Le fregate F125 da 7.200 tonnellate sono state costruite con un armamento notoriamente leggero, problema che ora si sta in parte risolvendo.
Le fregate tedesche Classe Baden-Württemberg, note anche come Tipo F125, sono una serie di quattro unità navali da stabilizzazione e intervento pesante in servizio nella Deutsche Marine (Marina Tedesca). Progettate dal consorzio ARGE F125 (ThyssenKrupp Marine Systems e Lürssen), queste navi sostituiscono le vecchie fregate classe Bremen (F122) e rappresentano, con le loro 7.200 tonnellate di dislocamento, le fregate più grandi e pesanti mai costruite in Germania.
Le Unità della Classe
Tutte e quattro le navi ordinate sono pienamente operative e stanziate presso la base navale di Wilhelmshaven:
- F222 Baden-Württemberg (entrata in servizio nel 2019)
- F223 Nordrhein-Westfalen (entrata in servizio nel 2020)
- F224 Sachsen-Anhalt (entrata in servizio nel 2021)
- F225 Rheinland-Pfalz (entrata in servizio nel 2022).
Caratteristiche Tecniche e Filosofia d’Impiego
A differenza delle tradizionali unità da prima linea concepite per lo scontro simmetrico ad alta intensità, la classe F125 è stata sviluppata principalmente per missioni di stabilizzazione, supporto tattico alle forze speciali e pattugliamento a lungo raggio.
- Autonomia e Intensità d'Uso: Le navi sono progettate per rimanere dislocate lontano dai porti di origine fino a due anni consecutivi, con una capacità operativa di 5.000 ore all'anno. Questo è reso possibile da un sistema di automazione spinto (circa 28.000 sensori a bordo) e da un concetto a doppio equipaggio che si avvicenda ogni 4 mesi direttamente in teatro operativo, riducendo l'organico fisso a soli 120-140 marinai.
- Propulsione: Adottano un sistema ibrido CODLAG (Combined Diesel-Electric and Gas) composto da una turbina a gas General Electric LM2500, motori diesel ed elettrici, capaci di spingere la nave fino a 26 nodi con un'autonomia di circa 4.000 miglia marine.
- Capacità di Carico: Possono ospitare stabilmente fino a 50-64 soldati delle forze speciali con i relativi equipaggiamenti, potendo contare su 4 imbarcazioni d'assalto veloci RHIB (alloggiate in nicchie dello scafo) e 2 elicotteri NH90.
Armamento e Sensori
L'armamento originario rifletteva la natura "asimmetrica" della nave, attirando forti critiche per la totale assenza di un sonar anti-sommergibile, di siluri e di un sistema di lancio verticale (VLS) per la difesa aerea a lungo raggio:
- Artiglieria: Un cannone principale Oto Melara/Leonardo 127/64 mm LightWeight a prua, ottimizzato per il bombardamento contro-costa con munizionamento guidato Vulcano.
- Difesa ravvicinata e asimmetrica: 2 torrette telecomandate MLG da 27 mm, 5 mitragliatrici Hitrole-NT da 12,7 mm e sistemi non letali (cannoni ad acqua).
- Missili Anti-nave: 8 lanciatori per missili RGM-84 Harpoon (in via di sostituzione con gli RBS 15 Mk4).
- Difesa Aerea: 2 lanciatori Mk-31 per missili a corto raggio RAM (Rolling Airframe Missile) da 21 celle ciascuno.
- Sensori: Il comparto radar si affida all'AESA a quattro facce fisse Hensoldt TRS-4D.
IL SISTEMA VULCANO
Le unità di questa classe sono armate con otto cannoni a controllo remoto di tre diversi calibri (da 12,7 mm a 127 mm!), nonché con armi non letali come cannoni ad acqua, armi soniche e incapacitatori a LED per la deterrenza e la difesa non provocatorie. Le fregate sono armate con l'ultima generazione di cannoni navali da 5 pollici. Questa classe sarà la terza al mondo ad essere equipaggiata con il cannone OTO Melara 127 mm LW, dopo le fregate classe Bergamini (GP) della Marina Militare Italiana e le fregate classe MEKO 200AN della Marina Algerina. Il cannone OTO Melara 127 mm/64 cal Lightweight (LW) fa parte del sistema VULCANO, che si compone di quattro sottosistemi chiave: il gruppo cannone di medio calibro 127/64 LW, il sistema automatizzato di movimentazione munizioni, il sistema di supporto al controllo del tiro navale e la famiglia di munizioni VULCANO. Il sistema è concepito principalmente per il supporto al fuoco di superficie e navale, e secondariamente per il fuoco antiaereo.
Il cannone 127/64 LW - VULCANO è dotato di un caricatore modulare, composto da 4 tamburi con 14 munizioni pronte al fuoco ciascuno (56 in totale), ricaricabili durante lo sparo e altamente flessibili in termini di selezione delle munizioni, indipendentemente dalla loro posizione nei tamburi. Il flusso delle munizioni è reversibile, in quanto i proiettili possono essere scaricati automaticamente. La famiglia di munizioni 127mm VULCANO è composta da munizioni balistiche a lungo raggio (BER) e a lungo raggio guidate (GLR) con diverse spolette multifunzionali, sensori e sistemi di guida finale che estendono la gittata del cannone fino a 100 km. La cadenza di tiro è di 32 colpi al minuto e la gittata è di 23 km contro bersagli di superficie e di circa 9 km contro bersagli aerei.
SISTEMA ANTI-AEREI E ANTI-DRONI IRIS-T SLM
E’ notizia recente che è stato sottoscritto il contratto per lo sviluppo e l'adattamento del sistema IRIS-T SLM per renderlo operativo a breve sulle fregate classe Baden-Württemberg o F-125.
La società Diehl Defence sarà responsabile della costruzione dei prototipi e dell'esecuzione di test di tiro completi allo scopo di garantire la perfetta integrazione e le massime prestazioni del sistema IRIS-T SLM sulle fregate.
L'IRIS-T SLM (Surface-Launched Medium-Range) è un moderno sistema di difesa aerea terra-aria a medio raggio sviluppato dall'azienda tedesca Diehl Defence. Derivato dall'omonimo missile aria-aria a corto raggio IRIS-T, questo sistema mobile è progettato per intercettare un'ampia gamma di minacce aeree, inclusi aerei da caccia, elicotteri, droni (UAV) e missili da crociera. Ha ottenuto un'ampia rilevanza internazionale per la sua eccezionale efficacia e affidabilità dimostrata sul campo durante il conflitto in Ucraina.
Specifiche Tecniche Principali IRIS T-SLM:
- Gittata: 40 Km;
- Quota massima: 20 Km;
- Velocità: Mach 3+;
- Sistema di guida: inerziale assistita da GPS - Data link (fase intermedia) + sensore IIR nella fase terminale;
- Capacità di manovra: elevatissima grazie alla spinta vettoriale (40/60g);
- Armamento per ogni lanciatore: 8 missili pronti al lancio verticale.
Una tipica batteria o unità di fuoco dell'IRIS-T SLM ha una struttura modulare basata su un'architettura aperta (plug-and-fight), che comprende:
- Centro di Comando Tattico (TOC): Gestisce le operazioni di ingaggio e si integra con i sistemi di comando NATO.
- Radar Multifunzione AESA: Solitamente utilizza il radar HENSOLDT TRML-4D, capace di tracciare centinaia di bersagli simultaneamente fino a 250 km di distanza.
- Veicoli Lanciatori (TEL): Montati su telai di camion ad alta mobilità (come i MAN 8×8), trasportano i container sigillati con i missili ed eseguono lanci verticali a 360°.
- Il sistema fa parte della colonna portante dell'iniziativa di difesa europea European Sky Shield Initiative (ESSI). Tra i principali operatori e acquirenti figurano la Germania, l'Ucraina, l'Egitto, la Svezia, l'Estonia e la Lettonia. Nel 2026, Diehl Defence ha inoltre introdotto la variante IRIS-T SLM/X, che integra sulla stessa piattaforma il nuovo missile a lungo raggio SLX per estendere la copertura fino a 80-100 km.
Durante l'esercitazione "Maritime Firing Exercise 2025”, un modulo di un dimostratore navale del sistema di difesa aerea terrestre IRIS-T SLM è stato integrato in meno di 10 mesi sul ponte C della fregata "Baden-Württemberg". Il sistema ha dato esiti molto positivi. L'integrazione del missile da crociera IRIS-T sulle fregate F125 garantirà alla Marina tedesca la possibilità di contrastare futuri scenari di minaccia nello spazio aereo utilizzando tecnologie all’avanguardia. Personalizzando questo sistema all'avanguardia, Diehl Defence contribuisce in modo significativo a garantire nuove capacità di difesa aerea della Deutsche Marine.
Ciò è stato indispensabile per colmare entro breve i limiti difensivi emersi con i mutati scenari geopolitici, la Marina tedesca ha avviato un importante piano di riarmo per le F125. È stata finanziata l'integrazione di 32 celle per missili antiaerei IRIS-T SLM prodotti da Diehl Defence, installati in appositi moduli verticali fissi sul ponte superiore. I test a fuoco preliminari eseguiti con successo sul prototipo apriranno la strada all'installazione dei sistemi di serie nei prossimi anni.
Come sopra evidenziato, la marina tedesca sta spingendo alacremente in avanti i piani per dotare le sue fregate F125, insolitamente grandi, di capacità di difesa aerea a medio raggio, contribuendo così a risolvere uno dei punti deboli più evidenti di una classe di quattro navi che da tempo attira l'attenzione per la sua relativa scarsa potenza di combattimento rispetto alle dimensioni. Ogni fregata sarà dotata di due nuovi lanciatori, ciascuno in grado di contenere 16 missili, per un totale di 32.
Il programma si è sviluppato con notevole rapidità, a testimonianza dell'urgente necessità operativa.
La Germania ha iniziato a esaminare la fattibilità dell'integrazione del missile IRIS-T SLM con l'F-125 nel 2024; BAAINBw e Diehl sono stati impegnati nello studio dei rischi tecnici e dei requisiti per l'adattamento del sistema, normalmente impiegato a terra, all'utilizzo navale. Questo lavoro ha portato allo sviluppo di un dimostratore navalizzato nel 2025. Nell'ottobre 2025, la fregata F-125 Baden-Württemberg ha partecipato a un'esercitazione di tiro marittimo della Marina tedesca al largo di Andøya, in Norvegia, trasportando un modulo sperimentale di difesa antiaerea basato sul missile IRIS-T SLM. Diehl afferma che il modulo è passato dalla fase concettuale al lancio in meno di 10 mesi e ha soddisfatto tutti gli obiettivi di test e valutazione stabiliti: la Baden-Württemberg ha lanciato tre missili IRIS-T SLM muniti di testata bellica attiva. Il radar della nave ha fornito i dati di puntamento al sistema missilistico, dimostrando la sostanziale integrazione tra i sensori dell'F-125 e l'architettura di difesa aerea navale. L'esercitazione ha dimostrato che il concetto può funzionare in mare; il contratto firmato ora ha lo scopo di trasformare tale dimostrazione in una capacità operativa consolidata per l'intera flotta.
Il sistema è stato descritto come un mezzo per ampliare le capacità di autodifesa dell'F-125 in risposta all'attuale minaccia aerea. Il ministero tedesco ha inoltre sottolineato l'esperienza operativa del missile IRIS-T SLM in Ucraina.
Questo sforzo va considerato nel contesto dei motivi per cui la F-125 è stata, fin dall'inizio, una nave da guerra così controversa: è una nave da guerra di circa 7.200 tonnellate e 150 metri di lunghezza, con un equipaggio di base insolitamente ridotto e un concetto operativo incentrato su missioni di lunga durata, stabilizzazione, gestione delle crisi, prevenzione dei conflitti e intervento internazionale, piuttosto che su combattimenti navali di alto livello. La classe è stata progettata per trascorrere lunghi periodi lontano dalla Germania e operare con requisiti di personale relativamente modesti.
Ma il suo armamento non è minimamente paragonabile alle dimensioni e alla sofisticatezza dello scafo. Una volta completate, le navi erano equipaggiate con otto missili antinave RGM-84 Harpoon, un cannone Leonardo da 127/64 mm Vulcano, cannoni a comando remoto da 27 mm e, per la difesa aerea ravvicinata, due lanciatori di missili RIM-116 Rolling Airframe Missile. L'F-125 non ha capacità missilistiche superficie-aria a medio o lungo raggio e non è dotata di sonar o di un sistema d'arma ASW dedicato.
Allo stesso tempo, il radar TRS-4D/NR e altri sensori possono vedere ben oltre il raggio d'azione delle armi di difesa aerea a corto raggio, ma la nave stessa può fare ben poco con queste informazioni contro un aereo o un missile in arrivo a medio raggio.
A distanza di quasi un decennio, IRIS-T SLM si sta affermando come una possibile soluzione, almeno parziale, a questo problema.
Anche con il missile antinave IRIS-T, l'F-125 è ben lungi dall'essere un DDG in grado di contrastare efficacemente l'aviazione. Inoltre, manca ancora di una capacità ASW integrata o di un ampio impianto missilistico a lancio verticale come quello presente sulle fregate tedesche F-124.
Tuttavia, colma una lacuna tra le difese a corto raggio originarie dell'F-125 e le capacità di altre navi o aerei che operano nelle sue vicinanze.
Il missile IRIS-T SLM è progettato come sistema superficie-aria a medio raggio, con una portata di ingaggio di circa 25 miglia e un'altitudine operativa di circa 65.000 piedi. Come dimostrato nella presentazione del 2025, il radar dell'F-125 può trasmettere informazioni direttamente al sistema missilistico, sfruttando le capacità dei sensori già presenti sulla nave.
Anziché fare affidamento in modo massiccio sulle scorte per la protezione contro le minacce aeree al di fuori del raggio d'azione limitato del sistema RAM, una F-125 equipaggiata con IRIS-T potrebbe quantomeno contribuire alla propria difesa aerea a medio raggio. Le recenti operazioni in Medio Oriente hanno sottolineato l'importanza di questo aspetto negli ambienti marittimi contesi.
Inoltre, conferisce alle navi un ruolo più utile all'interno di un gruppo navale. Il contesto delle minacce è cambiato sostanzialmente da quando è stato elaborato il concetto originale delle F-125. Missili da crociera, droni, munizioni a guida autonoma e velivoli sempre più sofisticati fanno sì che anche le navi che operano lontano dalle operazioni navali possano trovarsi ad affrontare minacce ben oltre la portata delle loro attuali difese ravvicinate.
Nel novembre 2024, la Germania ha confermato che la fregata F-125 Baden-Württemberg, di ritorno da una missione nell'Indo-Pacifico, avrebbe evitato il Mar Rosso e circumnavigato l'Africa a causa della minaccia missilistica e dei droni degli Houthi. Il Ministero della Difesa tedesco ha esplicitamente citato le limitate capacità di difesa aerea della nave e la sua incapacità di fornire un'efficace copertura difensiva aerea a sé stessa o alla nave di rifornimento che l'accompagna.
Ironicamente, lo scafo di grandi dimensioni della F-125, l'ampia potenza elettrica, il radar sofisticato, le considerevoli dotazioni aeronautiche, la lunga autonomia e le aree di missione relativamente spaziose avrebbero dovuto fin dall'inizio garantire un approccio flessibile alle missioni future. Tuttavia, i vincoli di peso e integrazione originari della classe hanno reso difficile l'aggiunta di armamenti importanti.
Il sistema IRIS-T SLM offre alla Germania la possibilità di aggiungere una capacità significativa senza dover intraprendere la riprogettazione, ben più invasiva, necessaria per l'installazione di un sistema di lancio verticale convenzionale. La dimostrazione del 2025 ha utilizzato un modulo AAW montato sul ponte della nave anziché un'installazione VLS convenzionale, e il programma odierno si concentra sull'adattamento del sistema all'architettura delle F-125.
Una volta installato il missile IRIS-T SLM, la F125 rimarrà comunque una fregata insolita. È enorme per gli standard della sua missione, ottimizzata per l'autonomia e priva di alcune delle armi tradizionalmente associate a una nave da combattimento di superficie di fascia alta. Ma apporterà un contributo maggiore in un eventuale combattimento.
Il programma dovrebbe conferire a questa classe di navi un ruolo credibile nella difesa aerea a medio raggio e fornire alla Germania un modo per ottenere un'utilità considerevolmente maggiore da quattro navi la cui filosofia progettuale originale è sempre stata alquanto controversa.
La classe Baden-Württemberg o Tipo F-125 è una classe di fregate costruite per conto della Deutsche Marine; delle quattro unità progettate, al 2023 tutte risultano in servizio attivo.
Le Baden-Württemberg sono navi dall'impostazione peculiare: più che destinate ad azioni di guerra convenzionale, le unità sono ottimizzate per operare nell'ambito di conflitti "asimmetrici" e svolgere operazioni quali l'imposizione di embarghi e blocchi navali, la sorveglianza delle linee di comunicazioni marittime, il contrasto alla pirateria e al terrorismo in mare, il supporto a missioni di pace o a interventi di protezione civile in caso di calamità naturali; a dispetto delle elevate dimensioni, paragonabili a quelle di un cacciatorpediniere lanciamissili, le unità sono dotate un armamento relativamente ridotto e volto principalmente all'autodifesa, al tiro controcosta e al contrasto di mezzi veloci quali barchini e motoscafi, ma usufruiscono della possibilità di imbarcare un contingente di forze speciali perfettamente equipaggiato e sbarcabile a terra tramite gli elicotteri o i gommoni presenti a bordo, sopperendo così almeno in parte alla carenza di moderne unità da guerra anfibia in seno alla Marina tedesca.
Le Baden-Württemberg sono caratterizzate da elementi di notevole innovazione, in particolare sotto il profilo della riduzione dell'equipaggio in favore di sistemi di controllo computerizzati per la gestione della nave e dell'adozione dei più avanzati sistemi di comunicazione per il coordinamento delle operazioni interforze.
Caratteristiche generali
La progettazione e realizzazione delle Baden-Württemberg ha avuto inizio il 26 giugno 2007 con la firma del contratto tra il governo tedesco e il consorzio d'imprese "ARGE F-125" formato da ThyssenKrupp Marine Systems (responsabile delle caratteristiche delle unità sotto il profilo dell'idrodinamica, della parte strutturale, delle segnature radar, infrarosse e acustiche, della resistenza agli shock, della parte meccanica dell'apparato propulsivo, dei sistemi di automazione, degli apparati ausiliari e del sistema d'arma) e Fr. Lürssen Werf (responsabile della parte elettrica del sistema di propulsione, dei sistemi di rifornimento in mare, dell'integrazione della componente elicotteristica, della documentazione e dell'addestramento degli equipaggi); circa a realizzazione pratica, la sezione anteriore delle navi sarebbe stata realizzata dalla Lürssen e quella posteriore dalla ThyssenKrupp (per tramite di un contratto di subappalto con la sua controllata Blohm + Voss), con assemblaggio finale nel cantiere della ThyssenKrupp di Amburgo. Il programma originale prevedeva la realizzazione di quattro unità da consegnare una all'anno a partire dal 2014, ma la data di consegna è poi slittata alla fine del 2016.
Lo scafo delle Baden-Württemberg è lungo fuori tutto 149,6 metri (140 metri tra le parallele), largo nel punto massimo 18,8 metri e con un pescaggio di 5,4 metri, per un dislocamento a pieno carico di 7.200 tonnellate; internamente, lo scafo è intervallato da cinque paratie stagne anti-schegge che lo suddividono in sei zone autonome raggruppate a gruppi di due in tre box corazzati. Le sovrastrutture, che presentano soluzioni "stealth" per la riduzione delle segnature radar, sono raggruppate in due voluminosi tronconi a prua e poppa che integrano tanto gli alberi dei sensori quanto i fumaioli per lo scarico dei fumi; nella sezione centrale dello scafo sono ricavati quattro sgusci laterali (due per lato) protetti da saracinesche antiradar e capaci di ospitare dei gommoni a chiglia rigida lunghi 10 metri, mentre all'estrema poppa è presente un ponte di volo di 490 m² di superficie e due hangar capaci di ospitare altrettanti elicotteri NH90. La carena, studiata soprattutto per velocità medio-basse, presenta un bulbo di prua piuttosto lungo e affilato.
L'equipaggio delle Baden-Württemberg ammonta a 120 uomini tra ufficiali e marinai, più altri 20 uomini addetti al gruppo di volo degli elicotteri; la ridotta consistenza dell'equipaggio (che ammonta a circa la metà di quello delle altre fregate in servizio con la Marina tedesca) è resa possibile da un sistema integrato di gestione della piattaforma altamente automatizzato: il sistema ILASST dispone di 20.000 punti di monitoraggio sparsi per la nave (sensori, dispositivi di comando remoto e telecamere a circuito chiuso) e collegati tra loro da una rete ridondante di fibre ottiche, consentendo una costante sorveglianza centralizzata in particolare dell'impianto propulsivo e di quello di generazione dell'elettricità, occupandosi anche del controllo danni. Oltre all'equipaggio, le unità possono imbarcare anche fino a 50 operatori delle forze speciali completamente equipaggiati, i quali dispongono di alloggi e spazi dedicati compreso un locale per la gestione delle operazioni dotato di propri apparati di comunicazione.
Propulsione
Le Baden-Württemberg sono le prime unità della Marina tedesca ad essere equipaggiate con sistema di propulsione del tipo CODLAG (COmbined Diesel-eLectric And Gas), composto da una turbina a gas General Electric LM-2500 da 20 MW (un modello migliorato di quello già installato sulle fregate classe Bremen e classe Brandenburg) tarata per fornire una potenza di 26.820 hp, accoppiata a due motori elettrici Siemens da 4.500 kW ciascuno, alimentati da quattro generatori elettrici (responsabili anche dell'alimentazione elettrica generale della nave) che utilizzano quattro motori diesel MTU 20V 4000 M53B da 3.015 kW.
I motori azionano due alberi motori a poppa dotati di due eliche a passo variabile reversibili, mentre per le manovre laterali è presente un'elica di manovra intubata a prua da 1.000 kW.
Con i soli motori elettrici in funzione le navi possono raggiungere una velocità di 20 nodi, mentre con i due tipi di propulsori contemporaneamente in funzione si può toccare una velocità massima di 26 nodi (48 km/h). Le Baden-Württemberg sono accreditate di una capacità di operare in mare continuativamente per 5.000 ore all'anno, e di un periodo di missione che può arrivare fino a 24 mesi senza rientrare in porto per attività di manutenzione.
Sistemi d'arma e apparato sensori
In ragione del loro ruolo peculiare, le unità imbarcano sistemi d'arma relativamente limitati se comparati alle dimensioni dello scafo, volti principalmente al supporto di fuoco dei reparti sbarcati e all'autoprotezione nei confronti di attacchi effettuati con sistemi a raggio d'azione limitato. L'armamento d'artiglieria si basa su un cannone Otobreda 127/64 mm di produzione italiana, preferito a soluzioni più originali inizialmente proposte come il sistema MONARC calibro 155 mm (versione navalizzata della torre del semovente d'artiglieria PzH 2000) o un lanciarazzi da 227 mm derivato dal sistema terrestre MLRS: il pezzo è installato in una torre a guscio stealth posta a prua, ed è accreditato di una gittata di 100 km nei confronti di obiettivi terrestri e di 80 km per quelli navali; sempre per l'impiego antinave o controcosta a lunga gittata sono poi disponibili otto missili AGM-84 Harpoon, montati in altrettanti lanciatori singoli posti a centro nave davanti al troncone delle sovrastrutture di poppa.
Il sistema antiaereo e antimissile principale si basa su due complessi a 21 celle di lanciatori per missili a corto raggio RAM Block IA, con un complesso posto a prua davanti alla plancia ed uno a poppa sopra l'hangar degli elicotteri. Per la difesa antiaerea e antimissile a corta gittata, ma anche per fronteggiare attacchi di barchini e unità veloci, sono presenti sette torrette a controllo remoto brandeggiabili a 360°: le due poste a centro nave sono armate con un cannone automatico MLG-27 da 27 mm (versione navalizzata del cannone revolver installato sui cacciabombardieri Panavia Tornado e sui caccia Eurofighter Typhoon), le altre cinque (collocate due a prua dietro la torre del cannone da 127 mm, due ai lati delle sovrastruttura di poppa e una sopra l'hangar) sono dotate di una mitragliatrice Browning M2 da 12,7 mm; altre due Browning M2 a comando manuale possono poi essere installate all'occorrenza sul ponte. Come difesa passiva le unità dispongono anche di quattro lanciatori a 32 tubi per chaff, a gestione computerizzata e collocati a coppie sui due lati della nave a prua e poppa.
Sempre per via delle loro caratteristiche d'impiego, le Baden-Württemberg non dispongono di sistemi radar di grande potenza, ma sono equipaggiate con un sistema a medio raggio rappresentato dal radar polifunzionale TRS-4D/NR del tipo phased array operante in banda G, con quattro antenne planari fisse collocate a coppie sui lati dei due blocchi di sovrastruttura a prua e poppa; sono poi installati due sistemi IFF (Identification friend or foe) MSSR 2000 con antenna rotante e quattro radar per la navigazione di cui due operanti in banda X e due operanti in banda S, distribuiti uniformemente tra i due blocchi di sovrastrutture. Non è presente un apparato sonar, ma è disponibile un sistema PODDS ad azionamento manuale per l'individuazione di sabotatori subacquei quando la nave è ferma in porto.
Problemi costruttivi
Nel dicembre 2017 l'agenzia tedesca per gli approvvigionamenti della difesa (BAAINBw) ha respinto l'immissione in servizio della prima unità della classe Baden-Württemberg, da poco consegnata dal costruttore, e rinviato la nave al cantiere di costruzione per risolvere una serie di problemi riscontrati durante le prove di accettazione; si tratta della prima volta che il ministero della difesa tedesco rifiuta l'immissione in servizio di un'unità navale da guerra di nuova costruzione.
Tra i difetti progettuali riscontrati, posti alla base della motivazione della decisione, sono stati indicati persistenti problemi agli apparati software e hardware dell'unità, particolarmente gravi in considerazione dell'alta automazione dei sistemi di comando e controllo previsti per queste navi. Si aggiungono poi un costante sbandamento di 1,3° sul lato di dritta che non è stato ancora possibile correggere e un peso complessivo risultato di molto superiore rispetto a quanto previsto nel progetto originario, cosa che limita le prestazioni, aumenta i costi di esercizio delle unità e rende difficoltosi successivi interventi di aggiornamento, potenziamento o sostituzione degli apparati di bordo e dei sistemi d'arma, già ora piuttosto sottopotenziati rispetto alle dimensioni dello scafo.
La capoclasse Baden-Württemberg è stata infine accettata in servizio dal BAAINBw il 30 aprile 2019, per entrare ufficialmente in forza alla Marina tedesca il 19 giugno seguente.
(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, TWZ, Navalanalyses, WIKIPEDIA, You Tube)
https://svppbellum.blogspot.com/
Si vis pacem, para bellum
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.
IL NOSTRO PENSIERO
Si vis pacem, para bellum (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia.
La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà: altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! Nulla di più errato.
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE".
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: SEMPRE!
Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.









.jpg)





















Nessun commento:
Posta un commento
Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.