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Si vis pacem, para bellum
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.
SwissP Defence AG (del Gruppo Beretta BDT) è un produttore svizzero di munizioni di piccolo calibro con sede a Thun.
SwissP Defence AG è un produttore svizzero di munizioni di piccolo calibro. Con sede a Thun, l'azienda è di proprietà di Beretta ed è il successore legale della Eidgenössische Munitionsfabrik Thun ( lett. ' Fabbrica federale di munizioni di Thun ' ). Ha acquisito il suo nome attuale nel 2022, quando Beretta ha acquisito la divisione RUAG Ammotec del produttore svizzero di armi RUAG. Le radici dell'azienda di munizioni risalgono al mulino da polvere di Steffisburg, fondato nel 1586. La storia vera e propria della SwissP Defence iniziò nel 1863, quando Hans Herzog fondò il Laboratorio Federale di Thun. Dal 1874 al 1995, l'azienda operò con il nome di Eidgenössische Munitionsfabrik Thun. Durante la prima guerra mondiale, l'azienda impiegava fino a 2050 persone, e durante la seconda guerra mondiale, rispettivamente fino a 2400 e 2450. Dopo diverse fusioni, il produttore di munizioni con sede a Thun è entrato a far parte della divisione di piccolo calibro di RUAG nel 2002 e ha operato come RUAG Ammotec, che includeva anche una filiale tedesca (oggi: RWS GmbH ). Beretta ha acquisito RUAG Ammotec nel 2022. La filiale svizzera si chiama SwissP Defence dalla fine del 2022. Il 1° ottobre 2024, Hannes Hauri è diventato il nuovo CEO di SwissP. Hauri era stato precedentemente criticato dalla Corte dei Conti federale svizzera per il suo ruolo in uno scandalo di corruzione presso RUAG. In qualità di responsabile del dipendente che avrebbe venduto fraudolentemente parti del Leopard 1 a prezzi inferiori a quelli di mercato, Hauri aveva avvertito il dipendente di accuse anonime. Blick ha riferito che documenti interni dell'azienda accusavano Hauri di "leadership e documentazione insufficienti", ma ha notato che ciò sembrava non avere alcun impatto sulla sua carriera. Nell'ambito dell'acquisto di RUAG Ammotec, Beretta garantì di mantenere lo stabilimento di Thun per almeno cinque anni. Due anni dopo, nel 2024, SwissP minacciò di chiudere lo stabilimento di Thun, citando controlli sulle esportazioni sempre più restrittivi e il calo degli ordini da parte delle Forze Armate svizzere. In risposta, il Dipartimento federale della Difesa svizzero aumentò i suoi ordini di munizioni, nonostante l'obiettivo fosse quello di ridurre i costi di approvvigionamento. Nel marzo 2025, SwissP ha licenziato 22 dipendenti. Secondo quanto riferito, è l'unica fabbrica Beretta in perdita. Il Tages-Anzeiger ha riportato i licenziamenti nel contesto del crollo dei ricavi degli esportatori di armi svizzeri a causa delle rigide restrizioni all'esportazione, soprattutto in seguito alla decisione del Consiglio federale del 2022 di vietare la riesportazione di munizioni di fabbricazione svizzera per il cannone antiaereo semovente Gepard dalla Germania all'Ucraina. Le munizioni dell'azienda sono commercializzate con il marchio "SWISS P". Si tratta principalmente di munizioni per cecchini. I tipi di proiettili sono forniti in tutti i calibri comuni. L'azienda offre anche soluzioni di sistema per pistole. Queste includono armi speciali personalizzate, silenziatori, mirini ottici e altri accessori. I clienti di SwissP sono le forze armate e le autorità di polizia. Nel 2025, la Neue Zürcher Zeitung ha riferito che SwissP stava sviluppando una versione più potente del GP 90, la munizione standard delle forze armate svizzere, in grado di penetrare i giubbotti antiproiettile. Non è chiaro se le forze armate svizzere o la NATO siano interessate all'acquisto della nuova munizione.
LA NUOVA MUNIZIONE ANTI-DRONE DENOMINATA “SHATTER4K”
I droni commerciali sono economici, agili e sempre più utilizzati in scenari ostili. Le munizioni convenzionali di piccolo calibro non sono state progettate per ingaggiare bersagli aerei leggeri. Ciò si traduce in opzioni di interazione limitate e rischi imprevedibili.
Gli operatori necessitano di una soluzione efficace contro le minacce, ma priva della significativa zona di pericolo associata alle munizioni convenzionali.
La munizione anti-drone “SHATTER4K” combina l'esperienza svizzera nel settore delle munizioni con un design incentrato sull'interazione con bersagli aerei leggeri.
Il proiettile è progettato per rilasciare gli effettori in modo controllato, quadruplicando la probabilità di abbattere efficacemente il drone e riducendo gli effetti indesiderati al di fuori dell'area bersaglio.
Anziché basarsi sul comportamento convenzionale dei proiettili, lo SHATTER4K è progettato per interagire con strutture leggere attraverso la frammentazione.
Quando il proiettile SHATTER4K viene sparato, si separa poco dopo aver lasciato la canna. Quattro effettori continuano la loro traiettoria leggermente decentrati rispetto all'asse di lancio e si dirigono verso il bersaglio. Questo crea molteplici traiettorie di impatto da un singolo colpo, aumentando significativamente la probabilità di interazione con bersagli aerei leggeri, soprattutto i temutissimi droni o le munizioni vaganti.
Il nuovo proiettile SHATTER4K è compatibile con fucili e mitragliatrici standard e può essere utilizzato senza modifiche ai vari sistemi d'arma.
Un semplice cambio di caricatore trasforma istantaneamente l'arma in un efficace strumento per abbattere i droni, senza bisogno di regolare il mirino.
Con lo Shatter 4 K, l’azienda del Gruppo Beretta BDT introduce una soluzione di munizioni appositamente progettata per operazioni anti-drone efficaci. Subito fuori alla canna, il proiettile si separa in modo controllato in quattro sotto-proiettili, aumentando significativamente la probabilità di colpire droni o aeromobili a pilotaggio remoto di piccole e medie dimensioni.
Il proiettile è disponibile nei calibri standard Nato:
- 5,56×45 mm;
- e 7,62×51 mm.
Come già evidenziato, lo Shatter 4 K può essere sparato da fucili d’assalto e mitragliatrici standard senza alcuna modifica:
La nuova cartuccia per la difesa dai droni, destinata all'uso militare e delle forze dell'ordine. Il proiettile è progettato per rilasciare quattro effettori in modo controllato, quadruplicando la probabilità di abbattere efficacemente il drone e riducendo gli effetti indesiderati al di fuori dell'area bersaglio.
SPECIFICHE AGGIUNTIVE per 5.56x45 SHATTER4K 2,9 g / 45 gr:
- Calibro: 5,56x45 / .223 Rem.
- Tipo di proiettile: SHATTER4K
- Peso del proiettile: 2,9 g / 45 gr
- Senza piombo: no
- Primer: SINOXID
- Velocità a 2,5 m: 960 ± 35 m/s (3.150 ± 115 fps) ,
- Energia di un singolo proiettile a 2,5 m (min - max): 267 J (248–281 J).
La gittata effettiva deliberatamente limitata riduce sostanzialmente i rischi collaterali; l’energia cinetica residua dei piccoli proiettili rilasciati è sufficiente a distruggere significativamente i componenti elettronici principali dei droni come i rotori, i motori, i componenti elettronici e i pacchi batteria.
Come sopra evidenziato, il nuovo proiettile è stato sviluppato e testato in Svizzera.
Lo Shatter 4K offre agli utenti militari e delle forze dell’ordine una soluzione anti-drone pratica e immediatamente operativa; pur essendo imprecisa è correttamente progettata.
Allo stato, bisognerebbe solo testarla sui numerosi campi di battaglia dei giorni nostri.
IL NOSTRO PENSIERO
Si vis pacem, para bellum (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.
Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia.
La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà: altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! Nulla di più errato.
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE".
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: SEMPRE!
Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.
(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, Swiss-P, Armi e Tiro, WIKIPEDIA, You Tube)










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