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Si vis pacem, para bellum
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.
Esercito Italiano (EI)
L'Esercito Italiano (EI) è la componente terrestre delle forze armate italiane, delle quali fanno parte anche la Marina Militare, l'Aeronautica Militare e l'Arma dei Carabinieri, tutte dipendenti dal capo di stato maggiore della difesa e inserite nel Ministero della difesa.
Nato come Regio Esercito nel 1861 in occasione dell'Unità d'Italia dal nucleo della Armata Sarda, assunse la denominazione attuale dopo la nascita della Repubblica Italiana avvenuta nel 1946. Terminata la fase di transizione del secondo dopoguerra, periodo durante il quale alcune unità erano ancora sotto il controllo Alleato, l'ingresso dell'Italia nella NATO comportò per l'Esercito una riorganizzazione e un ammodernamento in funzione di contrasto a un'eventuale azione militare da parte delle forze del Patto di Varsavia. I mutevoli scenari a livello internazionale hanno fatto sì che l'Esercito Italiano partecipasse inoltre a varie missioni di pace sotto egida ONU o NATO, quale ad esempio la missione Ibis in Somalia cominciata nel 1992 nell'ambito della missione UNITAF o l'UNMIBH in Bosnia ed Erzegovina, durata dal 1995 al 2002.
Con l'avvento del XXI secolo l'Arma dei Carabinieri che prima faceva parte dell'Esercito, nel 2000 ha assunto il rango di forza armata; l'emanazione poi della legge 23 agosto 2004, n. 226 ha determinato la sospensione alle chiamate del servizio militare obbligatorio a partire dal 2005 accanto a un processo di riforma generale accompagnato da una progressiva riduzione di effettivi.
La distribuzione del fucile d’assalto Beretta Narp all’E.I. era stata ufficializzata a fine 2025: adesso sono stati resi noti anche i quantitativi, si parla di una commessa iniziale di 7 mila esemplari con una proiezione su un complessivo di 50 mila.
A Natale 2025, il Capo di Stato maggiore, Carmine Masiello, ha confermato ai media l’avvio della distribuzione del fucile d’assalto di nuova generazione Beretta Narp all’E.I.. Ora emergerebbe che la commessa sarà di 7.000 esemplari su circa 50.000 esemplari iniziali. L’ordine di che trattasi intende accelerare la sostituzione dei fucili d’assalto Beretta Arx 160 e dei più datati AR70/90. I primi reparti a ricevere il nuovo fucile d’assalto saranno il 9° reggimento d’assalto paracadutisti Col Moschin e il 4° reggimento ranger paracadutisti degli Alpini. Le armi saranno camerate ancora nel cal. 5,56×45, con canne lunghe 11,5 e 14,5 pollici; è prevista anche l’acquisizione di una variante cal. 7,62×51 NATO.
Il British Army (Esercito britannico) è la componente terrestre delle forze armate britanniche.
Nacque dopo l'emanazione dell'Atto d'unione del 1707 con l'unificazione dei governi e delle forze armate di Inghilterra e Scozia nel Regno Unito di Gran Bretagna, incorporando reggimenti preesistenti dei due regni e quindi posto sotto il controllo del War Office di Londra.
Nel 2024 il totale del personale militare operativo è composto da 75 166 persone. Nel 2006 ne facevano parte 107 730 soldati, altri 38 460 appartenevano al Territorial Army. Per distinguerla dal Territorial Army, il British Army è indicato anche come Regular Army. La forza armata è oggi dispiegata in molte zone di guerra di tutto il mondo come parte di forze di combattimento e di forze di peacekeeping delle Nazioni Unite. Diversamente dalla Royal Navy, dai Royal Marines e dalla Royal Air Force, il British Army non ha l'aggettivo "Royal" nel suo nome perché alcune unità con cui fu formato nel 1707 già non avevano il prefisso "Royal" nel proprio.
Beretta propone il NARP e il Sako M23 come concorrenti per il nuovo fucile d'assalto britannico.
Come noto agli addetti ai lavori, Beretta Defense Technologies (BDT) partecipa dall’anno scorso alla gara per il prossimo fucile d'assalto britannico con due proposte.
Con il nome in codice Grayburn, il Regno Unito intende sostituire l’attuale e datato SA80 in dotazione. Come sopra detto, l’italiana Beretta propone il New Assault Rifle Platform (NARP) o l'M23 della Sako, azienda finlandese ora parte di Beretta, sviluppato con la partecipazione svedese e già in servizio presso le forze armate di entrambi i paesi.
Entrambe le armi sono camerate per il calibro NATO 5,56 x 45 mm e si basano rispettivamente sulle piattaforme AR-15 e AR-10, ormai diffuse a livello globale. Come noto, Beretta si è concentrata sul miglioramento dei punti deboli del sistema, mantenendo al contempo le caratteristiche familiari a molti utenti. In particolare, la molla di recupero è ora posizionata sopra l'otturatore e non sporge più nel calcio come accadeva sull'AR originale. Ciò consente la sostituzione modulare del calcio, comprese le versioni pieghevoli.
Nel 2025, a Norimberga, Beretta Defense Technologies (BDT) ha presentato due modelli NARP: uno con calcio classico in stile AR e l'altro con calcio pieghevole, destinato a ulteriori personalizzazioni.
Particolare enfasi è stata posta sull'affidabilità e sulla facilità di intercambiabilità dell'intero gruppo otturatore.
Il fucile d’assalto è progettato per l'utilizzo sia da parte di tiratori destrorsi che mancini, ed è dotato di una leva di sicurezza ambidestra. È offerto con canne da 11,5, 14,5 e 16 pollici, ma secondo Cadwell sono possibili anche versioni da 18 o 20 pollici, ad esempio come fucile di precisione per tiratori scelti.
Il Sako M23 offre già questa capacità, e nel più potente calibro NATO 7,62 x 51 mm. Mentre la Svezia sta introducendo il nuovo modello come versione standard in calibro 5,56 mm (AK 24 con canne da 11,5 e 14,5 pollici) e 7,62 mm (AK 25 con canne da 16 o 18 pollici), nonché come fucile di precisione in calibro 7,62 mm con canne da 18 o 20 pollici; la Finlandia inizialmente ha adottato solo il DMR KIV 23 e il fucile di precisione TKIV 23 nel calibro maggiore. La decisione di due suddetti alleati della NATO di adottare questo tipo di arma è un argomento molto importante per l’offerta nella gara d'appalto britannica.
La Gran Bretagna non ha ancora deciso il calibro per il successore dell'SA80, ma si prevede che verrà utilizzato l'attuale 5,56 mm. Il progetto Grayburn è ancora in fase concettuale.
Poiché la dismissione dell'attuale fucile d’ordinanza del Royal Army è prevista per il 2030, la nostra Beretta BDT spera di poter definire presto un piano più concreto per affrontare ad armi pari la forte concorrenza. È risaputo che la tedesca Heckler & Koch ha già migliorato l'SA80 fino all'attuale versione A3 e quindi spera di poter fornire anche un modello migliorato allo stato dell’arte.
Il New Assault Rifle Platform, NARP, è un fucile d'assalto italiano camerato per il calibro 5,56 × 45 mm NATO, sviluppato e prodotto dalla Beretta.
Lo sviluppo del NARP è iniziato nel 2018, con varianti via via sottoposte alle forze speciali nazionali per i test a fuoco. L'arma è stata presentata ufficialmente nel corso del salone londinese DSEI del 2023, dopo 15 anni dal lancio del Beretta ARX-160.
A dicembre 2025 è stata annunciata l'acquisizione da parte dell'Esercito Italiano, nelle cui unità operative il NARP andrà a sostituire il predecessore ARX-160.
Nonostante la somiglianza esterna, il NARP non condivide alcuna parte meccanica con il sistema AR-15. Esso è composto da due semi-castelli in lega di alluminio Ergal, accoppiati da due perni passanti, uno posteriore di apertura e uno anteriore di smontaggio. Il semi-castello inferiore (o lower receiver), verso il bocchettone di alimentazione, presenta la leva di selezione ambidestra a 3 posizioni (sicura, colpo singolo e raffica). Sono ambidestri anche il pulsante di sgancio del caricatore e la leva di sblocco dell'otturatore. Sul semi-castello superiore (upper receiver) è presente posteriormente la leva a T di armamento, superiormente una guida STANAG 4694, che si raccorda frontalmente con quella presente sull'astina paramano traforata. Le mire metalliche, ribaltabili e amovibili, sono composte da tacca di mira a diottra e mirino a palo. La calciatura base, compatibile con quelle stile AR-15, è di tipo ribaltabile metallica scheletrata, con poggia-guancia.
Le canne inizialmente previste in calibro 5,56 mm NATO sono da 11,5 pollici per la versione CQB (Close Quarters Battle) e 14,5 pollici per la versione Carbine. Sviluppi futuri potranno essere una versione CQB con canna da 7 pollici in calibro .300 AAC Blackout (7,62 × 35 mm NATO), una versione Infantry Automatic Rifle (mitragliatrice leggera) con canna da 16 pollici e un Designated Marksman Rifle con canna da 18 pollici. Le canne sono munite di spegnifiamma a 3 rebbi e sono predisposte per un silenziatore appositamente sviluppato, il Beretta B-SILENT.
L'arma è alimentata da caricatori prismatici STANAG NATO da 20 o 30 colpi, ma è in grado di utilizzare anche caricatori a tamburo. Il fucile d’assalto sarà inoltre compatibile con il lanciagranate Beretta GLX 160 tramite un'apposita interfaccia. Il sistema di funzionamento, coperto da un nuovo brevetto Beretta, è a sottrazione di gas con pistone a corsa corta.
IL NOSTRO PENSIERO
Si vis pacem, para bellum (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.
Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia.
La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà: altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! Nulla di più errato.
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE".
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.
(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, Armi & Tiro, soldat-und-technik.de, WIKIPEDIA, You Tube)
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