mercoledì 4 marzo 2026

Army Air Corps e Royal Air Force: in relazione al programma New Medium Helicopter (NMH), da 44 macchine iniziali richieste, è stato ora sottoscritto un ordine per 23 Leonardo AW-149, ovvero un rimpiazzo 1 a 1 per gli obsoleti PUMA HC2, già ritirati dal servizio nel 2024 perché arrivati a fine vita.











https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.








In data 1° marzo 2026 scadeva l’offerta della multinazionale Leonardo per l’AW-149, subito dopo sarebbe scattato il provvedimento ineluttabile di tagliare il comparto elicotteri nel Regno Unito se il programma New Medium Helicopter (NMH) non avesse avuto uno sbocco positivo. Dopo un’attesa infinita, e dopo che le altre aziende concorrenti avevano ritirato la propria partecipazione al concorso, il Tesoro britannico ha scongiurato un possibile impatto catastrofico sull’industria di quel paese. L’ordine si è concretizzato, ma ridotto ai minimi termini: da 44 macchine iniziali, è stato sottoscritto l’ordine per 23 AW-149, ovvero un rimpiazzo 1 a 1 per i PUMA HC2, già ritirati dal servizio nel 2024 perché arrivati a fine vita.
Si parla di un ordine da 1 miliardo di sterline, ma la cifra effettiva ammonterà a circa 1,3 miliardi di sterline. Il New Medium Helicopter andrà a rimpiazzare primariamente i già citati PUMA HC2 e i 5 DAUPHIN del 658 Squadron Army Air Corps, basato ad Hereford per il supporto diretto allo Special Air Service (SAS). Il nuovo AW-149 andrà a rimpiazzare le 2 micro-flotte di elicotteri GRIFFIN (Bell 412) dell’84 Squadron RAF a Cipro e di Bell 212 impiegati dal 667 Army Air Corps in Brunei. 
Le tempistiche di acquisizione dell’AW-149 sono invece ancora da definire. Il nuovo elicottero è atteso alla base di RAF Benson. Eventuali futuri ordini export per l’AW-149 vedranno la produzione anche a Yeovil, in modo da garantire un ritorno di valore superiore al 40% che forniranno una garanzia per 3.300 posti di lavoro. C’è ottimismo sulla possibilità di esportare l’AW-149 anche in Norvegia, oltre a ulteriori AW-101 SAR e persino di un ordine congiunto per AW-149, da operare a Bardufoss, da parte dei Royal Marines.
Al momento non ci sono ordini norvegesi formalizzati, ma rimane chiaramente una possibilità. Il MoD britannico si è impegnato di recente a continuare a investire nell’elicottero senza equipaggio PROTEUS per la Royal Navy. Il MoD britannico conferma che  Leonardo UK farà di Yeovil un centro d’eccellenza per elicotteri autonomi.





L’AW149 è un elicottero medio costruito da Leonardo 

L'AW149 è un elicottero medio costruito da Leonardo (precedentemente dalla AgustaWestland, poi confluita in Leonardo, nome assunto da Finmeccanica dal 2017). Rientra nella classe delle 7-8 tonnellate al decollo ed è destinato esclusivamente al mercato militare. Il 20 giugno 2011 la AgustaWestland ha annunciato l'AW189, una variante civile dell'AW149 operativa dal 2014.



Generalità

Inizialmente indicato dalla stampa come versione militarizzata dell'AW139, in realtà è di dimensioni e prestazioni superiori, come confermato dal fatto che la versione militare dell'AW139 è stata in seguito designata AW139M.
L'AW149 è certificato per l'utilizzo di due turbine General Electric CT7-2E1 oppure Safran Aneto-1K. L'elicottero si colloca nella categoria delle otto tonnellate, con capacità di trasporto di fino a 18 soldati con protezione in caso di atterraggio forzato ed una vocazione multiruolo sul campo di battaglia, grazie alla rapida riconfigurabilità, all'architettura aperta e alla completa dotazione di sensori, sistemi di comunicazione e di condivisione dati necessari per operare in un ambiente network-centrico.
L'armamento, variabile in base alle configurazioni dell’elicottero, può essere installato all'interno della cabina o come carico esterno. Gli AW149 possono essere dotati di sistemi di osservazione, mitragliatrici laterali brandeggiabili, missili anticarro, razzi guidati/non guidati e sistemi di auto-protezione.

Storia operativa

L'AW149 è un elicottero destinato esclusivamente al settore militare. A giugno 2022 non risulta in servizio presso nessun Corpo delle Forze Armate italiane.
AgustaWestland ha presentato una versione dell'AW149, designata TUHP149, come candidato per il "Turkish Utility Helicopter Program" (TUHP) per le Forze armate turche. Il programma prevedeva un lotto iniziale composto da 109 elicotteri per valore di $ 4 miliardi, con l'eventuale aggiunta di ordini successivi che avrebbero portato la Turchia ad acquisire 300 apparecchi. Il 21 aprile 2011, il ministro della Difesa turco ha annunciato di avere selezionato per il programma TUHP il Sikorsky S-70i Black Hawk.
L'elicottero è stato certificato per l'impiego operativo dall'Aeronautica Militare italiana al Farnborough Airshow 2014. I primi utilizzatori dell'AW149 sono stati la Thailandia (che ha ricevuto 5 aeromobili a partire dal 2018) e l'Egitto (che nel 2019 ha ordinato 24 AW149).
L'AgustaWestland ha proposto l'apparecchio alle forze armate polacche. L'elicottero era in lizza per la maxi gara indetta dalla Difesa di Varsavia per il rinnovo della flotta delle forze armate locali. In totale le forze armate della Polonia avevano previsto di acquisire 70 apparecchi. I nuovi elicotteri sarebbero stati impiegati in missioni utility e di trasporto, oltre al Combat SAR e operazioni anti sommergibile. Oltre all'aeromobile italo-inglese, in corsa per aggiudicarsi l'appalto c'erano anche l'EC725 Caracal di Airbus Helicopters e il S-70i Black Hawk dell'americana Sikorsky Aircraft Corporation. In un primo momento, la gara d'appalto venne aggiudicata ad Airbus che poi si vide annullare l'ordine in favore dell'elicottero Sikorsky S-70i Black Hawk.
A giugno 2022 il Ministro della Difesa polacco, Mariusz Blaszczak, ha annunciato la firma di un contratto per la fornitura di elicotteri AW149. Nel dettaglio l'accordo annunciato prevede l'acquisto di 32 AW149 in tre differenti varianti (supporto al combattimento, guerra elettronica-comando e ricognizione), per un valore complessivo di 1,1 miliardi di euro. Il contratto di fornitura con il Ministero della Difesa polacco è stato ufficialmente firmato il 1 luglio 2022, con la consegna del primo apparecchio prevista nel 2023. Inoltre è previsto che gli elicotteri destinati alla Polonia verranno realizzati presso lo stabilimento della PZL-Świdnik, società di proprietà di Leonardo.
Nel 2022 Leonardo ha proposto l'elicottero AW149 al Regno Unito, nell'ambito del programma "New Medium Helicopter" (NMH), lanciato dal Ministero della Difesa inglese per sostituire con un unico apparecchio 4 tipologie di elicotteri medi in servizio presso le forze armate britanniche. Il programma prevede l'acquisizione di almeno 35-45 mezzi per un valore complessivo di 1,6 miliardi di euro.

Utilizzatori

  • Egitto - El Qūwāt El Gawīyä El Maṣrīya - 24 AW149 ordinati nel 2019.
  • Macedonia del Nord - Voeno Vozduhoplovstvo i Protivvozdušna Odbrana - 4 AW149 selezionati il 22 gennaio 2024, acquistati ufficialmente il 26 marzo successivo.
  • Malaysia - Esercito della Malaysia - Forza Aerea della Malaysia - fino a 28 elicotteri per compiti Combat SAR e utility. 
  • Polonia - Wojska Lądowe - 32 AW149 ordinati il 1 luglio 2022, con consegne previste tra il 2023 e il 2029. Primi due esemplari consegnati il 30 ottobre 2023.
  • Regno Unito - Royal Air Force - Army Air Force - 23 AW149 ordinati il 27 febbraio 2026, con consegne previste per il 2027.
  • Thailandia - Esercito Thailandese - 5 AW149 ricevuti a partire dal 2018.

La 25a Brigata di cavalleria aerea polacca ha ricevuto il suo primo elicottero AW149 costruito nello stabilimento PZL‑Świdnik, segnando una pietra miliare fondamentale nel suo impegno di modernizzazione della flotta di elicotteri dell'era sovietica. Il 27 novembre, durante una cerimonia di consegna presso il 7° squadrone aeronautico, il ministro della Difesa Władysław Kosiniak‑Kamysz ha ufficialmente accettato il primo dei 32 velivoli previsti in base a un contratto del 2022.  Questo elicottero in particolare è l'undicesimo della serie, ma è il primo interamente costruito in Polonia, il che riflette sia le esigenze operative sia una spinta strategica per la capacità aerospaziale nazionale. Configurato per soddisfare i requisiti delle Forze armate polacche, l'AW149 è destinato a sostituire elicotteri obsoleti come il Mi-8, il Mi-17, il Mi-24 e piattaforme più vecchie. 
La sua cabina modulare e la capacità di installare sistemi per il trasporto, l'evacuazione medica, il supporto ravvicinato, la ricognizione e la logistica di combattimento consentono all'elicottero di affrontare un'ampia gamma di missioni, tra cui il trasporto di truppe e merci, il supporto armato e la ricognizione. Sviluppato a partire dal derivato civile-militare dell'AW139, l'AW149 è un elicottero militare multiruolo di media portata, dotato di due motori turboelica, un equipaggio di due piloti più 16 soldati completamente equipaggiati e un peso massimo al decollo di circa 8.600 chilogrammi (19.000 libbre). 
Offre una velocità massima di circa 310 chilometri (192 miglia) orari e un'autonomia adatta a una varietà di missioni tattiche e di supporto.
Tra gli attuali operatori militari c’è anche la Thailandia, che è stata uno dei primi clienti export, ad aver acquisito cinque AW149 per il trasporto truppe e per compiti di utilità, particolarmente rilevanti dato il territorio difficile del paese e la necessità di una mobilità flessibile delle truppe.

L'Egitto ha inoltre ordinato un lotto di elicotteri AW149 per impieghi marittimi e di pubblica utilità.

I moderni elicotteri militari devono essere equipaggiati con avanzati sistemi avionici per affrontare missioni impegnative negli ambienti operativi più ostili. L'AW149 è un elicottero militare multi-missione di ultima generazione, di categoria media, in grado di garantire gli elevati livelli di efficacia e sopravvivenza richiesti dalle forze armate odierne, unendo tecnologie, apparecchiature e armamenti con caratteristiche di sicurezza e prestazioni senza pari.
L'AW149 è ottimizzato per svolgere missioni specifiche molto diverse, quali il trasporto di truppe, operazioni di sollevamento e trasporto carichi esterni, evacuazione medica, ricerca e soccorso (SAR) e recupero del personale, operazioni delle forze speciali, supporto aereo ravvicinato, scorta armata, comando e controllo (C2) e infine intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR).
L'AW149 combina in un’unica piattaforma, elevate prestazioni, ridotti costi del ciclo di vita e capacità operative in ogni condizione metereologica e climatica, giorno e notte. L’ampia cabina, rapidamente riconfigurabile, può ospitare una vasta gamma di equipaggiamenti e sistemi d'arma volti a migliorare l'efficacia delle missioni nelle condizioni operative più complesse.
Il sistema di missione avanzato consente l'integrazione rapida ed efficace di equipaggiamenti, avionica, armamenti e sistemi di difesa in base ai requisiti specifici della missione e del cliente. Operativo giorno e notte, l’AW149 è dotato di un cockpit digitale in grado di ridurre il carico di lavoro del pilota ed è compatibile con visori notturni (NVG).
L'AW149 garantisce all'equipaggio standard di sicurezza elevati. Gli alti livelli di tolleranza balistica delle pale, della struttura e dei componenti, della fusoliera e dei sedili resistenti agli urti, oltre che il carrello di atterraggio rinforzato, contribuiscono a garantire uno standard di sopravvivenza elevato. La trasmissione principale è in grado di funzionare per 50 minuti anche in assenza di lubrificante, l'elicottero è dotato di serbatoi autosigillanti oltre a una suite di sistemi di difesa integrati con blindature aggiuntive.
La spaziosa cabina e le ampie porte scorrevoli su entrambi i lati consentono il rapido trasporto di truppe dotate di equipaggiamento pesante in supporto alle operazioni che richiedono velocità esecutiva. L’accessibilità laterale garantisce rapide operazioni con verricello e di discesa con corda, per il dispiegamento e il recupero delle truppe in modalità hovering,  oltre che il fuoco di copertura dalle mitragliatrici montate sui finestrini. L’ampia stiva per barelle e kit medicali è accessibile anche dalla cabina.

Caratteristiche generali dell’AW-149:

  • Equipaggio: 2
  • Capacità: 19 truppe con equipaggiamento leggero, 16 truppe con carico da combattimento
  • Lunghezza: 17,57 m (57 piedi e 8 pollici)
  • Diametro: 14,60 m (47 piedi e 11 pollici)
  • Larghezza: 3,06 m (0 pollici)
  • Altezza: 5,14 m (16 piedi e 10 pollici)
  • Volume: 11,2 m 3 (400 piedi cubi) per la cabina, 2,4 m 3 (85 piedi 3 ) per lo stivaggio
  • Peso massimo al decollo: 8.600 kg (18.960 libbre)
  • Portata utile: 3.880 kg (8.550 libbre) di carico utile, 2.800 kg (6.200 libbre) per il gancio di carico
  • 2 turbomotori Safran Aneto -1K, 1.715 kW (2.300 CV) ciascuno Potenza massima continua; il Rolls-Royce Turbomeca RTM322 è un motore turboalbero attualmente prodotto da Safran Helicopter Engines. L'RTM322 è stato originariamente concepito e prodotto da Rolls-Royce Turbomeca Limited, una joint venture tra Rolls-Royce e Turbomeca, ora Safran Helicopter Engines. Il motore è stato progettato per adattarsi a un'ampia gamma di elicotteri militari e commerciali. L'RTM322 può essere utilizzato anche in applicazioni marittime e industriali. Il Safran Aneto è uno sviluppo successivo, destinato agli elicotteri super-medi e pesanti, sviluppato da Safran Helicopter Engines e che copre la gamma da 2.500 a 3.000 CV (da 1.900 a 2.200 kW).
  • Diametro del rotore principale: 14,6 m (47 piedi e 11 pollici).

Prestazioni
  • Velocità massima: 310 km/h (190 mph, 170 kn)
  • Velocità di crociera: 278 km/h (173 mph, 150 kn)
  • Autonomia: 1.009 km (627 mi, 545 nmi)
  • Resistenza: 5h 05 min
  • Tangenza di servizio: 4.600 m (15.000 piedi) (soglia di volo stazionario 1.770 m (5.810 piedi).

Armamento
  • Punti di attacco: 4 con le seguenti combinazioni:
  • 2 pod di lancio missili con 2 pod di lancio razzi
  • 4 baccelli di lancio di razzi
  • 2 serbatoi di carburante
  • Razzi: pod FZ231 con razzo 12 × 70 mm
  • Missili: un pod multi-lanciatore in grado di lanciare 4 missili AGM-114 Hellfire II.

Architettura aperta dell’avionica.








IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, RID, Thedefensepost, WIKIPEDIA, You Tube)































 

lunedì 2 marzo 2026

RAZZI DI ASSISTENZA AL DECOLLO: JATO è l'acronimo di jet assisted take off. Indica un sistema per aiutare il decollo di velivoli sovraccarichi fornendo una spinta ausiliaria mediante piccoli razzi.









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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.








JATO è l'acronimo di jet assisted take off. Indica un sistema per aiutare il decollo di velivoli sovraccarichi fornendo una spinta ausiliaria mediante piccoli razzi. Il termine è usato in modo intercambiabile con il (più specifico) termine RATO, per Rocket-Assisted Take Off (o, nel gergo della RAF, RATOG per Rocket-Assisted Take Off Gear).







Primi esperimenti e seconda guerra mondiale

I primi esperimenti utilizzanti razzi come booster per portare in quota alianti furono condotti in Germania negli anni venti (ad esempio dal Lippisch Ente) e più tardi dalla Royal Air Force.
La Luftwaffe introdusse tale sistema durante la seconda guerra mondiale.
Il sistema britannico usava razzi a combustibile solido sufficientemente potenti per lanciare i velivoli (in genere Hawker Hurricane) da una piccola rampa montata a prua delle navi mercantili, nota come Catapult armed merchantmen (o CAM Ships), al fine di fornire una parziale copertura contro gli aerei da ricognizione nazisti. Terminata la propulsione ausiliaria, il razzo veniva rilasciato dal retro dell'aereo per cadere in acqua e affondare. Una volta compiuta la missione, il pilota, se possibile, doveva volare verso un territorio amico o paracadutarsi dall'aereo, sperando di essere prelevato da una delle navi di scorta. In due anni il sistema è stato usato solo nove volte per attaccare aerei tedeschi con otto abbattimenti nemici e la perdita di un solo pilota.
Anche la Luftwaffe usò questa tecnica con motori a razzo a propellente liquido o solido, spesso lasciati cadere quando l'aereo era in quota. Vennero usati sia per aiutare il decollo dei loro piccoli bombardieri sia per trascinare l'enorme aliante Gigant, Messerschmitt Me 321, concepito nel 1940 per l'invasione della Gran Bretagna e utilizzato per il rifornimento del fronte russo. Esso veniva trainato in aria da un massimo di tre Messerschmitt Bf 110, aerei da caccia pesanti, in una configurazione detta Troika-Schlepp, ma con carichi che avrebbe reso il decollo troppo lungo senza l'uso di razzi JATO.
Questo divenne importante specialmente quando sul finire della guerra, le piste venivano accorciate dai bombardamenti alleati.
Il loro sistema tipicamente utilizzava razzi Walter HWK 109-500 o -501 Starthilfe ("aiuto al decollo") motori a razzo monopropellente a carburante liquido spinti dalla decomposizione chimica di "T-Stoff" (una soluzione acquosa di perossido di idrogeno all'80%) promossa da un catalizzatore (Z-Stoff). Un paracadute, alloggiato nella parte anteriore della custodia esterna del motore, era utilizzato per rallentare la sua caduta dopo essere stato rilasciato dall'aereo, in modo che il razzo poteva essere riutilizzato.
Primi esperimenti si svolsero nel 1937 su un Heinkel He 111, guidato dal pilota collaudatore Erich Warsitz a Neuhardenberg in un grande campo d'aviazione situato a circa 70 chilometri a est di Berlino, usato come campo d'aviazione di riserva in caso di guerra.
Altri esperimenti tedeschi con sistemi JATO avevano lo scopo di assistere il decollo di aerei intercettori come il Messerschmitt Me 262, nelle versioni C chiamate Heimatschützer ("difensore della patria"). Erano dotati sia di una versione adattata del motore a razzo a propellente liquido Walter HWK 109-509, motore usato nel progetto Me 163 Komet. Il motore era montato nell'estrema parte posteriore della fusoliera (negli Heimatschützer I) o in pod dietro il bordo di uscita dell'ala) per aiutare i propri turboreattori Jumo 004 o motori BMW 003 R, che erano una combinazione di propulsori turbogetto e razzo al posto degli Jumo 004 (versione Heimatschützer II). In questo modo gli intercettori Me 262 C Heimatschützer potevano salire in quota rapidamente per raggiungere le formazioni dei bombardieri nemici.
Venne realizzato un solo prototipo delle versioni Heimatschützer I e Heimatschützer II, mentre dell'Heimatschützer III (progetto con il razzo montato sotto l'aereo) non si realizzò neppure un prototipo perché gli Alleati stavano avanzando.
All'inizio del 1939, la United States National Academy of Sciences concesse 1 000 $ a Theodore von Kármán e al Rocket Research Group del Guggenheim Aeronautical Laboratory per la ricerca sul decollo degli aeromobili aiutati da razzi. Fu la prima ricerca JATO a ricevere finanziamenti governativi degli Stati Uniti.

Secondo dopoguerra

Dopo la seconda guerra mondiale il sistema JATO divenne di uso comune su velivoli a turbogetto con bassa velocità, o per velivoli particolarmente pesanti; il quadrimotore Avro 696 Shackleton usava dei turbogetti Armstrong Siddeley Viper per il decollo. A seguito della crescita della spinta dei turbogetti, il sistema JATO decadde.
È ancora usato, però, quando un aereo con un carico pesante deve decollare da piste corte o quando si opera in condizioni "Hot and high" (quando la densità dell'aria è bassa a causa della temperatura elevata e ad altitudini elevate).
La Operation Credible Sport fu un'operazione militare statunitense degli anni ottanta, atta a salvare ostaggi tenuti in Iran, utilizzando un C-130 modificato con sistema JATO. Il progetto fu cancellato dopo che una precoce accensione dei razzi destinati ad ammortizzare l'atterraggio fece precipitare il velivolo.
Lo JATO Junior è stato un tentativo della Aerojet Engineering di introdurre unità JATO di minore potenza per piccoli aerei commerciali, ma fu bloccata dall'U.S. Navy Bureau of Aeronautics. L'Aerojet sostenne che un piccolo JATO delle dimensioni di una bottiglia, creando 250 libbre (113 kg) di spinta per 12 secondi poteva aiutare un piccolo aereo privato, che richiedeva normalmente circa 900 piedi (274 m) di pista per superare un ostacolo alto 50 piedi (15 m), a oltrepassarlo con 300 piedi (91 m) di pista.

Decollo a lunghezza zero

Due programmi sperimentali analoghi di decollo a lunghezza zero (Zero Length Launch) sono stati sviluppati dalla US Air Force e dalla Voenno-vozdušnye sily SSSR sovietica circa nello stesso periodo alla fine degli anni cinquanta. Nel primo caso venne usato un Republic F-84 modificato, designato EF-84G, che utilizzava come booster un missile MGM-1 Matador a combustibile solido. Nel secondo, un MiG-19 modificato, designato SM-30, lanciato da una speciale piattaforma, e con motore booster simile a quello statunitense. L'F-100 Super Sabre e l'F-104 Starfighter furono usati anche per esperimenti zero-length launch.

Leggende metropolitane

La JATO Rocket Car è una leggenda metropolitana che racconta la storia di una vettura dotata di unità JATO che viene poi trovata schiantata contro una montagna. Questa storia è spesso narrata come esempio di Darwin Award ma sembra essere un falso, senza alcun fondamento.
La leggenda è stata esaminata più volte su Discovery Channel nello spettacolo MythBusters. Una prima volta in un episodio pilota del 2003, l'equipaggio replicò la scena e la spinta dello JATO con alcuni motori a razzo amatoriali disponibili in commercio. La vettura correva molto velocemente, sorpassando l'elicottero che la inseguiva, ma mai raggiunse la velocità di 300 mph (500 km/h) riportato nella storia originale e non riuscì a decollare. Il mito fu rivisitato nel 2007, utilizzando una diversa configurazione di razzi nel tentativo di far volare l'automobile che però esplose prima di raggiungere la fine della rampa di lancio. Il mito è stato nuovamente riesaminato nel 2013 nel 1º episodio di Mythbusters Serie 12 (come in una celebrazione per il 10º anno dell'andata in onda della trasmissione).









IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, SANDBOXX, WIKIPEDIA, You Tube)




























 

domenica 1 marzo 2026

Corpo navale israeliano - חיל הים הישראלי - Heil HaYam HaYisraeli: le corvette missilistiche “classe Sa'ar 6” comprendono quattro unità ordinate dalla marina militare israeliana nel maggio 2015.












https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.









Corpo navale israeliano - חיל הים הישראלי - Heil HaYam HaYisraeli

Il Corpo navale israeliano (in ebraico חיל הים הישראלי, Heil HaYam HaYisraeli) è la marina militare dello Stato di Israele. 


Questo corpo opera soprattutto nel mar Mediterraneo, ad ovest del Golfo di Aqaba, nel mar Rosso e nella parte meridionale del golfo di Suez.






LE CORVETTE MISSILISTICHE SA’AR 6

La classe Sa'ar 6 di corvette comprende quattro unità ordinate dalla marina militare israeliana nel maggio 2015. Il loro progetto deriva da quello della tedesca classe Braunschweig di corvette, e tutte le unità verranno costruite in Germania, con la prima unità che dovrebbe entrare in servizio nel 2019. Il governo tedesco contribuirà con un terzo del costo complessivo delle navi.
Le navi saranno caratterizzate da una bassa osservabilità radar e da un ponte di volo in grado di ospitare elicotteri, ma col piccolo hangar in grado di ospitare solo degli UAV. Le differenze con la classe Braunschweig potrebbero essere dettate da due possibili opzioni di scelta per gli israeliani: la classe Meko 80 da 1500 t di corvetta e il modello di OPV (Offshore Patrol Vessel, un grosso pattugliatore) da 1.800-2.000 t; il costruttore sarà la ThyssenKrupp Marine Systems (TKMS), che in cambio comprerà beni in Israele per 150 milioni di Euro.

CARATTERISTICHE GENERALI:
  • Costruttore: German Naval Yards Holdings e ThyssenKrupp Marine Systems (TKMS);
  • Dislocamento: 1900 tonnellate (a pieno carico);
  • Lunghezza: 90 metri (295 piedi e 3 pollici);
  • Larghezza: 13 m (42 piedi e 8 pollici);
  • Pescaggio: ?
  • Velocità: ?
  • Autonomia: 4000 NMI (7400 km);
  • Complemento: 70 ;
  • Propulsione: (CODAD / Diesel e Diesel combinati) 2 motori diesel MTU 2 alberi / 2 eliche 
  • Armamento: Sistema di lancio verticale (VLS) - 16 celle per missili Barak-8 LR/MR SAM Sistema di lancio verticale (VLS) - 40 celle per sistema di difesa puntuale C-Dome (SAM) Tubo o lanciatore scatolare per un massimo di 16 missili IAI Gabriel V o RGM-84 Harpoon Block II SSM - 1 cannone Oto-Melara (Leonardo) 76/62 2 stazioni arma Rafael Typhoon 2 tubi lanciasiluri Mk.32 (324 mm/12,75") 
  • Aeromobili imbarcati: ponte di volo e hangar per 1 elicottero ;
  • Sistemi: Radar di sorveglianza, tracciamento e guida multifunzione EL/M-2248 (MF-STAR) Radar AESA Decoy attivo RF C-GEM.

Le corvette classe Sa'ar 6 sono quattro corvette di fabbricazione tedesca ordinate dalla Marina israeliana nel maggio 2015. Sono gestite dalla flottiglia Shayetet 3.

Sviluppo

Il design delle navi è vagamente basato sulla corvetta tedesca di classe Braunschweig, ma con modifiche ingegneristiche per ospitare sensori e missili di fabbricazione israeliana come il Barak 8 e il sistema navale Iron Dome. Elbit Systems si è aggiudicata il contratto per progettare e costruire le suite di guerra elettronica (EW) per le navi, costruite in Germania in un progetto congiunto di German Naval Yards Holdings e ThyssenKrupp Marine Systems (TKMS). La prima della classe era prevista per la consegna nel 2020.  Il costo di costruzione è stato stimato in 1,8 miliardi di NIS (nuovi shekel israeliani) o circa 430 milioni di euro (480 milioni di dollari).  Israele pagherà due terzi del costo e il governo tedesco sovvenzionerà un terzo dei costi di costruzione delle corvette, come per i sottomarini di classe Dolphin. 

Missioni

Il gruppo libanese Hezbollah sostiene che i giacimenti di gas israeliani si trovano in acque libanesi. Ha minacciato di prendere di mira le piattaforme di gas israeliane. Una nave di proprietà israeliana sarebbe stata ripetutamente colpita da missili vicino agli Emirati Arabi Uniti. La nave era in rotta verso gli Emirati Arabi Uniti dal Kuwait, secondo le notizie di Channel 12. 
La Sa'ar 6 è stata adottata per la protezione marittima, la difesa anti-trasporto e la prevenzione delle minacce nella zona economica esclusiva (ZEE) israeliana. La Sa'ar 6 viene anche utilizzata per difendere le rotte di navigazione israeliane nel Mediterraneo per importare oltre il 90% delle merci per Israele.  Uno dei loro ruoli è quello di proteggere le piattaforme di gas naturale nel Mar Mediterraneo da possibili attacchi terroristici via mare o minacce missilistiche. 

Caratteristiche

La Sa'ar 6 ha un dislocamento di quasi 1.900 tonnellate a pieno carico ed è lungo 90 m (295 piedi e 3 pollici). È armato con un cannone principale Oto Melara da 76 mm, due stazioni d'arma Typhoon, 32 celle di lancio verticali per missili terra-aria Barak-8, 40 celle per il sistema di difesa puntuale C-Dome, 16 missili antinave Gabriel V, il radar AESA EL/M-2248 MF-STAR e due lanciatori di siluri da 324 mm (12,8 pollici). Ha spazio per l'hangar e una piattaforma in grado di ospitare un elicottero di classe media tipo SH-60. 
Israele ha ricevuto la prima delle quattro corvette di classe Sa'ar 6, INS  Magen, l'11 dicembre 2020;  Thyssen Krupp Marine Systems ha ufficialmente consegnato la seconda corvetta, INS  Oz, il 4 maggio 2021.  Il 27 luglio 2021, anche le ultime due navi, INS Atzmaut e INS Nitzachon, sono state consegnate alla Marina israeliana dal costruttore. Dovevano essere equipaggiate con radar e sistemi d'arma dalla Marina israeliana dopo il loro arrivo in Israele.  Ad Haifa, nel settembre 2022, il cannone principale a fuoco rapido 76/62 della nave è stato accettato cerimonialmente per le prime due navi della classe. 










IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, WIKIPEDIA, You Tube)