Nave Ugolino Vivaldi (P440) è il primo pattugliatore polivalente di nuova generazione (programma PPX) della Marina Militare italiana.
Sviluppata da Orizzonte Sistemi Navali (joint venture tra Fincantieri e Leonardo), l'unità ha completato con successo la sua prima uscita in mare (First Sea Going) a inizio ottobre 2026 nel Golfo della Spezia. La consegna ufficiale alla Squadra Navale è prevista per il 2027.
Caratteristiche principali
La nave è progettata principalmente come Offshore Patrol Vessel (OPV) per sostituire i pattugliatori della classe Cassiopea:
- Dimensioni e Dislocamento: Lunghezza di circa 95 metri, larghezza di 14,2 metri e un dislocamento superiore a 2.300 tonnellate.
- Propulsione: Sistema CODLAD (Combined Diesel-Electric and Diesel) che permette una velocità massima di oltre 24 nodi e un'autonomia di 3.500 miglia nautiche a 14 nodi.
- Equipaggio: Circa 70-75 unità di base, estendibili a oltre 90 per ospitare specialisti o team operativi.
Innovazioni tecnologiche e Armamento
Il "Vivaldi" si distingue per soluzioni all'avanguardia pensate per la guerra ibrida e la protezione delle infrastrutture critiche del Mediterraneo:
- Cockpit Navale Integrato: Una plancia derivata dai PPA (Pattugliatori Polivalenti d'Altura) che consente a soli due operatori di gestire la navigazione e i sistemi di piattaforma.
- Sistemi Unmanned: Una sala dedicata appositamente al controllo e coordinamento di droni aerei, di superficie e subacquei.
- Armamento: Configurazione iniziale dotata di un cannone principale Oto Melara 76/62 mm Super Rapid (con munizionamento guidato Davide/Strales) e due torrette telecomandate Lionfish 30 da 30 mm di Leonardo. Lo scafo modulare è già predisposto per una futura integrazione di missili a lancio verticale (VLS).
- Capacità operative: Ponte di volo e hangar per un elicottero NH90 o droni ad ala rotante, oltre a due imbarcazioni a scafo rigido (RHIB) per operazioni speciali o di abbordaggio.
La prima uscita a mare è avvenuta nel Golfo della Spezia e nelle acque intorno all’Isola del Tino, avviando prove sulla piattaforma, apparato propulsivo e sistemi di bordo per verificarne la manovrabilità e prestazioni.
La Ugolino Vivaldi è stata costruita presso il cantiere di Riva Trigoso, impostata in data 12 dicembre 2024 e varata il 21 febbraio 2026.
E’ la capoclasse di quattro unità del programma PPX, progettata per sostituire le Unità della precedente serie “Costellazioni” della classe Cassiopea in servizio dagli anni Ottanta. La sua entrata in servizio segnerà un aggiornamento significativo tra i pattugliatori della M.M..
Il programma ammonta a complessivi 925 milioni di euro e prevede anche gli adeguamenti infrastrutturali necessari che saranno eseguiti presso le basi navali di Augusta, Cagliari e Messina.
I PPX adottano un’architettura propulsiva di tipo CODLAD (COmbined Diesel-Electric and Diesel), che permette loro di raggiungere una velocità massima superiore ai 24 nodi ed un’autonomia di 3.500 miglia nautiche a 14 nodi di crociera.
L’equipaggio sarà di 70 marinai aumentabili fino a 90-95 per esigenze di servizio; le navi dispongono di un Combat Management System (CMS) SADOC 4 frutto della collaborazione tra Fincantieri NexTech e Leonardo con cokpit strettamente derivato da quello dei PPA/MCS di classe Paolo Thaon di Revel.
L’armamento principale e le dotazioni elicotteristiche prevedono:
- un cannone Leonardo Super Rapido da 76/62 mm configurato Davide/Strales per la difesa da missili antinave e per compiti antiaerei nonché predisposto per l’impiego di munizionamento Vulcano;
- due impianti RCWS Lionfish 30 con mitragliera da 30 mm dotati di torretta elettro-ottica indipendente.
- un elicottero SH-90;
- un UAS di tipo rotorcraft;
- un RHIB Solas da 7 metri di lunghezza;
- un RHIB da 9,3 metri, mezzi indispensabili per eseguire le operazioni di controllo, sorveglianza e di supporto.
LE APPARECCHIATURE ELETTRONICHE - La suite elettronica è costituita da:
- un radar 3D allo stato solido per la sorveglianza aeronavale GEM Elettronica Columbus Mk 3 con IFF integrato;
- un sistema di sorveglianza elettronica o RESM;
- un sistema integrato per la direzione di tiro NA-30S Mk 2 elettro-ottico/radar bi-banda per l’armamento d’artiglieria principale;
- due radar per la navigazione ed il controllo elicotteri GEM Elettronica Gemini DB operanti in banda X/Ka;
- una suite EO/IR per la sorveglianza passiva in aggiunta ad una suite EW con lanciatori per decoy per assicurare la protezione.
Nave Ugolino Vivaldi integra tecnologie avanzate e innovazioni, come un sistema di gestione integrata e la capacità di controllare dispositivi a pilotaggio remoto AW-HERO o droni VTOL. Il programma PPX che per la Marina Militare garantirà una sorveglianza più efficace nelle aree strategiche del Mediterraneo.
I pattugliatori Classe Vivaldi o anche Navigatori II, conosciuti anche con il loro nome di progetto: PPX, rappresentano una classe di unità navali multiruolo leggera della Marina Militare progettate per sostituire i pattugliatori della cosiddetta "classe Costellazioni" (4 entro il 2030/32 per sostituire la Classe Cassiopea e successivamente 2 per sostituire la Classe Sirio).
Le unità della classe:
- P-440 Ugolino Vivaldi;
- P-441 Sebastiano Caboto;
- P-442 Antonio Da Noli;
- P-443 Giovanni Da Verazzano.
Il programma PPX
Il programma PPX (conosciuto anche come programma "OPV - Offshore Patrol Vessel") nasce dall'esigenza della Marina Militare e dello Stato Italiano di garantire una capacità adeguata di presenza (sorveglianza e vigilanza marittima) delle acque nazionali ed internazionali, nonché il controllo del traffico merci garantendo la protezione delle linee di comunicazione e della Zona economica esclusiva (ZEE). Oltre all'attività di sorveglianza e tutela dei traffici economici e degli interessi dello stato, i pattugliatori polivalenti PPX svolgeranno anche un'importante attività di tutela ambientale, soprattutto dalle minacce derivate dall’inquinamento marino, quali lo sversamento di liquidi tossici.
Il programma, che prevede la possibilità di avere fino a 10 PPX, è strutturato in diverse fasi: 4 unità in costruzione dal 2024 al 2030/2032 mentre 2 sono già finanziate ma devono ancora essere contrattualizzate. L'espansione da 6 a 10 unità rientra nel più ampio programma ventennale di ammodernamento ed espansione della Marina Militare italiana che, nel caso delle piccole unità da pattuglia, include anche il programma European Patrol Corvette con 8 unità. L'opzione di 4 PPX aggiuntivi e del loro posizionamento all'interno della flotta della Marina Militare italiana sarà quindi molto legata al progetto delle nuove corvette, soprattutto in vista della sostituzione della Classe Comandanti, del rafforzamento del pattugliamento delle acque nazionali ed internazionali e dei punti nevralgici (come lo stretto di Sicilia), dell'espansione dell'autorità italiana nella salvaguardia del Mediterraneo (incluso il Mediterraneo Orientale e, in linea generale tutto il Mediterraneo allargato), nonché il consueto ruolo di vigilanza e soccorso in mare.
Tempi, costi ed operatività
Le prime 3 unità sono state contrattualizzate il 31 luglio 2023, la quarta unità il 5 agosto 2024, per un costo complessivo di 1 miliardo e 161 milioni di cui ne sono stati elargiti 925 milioni nel 2023 e 236 nel 2024. A questo costo complessivo vanno aggiunti i costi dei servizi di supporto logistico delle quattro unità, per un costo finale totale di quasi 1,2 miliardi di Euro. Il contratto è stato firmato da Orizzonte Sistemi Navali con la Direzione degli Armamenti Navali (DNA) del Segretariato Generale della Difesa e prevede, oltre alle navi, gli adeguamenti infrastrutturali necessari per le basi navali di Augusta (che va ad aggiungersi al programma basi blu), Cagliari e Messina, dove avranno sede le navi stesse. Il valore dell'operazione interessa Fincantieri per 703 milioni di Euro, e Leonardo per 295 milioni. Questi primi 4 OPV saranno consegnati entro il 2032 e sostituiranno le navi della Classe Cassiopea. La fase successiva prevede ulteriori due unità per sostituire la Classe Sirio.
Produzione
I cantieri navali destinati alla costruzione ed allestimento delle navi fanno entrambi parte del polo cantieristico ligure e sono: il cantiere di Riva Trigoso ed il cantiere del Muggiano.
Il crono-programma, secondo OSN, prevede la consegna del primo PPX della classe nella prima metà del 2027 a patto dell'ottenimento del via libera alla data prevista. La durata prevista del programma è di 43 mesi; il via libera formale (T0) ha dato il via alla fase di progettazione esecutiva che è durata 11 mesi, e ha portato al primo taglio dell'acciaio, con consegna prevista 32 mesi dopo. La consegna della quarta unità, invece è prevista tra il 2030 e il 2032.
Il taglio della prima lamiera (fondo L1 Ord. 107-126 della costruzione Fincantieri n. 6368 - il primo dei 4 OPV) è avvenuto effettivamente il 24 settembre 2024 presso il cantiere di Riva Trigoso. La cerimonia che ha inaugurato l'inizio della costruzione ha visto la presenza del direttore Generale Divisione Navi Militari di Fincantieri, Dario Deste, il Direttore della Direzione Armamenti Navali - NAVARM, l'Ammiraglio Ispettore Capo Giuseppe Abbamonte e l'amministratore delegato di Orizzonte Sistemi Navali: Giovanni Sorrentino. Alla cerimonia hanno partecipato anche il Comandante del Comando Interregionale Marittimo Nord: l'ammiraglio di divisione Flavio Biaggi; il capitano di vascello Fabrizio Orengo: comandante del Centro Allestimento nuove costruzioni navali (Marinalles) ed il capitano di vascello Gabriele Catapano, Direttore di UTNAV Genova. La posa della chiglia è avvenuta il 12 dicembre 2024. Il 26 settembre 2025 si è tenuta la cerimonia di taglio dell'acciaio della seconda unità su quattro, mentre la cerimonia di posa della chiglia è avvenuta il 18 dicembre 2025.
Il 21 febbraio 2026 si è tenuta la cerimonia di varo della prima unità, la Ugolino Vivaldi (P 440). La madrina del varo è stata Alessandra Marsigli Cavriani, nipote di Alessandro Cavriani: capitano di corvetta, medaglia d'oro al valor militare alla memoria, deceduto in mare nel settembre 1943 mentre era intento nell’autoaffondare il cacciatorpediniere Ugolino Vivaldi.
Adeguamento infrastrutturale per la base navale di Messina
Nel 2025 inizia l'adeguamento della base navale di Messina della Marina Militare per permettere l'ormeggio dei nuovi pattugliatori.
I lavori, il cui termine è previsto entro la fine del 2026, prevedono una profonda ristrutturazione dell'hub operativo siciliano secondo la relazione tecnica depositata dalla Direzione degli armamenti navali ed approvata dal Mase.
I lavori hanno l'obbiettivo di permettere alla base di ospitare stabilmente due pattugliatori ed accoglierne altri due di passaggio, senza penalizzare le unità già presenti della Guardia Costiera, della Guardia di Finanza e dei Vigili del Fuoco.
Nello specifico, la banchina di Comando viene ampliata fino a raggiungere i 210 metri di lunghezza e 15 di larghezza con nuove bitte di 80 tonnellate, nuovi parabordi e 9 nuove boe in vetroresina per gli ormeggi. Il motivo dell'ampliamento sono le caratteristiche dei nuovi pattugliatori: unità di 95 metri da oltre 2000 tonnellate dotate di ponte di volo per elicotteri.
Vengono rifatti gli interi sotto-servizi: non solo le fognature e la rete idrica ma anche la rete dati e la rete energetica con aggiornamento della cabina centrale a 20 kV. Il motivo di tale aggiornamento infrastrutturale è il fabbisogno energetico delle navi (400 kW ciascuna) e la loro tecnologia di bordo che richiede velocità di scambio dati superiore a quella ora disponibile.
Anche la parte interna della base subisce un radicale intervento con la demolizione e ricostruzione di 13 edifici che comprendono alloggi, magazzini, aree sportive, mensa ed infermeria.
Più conservativo è invece l'intervento effettuato sugli edifici protetti da vincolo da parte del Ministero dei beni culturali per il loro valore storico artistico, come la villa Ammiraglio e l'ex cinema, per i quali si interviene con un restauro.
Le navi sono classificate dalla Marina Militare come pattugliatori leggeri e sono stati commissionate con un configurazione multiruolo: quindi hanno sia equipaggiamento da combattimento sia di monitoraggio che operativo anti-inquinamento. Sono navi di dimensioni abbastanza contenute aventi una lunghezza di 95 m, 14 di larghezza, un dislocamento di circa 2.400 t e sono caratterizzate da alta tecnologia di bordo e cooperazione e connettività con altre unità della marina, sia navi che aeromobili. Anche da un punto di vista della strumentazione sono standardizzati con altre navi della Marina più grandi, come per esempio con i PPA classe Thaon di Revel, il Cavour e il Trieste.
L’equipaggio è composto da 72 effettivi più il personale dedicato alle operazioni di volo e manutenzione dell'SH-90 e dell'AWHERO ed il personale per le operazioni speciali, per un totale di 93 membri. La nave ha comunque una disponibilità massima di 97 posti letto.
La piattaforma FCX
I PPX sono stati sviluppati su una famiglia di piattaforme Fincantieri di nuova generazione, una serie di piattaforme semi-modulari declinata in 5 varianti e denominata "Famiglia FCX" (o "Serie FCX") tutte caratterizzate dal valore aggiunto di essere navi multiuso (polivalenti/multiruolo), valore dato dalla piattaforma stessa indipendentemente dalle dotazioni della nave da essa derivata. Tale progetto è stato sviluppato tra il 2017 e il 2018 ed ultimato nel biennio 2021-2022. FCX è una famiglia di navi molto diverse fra loro in termini di dimensioni e funzionalità (il dislocamento va da 700 tonnellate della FCX-07 alle 4300 tonnellate della FCX-40) ma presenta molte soluzioni modulari in comune che riducono sensibilmente i costi ed i tempi di realizzazione e che permettono di realizzare navi caratterizzate da elevata robustezza e semplicità costruttiva.
Ogni unità della famiglia è derivata da un progetto indipendente già realizzato da Fincantieri negli ultimi 30 anni (la FCX-15 è per esempio derivata dall'esperienza maturata da Fincantieri nella realizzazione delle classi Comandanti, Sirio ed Abu Dhabi), ma è stato riprogettato e sviluppato nuovamente nello scafo e nella sovrastruttura per renderlo modulare, standardizzato e moderno da un punto di vista aerodinamico, di efficienza dei consumi, di visibilità ai radar (stealth), di abitabilità, di armamento, sensori elettronica e sistemi, di manovrabilità e di versatilità/polivalenza in missione. La flessibilità della piattaforma modulare ha quindi permesso di realizzare sia piccole unità d'attacco stealth come la Classe Falaj 2 (derivata dalla classe Saettia MkII/Diciotti e che dà vita alla piattaforma FCX-07), sia grosse corvette di 3250 tonnellate come la Classe Doha (che fa da base alla FCX-30 selezionata da Fincantieri anche per le nuove EPC), ma permette di realizzare navi di stazza intermedia fra queste due o superiori. I PPX sono sviluppati proprio su una di queste piattaforme intermedie: la FCX-20, appositamente sviluppata per loro. La serie FCX punta su valori comuni a tutte le navi indipendentemente dalla piattaforma della famiglia su cui sono sviluppate: tra questi vi sono un elevato livello di protezione da minacce informatiche, elevata sicurezza e cura della salute del personale (sia in tempo di pace che di guerra), alta efficienza idrodinamica ed energetica e riduzione del loro impatto ambientale.
La FCX-20
Ogni piattaforma della famiglia FCX differisce non solo per dimensioni ed autonomia ma anche per abilità, 8 in tutto così suddivise: flessibilità operativa, capacità di sopravvivenza, sicurezza marittima, guerra antisommergibile, guerra aerea, guerra di superficie, logistica umanitaria, prontezza d'ingaggio.
La FCX-20, ovvero la piattaforma dei PPX, è concepita per massimizzare (punteggio di 5 su 5) la propria flessibilità operativa, capacità di sopravvivenza e guerra di superficie, pur mantenendo alti (punteggio di 4 su 5) i valori delle altre 5 abilità, bilanciamento necessario per una nave multiruolo come i PPX. Ha come caratteristiche principali un hangar fisso per elicottero + APR/UAV e proprietà che cambiano a seconda della configurazione:
con layout da combattimento
- è progettata per operazioni a lungo raggio;
- configurazione e sistemi per garantire una massima capacità di sopravvivenza;
- potendo quindi svolgere molteplici obiettivi di guerra, controllo del mare e operazioni con forze speciali;
con layout da pattuglia
- Area modulare per container;
- Attrezzature per il controllo e il recupero dell'inquinamento da petrolio;
- potendo quindi sostenere molteplici situazioni di sicurezza marittima, offrire aiuti umanitari e soccorso in caso di calamità e svolgere sorveglianza e protezione;
Indipendentemente dalla configurazione (combattimento o pattuglia) lo scafo e la sovrastruttura sono caratterizzati da un profilo che riduce la visibilità ai radar.
La nave è bilanciata per garantire flessibilità e prontezza in tutte le situazioni operative ed è concepita per adeguarsi ad una vasta gamma di operazioni: per questo è stata scelta come base di un pattugliatore polivalente leggero. Inoltre le dimensioni relativamente compatte ed il pescaggio massimo di soli 5,4 metri permettono di operare in una vasta gamma di porti. Le proporzioni della nave, inoltre, garantiscono eccellenti capacità di tenuta al mare (grazie anche alla zona di prua con bulbo e una zona di ormeggio completamente coperta), ridotta resistenza aerodinamica e limitate firme RCS e acustiche. La piattaforma è stata progettata per essere in grado di garantire la piena operatività senza restrizioni fino alle condizioni di mare 5 della scala Douglas grazie a pinne stabilizzatrici attive poste a centro barca.
La sovrastruttura prodiera è caratterizzata da una plancia seguita dal Centro Operativo di Combattimento (COC): tale soluzione, denominata "Naval Cockpit", rappresenta il principale elemento distintivo e innovativo (soluzione derivata dai PPA della classe Thaon di Revel), insieme alle estese ali di copertura che assicurano praticamente una visibilità a 360°.
Propulsione
I PPX sono mossi da un sistema di propulsione di tipo CODLAD composto da 2 motori Diesel da 8 MW e 2 motori elettrici reversibili da 0,5 MW; sono inoltre dotati di 4 generatori Diesel da 0,7 MW. Tale propulsione permette alla nave di raggiungere una velocità massima di 24 nodi ed un'autonomia di 3500 miglia ad una velocità di 14 nodi con una durata massima di missione di 20 giorni.
Gli impianti di propulsione e i generatori di energia sono disposti in compartimenti separati: ciò garantisce il 50% della potenza di propulsione in caso di danneggiamento di uno dei due compartimenti e il 50% della potenza elettrica in caso di danneggiamento di due compartimenti contigui.
ARMAMENTO, ELICOTTERI E DRONI IN DOTAZIONE
Come sopra detto, le navi in questione sono dotate di 1 cannone multiruolo Oto Melara da 76/62 mm super rapido in versione Davide/Strales dotato di magazzino multi-feeder e 2 affusti a controllo remoto con cannone navale leggero Leonardo Lionfish da 30 mm con una torretta elettro-ottica indipendente, con sensori diurno/notturno e telemetro laser che unitamente al connubio cannone e munizionamento ABM consente d’ingaggiare e neutralizzare droni. Si tratta di una soluzione di ultimissima generazione che trova la sua prima applicazione proprio su questi PPX.
I mezzi aerei in dotazione sono un elicottero SH-90 e un velivolo a pilotaggio remoto AWHERO.
Questo è l'armamento di base, in dotazione a tutte le navi indipendentemente dalla configurazione.
La Marina si appresta ad acquisire a breve un Large Displacement Autonomous Underwater Vehicle (LDAUV): un UUV interamente italiano, lungo 12 m e con 15 giorni di autonomia, che potrà essere utilizzato per missioni ISR in ambiente underwater ma anche per la difesa delle infrastrutture critiche. Per i droni di superficie è prossima l’acquisizione dell’USV SEA RAPTOR dell’italiana DEFCOMM: un barchino lungo 8,5 m da 1,9 t di dislocamento, capace di raggiungere i 50 nodi di velocità massima e imbarcabile su tutte le navi della MM.
Riguardo al settore aereo, sarà a breve acquisito il drone REVOLUTION di General Defence che può essere impiegato sia per missioni ISR sia di strike grazie alla capacità di trasportare e sganciare 2 piccole loitering munitions tipo RACER.
Altri armamenti
La piattaforma adottata da queste unità è predisposta per la guerra ASW e per l'imbarco dei sistemi per i missili VLS (VL MICA o CAMM-ER), un sistema antinave Exocet, e un sistema RAMSyS RAM per la difesa ravvicinata. Tali armamenti però dipendono dalla configurazione scelta per la singola nave.
Configurazione degli armamenti
Le prime 4 unità della classe sono configurate con layout da pattuglia e lotta all'inquinamento marino (non hanno quindi la configurazione full combat), in quanto sono destinate a sostituire la classe Cassiopea.
Le 2 navi successive destinate a sostituire la classe Sirio avranno layout da combattimento, quindi saranno dotate di armamenti completi.
Strumentazione, sensori e sistemi
Questa classe di navi è concepita con un elevato grado di automazione ed integrazione sia ergonomica che informatica con le altre unità della Marina Militare. Il cockpit navale, per esempio, è uguale a quello installato sulle unità maggiori della flotta, mantenendo inalterata l’interfaccia uomo macchina. Tale cabina di guida fa parte della stessa Plancia Operativa di Combattimento (PLOC) caratterizzata da due postazioni multifunzionali completamente personalizzabili del sistema di gestione del combattimento (CMS, Combat Management System) che è lo stesso (SADOC 4/ATHENA) utilizzato da tutte le nuove unità della Marina Militare. Il CMS SADOC 4 comprende un pacchetto di apparati Software Defined Radio (SDR) in banda V/UHF ed HF nonché SATCOM civili/militari unitamente al Multi Data Link Processor (MDLP) con data link 22 e 16.
Anche la Centrale Operativa di Combattimento (COC) è uguale e disposta in modo analogo alle altre unità della flotta, è posta alle spalle della PLOC ed è costituita da tre postazioni multifunzionali del sistema SADOC 4 poste di fronte ad un unico grande schermo a muro facilitando notevolmente la gestione della situazione da un punto di vista tattico e l'armamento per le missioni assegnate. Un'ulteriore innovazione in termini di efficienza, coordinazione e semplicità di gestione data dall'ambiente operativo è il collocamento della postazione di pianificazione e controllo del velivolo a controllo remoto immediatamente accanto alla COC.
La nave è dotata di un sistema di gestione dell'intera piattaforma, un sistema di gestione dei danni e un sistema di propulsione ad azionamento remoto. I PPX adottano la stessa postazione integrata dei PPA Classe Thaon di Revel, ubicata nella plancia comando, che permette di condurre la nave da parte di due soli operatori; due soli ufficiali dello Stato Maggiore della Marina, quindi, possono gestire tutte le mansioni che prima richiedevano una postazione diversa per ogni singolo operatore, permettendo quindi di avere piena gestione di tutte le operazioni tattiche ed operative, potendo gestire in un unico punto sia le macchine, i timoni e gli impianti di piattaforma sia alcune funzioni del sistema di combattimento. Questa tecnologia è frutto di un lavoro congiunto fra Leonardo e la divisione NexTech di Fincantieri. Anche tutte le operazioni aeronavali sono gestite da soli due membri dell'equipaggio: il pilota e il copilota.
Per quanto riguarda i sensori, i PPX sono dotati di radar 3D allo stato solido di sorveglianza aeronavale GEM Elettronica Columbus Mk 3 con IFF integrato, un sistema di sorveglianza elettronica o RESM (radar ESM), una direzione del tiro NA-30S Mk 2 elettro-ottica/radar bi-banda per l’armamento d’artiglieria principale e due radar per la navigazione ed il controllo elicotteri GEM Elettronica Gemini DB in banda X/Ka.
La guerra elettronica è invece gestita dal sistema Kronos Naval HP (High Power) in aggiunta ad una suite EW con lanciatori per decoy. Per la guerra antisommergibile invece il sensore è l'Athena MK2/U.
La sorveglianza e difesa ravvicinata non letale è gestita da due sistemi MASS mentre un sistema a doppia torretta Janus con sensori elettro-ottici diurni/notturni e telemetro laser garantisce la sorveglianza panoramica, della scoperta passiva, del riconoscimento, identificazione e classificazione di bersagli di superficie ed aerei.
Dotazioni antinquinamento e di assistenza umanitaria
Le prime 4 navi sono equipaggiate con un RHIB Solas da 7 m ed un RHIB da 9,3 m + 4 strutture di bordo del sistema antinquinamento così disposte:
sul lato di dritta tra le due sovrastrutture al centro della nave, è posizionato il modulo oil-skimmer, che serve a recuperare gli oli dispersi, e la relativa gruetta di movimentazione;
sotto il ponte di volo, a poppa, si trova un'area destinata allo stoccaggio e preparazione di serbatoi galleggianti gonfiabili utilizzati per la raccolta del petrolio recuperato in mare tramite il sistema antinquinamento; tali serbatoi vengono poi rilasciati in mare attraverso un’apposita finestratura presente sullo specchio di poppa e successivamente rimorchiati e ormeggiati, grazie all'utilizzo del RHIB da 9 metri, sul lato sinistro della nave per poi essere riempite con l’efflusso proveniente dall’oil-skimmer. In alternativa e in caso di emergenza, la zona può essere utilizzata per ospitare un gran numero di naufraghi;
sempre a poppa, sotto il ponte volo, c'è l'area per la sistemazione delle panne oleo-assorbenti per il contenimento e confinamento degli oli dispersi;
a prua, invece, sopra la copertura dell’area di ormeggio, sono installate due aste per irrorare un liquido disperdente antincendio pompato da una cassa dedicata nel fondo dell’unità.
(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, ARESDIFESA, WIKIPEDIA, You Tube)
https://svppbellum.blogspot.com/
Si vis pacem, para bellum
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.
IL NOSTRO PENSIERO
Si vis pacem, para bellum (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia.
La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà: altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! Nulla di più errato.
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE".
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: SEMPRE!
Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.
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