venerdì 24 aprile 2026

US NAVY: Leonardo DRS, leader nello sviluppo di sistemi per il pacchetto di equipaggiamento per missioni (MEP - Mission Equipment Package). Le forze armate statunitensi, in tutte le loro branche, si trovano ad affrontare questa minaccia crescente, il che rende necessario lo sviluppo e l'implementazione di capacità C-UAS avanzate.










https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.







Il 2026 segna un nuovo passo avanti nella difesa delle operazioni marittime: Leonardo DRS conferma l’introduzione di una capacità avanzata anti-UAS (Counter-Unmanned Aerial Systems) progettata specificamente per l’ambiente marittimo. 
Leonardo DRS ha presentato per la prima volta il suo pacchetto di equipaggiamento per missioni marittime (M-MEP) integrato su un'imbarcazione di superficie autonoma senza equipaggio (AUSV). L'M-MEP è una suite di sistemi indipendente dalla piattaforma, progettata collettivamente per proteggere le imbarcazioni da attacchi che coinvolgono sistemi aerei a pilotaggio remoto (UAS) di piccole e medie dimensioni, singoli o multipli. L'M-MEP è stato dimostrato su un USV Sea Machines Stormrunner in occasione della fiera Sea Air Space 2026 della Navy League, alle porte di Washington DC.





Leonardo DRS ha adattato la sua gamma di sistemi anti-UAS (Counter-UAS) terrestri per operazioni in mare nell'ambito del progetto M-MEP. Il design modulare, unito a un'architettura di sistema aperta, consente l'integrazione di molteplici effettori cinetici e non cinetici, sensori configurabili via software e pacchetti di comunicazione. Leonardo DRS afferma che questa flessibilità garantisce che gli M-MEP rimangano indipendenti dalla piattaforma, potendo essere configurati su una gamma di USV (Uscent-Based User Vehicle) di piccole e grandi dimensioni, a partire da 4,2 metri di lunghezza. I sensori e gli effettori anti-UAS sono progettati per integrare le capacità navali esistenti.
Il sistema M-MEP utilizza radar attivi e passivi e sistemi elettro-ottici/infrarossi (EO/IR), con una consapevolezza situazionale facilitata dall'elaborazione dei dati in tempo reale e dalla valutazione delle minacce, consentendo un processo decisionale e una risposta più rapidi. Leonardo DRS afferma che M-MEP impiega una gamma di sistemi di guerra elettronica non cinetici per l'interruzione e la neutralizzazione attiva dei sistemi di guida dei droni, mentre l'integrazione dell'apprendimento automatico e dell'intelligenza artificiale (IA) ha lo scopo di contribuire a prevedere e mitigare le minacce emergenti.

Il sistema è denominato “Maritime Mission Equipment Package (M-MEP)”, ed è stato integrato con successo su un veicolo di superficie autonomo senza equipaggio (AUSV) equipaggiato nella difesa contro le minacce aeree senza pilota.

Come noto agli addetti ai lavori e oramai a tutti, anche l’impiego di droni, semplici quadricotteri commerciali o velivoli a lungo raggio, ha trasformato il panorama delle minacce. 
Per i gruppi navali d’altura, gli aeromobili a pilotaggio remoto o governati dall’A.I., rappresentano una minaccia concreta per le unità navali militari e non, per le infrastrutture portuali e anche per linee di comunicazione strategiche. 

E’ ora indispensabile una capacità operativa di individuare e neutralizzare rapidamente questi assetti.

Il sistema M-MEP  di Leonardo DRS è stato messo a punto per rispondere a questa priorità. 
E’ progettato per una rapida integrazione e offre una soluzione “plug-and-play” che riduce i tempi e privilegia flessibilità, modularità e velocità di dispiegamento.
L’M-MEP utilizza una architettura integrata, con sensori avanzati, comando e controllo e strumenti di neutralizzazione in un’unica soluzione operativa. 
Tra i componenti principali figurano radar marittimi e sensori elettro-ottici/infrarossi (EO-IR), in grado di garantire un rilevamento accurato anche in condizioni ambientali degradate.
La piattaforma software SAGEcore™, è stata sviluppata per la fusione dei dati sensoriali attraverso algoritmi basati sull’A.I.. Ciò consente di migliorare la consapevolezza del dominio marittimo, permettendo agli operatori di identificare e classificare le minacce in tempi ridottissimi.

In qualità di partner di fiducia nel settore della difesa e del Dipartimento della Difesa (DoD), Leonardo DRS sfrutta decenni di esperienza per riunire team di esperti che integrano tecnologie all'avanguardia, sviluppando e implementando rapidamente sistemi C-UAS in risposta alle minacce in continua evoluzione. 

Questo approccio globale garantisce che le nostre forze armate possano contare su meccanismi di difesa robusti e versatili in diversi scenari.
Con l'evoluzione della guerra moderna, il profilo della minaccia si è modificato in modo significativo, con i droni che sono diventati una componente cruciale delle strategie avversarie. Questi sistemi senza pilota spaziano dai piccoli droni disponibili in commercio a sofisticate unità di livello militare in grado di svolgere missioni complesse. Le forze armate statunitensi, in tutte le loro branche, si trovano ad affrontare questa minaccia crescente, il che rende necessario lo sviluppo e l'implementazione di capacità C-UAS avanzate.
La Marina degli Stati Uniti, al pari di altre branche delle forze armate, si trova ad affrontare le stesse sfide legate ai droni. Queste minacce sono spesso caratterizzate da attacchi complessi che coinvolgono uno o più sistemi aerei a pilotaggio remoto (UAS) di piccole e medie dimensioni a bassa quota. Per contrastare queste minacce marittime, Leonardo DRS ha adattato il suo collaudato sistema C-UAS terrestre per le operazioni in mare. Questo adattamento garantisce una protezione efficiente ed efficace delle forze quando installato su navi autonome, fornendo una soluzione robusta che migliora la prontezza operativa e la flessibilità tattica della Marina.
L’esperienza nella progettazione di Leonardo DRS, costruzione e integrazione di sistemi Mission Equipment Package (MEP) sottolinea una leadership nella creazione di soluzioni adattabili e indipendenti dalla piattaforma. Questi sistemi sono fondamentali per diversi veicoli di superficie autonomi senza equipaggio (USV), che svolgono un ruolo cruciale nelle moderne operazioni navali.
Il design modulare dei sistemi M-MEP, unito a un'architettura di sistema aperta, consente la perfetta integrazione di molteplici effettori cinetici e non cinetici, sensori configurabili via software e pacchetti di comunicazione. Questa flessibilità garantisce che gli MEP rimangano indipendenti dalla piattaforma, in grado di essere configurati su una vasta gamma di USV, da quelli di piccole a quelli di grandi dimensioni.
I sistemi MEP adattabili di Leonardo DRS forniscono ai marinai capacità complete per rilevare, identificare, tracciare e neutralizzare le minacce aeree in mare. Questa maggiore manovrabilità tattica è fondamentale per garantire che le forze navali possano rispondere in modo rapido ed efficace alle minacce emergenti, mantenendo così un vantaggio strategico. Grazie a questi strumenti avanzati, i marinai sono in grado di manovrare con sicurezza e determinazione a livello tattico, rafforzando in modo significativo la protezione delle forze e l'efficacia operativa.
Una solida flessibilità della piattaforma garantisce la fornitura di soluzioni di rilevamento e ingaggio collaudate, con un livello di maturità tecnologica (TRL) pari a 9. Queste soluzioni, sia cinetiche che non cinetiche, possono essere implementate su USV di varie dimensioni, a partire da 14 piedi e oltre. La gamma estesa di sensori e attuatori C-UAS integra le capacità navali esistenti, contribuendo in modo significativo alla superiorità nello spazio di battaglia e migliorando l'efficacia complessiva della missione.
Consapevole che l'efficacia dei comportamenti collaborativi autonomi dipende dalle prestazioni dei relativi pacchetti di equipaggiamento di missione, Leonardo DRS si concentra sulla fornitura di soluzioni convenienti e scalabili, progettate per essere dispiegate in prossimità delle zone a rischio. Questo approccio strategico amplia la gamma operativa delle opzioni di risposta a disposizione dei comandanti di flotta, garantendo un equilibrio ottimale tra mobilità e protezione per neutralizzare le minacce in modo efficiente.
La competenza di Leonardo DRS si estende allo sviluppo di partnership con aziende tecnologiche leader, fornendo soluzioni all'avanguardia. In qualità di integratore leader di MEP C-UAS, Leonardo DRS incorpora sensori avanzati e sistemi d'arma cinetici e non cinetici, personalizzati per diverse dimensioni di piattaforme ed esigenze di protezione delle forze.

CAPACITA’ DI RILEVAMENTO

Utilizza radar avanzati attivi e passivi e sistemi elettro-ottici/infrarossi (EO/IR).
Rilevamento efficiente dei droni in arrivo, siano essi singoli esemplari o minacce multiple simultanee.
Una maggiore consapevolezza della situazione grazie all'elaborazione dei dati in tempo reale e alla valutazione delle minacce, che consente un processo decisionale e una risposta più rapidi.

GUERRA ELETTRONICA

Sistemi GPS basati su MEP e sistemi di guerra elettronica non cinetica 4G/5G.
Intervento attivo di disattivazione e neutralizzazione dei sistemi di guida dei droni in seguito alla conferma della minaccia.
Aggiornamenti continui e capacità di adattamento per contrastare sofisticate tattiche avversarie.

MONITORAGGIO COSTANTE

Gli operatori di droni anti-marittimi mantengono un monitoraggio costante delle minacce per garantire una protezione completa.
Pronti a contrastare ulteriori attacchi grazie all'utilizzo illimitato delle capacità di guerra elettronica di bordo.
Integrazione dell'apprendimento automatico e dell'intelligenza artificiale (IA) per prevedere e mitigare le minacce emergenti.

COINVOLGIMENTO CINETICO

Se equipaggiati con sistemi d'arma cinetici, i veicoli blindati MEP sono in grado di ingaggiare e neutralizzare efficacemente i bersagli in arrivo, preservando le risorse di alto valore.
Riduzione della necessità di costosi interventi missilistici contro minacce costituite da droni di piccole dimensioni e a basso costo.
La progettazione modulare consente facili aggiornamenti e l'aggiunta di nuovi sistemi d'arma cinetici man mano che la tecnologia si evolve.

L'impatto operativo dei sistemi M-MEP di Leonardo 

Questi sistemi migliorano la capacità della Marina statunitense di proiettare la propria potenza a terra e garantire il dominio dei mari, anche se le armi a lungo raggio dei paesi avversari spingono la flotta sempre più lontano dalle tradizionali zone di ingaggio:
Leonardo DRS offre soluzioni MEP scalabili che si adattano alla natura in continua evoluzione delle minacce, garantendo pertinenza ed efficacia costanti.
La flessibile integrazione su diverse piattaforme USV consente un rapido dispiegamento e una riconfigurazione in base ai requisiti della missione.
L'integrazione di tecnologie C-UAS avanzate estende la portata della Marina, consentendo una maggiore consapevolezza della situazione e una più efficace neutralizzazione delle minacce.
Il complemento delle capacità navali esistenti migliora l'efficacia complessiva della missione e la prontezza operativa.
Leonardo DRS si concentra sulla fornitura di soluzioni scalabili e convenienti, progettate per essere implementate più vicino alle minacce, ottimizzando l'allocazione delle risorse.
La riduzione della dipendenza da costosi sistemi missilistici per minacce di piccola entità sottolinea la convenienza economica delle soluzioni MEP.









IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, TWZ, Difesanews, Leonardo DRS, WIKIPEDIA, You Tube)

















 

giovedì 23 aprile 2026

MARINA MILITARE ITALIANA: in data 22 aprile 2026, è stata sottoscritta l'integrazione e il completamento del programma “MCS Multipurpose Combat Ship” (già PPA), finalizzata all'upgrade delle unità alla configurazione definitiva FULL Combat System.











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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.










In data 22 aprile 2026, Fincantieri, Leonardo e l’OCCAR hanno sottoscritto l'integrazione e il completamento del programma “Multipurpose Combat Ship” (già PPA), finalizzata all'upgrade delle unità alla configurazione definitiva FULL Combat System.
L’accordo ammonta a circa 62 milioni di euro (solo Fincantieri), e prevede le attività di adeguamento necessarie per portare le unità della classe dalle configurazioni LIGHT e LIGHT PLUS alla configurazione FULL Combat System.
L’Accordo è stato sottoscritto dal Direttore di OCCAR-EA e da Fulvio Palermo, Responsabile Project Management della Direzione Navi Militari di Fincantieri, in rappresentanza del Raggruppamento Temporaneo di Imprese costituito da Fincantieri e Leonardo.







E’ prevista: 
  • l’esecuzione delle attività di adeguamento necessarie per consentire l’upgrade delle unità M.C.S. dalle configurazioni Light e Light Plus alla configurazione Full Combat System,
  • l’introduzione di capacità avanzate nel dominio della difesa cyber.
  • gli interventi, coordinati da Fincantieri, riguarderanno sia le unità già consegnate sia quelle attualmente in fase di costruzione e allestimento, assicurando l’allineamento dell’intera classe ex PPA alla configurazione operativa più avanzata.

Le Multipurpose Combat Ship rappresentano una tipologia di unità navali altamente flessibili, progettate secondo un approccio “fitted for” che consente l’integrazione progressiva di capacità operative. 
Come noto, le navi (praticamente delle fregate lanciamissili) sono in grado di svolgere un ampio spettro di missioni, dal pattugliamento con capacità di soccorso in mare fino a compiti di combattimento, grazie a un sistema di combattimento scalabile che evolve dalle configurazioni più leggere a quella completa.
E’ chiaro che Fincantieri rafforza ulteriormente il proprio ruolo nel programma, confermando il posizionamento del Gruppo nello sviluppo e nell’upgrade di piattaforme navali complesse ad alto contenuto tecnologico, in linea con le esigenze operative della Marina Militare italiana.

L’uppgrade tecnologico, riguarderà sia le unità nuove che quelle già in servizio, per un totale, dunque, di 5 navi (sulle 7 del programma della MM);
saranno aggiornati il PPA PAOLO THAON DI REVEL LIGHT, il FRANCESCO MOROSINI LIGHT e il RAIMONDO MONTECUCCOLI LIGHT+, mentre le 2 unità destinate a rimpiazzare quelle cedute all'Indonesia (gli "ex" RUGGIERO DI LAURIA e MARCANTONIO COLONNA) saranno dunque costruite "direttamente" in configurazione FULL (si tratta dell'ottavo e del nono Multipurpose Combat Ship”, che nel programma della MM rappresenteranno invece il sesto e settimo esemplare). 
Gli MCS GIOVANNI DALLE BANDE NERE e DOMENICO MILLELIRE sono invece già in servizio in configurazione FULL.

Come noto agli addetti ai lavori, nella configurazione FULL, gli MCS sono equipaggiati con:
  • il Dual Band Radar, incentrato sui sensori KRONOS QUAD (banda C) e KRONOS STARFIRE (banda X), entrambi a 4 facce fisse planari,
  • 1 cannone Leonardo 127/64 mm LW VULCANO, 
  • 1 cannone Leonardo 76/62 mm SOVRAPONTE, 
  • 2 mitragliere Leonardo KBA 25/80 mm, 
  • 2 VLS SYLVER A50 a 8 celle per missili superficie-aria ASTER 15/30, 
  • 8 missili antinave MBDA TESEO Mk-2/E, 
  • lanciasiluri Mu-90 da 324 mm.

La Multipurpose Combat Ship (MCS) come ora la Marina Militare preferisce chiamarla, rappresenta una tipologia di nave altamente flessibile con capacità di assolvere molteplici compiti che vanno dal pattugliamento al combattimento di prima linea.

Sono navi di concezione innovativa, per sorvegliare e controllare gli spazi marittimi d'interesse nazionale, vigilare sulle attività marittime ed economiche, concorrere alla salvaguardia dell'ambiente marino, supportare operazioni di soccorso alla popolazione colpita da calamità naturali e per concorrere alla scorta di gruppi navali, navi maggiori e mercantili.
Il progetto di questi nuovi pattugliatori è stato sviluppato per enfatizzare le caratteristiche di versatilità strategica già intrinseche in ogni unità navale: è stata infatti ideata una piattaforma dalle spiccate capacità adattive, grazie alle dimensioni e alle caratteristiche costruttive, che permettono di assumere diverse configurazioni d'impiego, scegliendo l'implementazione dell'allestimento modulare in base al profilo di missione.
Le unità hanno la possibilità di imbarcare equipaggiamenti vari e container per supporto in caso di calamità naturali e/o imbarcazioni tipo RHIB (rigid hullinflatable boat) o mezzi non pilotati.
Il requisito duale delle unità è recepito sin dalle fasi di progetto, così come la possibilità d'integrare agevolmente nuove capacità.
Più in dettaglio, la nave sarà caratterizzata da ampi spazi dedicati all'imbarco di materiali e impianti shelterizzati, che amplieranno ulteriormente la sua capacità ospedaliera, di trasporto di aiuti umanitari e d'imbarco di sistemi specifici per operazioni antinquinamento.
Le nuove navi saranno in grado di impiegare imbarcazioni veloci tipo RHIB fino a una lunghezza di oltre 11 metri tramite gru laterali o per mezzo di una rampa di alaggio situata a poppa.
Le MCS vengono costruite, a similitudine delle FREMM, presso i Cantieri Navali di Riva Trigoso e di Muggiano.

ATTUALE CONFIGURAZIONE DELLE UNITA’:
  • PPA Full: la versione pesante in questione è adatta al combattimento di prima linea;
  • PPA EVO: è una versione ulteriormente migliorata nelle dotazioni, nella strumentazione e negli armamenti, per operazioni più intense.
Le versioni Light e Light+ vengono aggiornate tutte nella versione Full, grazie anche all'elevato grado di modularità delle unità.

PIATTAFORMA

Lo scafo presenta una forma innovativa, che insieme al nuovo rostro prodiero punta ad ottimizzare la spinta idrodinamica allo scopo di soddisfare requisiti prestazionali molto sfidanti, pur mantenendo un moderato impatto ambientale e garantendo l'economicità di gestione.
Le navi sono caratterizzate da due zone ad alta modularità: una di centro nave e l'altra di poppa.
La prima è dotata di una gru Davit con due braccia dispiegabili per il trasporto, il lancio ed il recupero di imbarcazioni lunghe fino a 11 metri e pesanti fino a dieci tonnellate, e una gru centrale per container fino a venti tonnellate. Questa zona ha una capacità di carico fino a otto container ISO 1C, per 120 t massime complessive.
La seconda zona modulare invece può fungere da bacino per mezzi delle forze speciali, da magazzino pallettizzato, da comparto sanitario, da comparto alloggi (30 posti più un'area igiene) o come zone USV e ROV più cittadella di comando.
Adiacente a questa zona è presente in modo predefinito una rampa per il lancio ed il recupero di un veicolo anfibio di tipo RHIB di massimo 11 metri.
La zona plancia presenta una moderna ed innovativa forma, molto simile a quella di un elmo, assicurando un ampio raggio di visibilità nonché un elevatissimo grado tecnologico, essendo in questa riuniti tutti i sistemi di controllo, di autodifesa ed attacco, navigazione e propulsione.

L’INNOVATIVO “COCKPIT NAVALE di Leonardo e Fincantieri NexTech

Tra le caratteristiche più innovative dei PPA (Pattugliatori Polivalenti d’Altura) – le sette unità da pattugliamento realizzate nell’ambito del programma italiano di ammodernamento straordinario della flotta (“Legge Navale”), assieme a una nave anfibia (LHD TRIESTE) e a una nave logistica (LSS VULCANO) – vi è sicuramente l’innovativo “cockpit navale”, frutto di una specifica richiesta della Marina Militare che voleva un nuovo strumento di guida nella plancia comando in grado di assicurare le funzioni basiche di timoneria e di combattimento con un equipaggio minimo. Un requisito realmente rivoluzionario sulla base del quale è stata concepita una postazione integrata, co-prodotta da Leonardo e Fincantieri NexTech, che permette la condotta della nave e delle operazioni aereonavali da parte di soli due operatori, il pilota e il copilota, che hanno inglobato le figure dell’ufficiale di guardia in plancia e del comandante. Da questa postazione è infatti possibile gestire sia le macchine, i timoni e gli impianti di piattaforma sia alcune funzioni del sistema di gestione del combattimento (Combat Management System, CMS), incluso l’uso delle armi in dotazione.
Da un punto di vista funzionale e dell’ergonomia, nella nuova plancia il comandante siede alle spalle dei due operatori, su una speciale poltrona dotata di comandi che gli consentono di interagire tanto con i suddetti due operatori quanto con gli operatori del CMS, mentre pilota e copilota utilizzano joystick, manette del motore e manopole di controllo che ricordano le cabine di pilotaggio degli aerei. Non solo, ma una console centrale, situata tra i due operatori e caratterizzata da un gran numero di interruttori, luci e manopole, contribuisce a creare un'atmosfera da "cabina di pilotaggio". Eppure, siamo su una nave: una configurazione unica del suo genere, concepita in stretta collaborazione con il cliente, e che ha pure un impatto diretto sia nella sistemazione e allestimento degli spazi interni della plancia sia nella conduzione della nave.
Lo studio, la progettazione e la produzione di un sistema di questo genere ha richiesto uno sforzo importante. Il lavoro è stato tuttavia facilitato dall'architettura e da alcune funzionalità comuni con il CMS ATHENA MK.2/SADOC4 di Leonardo, che è servito come base. In prospettiva, con un ulteriore sforzo di integrazione, il cockpit potrà comunque essere selezionato anche per unità navali con diverso CMS.
Nel complesso, per far comprendere ancor più a fondo la rivoluzione introdotta dal cockpit dei PPA, basti pensare che precedentemente l’equipaggio minimo in plancia comprendeva il comandante, due-tre timonieri, un addetto alle comunicazioni e sette operatori del CMS. L’attuale configurazione dei PPA permette di ridurre questa consistenza a sette persone - comandante, pilota, copilota e quattro operatori del CMS (comunicazioni, radar, sonar, ecc.). Inoltre, il cockpit permette di ridurre i tempi di risposta dell’unità a minacce improvvise in quanto consente di mantenere la nave in alto stato di approntamento. Per esempio, i due operatori hanno accesso diretto alle armi di difesa di punto, cosa che permette di reagire prontamente – previo ordine del comandante – a quelle minacce che possono presentarsi in maniera repentina come barchini veloci o velivoli teleguidati. In caso di minacce più complesse, l’accesso immediato a sensori e armi permette di guadagnare tempo prezioso in attesa che l’equipaggio raggiunga i posti di combattimento e si possa sviluppare una risposta più ampia e coerente. Per le funzioni di guida e manovra, in mare come in porto, gli operatori del cockpit possono accedere a tutti i sensori ottici della nave. Di fatto, ogni unità ha una visione a 360° grazie a telecamere diurne, notturne e infrarosse.

ELETTRONICA

L'intero sistema elettronico è stato realizzato da Leonardo, che fornisce un Combat Management System di nuova generazione ad architettura aperta, modulare e riconfigurabile, progettato per essere un sistema C4I completo, con accesso ai servizi di rete della Coalizione così come a quelli Strategici Nazionali.
Nella plancia è stato previsto un innovativo sistema denominato "cockpit" realizzato insieme a Fincantieri, che consente per la prima volta la gestione integrata delle operazioni relative sia alla conduzione della nave sia al sistema di combattimento, con un numero ridotto di addetti, grazie anche all’impiego di tecnologie di realtà aumentata.
Esso comprende un radar AESA 3D Kronos Dual Band, composto da quattro facce fisse. Ognuna di esse comprende a sua volta due pannelli radar, uno in banda C (per la sorveglianza e il tracciamento aerei a medio-lungo raggio e per la sorveglianza e il tracciamento anti-missile balistico, oltre che per la guida dei missili superficie-aria del sistema SAAM-ESD) ed uno in banda X (per la sorveglianza di superficie e per la sorveglianza e il tracciamento aerei a corto raggio). La variante Full è dotata del sistema completo, la Light+ ha solo i pannelli in banda C e la Light ha solo quelli in banda X.
Le unità sono equipaggiate con il radar in banda X per la ricerca aerea e di superficie SPS-732 (RAN 30X/I).
Altri sensori sono: un radar per il controllo del fuoco NA-30S MK2, due radar in banda X e Ka per la navigazione, un sistema IRST (InfraRed Search and Track), sensori per il riconoscimento amico/nemico (IFF, Identification Friend and Foe).
Il sistema di comunicazione è basato sulla tecnologia Software Defined Radio (SDR) e comprende due antenne SATCOM, una a due bande ed una a tre.
In campo ASW le PPA sono dotate di un sonar trainato, sia attivo sia passivo, a bassa-medio frequenza a profondità variabile ATAS e di un sonar trainato Black Snake, progettato per la scoperta e la classificazione di siluri nemici in arrivo.
Leonardo fornisce anche il Diver Detection Sonar, l'Underwater Telephone e il Bathy Thermpograph Unit.
I PPA EVO hanno una nuova strumentazione per gestire i droni (UAV, USV e UUV) di cui sono dotati e nuovi sistemi anti-drone ed anti missili balistici.

ARMAMENTO

L'armamento di base comune a tutte e tre le versioni è costituito da: 
  • un cannone (a prua) OTO Melara 127/64 munito del munizionamento Vulcano; 
  • da un cannone (sull'aviorimessa di poppa) OTO Melara 76/62, del tipo sovraponte, munito di munizionamento Davide/Strales e con predisposizione per il Vulcano;
  • sull'aviorimessa di poppa trovano posto 2 mitragliere a controllo remoto Oto Melara / Oerlikon KBA 25/80; 
  • un impianto missilistico di ultima generazione VLS Sylver A-50 per il lancio in verticale di 16 missili Aster 15, Aster 30 e Aster 30 B1NT; 
  • predisposizione per un sistema di 4 lanciatori binati per il lancio di 8 missili anti-nave e land attack OTOMAT TESEO Mk-2E;
  • 2 lanciatori trinati per siluri da 324mm MU-90 Impact.
  • Sulle MCS Full sono installati due lanciatori ODLS 20 (OTO Decoy Launching System) a controllo remoto il cui ruolo principale è fornire alla nave una difesa passiva dai radar e dai missili dotati di seeker IR, ma anche decoy ASW;
  • un hangar e un ponte di volo per 2 elicotteri NH90 o un AgustaWestland AW101.

ARMAMENTO DELLA FUTURA VERSIONE “Super-MCS-EVO”

La versione MCS-EVO sarà dotata, rispetto alla versione Full, di maggiore armamento nella lotta antisommergibile e nelle operazioni anti-drone. Disporranno altresì di 64 celle VLS SYLVER A50 ed A70: 4 moduli a 8 celle a prua e 4 moduli a 8 celle a centro nave. Le MCS-EVO, con l'uso dei missili da crociera oltre alla lotta antisommergibile potranno anche gestire operazioni superficie-superficie, quindi anti-nave a distanza, anti aerea ed anti-superficie. Inoltre ha nuova strumentazione per gestire i droni (UAV, USV e UUV) di cui è dotata. 
L'ampliamento del nuovo sistema di missili a lancio verticale permetterà anche alle MCS-EVO di poter svolgere operazioni specifiche di difesa anti attacco balistico.









IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, RID, Marina.Difesa, Giorgio ARRA, Meganerid, NavalAnalyses, Fincantieri, Artstation. WIKIPEDIA, You Tube)