martedì 21 luglio 2026

Farnborough Air Show 2026: in data 20 luglio 2026 ha avuto inizio il tradizionale appuntamento biennale dell’aerospazio e della difesa britannico, una edizione decisamente nel segno del GCAP-Tempest. Il Canada si avvicina al programma GCAP, segnando un cambiamento strategico volto a diversificare i partner e a ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti. Il sistema di propulsione del GCAP sarà una vera e propria centrale energetica volante, capace di gestire carichi elettrici e termici senza precedenti, richiesti dai sensori e dai sistemi d’arma di nuova generazione. La Germania stringe per una nuova alleanza per sviluppare un aereo da combattimento di nuova generazione.








https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.








Avviato nel 2022, il GCAP si propone di rendere operativo un aereo da combattimento di nuova generazione entro il 2035. 


Il progetto si concentra sull'integrazione delle tecnologie più avanzate oggi disponibili, tra cui l'intelligenza artificiale (IA), capacità stealth superiori e sistemi di guerra elettronica all'avanguardia. L'obiettivo principale è creare una piattaforma in grado di operare efficacemente in ambienti estremamente complessi e competitivi.
Una delle caratteristiche tecniche più importanti del GCAP è la sua capacità di "combattimento in rete". Il sistema consente ai caccia di condividere dati in tempo reale con velivoli a pilotaggio remoto (UAV), navi da guerra e sistemi di difesa aerea alleati. In particolare, il caccia può controllare i droni di scorta, estendendo il raggio d'azione della ricognizione e degli attacchi a lungo raggio senza mettere direttamente a rischio il pilota. Questa tecnologia è considerata un'arma del futuro nel combattimento aereo e un asso nella manica per rafforzare la deterrenza tra le grandi potenze.
Strategia per ridurre la dipendenza dalla tecnologia americana
Al di là delle sue implicazioni tecniche, il GCAP riveste anche una profonda importanza geopolitica. Attualmente, molti alleati degli Stati Uniti, tra cui il Giappone e i membri della NATO, dipendono fortemente dall'F-35. Lo sviluppo del GCAP è visto come una prova dell'autosufficienza dell'industria della difesa europea e asiatica, e rappresenta una potenziale alternativa ai programmi statunitensi per gli aerei di nuova generazione.
L'autosufficienza tecnologica non solo aiuta i Paesi che avviano il progetto a rafforzare le proprie capacità di difesa, ma riduce anche la loro dipendenza dalle catene di approvvigionamento di armi e dalle politiche di esportazione di Washington. Questo è un fattore chiave che rende il Canada particolarmente interessato a questo progetto.
Nonostante le promettenti prospettive, il GCAP sta affrontando notevoli pressioni finanziarie, poiché i costi di sviluppo stimati sono triplicati rispetto alle proiezioni iniziali. Gli ostacoli relativi agli impegni di bilancio da parte del Regno Unito hanno spinto il Giappone a cambiare posizione, mostrandosi disponibile ad aprire le porte a nuovi partner per condividere l'onere finanziario.
Il Canada si sta attualmente preparando a partecipare in qualità di osservatore. In questo ruolo, Ottawa potrà accedere a informazioni classificate e valutare la compatibilità di questo velivolo con le future esigenze di difesa prima di assumere un impegno finanziario formale. L'adesione al GCAP aiuta il Canada sia a potenziare la propria industria aerospaziale nazionale sia a diversificare le proprie fonti di tecnologia militare.
Tuttavia, l'ampliamento della portata delle partnership pone anche delle sfide per il mantenimento dell'avanzamento dei progetti. Mentre il Giappone dà priorità al completamento entro il 2035, il Regno Unito e l'Italia tendono a voler includere più membri per ottimizzare i costi. Il successo futuro del GCAP dipenderà dalla sua capacità di conciliare gli interessi e risolvere i problemi economici tra i paesi membri.






In data 20 luglio 2026 ha avuto inizio il Farnborough Air Show 2026, tradizionale appuntamento biennale dell’aerospazio e della difesa britannico.

E’ chiaramente una edizione nel segno del GCAP-Tempest, dopo che il programma italo-britannico-giapponese per il caccia di Sesta Generazione ha assegnato a EDGEWING il contratto che consente di completare la fase di definizione del concept avanzato e di valutazione, e di proseguire con lo sviluppo e la progettazione di dettaglio. Il contratto ammonta a 4,6 miliardi di sterline, ovvero circa 5 miliardi di euro.
Si sono verificati momenti di apprensione per le difficoltà finanziarie britanniche in merito alla prosecuzione o meno del programma congiunto; il nuovo DIP (Defence Investment Plan) ha confermato la centralità del GCAP anche per il governo britannico. Pertanto, i fondi ad oggi stanziati ammontano a poco meno di 10 miliardi di euro per i prossimi 4 anni.
Per il governo di Londra il GCAP-tempest è fondamentale per mantenere sovranità industriale e tecnologica, e libertà di manovra da un punto di vista operativo, anche perché il governo britannico è partito molto in anticipo rispetto ai partner italiano e giapponese e sta sviluppando un dimostratore nazionale allo scopo di influenzare la progettazione finale del GCAP, sulla falsariga dell’Eurofighter TYPHOON e dell’EAP (Experimental Aircraft Program). 

L’assemblaggio del dimostratore del GCAP-tempest prosegue, e il primo volo è atteso per la fine del 2027 / inizi del 2028.

Con il concorrente franco-tedesco-spagnolo SCAF seppellito dalle mire industriali di Dassault e di Eric Trappier, la Francia ora punta ad un super-gregario, derivato dal NEURON, e ad un RAFALE 3.0, meno avanzato e più esportabile. 

Il Canada si avvicina al programma GCAP, segnando un cambiamento strategico volto a diversificare i partner e a ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti.

Il Global Combat Air Force Program (GCAP) ha appena visto la sua prima espansione con l'accordo ufficiale raggiunto dal Canada per partecipare in qualità di osservatore. Si tratta di un importante progetto di collaborazione internazionale per lo sviluppo di un aereo da combattimento di sesta generazione, guidato da una coalizione composta da Giappone, Regno Unito e Italia.

GCAP e l'obiettivo di sviluppare un aereo da combattimento di sesta generazione.

Annunciato alla fine del 2022, il GCAP è il risultato della fusione tra il progetto anglo-italiano Future Air Combat System (Tempest) e il programma giapponese per il caccia FX. Il progetto riunisce aziende leader a livello mondiale nel settore della difesa, come BAE Systems (Regno Unito), Leonardo (Italia) e Mitsubishi Heavy Industries (Giappone).
L'obiettivo del GCAP è sviluppare un aereo da combattimento all'avanguardia che incorpori tecnologie di sesta generazione, con un dispiegamento previsto a partire dal 2035. Questi squadroni sostituiranno i Mitsubishi F-2 della Forza di autodifesa aerea giapponese e gli Eurofighter Typhoon attualmente in servizio nella RAF e nell’Aeronautica Militare italiana.




IL CANADA IN QUALITA’ DI OSSERVATORE NEL PROGRAMMA GCAP

Come osservatore, il Canada non sarà direttamente coinvolto per ora nei contratti di produzione principali, ma avrà accesso a informazioni tecniche riservate e parteciperà alle discussioni a livello governativo. Inoltre, si prevede che Ottawa contribuisca con la propria esperienza nella tecnologia di addestramento tramite simulatori di volo.
Alice Hansen, responsabile della comunicazione del Ministero della Difesa canadese, ha affermato che l'adesione al GCAP apporta notevoli vantaggi all'industria della difesa del Paese. Le imprese nazionali avranno l'opportunità di partecipare fin dalle prime fasi di un programma di sviluppo delle capacità militari su scala globale.

Un cambio di strategia da parte del CANADA volto a ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti.

Gli analisti militari considerano la partecipazione del Canada al GCAP un passo epocale nella sua politica di difesa. Fino ad ora, il Paese ha utilizzato principalmente aerei da combattimento di fabbricazione statunitense, in particolare F/A-18 Hornet ed ora il caccia stealth F-35.
Il professor Philippe Lagassé dell'Università di Carleton ritiene che ciò rappresenti un riconoscimento del fatto che Ottawa ha bisogno di più alternative. Da quando il Primo Ministro Mark Carney si è insediato, la diversificazione dei partner nel settore della difesa è stata una priorità assoluta, in un contesto di crescenti tensioni con gli Stati Uniti.
Prima di avvicinarsi al GCAP, il Canada aveva già intrapreso iniziative simili, come l'accordo per i sottomarini con il gruppo tedesco TKMS e le trattative per l'acquisto del velivolo di allerta precoce AEW GlobalEye dal gruppo svedese Saab. Oltre al Canada, anche altri paesi come Australia, India e Arabia Saudita hanno manifestato un notevole interesse per il progetto GCAP.




IL SISTEMA ENERGETICO VOLANTE DEL GCAP

“Non stiamo semplicemente sviluppando un sistema di propulsione: stiamo realizzando una vera e propria centrale energetica volante, capace di gestire carichi elettrici e termici senza precedenti, richiesti dai sensori e dai sistemi d’arma di nuova generazione”. Lo ha detto Phil Townley, director of future programmes di Rolls-Royce Defence, descrivendo il motore del Gcap, il progetto per il caccia di sesta generazione targato Italia-Uk-Giappone i cui progressi sono stati messi in mostra al Farnborough International Airshow, uno degli appuntamenti di settore più importanti. 
Alla maxi fiera Avio Aero, IHI Corporation e Rolls-Royce hanno annunciato di aver compiuto un ulteriore passo avanti verso i primi test a terra del dimostratore tecnologico del sistema propulsivo del Global Combat Air Programme (Gcap), passando con successo una serie di design review condotte dal consorzio. Le tre aziende stanno sviluppando il sistema propulsivo e di gestione di potenza necessari a supportare il futuro velivolo caccia di sesta generazione, e il dimostratore ha un ruolo centrale nella riduzione dei rischi perché consente di verificare il livello di maturità delle tecnologie. Serve a testare e affinare processi, strumenti e modalità operative, contribuendo a rendere più efficiente il ciclo di progettazione e sviluppo del Gcap.  
Rolls-Royce sta collaborando con IHI Corporation e Avio Aero per dare impulso al futuro del combattimento aereo attraverso il Global Combat Air Programme (GCAP). Questa pionieristica collaborazione internazionale riunisce talenti, tecnologie avanzate e una visione condivisa per realizzare un sistema di propulsione e alimentazione di nuova generazione, promuovendo l'innovazione in ogni fase.
Sarah, responsabile dell'ingegneria per GCAP, spiega l'approccio internazionale in atto: "Faccio parte del team del Regno Unito e sto lavorando alla realizzazione di un dimostratore di sistema di alimentazione e propulsione per GCAP. Mi occupo della progettazione a livello di sistema, utilizzando un approccio iterativo per convergere verso una soluzione che integri in modo robusto circa 40.000 componenti individuali in un dimostratore tecnologico completo.” "Collaboriamo con i colleghi di IHI Corporation e Avio Aero, rispettivamente in Giappone e in Italia. Insieme ci concentriamo su soluzioni tecnologicamente innovative che includono materiali e tecniche di produzione all'avanguardia. Il nostro obiettivo è fornire un sistema in grado di alimentare l'aeromobile con la propulsione e una fonte integrata di energia elettrica per far fronte ai maggiori carichi di potenza. È un momento entusiasmante per mettere alla prova le nostre capacità, tecniche e competenze e per ottimizzare diverse forme di energia in modi innovativi.” “Questo obiettivo comune rappresenta una sfida enorme e la collaborazione trilaterale è fondamentale per il successo del programma. Stiamo mettendo a frutto la nostra esperienza e sfruttando competenze, capacità e tecnologie per soddisfare le esigenze del governo attraverso un'efficace condivisione delle conoscenze e il trasferimento tecnologico
“Questa partnership unica si fonda su solide basi. Rolls-Royce vanta una lunga storia di collaborazione con l'Italia su progetti di motori per aerei da combattimento, in particolare Tornado e Typhoon, ed è presente stabilmente in Giappone dagli anni '60, con oltre 5.000 colleghi giapponesi impegnati nei programmi Rolls-Royce nei settori dell'aviazione civile, della difesa e dei sistemi energetici.
"Sebbene la collaborazione diretta tra IHI, Avio Aero e Rolls-Royce rappresenti una novità, le competenze si completano a vicenda e contribuiranno a realizzare questo obiettivo comune", spiega Sarah.
“Pur lavorando in sedi diverse, formiamo un'unica squadra con un obiettivo comune: sostituire in modo efficiente l'attuale flotta aerea con un sistema di propulsione più performante, garantendo che soddisfi le esigenze moderne, sia oggi che in futuro.”
Questa partnership internazionale riunisce colleghi provenienti da culture, lingue e fusi orari diversi: una dinamica che tutti i partner hanno attentamente valutato per superare le barriere e garantire la collaborazione.
"Il programma sta sviluppando un ambiente di lavoro aziendale digitale, che consentirà al team di essere più autonomo e di lavorare con meno barriere", ha affermato Sarah.
"Stiamo inoltre supportando coloro che, all'interno della partnership, scelgono di lavorare fisicamente nello stesso luogo, organizzando corsi di lingua e sessioni di sensibilizzazione culturale."
"Ci incontriamo con i nostri partner in momenti chiave del programma, alternandoci nell'ospitare le riunioni nei nostri rispettivi paesi. Un aspetto estremamente gratificante del programma è l'opportunità di viaggiare e lavorare all'estero. Incontrarci di persona rafforza i nostri sforzi collettivi e ci aiuta a trovare un consenso su problemi tecnici complessi, oltre a consolidare i comportamenti che sono alla base della dinamica collaborativa che ci contraddistingue."
Se nutri una passione per la potenza e la propulsione e desideri far parte del team di sviluppo tecnologico innovativo che guida il Global Combat Air Programme, Rolls-Royce offre interessanti opportunità di carriera che ti permetteranno di avere un impatto concreto in questo settore. 
In qualità di leader nel settore aerospaziale, Rolls-Royce è all'avanguardia nello sviluppo di soluzioni innovative per i sistemi di propulsione e alimentazione. I team lavorano su di una vasta gamma di progetti, dalla progettazione e produzione di motori per aerei da combattimento allo sviluppo di tecnologie di propulsione avanzate che migliorano le prestazioni e l'efficienza dei consumi.

Le tre aziende dicono di avere una collaborazione sempre più stretta. 

Nel corso dell’ultimo anno è stato inaugurato a Reading, nel Regno Unito, un “collaboration hub” dedicato, pensato per favorire la co-locazione dei partner e una collaborazione più stretta con la Gcap Agency ed Edgewing, l’alleanza industriale alla base del progetto del caccia. 
Le review del consorzio hanno accompagnato il programma verso l’approvazione finale del progetto del nuovo dimostratore di motore in configurazione ‘centre line’, mentre continua la produzione dei componenti. Ad oggi sono stati completati oltre 100 test su componenti in scala ridotta, avvicinando ulteriormente il consorzio alla fase di test a terra del dimostratore di motore sviluppato congiuntamente dai tre partner. I dati raccolti in questa fase saranno fondamentali per supportare la progettazione e lo sviluppo dell’intero sistema di potenza e propulsione del Gcap.  
“I progressi compiuti dai team delle nostre tre aziende nello sviluppo del dimostratore tecnologico rappresentano una tappa fondamentale nel percorso verso la definizione di tecnologie propulsive di nuova generazione”, ha dichiarato Edoardo Curti, defense business unit general manager di Avio Aero. 
“In questo contesto internazionale – ha spiegato Noriyuki Nakamura, senior technical advisor, aero engine, space & defense business area di IHI Corporation – IHI sta integrando le più avanzate tecnologie giapponesi nel campo dei motori aeronautici con il know-how di Avio Aero e Rolls-Royce per sviluppare una nuova generazione di sistemi di potenza e propulsione, il ‘cuore’ dei velivoli da combattimento di domani”.  
Il consorzio contribuisce a sostenere la crescita economica e lo sviluppo di professionalità altamente qualificate nei tre Paesi partner. 
Attualmente il programma supporta oltre 9.000 posti di lavoro altamente specializzati nel settore aerospaziale a livello globale e continua a investire nello sviluppo dei talenti futuri nelle nazioni coinvolte. 

La Germania stringe un'alleanza per sviluppare un aereo da combattimento di nuova generazione.

Guidata da Airbus Defence and Space, dopo aver sondato gli intendimenti dei partner del programma GCAP-Tempest, l'industria della difesa tedesca sta procedendo con la formazione di una nuova alleanza per sviluppare in modo indipendente il suo aereo da combattimento di sesta generazione e starebbe procedendo con la formazione di una nuova alleanza per lo sviluppo di un proprio aereo da combattimento di sesta generazione, guidata da Airbus Defence and Space, la divisione difesa di Airbus. Questa decisione giunge dopo che il cancelliere Friedrich Merz ha recentemente annunciato il suo ritiro dal progetto Future Combat Air System (FCAS) tra Germania, Francia e Spagna.
La nuova alleanza, denominata "Team Gen 6", è stata creata per colmare il vuoto lasciato dal crollo del programma di collaborazione FCAS.  Di recente, il gruppo ha inviato una lettera al Cancelliere Merz esprimendo il desiderio di sviluppare congiuntamente un aereo da combattimento tedesco di sesta generazione.

Oltre ad Airbus Defence and Space, la nuova alleanza comprende anche importanti aziende tedesche del settore della difesa e della tecnologia, come MBDA, Hensoldt, Diehl Defence, Liebherr, MTU Aero Engines, Rohde & Schwarz e Autopflug. Inoltre, si sta cercando di coinvolgere nel progetto anche il gruppo svedese della difesa Saab, considerato un'azienda con esperienza nello sviluppo autonomo del caccia Gripen.

Secondo i media tedeschi, l'obiettivo del "Team Gen 6" è sviluppare un aereo da combattimento più snello e meno complesso rispetto al progetto FCAS. Nel contesto della guerra moderna, che pone sempre maggiore enfasi sul ruolo dei velivoli a pilotaggio remoto, il team di sviluppo afferma di non avere alcuna intenzione di costruire "una versione in stile tedesco dell'FCAS".
Inoltre, secondo alcune fonti, la nuova alleanza non sarebbe disposta a partecipare al programma GCAP – un progetto collaborativo per lo sviluppo di un aereo da combattimento di nuova generazione tra Regno Unito, Italia e Giappone – a causa di divergenze nei requisiti tecnici e nella direzione strategica.
IG Metall, il più grande sindacato dell'industria metallurgica in Germania, ha espresso il proprio sostegno all'iniziativa tedesca di sviluppare un proprio aereo da combattimento di nuova generazione.

Jürgen Kerner, membro del consiglio di amministrazione di IG Metall, ritiene che la partecipazione al GCAP in questa fase non sia più opportuna, poiché la suddivisione delle categorie di lavoro è già stata completata.

Secondo lui, la linea d'azione logica per Airbus Defence and Space e i suoi partner è quella di sviluppare un aereo da caccia di sesta generazione basato sulla piattaforma Eurofighter esistente, collaborando al contempo per colmare eventuali lacune tecnologiche.
L'alleanza "Team Gen 6" dovrebbe essere lanciata ufficialmente in occasione dell'International Aerospace Exhibition (ILA) di Berlino.
In relazione a questi sviluppi, la decisione di Germania e Francia di interrompere il progetto sopra menzionato ha suscitato reazioni contrastanti in tutta Europa, con molti leader e osservatori che hanno messo in guardia contro le ripercussioni negative sulle ambizioni comuni di difesa dell'Unione europea (UE). Il 9 giugno, il primo ministro belga Bart De Wever ha affermato che le decisioni di Germania e Francia potrebbero indebolire a lungo termine le capacità di difesa aerea dell'Europa.










IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, RID, Vietnam.Vn, Key4biz, WIKIPEDIA, You Tube)




















 

lunedì 20 luglio 2026

Heyl Ha'Avir - חיל האוויר - Israeli Air Force: Israele sta potenziando le capacità del suo caccia F-35I Adir, finanziando un nuovo aggiornamento con serbatoi di carburante esterni che aumenterà il potenziale dell'aeronautica israeliana per condurre attacchi a lungo raggio.













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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.










Heyl Ha'Avir - חיל האוויר - Israeli Air Force

La Heyl Ha'Avir (in ebraico: חיל האוויר, spesso abbreviata in IAF da Israeli Air Force) è l'aeronautica militare dello Stato di Israele e parte integrante delle forze di difesa israeliane (IDF).


Molto efficiente, secondo i dati del 2008 l'aviazione israeliana può contare su oltre 300 aerei da combattimento, più di 40 aerei da trasporto e oltre 300 elicotteri (tra cui quelli d'assalto, Apache). La difesa antiaerea comprende un centinaio di batterie missilistiche (a lunga e media gittata). Con un inventario complessivo di circa 1.180 mezzi aerei, è l'aviazione più potente nel Vicino Oriente. Il suo attuale comandante in capo è il maggior generale Amir Eshel.


All'inizio del programma, Lockheed stava lavorando a serbatoi di carburante esterni da 480 galloni per l'F-35, mentre Israele stava valutando la possibilità di progettare serbatoi di carburante “conformal” per il proprio F-35 Adir.





Tuttavia, tali piani furono interrotti quando i test dimostrarono che l'F-35 avrebbe avuto un raggio d'azione di combattimento significativamente maggiore del previsto. La variante F-35A aveva un requisito di programma di un raggio d'azione di combattimento di 550 miglia nautiche. Per contestualizzare, le prime stime indicavano che l'F-35A norvegese aveva un raggio d'azione di 728 miglia nautiche in configurazione d'attacco leggermente caricata (due GBU-12 da 500 libbre) con due EFT.
Molte persone presumono che l'F-35 abbia un raggio d'azione limitato perché considerano erroneamente i valori di 1.100-1.300 miglia nautiche come "raggio di trasferimento". In realtà non si tratta di raggio di trasferimento, bensì del doppio del raggio di combattimento. Non sono disponibili pubblicamente dati sul raggio di trasferimento per nessun aereo stealth, a partire dall’F-117.

In un combattimento aria-aria, l'F-35A ha un raggio d'azione di 760 miglia nautiche, secondo il profilo dell'aeronautica israeliana.

Sappiamo che i dati pubblici sull'autonomia dell'F-35 sono notevolmente sottostimati. Non solo l'ex comandante dell'aeronautica israeliana, il generale Amir Eshel, nel 2016 ha affermato che l'autonomia dell'F-35 è significativamente maggiore di quella dichiarata.
"Chi afferma che l'F-35 non ha un'autonomia sufficiente è probabilmente una persona che guarda un aereo monomotore e pensa: “””Oh, è solo un F-16! Non è un F-16. Volo regolarmente per due sortite di addestramento che farei su un modello F-15C con due serbatoi esterni. Quindi decollo, esco e faccio un'offensiva, in pratica un attacco nella zona e poi torno a casa con il carburante rimasto, come con l’F-15C. Con l'F-35 posso farne due senza problemi. Una delle cose che abbiamo scoperto durante l'esercitazione in Wisconsin è che, una volta terminato di sparare e dopo aver portato tutti dentro e fuori dall'area di combattimento, se avessimo voluto, avremmo potuto continuare a combattere. A quel punto ci chiesero di rimanere perché potevamo fornire tutti i sensori e il collegamento dati necessari per aiutare gli aerei di quarta generazione che avevano ancora missili a bordo. Avevamo ancora il carburante e i sensori per poter fornire loro quelle informazioni”””.

L’F-35 ha delle gambe, delle gambe davvero lunghe.

Questo perché l'F-35 trasporta un'enorme quantità di carburante interno: l'F-35A monomotore ha più carburante interno dell'F-15C bimotore (8.300 kg contro 6.100 kg). La differenza è ulteriormente amplificata dal fatto che il trasporto interno degli armamenti non comporta alcuna penalità in termini di resistenza aerodinamica, a differenza del trasporto esterno. Anche i serbatoi di carburante esterni contengono solo il 60-70% di carburante utilizzabile, il resto serve a compensare l'aumento della resistenza aerodinamica (e del consumo di carburante) dovuto esclusivamente al sistema EFT (External Fuel Threat).
Poi c'è il motore a bypass variabile in fase di sviluppo che aggiunge un terzo flusso d'aria, con conseguente riduzione significativa del consumo di carburante in modalità crociera. 

Si prevede che il motore a bypass variabile aumenterà l'autonomia dell'F-35 del 35%.

Un altro aspetto raramente menzionato è come la tecnologia stealth permetta di seguire una traiettoria di volo ottimale con un percorso minimo. In uno spazio aereo conteso, l’F-22 Raptor o l'F-35 possono volare con un profilo ottimale (alta quota) e attraverso la copertura radar nemica, che ha un inviluppo di rilevamento molto più ristretto per i velivoli VLO, mentre un aereo di quarta generazione non solo deve volare a quote inferiori, ma anche aggirare la rete radar nemica per minimizzare il rilevamento, il che ha un impatto drastico sul raggio d'azione in combattimento.
Sulla carta, l'F-15E con 3 EFT ha un raggio d'azione di combattimento doppio rispetto all'F-22 con carburante interno (1.061 miglia nautiche contro 590 miglia nautiche). Tuttavia, la situazione è ben diversa nello spazio aereo conteso.
Ecco perché in una vera missione di attacco penetrante, gli aerei di quarta generazione non possono mai raggiungere il raggio d'azione teorico. 

Quando si tratta di effettuare attacchi penetranti a lungo raggio in luoghi come l'Iran, l'F-35I con carburante interno eguaglia o supera l'autonomia di qualsiasi altro aereo in dotazione all'aeronautica israeliana.

L'autonomia già notevole dell'F-35 e il motore a rapporto di bypass variabile sono due ragioni fondamentali per cui nessun operatore dell'F-35, Israele compreso, ha fretta di sviluppare serbatoi di carburante esterni o conformabili.
L'unico scenario pratico in cui sarebbe possibile trasportare un serbatoio di carburante esterno (anche se sganciato) si verificherebbe quando l'F-35 viene utilizzato come bombardiere con carico utile esterno in una missione di attacco a lungo raggio. La probabilità che entrambe le cose accadano in una singola missione è minima oggi e tale rimarrà nel prossimo futuro, fino al ritiro della flotta di quarta generazione.
Tuttavia, per l'F-35 non sarà difficile trasportare serbatoi ausiliari se necessario, poiché sia la stazione 3 che la stazione 9 sulle ali sono già predisposte per il rifornimento dei serbatoi alari.

Serbatoi di carburante per l'F-35. 

Anni dopo che i piani per i serbatoi ausiliari di carburante per l'F-35 furono accantonati, l'USAF è nuovamente interessata a serbatoi esterni per il caccia stealth. L'F-35 è stato progettato e predisposto per il trasporto di serbatoi esterni, e l'idea è stata studiata, ma gli Stati Uniti non hanno mai fatto progressi. Si vocifera che Israele abbia sviluppato serbatoi ausiliari per l'F-35 già dal 2021, e funzionari statunitensi hanno confermato la loro esistenza e il loro utilizzo per colpire obiettivi in ​​profondità nel territorio iraniano il mese scorso. Si tratta probabilmente di varianti da 600 galloni, progettate dalla Lockheed nel 2019 (il precedente progetto, più piccolo, da 460 galloni, si era rivelato di scarsa utilità). Un rapido calcolo approssimativo mostra che ciò darebbe all'F-35 un aumento di circa il 40% del raggio d'azione in combattimento. 

Il Pentagono al momento si mostra reticente, affermando di stare valutando "tutte le forme di serbatoi di carburante esterni, compresi i serbatoi subalari, per tutte e tre le varianti dell’F-35".

Acquistare i serbatoi ausiliari israeliani, è una pratica comune per gli aerei statunitensi. L'azienda israeliana Cyclone (di proprietà di Elbit) produce serbatoi di carburante esterni ed è stata associata a questo progetto in passato, quindi si tratta di un prodotto collaudato. Tra l'altro: l'israeliana IAI produce la maggior parte dei serbatoi “conformal”, quindi forse è in fase di sviluppo un serbatoio idoneo per F-35? Il Pentagono non si pronuncia, ma è consigliabile acquistare i serbatoi ausiliari già esistenti e di continuare a valutare altre opzioni.
Israele sta potenziando le capacità del suo caccia F-35I Adir, finanziando un nuovo aggiornamento con serbatoi di carburante esterni che aumenterà il potenziale dell'aeronautica israeliana per condurre attacchi a lungo raggio. L'annuncio giunge dopo che i velivoli sono stati ampiamente impiegati in operazioni contro obiettivi in Iran durante le campagne di quest'anno e dello scorso anno. In tali operazioni, la flotta ha operato a un ritmo che ha sollevato dubbi sulla capacità di Israele di fornire un adeguato supporto di rifornimento. 

La nuova modifica per l'F-35I contribuirà a risolvere questo problema.

Il Ministero della Difesa israeliano ha confermato di recente che lo sviluppo e l'integrazione dei serbatoi di carburante esterni per l'F-35I saranno affidati alla filiale Cyclone di Elbit Systems. Elbit afferma che l'accordo ha un valore di oltre 34 milioni di dollari e riguarderà serbatoi basati su di un progetto Cyclone già esistente, originariamente sviluppato per l'F-16.
"Si prevede che la nuova capacità estenderà il raggio d'azione del velivolo, ridurrà la dipendenza dal rifornimento in volo e migliorerà la flessibilità operativa nelle missioni a lungo raggio", ha aggiunto l'azienda.
Basandosi sul riferimento all'F-16, l'annuncio è stato ampiamente interpretato come riferito a serbatoi ausiliari esterni, ma rimane possibile, sebbene improbabile, che l'F-35I riceva una sorta di serbatoio di carburante conformal a filo. Ciò potrebbe avere un impatto ridotto sulla furtività e sulle prestazioni complessive, ma probabilmente comporterebbe anche significative modifiche alla forma e alla cellula. L'integrazione e l'omologazione di serbatoi di questo tipo per l'impiego operativo sarebbero un processo complesso e potenzialmente molto lungo, poiché interromperebbero la linea di bassa osservabilità altamente quantizzata del velivolo. Tuttavia, Israele ha esperienza nell'impiego di F-15 e F-16 con serbatoi conformali.

Ovviamente, l'aggiunta di serbatoi di carburante esterni di qualsiasi tipo all'F-35I, già dotato di caratteristiche stealth, ne comprometterebbe le capacità di bassa osservabilità. 

Tuttavia, considerando l'importanza che l'Aeronautica israeliana attribuisce alla capacità di condurre attacchi a lungo raggio, questo viene chiaramente visto come un compromesso accettabile. Se l'aggiornamento prevedesse l'installazione di serbatoi ausiliari, questi sarebbero probabilmente sganciabili, eventualmente insieme ai piloni di supporto, il che significa che potrebbero essere eliminati prima di penetrare un sistema di difesa aerea nemico, ad esempio. Questa soluzione sarebbe applicabile solo a missioni a lungo raggio ad altissimo rischio e non sostenibile per campagne prolungate. I serbatoi potrebbero anche essere sganciati in caso di minaccia, restituendo all'F-35I l'agilità critica e riducendo la sua traccia radar.

Esistono anche dei metodi per mitigare lo svantaggio che i serbatoi ausiliari impongono a un aereo stealth. 

Ne sono un ottimo esempio i nuovi serbatoi di carburante per l'F-22 Raptor dell'aeronautica statunitense , considerati un'aggiunta fondamentale per garantire al caccia la capacità di coprire meglio le grandi distanze che potrebbero essere coinvolte in un potenziale conflitto futuro nell'Indo-Pacifico.
I nuovi serbatoi sfaccettati a bassa resistenza aerodinamica per l'F-22, come quelli precedenti, possono essere sganciati dal velivolo per ripristinare le sue prestazioni ottimali e ridurre ulteriormente la sua sezione radar equivalente. Tuttavia, Lockheed Martin afferma di prevedere che il Raptor verrà impiegato in combattimento diretto, almeno in alcuni scenari, con i serbatoi installati.

Vi sono stati inoltre segnali costanti che indicavano che era in programma una qualche forma di estensione del raggio d'azione per l'F-35I israeliano.

Nel 2021, un annuncio criptico della Lockheed Martin confermò che l'azienda stava collaborando con un acquirente straniero non specificato per sviluppare una modifica dell'F-35, con un investimento di decine di milioni di dollari in attività di supporto ingegneristico. Tra le possibilità figurava un miglioramento del sistema di trasporto del carburante da parte di un velivolo israeliano.
Poi, nel 2022, sono emerse diverse notizie che suggerivano che Israele avesse sviluppato un mezzo non specificato per estendere il raggio d'azione dei suoi F-35I, fornendo loro presumibilmente un raggio d’azione sufficiente per colpire obiettivi in Iran senza bisogno di rifornimento in volo. Le notizie del 2022 potrebbero riguardare una versione prototipo dei serbatoi menzionati nell'annuncio, qualche altro tipo di sistema di trasporto carburante esterno, oppure potrebbero essere state errate.

Più recentemente, poco prima dell'ultima campagna contro l'Iran, l'ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, ha fornito quella che probabilmente è stata la prima conferma ufficiale dell'esistenza di serbatoi di carburante aggiuntivi per l'F-35I già in servizio. 

In  un'intervista a metà febbraio 2026, ha dichiarato: "Abbiamo sviluppato serbatoi di carburante che estendono l'autonomia del velivolo senza comprometterne la tecnologia stealth". Non è stato rivelato esattamente come ciò sia stato realizzato, ma anche piccoli serbatoi interni potrebbero essere una possibilità, pur rappresentando una seria sfida ingegneristica.
Negli Stati Uniti, i serbatoi di carburante esterni per l'estensione dell'autonomia dell'F-35 sono riemersi nel 2025 nell'ambito del programma di modernizzazione Block 4, anni dopo l'eliminazione del requisito per  serbatoi ausiliari aerodinamici. Il Pentagono ha confermato che valuterà la fattibilità di tutte le forme di serbatoi di carburante esterni, compresi quelli subalari, per tutte e tre le varianti dell'F-35.
Nel complesso, l'idea di integrare serbatoi di carburante esterni sull'F-35 non è affatto nuova. Già nel 2019,  Lockheed Martin stava valutando l'aggiunta di due serbatoi ausiliari da 600 galloni sotto le ali dell'F-35 nell'ambito di un più ampio studio sull'estensione dell'autonomia. Ciò avrebbe aumentato la capacità totale di carburante di circa il 40%. In precedenza, erano stati condotti studi sull'aggiunta di serbatoi più piccoli da 480 e 460 galloni.
Tra questi, il serbatoio ausiliario originale da 480 galloni fu abbandonato a causa di problemi aerodinamici e di separazione dei carichi. Anche il successivo progetto da 460 galloni non fu infine portato avanti, poiché si scoprì che l'aumento della resistenza aerodinamica riduceva l'incremento dell'autonomia.
È interessante notare che Aviation Week aveva precedentemente riportato che Israeli Aerospace Industries (IAI) e Cyclone avevano lavorato sia a un progetto di serbatoio conformale per l'F-35I sia a un serbatoio ausiliario da 600 galloni.
Essendo una versione specifica per Israele del caccia F-35A a decollo e atterraggio convenzionale, l'Adir incorpora già alcuni importanti sistemi sviluppati in Israele. Molti di questi sono stati testati su una versione speciale e unica  del velivolo, arrivata nel paese  nel 2020. Le aggiunte israeliane includono sistemi di guerra elettronica e armamenti. Si prevede che la flotta di F-35I sarà armata con la  bomba a guida di precisione Rafael SPICE , ma potrebbe in futuro includere anche missili aria-aria  e altri armamenti.

Allo stesso tempo, i punti di attacco interni dell'F-35 sono ancora predisposti per il trasporto di serbatoi di carburante esterni, il che suggerisce che l'introduzione di questa capacità, anche sulla variante F-35I specifica per Israele, potrebbe non essere troppo complicata.

La richiesta israeliana che l'F-35I dipenda meno dal rifornimento in volo è particolarmente importante. L'aeronautica israeliana attualmente gestisce una flotta di soli sette vecchi  Boeing 707 cisterna. L'eccessiva dipendenza da questi velivoli per le missioni a lungo raggio ha in passato alimentato le speculazioni secondo cui l'aeronautica israeliana si sarebbe affidata al supporto di rifornimento in volo dell'USAF durante i combattimenti. Il Pentagono ha smentito tali affermazioni.
Allo stesso tempo, un pacchetto di attacchi che non richieda il supporto di aerei cisterna è per certi versi più flessibile e con maggiori probabilità di sopravvivenza. Inoltre, la sopravvivenza dei tradizionali aerei cisterna all'interno o in prossimità di spazi aerei contesi sta diventando una preoccupazione crescente. Nel frattempo, Israele sta iniziando a modernizzare la sua flotta di aerei cisterna, con il primo dei suoi più moderni KC-46 che ha iniziato le prove di volo. Israele ha già dimostrato in passato di essere disposto a compromettere le caratteristiche stealth dell'F-35I per aumentarne la capacità di attacco. Questo modello è stato avvistato mentre effettuava sortite d'attacco con armamenti esterni, a dimostrazione della cosiddetta "modalità bestia" dell'F-35, caratterizzata da carichi su piloni subalari.

Israele ha ripetutamente utilizzato i suoi F-35I in attacchi contro obiettivi sia vicini al territorio israeliano che molto più distanti. 

Nel 2018 è diventato il primo operatore a utilizzare il velivolo in operazioni offensive. Nel frattempo, ha anche registrato successi nel  combattimento aereo contro droni ostili.
L'anno scorso, l'Adir è stato impiegato in attacchi contro le infrastrutture nucleari iraniane. Secondo alcune fonti, i caccia israeliani atterravano spesso con i fumi di scarico dopo le prime sortite durante questo conflitto. Dato che questi aerei operavano al limite della loro autonomia, la mancanza di carburante rappresentava una seria minaccia, ed è forse sorprendente che nessuno sia andato perduto. Sono stati inoltre rinvenuti serbatoi ausiliari esterni in diverse località dell'Iraq orientale, il che suggerisce il loro utilizzo per massimizzare la frequenza delle sortite a lungo raggio nelle prime fasi del conflitto.
L'F-35I ha inoltre svolto un ruolo importante nel colpire obiettivi iraniani durante la campagna congiunta israelo-americana lanciata alla fine di febbraio di quest'anno.
Nell'ambito dell'operazione israeliana contro l'Iran, denominata "Operazione Ruggito del Leone", un Adir israeliano ha ottenuto la prima vittoria aerea per un F-35 contro un aereo con equipaggio. Il 4 marzo, in un incidente un F-35I ha abbattuto un addestratore da combattimento iraniano  Yak-130 Mitten  sopra Teheran.

L'importanza dell'F-35I per Israele è stata dimostrata anche dal fatto che il Paese ha progressivamente aumentato i suoi ordini per questo tipo di velivolo.

All'inizio di questo mese è stato confermato che l'aeronautica militare israeliana riceverà un quarto squadrone di F-35I, rafforzando così la propria flotta di caccia con altri 25 velivoli.
Nel 2023, Israele ha optato per l'acquisto di un terzo squadrone di F-35I, per un totale di 25 velivoli. La consegna di questo lotto è prevista a partire dal 2028.
Una volta che tutti e quattro gli squadroni saranno operativi, Israele disporrà di un totale di 100 F-35I.
A breve, è probabile che vedremo almeno alcuni di questi jet dotati dell'aggiornamento a lungo raggio. A quel punto, la natura precisa di questi serbatoi di carburante esterni verrà finalmente svelata.
I serbatoi ausiliari presentano un notevole svantaggio: possono compromettere la capacità stealth dell'F-35 al punto da annullarla completamente.

L'autonomia è stata un fattore chiave per l'efficacia degli aerei da combattimento sin dalla loro nascita durante la Prima Guerra Mondiale. 

Estendere l'autonomia dei caccia o degli aerei d'attacco è stato particolarmente difficile a causa delle loro dimensioni ridotte e della limitata capacità di carburante interna. Gli aerei della Seconda Guerra Mondiale ovviarono a questa carenza di carburante con serbatoi esterni montati sulle ali o sotto la fusoliera. Ciò consentiva ai caccia di scorta a lungo raggio di accompagnare i bombardieri strategici fino ai loro obiettivi. L'F-35 Joint Strike Fighter è l'ultimo aereo ad aver ricevuto questi aggiornamenti, sebbene si trovi ad affrontare sfide che non si presentavano per i P-51 Mustang di un tempo.
Nonostante le sue capacità siano di gran lunga superiori, l'autonomia effettiva dell'F-35A, pari a 670 miglia nautiche, è quasi identica a quella del P-51 Mustang dell'epoca della Seconda Guerra Mondiale. I serbatoi ausiliari esterni, così chiamati perché il pilota poteva sganciarli in combattimento o quando erano vuoti, contribuirono ad estendere l'autonomia del P-51 fino a 1.600 miglia. La storia dell'autonomia del Mustang è più complessa, ma quei serbatoi ausiliari esterni giocarono un ruolo fondamentale.
Le tre varianti dell'F-35 hanno un raggio d'azione simile, con l'F-35C della US NAVY leggermente superiore all'F-35A dell'Aeronautica. L'F-35B a decollo e atterraggio verticale dei Marines ha un raggio d'azione leggermente inferiore. Le moderne condizioni del campo di battaglia non hanno ridotto i vantaggi di un raggio d'azione superiore; anzi, la portata sempre maggiore dei sistemi di interdizione d'area, come quelli impiegati dalla Cina, rende il raggio d'azione effettivo una caratteristica vitale per gli aerei di prima linea.

I serbatoi di carburante esterni dell'F-35 erano attesi da tempo.

L'idea di installare serbatoi di carburante esterni sull'F-35 era stata concepita almeno dal 2019, nonostante l'autonomia effettiva del velivolo fosse già significativamente superiore a quella della maggior parte dei caccia di quarta generazione. L'aeronautica israeliana ha iniziato a lavorare con serbatoi esterni sganciabili e serbatoi di carburante conformali (CFT) più furtivi sui suoi F-35I all'incirca nello stesso periodo. Secondo quanto riportato, questi serbatoi aumentano l'autonomia dell'F-35I fino al 40% e fanno parte dell'aggiornamento dell'F-35A previsto nel bilancio proposto dal Dipartimento della Difesa per il 2026. Israele desiderava la capacità di colpire l'Iran senza rifornimento in volo, garantendo così una maggiore sicurezza delle missioni. Tale capacità è stata dimostrata efficacemente nelle missioni del mese scorso contro gli impianti nucleari iraniani, sebbene non sia ancora chiaro se gli israeliani abbiano utilizzato serbatoi esterni o interni.

Come già evidenziato, i serbatoi ausiliari presentano un notevole svantaggio: possono compromettere la capacità stealth dell'F-35 al punto da annullarla completamente. I serbatoi ausiliari compatibili con la tecnologia stealth (CFT) sono progettati per minimizzare questo effetto. 

Ma non tutte le missioni richiedono capacità stealth, quindi i serbatoi ausiliari esterni rimangono un'opzione valida. Serbatoi alari esterni compatibili con la tecnologia stealth sono già in fase di sviluppo per l'F-22 Raptor. Questa tecnologia potrebbe essere utile anche per il programma F-35.
Infine, anche con gli svantaggi dei serbatoi esterni, il rifornimento in volo può compromettere ulteriormente la sicurezza di una missione. I velivoli cisterna stealth, in particolare il drone cisterna MQ-25 Stingray, sono ancora in fase di sviluppo e non sono ancora pronti per l'impiego operativo. Ridurre la dipendenza dell'F-35 dai velivoli cisterna rappresenterebbe un netto vantaggio.
Il bilancio proposto destina 432 milioni di dollari al prossimo aggiornamento Block 4, che migliorerà l'hardware e il software di tutte e tre le varianti dell'F-35. I serbatoi di carburante esterni rientrano certamente in questo programma. Le ali dell'F-35 contengono già i piloni di montaggio necessari per i serbatoi aggiuntivi.

L'F-35 potrebbe estendere il suo raggio d'azione in altri modi.

Le munizioni moderne possono influenzare anche la gittata effettiva di un aereo da combattimento. Il nuovo missile AIM-174B della US NAVY, sviluppato a partire dal missile terra-aria SM-6, ha una gittata significativamente maggiore rispetto ai suoi predecessori e si dice che sia il missile con la gittata più lunga mai impiegato dalla Marina. L'SM-6 avrebbe una gittata di oltre 200 miglia (320 km) se lanciato da terra, con capacità di puntamento oltre l'orizzonte. La sua gittata esatta rimane classificata. Supponendo che l'AIM-174B abbia caratteristiche simili, lanciarlo da quota e velocità aumenterebbe sostanzialmente la sua gittata rispetto alla versione lanciata da terra, potenzialmente di diverse centinaia di miglia.
Un missile a lungo raggio lanciato da un aereo con maggiore autonomia amplifica l'effetto, soprattutto se si considera che la Cina staziona con i suoi nuovi sistemi di difesa missilistica balistica e ipersonica, che potrebbero costringere la Marina statunitense a mantenere le proprie navi a migliaia di chilometri dalla zona contesa. L'SM-6 possiede capacità di intercettazione di missili balistici, sebbene non sia chiaro se l'AIM-174B condivida tali capacità.
L'autonomia estesa sarà sempre un vantaggio per gli aerei da combattimento e per chi pianifica le missioni. Il collaudato serbatoio di carburante esterno sembra essere parte integrante di questa soluzione. I finanziamenti sono stati proposti. Tuttavia, la forma che questi serbatoi assumeranno e le modalità di impiego precise restano ancora da definire.









IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, MiliyaryAirSpace, TheMerge, TWZ, TheNationalInterst, WIKIPEDIA, You Tube)