La Deutsche Marine
E’ la marina militare tedesca, componente marittima della Bundeswehr. Profondamente integrata nella struttura della NATO, la sua missione è la difesa della Germania e dei suoi alleati assieme alle operazioni di peace-keeping e peace-enforcement. La marina fa risalire le proprie origini alla Reichsflotte (Flotta imperiale), costituita durante la Primavera dei popoli del 1848-52 e che per prima navigò con la bandiera nera, rossa e gialla: fondata dal democraticamente eletto Parlamento di Francoforte il 14 giugno 1848, il fallimento della rivoluzione concluse la sua breve esistenza il 2 aprile 1852; l'odierna Deutsche Marine festeggia quindi il suo anniversario proprio il 14 giugno.
Dal 1945 al 1956, i reduci della Kriegsmarine vissero nel Deutscher Minenräumdienst (German Mine Sweeping Administration, «Amministrazione tedesca per lo sminamento» nella dicitura inglese) e nelle organizzazioni che lo seguirono una sorta di stadio di transizione che permise alla futura marina di partire con una base di militari già esperti. Nel 1956, con l'entrata della Germania Ovest nella NATO, essa fu ufficialmente fondata con il nome di Bundesmarine (Marina federale). Con la riunificazione tedesca del 1990, assorbì la Volksmarine (Marina popolare) della Germania Est e diventò l'odierna Deutsche Marine.
ORDINATE 4 FREGATE AGGIUNTIVE F-128 o MEKO A-200 DEU A I CANTIERI TKMS
La Commissione Bilancio del Bundestag tedesco ha approvato l'acquisto di quattro fregate MEKO A-200 DEU aggiuntive dai cantieri TKMS. Tale provvedimento porta a otto il numero totale delle fregate MEKO da acquisire, come riportato in un comunicato stampa del Ministero della Difesa federale. La MEKO A-200 DEU (denominata ufficialmente Classe F128) è la futura classe di fregate per la lotta ASW della Deutsche Marine. Il programma ha subito un'importante accelerazione dopo che il Ministero della Difesa tedesco ha cancellato il problematico e costoso programma F126 affidato ai cantieri olandesi Damen decidendo di acquisire un totale di 8 fregate MEKO A-200 DEU da ThyssenKrupp Marine Systems (TKMS) per un valore complessivo di circa 11,6 miliardi di euro, con la consegna della prima unità prevista entro la fine del 2029.
Le varie sottoclassi MEKO condividono piattaforme navali pressoché identiche, pur essendo dotate di sistemi di combattimento distinti forniti da diversi produttori. Questa flessibilità consente alle marine militari di personalizzare con precisione le proprie unità, sfruttando appieno il potenziale della tecnologia MEKO per soddisfare le loro specifiche esigenze operative.
La fregata F-128 offre eccezionali doti di tenuta di mare e agilità tattica. Il suo veloce design monoscafo, dotato di skeg a prua, garantisce una drastica riduzione dell'imbardata e una stabilità direzionale senza pari anche in condizioni di mare difficili. Con una larghezza superiore a 16 metri e stabilizzatori a pinna attivi avanzati, la piattaforma rimane estremamente stabile, consentendo operazioni sicure con elicotteri e imbarcazioni fino a forza 6. Questa potente combinazione garantisce un ampio raggio d'azione operativo, inclusi i mezzi aerei, indipendentemente dalle condizioni meteorologiche avverse. Il castello di prua coperto e il bordo libero elevato migliorano la galleggiabilità riducendo al minimo l'immersione del ponte e gli impatti, consentendo transiti ad alta velocità in mare agitato con la massima sicurezza.
La fregata F-128 incarna un'eccezionale capacità stealth grazie a un design e una tecnologia all'avanguardia. Il suo rivoluzionario scafo X-Form, la schermatura completa delle pareti laterali per le apparecchiature esposte, i portelloni a filo e la copertura RCSnet di tutte le aperture si combinano per offrire una sezione radar eccezionalmente bassa.
Eliminando il fumaiolo e convogliando tutti i gas di scarico del motore a combustione orizzontalmente a livello o al di sotto della linea di galleggiamento con raffreddamento attivo, e grazie a un avanzato sistema di raffreddamento dello scafo, la fregata raggiunge una firma infrarossa eccezionalmente bassa. L'integrazione di eliche piccole e leggere e il posizionamento a poppa dell'apparato propulsivo, reso possibile dal sistema di propulsione CODAG-WARP, insieme a una deriva a prua, garantiscono un silenzio acustico senza pari.
Dotata di un sistema di smagnetizzazione triassiale attivo all'avanguardia, la fregata F-128 minimizza la propria firma magnetica con una precisione senza compromessi. Questa potente combinazione di tecnologie posiziona l'unità come leader in termini di furtività e superiorità operativa.
CARATTERISTICHE PRINCIPALI:
- Flessibilità Modulare: Le navi si basano sul celebre concetto costruttivo MEKO (Mehrzweckkombination), un design "plug-and-play" che permette di sostituire rapidamente moduli d'arma e sensori in base al tipo di missione. Inoltre, possono ospitare 2 moduli di missione standardizzati in container TEU.
- Design Stealth Avanzato: La nave presenta una caratteristica carena a "forma di X" priva di angoli retti, riducendo la sezione radar riflessa (RCS) del 50%. Manca un fumaiolo tradizionale: i gas di scarico caldi vengono raffreddati con acqua di mare ed espulsi orizzontalmente sulla linea di galleggiamento, abbattendo la traccia termica del 75%.
- Propulsione Silenziosa: Utilizza il sistema CODOG-WARP. Per la navigazione economica sfrutta due motori diesel (ottimali per la caccia silenziosa ai sottomarini), mentre per gli scatti ad alta velocità si attiva una turbina a gas da 20 MW abbinata a un idrogetto (waterjet) centrale.
SPECIFICHE TECNICHE:
- Dislocamento: Circa 3.950 tonn;
- Lunghezza/ larghezza: 121 m / 16,4 m;
- Velocità max: oltre 29 nodi;
- Autonomia: 6500 miglia nautiche a 16 nodi.
ARMAMENTI e Sistemi Previsti:
- Artiglieria: 1 cannone principale Leonardo/OTO Melara da 127/64 mm (o 76/62 Strales) e torrette secondarie a controllo remoto Rheinmetall SeaSnake da 30 mm per la difesa ravvicinata.
- Missili: Celle a lancio verticale (VLS Mk.41) per missili antiaerei, lanciatori per missili antinave (Kongsberg NSM) e lanciatori Mk.49 RAM per la difesa di punto.
- Lotta ASW: 2 impianti lanciasiluri da 324 mm accoppiati a un avanzato sistema sonar a profondità variabile rimorchiato (VDS) fornito da Atlas Elektronik.
- Elettronica: Sistema di gestione del combattimento (CMS) fornito da Saab (famiglia 9LV) accoppiato a radar della serie Sea Giraffe (4A FF e 1X).
- Componente Aerea: Ponte di volo e hangar attrezzati per un elicottero multiruolo NH90 o, in alternativa, per droni subacquei o UAV ad ala rotante.
La suite di missili superficie-aria (SAM) installata a bordo delle fregate F-128 comprende:
- ESSM Block 2 (Evolved Sea Sparrow Missile): È l'armamento principale per la difesa aerea a medio raggio. I missili saranno alloggiati all'interno di un sistema di lancio verticale Mk.41 VLS da 16 celle. Grazie alla tecnica del quad-packing (quattro missili per ogni cella), il lanciatore può ospitare un totale di 64 missili ESSM Block 2, ideali per intercettare minacce aeree, droni e missili antinave veloci.
- RAM Block II (Rolling Airframe Missile): Per la difesa di punto ravvicinata (CIWS - Close-In Weapon System), le navi saranno dotate di 2 lanciatori Mk.49 RAM. Questi servono a neutralizzare i missili ostili nelle fasi finali di attacco (inclusi i missili sea-skimming che volano a filo d'acqua).
L'efficacia della componente missilistica aria-nave sarà garantita dai sistemi elettronici forniti dalla svedese Saab:
- Sistema di gestione del combattimento (CMS) Saab 9LV, che coordinerà la tracciabilità e l'ingaggio delle minacce aeree.
- Radar Giraffe 4A e Sea Giraffe 1X, quest'ultimo ottimizzato appositamente per rilevare e tracciare target aerei a bassa quota e missili supersonici.
Il comitato aveva già dato il via libera all'acquisizione delle prime quattro fregate di questo tipo l'8 luglio 2026. L'industria si è impegnata ad avviare le consegne delle navi nel 2029.
Le fregate saranno acquisite principalmente per la guerra ASW. Il Ministero federale della Difesa tedesco (BMVg) afferma che alla NATO è stata promessa un'ampia gamma di contributi in termini di capacità nell'ambito della pianificazione delle capacità e della difesa. Oltre ad altre capacità, la marina fornirà un contributo significativo alla difesa e alla deterrenza nel Mare del Nord e nel Mar Baltico, nonché nell'Atlantico e nell'Alto Nord, attraverso le sue capacità di guerra antisommergibile basate sul mare. La priorità è l'equipaggiamento tempestivo della marina con i sistemi d'arma urgentemente necessari, integrato dal continuo ampliamento del personale e delle infrastrutture.
La fregata F-126 era originariamente destinata alla guerra ASW. A seguito di significativi problemi di prestazioni, il governo federale, dopo un'accurata valutazione complessiva, ha infine rescisso il contratto con l'appaltatore generale, Damen Werft, scrive il ministero. La Marina tedesca ha pertanto esaminato le alternative disponibili sul mercato e ha confermato che le fregate MEKO classe A-200 DEU sono adatte alla guerra antisommergibile e al rispetto degli obblighi NATO della Germania. Inoltre, l'acquisizione di otto fregate di tipologia uniforme offre alla Marina tedesca vantaggi significativi in termini di operatività, manutenzione e addestramento.
Le spese operative per le quattro unità aggiuntive sono stimate in 1,55 miliardi di euro fino al 2045. Ogni fregata classe F128 avrà un dislocamento di 3.950 tonnellate e una lunghezza di 121 metri, rispetto alle 10.550 tonnellate e ai 166 metri delle F126.
La prima nave dovrebbe essere consegnata a dicembre 2029, le prime quattro entro marzo 2032 e tutte e otto entro il 2035, principalmente per condurre operazioni ASW nel Baltico, nel Mare del Nord, nell'Atlantico e nell'Alto Nord a supporto degli impegni della Germania nella NATO.
L'acquisizione delle fregate F128 sostituisce un precedente programma avviato il 17 giugno 2020, quando la Germania aveva assegnato ai cantieri Damen Schelde Naval Shipbuilding un contratto da 5,48 miliardi di euro per quattro fregate F126, inclusi moduli di missione e strutture di addestramento. Berlino aveva poi aggiunto due navi per 2,88 miliardi di euro nel giugno 2024, portando l'acquisizione a sei fregate e il valore complessivo del contratto a 8,36 miliardi di euro. Ogni fregata F126 è stata progettata per essere lunga 166 metri, larga 21,7 metri e con un pescaggio di 5,9 metri, un dislocamento di 10.550 tonnellate e per ospitare 114 membri dell'equipaggio principale più 84 persone aggiuntive.
La Germania ha poi rescisso il contratto il 24 giugno 2026, dopo aver esaminato un trasferimento a Naval Vessels Lürssen che rischiava di far lievitare la spesa oltre i 18 miliardi di euro e aver concluso che Damen non era in grado di rispettare i requisiti contrattuali di costo e consegna.
APPARATO DI PROPULSIONE
Il sistema di propulsione CODAG-WARP delle F-128 combina due motori diesel da 6 MW che azionano eliche a passo variabile con una turbina a gas da 20 MW che alimenta un idrogetto centrale, per una potenza totale di 32 MW. La velocità massima supera i 29 nodi (53,7 km/h), l'autonomia supera le 6.500 miglia nautiche (12.038 km) a 16 nodi e l'autonomia operativa raggiunge i 28 giorni. Lo scafo a forma di X, le apparecchiature racchiuse, le aperture a filo, lo scarico raffreddato, le eliche a bassa rumorosità e la smagnetizzazione triassiale riducono le tracce radar, infrarosse, acustiche e magnetiche rilevabili. TKMS attribuisce al progetto MEKO A-200 una sezione radar inferiore del 50% e una traccia infrarossa inferiore del 75% rispetto ai progetti precedenti, e diverse navi di questa famiglia sono già in servizio presso Sudafrica, Algeria ed Egitto.
DOTAZIONE ASW
L'equipaggiamento principale per la ricerca di sottomarini dell'F128 sarà incentrato su di un sonar trainato a profondità variabile Atlas Elektronik, integrato da un sonar montato sullo scafo, il cui modello non è ancora stato selezionato.
Abbassare il sonar trainato al di sotto degli strati termici del mare può migliorare il rilevamento in condizioni marine in cui un sottomarino potrebbe altrimenti rimanere al di fuori dell'area di rilevamento effettiva della nave.
DOTAZIONE ELICOTTERISTICA E UAV
Ogni fregata è progettata per imbarcare un elicottero NH90 Sea Tiger per estendere le ricerche oltre la nave e attaccare i sottomarini con siluri leggeri. L'armamento ASW proposto comprende siluri MU90 da 324 mm e tubi di lancio Mk 32; l'MU90 pesa 304 kg, supera i 50 nodi e può operare a profondità superiori a 1.000 metri a distanze superiori a 10 km.
Le strutture aeronautiche possono ospitare un elicottero del peso massimo di 11 tonnellate o due elicotteri del peso massimo di sei tonnellate ciascuno, con predisposizione per due UAV. Lo spazio per due moduli di missione equivalenti a 20 piedi consente l'imbarco di attrezzature aggiuntive, ma la condivisione della capacità dell'hangar tra elicotteri e moduli può ridurre lo spazio disponibile per la manutenzione e lo stoccaggio degli aeromobili.
APPARECCHIATURE RADAR
La svedese Saab fornirà anche le prime quattro fregate F128 con sovrastrutture in materiale composito, il sistema di gestione del combattimento 9LV e apparecchiature radar, nell'ambito di un contratto da 8,7 miliardi di corone svedesi aggiudicato il 16 luglio 2026, con consegne previste tra il 2029 e il 2032.
Il radar principale sarà il Sea Giraffe 4A FF, che utilizza quattro array AESA fissi in banda S con tecnologia al nitruro di gallio per la sorveglianza a 360 gradi, integrato dal radar Sea Giraffe 1X in banda X e dal sistema di controllo del tiro CEROS 200. Il sistema 9LV di Saab integrerà questi sensori con le apparecchiature di sorveglianza subacquea e gli armamenti della fregata, consentendo agli operatori di combinare contatti radar, informazioni sonar e dati di puntamento.
ARMAMENTI IMBARCATI
Gli armamenti previsti includono celle di lancio verticali Mk 41, missili antiaerei RIM-116 RAM, missili Naval Strike Missiles, un cannone da 127/64 o da 76/62 mm, apparecchiature SeaSnake 30 e siluri MU90.
La capacità effettiva della F128 di ingaggiare molteplici minacce aeree dipenderà quindi dalla configurazione missilistica scelta, dalla capacità dei lanciatori e dall'integrazione del radar e del sistema di gestione del combattimento. Il programma di acquisizione prevede che TKMS passi dalla fase di progettazione preliminare alla prima fregata completata entro il periodo compreso tra febbraio 2026 e dicembre 2029. Pertanto, la Germania ha già firmato un accordo preliminare per la F128 con TKMS nel febbraio 2026 e ha aumentato i finanziamenti preparatori a 240 milioni di euro a marzo. Ciò ha permesso l'approvvigionamento anticipato delle apparecchiature di propulsione e di altri componenti a lungo termine prima che le prime quattro navi ricevessero l'approvazione l'8 luglio. Questo primo lotto avrà un costo medio di 1,575 miliardi di euro per fregata, contro 1,325 miliardi di euro per il secondo, una differenza di 250 milioni di euro (15,9%) che riflette in parte le spese iniziali di progettazione.
Stahlbau Nord di Bremerhaven parteciperà alla costruzione dello scafo, mentre TKMS si occuperà dell'allestimento e dell'integrazione, potenzialmente utilizzando il cantiere navale FSG di Flensburg e la capacità produttiva dei fornitori liberata dal programma F126. Le consegne sono previste per dicembre 2029, settembre 2030, giugno 2031 e marzo 2032, rispettivamente, con intervalli di nove mesi tra una nave e l'altra. Le restanti quattro navi dovrebbero essere consegnate entro il 2035, estendendo il fabbisogno produttivo per il prossimo decennio. Di conseguenza, TKMS sta valutando attentamente se le strutture e i fornitori liberati dal programma F126 siano in grado di supportare tale programma di produzione. La Marina tedesca intende impiegare l'F128 principalmente contro i sottomarini operanti nel Mar Baltico, nel Mare del Nord, nell'Oceano Atlantico e nell'Alto Nord, compreso il corridoio Groenlandia-Islanda-Regno Unito (GIUK) che collega le acque settentrionali con l’Atlantico.
Otto fregate F128 rappresentano due scafi in più rispetto al programma F126, poi cancellato, ma il loro dislocamento complessivo di 31.600 tonnellate è inferiore di 31.700 tonnellate rispetto alle 63.300 tonnellate previste per sei F126.
La differenza si estende anche all'aviazione imbarcata: la F126 era progettata per due elicotteri NH90 per nave, il che conferiva a sei fregate una capacità teorica di dodici elicotteri, mentre otto F128, ciascuna con un NH90, ne potrebbero ospitare otto, ma 16 più leggeri. Viceversa, otto scafi F128 forniscono due navi aggiuntive schierabili in modo indipendente, consentendo alla Marina di assegnare le unità a un maggior numero di aree di pattugliamento separate quando sono disponibili equipaggi ed elicotteri a sufficienza. Il velivolo da pattugliamento marittimo P-8A Poseidon della Marina tedesca affiancherà queste fregate, conducendo ricerche aeree di sottomarini e supportando la sorveglianza coordinata su aree marittime più ampie.
(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, Hartpunkt, WIKIPEDIA, You Tube)
https://svppbellum.blogspot.com/
Si vis pacem, para bellum
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.
IL NOSTRO PENSIERO
Si vis pacem, para bellum (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia.
La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà: altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! Nulla di più errato.
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE".
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: SEMPRE!
Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.










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