giovedì 14 maggio 2026

Beretta Defense Technologies / Fkmd (Fox knives military division): nel 165° anniversario della fondazione dell’E.I., sono stati presentati al pubblico i primi fucili d'assalto Beretta Narp muniti della nuova baionetta Fox knives.













https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.












Beretta Defense Technologies (BDT) rappresenta l'alleanza strategica tra le aziende del gruppo Beretta Holding dedicate al settore militare e della difesa: 
  • Cos'è BDT: È l'alleanza tra Beretta, Benelli, Sako, Steiner e Tikka, progettata per offrire soluzioni integrate (fucili, ottiche, munizioni) per eserciti e forze di polizia.
  • Ultimi Progetti (NARP): BDT ha recentemente sviluppato il New Assault Rifle Platform (NARP), un fucile d'assalto modulare calibro 5,56 mm NATO, progettato per il soldato moderno.
  • Prodotti Principali: L'alleanza BDT gestisce piattaforme come il fucile d'assalto ARX160/ARX200, la pistola APX e le nuove carabine Sako M23. 




Fox knives, Maniago (PN) - Via Cristans 22 - 33085 Maniago PN - Italy

Nel 1977 Oreste Frati, dopo una lunga esperienza nel settore produttivo e in quello commerciale, fonda le Coltellerie FOX. Nel panorama del mercato nazionale e internazionale, il riuscito binomio tra la consolidata tradizione professionale e il desiderio di innovazione tecnica, ha reso il Gruppo FOX un’azienda di prim’ordine.
Nel 2008 Oreste Frati insieme al figlio Gabriele e ad Andrea De Lorenzi, artigiano coltellinaio di Maniago, ha costituito la sede produttiva di Euro Knives Italia srl, con l’obiettivo di offrire prodotti all’avanguardia e in grado di rispondere alle richieste di un mercato sempre più esigente. Nel 2020 Fox ed Euroknives si fondono diventando un’unica realtà la FOX2 Produzione. In questa realtà vengono concentrate le fasi peculiari della progettazione e produzione della coltelleria moderna a marchio FOX, FKMD e altri importanti brand di rilevanza mondiale.
Personale altamente qualificato, macchinari a controllo numerico di ultima generazione, alto contenuto tecnologico ed ampia scelta dei migliori materiali da impiegare durante le fasi di campionatura e di produzione sono la garanzia di quanto realizzato e destinato a forze amate, caccia e tempo libero, seguendo in modo attento e rigoroso le specifiche del cliente. prodotti finiti vengono poi trasferiti presso le Coltellerie Fox, dove si svolgono le attività di controllo qualità, logistica e spedizioni, seguendo tutte le direttive del sistema ISO 9001.




Nel 165° anniversario della fondazione dell’E.I., le truppe hanno presentato in una manifestazione pubblica i primi fucili d'assalto Beretta Narp muniti della nuova baionetta prodotta dalla divisione militare della Fox knives di Maniago.

Si sapeva da tempo che i fucili d’assalto Beretta Narp fossero stati già consegnati ad alcune unità dell’E.I.: ora si sono viste anche le varianti adottate munite di canna da 14,5 pollici (368 mm) e quelle per le nostre Forze speciali che utilizzano lunghezze di canna di 11,5 pollici (292 mm) con silenziatore Beretta B-silent Qd con attacco/sgancio rapido. 
Tali modelli utilizzeranno la calciatura “intermedia” ribaltabile-estensibile in polimero estensibile, e quella metallica non estensibile-ribaltabile. L’arma d’assalto, ad ogni buon conto, prevede anche versioni munite di canna da 16 pollici (406 mm) Marksman.
La nuova baionetta di recente adottata è nata dalla collaborazione tra Beretta e Fkmd (Fox knives military division) e appare ispirata alla baionetta Fkmd “Leonida” ma è di sezione cilindrica ed è munita di uno speciale attacco posteriore che si serra direttamente sulla slitta Picatinny inferiore dell’astina del fucile. 
La lama della baionetta è a doppio filo sulla punta ma ha l’ultima parte convessa con seghettatura; ricorda la spada Kopis dei greci o della sua variante Falcata iberica (non è un caso se la baionetta ispiratrice della Fox si chiama “Leonida”). 
Si tratta di una soluzione tecnica che unisce le esigenze militari per il combattimento ravvicinato e per l’utilizzo come utensile da campo. Sulla sommità della lama vi è una fessura rettangolare che, se inserita nella parte inferiore del fodero in acciaio, trasforma la baionetta in trancia-fili. L’arma da fianco dovrebbe avere una lama lunga circa 18,5 cm in acciaio speciale N690Co con durezza di 58-60 Hrc e un peso di circa 295 g.

L’Assault Rifle Platform NARP è un fucile d'assalto italiano camerato per il calibro 5,56 × 45 mm NATO, sviluppato e prodotto dalla Beretta BDT.


Lo sviluppo del NARP è iniziato nel 2018, con varianti via via sottoposte alle forze speciali nazionali per i test a fuoco. L'arma è stata presentata ufficialmente nel corso del salone londinese DSEI del 2023, dopo 15 anni dal lancio del Beretta ARX-160.
Il progetto trae origine dalla diretta collaborazione tra l’Azienda Beretta ed il Comando delle forze speciali dell’esercito (COMFOSE) e alla fine risulta un grande salto in avanti rispetto agli attuali dispositivi in servizio.





L’AR70/90 e l’ARX 160, su giudizio degli organi tecnici dell’Esercito, hanno mostrato dopo alcuni anni:
  • un peso eccessivo,
  • l’assenza della slitta picatinny, 
  • eccessivo utilizzo di componenti in plastica, 
  • problemi di chiusura dell’otturatore. 

Il NARP è una piattaforma unica e moderna, con ergonomia simile alle piattaforme AR ma con feature e caratteristiche uniche sviluppate da Beretta grazie ad anni di esperienza nel settore militarte che spingono le prestazioni del prodotto verso nuovi limiti. Grazie al peso ridotto di 3,3kg (caricatore vuoto incluso) ed una lunghezza totale inferiore a 90cm, il NARP è adatto ad ogni tipo di operatore offrendo controlli ambidestri e simmetrici, la possibilità di installare diverse tipologie di calcio (telescopico, pieghevole, collassabile), nonché impugnature e calcioli brevettati che consentono una maneggevolezza eccellente ed una transizione veloce in ogni circostanza di impiego.
Modularità e versatilità fanno del NARP un’arma che si adatta ad ogni scenario operativo, anche agli ambienti più complessi e rischiosi: upper e lower receiver realizzati in leghe di derivazione aeronautica e copertura addizionale antipolvere garantiscono prestazioni eccellenti anche a temperature molto basse o molto alte e in ambienti fangosi e polverosi.
Grazie ad un controllo eccellente e completo, il NARP offre una precisione millimetrica a qualsiasi distanza, con la certezza di colpire il bersaglio e completare la missione con successo.
Presentato ai DSEI in 3 varianti in calibro 5.56 NATO, il NARP sarà il primo tassello di una nuova famiglia di fucili d’assalto,. Integrato con il nuovo silenziatore B-Silent creato da Beretta, prodotto usando la tecnologia produttiva additiva, il nuovo fucile riduce drasticamente la traccia termica ed acustica degli operatori militari, incrementando quindi la capacità di sopravvivenza sul campo di battaglia.
Il nuovo fucile ha diversi miglioramenti in termini di ergonomia, modularità e protezione, con la possibilità di adottare vari calibri e configurazioni, incluse soluzioni per la riduzione della vampa e del rumore; utilizza un sistema di funzionamento con pistone a corsa corta tipo “tappet”, porta otturatore che scorre su una guida in acciaio ed è dotato di molla di ritorno interna e un otturatore rotante multi-risalto. L’impiego della molla di ritorno interna permette l’utilizzo della indispensabile calciatura pieghevole.
La costruzione, come noto, è interamente metallica con due semi castelli in lega di alluminio 7075 incernierati tra loro; l’astina è dotata di interfacce M-Lok per il montaggio degli accessori tattici.

A dicembre 2025 è stata annunciata l'acquisizione da parte dell'Esercito Italiano, nelle cui unità operative il NARP andrà a sostituire il predecessore ARX-160.

Bdt (Beretta defense technologies), la commessa iniziale è di 7 mila esemplari, con una proiezione su un complessivo di 50 mila esemplari. L’obiettivo è quello di sostituire sia i fucili d’assalto Beretta Arx 160, sia i più vecchi 70/90, nel quadro di un ammodernamento generale della forza armata. I primi reparti a ricevere il nuovo fucile d’assalto sono il 9° reggimento d’assalto paracadutisti Col Moschin e il 4° reggimento ranger paracadutisti alpini. Le armi sono camerate in 5,56×45, con canne lunghe 11,5 e 14,5 pollici, c’è tuttavia anche la previsione di una variante in 7,62×51.
Il fucile d’assalto NARP non condivide alcuna parte meccanica con il sistema AR-15. L’arma da fianco è composta da due semi-castelli in lega di alluminio Ergal, accoppiati da due perni passanti, uno posteriore di apertura e uno anteriore di smontaggio. Il lower receiver, verso il bocchettone di alimentazione, presenta la leva di selezione ambidestra con 3 posizioni: sicura, colpo singolo e raffica. Il pulsante di sgancio del caricatore e la leva di sblocco dell'otturatore sono ambidestri. Sull’upper receiver superiore è presente posteriormente la leva a T di armamento, superiormente una guida STANAG 4694, che si raccorda frontalmente con quella presente sull'astina paramano traforata. 
Le mire metalliche sono ribaltabili, amovibili e sono composte da tacca di mira a diottra e mirino. La calciatura in stile AR-15 è di tipo ribaltabile metallica scheletrata, con poggia-guancia.
Le canne inizialmente previste in calibro 5,56 mm NATO sono da 11,5 pollici per la versione CQB (Close Quarters Battle) e 14,5 pollici per la versione Carbine. Sviluppi futuri potranno essere una versione CQB con canna da 7 pollici in calibro .300 AAC Blackout (7,62 × 35 mm NATO), una versione Infantry Automatic Rifle (mitragliatrice leggera) con canna da 16 pollici e un Designated Marksman Rifle con canna da 18 pollici. Le canne sono munite di spegnifiamma a 3 rebbi e sono predisposte per un silenziatore appositamente sviluppato, il Beretta B-SILENT.
L'arma è alimentata da caricatori prismatici STANAG NATO da 20 o 30 colpi, ma è in grado di utilizzare anche caricatori a tamburo. Sarà inoltre compatibile con il lanciagranate Beretta GLX 160 tramite un'apposita interfaccia. Il sistema di funzionamento, coperto da un nuovo brevetto Beretta, è a sottrazione di gas con pistone a corsa corta.




Beretta Narp nella versione “Praetorian” in calibro 6,5 Grendel (6,5×39)

Nel 2025, è stato presentato al pubblico il Beretta Narp nella versione “Praetorian” in calibro 6,5 Grendel (6,5×39), sviluppato in collaborazione con Swiss P per quanto riguarda la munizione e su richiesta di un noto gruppo anti terrorismo francese; non è stato svelato quale reparto per motivi contrattuali.

Nel “Praetorian” emergono alcune richieste specifiche: 
  • il nuovo calciolo compatto, telescopico e ribaltabile con appoggia-guancia,
  • comandi ambidestri di serie, 
  • lunghezza massima della canna di 14,5 pollici con il compatto moderatore-spegni fiamma B-Silent,  la lunghezza di canna “vera” del Praetorian è di 11,5 pollici, 
  • misura 847 millimetri con calciolo esteso e 629 millimetri con calcio ribaltato, 
  • il peso e di circa 3.500 grammi,
  • tre munizioni 6,5 Grendel specialistiche sviluppate appositamente dalla Swiss P sono le seguenti: una con palla Fmj di 120 grani per uso generale/precisione, una Armor piercing di 120 grani per bersagli protetti, e una espansiva di 123 grani della linea Styx.








IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, Armi e Tiro, Tacticalpress, Beretta BDT, Fox knives, Wikipedia, You Tube)




















 

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