martedì 29 settembre 2026

US NAVY 2026: Fincantieri Marine Group, che ha sviluppato la fregata classe Constellation per la Marina statunitense, progetto poi cancellato, afferma di intravedere una possibile nuova opportunità nei recenti piani della US NAVY per le piccole unità da combattimento di superficie.




Almeno tre progetti di fregate straniere sono già in fase di valutazione per un possibile impiego nella Marina, così come la prospettiva di farle costruire all'estero, nell'ambito di uno studio che dovrebbe concludersi il mese prossimo. Fincantieri desidera reinserire il progetto FREMM, su cui si basava la Constellation, tra le opzioni a disposizione della Marina. 






Le fregate FREMM EVO (Evolution) rappresentano l'ultima e più avanzata evoluzione tecnologica delle Fregate Europee Multi-Missione (Classe Bergamini). 

Sviluppate da Fincantieri e Leonardo attraverso la joint venture Orizzonte Sistemi Navali (OSN), queste navi sono progettate per rispondere alle minacce dei moderni scenari di guerra navale. 
Il contratto iniziale (del valore di circa 1,5 miliardi di euro) per la costruzione di due unità FREMM EVO destinate alla Marina Militare Italiana è stato siglato a luglio 2024.
  • Prima unità (Capoclasse): I lavori di costruzione sono iniziati con il taglio della prima lamiera il 3 aprile 2025. La consegna è prevista per giugno 2029. 
  • Seconda unità: La costruzione è stata avviata il 23 luglio 2026 presso i cantieri di Riva Trigoso (Genova), con consegna pianificata per il 2030. 
  • Con l'innesto di queste due navi, la flotta italiana di tipo FREMM raggiungerà un totale di 12 unità. 
  • Il design italiano della FREMM EVO ha riscosso un immediato successo commerciale all'estero:
  • Portogallo: Ha formalizzato l'acquisto di tre fregate FREMM EVO per un valore complessivo di circa 3,9 miliardi di euro (comprensivo di supporto logistico trentennale e adeguamento delle infrastrutture della base di Lisbona).
  • Belgio: A settembre 2026 la Marina belga ha manifestato un forte interesse ed è considerata in prima linea per l'acquisto di ulteriori tre unità della stessa classe. 

La FREMM EVO mantiene lo scafo base (lunghezza circa 144 metri e dislocamento di 6.700-6.900 tonnellate) e la propulsione ibrida di tipo CODLAG delle precedenti unità, ma rivoluziona completamente la suite di sensori, d'arma e i sistemi elettronici.


I nuovi radar AESA Kronos Dual Band, in banda C ed X sono stati sistemati a prua sopra la plancia ed a poppa sopra il ponte di volo appena dietro al cannone Leonardo 76/62. Il sistema Kronos Dual Band combina due architetture radar AESA a facce fisse che sono il KRONOS Quad in banda C e il KRONOS StarFire in banda X.
Il radar AESA Leonardo KRONOS Quad (cioè l’antenna di dimensioni maggiori) è in grado di assicurare una capacità di ricerca e tracciamento di missili balistici fino a 600 Km di distanza fino al tracciamento fino a 1.300 Km di distanza quando il bersaglio è designato da fonti esterne. Oltre a questo rimangono chiaramente disponibile i profili di sorveglianza aerea e di superficie, auto-protezione, difesa di zona navale, guida missili (uplink) ed il supporto al fuoco.
Il sistema Kronos Starfire (cioè l’antenna di dimensioni minori) ha una maggiore sensibilità nei confronti di bersagli insidiosi di piccole dimensioni come imbarcazioni, periscopi di sottomarini e razzi nonché è in grado di offrire una elevata precisione nella direzione del tiro; il System Manager è in grado di coordinare i due sistemi in modo efficiente minimizzando le interferenze elettromagnetiche e consentendo di ottenere una immagine totale attorno all’unità navale.
Le FREMM EVO avranno in dotazione un radar specifico per il contrasto ai droni a facce fisse che avrà caratteristiche che gli consentiranno di rilevare anche droni di piccole dimensioni a velocità medio/basse in avvicinamento all’unità rappresentando una delle prime applicazioni di tale tecnologia a livello mondiale.
Per quanto riguarda la Guerra Elettronica, ELT Group ha migliorato le prestazioni complessive di R-ESM, R-ECM (probabilmente a facce fisse) e C-ESM oltre ad eliminare possibili obsolescenze. La suite di Guerra Elettronica di ELT Group avrà la capacità detenzione, riconoscimento ed identificazione dei droni.
L’aggiornamento della suite EW è stata resa necessaria anche a causa dell’eliminazione dell’albero secondario poppiero che ospitava i sensori C-ESM nella parte più alta oltre più in basso al datalink per i missili anti-nave e land-attack e i radar di navigazione e quello di avvicinamento elicottero ora riposizionati.
Le FREMM EVO saranno dotate di tutta la suite completa già presente sulle FREMM ASW attualmente in servizio presso la Marina Militare italiana con sonar di prua, sonar ad alta frequenza, cortina trainata passiva e sonar attivo a profondità variabile oltre al lanciatore di ingannatori multifunzione Leonardo ODLS20 (Oto Decoy Launching System) ed al lanciatore trinato di siluri MU-90.



Come noto, l’armamento delle nuove unità navali italiane si compone di due cannoni Leonardo 76/62 Strales con due rispettivi sistemi controllo del tiro Leonardo NA-30 (dual band, IR, LRF, TV) in grado di sparare munizionamento guidato Vulcano.

Il nuovo armamento cannoniero pone in primo piano la difesa a corto raggio nei confronti di bersagli insidiosi come dimostrato dagli ingaggi nel Mare Rosso contro i droni degli houti.
Il Combat Management Systems di nuova generazione sarà in grado di gestire e controllare una suite di sistemi senza pilota/autonomi multi-dominio tramite l’UMS (Unmanned Management Suite).
Inoltre, le FREMM EVO utilizzeranno veicoli senza pilota/autonomi di superficie o USV (Unmanned Surface Vehicle) destinati a trasportare carichi utili dedicati, fra cui sistemi subacquei autonomi, dalle due stazioni laterali per RHIB da 11 metri.

Il cantiere navale, che è una filiale dell'omonimo gruppo italiano, ha effettuato investimenti significativi nelle infrastrutture cantieristiche negli Stati Uniti e nelle catene di approvvigionamento a seguito del fallimento del progetto Constellation, ma non è chiaro se ciò sarà sufficiente a rendere appetibile una nuova proposta.

USNI News ha riportato per prima la possibilità di una nuova proposta di Fincantieri per la fornitura di fregate alla Marina statunitense ieri, dopo un'intervista con l'amministratore delegato George Moutafis:  ”In questo momento la Marina e l'amministrazione Trump potrebbero trovare il giusto tipo di dialogo con noi per impostare lo sviluppo in modo da consentire una rapida installazione e una costruzione veloce senza che le complicazioni progettuali si frappongano", ha detto Moutafis. "Accettare il progetto che esiste e funziona bene, e iniziare a lavorarci per fornire unità alla flotta."
Inoltre, Moutafis ha affermato che la catena di fornitura creata dal cantiere navale durante il progetto Constellation potrebbe essere applicata al progetto FREMM EVO di Fincantieri con poche modifiche, evitando così i continui cambiamenti di progettazione che hanno portato alla cancellazione del Constellation".
La classe Constellation derivava dalla FREMM, una fregata multiruolo franco-italiana progettata per offrire una combinazione di capacità di guerra antiaerea, antisommergibile e antinave. L'intento esplicito del programma era quello di acquisire una fregata basata su un progetto "genitore" già consolidato e in produzione, al quale sarebbero state necessarie solo modifiche relativamente minori, contribuendo così a ridurre costi e rischi. Alla fine, la Constellation presentava solo il 15% di componenti in comune con la FREMM, causando ritardi e altri problemi che contribuirono direttamente alla sua cancellazione. Tuttavia, la richiesta da parte della Marina di unità di superficie più piccole non è venuta meno. Torneremo su questo punto tra un attimo.
Nel 2024 Fincantieri ha presentato il FREMM EVO (da "evoluzione"), insieme a un ordine per due esemplari destinati alla Marina Militare Italiana. 

Nel luglio di quest'anno, anche il Portogallo ha annunciato l'acquisto di tre FREMM EVO.

Secondo il sito web di Fincantieri, il FREMM EVO, così come progettato, è lungo quasi 144 metri, largo circa 19,7 metri nel punto più ampio e ha un dislocamento di 6.500 tonnellate a pieno carico. Le dimensioni dello scafo e il dislocamento sono sostanzialmente invariati rispetto alla variante italiana del FREMM standard. L'EVO avrà una nuova configurazione della sovrastruttura e una serie di nuove capacità.
La novità più rilevante della versione EVO sarà il nuovo radar a doppia banda (DBR) Leonardo Kronos. Il Kronos DBR combina il Kronos Quad in banda C e il Kronos StarFire in banda X in un unico sistema con quattro coppie di array a scansione elettronica attiva (AESA) posizionati attorno alla sovrastruttura. In generale, la combinazione di radar in questo modo può offrire vantaggi per l'esecuzione simultanea di diverse attività. La capacità di fondere i dati provenienti da entrambi gli array può contribuire a produrre tracce di bersagli ad alta fedeltà e altri benefici. Allo stesso tempo, i DBR hanno storicamente presentato complessità che possono causare serie difficoltà sia in fase di integrazione che di funzionamento.

Tra le altre cose, il DBR (Defense Border Reduction) è destinato a dotare le FREMM EVO di una maggiore capacità di abbattere missili balistici in arrivo nella fase terminale del volo, utilizzando missili terra-aria Aster 15, 30 e B1 NT. 



I missili balistici antinave sono diventati una minaccia che le marine militari di tutto il mondo potrebbero realisticamente incontrare in futuri conflitti, anche contro stati nazionali più piccoli o attori non statali. Si sta affermando a livello globale una tendenza allo sviluppo di nuovi sistemi di difesa antimissile balistico per proteggere le singole navi da guerra, nonché per contribuire alla difesa di altre risorse e interessi navali a terra. Le fregate FREMM di base possono già lanciare missili Aster 30, così come ASTER 15, da una qualsiasi delle 16 celle del sistema di lancio verticale Sylver a prua. L'EVO dispone di spazio per l'integrazione di ulteriori celle VLS, ma non è chiaro se i clienti attuali stiano perseguendo questa opzione.
In termini di armamento, come la versione base FREMM, anche la configurazione EVO disporrà di lanciatori sul ponte per otto missili da crociera antinave, due tubi lanciasiluri tripli, due cannoni da 76 mm Leonardo Strales con munizionamento VULCANO in torretta e vari cannoni automatici e mitragliatrici di calibro inferiore.
La FREMM EVO presenterà miglioramenti ad altre componenti del suo pacchetto di sensori, nonché ai sistemi di guerra elettronica e di comunicazione, rispetto al progetto di base. Il tutto sarà integrato nel sistema di gestione del combattimento (CMS) SADOC 4 di Leonardo.
Oltre a tutto ciò, questa nuova configurazione FREMM disporrà di una nuova suite dedicata di funzionalità anti-drone, un'altra categoria di minaccia ormai molto reale, destinata ad espandersi ulteriormente in termini di portata e ampiezza.
“FREMM EVO rappresenta una pietra miliare sia per la conferma della capacità di coniugare maturità e innovazione nei suoi sistemi di guerra elettronica che saranno a bordo, sia per la prima fornitura navale di una capacità avanzata di contrasto ai droni”, ha dichiarato ELT Group, fornitore di componenti per la suite anti-drone, in un comunicato stampa del 2024. “Quest'ultima consentirà sia il rilevamento, il riconoscimento e l'identificazione dei droni, sia il loro neutralizzatore soft-kill. Il progetto di un CUAS navale nasce dall'esperienza maturata da Elettronica in questo ambito nel corso degli anni, che ha portato allo sviluppo di sofisticati algoritmi di intelligenza artificiale specificamente progettati per contrastare la minaccia rappresentata dai droni.”
Quando si tratta di presentare una nuova proposta alla Marina statunitense, il FREMM EVO ha il vantaggio di essere un progetto già in produzione. Come accennato, Fincantieri stava anche lavorando all'ampliamento dei suoi impianti presso il cantiere navale Marinette Marine nel Wisconsin per costruire fregate di classe Constellation di dimensioni simili, prima che il programma venisse cancellato. Il costruttore navale dispone inoltre di consolidate catene di fornitura per rifornire quel cantiere, come sottolineato da Moutafis.



Parlando all'inizio di quest'anno, Moutafis ha anche accennato alle importanti lezioni apprese dal programma Constellation, che a suo avviso stavano già avendo un impatto positivo sul modo di operare della Marina statunitense.
"Alcune delle lezioni apprese con il programma Constellation si stanno concretizzando nelle iniziative che la Marina ha introdotto negli ultimi mesi: un nuovo approccio che consente ai PAE  Navy Portfolio Acquisition Executives di prendere decisioni, di ridurre al minimo i cambiamenti e di abbracciare l'innovazione e le nuove tecnologie", ha affermato. "Tutti questi elementi che vediamo ora implementati, credo, in una certa misura, siano collegati alle lezioni apprese durante il percorso della classe Constellation ."
"Definisci cosa vuoi privilegiare, in che misura vuoi dare priorità alla tempistica e qual è il modo migliore per esprimerlo", ha aggiunto quando gli è stato chiesto di fornire esempi specifici di ciò di cui stava parlando. "Quando sai quando devi consegnare qualcosa e a quale ritmo, allora abilita il giusto livello di processo decisionale. Perché altrimenti – non voglio sembrare presuntuoso – ma a volte la perfezione è nemica di qualcosa di più che sufficiente."
“Andando oltre la classe Constellation, ora l'esigenza è che le navi siano pronte a intervenire al più presto a supporto delle forze armate. Sicuramente, vedremo molti casi in cui si riterrà che una nave con queste capacità – anche se potenzialmente, in alcune aree, potrebbe non avere abbastanza tonnellate di acciaio sui lati, o altro – sarà comunque sufficiente ad assistere le forze armate mentre si dirigono verso il pericolo”, aggiunse all'epoca. “Questi compromessi vengono ora valutati a livello di PAE (Project Assessment Engineer), consentendo ai vertici della Marina di prendere le decisioni giuste: capire se continuare a seguire la spirale progettuale o passare direttamente alla produzione, permettendoci di avere le capacità adeguate al momento giusto per le forze armate”.
Quando Moutafis ci ha parlato, la Marina aveva già presentato un nuovo programma per le fregate FF(X) e annunciato l'intenzione di acquistare esemplari di un progetto derivato dalla classe Legend del National Security Cutter della Huntington Ingalls Industries (HII) per la Guardia Costiera statunitense. Queste fregate saranno notevolmente prive di un sistema VLS, almeno inizialmente, insieme ad altre caratteristiche considerate cruciali per la classe Constellation. 

La US NAVY ha delineato piani per compensare le capacità intrinseche più limitate delle FF(X) con sistemi d'arma containerizzati aggiuntivi e flotte di supporto di navi di superficie senza equipaggio. 

Tutto ciò ha già suscitato un acceso dibattito sull'utilità operativa di queste piccole unità da combattimento di superficie.
Ad agosto, il presidente Trump ha diffuso un memorandum che, tra le altre cose, incaricava l'allora Segretario della Marina ad interim Hung Cao di "presentare un piano... che includa tempistiche e requisiti di risorse, per un nuovo approccio competitivo all'acquisizione di navi da combattimento di superficie con capacità intrinseche sufficienti per svolgere compiti di guerra antisommergibile, guerra di superficie e scorta ai convogli". Il memorandum delineava anche una strategia di acquisizione denominata "Modello Finlandia", in base alla quale i cantieri navali stranieri avrebbero dovuto effettuare ingenti investimenti in imprese statunitensi e assumere lavoratori americani nell'ambito di qualsiasi futuro contratto, anche se una prima tranche di navi fosse stata costruita all'estero. Questo, a sua volta, ha portato al già citato studio sulle navi da guerra straniere attualmente in corso, che secondo quanto riferito sta valutando i meriti delle classi Mogami giapponesi, Chungnam sudcoreane e Istanbul turche. 
Resta da vedere se la Marina statunitense intenderà procedere all'acquisizione di una qualsiasi delle navi attualmente in fase di studio, o se sarà disposta a valutare ulteriori proposte da parte di Fincantieri o di altri cantieri navali. Per avere successo, qualsiasi nuovo tentativo di sfruttare un progetto di fregata straniera già in produzione dovrà adottare misure concrete per evitare di incorrere negli stessi problemi di modifiche progettuali riscontrati con la classe Constellation . Le difficoltà della Marina nel definire i progetti nelle fasi iniziali e nel ridurre al minimo le modifiche durante lo sviluppo e la produzione iniziale hanno avuto ripercussioni anche su diversi progetti di costruzione navale nazionale .

Per Fincantieri, sebbene la US NAVY abbia avuto un ruolo centrale nel fallimento del programma Constellation, si pone anche la questione se la Marina statunitense sia in qualche modo interessata all'immagine che si otterrebbe tornando non solo allo stesso cantiere navale, ma anche allo stesso progetto di base (FREMM).

Alcuni membri del Congresso si sono opposti con forza a qualsiasi piano che preveda la produzione in cantieri navali stranieri. Ciò nonostante le preoccupazioni di lunga data circa la capacità dei cantieri navali statunitensi e i persistenti ostacoli alla crescita di tale base industriale. In questo contesto, una nuova offerta per la costruzione di fregate negli Stati Uniti presso il cantiere Marinette Marine potrebbe essere accolta favorevolmente, ma Fincantieri ha già un contratto per la costruzione di nuove navi da sbarco medie (LSM) per la Marina presso lo stesso cantiere. Le LSM sono un altro programma che la Marina sta cercando di accelerare dopo anni di ritardi.
Non è inoltre chiaro cosa potrebbe comportare un eventuale programma aggiuntivo di acquisizione di fregate per l'attuale programma di fregate FF(X), e quale livello di ulteriore concorrenza potrebbe derivarne per le risorse destinate alla costruzione navale.
"Per quanto riguarda la strada che intraprenderemo, non voglio anticipare i tempi, ma studiare tutte le opzioni è essenzialmente ciò che stiamo facendo", ha dichiarato il contrammiraglio della Marina Casey Moton, capo dell'ufficio Portfolio Acquisition Executive Maritime (PAE-M), durante il recente simposio sulla manutenzione e modernizzazione della flotta dell'American Society of Naval Engineers: "Non voglio anticipare cosa stiamo facendo in risposta al memorandum presidenziale".
"Abbiamo appena completato la CDR  la revisione critica del progetto del Flight I della FF(X) e stiamo svolgendo alcune attività di pre-produzione con HII per prepararci a tale materiale", ha aggiunto Moton. 

La Marina statunitense ha affermato in passato di puntare ad avere la prima fregata FF(X) in acqua entro il 2028.

La flotta di cacciatorpediniere di classe Arleigh Burke della Marina "è impiegata da comandanti di unità di comunicazione con elevate esigenze. La Marina non può operare con un solo tipo di nave", ha affermato anche il contrammiraglio Brian Metcalf, vice comandante del PAE-M, in un video ufficiale a giugno, sottolineando ulteriormente la richiesta generale di queste nuove unità di superficie più piccole. "La fregata FF(X) colmerà questa lacuna. Può essere utilizzata in acque meno contese. Può essere impiegata come scorta di alto valore. Ci sono molti tipi di compiti per i quali la fregata può colmare questa lacuna e consentire ai cacciatorpediniere di svolgere missioni di alto livello."
I segnali che una nuova fregata di progettazione straniera potrebbe far parte del futuro della Marina sono già in aumento. Una volta completata la revisione in corso, la Marina potrebbe avere una visione più chiara su come procedere e se ci sarà spazio per ulteriori proposte da parte di Fincantieri e altri.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, TWZ, AnalisiDifesa, AresDifesa, Leonardo, WIKIPEDIA, You Tube)











https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.









IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.

Tutto…tranne l’amare.























 

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