestione del combattimento (CMS, Combat Management System) che è lo stesso (SADOC 4/ATHENA) utilizzato da tutte le nuove unità della Marina Militare. Il CMS SADOC 4 comprende un pacchetto di apparati Software Defined Radio (SDR) in banda V/UHF ed HF nonché SATCOM civili/militari unitamente al Multi Data Link Processor (MDLP) con data link 22 e 16.
Anche la Centrale Operativa di Combattimento (COC) è uguale e disposta in modo analogo alle altre unità della flotta, è posta alle spalle della PLOC ed è costituita da tre postazioni multifunzionali del sistema SADOC 4 poste di fronte ad un unico grande schermo a muro facilitando notevolmente la gestione della situazione da un punto di vista tattico e l'armamento per le missioni assegnate. Un'ulteriore innovazione in termini di efficienza, coordinazione e semplicità di gestione data dall'ambiente operativo è il collocamento della postazione di pianificazione e controllo del velivolo a controllo remoto immediatamente accanto alla COC.
La nave è dotata di un sistema di gestione dell'intera piattaforma, un sistema di gestione dei danni e un sistema di propulsione ad azionamento remoto. I PPX adottano la stessa postazione integrata dei PPA Classe Thaon di Revel, ubicata nella plancia comando, che permette di condurre la nave da parte di due soli operatori; due soli ufficiali dello Stato Maggiore della Marina, quindi, possono gestire tutte le mansioni che prima richiedevano una postazione diversa per ogni singolo operatore, permettendo quindi di avere piena gestione di tutte le operazioni tattiche ed operative, potendo gestire in un unico punto sia le macchine, i timoni e gli impianti di piattaforma sia alcune funzioni del sistema di combattimento. Questa tecnologia è frutto di un lavoro congiunto fra Leonardo e la divisione NexTec di Fincantieri. Anche tutte le operazioni aeronavali sono gestite da soli due membri dell'equipaggio: il pilota e il copilota.
Per quanto riguarda i sensori, i PPX sono dotati di radar 3D allo stato solido di sorveglianza aeronavale GEM Elettronica Columbus Mk 3 con IFF integrato, un sistema di sorveglianza elettronica o RESM (radar ESM), una direzione del tiro NA-30S Mk 2 elettro-ottica/radar bi-banda per l’armamento d’artiglieria principale e due radar per la navigazione ed il controllo elicotteri GEM Elettronica Gemini DB in banda X/Ka.
La guerra elettronica è invece gestita dal sistema Knonos Naval HP (High Power) in aggiunta ad una suite EW con lanciatori per decoy. Per la guerra antisommergibile invece il sensore è l'Athena MK2/U.
La sorveglianza e difesa ravvicinata non letale è gestita da due sistemi MASS mentre un sistema a doppia torretta Janus con sensori elettro-ottici diurni/notturni e telemetro laser garantisce la sorveglianza panoramica, della scoperta passiva, del riconoscimento, identificazione e classificazione di bersagli di superficie ed aerei.
Dotazioni antinquinamento e di assistenza umanitaria
Le prime 4 navi sono equipaggiate con un RHIB Solas da 7 m ed un RHIB da 9,3 m + 4 strutture di bordo del sistema antinquinamento così disposte:
sul lato di dritta tra le due sovrastrutture al centro della nave, è posizionato il modulo oil-skimmer, che serve a recuperare gli oli dispersi, e la relativa gruetta di movimentazione;
sotto il ponte di volo, a poppa, si trova un'area destinata allo stoccaggio e preparazione di serbatoi galleggianti gonfiabili utilizzati per la raccolta del petrolio recuperato in mare tramite il sistema antinquinamento; tali serbatoi vengono poi rilasciati in mare attraverso un’apposita finestratura presente sullo specchio di poppa e successivamente rimorchiati e ormeggiati, grazie all'utilizzo del RHIB da 9 metri, sul lato sinistro della nave per poi essere riempite con l’efflusso proveniente dall’oil-skimmer. In alternativa e in caso di emergenza, la zona può essere utilizzata per ospitare un gran numero di naufraghi.
sempre a poppa, sotto il ponte volo, c'è l'area per la sistemazione delle panne oleo-assorbenti per il contenimento e confinamento degli oli dispersi.
a prua, invece, sopra la copertura dell’area di ormeggio, sono installate due aste per irrorare un liquido disperdente antincendio pompato da una cassa dedicata nel fondo dell’unità.
IL NOSTRO PENSIERO
Si vis pacem, para bellum (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.
Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia.
La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà: altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! Nulla di più errato.
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE".
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.
(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, RID, Forum.difesa, EDR, WIKIPEDIA, Varesenews, You Tube)































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