venerdì 20 marzo 2026

IL COLPO A SEGNO IRANIANO SULL’F-35 STATUNITENSE: Esiste una correlazione con la presenza nel Golfo Persico della nave spia cinese “Liaowang-1” di 30.000 tonnellate di stazza, che oltre ad assistere alle missioni spaziali della Cina, ha una capacità di raccolta e di elaborazione dati che si misura in migliaia di petabyte (un petabyte è un milione di gigabyte) e può 'coprire' con i suoi radar fino a 6.000 Km di distanza rilevando missili, basi di lancio, attività di aerei e portaerei alleate.











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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.







Si chiama Liaowang-1 la supernave tecnologica cinese che è arrivata nello Stretto di Hormuz: è lunga 225 metri, ha un dislocamento di 30.000 tonn e fa parte della flotta che assiste lo sviluppo e le missioni spaziali della Cina. Ha una capacità di raccolta e di elaborazione dati che si misura in migliaia di petabyte (un petabyte è un milione di gigabyte): può 'coprire' con i suoi radar fino a 6.000 Km di distanza rilevando missili, basi di lancio, attività di aerei e portaerei.










La sua capacità Elint e monitoraggio le consente lo spionaggio e il targeting di asset spaziali avversari e di seguire e monitorare - all’occorrenza - l'attività in corso nella guerra fra Usa-Israele e Iran (un alleato strategico di Pechino).

Si può solo supporre e comunque non si sa se e quante di queste informazioni siano già state girate agli iraniani e soprattutto quali. 
Probabilmente la sorveglianza sarà dedicata a scopi difensivi, cioè il monitoraggio dei lanci di missili e delle pause fra un'ondata e l'altra. Informazioni più dettagliate (posizione delle navi e delle portaerei, ad esempio) potrebbero essere non fornite (?!) perché considerate “atto ostile”, scatenando una reazione, a quel punto legittima, contro la nave.
Allo scopo di evitare ogni possibile evenienza, la Liaowang-1 risulta scortata da un incrociatore e da un DDG, e non risulta avere una dotazione di armi a bordo. 
L’unità è stata varata nel 2023 dalla China State Shipbuilding Corporation nel cantiere navale di Jiangnan e risulta gestita dalla Forza Aerospaziale (Asf) dell'Esercito Popolare di Liberazione (Pla).
La nave che ha ragguardevoli dimensioni, ha completato le prove in mare tra il mese di dicembre 2024 e il mese di gennaio 2025; è entrata in servizio nell'aprile 2025. 
A differenza delle unità che l’hanno preceduta (vgs. la Yuanwang), che si concentravano principalmente su telemetria, tracciamento e controllo (TT&C), la Liaowang-1 introduce capacità multi-missione, integrando funzioni di allerta precoce e attività di Comando e Controllo.




IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, AGI, WIKIPEDIA, You Tube)















 

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