venerdì 31 dicembre 2021

Il radar AESA Saab "Sea Giraffe" è stato scelto per ammodernare le fregate classe Halifax canadesi


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La Saab svedese  è stata selezionata dalla Royal Canadian Navy per le antenne radar navali AESA mulriruolo “Sea Giraffe AMB”, per l'aggiornamento delle fregate della classe Halifax. 




Il contratto include anche attrezzature e pezzi di ricambio associati con un valore dell'ordine superiore a 300 milioni di corone svedesi (32 milioni di $).


Il SEA GIRAFFE AMB, che ha un raggio di oltre 180+ km, è in uso con la Marina degli Stati Uniti sulle sue navi da combattimento LCS classe INDEPENDENCE e con la Marina della Repubblica di Singapore, sulle corvette classe VICTORY potenziate. È stato anche ordinato da un certo numero di altre marine. 
L'RCN ha precedentemente selezionato il radar per le sue due navi di supporto congiunto di classe PROTECTEUR, la prima delle quali dovrebbe essere consegnata nel 2023.





L'RCN ha 12 fregate multiruolo classe Halifax progettate per la guerra antisommergibile e anti-superficie. Nell'ambito di diversi progetti di modernizzazione, le fregate vengono dotate di vari miglioramenti per aiutare a soddisfare le minacce e gli ambienti operativi emergenti e in evoluzione.
L'aggiornamento si basa sull'esigenza di sostenere la vita utile e migliora le prestazioni delle fregate Halifax. I lavori saranno eseguiti ad Halifax, in Canada e a Göteborg, in Svezia, a partire da2022 e fino al 2026. "Questo ordine ha ulteriormente rafforzato la nostra posizione di mercato dei radar Sea Giraffe e continua l'eccellente partnership di cui gode la società Saab con la Royal Canadian Navy", afferma Carl-Johan Bergholm, capo della Business Area Surveillance di Saab.
Il sistema Sea Giraffe AMB è un radar AESA di sorveglianza 3D multiruolo per applicazioni navali. Fornisce sorveglianza aerea e di superficie simultanea a medio raggio ed ha una capacità di designazione per le armi imbarcate. È adatto ad ambienti navali ostili dalle zone costiere alle operazioni in alto mare.





Il Sea Giraffe AMB opera in banda C e offre prestazioni eccezionali sia nelle regioni litoranee che nelle acque blu con: 
  • un monitoraggio a 360°, 
  • un'elevata velocità di aggiornamento 
  • e un tempo di rivisitazione dell'obiettivo di 1 secondo.
Per rivivere l'interazione dell'operatore, il Sea Giraffe AMB fornisce un funzionamento completamente automatico sia per i bersagli aerei che di superficie, supportato da una varietà di diverse mappe del disordine e capacità di elaborazione Doppler per eliminare il disordine sia terrestre che meteorologico. Il Sea Giraffe AMB classifica e traccia: 
  • bersagli ad ala fissa, 
  • elicotteri (sia in movimento che in hovering), 
  • piccoli UAV, 
  • jammer 
  • e bersagli balistici.
Il canale di superficie offre un'elevata probabilità di rilevare bersagli molto piccoli in prossimità della superficie, ad esempio imbarcazioni RIB e periscopi. Il radar è stato testato in tutti i tipi di ambienti, comprese le regioni con ampie condizioni di canalizzazione, per dominare le aree costiere.

La classe Halifax è una classe di fregate della Royal Canadian Navy, composta da dodici unità entrate in servizio tra il 1992 e il 1996.
Sviluppate a partire dal progetto "Canadian Patrol Frigate Project" della metà degli anni 1970, si tratta di unità a impiego multi-ruolo che combinano le capacità anti-sottomarini, tradizionali per le unità canadesi, con sistemi avanzati per la lotta antinave e antiaerea. Nel corso degli anni 2010 tutte le unità della classe sono state sottoposte a un esteso programma di modernizzazione che ha comportato la sostituzione di diversi apparati con altri di più moderna concezione.

Caratteristiche

Piattaforma e propulsione

La progettazione della futura classe Halifax prese avvio con il Canadian Patrol Frigate Project, un programma di nuove acquisizioni navali varato dal Dipartimento della difesa nazionale nel 1975 per rimpiazzare i vecchi cacciatorpediniere di scorta anti-sottomarini delle classi St. Laurent, Restigouche, Mackenzie e Annapolis, risalenti agli anni 1950-1960. Nel luglio 1983 il governo federale canadese approvò lo stanziamento finanziario per la progettazione e costruzione del primo gruppo di sei fregate, con un secondo gruppo sempre di sei unità ordinato nel dicembre 1987. Per riflettere il cambio di visione strategica della Marina canadese tra il 1980 e il 1990, le fregate classe Halifax, pur ancora con un focus incentrato sulle capacità anti-sottomarini, furono designate come unità "da impiego generale”.
Alla costruzione, le Halifax hanno un dislocamento a pieno carico di 4.830 tonnelate, e uno scafo lungo fuori tutto 134,6 metri (124,49 metri tra le perpendicolari), largo 16,36 metri e dal pescaggio di 4,98 metri; le Halifax risultano così un poco più grandi dei cacciatorpediniere della classe Iroquois, che all'epoca rappresentavano le unità di punta della flotta canadese.
Il sistema di propulsione, su due alberi motore, è di tipo CODOG con due turbine a gas General Electric LM2500 capaci di una potenza di 47.500 shp ((35.400 kW) e un motore diesel SEMT Pielstick 20 PA6 V 280 capace di una potenza di 8.800 shp (6.600 kW). Questo apparato motore dona alle Halifax una velocità massima di 29 nodi (54 km/h) e un'autonomia di 7.000 miglia a 15 nodi (13.000 km a 28 km/h) impiegando il motore diesel o di 3.930 miglia a 18 nodi (7.280 km a 33 km/h) impiegando le turbine. L'equipaggio delle Halifax ammonta a 198 uomini del personale navale (di cui 17 ufficiali) e 17 del gruppo di volo (di cui 8 ufficiali).

Armamento

Le Halifax dispongono di un hangar e di un ponte di volo a poppa da cui può decollare un elicottero (inizialmente un Sikorsky CH-124 Sea King, poi sostituito da un più moderno Sikorsky CH-148 Cyclone), che agendo in concerto con i sensori della nave può mettere in atto operazioni anti-sottomarini a lunga distanza; il ponte di volo è dotato di un sistema "Beartrap" che consente il decollo e l'atterraggio degli elicotteri anche con un mare a forza 6. Come armamento anti-sottomarini proprio delle unità, le Halifax imbarcano due impianti binati di tubi lanciasiluri per armi Mk 46, collocati su entrambi i lati della parte terminale dell'hangar di poppa.
Per la lotta antinave, le Halifax dispongono di due lanciatori quadrupli per missili AGM-84 Harpoon Block 1C, collocati nello spazio tra il fumaiolo e l'hangar dell'elicottero. La difesa antiaerea a lunga distanza era invece assicurata dal sistema missilistico RIM-7 Sea Sparrow, con due sistemi di lancio verticali Mk 48 Mod 0 a otto celle collocati sui due lati del fumaiolo per un totale di 16 missili pronti al lancio; il Sea Sparrow è stato poi sostituito negli anni 2010 dal più modero sistema RIM-162 ESSM.
Per la difesa antiaerea e antimissile a corta distanza le Halifax imbarcano un impianto CIWS tipo Phalanx, montato sul tetto dell'hangar. Come armamento di artiglieria è invece portato un cannone Bofors 57 mm in una torre a prua, capace di sparare un proiettile da 2,4 chilogrammi a una distanza di 17 chilometri con un rateo di 220 colpi per minuto. Le navi imbarcano anche otto mitragliatrici Browning M2 per la difesa a cortissima distanza.

Sensori e contromisure

Alla costruzione, le Halifax imbarcavano due lanciatori di inganni BAE Systems Shield Mark 2, capaci di lanciare Chaff a due chilometri di distanza nonché razzi da distrazione a guida infrarossa a 169 metri di distanza; nel corso degli ammodernamenti degli anni 2010 è stato poi aggiunto un sistema Multi Ammunition Softkill System di autodifesa a corto raggio. Le navi imbarcano anche un sistema di contromisure acustiche per siluri in arrivo AN/SLQ-25A Nixie, un sistema di rilevazione di emissioni radar CANEWS (Canadian Electronic Warfare System) SLQ-501 e un sistema di disturbo radar SLQ-505, tutti di produzione canadese.
Per il controllo del fuoco le navi imbarcavano due radar SPG-503 della Thales Nederland, installati uno sul tetto della plancia e uno su una piattaforma immediatamente davanti all'hangar dell'elicottero; questi sono poi stati sostituiti dal sistema CEROS 200 della Saab. Le navi sono inoltre dotate di un sistema radar di scoperta aerea e di superficie a lunga distanza AN/SPS-49 della Raytheon Company, operante in banda C e D, un radar di scoperta a media distanza Ericsson HC150 Sea Giraffe, operante in banda G e H, e un radar di navigazione Kelvin Hughes Type 1007, operante in banda I. L'apparato sonar si compone di un sistema attivo fisso a scafo AN/SQS-510, e un sistema filabile a profondità variabile passivo AN/SQR-501.

(Fonti delle notizie: Web, Google, Monch, Naval.technology, Navalnews, Wikipedia, You Tube)




















































 

L'AUGURIO più grande è quello che il NUOVO 2022 possa dare un calcio definitivo (in C......lo) AL "COVID-19"!!!

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Buon anno a tutte le cose: 

al mondo! 
al mare! 
alle foreste! 
Buon anno a tutte le rose che l’inverno prepara in segreto. 
Buon anno a tutti coloro che mi amano e stanno ad ascoltarmi… 
E buon anno, nonostante tutto, 
anche a tutti coloro che non mi amano.
E ora diamo il benvenuto al nuovo anno. 
Pieno di cose che non ci sono mai state.
Sii sempre in guerra con i tuoi vizi, 
in pace con i tuoi vicini, 
e lascia che ogni nuovo anno ti trovi un uomo migliore.
La speranza sorride dalla soglia dell’anno a venire, 
sussurrando «sarà più felice».
La gioventù è quando è permesso di restare alzati fino a tardi la vigilia di Capodanno. 
La mezza età è quando si è costretti....
a stare bloccati in casa....

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A proposito del 2021.....

È stato l’Anno del Dragone. Il 2021 che oggi si conclude è stato dominato, funestato, comunque pervaso dall’ingombrante presenza fiammeggiante del Dragone. Bestia mitologica di gigantesche dimensioni, simbolo araldico che indica potenza sovrumana, serpentone minaccioso dalle lingue di fuoco, il Dragone è la figura, il mostro, la definizione che più si addice a sintetizzare i volti poliedrici dell’anno che finisce.

Innanzitutto sul piano geopolitico, il Dragone è per antonomasia la Cina, fin dai tempi del Celeste Impero, che dedicava una memorabile festa all’Animale Simbolico, tuttora vigente. Nel 2021 la Cina è diventata la prima superpotenza mondiale, sancendo la sua egemonia planetaria, non solo a livello commerciale, demografico ed economico, con la sua espansione nel mondo e nel sopramondo, colonizzando dall’Africa allo Spazio. Il Dragone cinese è diventato il modello globale di riferimento per instaurare un regime di sorveglianza e sanità nella nuova versione di comunismo sanitario, controllo capillare ed economia pianificata. Quest’anno il Dragone cinese si è rafforzato e potenziato come mai prima d’ora, proprio sulla scia di un virus partito dalla Cina stessa, probabilmente dai suoi laboratori. L’anno del Dragone fu il titolo di un film famoso asiatico-americano nella metà degli anni ottanta ma diventò presto l’allegoria del crescente pericolo cinese.

In versione nazionale, o meglio euro-italica, il Dragone è naturalmente lui, il presidente del Consiglio Mario Draghi, e non solo per via dell’assonanza onomastica con l’animale mitologico ma perché Draghi alla guida dell’Italia è il simbolo, la protesi e la proiezione del Dragone tecno-finanziario che ha esautorato la Politica dal governo della Nazione e controlla i rubinetti della finanza e dei piani di ricostruzione del Paese. Non sappiamo se il 2022 sarà l’anno della sua apoteosi o della rivalsa politica; qualcuno predice che lo stesso Draghi invocato quest’anno in ogni ruolo come una specie di jolly istituzionale e internazionale, finirà col non andare al Quirinale e non restare nemmeno a Palazzo Chigi, gettando nel panico la Nazione ma non la Partitocrazia in via di restaurazione. Difficile fare previsioni, la partita si apre adesso e le variabili sono troppe; ma per ora possiamo dire con certezza, indipendentemente dal nostro giudizio, che l’anno morente è stato l’Anno del Dragone, in cui Draghi premier e il dragonismo eurocratico, tecnico e finanziario hanno realmente dominato il nostro Paese e deciso le sue sorti.

Ma il Dragone evocato per contraddistinguere l’anno in scadenza non è solo la Cina a livello planetario o il premier Draghi venuto dalla finanza a soggiogare l’Italia priva di sovranità politica, ma quell’oscura e impalpabile ombra che ha dominato il mondo nelle vesti della pandemia e di tutte le conseguenze che ne sono derivate; ma anche le minacce al pianeta, il pericolo climatico ed ecologico che sembrano aver acquisito priorità assoluta nel presente quando si pensa al futuro. Il Dragone è come l’ombra proiettata sul muro dall’intreccio di più sagome e più fattori d’inquietudine.

Così, nei suoi tanti volti, il Dragone è diventato la metafora poliedrica di quest’anno morente per indicare l’oscuro, serpeggiante malessere che avvolge il pianeta convalescente e i serpentoni finanziari, sanitari, farmaceutici, reticolari (nel senso del web), sovranazionali che lo ghermiscono come i serpenti di Laocoonte. Il Dragone è il Leviatano della nostra epoca.

Fuor di metafora, è il pericolo totalitario che si annida nel presente e che rischia di controllare radicalmente la sorte dei popoli a partire dai singoli individui e dalle loro pareti domestiche. Un totalitarismo subdolo, capillare, anzi molecolare, di massa, legittimato dalla paura eco-sanitaria in basso e dal dogmatismo scientista in alto, seppur temperato da rassicuranti messaggi di preoccupazione per la salute dell’umanità, la prevenzione dei pericoli climatici ed economici e la retorica dei diritti umani e della democrazia universale.

Non sappiamo cosa partorirà l’Anno del Dragone e cosa ne resterà nell’anno che si apre. Ma veniamo da un anno anomalo e speciale, in cui la principale minaccia si presentava al tempo stesso come il principale rimedio. Sicché la dannazione coincideva stranamente con la salvezza: consegnarsi al Dragone per non farsi divorare dalle sue fiamme. Il Drago ghermisce, il Drago guarisce. Se permettete, ci piacerebbe vivere senza Dragoni incombenti, siano essi minacciosi o premurosi. Con la vulnerabile, imperfetta, rischiosa libertà di uomini alle prese col loro destino.

Marcello Veneziani, La Verità (30 dicembre 2021)








CON IL NUOVO 2022, 
NOI DICHIARIAMO GUERRA A TUTTI COLORO CHE GIOCANO IMPUNEMENTE CON LE ARMI: 
  • NUCLEARI, 
  • BIOLOGICHE 
  • E CHIMICHE!





Un'arma biologica è un agente microbiologico nocivo, o una tossina da esso prodotta, utilizzato mediante uno strumento di offesa al fine di diffondere la contaminazione e il contagio in territori e popolazioni nemiche. Rientra pertanto tra le armi di distruzione di massa.
Gli agenti biologici utilizzati nella realizzazione di questo tipo di armi si dividono in base alla loro tipologia:
  • virali, come il Marburg U, in grado di uccidere un uomo in 72 ore, causando una devastante febbre emorragica (analogamente alla febbre gialla). La mortalità raggiunge picchi del 90%.
  • batteriologici, come la peste
  • biologici ad effetto indiretto, il cui danno all'organismo umano deriva dalle tossine da loro liberate, ad esempio il botulino.

Storia

Durante il Medioevo, gli attacchi biologici venivano compiuti lanciando i cadaveri nelle città nemiche coi trabucchi o lasciandoli nelle riserve d'acqua per avvelenarle. Nel 1347 in Crimea, i corpi di alcuni guerrieri tartari di Ganī Bek morti di peste, vennero gettati oltre le mura della colonia genovese di Caffa (oggi Feodosia, Ucraina) dopo un assedio protrattosi per mesi. Questo episodio potrebbe essere stato responsabile dell'avvento della peste nera in Europa tramite il traffico marittimo.
Per armi biologiche controllate si aspetterà fino in epoca contemporanea ed il loro sviluppo si protrarrà fino alla guerra fredda nonostante la convenzione di Ginevra lo bandisse fin dal 1864.
Durante la seconda guerra sino-giapponese, agli ordini del generale Shirō Ishii, l'unità 731 fu incaricata di studiare e testare armi chimiche e biologiche, violando il Protocollo di Ginevra che il Giappone aveva sottoscritto nel 1925, e che metteva al bando questo tipo di armi. L'Unità 731 testava il frutto del proprio lavoro (agenti chimici e biologici) attraverso la diffusione tra la popolazione civile ed i prigionieri, ad esempio lanciando dagli aerei sciami di zanzare infette, o contaminando con agenti patogeni i pozzi.
Nel 1943 i Tedeschi attuarono il primo ed unico attacco bioterroristico contro gli Alleati (e contro la popolazione civile) finora noto, infestando la provincia di Latina, bonificata pochi anni prima, con il plasmodio della malaria.

Impiego bellico moderno

A parità di peso, le armi biologiche sono da 150 a 200 volte più efficaci di quelle chimiche: spesso ne bastano pochi milligrammi per provocare effetti letali sull'organismo.
Per diffondere l'agente biologico si può nebulizzare una soluzione acquosa o una polvere ipersottile contenente il virus, il batterio o la tossina; le particelle in ogni caso devono essere molto piccole, per poter penetrare i polmoni umani in profondità ed avviare il contagio. Questa modalità è ideale per la diffusione aerea.
Gli agenti possono essere portati sugli obiettivi da mano umana, o lanciati da mezzi di dispersione aerea, o caricati in bombe, missili e proiettili d'artiglieria.
Pertanto le modalità attraverso cui può essere esplicata l'azione di un'arma biologica sono:
  • diffusione aerea con conseguente inalazione
  • contaminazione dei viveri e delle acque.
  • contaminazione delle schegge dovute all'esplosione delle bombe e dei proiettili (è il caso della tetanotossina e della tossina della gangrena gassosa), specialmente se caricati nelle granate del tipo "a frammentazione", o del tipo "a saturazione-diffusione".

Batteri e virus

Fra i batteri, uno dei più terribili e micidiali è quello dell'antrace: provoca una malattia che in genere colpisce gli animali, ma che occasionalmente può contagiare l'uomo per via inalatoria, provocando una polmonite rapidamente mortale. Le sue spore hanno la caratteristica di persistere nel terreno anche per decine di anni e di resistere a lungo nell'ambiente esterno (vengono distrutte esponendole per almeno 15 minuti a una temperatura di 121 °C, alla normale pressione atmosferica). Per la loro elevata resistenza agli agenti esterni, le spore possono essere nebulizzate in aerosol, attraverso speciali proiettili.
Microorganismi meno resistenti, come quello del tifo (Salmonella typhi) e del colera (Vibrio cholerae), ed i virus della poliomielite (Poliovirus) e dell'epatite virale (Hepatovirus), possono altresì essere dispersi nell'ambiente, tramite irrorazione o contaminazione mirata, provocando gravissime forme cliniche, quali gastroenteriti, epatiti, paralisi.
La dottrina di impiego ne prevede l'uso per l'avvelenamento di grossi quantitativi di derrate alimentari e dei bacini d'approvvigionamento idrico. Il loro campo elettivo d'applicazione è costituito dal bombardamento delle retrovie, il che causerebbe la completa paralisi del rifornimento alle prime linee. Qualora venissero usate contro le prime linee, causerebbero il caos totale nello sgombero dei colpiti. Un'epidemia di questo tipo potrebbe essere assai difficilmente controllabile e ritorcersi in ogni momento contro gli stessi utilizzatori (effetto “boomerang").

Tossine

Le tossine sono prodotti del metabolismo batterico, fungino, algale e vegetale. Possono essere disperse nell'ambiente in vari modi: non escluso l'impiego di missili intercontinentali a testata tossica. Per la relativa facilità di produzione, queste armi vengono comunemente chiamate "l'atomica dei poveri".
La tossina botulinica provoca paralisi flaccida nella muscolatura volontaria scheletrica, mentre la tossina tetanica provoca la paralisi spastica della medesima muscolatura. La prima agisce se somministrata per via orale; la seconda per via iniettiva. In entrambi i casi la morte sopraggiunge per asfissia da paralisi della muscolatura respiratoria, in uno stato perfettamente mantenuto di coscienza. Queste tossine vengono oggigiorno prodotte industrialmente grazie alle tecniche d'ingegneria genetica e di biologia molecolare. Trenta grammi di questi veleni sono teoricamente in grado di uccidere l'intera popolazione umana; il loro punto debole è però la scarsa resistenza al calore.
Micidiale è anche l'effetto della tossina di alcuni funghi del genere Fusarium; diffusa nell'area-bersaglio in forma di polvere finissima, la cosiddetta "pioggia gialla", viene inalata e causa rapidamente necrosi della cute e delle mucose, emorragie sull'apparato digerente e su quello respiratorio; è tossica per il fegato e per il rene, con conseguente blocco della funzionalità epatica e renale. Anche il midollo osseo rosso, emopoietico, viene depresso, con effetti simili a quelli delle radiazioni ionizzanti.
Discorso analogo vale per le tossine dei funghi del genere Amanita e Cortinarius. Le tossine amanitina e falloidina sono letali in quanto bloccano l'RNA ribosomiale, con questo la sintesi proteica e la morte della cellula. Rene, fegato ed intestino vengono devastati dall'azione delle tossine dell'Amanita phalloides, dell'Amanita verna e dell'Amanita virosa. Letale è anche l'azione della tossina del Cortinarius orellanus. Tutte queste tossine risultano termostabili, ovvero non si degradano col calore durante la cottura dei cibi, per cui mantengono invariato il loro potere tossico.
Per l'uomo la dose tossica di queste tossine è pari ad 1 milligrammo per ogni chilogrammo di peso corporeo ed a nulla vale la lavanda gastrica: poiché esse passano indenni la barriera offerta dal succo gastrico, non suscitano il riflesso del vomito, non inducono senso di nausea ed agiscono appena dopo l'assorbimento intestinale. Una volta riversate nel sangue, l'unico presidio efficace, purché attuato entro 48-72 ore, è la plasmaferesi.

Politica e strategia delle armi biologiche

Le armi biologiche sono affette dalle stesse limitazioni ed i rischi d'impiego delle armi chimiche. Ad esempio il contagio potrebbe sfuggire al controllo e colpire anche le popolazioni alleate.
Le armi biologiche sono recentemente considerate armi terroristiche e messe al bando da svariate convenzioni internazionali, sebbene si sospetti che Stati Uniti e Russia conservino abbondanti riserve di questi agenti nei loro laboratori. La supposta presenza negli arsenali iracheni di armi biologiche è stata una delle cause dichiarate della Guerra d'Iraq o seconda guerra del Golfo (2003).

Bioterrorismo

Il bioterrorismo consiste nell'utilizzo intenzionale di agenti biologici (virus, batteri o tossine) in azioni contro l'incolumità pubblica quali attentati, sabotaggi, stragi o minacce volte a creare panico e isteria collettiva.
Gli agenti biologici utilizzati possono essere reperiti in natura, o possono essere modificati dall'uomo al fine di aumentarne il potere distruttivo, la virulenza o la diffusione nell'ambiente. Quest'ultima può avvenire attraverso l'aria, l'acqua, il cibo o le bevande.

Classificazione degli agenti biologici

Il CDC statunitense suddivide le armi biologiche usate nel bioterrorismo in tre categorie, a seconda della facilità di diffusione e del rischio maggiore o minore di malattia letale che provocano:

Categoria A

Comprende organismi e tossine altamente pericolose per la collettività per:
  • la facile diffusibilità o trasmissione da persona a persona;
  • il loro potere altamente letale;
  • i fenomeni di panico e di isteria collettiva che possono causare;
  • la necessità di adottare speciali contromisure su vasta scala per la tutela della salute pubblica.

Categoria B

Comprende organismi moderatamente pericolosi per:
  • la loro diffusibilità su scala ridotta;
  • la capacità di provocare malattie potenzialmente meno letali;
  • la necessità di misure di monitoraggio della salute pubblica meno intensive rispetto alla categoria A.

Categoria C

Comprende organismi patogeni emergenti, potenzialmente modificabili attraverso l'ingegneria genetica per essere trasformati in armi biologiche. Questi agenti presentano:
  • facile disponibilità nell'ambiente
  • facile produzione
  • alto potenziale in termini di virulenza e di impatto sulla salute pubblica.

Storia

L'esposizione ad agenti biologici in ambiente di vita e di lavoro è un importante rischio per la salute, che deve essere ben conosciuto, al fine di poter sviluppare una corretta, aggiornata, utile attività d'informazione e mettere in atto validi piani di prevenzione, sorveglianza e controllo delle patologie correlate.
La possibile minaccia di atti di terrorismo con impiego di agenti biologici determina una necessità di approfondimento della materia. Nella storia le armi biologiche sono usate da molto più tempo delle armi chimiche o nucleari.
Fin dall'antichità sono stati deliberatamente realizzati oggetti di vario tipo per nascondere e trasmettere agenti di malattia al nemico. Come l'impiego di cadaveri o carcasse di animali infetti per contaminare pozzi, cisterne e raccolte d'acqua utilizzate dagli eserciti e dalla popolazione, veleni e altre sostanze tossiche ritrovabili in natura o realizzate ad hoc. Anche il virus del vaiolo è stato sfruttato come arma biologica. I tartari addirittura catapultavano cadaveri infetti da peste bubbonica oltre le mura delle città assediate, in modo da diffondere il contagio e la morte prima della battaglia.
Anche gli inglesi durante la guerra dei sette anni per sconfiggere gli indiani, che numericamente erano molti di più, si aiutarono con la guerra biologica. Infatti come atto di amicizia regalarono agli indiani coperte, ma queste in realtà provenivano da ospedali di malati di vaiolo che così si diffuse tra gli indiani causando decine e migliaia di morti.
Nel 1763 in Nova Scozia Sir Jeffrey Amherst, governatore dello Stato, distribuì ai pellerossa coperte utilizzate negli ospedali in cui si ricoverano i vaiolosi, diffondendo così il morbo tra le tribù indigene; nello stesso periodo gli inglesi mandarono tra i maori, in Nuova Zelanda, gruppi di prostitute malate di sifilide, sterminando così le popolazioni.

Dal XX secolo ai giorni nostri

Più recentemente la guerra biologica ha assunto una connotazione scientifica; lo sviluppo della moderna microbiologia, durante il XIX secolo, ha fornito l'opportunità di isolare e produrre patogeni specifici come, ad esempio, il Bacillus anthracis e lo Pseudomonas mallei. La Germania sviluppò un programma di guerra biologica durante il primo conflitto mondiale, infettando il bestiame con gli agenti eziologici dell'antrace e della morva. Negli anni '30 tutti i maggiori Paesi svilupparono programmi di ricerca e di difesa batteriologici nonostante l'adesione al Protocollo di Ginevra (1925), che bandisce (senza dire nulla riguardo alla loro produzione), l'uso bellico delle armi chimiche e quelle biologiche. Nel 1933 un aerosol di batteri Serratia fu liberato vicino ad una canna di aerazione della metropolitana di Parigi.
In seguito a quest'attentato fu sviluppato un programma di controllo su batteri e virus potenzialmente utilizzabili nella guerra biologica. Nello stesso periodo la Gran Bretagna sviluppò un suo progetto, focalizzato sulle spore di antrace e sul loro raggio di diffusione quando lanciate con una bomba convenzionale. L'isola Gruinard, al largo delle coste della Scozia, fu scelta come luogo degli esperimenti e i dati ottenuti sono utilizzati sia dalla Gran Bretagna sia dagli USA. Subito dopo la prima guerra mondiale si cominciò a riflettere sulla pericolosità delle prime armi biologiche scientificamente costruite e presero il via i tentativi diplomatici volti a limitare la proliferazione e l'uso di armi di distruzione di massa. Dalla fine degli anni '60 le armi batteriologiche, fortunatamente, hanno assunto un'importanza sempre più marginale; le continue ricerche sui microrganismi, hanno, infatti, finito per ridurre a zero i microrganismi "segreti", cioè quelli contro di cui il nemico non ha alcuna difesa.
Nel 1931 durante l'occupazione della Manciuria da parte del Giappone, quest'unità utilizzò i prigionieri di guerra come cavie da laboratorio. Inoltre sono documentate almeno cinque incursioni nel 1941 di aerei giapponesi sulla Cina con lo scopo di spargere la peste bubbonica.
Inoltre nel 1956 l'Unione Sovietica accusò gli USA di aver usato armi biologiche in Corea. Dopo questo divieto il programma statunitense cambiò: si utilizzarono agenti biologici surrogati per elaborare e modellare organismi più letali. Molti test consistono nello spruzzare segretamente organismi su aree popolate. Dopo la memorabile irrorazione su San Francisco della Serretia Marcescens il programma venne dichiarato concluso. Ma nel 1969 si notò in quella zona un aumento delle infezioni di 5-10 volte.
Finalmente, nel 1972, un trattato internazionale, firmato da 160 Paesi e ratificato da 140 Paesi, ha messo al bando tutte le armi batteriologiche (Biological and Toxin Weapons Convention). Nonostante questo divieto, verso la metà degli anni '80, la corsa alle armi batteriologiche è ripresa con vigore, continuando fino ai nostri giorni. Da allora la storia dei trattati va di pari passo con quella degli esperimenti sulle armi biologiche che continuano in molti paesi. Mentre nel passato le armi biologiche erano pensate e costruite soprattutto per aggredire gli eserciti nemici, oggi è la popolazione civile ad essere bersaglio di queste armi da parte di gruppi terroristici.
L'uso, a volte, di armi biologiche rappresenta un grave problema di sanità pubblica. In caso di attacco bioterroristico, le prime risposte devono arrivare dalla polizia, dai vigili del fuoco e dal personale medico delle vicinanze. È chiaro che nei primi momenti dopo l'incidente non si conosce la natura dell'agente infettante, per cui è importante coinvolgere, nei piani di emergenza, anche esperti microbiologi (da inviare eventualmente sul campo per i rilevamenti o i campionamenti del caso) che possano fornire risposte più precise e in tempi brevi. Il tentativo fallito della setta giapponese della Sublime Verità di spargere un liquido con spore di antrace è stato, all'inizio degli anni Novanta, il primo attentato di bioterrorismo della storia. Anche Al Qaida ha tentato senza successo di produrre armi biologiche in laboratori ubicati nelle città afghane di Jalalabad e Kandahar. Tuttavia, nonostante l'ampia risonanza che questa minaccia ha avuto, si conoscono pochi tentativi di azioni vere e proprie, da parte di gruppi terroristici, volte a provocare eccidi tra la popolazione civile mediante l'impiego di agenti CBRN.
Fa eccezione il caso di contaminazione da salmonella di 751 persone (con esito non letale) da parte della setta di Rajneesh in Oregon negli Stati Uniti nel 1984 e i diversi attentati commessi dall'Aum Shinrikyō in Giappone, con l'uso di agenti chimici e biologici, che nel giugno del 2004 hanno provocato la morte di sette persone e il ricovero di duecento a Matsumoto, e dodici morti e il ricovero di mille persone a Tokio. Con gli attentati all'antrace negli USA, nell'autunno 2001, e i più recenti attacchi alle reti del trasporto pubblico di Madrid e Londra, anche l'Europa si prepara a uno scenario ancora peggiore. Nell'agosto 2005, le rivelazioni che una cellula di Al Qaeda stava progettando un attentato con gas sarin contro la Camera dei Comuni britannica, nonché un incidente, avvenuto nel maggio del 2004, con il lancio di profilattici pieni di una polvere viola contro il Primo ministro Tony Blair, durante l'ora delle interrogazioni, hanno messo in luce l'alto grado di vulnerabilità dei parlamenti nazionali e la mancanza di preparazione a gestire casi del genere. Come reazione a questi eventi, su entrambe le sponde dell'Atlantico sono state promosse misure volte a individuare metodi adeguati per la rilevazione di eventuali attacchi con agenti biologici. Gli USA hanno mostrato l'impegno maggiore con un'iniziativa globale denominata "Biodefense for the 21st Century", lanciata nell'aprile 2004 dal Presidente Bush. Secondo uno studio, dopo l'11 settembre, i fondi di bilancio complessivamente stanziati per la difesa da agenti biologici sono aumentati di sedici volte, da 305 milioni di dollari nell'esercizio 2001 a circa 5 miliardi di dollari per gli esercizi 2004, 2005 e 2006. L'incremento dei finanziamenti destinati alla ricerca nel settore della difesa da agenti biologici del National Institute of Health è ancora più sorprendente: essi sono aumentati di 34 volte dal 2001 al 2006. Per contro, il governo britannico nel bilancio 2003 ha stanziato 260 milioni di sterline per misure di lotta contro il rilascio di agenti biologici.

Principali agenti e sostanze impiegate

Le sostanze usate con scopi di bioterrorismo sono in genere materiali biologici quali batteri o virus, che vengono utilizzati in atti di guerra contro un paese o gruppo di persone. L'invio di spore di antrace attraverso il sistema di posta degli Stati Uniti nel 2001 è stato il primo utilizzo di un agente di bioterrorismo contro gli Stati Uniti. Oltre alla posta negli Stati Uniti, le armi biologiche possono infettare i prodotti alimentari, l'acqua potabile e branchi di animali.
Il Centers for Disease Control and Prevention (CDC) classifica gli agenti biologici in funzione del rischio che rappresentano per il pubblico. Quelli che presentano il rischio più elevato, perché possono essere facilmente diffusi e possono causare mortalità elevata, sono classificati come categoria A. Tali sostanze comprendono batteri e virus che causano malattie come:
  • carbonchio,
  • botulismo,
  • peste,
  • tularemia,
  • il vaiolo, e febbre emorragica virale (come ad esempio quella sostenuta dai virus Hantavirus e Ebola).

Il CDC classifica gli agenti biologici che presentano un rischio moderato per il pubblico come categoria B. Questi agenti possono essere diffusi con una certa facilità e possono causare un grado moderato di malattia, ma i tassi di mortalità a causa di queste malattie sono generalmente bassi. [Per informazioni più specifiche sugli agenti di bioterrorismo e sulle contromisure che il governo americano sta prendendo per prepararsi in caso di un altro attentato bioterroristico, visitare il sito web del CDC sul bioterrorismo.
Oltre ad agenti biologici, anche agenti chimici o radioattivi possono anche essere usati come arma di bioterrorismo. Il CDC classifica gli agenti chimici in base alla attività da essi esplicata sulla pelle, nei polmoni, nel tratto gastrointestinale e sul sistema nervoso. L'unico utilizzo di agenti chimici da parte di un gruppo terroristico si è verificato nel 1994 e nel 1995, quando la setta Aum Shinrikyō ha rilasciato il gas nervino sarin in Giappone a Matsumoto ed a Tokyo, causando 19 morti e obbligando migliaia di persone al ricovero ospedaliero o al trattamento ambulatoriale.
Gli agenti radioattivi sono incolori, inodori ed invisibili. La contaminazione di cibo, acqua od oggetti può causare all'uomo ed agli animali inabilità o morte ed inoltre è difficile da evidenziare. I sintomi di esposizione alle radiazioni possono includere nausea, vomito, diarrea e, a seconda del grado di esposizione, gengive sanguinanti, epistassi, ecchimosi, e perdita di capelli. L'esposizione ad agenti radioattivi avviene attraverso ingestione, inalazione o la contaminazione di una ferita aperta. Un esempio di un agente radioattivo è il polonio 210 che, nel 2006, è stato la causa della morte del dissidente russo, Aleksandr Val'terovič Litvinenko.

A PROPOSITO DEL CORONAVIRUS - Dal sito di “TGCOM24”: 

“””Coronavirus, quella strana esercitazione militare a Wuhan nel settembre 2019”””
“”””Un mese prima dei Giochi delle Forze armate nella città cinese, si tennero esercitazioni militari per simulare una possibile minaccia batteriologica chiamata “coronavirus".
A pensare male si fa peccato ma, a volte, ci si azzecca. Spunta un episodio anomalo della cronache cinesi o per lo meno, da quanto trapela. Secondo quello che risulta a Tgcom24, ben prima dell'epidemia internazionale legata al coronavirus poi chiamato Covid-19 ci fu un'esercitazione militare proprio a Wuhan. Le autorità chiesero all'esercito di organizzare per settembre delle operazioni di soccorso simulando un pericolo batteriologico. L'esercitazione fu programmata in vista dei Giochi delle Forze Armate cinesi in programma il mese successivo a Wuhan. Casualmente il nemico da battere fu chiamato "coronavirus", definizione che, ricordiamolo, riguarda una grossa quantità di virus conosciuti per causare diverse malattie. E qua la coincidenza: due mesi dopo a Wuhan fu registrato il "paziente zero". 
Il 18 settembre le autorità cinesi avrebbero organizzato anche un piano di risposta d'emergenza per l'aeroporto Tianhe di Wuhan nel caso si fosse riscontrato un passeggero colpito dall'infezione di quel nemico chiamato coronavirus. Ma come mai, tra tutte le possibile infezioni che possono colpire gli esseri umani, si scelse proprio il “coronavirus".
E sono proprio le tempistiche quelle che hanno creato un alone di mistero intorno allo scoppio dell'epidemia. Ne è un altro esempio la mail spedita il 2 gennaio dall'Istituto di virologia di Wuhan al personale dei suoi dipartimenti. "Il comitato sanitario nazionale richiede esplicitamente che tutti i dati sperimentali dei test, i risultati e le conclusioni relative a questo virus non siano pubblicati su mezzi di comunicazione autonomi - si legge nella lettera, che prosegue specificando - non devono essere divulgati ai media, compresi quelli ufficiali e le organizzazioni con cui collaborano. Si chiede di rispettare rigorosamente quanto richiesto". In sostanza, leggendo quelle parole in controluce, il mondo non deve sapere””””.

Armi di distruzione di massa:
  • Nucleari,
  • Batteriologiche,
  • chimiche.

La locuzione arma di distruzione di massa (in inglese Weapon of mass destruction) viene usato per descrivere un'arma capace di uccidere indiscriminatamente una grande quantità di esseri viventi. Questa definizione comprende diversi tipi di armi, tra cui armi nucleari, armi biologiche, armi chimiche (a volte riferite con la sigla NBC) e armi radiologiche.
In ambito militare viene usato anche il termine ABC (Atomic Biological Chemical), sostituito dal termine NBC (Nuclear Biological Chemical) dopo l'invenzione della bomba all'idrogeno e infine da CBRN (Chemical Biological Radiological Nuclear) in seguito alla crescente consapevolezza della minaccia rappresentata dalle armi radioattive, anche se non esplosive (come le cosiddette bombe sporche).
A causa dell'impatto indiscriminato di questo tipo di armi, il timore di un loro ricorso ha influenzato politiche, movimenti sociali ed è stato il soggetto di molti film. Lo sviluppo e il controllo di armi di distruzione di massa varia da nazione a nazione e a livello internazionale.

Storia

Il termine venne usato per la prima volta nel 1937 in riferimento al bombardamento di Guernica in Spagna, ma in seguito ai bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki e durante la seconda guerra mondiale, il suo significato si riferì maggiormente all'uso di armi non-convenzionali.

Origine

Un articolo del Times del 28 dicembre 1937 riguardante il bombardamento di Guernica, anche se in quell'epoca il Giappone stava effettuando ricerche nel campo della armi biologiche (vedere Unità 731) e le armi chimiche erano già state largamente usate.
Un altro utilizzo del termine si trova nel Trattato sullo spazio extra-atmosferico del 1967, anche se non contiene alcuna definizione.

Utilizzo nel controllo degli armamenti

Prima di allora, il termine "WMD" era usato ampiamente nella comunità del controllo sulle armi. I termini Atomico, Biologico e Chimico (ABC) e il successivo Nucleare, Biologico e Chimico (NBC) vennero introdotti col tempo.
Guerra NBC è l'espressione utilizzata per indicare la guerra nucleare, biologica (o batteriologica) e chimica. Per guerra NBC si intende guerra con l'uso di testate nucleari, biologiche e chimiche come le bombe nucleari, bombe sporche, testate batteriologiche (con botulino, vaiolo, ecc.) e bombe chimiche che rilasciano gas vescicanti, gas acidi, cloro, bromo, ecc. Come protezione durante un attacco NBC si usano apposite mantelline e maschere antigas con appositi filtri; ma queste protezioni sono efficaci soltanto per evitare la contaminazione durante il fallout nucleare (la prima ricaduta).
La definizione estesa venne adottata anche dalla risoluzione 687 del 1991 e dalla Convenzione sulle armi chimiche del 1993.

Guerra fredda e Guerra al terrorismo

La parola WMD entrò in disuso durante le prime fasi della Guerra fredda, quando era usata principalmente in riferimento alle armi nucleari. A quell'epoca, i quantitativi statunitensi di armi termonucleari erano considerati un deterrente necessario contro un attacco dell'Unione Sovietica (vedere Distruzione mutua assicurata). Quindi i politici statunitensi favorevoli oppure non contrari a questo tipo di armi usarono il termine militare meno dispregiativo armi strategiche.
Nel 1990 e durante la guerra del golfo nel 1991, il termine tornò di uso comune tra i politici e nei media. A quell'epoca, era utilizzato in riferimento alle riserve di armi di una nazione avversaria, e in particolare alle armi chimiche presenti in Iraq durante il regime di Saddam Hussein. All'alba della cosiddetta guerra al terrorismo, la connotazione dispregiativa del termine venne sfruttata per motivare l'opinione pubblica statunitense a favore della guerra. Quindi Arma di distruzione di massa sostituì Arma strategica. Dopo gli attentati dell'11 settembre 2001, l'immaginario collettivo venne influenzato dagli attacchi a base di antrace facendolo diventare un sinonimo di arma biologica o dispositivo per il bioterrorismo. L'utilizzo del termine crebbe nel 2002 durante la successiva crisi in Iraq e nel caso Nigergate, dove l'ipotetica e mai confermata presenza di armi di distruzione di massa in Iraq divenne la giustificazione principale dell'invasione dell'Iraq del 2003, nonostante pareri contrari, come quello del ex-ispettore capo dell'ONU Scott Ritter.

Uso e controllo

Lo sviluppo e l'utilizzo delle armi di distruzione di massa viene regolato da trattati e convenzioni internazionali, anche se non tutti i paesi li hanno firmati e ratificati:
  • Partial Test Ban Treaty (PTBT)
  • Trattato sullo spazio extra-atmosferico
  • Trattato di non proliferazione nucleare (NPT)
  • Seabed Arms Control Treaty
  • Comprehensive Test Ban Treaty (CTBT)
  • Convenzione per le armi biologiche
  • Convenzione sulle armi chimiche.

La risoluzione 1540 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite il 28 aprile 2004 riconosce la minaccia alla pace internazionale e alla sicurezza dalle armi nucleari, chimiche e biologiche, assieme ai loro mezzi per utilizzarle; inoltre richiama uno sforzo maggiore da parte delle nazioni per limitare la loro proliferazione.
Queste armi, specialmente quelle nucleari, sono state usate solo durante la seconda guerra mondiale, perché il loro utilizzo è essenzialmente un invito a un contrattacco con lo stesso tipo di armi, generando un'escalation che potrebbe facilmente distruggere buona parte della popolazione mondiale. Durante la guerra fredda, questa consapevolezza divenne nota come la teoria della Distruzione mutua assicurata (o Deterrente nucleare) e per questo motivo non furono mai usate.
Le WMD sono state utilizzate per giustificare la dottrina del presidente degli Stati Uniti George W. Bush della cosiddetta guerra preventiva contro gli "stati canaglia", che sono sospettati di possedere o sviluppare un tale tipo di arma. I detrattori di tale strategia fanno notare come gli Stati Uniti sono la nazione che possiede la maggior quantità di tali armi, e sono l'unica nazione che abbia mai usato armi nucleari (Bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki), mentre altri sostengono che questa strategia è mirata verso nazioni che hanno intenzioni pericolose e che le attuali potenze nucleari hanno mostrato riluttanza all'utilizzo di armi di distruzione di massa tranne in circostanze estreme. Tali garanzie non sarebbero quindi state fornite da nazioni come la Corea del Nord.

IL LABORATORIO BIOCHIMICO DI WUHAN IN CINA

Il coronavirus sarebbe stato creato nel laboratorio di massima sicurezza a Wuhan come arma biochimica per la difesa?  Un vecchio studio su un virus artificiale combinato con il coronavirus della SARS getta ombre sulla vicenda.
Il nuovo coronavirus potrebbe essere stato creato in un laboratorio cinese combinando il coronavirus scoperto in una particolare specie di pipistrello cinese con un altro che causa la SARS nei topi.
È quanto emerge da un inquietante studio datato novembre 2015 pubblicato dall’US National Library of Medicine. Nel documento si descrive la creazione di un virus chimerico, composto con il Dna misto di CoV-SARS, trucco che consente agli scienziati di manipolare il virus senza timore di contagio, con lo scopo di esaminare la potenziale minaccia dei coronavirus circolanti e aiutare a prevedere future emergenze sanitarie.
Già all’epoca lo studio creò clamore nella comunità scientifica, che si domandava se ricerche del genere fossero davvero necessarie viste le conseguenze disastrose per la sicurezza pubblica che potrebbero scaturire da una eventuale fuga del virus dal laboratorio.
Ed è proprio l’origine artificiale del virus che finora ha ucciso migliaia di persone e ne ha contagiate alcuni milioni, è al centro della discussione sul coronavirus da settimane. Mentre si aggrava il bilancio, in un clima di grande paura e apprensione è facile che il sospetto e la teoria del complotto prenda il sopravvento, tant’è che molte supposizioni da film fantascientifico si sono diffuse in rete, condivise ampiamente su Facebook e Twitter.
Le tesi complottistiche sono arrivate anche al tavolo della politica americana dopo che il senatore Tom Cotton ha chiesto che il governo cinese certifichi la natura non di bio-arma del coronavirus.
Al centro delle accuse, un laboratorio di massima sicurezza nei pressi di Wuhan, epicentro dell’epidemia, unica struttura in Cina dove vengono studiati gli agenti patogeni più pericolosi del mondo. Laboratorio in cui oggi lavora la dottoressa Shi Zhengli, una delle ricercatrici che ha partecipato allo studio del 2015 e che lo scorso 20 gennaio ha pubblicato un articolo su Nature in cui dichiarava l’origine animale del nuovo CoV (trasmesso dal pipistrello cinese) come se fosse una scoperta totalmente innovativa e come se 4 anni fa non fosse coinvolta nella manipolazione di un virus quasi identico a quello scoperto a dicembre 2019.
Stando a quanto riferito alla testata americana Washington Times (da non confondere con il Washington Post) da un esperto di guerra biologica ed ex medico dell’intelligence militare israeliano, l’epidemia di coronavirus che si sta diffondendo in tutto il mondo ha avuto origine in un laboratorio alle porte di Wuhan collegato al programma di armi biologiche segreto condotto dalla Cina.
Sotto accusa l’Istituto di Virologia di Wuhan, il più avanzato laboratorio di ricerca sui virus mortali in Cina. Alcuni laboratori dell’Istituto sarebbero stati utilizzati probabilmente, in termini di ricerca e sviluppo, in armi biologiche cinesi con doppio scopo civile e militare, ha detto la fonte.
Le autorità cinesi hanno dichiarato di non conoscere la causa esatta del virus, indicando come probabile origine il mercato del pesce e di animali selvatici vivi di Wuhan. Qui il virus è stato trasmesso dall’animale all’uomo e poi da uomo a uomo.
Secondo un’altra tesi, invece, il nuovo coronavirus sarebbe “uscito” dal laboratorio per un incidente oppure a causa del contagio interno di un ricercatore che frequentava la struttura. Secondo le indiscrezioni, il laboratorio nazionale di biosicurezza di Wuhan era impegnato nella ricerca sui virus di SARS, Ebola, Nipah e febbre emorragica della Crimea-Congo, e probabilmente il vaccino contro la SARS è stato scoperto lì.

La fonte del WT sostiene la probabilità che i coronavirus studiati all’interno dell’Istituto di virologia di Wuhan siano inclusi nel programma cinese top secret di “bio-warfare” (“guerra biologica”).

In Italia la teoria secondo cui la sindrome cinese può essere stata studiata come arma batteriologica nel laboratorio militare di Wuhan è stata abbracciata da Paolo Liguori, giornalista ed ex direttore di Tgcom24. Liguori sarebbe stato informato dell’origine artificiale del virus da una fonte affidabile, ma sottolinea la mancanza di prove certe a sostegno di questa tesi. Al momento quindi è bene chiarire che si tratta di voci non verificate.
Il Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie ha riferito che il virus ha avuto origine da animali selvatici vivi venduti in un mercato a Wuhan, e da lì è passato all’uomo.
Non bisogna escludere a priori la possibilità che il virus sia nato in laboratorio per scopi militari, ma la circolazione delle informazioni potrebbe essere fortemente condizionata dai rapporti conflittuali tra Cina e Stati Uniti.
Quando è scoppiato il virus, infatti, sui siti internet cinesi hanno iniziato a circolare delle voci secondo cui il coronavirus faceva parte di una cospirazione degli USA per diffondere armi biologiche e contaminare i nemici cinesi. Ricordiamo che gli agenti biologici rientrano a tutti gli effetti nella categoria di armi di distruzione di massa.

(Fonti delle notizie: Web, Tgcom24, Money, You Tube, Wikipedia)