venerdì 26 giugno 2026

Comando Aviazione dell'Esercito italiano - AVES: in data 6 maggio 2026, per la ricorrenza del 75º anniversario dell’Aviazione dell’Esercito, è stato ufficialmente presentato l’ultima novità dell’E.I., ovvero l’elicottero multiruolo leggero UH-169D.












https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.











Comando Aviazione dell'Esercito italiano - AVES

Il Comando Aviazione dell'Esercito (Comando AVES, chiamata in passato Aviazione leggera dell'Esercito, ALE e, per un breve periodo Cavalleria dell'aria) sovrintende alla componente aerea dell'Esercito Italiano. 
L'AVES è la più giovane specialità dell'Esercito Italiano ed è l'unica specialità della Forza Armata che non appartiene a nessuna Arma o Corpo dell'Esercito ma è formata da personale altamente qualificato proveniente da diverse Armi e specialità.
Il Comando AVES è stato costituito nel 2003.





LA PRESENTAZIONE DEL LEONARDO UH-169D

In data 6 maggio 2026, presso il Centro Addestrativo dell’Aviazione dell’Esercito di Viterbo, per la ricorrenza del 75º anniversario dell’Aviazione dell’Esercito, è stato ufficialmente presentato l’ultima novità dell'E.I., ovvero l’elicottero multiruolo leggero UH-169D (o Light Utility Helicopter, LUH).
Tale piattaforma eliportata è destinato a prendere il posto dell’AW-109, gdell’AB-206, AB-205, AB-212 e AB-412). L’aeromobile è notoriamente l'evoluzione dell'AW-169M di Leonardo Elicotteri e che fa parte, insieme ad AW-139 e AW-149/189 e fra non molto dell’AW-249 FENICE), della "famiglia" di macchine prodotte presso le officine Leonardo di Cascina Costa (VA).

L'elicottero ha: 
  • una lunghezza complessiva di 14,65 m; 
  • un’altezza di circa 4,5 m; 
  • un rotore principale pentapala di 12,12 m di diametro; 
  • un rotore anticoppia a 3 pale collocato sul lato destro del trave di coda.

L’elicottero nella nuova variante Delta

L’UH-169D dell’AVES si riconosce per la presenza dei pattini e rappresenta l’apice della “militarizzazione” dell’elicottero di Leonardo.
Una prima grande differenza di questa variante rispetto alle altre precedenti “169” riguarda il peso massimo al decollo che da 4.600 kg, viene poi portato, nella versione “militarizzata” a 4.800 kg e può raggiungere i 5.100 kg adottando una serie di irrobustimenti che caratterizzano l’ultima versione UH-169D.
L'UH-169D LUH (Light Utility Helicopter) è un elicottero bimotore multiruolo di ultima generazione sviluppato da Leonardo sulla base dell'elicottero militare AW169M. Adottato principalmente dall'Aviazione dell'Esercito Italiano, è destinato a sostituire progressivamente i vecchi modelli in servizio come gli AB205, AB212 e AB412. 

Caratteristiche Principali

Classe e Peso: È un aeromobile nella classe delle 4,8 tonnellate, posizionato strategicamente nella gamma di Leonardo tra il più leggero AW109 e il più grande AW139. 
Prestazioni: Raggiunge una velocità di crociera di circa 300 km/h, vanta un'autonomia di 815 km ed è progettato per operare efficacemente anche in condizioni estreme, come il volo in alta montagna. 
Missioni: Versatile per natura, l'UH-169D è impiegato per trasporto truppe, missioni tattiche, supporto logistico, ed è configurabile per attività di ricerca, soccorso ed evacuazione medica (HEMS).
Innovazioni Tecnologiche: È dotato di un'avionica digitale avanzata. Il design a "piattaforma unica" consente una catena di approvvigionamento più efficiente, mentre l'APU (Auxiliary Power Unit) integrata permette di alimentare i sistemi di bordo e i presidi sanitari per i pazienti a terra senza dover accendere i rotori. 

Dotazione e Programma

Il programma prevede una fornitura complessiva di 25 esemplari per l'Esercito Italiano. La flotta è affiancata anche da specifici elicotteri per l'addestramento basico (denominati UH-169B), utilizzati per preparare gli equipaggi a questa transizione tecnologica.
L’elicottero di base è stato presentato al pubblico il 19 luglio 2010 durante il 47° Farnborough International Air Show; è stato subito considerato il concorrente dei più famosi Eurocopter EC 145 e Eurocopter Dauphin.
Il 10 maggio 2012 ha compiuto il primo volo mentre l'azienda italiana ha previsto l'entrata in servizio per il 2014. Secondo le stime dell'AgustaWestland entro il 2030 saranno operative circa 1 000 unità di AW169.
L'AW169 è stato concepito per avere un peso massimo al decollo di 4 800 kg, questo lo colloca in una posizione intermedia all'interno della gamma dell'azienda, tra il più piccolo AW109, elicottero a 8 posti con 3 400 kg, e il più grosso AW139, elicottero con 15 posti e 7 000 kg.
Il primo prototipo ha volato per la prima volta a Cascina Costa, presso lo stabilimento Agusta, il 10 maggio 2012 al comando dei piloti collaudatori Giuseppe Lo Coco e Giuseppe Afruni e degli ingegneri di volo Massimo Longo e Stefano Rognoni. È prevista la realizzazione di altri tre prototipi entro il 2013.
Nel mese di aprile del 2013 l'AgustaWestland ha presentato una versione per partecipare ad un concorso indetto dell'U.S. Army e, tale versione, è stata definita come AW 169 AAS. Il programma dell'esercito militare statunitense cerca di trovare un sostituto al Bell OH-58 Kiowa, ritenuto non compatibile alle esigenze odierne della forza armata. L'azienda italo-inglese sostiene che, anche se il proprio elicottero pesa il doppio rispetto al Kiowa, l'AW 169 permette una migliore flessibilità d'utilizzo, sistemi tecnologici all'avanguardia e la possibilità di aggiornare l'elicottero facilmente per sostenere le future operazioni.
Nel 2015 è iniziata la produzione, mentre la consegna è prevista per il secondo trimestre del 2015.
A partire dal 2017, l'AW169 viene impiegato nel ruolo HEMS nelle basi di Pescara, Ancona, Fabriano, Messina e Pantelleria operati da Babcock MCS Italia (già Inaer Italia); Elitaliana opera un AW169 per conto dell'ARES 118 della Regione Lazio e Alidaunia opera un altro AW169 HEMS nella base di Foggia. Un altro esemplare è utilizzato a Treviso dal 2018.

Versioni:

  • AW169: versione di base.
  • AW169M: versione dotata di supporti interni per una mitragliatrice o un fucile di precisione per lato, piloni esterni per mitragliatrici e pod per razzi da 70 mm.
  • UH-169A: denominazione adottata dalla Guardia di Finanza per i suoi AW169M.
  • UH-169B: denominazione adottata dall'Esercito Italiano per i suoi AW169M da addestramento.
  • UH-169C: denominazione adottata dall'Arma dei Carabinieri per i suoi AW169.
  • UH-169D: denominazione adottata dall'Esercito Italiano per la versione operativa dei suoi velivoli sviluppata modificando il AW169M.

VENDITE ed EXPORT delle versioni militari:

  • Austria - Luftstreitkräfte - A settembre 2020, il Ministero della Difesa austriaco ha ufficialmente annunciato la selezione di 18 elicotteri Leonardo AW169M. L'ordine definitivo per i 18 elicotteri (6 AW169B da addestramento e 12 AW169MA multiruolo) è stato firmato il 2 dicembre 2021. Ulteriori 18 elicotteri (6 AW169B da addestramento e 12 AW169MA multiruolo) sono stati ordinati l'11 novembre 2022. Il primo AW169B è stato preso in consegna il 21 dicembre 2022. Secondo esemplare consegnato il 3 marzo 2023. Terzo esemplare consegnato il 20 maggio 2023.
  • Rep. Dominicana - Fuerza Aérea Dominicana - 4 AW169 ex Qatar Emiri Air Force ordinati a marzo 2023, con i primi due esemplari consegnati il 23 marzo 2024. Quarto ed ultimo esemplare consegnato a fine agosto 2025.
  • Italia - Servizio aereo della Guardia di Finanza - 24 AW169M (di cui sei con carrello fisso e 18 con pattini) più un pacchetto completo di supporto e addestramento ordinati a novembre 2018, con consegne che dovrebbero concludersi nel 2024. Gli elicotteri saranno, inoltre, equipaggiati con un’ampia gamma di sistemi e sensori forniti da Leonardo tra i quali il sistema di missione RW ATOS con una consolle avanzata, il radar di sorveglianza Gabbiano, il sistema elettro-ottico LEOSS, il transponder per individuazione amico/nemico IFF M428, sistemi di comunicazione V/UHF, pannelli di controllo e sistemi luci e la possibilità di impiegare il sistema iperspettrale per telerilevamento SPHYDER. Il primo esemplare è stato consegnato il 12 novembre 2019. - Servizio aereo carabinieri - 6 AW169M (4 più 2 in opzione poi esercitata) ordinati a giugno 2019. L'ultimo dei sei esemplari ordinati è stato consegnato il 18 gennaio 2024. - Aviazione dell'Esercito - 2 AW169 ABC (Addestramento Basico Commerciale) ordinati il 20 dicembre 2019, che saranno seguiti, a partire dal 2023, da ulteriori 15 AW169MA (Multiruolo Avanzato). Il primo dei due AW169 ABC (ridesignati dall'esercito UH-169B) è stato consegnato il 10 luglio 2020. Nel 2021 è seguita l'approvazione di una seconda tranche per complessivi 33 esemplari. Primo UH-169D dotato di pattini consegnato il 28 aprile 2025. La consegna di questo primo UH-169D fa parte di un ordine complessivo di 25 elicotteri.
  • Macedonia del Nord - Voeno Vozduhoplovstvo i Protivvozdušna Odbrana - 4 AW169 selezionati il 22 gennaio 2024, acquistati ufficialmente il 26 marzo successivo.
  • Qatar - Qatar Emiri Air Force - 4 AW169 ordinati ad inizio 2020, e consegnati due a febbraio e due a marzo 2021. Gli elicotteri non sono mai entrati effettivamente in servizio e sono stati ceduti alla Fuerza Aérea Dominicana a marzo 2023.










IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, RID, WIKIPEDIA, You Tube)








































 

giovedì 25 giugno 2026

AERONAUTICA CANADESE: l'ufficio del Primo Ministro Mark Carney ha confermato di recente che il governo canadese ha avviato le trattative per l'acquisto di una trentina di esemplari del trainer Leonardo M-346 MASTER.











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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.













Il governo canadese intenderebbe acquisire una trentina di esemplari dell'aereo da addestramento M-346, prodotto da Leonardo; l’ufficio del Primo Ministro Mark Carney, dopo l'incontro tra Carney e il Primo Ministro italiano Giorgia Meloni, ha confermato: “Canada e Italia stanno diventando sempre più vicini in materia di difesa e sicurezza. A tal fine, i leader sono stati lieti di avviare i negoziati per l'acquisto da parte del Canada dell'aereo da addestramento avanzato M-346, progettato e prodotto da Leonardo, una delle maggiori aziende aerospaziali italiane”. "Sfruttando l'esperienza italiana nel settore aerospaziale e della difesa, questo accordo consentirà alla Royal Canadian Air Force di addestrarsi con attrezzature all'avanguardia e di sviluppare una capacità di addestramento nazionale", aggiunge la dichiarazione, prima di sottolineare che si inserisce nell'approccio "Build-Partner-Buy" (costruire in patria e collaborare con alleati affidabili), un commento significativo visti i rapporti attuali tra Ottawa e Washington.





Non sono stati forniti ulteriori dettagli su quantità, prezzo o tempistiche. 

Un portavoce di Leonardo non poteva che ribadire che l'azienda "accoglie con favore la dichiarazione del governo canadese sull’M-346". La notizia giunge mentre il Canada continua a dibattere se finalizzare un importante acquisto di caccia F-35 Joint Strike Fighter o aggiungere un acquisto di velivoli SAAB Jas-39 Gripen. Il governo di Ottawa potrebbe optare per una flotta mista che arriverebbe a contare oltre 100 velivoli. All’uopo è appena il caso di ricordare che l’M-346 è già stato utilizzato per addestrare sia i piloti dell'F-35 che quelli del Gripen.

L'M-346 è utilizzato da oltre 20 paesi per l'addestramento dei piloti. 

Tuttavia, molti di questi paesi, tra cui attualmente anche il Canada, addestrano i propri piloti inviandoli alla Scuola Internazionale di Addestramento al Volo (IFTS) in Italia, anziché acquistare una propria flotta di velivoli.
La multinazionale italiana conferma di aver venduto oltre 160 M-346 in tutto il mondo. Tra gli acquirenti figura l'International Test Pilots School (ITPS), una scuola di addestramento per piloti con sede in Canada. A marzo, l'ITPS ha annunciato l'acquisto di sei M-346 destinati ai propri allievi, che dovrebbero entrare in servizio già nel 2029.




LEONARDO M-346 MASTER

Nel 1992, Aermacchi firmò un accordo di cooperazione con Yakovlev per fornire supporto finanziario e tecnico al nuovo addestratore che l'azienda stava sviluppando dal 1991 per l'aeronautica militare russa in competizione con il Mikoyan MiG-AT. 
Aermacchi ottenne anche il diritto di modificare e commercializzare il velivolo per il mercato occidentale.  Il velivolo risultante volò per la prima volta nel 1996 e fu portato in Italia l'anno successivo per sostituire il vecchio MB-339. A questo punto, il velivolo veniva commercializzato come Yak/AEM-130. 


YAK-130


Nel febbraio 1996, la Russia fornì i finanziamenti iniziali per lo Yak/AEM-130 e si impegnò ad acquistare fino a 200 velivoli per l'aeronautica militare russa. 

Nell'ottobre del 1998, fu riportato che l'impresa stava diventando sempre più un'iniziativa guidata dall'Italia a causa della mancanza di sostegno finanziario da parte della Russia. 

Nel luglio del 2000, Aermacchi deteneva una quota del 50% nel programma di sviluppo, mentre Yakovlev e Sokol avevano una quota del 25% ciascuna.  A metà del 2000, fu annunciato che le divergenze di priorità tra le due aziende e la mancanza di sostegno finanziario da parte dei partecipanti russi al programma avevano portato alla fine della partnership e che ciascuna azienda avrebbe proseguito lo sviluppo dell'aereo in modo indipendente; Yakovlev ricevette 77 milioni di dollari sotto forma di cancellazione parziale del debito URSS/Russia verso l'Italia e per il diritto legale di utilizzare alcuni dei documenti tecnici dell'aereo.  Yakovlev sarebbe in grado di vendere lo Yak-130 a paesi come quelli della Comunità degli Stati Indipendenti, India, Slovacchia e Algeria, mentre Aermacchi sarebbe in grado di vendere l'M-346 ai paesi della NATO, tra gli altri.
L'M-346 è una versione altamente modificata del velivolo che era in fase di sviluppo nell'ambito della joint venture. Utilizza apparecchiature esclusivamente di produttori occidentali, come il sistema di controllo di volo digitale sviluppato da una collaborazione tra Teleavio, Marconi Italiana e BAE Systems. Nel luglio 2000, Aermacchi ha selezionato il motore turbofan Honeywell F124 per alimentare il tipo al posto del motore Lotarev DV-2S originariamente previsto. Nel 2004, un contratto per lo sviluppo di un simulatore di missione completo per l'M-346 è stato assegnato a CAE. Da allora sono stati emessi ulteriori contratti di produzione per il simulatore di missione completo di CAE. 
Il 7 giugno 2003, il primo prototipo dell'M-346 uscì dal plastico; i test a terra iniziarono poco dopo. Il 15 luglio 2004, il primo prototipo effettuò il suo primo volo.
Nel gennaio 2005, il Ministero della Difesa greco ha firmato un Memorandum d'intesa (MOU) per diventare partner del programma, seguito da un accordo di cooperazione industriale tra Aermacchi e Hellenic Aerospace Industry nel 2006. Nel marzo 2008, l' ENAER cilena ha firmato un Memorandum d'intesa (MOU) con Alenia Aermacchi al salone aeronautico FIDAE. 
Il 10 aprile 2008, il primo aereo Low Rate Initial Production (LRIP-00), prodotto nella configurazione finale (nuovo carrello di atterraggio e aerofreno, più parti in composito), è stato presentato. Il 18 dicembre 2008, Aermacchi ha annunciato che l'M-346 aveva raggiunto una velocità massima di Mach 1,15 (1.255 km/h, 678 nodi, 780 mph), affermando che si trattava della prima volta in cui un aereo interamente costruito in Italia aveva infranto la barriera del suono in 50 anni. 
Nel maggio 2008, Boeing ha firmato un Memorandum d'intesa per cooperare nella commercializzazione, vendita, addestramento e supporto di due aerei da addestramento Aermacchi, l'M-346 e l'M-311. 
Il 20 giugno 2011, la Direzione Generale per gli Armamenti Aeronautici del Ministero della Difesa italiano a Roma ha concesso ad Alenia Aermacchi la Certificazione di Tipo Militare per l'M-346 Master. Durante il processo di certificazione, il velivolo di sviluppo M-346 ha effettuato 180 voli di prova, per un totale di 200 voli nel corso dei cinque mesi precedenti, durante i quali sono stati completati oltre 3.300 punti di prova. 
Nel ruolo di addestratore a reazione avanzato, il modello originale M-346 è disarmato; tuttavia, nel novembre 2015, è stato riferito che Alenia Aermacchi era vicina a finalizzare una variante a doppio ruolo del velivolo in grado di combattere. Verso la fine del 2017, si è svolta una serie di test armati che coinvolgevano i missili AIM-9L. Nel 2015, una variante armata, designata come M-346 LCA (Light Combat Aircraft), è stata offerta alla Polonia; questa includeva, secondo quanto riferito, la capacità di operare con il missile aria-terra Brimstone. 

La variante armata è in fase di sviluppo, designata M-346FA. Il primo aereo di pre-serie ha volato dall'aeroporto di Venegono nel luglio 2020. 

Nel febbraio 2016, la società Leonardo-Finmeccanica , di recente creazione e consolidata, ha promosso l'Aermacchi M346 in due nuovi ruoli: addestramento di compagnia e addestramento al combattimento aereo dissimile. Per replicare meglio le prestazioni di volo e il comportamento di vari velivoli nemici, sia la forza g che l'angolo di attacco possono essere selezionati indipendentemente nel sistema di controllo del volo; secondo quanto riferito, i clienti esistenti hanno affermato che il tipo è ben adatto al ruolo di aggressore. Leonardo ha offerto l'M-346 per i ruoli di addestramento di compagnia e di avversario/aria rossa. 
Nel gennaio 2021, i ministri della difesa israeliani e greci hanno annunciato piani per stabilire un accordo di sicurezza di ampio respiro da 1,68 miliardi di dollari che include l'acquisto di dieci aerei M-346 e la creazione e gestione di una scuola di volo per l'aeronautica militare ellenica da parte di Elbit Systems, comprese disposizioni per simulatori, addestramento e supporto logistico. 
L'M-346 è progettato per il ruolo principale di addestratore da combattimento, in cui le prestazioni e le capacità del velivolo vengono utilizzate per fornire addestramento ai piloti per l'ultima generazione di aerei da combattimento. Alimentato da una coppia di motori turbofan a secco Honeywell F124, progettati per ridurre i costi di acquisizione e di esercizio, è in grado di volare in modalità transonica senza utilizzare un postbruciatore ; Alenia Aermacchi ha affermato che le prestazioni di volo dell'M-346 sono "seconde solo a quelle degli aerei dotati di postbruciatore".  Durante il processo di progettazione, sono stati rispettati i due concetti gemelli di "progettazione per il costo" e "progettazione per la manutenzione", riducendo i costi di acquisizione e di esercizio; i costi per ora di volo dell'M346 sono, a quanto pare, un decimo di quelli dell'Eurofighter Typhoon.  Al di fuori del ruolo di addestramento, l'M-346 è stato progettato fin dall'inizio per ospitare ulteriori capacità operative, comprese missioni di combattimento come il supporto aereo ravvicinato e i compiti di pattugliamento aereo. 
L'M-346 incorpora un sistema di controllo di volo fly-by-wire digitale quadruplex a piena autorità che, in combinazione con la configurazione aerodinamica ottimizzata del velivolo, garantisce piena manovrabilità e controllabilità ad angoli di attacco molto elevati (superiori a 30°). Il sistema di controllo di volo, che incorpora una filosofia di progettazione HOTAS, è dotato di limitazione dell'angolo di attacco e della forza g regolabile; se combinato con il suo ampio inviluppo di prestazioni, ciò consente all'M-346 di imitare efficacemente le prestazioni di volo di vari aerei da combattimento operati da piloti in addestramento o di aumentare progressivamente i livelli di difficoltà, aumentando così l'efficacia dell'addestramento.  È presente un sistema di recupero attivato dal pilota (PARS) che, se premuto, effettua un recupero automatico riportando il velivolo su una traiettoria di volo stabile e livellata. 
È incorporato un sistema avionico digitale, modellato sulle sue controparti a bordo degli aerei militari di ultima generazione come il Saab JAS-39 Gripen, il Lockheed Martin F-22 Raptor e l'Eurofighter Typhoon, rendendolo adatto a tutte le fasi dell'addestramento al volo avanzato e riducendo così l'uso di aerei da combattimento per scopi di addestramento, “scaricando” le ore di volo dall'Unità di Conversione Operativa (OCU) all'Unità di Addestramento Piloti. Viene impiegata un'architettura avionica modulare, che consente l'incorporazione di nuove apparecchiature e sistemi e aumenta il potenziale di crescita del tipo. La cabina di pilotaggio in vetro dell'M-346 è rappresentativa della cabina di pilotaggio di ultima generazione ed è compatibile con i visori notturni; dispone di tre display LCD multifunzione a colori, un head-up display (anche nella cabina di pilotaggio posteriore),  e un display montato sul casco (HMD) opzionale.  È presente anche un sistema di comando vocale, che è integrato con funzioni come il sistema di navigazione. I sistemi di comunicazione includono ricetrasmettitori VHF / UHF , transponder IFF e sistema di prevenzione delle collisioni a mezz'aria (MIDCAS),  e sistema di allarme di prossimità al suolo (GPWS). 

Una caratteristica chiave dell'M-346 è il sistema di addestramento tattico integrato (ETTS). L'ETTS è in grado di emulare varie apparecchiature, come radar, pod di puntamento, armi e sistemi di guerra elettronica; inoltre, l'ETTS può interfacciarsi con varie munizioni e altre apparecchiature effettivamente trasportate a bordo.  

Il sistema può funzionare in modalità autonoma, in cui i dati simulati e le informazioni sullo scenario, con minacce e obiettivi,  vengono caricati prima del decollo, oppure in rete, durante la quale i dati vengono ricevuti e utilizzati in tempo reale dalle stazioni di monitoraggio a terra tramite il collegamento dati dell'aeromobile. L'ETTS può generare forze generate dal computer realistiche (sia amiche che nemiche). Ai fini della valutazione e dell'analisi post-missione, i dati accumulati, come i video dal display montato sul casco opzionale, possono essere estratti e rivisti. Leonardo offre anche un sistema di addestramento integrato (ITS), che combina l'M-346 con un sistema di addestramento a terra (GBTS) - composto da dispositivi di addestramento accademico, simulatori, sistemi di pianificazione della missione e di gestione dell'addestramento - e un servizio logistico completo come parte di un programma più ampio per la qualificazione dei piloti.
L'M-346, nella variante multiruolo Fighter Attack (M-346FA), è dotato di un radar di controllo del fuoco multimodale (Grifo M-346 di Leonardo Electronics) e di un totale di sette punti di attacco , è in grado di trasportare carichi esterni fino a 3.000 kg mantenendo un elevato rapporto spinta-peso; i dati di gestione degli armamenti possono essere presentati su uno qualsiasi dei display multifunzione nella cabina di pilotaggio.  

La sezione radar equivalente dell'M346 in una configurazione standard è di 20 metri quadrati; questa può essere ridotta a un solo metro quadrato installando un kit a bassa osservabilità sviluppato per il tipo. 

Altri sistemi di autodifesa che possono essere installati includono un sistema di supporto per gli ausili difensivi (DASS) che include un ricevitore di allarme radar (RWR), un sistema di allarme di avvicinamento missilistico (MAWS) e distributori di chaff e flare (C&FD). La suite di comunicazione avanzata e incentrata sulla rete dell'M-346FA include comunicazioni sicure e Tactical Datalink, sia NATO che non NATO.
L'M-346FA, capace di combattimento, può svolgere missioni di attacco al suolo, difesa della patria, pattugliamento aereo e ricognizione. Può trasportare diverse munizioni e carichi, tra cui missili aria-aria IRIS-T o AIM-9 Sidewinder, vari missili aria-superficie, missili antinave, bombe e razzi a caduta libera e a guida laser, un pod per cannone da 12,7 mm, pod di ricognizione e puntamento e pod di guerra elettronica; il puntamento delle armi viene eseguito utilizzando il display montato sul casco e i display multifunzione. Tutti i sistemi principali sono duplicati e il sistema di volo riconfigurabile, per aumentare la sopravvivenza e la funzionalità in caso di danni subiti in battaglia.  L'aereo ha un'autonomia massima di 1.375 miglia nautiche quando equipaggiato con un massimo di tre serbatoi di carburante esterni, che può essere estesa tramite rifornimento in volo tramite una sonda di rifornimento rimovibile.









IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, Breakingdefense, WIKIPEDIA, You Tube)