Il programma DDX gestito da OCCAR (l'Organizzazione Congiunta per la Cooperazione in Materia di Armamenti) rappresenta il fulcro della modernizzazione navale della Marina Militare Italiana.
Il 24 settembre 2026 è stato formalmente firmato il maxi-contratto da 3,7 miliardi di euro (con ulteriori 1,3 miliardi in opzione) tra OCCAR e Orizzonte Sistemi Navali (OSN), la joint venture tra Fincantieri (51%) e Leonardo (49%). L'accordo prevede lo sviluppo, la produzione e il supporto logistico in servizio di due cacciatorpediniere di nuova generazione, destinati a sostituire le ormai storiche unità della classe Durand de la Penne.
Il programma DDX è destinato a ridefinire il profilo capacitivo della Marina Militare nel settore della difesa aerea e antimissile, attraverso un significativo salto generazionale che interesserà sia la piattaforma navale, progettata e sviluppata da Fincantieri quale system integrator, e la sua sempre più avanzata digitalizzazione, sia il sistema di combattimento, progettato e sviluppato da Leonardo.
Le nuove navi saranno progettate per operare all’interno di forze multinazionali altamente interconnesse e saranno caratterizzate da elevati livelli di digitalizzazione, automazione e integrazione tra sensori, sistemi d’arma, sistemi di comando e controllo multidominio e sistemi di gestione della piattaforma. L’architettura del sistema di combattimento sarà inoltre sviluppata per garantire elevati livelli di interoperabilità e di condivisione e gestione delle informazioni.
Tra le principali innovazioni previste sulla piattaforma figurano una sottorete in corrente continua con relativo sistema di accumulo, un innovativo sistema di stabilizzazione integrato con il sistema di governo, nuovi algoritmi e metodologie per il calcolo dei bilanci termici ed elettrici e ulteriori evoluzioni digitali dello Ship Management System.
Sul fronte del sistema di combattimento, l’unità DDX, grazie al C5I di nuova generazione SADOC 5, al radar AESA fully digital in banda S ad alta potenza e al sistema d’arma di MBDA sarà dotata di una capacità IAMD (Integrated Air & Missile Defence) contro minacce missilistiche, balistiche e ipersoniche senza precedenti, garantendo quella piena interoperabilità multidominio che rappresenta il fulcro della tecnologia alla base del progetto Michelangelo di Leonardo. A completare il sistema di combattimento vi saranno la componente di guerra elettronica di nuova generazione sviluppata da Elt Group e sistemi di artiglieria e difesa ravvicinata dotati di munizionamento intelligente evoluto.
Le due unità saranno realizzate da Fincantieri e Leonardo, attraverso OSN, valorizzando competenze progettuali, ingegneristiche e produttive sviluppate in decenni di leadership nel design e nella costruzione di navi militari ad alto contenuto tecnologico. La consegna della prima e della seconda unità è prevista rispettivamente nel 2033 e nel 2035.
Il programma comprende lo sviluppo, la produzione e il supporto iniziale in servizio (ISS - In-Service Support) di due cacciatorpediniere (incrociatori) di nuova generazione per la Marina Militare Italiana, fornendo una piattaforma altamente performante progettata per affrontare le sfide operative della futura guerra marittima.
Il programma rappresenta una pietra miliare del programma di modernizzazione navale italiano. Le nuove navi sono destinate a sostituire i cacciatorpediniere classe Durand de la Penne e potenzieranno significativamente le capacità della Marina Militare italiana in materia di difesa aerea, comando e controllo, attacco e lotta antisommergibile.
CAPACITA’ MULTI-MISSIONE
I cacciatorpediniere DDX sono concepiti come unità da combattimento multiruolo avanzate, capaci di operare in ambienti complessi e ostili. Il loro spettro di missioni comprenderà la difesa aerea e missilistica della flotta, operazioni di attacco a lungo raggio, funzioni di comando e controllo, guerra antisommergibile e piena interoperabilità con le forze navali alleate in operazioni nazionali, congiunte e NATO.
SISTEMA DI COMBATTIMENTO AVANZATO
Il fulcro della piattaforma sarà un sistema di combattimento di nuova generazione che integrerà sensori, armi e sistemi di supporto in un'unica architettura operativa. Il progetto includerà tecnologie radar e missilistiche avanzate, capacità di guerra elettronica e predisposizioni per le future tecnologie emergenti, comprese le armi a energia diretta.
Le navi sono inoltre progettate per operare senza soluzione di continuità insieme a sistemi con equipaggio e senza equipaggio, garantendo l'adattabilità ai requisiti operativi in continua evoluzione durante tutto il loro ciclo di vita.
Il SADOC 5 è il sistema di comando e controllo di nuova generazione di tipo C5I (Comando, Controllo, Comunicazioni, Computer, Collaborazione e Intelligence) sviluppato da Leonardo, che costituisce il fulcro tecnologico del progetto MICHELANGELO.
Questo pacchetto tecnologico è stato integrato a bordo dei nuovi cacciatorpediniere DDX della Marina Militare Italiana (per i quali è stato siglato a fine settembre 2026 un maxi-contratto da 3,7 miliardi di euro tramite Orizzonte Sistemi Navali).
IL PROGETTO MICHELANGELO e l'architettura Multi-Dominio
Il progetto Michelangelo (spesso associato al concetto di Michelangelo Dome) nasce come un'architettura di difesa integrata e multidominio. Il suo scopo principale è mettere in rete in modo sinergico sensori e strumenti diversi:
- Integrazione totale: Connette asset terrestri, navali, aerei, spaziali e strumenti di cyber-difesa.
- Intelligenza Artificiale: Utilizza algoritmi di IA per la fusione dei dati (data fusion) e l'analisi predittiva, consentendo di anticipare le minacce e suggerire la risposta operativa più efficace.
- Interoperabilità adattiva: Il sistema è in grado di dialogare non solo con le tecnologie più moderne, ma anche con sistemi alleati meno recenti, ottimizzando l'assegnazione dell'arma o dell'effettore più idoneo alla minaccia (soluzione a strati).
LE COMPONENTI DEL SISTEMA DI COMBATTIMENTO NEI DDX
Nel contesto specifico delle nuove navi DDX, il sistema SADOC 5 opera orchestrando tre pilastri fondamentali per garantire una capacità IAMD (Integrated Air & Missile Defence) senza precedenti contro minacce missilistiche, balistiche e ipersoniche:
- C5I SADOC: il cervello distribuito di gestione tattica che coordina la consapevolezza situazionale e i collegamenti dati;
- RADAR AESA BANDA S: un radar fully digital ad alta potenza, con antenne a scansione elettronica attiva, ottimizzato per resistere al jamming e per per ridurre i disturbi del moto ondoso;
- SISTEMI D’ARMA MBDA: missili di ultima generazione dedicati alla difesa aerea e antimissile a lungo raggio (come l'Aster 30 B1NT).
I CANNONI IMBARCATI SUI DDX (in attesa delle armi ad energia diretta di Leonardo-MBDA)
L'artiglieria principale e secondaria dei futuri cacciatorpediniere di nuova generazione DDX della Marina Militare Italiana (il cui contratto di realizzazione con Orizzonte Sistemi Navali è stato siglato nel settembre 2026) segna un netto cambio di rotta rispetto ai design tradizionali. La priorità assoluta è stata assegnata alla difesa aerea ravvicinata e antimissile (compresi i droni e i vettori ipersonici).
I sistemi d'arma di artiglieria confermati per i DDX includono:
- Artiglieria Principale: Leonardo 76/62 mm Super Rapido con sistema Strales.
A differenza delle precedenti unità della Marina Militare, nei DDX è stato abbandonato il cannone da 127 mm a prua. Al suo posto, la configurazione dell'artiglieria si affida a:
- 3 cannoni Leonardo 76/62 mm Super Rapido dotati di sistema Strales/Davide per l'impiego di munizionamento guidato anti-missile.
- Disposizione: Secondo i modelli digitali e i requisiti attuali, la configurazione prevede due cannoni a prua (affiancati o sovrapposti in stile classe Orizzonte) e un cannone a poppa, posizionato sopra il cielo dell'hangar per garantire una copertura emisferica completa a 360 gradi.
- Artiglieria Secondaria e Close-In Weapon System (CIWS) - Per la difesa ravvicinata contro minacce asimmetriche, barchini veloci e droni aerei/di superficie, le navi saranno dotate di:
- 4 torrette a controllo remoto Leonardo Lionfish® 30 (con cannone da 30 mm).
Questi sistemi integrano moduli elettro-ottici indipendenti diurni/notturni e telemetri laser per il tracking automatico e ravvicinato del bersaglio.
La scelta di rinunciare al pezzo pesante da 127 mm (ideale per il bombardamento controcosta) ottimizza gli spazi di coperta per ospitare i radar AESA a facce piatte in banda S/X e l'imponente dotazione di almeno 80/96 celle di lancio verticale (VLS) per missili Aster 15/30, B1NT ed eventualmente missili da crociera.
A completare questa suite da combattimento vi sono la componente di guerra elettronica di nuova generazione sviluppata da Elt Group e i sistemi di artiglieria e difesa ravvicinata di Leonardo dotati di munizionamento intelligente evoluto.
SPECIFICHE TECNICHE - I nuovi cacciatorpediniere DDX saranno unità imponenti e all'avanguardia, caratterizzate da un elevatissimo livello di digitalizzazione e automazione:
- Dimensioni e Dislocamento: Le navi avranno una lunghezza di 180 metri e un dislocamento superiore a 13.500 tonnellate.
- Equipaggio e Autonomia: Saranno gestite da un equipaggio di 251 persone e garantiranno un'autonomia di 4.000 miglia marine.
- Capacità Operative Multidominio: Saranno specializzate nella Difesa Aerea e Antimissile Integrata (IAMD - Integrated Air and Missile Defence), con una forte predisposizione alla difesa contro minacce balistiche e ipersoniche, sfruttando sistemi radar evoluti AESA (in banda S) e il sistema di combattimento integrato MICHELANGELO (C5I SADOC 5).
- Predisposizione al Futuro: Il design prevede ampi margini di crescita strutturale, con spazio, peso e generazione elettrica in eccesso per permettere in futuro l'integrazione di armi a energia diretta (laser) e sistemi basati su intelligenza artificiale.
TEMPISTICHE DI CONSEGNA - La ripartizione interna delle sub-forniture vede Fincantieri impegnata per circa 1,8 miliardi di euro e Leonardo per 1,7 miliardi. Le date previste per l'immissione in servizio delle due unità sono:
- Prima unità: Consegna programmata per il 2033.
- Seconda unità: Consegna programmata per il 2035.
Lo scopo del programma è quello di fornire alla Marina Militare Italiana un cacciatorpediniere (incrociatore) multiruolo di nuova generazione, capace di difesa aerea e missilistica della flotta, attacco a lungo raggio, comando e controllo, guerra antisommergibile e operazioni integrate con sistemi alleati e senza equipaggio.
CARATTERISTICHE PRINCIPALI:
- Sistema di combattimento avanzato che integra sensori, armi e sistemi di supporto all'interno di un'architettura operativa unificata.
- Sistema di gestione del combattimento di nuova generazione che consente un processo decisionale rapido e una risposta coordinata alle minacce.
- Radar multifunzione a doppia banda di ultima generazione per una maggiore consapevolezza della situazione e capacità di difesa aerea.
- Sistemi missilistici avanzati in grado di contrastare missili balistici, missili da crociera, aerei e sistemi senza pilota.
- Capacità di guerra elettronica potenziate e potenziale di crescita per le future armi a energia diretta, compresi i sistemi basati su laser.
- Progettazione ad alta capacità di sopravvivenza, incentrata sulla tolleranza ai danni, sulla riduzione della traccia acustica e sul funzionamento continuo in condizioni degradate.
- Architettura di propulsione avanzata che combina turbine a gas e motori diesel.
- Sistemi robusti di generazione e distribuzione di energia elettrica a supporto di sensori e armi di nuova generazione.
- Progettato per funzionare in modo integrato con sistemi con e senza equipaggio in molteplici ambiti.
(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, OCCAR, WIKIPEDIA, You Tube)
https://svppbellum.blogspot.com/
Si vis pacem, para bellum
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.
IL NOSTRO PENSIERO
Si vis pacem, para bellum (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia.
La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà: altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! Nulla di più errato.
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE".
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: SEMPRE!
Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.















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