venerdì 9 ottobre 2026

US NAVY 2029: in data 14 settembre 2026, la Electric Boat Division di General Dynamics ha completato il “VIRGINIA PAYLOAD MODULE (VPM)” per il lancio verticale di missili; il sistema è destinato all’SSGN-803 della classe VIRGINIA.





L'Arizona (SSGN-803), un sottomarino di classe Virginia Block V, sarà la quarta nave della Marina degli Stati Uniti a portare il nome dello stato dell'Arizona e la prima nave a portare tale nome dalla perdita dell'USS Arizona ( BB-39) durante l' attacco a Pearl Harbor il 7 dicembre 1941, che trascinò gli Stati Uniti nella seconda guerra mondiale.
Rispetto ai block I-IV dei sottomarini di classe Virginia, le unità del block V incorporeranno modifiche precedentemente introdotte al progetto di base, oltre a un modulo di carico utile Virginia (VPM). Il VPM inserisce un segmento nello scafo del sottomarino che aggiunge quattro tubi di lancio verticali. Ogni tubo consente il trasporto di sette missili d'attacco Tomahawk, aumentando l'armamento a un totale di 40 missili.
Il Dipartimento della Marina statunitense ha di recente confermato un passo decisivo per affinare il proprio vantaggio competitivo, riclassificando diciannove sottomarini della classe Virginia, originariamente progettati e dotati del modulo di carico utile Virginia (VPM), come sottomarini lanciamissili (SSGN). Questo cambiamento cruciale differenzia nettamente queste piattaforme avanzate dai tradizionali sottomarini d'attacco rapido di classe Virginia (SSN), segnando un balzo in avanti nelle capacità di combattimento sottomarino, nella potenza di fuoco e nella deterrenza globale.  
"Questa riclassificazione è un chiaro riconoscimento della maggiore letalità che il sistema VPM apporta al combattimento sottomarino", ha dichiarato il vice ammiraglio Rob Gaucher, direttore dei programmi per i sottomarini. "Questi SSGN equipaggiati con il sistema VPM garantiranno che la Marina continui a dominare il dominio sottomarino per i decenni a venire. Integrando questa ulteriore capacità di carico utile, saremo in grado di aumentare la potenza di fuoco per rassicurare i nostri alleati, scoraggiare l'aggressione, superare qualsiasi avversario e fornire ai comandanti della nostra flotta uno strumento di potenza nazionale incredibilmente versatile e di grande impatto.”

Questa decisione mette in luce le formidabili capacità dei più recenti mezzi sottomarini della Marina. 

Comprendendo le classi Virginia Block V e VI, queste piattaforme saranno dotate del VPM integrato, una modifica dello scafo che aumenta significativamente la lunghezza, incrementa la capacità di munizioni e offre una flessibilità di carico utile senza precedenti. Mettendo a disposizione della Flotta capacità di attacco di precisione a lungo raggio e ad alto volume, questi SSGN costituiranno un pilastro fondamentale per le operazioni marittime distribuite e per le operazioni belliche di alto livello. Pur mantenendo la nuova designazione SSGN, rimarranno parte integrante del prestigioso programma della classe Virginia. "La riclassificazione dei sottomarini equipaggiati con il modulo di carico utile Virginia come SSGN riflette accuratamente la straordinaria capacità di attacco, la flessibilità operativa e la portata globale che queste piattaforme apportano alla Flotta", ha dichiarato il Capo delle Operazioni Navali, Ammiraglio Daryl Caudle. 

"Questa transizione avviene in un momento importante, poiché l'USS Georgia, uno dei quattro sottomarini lanciamissili della classe Ohio della US NAVY, inizia il processo di disattivazione dopo oltre quarant'anni di servizio eccezionale". 

Il Georgia e le sue navi gemelle hanno dimostrato il valore duraturo della combinazione tra la furtività sottomarina e un'impareggiabile capacità di attacco clandestino. La prossima generazione di SSGN Virginia si basa su questa eredità, offrendo maggiore sopravvivenza, adattabilità e potenza di combattimento sostenuta. Questi sottomarini forniranno alla nostra Nazione un deterrente potente e persistente, amplieranno le opzioni per i nostri comandanti operativi e garantiranno che la Marina rimanga pronta a combattere e vincere ovunque e ogni volta che venga chiamata in causa.”

La prima piattaforma VPM (SSGN 803) dovrebbe essere consegnata nell'anno fiscale 2029, con consegne programmate fino all'anno fiscale 2038. 

Una volta operative, queste piattaforme altamente resistenti saranno impiegate dinamicamente in teatri operativi globali cruciali, garantendo una presenza avanzata costante, rafforzando la solida deterrenza delle alleanze e rimanendo pronte a proiettare una potenza di combattimento decisiva in qualsiasi momento.
"La Forza Sottomarina si distingue per la sua capacità di operare senza essere individuata e di colpire senza preavviso", ha dichiarato il Vice Ammiraglio Rick Seif, Comandante delle Forze Sottomarine. "Integrando capacità di attacco di precisione ad alto volume in queste piattaforme stealth, questi SSGN rappresentano il massimo strumento per le Operazioni Marittime Distribuite, fornendo ai nostri combattenti la schiacciante e flessibile potenza di fuoco necessaria per vincere in modo decisivo in qualsiasi teatro operativo."
I sottomarini di classe Virginia sono progettati per dominare un ampio spettro di missioni in alto mare e nelle acque costiere, tra cui la guerra antisommergibile, la guerra antinave, gli attacchi di precisione, la raccolta di informazioni, la guerra irregolare e la guerra di mine. Dotati di sensori all'avanguardia, di una capacità stealth senza pari e di un'automazione avanzata, questi SSGN riclassificati opereranno impunemente nelle acque contese, garantendo alla Marina degli Stati Uniti il mantenimento dell'assoluta supremazia sottomarina.






Il Virginia Payload Module (VPM)

E’ una sezione aggiuntiva dello scafo sviluppata per i sottomarini d'attacco della classe Virginia della U.S. Navy, progettata principalmente per incrementare di oltre tre volte la capacità di lancio verticale di missili. 
Il modulo è stato introdotto per compensare la perdita di volume di fuoco subacqueo derivante dal progressivo ritiro dal servizio dei vecchi sottomarini classe Ohio convertiti (SSGN). Nel mese di agosto 2026, proprio in virtù di questo massiccio incremento di armamenti, la Marina statunitense ha ufficialmente riclassificato i 19 battelli previsti con questa modifica da sottomarini d'attacco (SSN) a sottomarini nucleari lancia-missili da crociera (SSGN).

Caratteristiche Tecniche e Capacità di Fuoco:
  • Struttura del Modulo: Si tratta di una sezione dello scafo lunga circa 21-25 metri (70-84 piedi) inserita al centro del sommergibile. 
  • I tubi di lancio: Ospita 4 grandi pozzi di lancio verticali (canister) a largo diametro. 
  • Configurazione Tomahawk: Ciascuno dei 4 tubi del VPM può contenere 7 missili da crociera di tipo Tomahawk, per un totale di 28 missili aggiuntivi. 
  • Capacità complessiva: Sommando i 28 missili del modulo VPM ai 12 già ospitati nei due tubi prodieri (i Virginia Payload Tubes o VPT), un sottomarino equipaggiato con VPM arriva a una dotazione totale di 40 celle di lancio verticali. 

Versatilità del Carico e Armi Ipersoniche - Il sistema ad architettura aperta del VPM non serve solo per i Tomahawk, ma garantisce una notevole flessibilità operativa: 
  • Missili ipersonici CPS:  ogni tubo del VPM può essere configurato per alloggiare 3 missili ipersonici del programma Conventional Prompt Strike (capaci di superare Mach 5) al posto dei Tomahawk;
  • Droni subacquei:  i grandi tubi consentono il rilascio e il recupero di veicoli sottomarini senza equipaggio (Large Displacement Unmanned Undersea Vehicles);
  • Operazioni:  il modulo può supportare l'inserimento di attrezzature per le forze speciali (Navy SEALs) e sensori da posizionare sui fondali.
  • Stato del Programma: Aggiornato a fine 2026.


L'integrazione del VPM inizia formalmente con i sottomarini del Block V e proseguirà con i futuri esemplari del Block VI. A settembre 2026, i cantieri della General Dynamics Electric Boat hanno mostrato le prime immagini del primo modulo VPM interamente completato, destinato al futuro sottomarino USS Arizona (SSGN-803), che aprirà la strada a questa nuova generazione di incrociatori subacquei della U.S. Navy.



In data 14 settembre 2026 VPM è stato ripreso su di un pontone, presumibilmente all'inizio del trasferimento verso lo stabilimento di assemblaggio finale nei cantieri di Groton, nel Connecticut.
Come sopra evidenziato, l’ARIZONA sarà il primo sottomarino dell’US Navy ad essere equipaggiato con il sistema VLS VPM, pur essendo il secondo esemplare della serie Block V ad entrare in servizio, dopo l'OKLAHOMA (SSN-802). 

L’unità sottomarina è la prima di un totale di 19 battelli che saranno dotati di VPM, con 12 esemplari di Block V e 7 del futuro Block VI così configurati nel corso dei prossimi 2 decenni.
La costruzione del primo VPM completamente assemblato segna una pietra miliare fondamentale per ripristinare e garantire capacità di attacco in profondità per il Silent Service statunitense. Il nuovo sistema di lancio imbarcato sui sottomarini dei Block V e VI consentirà di incrementare di 3 volte le capacità di lancio verticale rispetto ai precedenti battelli della classe VIRGINIA: con 4 VPM, ciascun SSGN equipaggiato e con 7 celle verticali, ogni battello potrà complessivamente lanciare fino a 28 missili TOMAHAWK o simili. 


Inoltre, 2 moduli verticali di lancio prodieri (VIRGINIA PAYLOAD TUBE, VPT), ciascuno dei quali ospita 6 missili - la dotazione complessiva di celle verticali per l’ARIZONA e per i restanti battelli Block V e VI salirà a 40 lanciatori.
Ogni VPM potrà contenere 3 missili ipersonici Conventional Prompt Strike (CPS), sulla falsariga dei DDG della classe ZUMWALT in corso di conversione. 
Sino ad oggi, sui primi 4 sottomarini nucleari della classe OHIO, già trasformati negli anni 2000 per il lancio di un massimo di 154 missili da crociera TOMAHAWK, è concentrata la maggior parte delle capacità di deterrenza convenzionale della flotta subacquea della US NAVY. Nel momento in cui questi battelli, operativi da oltre 40 anni, verranno radiati, si verrà a creare un vuoto capacitivo oltre che operativo.

Gli SSGN classe VIRGINIA con i moduli VPM andranno a colmare questo divario, incrementando considerevolmente le capacità di deterrenza missilistica convenzionale su di un numero maggiore di piattaforme, più moderne nella sensoristica e nella stealthness. 

Ad oggi, sussistono forti incertezze sui tempi: l'ARIZONA e il resto delle unità Block V cominceranno presto ad essere consegnati all'US Navy, ma soltanto il primo modulo VPM è stato completato ed è in attesa di assemblaggio assieme agli altri compartimenti del nuovo SSGN.
E’ da tener presente che la diffusa presenza dei VPM sulle unità navali statunitensi incrementerà la flessibilità operativa dei sottomarini d'attacco dell’US Navy: potrà presto essere integrata anche una variante lanciata da sottomarino del missile antiradiazioni AARGM-ER.   Come numerose altre marine al mondo, si starebbe valutando la possibilità di dotare i sottomarini anche di capacità antiaeree tramite una variante specifica del NAVAL MODULAR MISSILE o futuro intercettore di nuova generazione dell’US Navy, che sarà destinato ad essere utilizzato dai VPT e dai VPM subacquei.


SSGN VIRGINIA Block V

Il Block V ha dodici sottomarini e può incorporare il Virginia Payload Module (VPM), che fornirebbe capacità di missili guidati quando gli SSGN saranno ritirati dal servizio.  Il Virginia Payload Module sarà incluso sui sottomarini del Blocco V a partire dal secondo sottomarino, l'SSN-803.  Si prevede che i sottomarini del Block V con VPM triplicheranno la capacità di bersagli costieri per ciascun sottomarino.  La costruzione dei primi due sottomarini di questo blocco avrebbe dovuto iniziare nel 2019, ma è stata posticipata al 2020, con i contratti per i materiali a lungo termine per l'SSN-802 e l'SSN-803 assegnati alla General Dynamics Electric Boat.  Alla HII Newport News Shipbuilding è stato assegnato un contratto per materiali a lungo termine per due sottomarini del Blocco V nel 2017, i primi del Block V per l'azienda. 
Il 2 dicembre 2019, la Marina ha annunciato un ordine per nove nuovi sottomarini di classe Virginia, otto Block V e uno Block IV, per un prezzo contrattuale totale di 22  miliardi di dollari con un'opzione per un decimo sottomarino.  È stato confermato che i sottomarini Block V avranno una lunghezza aumentata, da 377  piedi (115 m) a 460  piedi (140 m), e un dislocamento, da 7.800 tonnellate a 10.200 tonnellate. Ciò renderebbe il Block V il secondo sottomarino statunitense più lungo, dopo solo i sottomarini di classe Ohio (a 560  piedi; 170 m). 
Il 22 marzo 2021, la Marina degli Stati Uniti ha aggiunto il decimo sottomarino d'attacco della serie Block V di classe Virginia  k, emettendo un adeguamento di 2,4 miliardi di dollari sul contratto del dicembre 2019. Ciò porta il costo totale del contratto con l'appaltatore principale General Dynamics Electric Boat a 24,1  miliardi di dollari. L'aumento netto per il contratto è di 1,89  miliardi di dollari, secondo un comunicato di General Dynamics. Il cantiere navale Newport News Shipbuilding di Huntington Ingalls Industries è il partner del programma. 



SSGN VIRGINIA Block VI

Per l'anno fiscale 2025, la US NAVY ha annunciato l'acquisizione di tre sottomarini Block VI, con l'intenzione di acquisirne in totale da nove a dieci. La Marina ha assegnato alla General Dynamics Electric Boat un contratto a lungo termine da 1,3 miliardi di dollari per i materiali dei primi sottomarini di classe Virginia Block VI, con un futuro contratto pluriennale previsto tra il cantiere navale e la Marina. 
I sottomarini Block VI saranno il secondo gruppo di sottomarini d'attacco di classe Virginia a essere dotati del modulo di carico utile Virginia (VAP), che soddisferà il requisito della Marina per una piattaforma missilistica d'attacco terrestre su larga scala dopo che i quattro sottomarini lanciamissili di classe Ohio saranno dismessi entro il 2030. I sottomarini Block VI saranno dotati di sei VPM (Virginia Payload Module) Multiple All-up-round Canister (MAC) larghi 84 piedi, quattro al centro del sottomarino e due a prua, con ogni VPM contenente sette TLAM, il che darà al Block VI una capacità totale di oltre quaranta missili da crociera Tomahawk.  La Marina sta anche pianificando di equipaggiare i suoi sottomarini d'attacco, compresi alcuni dei VPM del Block VI, con il nuovo sistema missilistico ipersonico Conventional Prompt Strike a partire dal 2028.  La US NAVY ha affermato che avrebbe bisogno di venti sottomarini VPM per compensare la perdita di missili d'attacco quando gli Ohio saranno ritirati.  I miglioramenti progettuali del Block VI includono miglioramenti in termini di furtività, propulsione, armamenti e tecnologia specializzata per interagire con la colonna d'acqua dalla superficie al fondale marino, consentendo al Block VI di eseguire missioni di attacco terrestre, guerra antisommergibile e navale di superficie, supporto alle operazioni speciali e missioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR). 
I sottomarini Block VI saranno inoltre equipaggiati con un tipo speciale di drone che può essere dispiegato dal sottomarino, collegato tramite un robusto cavo in fibra ottica, e interfacciarsi con le reti di comunicazione militari, consentendo al sottomarino di condividere i dati raccolti dal suo sonar e da altri sistemi acustici con nodi di comunicazione aerei, di superficie e terrestri.  Si prevede che almeno un sottomarino Block VI sarà una variante specializzata per la guerra dei fondali marini, progettata specificamente per lo spionaggio sottomarino e altre missioni speciali come il dispiegamento di squadre di operazioni speciali, e alla fine sostituirà il sottomarino di classe Seawolf USS Jimmy Carter .  Nel gennaio 2025 è stato annunciato che i primi tre sottomarini Block VI si sarebbero chiamati USS Potomac  , USS Norfolk  e USS Brooklyn  ; si prevede che il contratto per la costruzione del Potomac venga emesso nell'anno fiscale 2026 con consegna e messa in servizio nel 2034 o 2035.
Nel luglio 2026, la Marina ha assegnato un contratto da 76,6 miliardi di dollari che includeva nove sottomarini Block VI. Sei saranno consegnati da Huntington Ingalls - Newport News Shipbuilding e i restanti tre da General Dynamics Electric Boat, insieme a cinque sottomarini lanciamissili balistici di classe Columbia Build II.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, RID, Navymil, WIKIPEDIA, You Tube)
















https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.









IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.

Tutto…tranne l’amare.
































 

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