venerdì 2 ottobre 2026

MARINA MILITARE ITALIANA 2030: in data 1° ottobre 2026, si è svolta la cerimonia di posa della chiglia del secondo sottomarino AIP U-212 NFS S531 Pietro Calvi. La consegna dell’unità è prevista per il 2030.





Presso il cantiere Fincantieri di Muggiano si è svolta la cerimonia di posa della chiglia del sottomarino di seconda generazione U212 Near Future Submarine destinato alla M.M. Questo evento fa parte del programma di costruzione di 4 sottomarini A.I.P. da parte  dell’OCCAR (Organizzazione internazionale per la gestione cooperativa dei programmi di difesa). 








La consegna della seconda unità S531 Pietro Calvi è prevista per il 2030.


I sottomarini Classe Mameli - U212 NFS (Near Future Submarine) sono una classe di mezzi navali progettati da Fincantieri e costruiti a Muggiano per la Marina Militare. I nuovi sottomarini derivano dalla classe Todaro e sostituiscono i 4 battelli della terza e quarta serie della classe Sauro.

Nel 2018 il Governo Italiano finanzia due nuove unità di sottomarini per la Marina Militare; il progetto viene affidato a Fincantieri che aveva da poco ultimato la produzione, su licenza, di 4 unità U-212A. Il cantiere triestino decide quindi di utilizzare come base di partenza per il nuovo sottomarino italiano proprio questa classe di unità sulle quali, ormai, aveva maturato oltre 10 anni di esperienza costruttiva. Nel 2020 vengono finanziate anche la terza e la quarta unità.

Nel febbraio 2021 l'Italia intraprende, all'interno dell'OCCAR, il programma di un nuovo sottomarino europeo denominato Near Future Submarine (NFS) che viene esteso anche alla tedesca Howaldtswerke-Deutsche Werft con la quale l'Italia, con Fincantieri (in veste di prime contractor), s'impegna a promuovere il nuovo sottomarino anche per l’export. 


Oltre al ruolo di prime contractor la HDW ha riconosciuto a Fincantieri anche il ruolo di design authority, requisito fondamentale per il cantiere italiano per poter apportare modifiche sostanziali al modello di partenza.


Nel 2022 viene iniziata la costruzione della prima unità, la seconda nel 2023 e la terza nel 2024; a fine 2025 tutti i 4 battelli erano in costruzione con il taglio della lamiera della quarta unità avvenuto il 13 dicembre 2025. Terminati gli scafi si è proceduto alla fase di completamento.

In concomitanza con l'annuncio della produzione dei 4 nuovi NFS la Marina Militare italiana e Fincantieri hanno comunicato che verranno ammodernati anche i 4 sottomarini della classe Todaro, al fine di garantire la compatibilità operativa tra le due classi e portando il totale di battelli di nuova generazione ad 8, come previsto dalle “Linee di indirizzo strategico 2019-2034 della Marina Militare”.


L'impostazione del primo dei quattro battelli è avvenuta il 27 febbraio 2026 presso il Cantiere Integrato Navale Militare di Fincantieri a Muggiano (SP).


Il 1° maggio 2026 fonti della Marina Militare confermano che i battelli finanziati e in costruzione saranno chiamati Goffredo Mameli, Pietro Calvi, Enrico Tazzoli e Enrico Toti, assumendo il nome complessivo di classe Mameli.


Benché siano basati sulla classe Todaro, i nuovi NFS risultano unità sensibilmente diverse da quelle da cui derivano. 


Presentano significativi aggiornamenti di progettazione e sistemi e modifiche, anche strutturali, rispetto alla precedente classe U-212A, spostandosi verso un maggiore sviluppo italiano ed utilizzo di tecnologia italiana.

Gli NFS rappresentano un importante traguardo tecnologico e politico: questa maggiore autonomia progettuale permette a Fincantieri di svincolarsi dal progetto originale in quelle limitazioni che ne impedivano le moderne richieste da parte della Marina. Secondo Fincantieri lo sviluppo nazionale permette non solo di dimostrare che la cantieristica italiana è tra le poche in grado di produrre un sottomarino in autonomia (dopo 20 anni di esperienza produttiva maturata con la Classe Todaro) ma che l'utilizzo di componentistica comune ad altre unità navali della Marina Militare ed il coinvolgimento di aziende italiane che collaborano strettamente con la filiera di Leonardo e della Fincantieri stessa, permettono di realizzare un mezzo senza compromessi per la marina. 


Il valore dell'operazione è di circa 2,68 miliardi di euro.


DATI TECNICI E OPERATIVI


Più lunghi di 1,2 metri rispetto alle unità da cui derivano, presentano una falsatorre completamente ridisegnata e portata ad una lunghezza di 10 metri. Questa permette di ospitare più sollevamenti e quindi dotare il sottomarino di più sensori di superficie e sistemi di comunicazione che salgono a 7, con spazio disponibile per un ulteriore sensore. Sono dotati di sonar ELAC e di un autopilota fornito dalla Avio Aero.


Gli NFS sono dotati una nuova postazione di comando riprogettata: 

  • Leonardo ha installato il nuovo sistema di combattimento integrato (CMS), il SADOC 4, lo stesso presente nella unità Trieste, PPA, PPX e FREMM EVO; 
  • Leonardo fornirà diversi sistemi quali SATCOM in banda SHF ed UHF e data link 22, 16 (J-Reap C);
  • Il sistema integrato di gestione della piattaforma è fornito dalla Seastema, che fa parte del gruppo Fincantieri; 
  • l'apparecchiatura per la guerra elettronica è la Electronic Warfare Suite di Elettronica SpA, (partner storico di Leonardo e Fincantieri tramite le collaborazioni con OSN) che ha compiti di autoprotezione, sorveglianza, intelligence, difesa elettromagnetica e comunicazione alle bande radar;
  • Il pacco batterie di cui sono dotati i battelli è composto da nuove batterie al litio di produzione italiana, anziché quelle al piombo della classe Todaro.


Con questa nuova classe di sottomarini la Marina Militare può disporre di una nuova unità stealth da fornire alle forze speciali del COMSUBIN (in quanto la Classe S800A di Fincantieri è destinata solo all'esportazione e concepita per piccole marine); tra le varie modifiche, infatti, le unità NFS sono concepite anche per operazioni speciali e sono in grado di operare a stretto contatto con la nuova nave Olterra e le UNPAV.


I SOTTOMARINI AIP “NFS”:

  • S530 Goffredo Mameli;
  • S531 Pietro Calvi;
  • S532 Enrico Tazzoli;
  • S533 Enrico Toti.


NFS Evo, NGS e futuri sviluppi


Nel giugno 2024, la Marina Militare Italiana ha presentato un nuovo piano di sviluppo della flotta per il periodo 2025-2050 in un contesto di rinnovamento generale annunciato nel Documento Programmatico Pluriennale (DPP) della Difesa e nel Piano Generale per la Pianificazione di Forza (PGFP), ai quali si aggiunge il Piano per la Strategia Energetica della Difesa che interessa in particolar modo la flotta della Marina Militare, soprattutto la Isotta Fraschini Motori, divisione di Fincantieri che si occupa di propulsori.


NFS Evo (2031-2036)


Ai documenti governativi e ministeriali fanno seguito due fascicoli specifici per la Marina Miliare: il Documento Programmatico della Marina Militare e il Piano per l'Efficienza della Forza Armata che comprende lo sviluppo di una sotto-classe dell'NFS denominata NFS Evo. Tale classe darà vita a 2 nuovi sottomarini (portando quindi la flotta ad avere 10 battelli entro il 2036) più grandi degli NFS (> 2.000 tonnellate).


NGS (2036-2050)


Il progetto NFS, per l'Italia non è solo una classe di battelli progettata per soddisfare le nuove esigenze della Marina Militare Italiana, bensì è un progetto industriale e tecnologico volto a rendere l'Italia un produttore indipendente di sottomarini in grado di esportarli anche verso altri Paesi amici ed alleati. Se da un punto di vista operativo gli NFS sono una vera (quanto insperata negli anni '90 col fallimento del progetto S90 e della Classe Marconi) conquista tecnologica per la Marina Militare e per la cantieristica navale italiana, da un punto di vista strategico e strutturale gli NFS sono un passaggio chiave, ma di transizione, verso un sottomarino di produzione interamente nazionale. Già dal 2022, infatti, poco dopo il finanziamento degli NFS ma prima della loro impostazione in cantiere, la Marina Militare e Fincantieri parlavano di un nuovo battello, denominato NGS ovvero "Next Generation Submarine": Sottomarino di nuova generazione.

L'NGS sarà un battello totalmente di nuova concezione destinato a sostituire la Classe Todaro e gli NFS entro il 2050.


FINCANTIERI E LO SVILUPPO DEL MERCATO DELLA SUBACQUEA


L’Italia con Fincantieri punta molto sullo sviluppo del mercato della subacquea, che secondo stime raggiungerà un giro d’affari complessivo di 400 miliardi di dollari entro il 2030. Il costruttore navale sta per questo motivo ampliando le attività al dominio dell’underwater, destinato a diventare sempre più strategico per la potenza geopolitica e difensiva dell’Italia, il suo vantaggio tecnologico e la sua economia.

Fincantieri ha l’obiettivo di consolidare la sua presenza in ambito civile e militare. Questa mossa strategica posiziona l’azienda in modo da beneficiare di un fiorente mercato globale.

Uno dei pilastri di questa strategia è lo sviluppo di sottomarini per la Marina Militare, che ha appena esercitato l’opzione per realizzare il 4° NFS del valore di 500 milioni di euro.

Il Programma U212-NFS è il progetto sottomarino più innovativo intrapreso dall’Italia. La prima unità sarà consegnata entro la fine del 2027, la seconda nel 2029, la terza un anno dopo e la quarta, appunto quella sbloccata ieri, all’inizio del 2032.

Queste unità risponderanno all’esigenza della Marina Militare di incrementare la propria capacità di monitoraggio e controllo degli spazi sottomarini in vista del rinnovamento della flotta subacquea italiana

La comprovata esperienza di Fincantieri in progetti complessi di ingegneria e costruzione può essere facilmente applicata al settore sottomarino, creando nuovi flussi di entrate e favorendo la diversificazione economica dell’Italia.

E’ notorio che Fincantieri svolge un importante ruolo di aggregatore della filiera della difesa italiana, come dimostra l’accordo siglato con Cabi Cattaneo, azienda italiana specializzata nella progettazione e sviluppo di navi speciali per la Marina Militare Italiana.

Nel 2023 è stata completata l’importante acquisizione del Sistema d’Armamento Subacqueo di Leonardo per 400 milioni di euro, consolidando le capacità industriali dell’azienda nella progettazione e costruzione di sistemi di difesa sottomarini, in particolare siluri, contromisure subacquee e sonar.

Nel 2023 è stata ultimata l’acquisizione del 100% di Remazel Engineering specializzata in sistemi di lancio e recupero di sottomarini.

Esiste anche la partnership con Wsense per sviluppare tecnologie Internet of Things sottomarine e il memorandum siglato con Saipem per collaborazioni nella robotica sottomarina in ottica di sorveglianza e controllo delle infrastrutture critiche subacquee, prevedendo una maggiore integrazione tra navi e sottomarini realizzati da Fincantieri con droni subacquei in corso di sviluppate da Sonsub, centro di eccellenza di Saipem nelle tecnologie subacquee.


IL PROGRAMMA


L'U212 NFS introduce innovazioni radicali per il dominio subacqueo, garantendo una tracciabilità ridotta e capacità operative estese nel Mediterraneo:


  • Propulsione Ibrida e Litio: Combina motori diesel-elettrici, celle a combustibile a scambio protonico (PEM) e un innovativo sistema di batterie agli ioni di litio prodotte in Italia, che aumentano drasticamente l'autonomia in immersione e la silenziosità. 
  • Silenziosità e Impronta Magnetica: Utilizza uno scafo in acciaio speciale amagnetico ad altissima resistenza e macchinari magneticamente compensati per azzerare l'impronta magnetica ed evitare il rilevamento da parte dei sensori avversari. 
  • Combact System Nazionale: A differenza della precedente generazione, adotta un sistema di combattimento (come il Leonardo ATHENA MK2/U) e un'elettronica di concezione interamente italiana. 
  • Armamento: Equipaggiato con 6 tubi lancia-siluri da 533 mm per siluri Pesanti Black Shark, mine, missili da attacco al suolo e droni subacquei autonomi (AUV/UUV). 


SPECIFICHE PRINCIPALI:

  • Dislocamento: 1.600 / 1.780-2.000 (in imm.);
  • Dimensioni: lungh. 59m; largh. 7 m; alt. 12 m.;
  • Profondità operativa: oltre 400 m.;
  • Velocità: oltre 20 nodi in immersione;
  • Equipaggio: 29 marinai + 8 incursori del Com:Sub.In.


STATO DEL PROGRAMMA E TEMPISTICHE


Il calendario di consegna prevede il trasferimento di un sottomarino all'anno, con l'intero lotto di quattro battelli atteso tra il 2029 e il 2032. Come sopra evidenziato, il programma prevede inoltre future evoluzioni come l'NFS Evo (2031-2036) e il successivo blocco NGS (2036-2050).

Fincantieri prevede l'introduzione di nuove capacità tecnologiche attraverso l'integrazione di sistemi di contromisura sviluppati dalla WASS - società del Gruppo specializzata nei sistemi subacquei avanzati - e un rafforzamento delle attività di supporto logistico finalizzate ad assicurare nel tempo la piena efficienza e disponibilità operativa delle unità. 

L'integrazione delle nuove soluzioni di contromisura sviluppate dalla WASS e adottate per la prima volta a bordo dei sottomarini nazionali, rappresenta un ulteriore passo avanti nell'evoluzione delle capacità operative delle unità e valorizza il patrimonio tecnologico e industriale maturato all’interno del Gruppo cantieristico nazionale. Il potenziamento del supporto logistico conferma la capacità di Fincantieri di accompagnare la Marina Militare lungo l'intero ciclo di vita dei sottomarini.

L'iniziativa si inserisce nella strategia di consolidamento della leadership di Fincantieri nel dominio della subacquea, uno dei principali pilastri della crescita industriale e tecnologica del Gruppo. Fincantieri è oggi in grado di presidiare l'intera catena del valore dell'underwater e di sviluppare soluzioni ad elevato contenuto tecnologico a supporto delle esigenze operative delle Marine alleate per la sicurezza delle infrastrutture strategiche.


IL COMMENTO DI PIERROBERTO FOLGIERO


Pierroberto Folgiero, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Fincantieri, ha commentato: "Questo accordo conferma il ruolo di Fincantieri nello sviluppo delle capacità subacquee nazionali e rafforza il nostro posizionamento in un dominio strategico per la sicurezza, la difesa e la competitività tecnologica del Paese. La subacquea rappresenta oggi uno dei principali pilastri di crescita del Gruppo, un ambito nel quale disponiamo di un ecosistema industriale integrato che ci consente di presidiare l'intera catena del valore, dalle piattaforme ai sistemi fino ai servizi avanzati. In questo contesto, il programma U212 NFS valorizza la capacità di Fincantieri di mettere a sistema competenze cantieristiche, tecnologie proprietarie e know-how specialistico, facendo leva sulle eccellenze sviluppate all'interno delle nostre società e lungo la filiera nazionale. La capacità di anticipare al 2032 la consegna della quarta unità dimostra come Fincantieri sappia tradurre innovazione, competenze industriali e capacità esecutiva in risultati concreti, consentendo alla Marina Militare di ricevere un nuovo sottomarino ogni anno a partire dal 2029”.


UN MAGGIORE CONTRIBUTO ITALIANO


Le innovazioni sviluppate dall'industria italiana, tra cui la batteria di propulsione agli ioni di litio e il nuovo sistema di combattimento, garantiranno maggiore silenziosità, autonomia, efficienza e resilienza cyber, valorizzando il know-how industriale nazionale, consolidando il ruolo di Fincantieri quale design authority e prime contractor e favorendo la crescita delle competenze dell’industria italiana nel settore della subacquea. Il Cantiere Integrato del Muggiano è un polo storico di eccellenza nazionale con oltre un secolo di attività e più di cento sottomarini realizzati.

Il programma U212 NFS riguarda la realizzazione e supporto di quattro nuovi battelli con sistema propulsivo indipendente dall’aria (AIP, Air Independent Propulsion) basato sul progetto evoluto nazionale della piattaforma U212A, che vede la design authority del gruppo Fincantieri e un’importante partecipazione dell’industria nazionale, a partire dalla stessa Fincantieri per i sistemi di piattaforma e dal gruppo Leonardo che si occupa dello sviluppo e fornitura del sistema di comando e controllo ed in generale dell’integrazione del sistema di combattimento insieme a Fincantieri.


AL PROGRAMMA PARTECIPANO IMPORTANTI INDUSTRIE NAZIONALI:

  • Elettronica per la guerra elettronica, 
  • Avio Aero per la sistemistica di piattaforma, 
  • L3Harris Calzoni per la suite dei mast e relativi sollevamenti, 
  • Leonardo per i siluri pesanti, 
  • MBDA per l’armamento missilistico land-strike, 
  • Fincantieri ed altre società (FAAM, P4F) per il sistema di stoccaggio energia (LBS).


IL SISTEMA DI STOCCAGGIO DELL’ENERGIA “LBS” E I MODULI DELLE BATTERIE AL “LITIO-FERRO-FOSFATO” (LiFeP04)


Il sistema di stoccaggio dell’energia comprende sia il sistema di gestione delle batterie che i moduli delle batterie stesse al litio-ferro-fosfato (LiFePO4). Lo stesso è stato sviluppato  anche per essere installabile a bordo dei sottomarini U212A consentendo il passaggio alla nuova tecnologia una volta che queste ultime piattaforme saranno sottoposte al previsto aggiornamento di mezza vita.

La decisione in ordine all’adozione del sistema LBS sarebbe scaturita a valle di un complesso programma di test alla fine 2023/inizio 2024.

Sin dall’inizio infatti, la MM e il Reparto Sommergibili dello Stato Maggiore hanno convintamente creduto nel Programma di ricerca e sviluppo sulle batterie al litio, sviluppate nell’ambito del Programma Nazionale della Ricerca Militare.


Il team industriale iniziale responsabile del sistema LBS comprende: 

  • la società FIB-FAAM del Gruppo Industriale Seri, 
  • la joint-venture Power4Future (P4F) tra il gruppo Fincantieri SI e Faist Electronics, 
  • il Cetena di Fincantieri 
  • e l’ente di certificazione TÜV Rheinland.

Il sistema LBS verrà installato a bordo dell’unità capoclasse nel 2028.



(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, NavalNews, AnalisiDifesa,  Fincantieri, Kej4biz, WIKIPEDIA, You Tube)













https://svppbellum.blogspot.com/


Si vis pacem, para bellum 

(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.



“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.










IL NOSTRO PENSIERO


Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.


Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 


La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…

…una vita che meriti di esser vissuta.

Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.

Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 

Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 


Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!


Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:

“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».

Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.

L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.

Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».

In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».

Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.

Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.

La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.

L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».

Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)


….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 

La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 

Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…

…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.


Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…


Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.


Tutto…tranne l’amare.
























 

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