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mercoledì 26 agosto 2026

Aeronautica Militare (abbreviata in AM o AMI) 1997 - 2004: l'Aeritalia F-104S ASA-M rappresenta l'ultima e più avanzata evoluzione operativa dello storico caccia supersonico Lockheed F-104 Starfighter.












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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.









Aeronautica Militare (abbreviata in AM o AMI)

L'Aeronautica Militare (abbreviata in AM o AMI), in ambito internazionale Italian Air Force (abbreviata in ITAF) è, assieme a Esercito Italiano, Marina Militare ed Arma dei Carabinieri, una delle quattro forze armate italiane ed è, in particolare, quella deputata alla difesa dello spazio.


Dopo l'Unità d'Italia il Ministero della guerra, su iniziativa del tenente del genio Alessandro Pecori Giraldi, autorizzava nel 1884 la costituzione di un Servizio Aeronautico presso il distaccamento di Roma della Brigata Mista del 3º Reggimento genio di Firenze, il reparto si sarebbe occupato degli aerostati da ricognizione. Nel gennaio 1885 il Servizio Aeronautico fu denominato Sezione Aerostatica destinata, tra l'altro, all'uso dei due palloni frenati in dotazione: il Torricelli e l'Africo.
La sezione aeronautica del genio si sarebbe poi espansa negli anni successivi, fino ad assumere la dimensione di un battaglione e successivamente di una brigata. In seguito alla venuta su invito di Wilbur Wright a Roma nel 1909 e delle dimostrazioni che diede delle caratteristiche dell'aeroplano, questi fu adottato e la prima scuola di volo militare fu fondata a Centocelle (Roma) che divenne il primo aeroporto italiano.
Il primo brevetto di pilota venne rilasciato nel settembre 1909 al tenente di vascello Mario Calderara. Lo stesso Calderara, insieme al ten. Umberto Savoja, firmò nel febbraio 1910 il primo contratto con i fratelli Wright per la produzione su licenza, in Italia, di 5 aeromobili che utilizzavano i brevetti detenuti dagli stessi Wright.
Il primo utilizzo operativo delle forze aeree, con l'impiego di 4 aerostati, 2 dirigibili e 28 aerei, avvenne durante la campagna di Libia del 1911-1912.



Aeritalia F-104S ASA-M

L'Aeritalia F-104S ASA-M rappresenta l'ultima e più avanzata evoluzione operativa dello storico caccia supersonico Lockheed F-104 Starfighter. Sviluppata in Italia e impiegata in via esclusiva dall'Aeronautica Militare Italiana (AMI), questa variante è entrata in servizio alla fine degli anni '90 per colmare il ritardo del programma Eurofighter Typhoon, rimanendo operativa fino alla definitiva radiazione della linea nel ottobre 2004. 





Il significato della sigla:
  • F-104S: La variante "S" (Super) fu sviluppata originariamente da Fiat/Aeritalia negli anni '60 con una struttura irrobustita, alette ventrali aggiuntive e il motore potenziato J79-GE-19 per consentire l'uso di missili a guida radar. 
  • ASA (1986): Aggiornamento Sistemi d'Arma. Introduceva il radar FIAR R21G/M1 Setter con capacità look-down/shoot-down e la compatibilità con i missili Selenia Aspide e AIM-9L Sidewinder. 
  • ASA-M (1997): Aggiornamento Sistemi d'Arma Modificato. Ultimo pacchetto di modifiche incentrato sul miglioramento dell'affidabilità generale e sulla modernizzazione dell'avionica di navigazione.

Le modifiche principali della versione ASA-M:
  • Rispetto alla precedente versione ASA, lo standard ASA-M ha riconfigurato profondamente l'aeromobile per un ruolo puramente difensivo e di intercettazione: 
  • Rimozione dell'armamento interno: Il cannone Vulcan M61A1 da 20 mm e i cablaggi associati ai piloni d'attacco al suolo sono stati definitivamente rimossi.
  • Nuova avionica: Integrazione di sistemi derivati dai caccia AMX e Tornado, tra cui il sistema di navigazione inerziale Litton LN-30A2, un nuovo ricevitore GPS (con antenna sul tettuccio) e un sistema radio UHF di tipo Have Quick per comunicazioni protette.
  • Smantellamento ECM: Rimozione dei sensori IRST (sensore a infrarossi davanti al parabrezza) e dei pod di contromisure elettroniche ALQ 70/72 ormai obsoleti.
  • Nuova livrea: Graduale adozione di una colorazione monogrigia a bassa visibilità (FS 36280) in sostituzione della classica livrea mimetica Nato.

Specifiche Tecniche Principali:

  • Motore: 1 Turbogetto General Electric J79-GE-19.
  • Spinta: 11.870 libbre a secco / 17.900 libbre con postbruciatore.
  • Velocità massima: Mach 2,2 (circa 2.470 km/h ad alta quota).
  • Armamento: Esclusivamente aria-aria, composto da missili a guida radar Selenia Aspide 1A e missili a corto raggio AIM-9L Sidewinder. 
  • In totale, tra il 1995 e il 2001, vennero aggiornati a questo standard 49 esemplari monoposto F-104S ASA e 15 biposto TF-104G (rinominati TF-104G/M). Gli ultimi caccia operativi hanno servito presso il 9° Stormo di Grazzanise e il 4° Stormo di Grosseto.

L'Aeritalia F-104S Starfighter è stato un aereo monomotore bisonico multi-ruolo, caccia intercettore ogni-tempo, d'attacco e d'assalto, ricognitore e d'addestramento in versione biposto con ala trapezoidale. 

CELLULA

L'F-104 era caratterizzato da un disegno dell'ala dalle caratteristiche radicali. 


La maggior parte dei caccia a reazione dell'epoca adottava l'ala a freccia o a delta, la quale consentiva un ragionevole equilibrio tra prestazioni aerodinamiche, velocità di salita e spazio interno utilizzabile per il carburante e gli equipaggiamenti. Esperimenti della Lockheed, tuttavia, stabilirono che la forma più efficace per il volo supersonico ad alta velocità era una piccola ala trapezoidale dritta, montata a metà fusoliera. L'ala scelta fu quindi estremamente sottile con uno rapporto spessore/corda di solo 3,36% e un allungamento alare (il rapporto tra apertura alare e corda alare media) di 2.45. I bordi d'entrata erano così sottili (0,016 in/0,41 mm) e taglienti che risultavano un pericolo per il personale di terra e dovevano essere installati dispositivi di protezione durante le operazioni a terra.
La sottigliezza delle ali richiese che i serbatoi di carburante e il carrello di atterraggio dovessero essere collocati nella fusoliera. I martinetti idraulici di azionamento degli alettoni dovevano essere di solo 1 pollice (25 mm) di spessore, per potere trovare alloggiamento. Le ali furono dotate di flap sia sul bordo d'entrata che su quello d'uscita. La piccola ala era caratterizzata da un elevato carico alare, il che causava velocità di atterraggio eccessive. Venne quindi introdotto un sistema di controllo dello strato limite (in inglese boundary layer control system - BLCS) che, utilizzando aria compressa spillata dal compressore del motore, soffiava un flusso d'aria supplementare sul bordo d'uscita dell'ala per fornire maggiore energia al flusso d'aria che investiva i relativi flap e aumentare quindi la stabilità dello strato limite. Il sistema si dimostrò fondamentale per aumentare la sicurezza degli atterraggi, ma nel contempo si rivelò un problema per la manutenzione.
Lo stabilator (stabilizzatore orizzontale completamente mobile) venne montato in cima all'impennaggio verticale per ridurre l'accoppiamento inerziale. Poiché la deriva verticale era di poco più corta della lunghezza di ogni ala e quasi altrettanto efficace aerodinamicamente, poteva comportarsi come un'ala quando si utilizzava il timone creando il fenomeno noto come Dutch roll. Per compensare questo effetto le ali vennero di progetto inclinate verso il basso con un angolo diedro negativo di 10°.
La fusoliera dello Starfighter aveva un alto rapporto di finezza (il rapporto lunghezza/larghezza), cioè si assottigliava verso il naso affilato e aveva una piccola sezione frontale. La fusoliera era completamente riempita con il radar, la cabina di pilotaggio, il cannone, carburante, il carrello di atterraggio e il motore. Questa combinazione fusoliera/ala creava le condizioni per una resistenza estremamente bassa, ad eccezione degli assetti di volo ad alto angolo d'attacco (alfa), condizione in cui la resistenza indotta diventava molto elevata. Come risultato, lo Starfighter aveva eccellenti accelerazione e velocità di salita e potenzialmente un'alta velocità massima, ma le prestazioni in virata sostenuta erano scarse. Una modifica successiva dell'F-104A/B consentì l'uso dell'impostazione di decollo per i flap fino alla velocità di Mach 0.8 / 550 nodi, il che migliorò la manovrabilità alle velocità subsoniche. Per il complesso delle sue caratteristiche aerodinamiche, l'F-104 era sensibile ai comandi ed estremamente spietato in caso di errore del pilota.

PROPULSORE

L'F-104 è stato progettato per utilizzare il motore turbogetto General Electric J79 alimentato da prese d'aria laterali con coni di aspirazione ottimizzati per le velocità supersoniche. 


Il J79 è un turbogetto a singolo albero con un compressore a flusso assiale a 17 stadi con un sistema di statori ad angolo di calettamento variabile. Un ugello a geometria variabile consentiva l'ottimizzazione della spinta e dei consumi per i diversi regimi di funzionamento. La particolare configurazione necessaria al movimento dei "petali" dell'ugello di scarico era anche responsabile del caratteristico "lamento", simile ad un ululato del vento, che compariva a determinati regimi di funzionamento, tanto da portare la NASA a soprannominare il suo F-104B "Howling Howland".
Le 10 camere di combustione tubolari erano tra loro in comunicazione e contenute all'interno di un involucro anulare, soluzione precedentemente introdotta sul J73. Fu anche il primo motore della GE ad impiegare il titanio, pur se in misura limitata, per ridurre il peso.
A differenza di alcuni aerei supersonici, l'F-104 non ha prese d'aria a geometria variabile. Il rapporto potenza-peso è eccellente e permette una velocità massima superiore a Mach 2. La velocità massima dello Starfighter è limitata più dalla struttura in alluminio e dai limiti di temperatura del compressore del motore che dalla spinta o resistenza, valori che porterebbero a una velocità massima teorica di Mach 2,2 calcolata solo dal punto di vista aerodinamico. Modelli successivi ai primi impiegarono versioni migliorate del J79, aumentando la spinta e diminuendo il consumo di carburante in modo significativo.
Venne sperimentata anche una versione denominata ZELL (zero-length launch), per un decollo assistito da un potente razzo che partiva quando il motore era già a piena potenza e col postbruciatore; questo progetto venne condotto nel 1963 presso la Edwards AFB in California dall'USAF su un aereo tedesco della Luftwaffe, lo F-104G con marche DA+102 del JBG 31 (JBG - Jagdbombergeschwader - stormo caccia bombardieri) di Norvenich; l'obiettivo era di dare all'aereo la capacità di operare lanciato da un rimorchio nel caso probabile che gli aeroporti tedeschi venissero attaccati e resi inoperativi; il rientro doveva poi avvenire su tratti di autostrada, eventualmente con l'uso del gancio di arresto.

SEGGIOLINO EJETTABILE

I primi Starfighter utilizzavano seggiolini eiettabili che uscivano dal basso della fusoliera del tipo Stanley C-1. Ciò era dovuto alla preoccupazione nei confronti dei più convenzionali sedili a espulsione verso l'alto, che si temeva non fossero in grado di evitare l'impennaggio a T che sopraggiungeva.


Questa scelta iniziale creò evidenti problemi nelle emergenze a bassa quota e 21 piloti USAF non riuscirono a salvarsi quando i loro velivoli ebbero emergenze a bassa quota. Il sedile a uscita inferiore venne presto rimpiazzato dai Lockheed C-2 a uscita verso l'alto, che erano in grado di evitare la coda, anche se avevano ancora un limite minimo di velocità dell'aereo di 104 nodi (170 km/h) per risultare efficaci. Su molti F-104 per l'esportazione il seggiolino originale venne sostituito dai Martin-Baker Mk.7 con capacità "zero-zero", cioè in grado di estrarre con successo il pilota dal velivolo, anche a quota zero e velocità pari a zero.
Durante l'anno con maggiori perdite per la Luftwaffe, il 1966, il generale Wernher Panitzki criticò le modalità di acquisizione del velivolo; venne anche introdotta una revisione al seggiolino eiettabile, che vide succedersi sui modelli in dotazione alla Luftwaffe, dopo l'iniziale Lockheed C-2, il Talley Corp 10100 con booster a razzo (incline però ad un effetto destabilizzante), poi il Martin-Baker Mk GQ7A zero-zero (sempre per quota zero, velocità zero).

AVIONICA

Il FIAR R21G/M1 Setter è il radar di bordo italiano sviluppato negli anni '80 per l'aggiornamento dei caccia Aeritalia F-104S Starfighter nel programma ASA (Aggiornamento Sistemi d’Arma):
  • Capacità Look-Down/Shoot-Down: Permette di individuare e agganciare bersagli volanti a bassa quota rispetto all'orizzonte radar, filtrando i ritorni del suolo.
  • Tecnologia MTI: Usa sistemi a sintonizzazione mobile (Moving Target Indicator) e parziale ricorso ai semiconduttori.
  • Salto di frequenza: Dispone di un sistema di cambio automatico delle frequenze per resistere alle interferenze e contromisure elettroniche.
  • Compatibilità missilistica: Rende l'aereo compatibile con i missili moderni a guida radar semi-attiva Selenia Aspide e gli infrarossi AIM-9L Sidewinder.



I primi Starfighter USAF avevano un radar basico AN/ASG-14T, il TACAN e una radio UHF AN/ARC-34. La versione cacciabombardiere, che ebbe diffusione sul mercato internazionale, venne invece dotata del radar molto più avanzato Autonetics NASARR, di un avanzato sistema di navigazione inerziale Litton LN-3 Inertial Navigation System, un semplice collimatore ad infrarossi e un computer dati aria.
Alla fine del 1960, la Lockheed, insieme con la Fiat aviazione, divenuta poi Aeritalia, sviluppò una versione più avanzata dello Starfighter, l'F-104S, ad uso dell'Aeronautica Militare italiana per il ruolo di caccia intercettore ogni-tempo. L'F-104S impiegava un radar NASARR R21-G dotato di modalità Moving target indication (MTI) e di illuminatore a onda continua per la guida dei missili a guida radar semiattiva, tra cui l'AIM-7 Sparrow e il Selenia Aspide. Il sistema aggiornato di guida dei missili obbligò a dismettere/sbarcare il cannone M61 Vulcan dello Starfighter. A metà degli anni ottanta, i rimanenti F-104S furono aggiornati allo standard ASA (Aggiornamento Sistemi d'Arma) con un radar FIAR R21G/M1, molto migliorato e più compatto.
Fu una versione costruita in Italia derivata dal Lockheed F-104 Starfighter che venne data in dotazione all'Aeronautica Militare divenendone la colonna portante dalla fine del 1960 fino agli inizi del XXI secolo. Gli F-104S furono acquisiti anche dalla Türk Hava Kuvvetleri, l'aeronautica militare della Turchia, dove rimasero in servizio fino a metà degli anni novanta. 

L’F-104S, OVVERO, LO SVILUPPO FINALE DELLA LINEA “Starfighter”.

Derivato da studi di progettazione della Lockheed su un "Super Starfighter", l'F-104S è stata una delle migliori varianti della serie F-104 e destinata ad essere l'ultima in servizio in tutto il mondo. L'F-104S (aggiornato più tardi alla variante ASA/M) è stato ritirato dal servizio in Italia nel mese di ottobre del 2004.
Il primo F-104S fu in realtà una versione modificata dalla Fiat di un RF-104G, identificato con matricola militare MM6658 e utilizzato come prototipo per gli studi aerodinamici. Il primo volo di questo prototipo venne effettuato il 22 dicembre 1966, mentre un secondo prototipo con matricola MM6660, dotato di nuovi sistemi avionici più vicini alla configurazione finale, volò il 28 febbraio 1967. Il primo esemplare di produzione, identificato dalla matricola MM6701 venne costruito dalla Aeritalia e volò il 30 dicembre 1968.
L'F-104S fu progettato per impiegare i missili AIM-7 Sparrow rinunciando al cannone M61 Vulcan presente nelle versioni precedenti. In configurazione da aereo da attacco al suolo, l'F-104S aveva nove punti d'attacco e poteva trasportare fino a sette bombe da 227 kg (500 lb) o 340 kg (750 lb), il che costituiva un sensibile miglioramento rispetto all'F-104G che poteva trasportare solo la metà di quel carico e aveva solo cinque punti d'attacco, due dei quali venivano impiegati per i serbatoi ausiliari. Teoricamente un F-104S poteva essere equipaggiato con quattro o cinque bombe, due serbatoi supplementari e due missili AIM-9, diventando un velivolo a doppio ruolo intercettore-attacco al suolo.
La nuova versione entrò in servizio a metà del 1969, con il 22º Gruppo del 51º Stormo, e in quello stesso anno, l'F-104S accumulò 460 ore di volo.
L'Aeronautica Militare acquistò 205 esemplari dell'aereo, tutti consegnati tra il 1969 e il 1979, con il 100° aereo consegnato nel gennaio 1973 e il 200° nel maggio 1976.
L'F-104S è stato costruito in due varianti: una come intercettore armato solo di missili AIM- 7 Sparrow e, quindi privo del cannone M61 Vulcan, l'altra come cacciabombardiere, con il cannone in dotazione e la capacità di trasportare bombe e altri ordigni aria-superficie. Le varianti erano intercambiabili, il che non rende semplice stabilire quanti velivoli sono stati costruiti o ricostruiti secondo le due diverse specifiche.
In Italia il rombo del reattore del velivolo venne battezzato "il lamento del contribuente". Questa allegoria accostava il particolare rombo del motore alla moltitudine di polemiche levate dall'opinione pubblica, in relazione ad un velivolo considerato obsoleto e dagli elevati costi di manutenzione, peraltro con un periodo di servizio prolungato ad in Italia fino al 2004.
L'ultimo incidente grave verificatosi ad un F-104S in servizio attivo è stato quello del 2 maggio 2002 sull'aeroporto militare di Leeuwarden (Olanda), in cui l'F-104S dell'AMI con matricola militare MM6778 del 9º Stormo (9°-40) si schiantò sulla pista dopo un'esercitazione a Florennes (Belgio) nell'ambito del TLP 2002.

LE VERSIONI AGGIORNATE

  • ASA (Aggiornamento Sistemi d'Arma). Sviluppato nel 1986, ha introdotto un radar Fiar Setter, con capacità di "look down" e compatibile con il missile Selenia Aspide. Gli AIM-9L furono quindi usati come armamento principale, sostituendo la precedente versione "B" e "F" di questo missile, mentre i vecchi AIM-7 vennero mantenuti in alcuni gruppi da caccia. Un AIM-7 veniva solitamente trasportato sotto ogni ala. In totale 147 F-104S sono stati aggiornati seguendo il programma ASA con una spesa di circa 600 miliardi di lire. L'ultimo F-104 S-ASA è stato consegnato all'inizio degli anni '90.
  • ASA-M (Modificato). Questo aggiornamento del 1997 (inizialmente noto come aggiornamento "ECO", Estensione Capacità Operative) si è concentrato sul miglioramento dell'affidabilità con l'integrazione di nuovi apparati nell'avionica, di alcuni irrobustimenti strutturali e alcuni interventi sul motore, e ha coinvolto 49 velivoli F-104S-ASA e 15 TF-104G (biposto).

ARMAMENTO MISSILISTICO

L'Aspide è un missile superficie-aria e aria-aria a medio raggio, con guida radar semiattiva, sviluppato originariamente dall'azienda italiana Selenia (poi confluita in Alenia e successivamente in MBDA) a partire dalla fine degli anni ’60:
  • Origine: Italia.
  • Tipo: Missile aria-aria e terra-aria / terra-superficie a medio raggio.
  • Guida: Radar semiattivo a monopulsa.
  • Velocità massima: Mach 3.
  • Gittata: Fino a 25 km nella versione superficie-aria.
  • Peso: Circa 220 kg.
  • Derivazione: Pur condividendo l'aspetto esteriore e la cellula originaria con l'americano AIM-7 Sparrow, l'Aspide è un progetto profondamente rinnovato con elettronica e componentistica interamente italiane. 
  • Albatros: Il sistema missilistico navale superficie-aria che impiega i missili Aspide imbarcati su Unità navali di numerose marine militari. 
  • Spada e Skyguard: Sistemi di difesa aerea terrestri a corto/medio raggio impiegati per la protezione di punti sensibili o basi. 
  • Aspide 2000: Versione modernizzata con prestazioni migliorate per la difesa di area.
L'Aspide, che prende il nome dal serpente aspide, è un missile aria-aria e terra-aria a medio raggio di fabbricazione italiana, prodotto da Selenia e dai suoi successori, Alenia Aeronautica e MBDA. 







Fu sviluppato negli anni '70 per sostituire gli AIM-7 Sparrow, prodotti su licenza e allora in uso sugli intercettori F-104S Starfighter dell'Aeronautica Militare Italiana. È simile nell'aspetto allo Sparrow, con le versioni originali che condividono la cellula e utilizzano tutte un sistema di guida radar semiattivo simile. Questa somiglianza estetica, unita alla produzione su licenza degli Sparrow da parte di Selenia, ha fatto sì che la stampa non italiana si riferisse spesso al missile come a una variante dello Sparrow.
Rispetto allo Sparrow, l'Aspide è dotato di un sistema di ricerca monopulse inverso, molto più preciso e meno suscettibile alle contromisure elettroniche (ECM). L'Aspide presenta inoltre una nuova elettronica, una nuova testata e un nuovo motore più potente. Il sistema idraulico a circuito chiuso è stato sostituito a quello a circuito aperto dello Sparrow, conferendo all'Aspide una migliore manovrabilità a lungo raggio. Le versioni terra-aria del missile hanno ulteriormente modificato queste caratteristiche, sostituendo le originali ali triangolari con una nuova versione a delta troncato, al fine di ridurre le dimensioni dei contenitori di lancio. 
Un progetto simile è quello dello Skyflash britannico , entrato in servizio all'incirca nello stesso periodo. Anche la flotta Sparrow statunitense ha aggiunto un sistema di ricerca a monopulso inverso con il missile AIM-7M nel 1982.
L'Aspide, nelle sue varie versioni, è stato utilizzato sia nel ruolo aria-aria, trasportato dagli F-104 dell'Aeritalia dopo l'aggiornamento ASA, sia nel ruolo terra-aria da installazioni sia terrestri che navali. Nel primo ruolo è stato sostituito dall'AIM -120 AMRAAM e dall'MBDA Meteor, nel secondo ruolo dall'MBDA Aster. I lanciatori navali dell'Aspide possono essere adattati per lanciare il Sea Sparrow semplicemente sostituendo una singola scheda elettronica.
A metà degli anni '80, la Cina importò un piccolo lotto di Aspide Mk. 1 dall'Italia, quindi firmò un accordo con Alenia per produrre il missile localmente su licenza. Nel 1989, la Cina produsse il suo primo lotto di missili Aspide Mk. 1 utilizzando parti importate dall'Italia. Tuttavia, a causa dell'embargo sulle armi imposto dalla CEE dopo le proteste e il massacro di Piazza Tiananmen del 1989, la Cina non fu in grado di acquistare ulteriori kit Aspide.  Successivamente la Cina sviluppò una propria famiglia di missili basata sull'Aspide Mk. 1, con versioni terra-aria designate HQ-6 e una versione aria-aria designata PL-11. Il motore a razzo dell'Aspide è attualmente prodotto dal produttore di missili turco Roketsan. Pesa circa 75 kg e produce una spinta di 50 kN per 3,5 s.

SIDEWINDER AIM-9L

L'AIM-9 Sidewinder è un missile aria-aria (in inglese: AAM - air to air missile) a corto raggio dotato di sistema di guida autocercante a ricerca infrarossa di sorgenti di calore, dalle quali è attirato, inseguendo il bersaglio. 


Sviluppato e prodotto negli Stati Uniti d'America e utilizzato da molti tipi di aerei da combattimento, deve il suo nome, Sidewinder (cioè crotalo ceraste), dall'omonimo serpente a sonagli che è in grado di percepire le proprie prede attraverso il calore corporeo che emanano. Il Sidewinder è stato il primo missile guidato aria-aria a effettuare un abbattimento nel 1958.
Le ultime varianti di produzione sono attualmente in servizio presso molte aviazioni militari e il progetto originale è stato utilizzato per diverse copie estere.
L'AIM-9L introduceva un nuovo sistema di guida che faceva di questo missile un ordigno veramente all-aspect (ALASCA, ALl ASpect CApability) cioè lanciabile contro un bersaglio diretto in qualsiasi direzione, non solo in coda. La testata, con 9,4 kg di esplosivo a frammentazione circondato da barrette preformate di metallo, era integrata da un detonatore di prossimità che impiegava un anello di laserdiodi di arseniuro di gallio e corrispondenti fotodiodi. Se il bersaglio era abbastanza vicino da riflettere la luce emessa ai fotodiodi, la testata si innescava. Questo sistema ottico migliorava la resistenza del missile alle contromisure elettroniche (ECM). Il motore era potenziato ed il sistema di ricerca era raffreddato da un nuovo impianto ad Argon.

CARATTERISTICHE GENERALI (F-104 G):
  • Equipaggio: 1
  • Lunghezza: 54  piedi e 8  pollici (16,66  m)
  • Apertura alare: 21  piedi e 9  pollici (6,63  m)
  • Altezza: 4,11 m ( 13  piedi e 6 pollici)  
  • Superficie alare: 196,1 piedi  quadrati  (18,22  m² )
  • Profilo alare: biconvesso 3,36% alla radice e all'estremità
  • Peso a vuoto: 14.000  libbre (6.350  kg)
  • Peso massimo al decollo: 29.027  libbre (13.166  kg)
  • Propulsore: 1 × turbogetto General Electric J79  con postbruciatore, spinta a secco 10.000 lbf (44  kN), spinta con postbruciatore  15.600  lbf (69 kN). 

Prestazioni
  • Velocità massima: 1.528  mph (2.459  km/h, 1.328  nodi)
  • Velocità massima: Mach 2
  • Raggio d’azione: 420  miglia (680  km, 360  miglia nautiche)
  • Autonomia di trasferimento: 1.630  mi (2.620  km, 1.420  nmi)
  • Tangenza di servizio: 73.000  piedi (22.000  m)
  • Velocità di salita: 48.000  piedi/min (240  m/s) Inizialmente
  • Rapporto sollevamento/trascinamento: 9,2
  • Carico alare: 105  lb/sq  ft (510  kg/m2 )
  • Rapporto spinta/peso: 0,54 con peso massimo al decollo (0,76 a pieno carico).

Armamento
  • Cannoni: 1 cannone rotante a 6 canne M61A1 Vulcan da 20 mm (0,787 pollici) , 725 colpi
  • Punti d’attacco esterni: 7 con una capacità di 4.000  lb (1.800  kg), con predisposizione per il trasporto di combinazioni di: Missili: 4 × AIM-9 Sidewinder o ASPIDE-1A;
  • Altro: bombe, razzi o altri materiali.










IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, WIKIPEDIA, You Tube)







































 

mercoledì 27 maggio 2026

Svenska marinen o semplicemente Marinen 2030: la precaria situazione della sicurezza in Europa ha indotto la Svezia a scegliere il progetto delle fregate francesi FDI, già in fase di produzione, che sarà però equipaggiato con sistemi d'arma svedesi. La Svezia ha prevede di ricevere la classe delle nuove fregate “HMS Luleå” a partire dal 2030.











https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.










Svenska marinen o semplicemente Marinen

La Svenska marinen o semplicemente Marinen (in svedese "Marina svedese") è l'attuale marina militare della Svezia, componente navale delle forze armate svedesi; tradizionalmente la data di fondazione della marina svedese è fissata al 7 giugno 1522, appena un anno dopo la dissoluzione dell'Unione di Kalmar e la proclamazione dell'indipendenza della Svezia.


La marina svedese è prima di tutto una forza di difesa, incaricata di proteggere la costa e le acque territoriali svedesi da minacce esterne, come pure di garantire la sovranità svedese sulla propria zona economica esclusiva; la Svenska marinen è tuttavia pienamente capace di operare al di là dei confini nazionali, e recentemente unità navali svedesi hanno preso parte alle missioni UNIFIL in Libano (2006) ed EUNAVFOR Atalanta al largo delle coste della Somalia (2008).
Alle navi della marina svedese viene assegnato il prefisso "HMS", abbreviazione di Hans / Hennes majestäts skepp (nave di Sua Maestà).



La Svezia ha scelto la sua futura nave da combattimento di superficie, la classe Luleå, la più grande degli ultimi decenni, nella forma della fregata francese FDI. 

Il design insolito, con la prua invertita, ha prevalso sulle navi da guerra rivali del Regno Unito (una nave basata sulla fregata Type 31) e della Spagna (la nuovissima fregata ALFA 4000).
L'annuncio è stato dato di recente sul ponte della corvetta stealth di classe Visby, la Härnösand. La classe Visby è attualmente la più grande unità di superficie da combattimento in dotazione alla Marina svedese, ma sarà presto superata in dimensioni dalla classe Luleå. Mentre la classe Visby ha un dislocamento di 705 tonnellate e una lunghezza di 72 metri, il progetto francese ha un dislocamento di 4.390 tonnellate e una lunghezza di 122 metri.
L'organizzazione svedese per gli appalti della difesa, ha scelto il progetto francese principalmente per i suoi avanzati sistemi di combattimento integrati e per la maturità del progetto stesso. Il primo esemplare destinato alla Marina francese ha iniziato le prove in mare alla fine del 2024.
In terzo luogo, la Svezia ha tenuto conto della velocità di consegna. Quest'ultimo punto riflette l'urgenza della richiesta, poiché il Paese mira a ricostruire la propria potenza navale dopo l'adesione alla NATO e a contrastare la rinnovata assertività russa.
Sebbene la Svezia fosse da tempo alla ricerca di una nave da guerra di nuova generazione che succedesse alla classe Visby, inizialmente aveva previsto un progetto più modesto, con quattro corvette per la difesa aerea derivate dalla Visby. Da allora, l'invasione russa su vasta scala dell'Ucraina e l'adesione della Svezia alla NATO hanno cambiato radicalmente il panorama della sicurezza.
Quando presentò per la prima volta la sua proposta per la fregata FDI nell'ambito del programma, la Francia si offrì di fornire alla Svezia la prima nave da guerra completamente equipaggiata entro il 2030, una tempistica decisamente ambiziosa. A differenza delle offerte concorrenti, Naval Group sta già costruendo le navi da guerra FDI – acronimo di Frégate de Défense et d'Intervention, ovvero fregate di difesa e intervento – presso il suo cantiere navale di Lorient. 

La Svezia prevede di ricevere una nave all'anno a partire dal 2030.

Nonostante la scelta di un progetto estero già esistente, la Svezia ne trarrà benefici industriali, grazie al coinvolgimento di aziende locali del settore della difesa, in particolare Saab, nell'allestimento delle navi da guerra.
Il Primo Ministro svedese Ulf Kristersson ha salutato oggi la scelta della nuova nave da guerra come un "triplicamento delle difese aeree svedesi terrestri e di superficie". Ci si aspettava fin dall'inizio che le fregate si concentrassero in gran parte sulle capacità di guerra antiaerea, un aspetto di crescente interesse per la Marina svedese e la cui importanza è stata sottolineata dai recenti conflitti.
Per la Svezia in particolare, una nuova fregata con capacità di difesa antiaerea potenziate sarà in grado di proteggere meglio se stessa, altre navi e persino le zone costiere o le isole dalle minacce aeree. L'enorme numero di aerei con equipaggio, droni e missili che la Russia potrebbe potenzialmente schierare in un conflitto che coinvolga la Svezia è stato motivo di notevole preoccupazione anche prima dell'adesione del paese alla NATO.



La classe Luleå sostituirà alcuni dei sistemi di combattimento francesi originali presenti sulla fregata base della FDI con apparecchiature di produzione locale.

Tuttavia, per il suo ruolo cruciale nella difesa aerea, il ministro della Difesa svedese Pål Jonsson ha confermato che la classe Luleå sarà armata con due tipi di missili del programma paneuropeo MBDA. Il primo è l'Aster 30, che, come abbiamo descritto in passato, è l'arma antiaerea principale della FDI francese. Nella sua configurazione base, lo scafo della FDI può ospitare 16 missili Aster in una coppia di lanciatori a otto celle; le unità successive potranno trasportarne 32 raddoppiando il numero di lanciatori.
L'Aster 30 è in grado di ingaggiare bersagli a oltre 75 miglia di distanza.  I recenti miglioramenti  apportati all'Aster 30 includono  il potenziamento delle sue capacità contro i missili balistici antinave  (ASBM), una tipologia di minaccia relativamente nuova.


L'Aster 30 sarà affiancato dal CAMM-ER, la versione a lungo raggio del  Common Anti-air Modular Missile (CAMM-ER), che verrà installato sulle cinque  corvette di classe Visby  per ampliarne le capacità di difesa antiaerea. 

Il missile terra-aria CAMM-ER è in grado di ingaggiare un'ampia varietà di minacce fino a una distanza di circa 25 miglia (40 km).


Per quanto riguarda i missili antinave, le navi svedesi saranno equipaggiate con i missili RBS 15 di produzione locale, al posto degli MM40 Exocet presenti sulle navi francesi.
Oltre all'elicottero di bordo, la potenza di fuoco ASW sarà affidata al siluro svedese Torped 47 al posto del MU90. Questo nuovo siluro leggero è stato recentemente testato dalla Marina svedese, con lanci da una corvetta e durante esercitazioni a fuoco vivo da un sottomarino.



Grazie alla sua lunga esperienza nell'artiglieria navale, la Svezia fornirà il cannone Bofors da 57 mm al posto dell'OTO da 76 mm, mentre il Bofors 40 Mk 4 sarà utilizzato come sistema d'arma a corto raggio (CIWS) in sostituzione del missile RIM-116 Rolling Airframe Missile  (RAM) a 21 tubi. Il Bofors 40 Mk 4 può sparare munizioni Bofors 3P (pre-frammentate, programmabili, con spoletta di prossimità), che possono essere programmate in sei diverse modalità per fornire
un effetto ottimizzato contro diversi bersagli, comprese le esplosioni aeree contro i droni.
I cannoni di calibro inferiore saranno installati nella forma delle stazioni d'arma a controllo remoto (RWS) Saab Trackfire da 12,7 mm, in sostituzione dei Lionfish da 20 mm o dei Narwhal da 20 mm.


Allo stato attuale, sembra che il sistema di gestione del combattimento SETIS di fabbricazione francese verrà mantenuto sulle navi da guerra svedesi e non sostituito con un equivalente locale, come il Saab 9LV. 

Tuttavia, secondo alcune fonti, il radar Sea Giraffe 1X, della stessa azienda, verrà incluso nell'array di sensori. Ciò sostituirebbe il radar Thales Sea Fire originariamente previsto nel progetto di base della FDI e estenderebbe la sorveglianza della difesa aerea a una distanza considerevole.
La scelta di un progetto francese già esistente consentirà alla Svezia di condividere parte dei costi del programma con altri operatori. Oltre alla Francia, anche la Grecia ha ordinato il progetto FDI, e tra i potenziali clienti figura anche la Danimarca, paese confinante con la Svezia. Allo stesso tempo, l'impiego di navi da guerra di progettazione comune o molto simile migliora l'interoperabilità, soprattutto durante le operazioni congiunte.

La decisione consolida ulteriormente anche il rapporto militare tra Francia e Svezia. 

Accogliendo con favore la scelta svedese, il presidente francese Emmanuel Macron ha ribadito che essa riflette la crescente partnership in materia di difesa, che ha visto anche la Francia selezionare il sistema di allerta precoce e controllo aviotrasportato (AEW&C) Saab GlobalEye per sostituire la sua flotta di E-3F Sentry AWACS, nonché la partecipazione svedese alla deterrenza avanzata. Quest'ultima si riferisce al dispiegamento avanzato in Svezia di caccia francesi Rafale a capacità nucleare, mentre i membri europei della NATO cercano di  rafforzare le proprie capacità di deterrenza  indipendentemente dagli Stati Uniti.
Per la Marina svedese, la principale area operativa è stata il teatro baltico, una zona di rinnovata rilevanza strategica, in quanto teatro di attività militari russe regolari e talvolta ostili, sia  marittime che aeree, e sempre più spesso anche nella "zona grigia" o nella guerra ibrida.
Secondo i piani, una volta che le nuove fregate HMS Luleå arriveranno, a partire dal 2030, le migliori capacità di queste potenti unità non solo rafforzeranno le operazioni della Marina svedese nella sua tradizionale area operativa del Baltico, ma anche nella più ampia regione del Nord Atlantico, riflettendo le crescenti ambizioni militari della Svezia man mano che si afferma come membro a pieno titolo della NATO.

L'Amiral Ronarc'h è una nuova classe di fregate francesi di primo rango destinata a integrare la classe Aquitaine. 

Il programma è noto come Frégate de Défense et d'Intervention (Fregata di Difesa e Intervento) o FDI, precedentemente denominata Frégate de Taille Intermédiaire (Fregata di Taglia Media) o FTI. Il programma è stato avviato nel 2015 per la produzione della classe. A febbraio 2022, cinque navi erano state ordinate per la Marina francese. L'Amiral Ronarc'h, la nave capoclasse, dovrebbe entrare in servizio nel 2026. Nel 2021, tre unità sono state ordinate dalla Grecia per la Marina ellenica e costituiscono la classe Kimon. L'ammiraglio Ronarc'h, la nave capoclasse, è stata impostata il 17 dicembre 2021. La messa in servizio della nave da guerra era stata pianificata a partire dal 2024, ma è stato riferito che i ritardi nell'allestimento e nelle prove in mare avrebbero spostato tale data, così come il suo ingresso in servizio completo, al 2026. 

Sviluppo

Il programma per le fregate di medie dimensioni (FTI) è nato in risposta all'esigenza di quindici fregate di prima classe per consentire alla Marina francese di operare in una zona di crisi, come raccomandato nel Libro bianco sulla difesa e la sicurezza nazionale del 2013. Le cinque navi FTI si sarebbero quindi aggiunte alle dieci fregate multiruolo FREMM (classe Aquitaine) e di classe Horizon.
Il ministro della Difesa Jean-Yves Le Drian ha annunciato il lancio del programma delle cinque navi il 29 maggio 2015 presso la base dell'aviazione navale di Lann-Bihoué. Nel 2021 è stato riferito che i lavori sulla seconda e terza fregata della serie sarebbero stati accelerati con il primo taglio dell'acciaio per i moduli della seconda nave della classe previsto per ottobre. 
Le FTI, di dimensioni contenute, corrisponderebbero meglio alle esigenze dei mercati di esportazione secondo la Direction générale de l'armement (DGA; in italiano: Direzione Generale degli Armamenti) e consentirebbero inoltre di mantenere le capacità di sviluppo e produzione dei cantieri navali francesi. 
Queste navi sostituiranno gradualmente le fregate di classe La Fayette, nel ruolo di fregate di primo rango, sostituendo tutte e cinque le fregate di quella classe entro il 2035. Nel frattempo, è in corso un ammodernamento di tre navi della classe La Fayette per estenderne la vita utile fino ai primi anni 2030. Nel novembre 2022 è stato annunciato che le prime due fregate FDI (Amiral Ronarc'h e Amiral Louzeau) sarebbero state basate a Brest. 
La FDI avrà significative capacità antiaeree con radar ad antenna attiva e aerei fissi, capacità ASW (elicottero e sonar trainato) e avrà un dislocamento da 4.000 a 4.500 tonnellate (da 3.900 a 4.400 tonnellate lunghe). Nel 2025, Yannick Chenevard, membro del Comitato per la Difesa Nazionale e le Forze Armate responsabile del bilancio della marina, ha indicato che la quarta e la quinta FDI della marina francese avrebbero incorporato capacità migliorate tra cui 32 silos per missili superficie-aria Aster invece di 16. È stato anche indicato che ciò sarebbe stato retrofittato nelle prime tre fregate francesi negli anni 2030 e che tutte le navi della classe avrebbero ricevuto 2 × 2 missili antiaerei di difesa puntuale Sadral Mistral Simbad-RC (installati dalla costruzione o retrofit in un secondo momento) per aiutare ad affrontare la crescente minaccia posta dai droni. 
Il Ministero della Difesa francese ha annunciato il 21 aprile 2017 l'assegnazione di un contratto alla DCNS per lo sviluppo e la costruzione di cinque fregate di medie dimensioni (FTI) destinate alla Marina francese. 

Le fregate saranno equipaggiate con sistemi elettronici e sensori sviluppati da Thales e missili Aster 30:
  • Il radar multifunzione completamente digitale SEA FIRE con quattro antenne fisse, che soddisferà i requisiti di una vasta gamma di missioni, dall'autodifesa navale alla difesa aerea estesa, e può impiegare MBDA Aster 15/30. Il primo radar SEA FIRE è stato consegnato per l'integrazione nella prima fregata nell'aprile 2021. 
  • La versione compatta del sonar a schiera trainata CAPTAS-4 offre le stesse prestazioni di rilevamento a lunghissimo raggio della versione originale del CAPTAS-4 con un peso inferiore del 20% e un ingombro ridotto di quasi il 50%. 
  • Il sistema di comunicazioni digitali integrato Aquilon e un IFF (Identificazione Amico o Nemico) associato al radar SEA FIRE. 
  • Il sistema SENTINEL, un sistema avanzato di guerra elettronica digitale costruito attorno a un'architettura modulare. 

La FDI era una delle quattro finaliste in fase di valutazione da parte della Marina Reale Norvegese (RNoN) come sostitute delle sue fregate di classe Fridtjof Nansen. La RNoN intendeva acquistare cinque navi (con un'opzione per l'acquisto di una sesta). Nell'agosto 2025, la Norvegia decise invece di acquistare cinque fregate Type-26, da costruire nel Regno Unito.

Esportazioni confermate

Grecia

Nel settembre 2021, la Grecia ha firmato un accordo con il gruppo francese Naval Group per l'acquisto di tre fregate FDI HN con un'opzione per una terza per la Marina ellenica nell'ambito di un pacchetto di difesa da 5 miliardi di dollari. La versione da esportazione FDI HN è anche nota come fregata di classe Belharra. 
È stato riferito che le navi della Marina ellenica avrebbero avuto un armamento più esteso, in grado di trasportare fino a 32 missili di difesa aerea Aster-30. Ciò consentirà alla Marina ellenica di operare con tre navi dotate di 32 missili di difesa aerea più 21 missili di difesa puntuale in un lanciatore Mk31 a 21 celle di missili superficie-aria RAM Block 2B , 8 missili antinave Exocet Block 3, 2 lanciatori doppi di siluri MU90 e sistemi di lancio di esche SYLENA Mk1 (DLS) per esche antisiluro CANTO. Due delle navi, destinate alla Marina francese nel 2025, saranno ora consegnate alla Marina ellenica. La data dell'accordo di costruzione era prevista per la fine del 2021 o l'inizio del 2022. 
Nel dicembre 2021 è stato riferito che Francia e Grecia avevano firmato un accordo per la costruzione, con il contratto effettivo per la costruzione delle navi firmato il 24 marzo 2022. Nel febbraio 2022, documenti pubblicati dal Parlamento greco indicavano che inizialmente le prime due fregate per la Marina ellenica sarebbero state equipaggiate in modo simile alle loro controparti francesi in una configurazione "Standard-1" (con 16 celle Sylver A50). Entro il 2027 le due navi sarebbero state aggiornate a una configurazione "Standard-2" con 32 celle A-50 e con il RAM Block 2B. La terza fregata della Marina ellenica sarebbe stata costruita fin dall'inizio nella configurazione "Standard-2". 
Secondo la Marina ellenica, le navi prenderanno il nome da tre grandi ammiragli dell'antica Grecia: Cimone (in greco: Κίμων, romanizzato:  Kimon), Nearco (Νέαρχος, Nearchos) e Formio (Φορμίων, Formion). Questi nomi erano stati precedentemente utilizzati per i cacciatorpediniere ex-statunitensi di classe Charles F. Adams in servizio con la Marina ellenica dal 1991 al 2004. 
Dal 2022 sono stati firmati 70 contratti con società greche che partecipano alla costruzione delle fregate, coinvolgendo navi sia per la marina greca che per quella francese. Oltre ad altri contratti, i contratti relativi alla costruzione di blocchi pre-allestiti nei cantieri navali di Salamina e alla spedizione in Francia per l'assemblaggio, iniziano dalla terza fregata greca e coinvolgono sia fregate greche che francesi. Nel maggio 2025 è stato firmato un memorandum d'intesa con Hellenic Aerospace Industry sull'integrazione dei sistemi anti-droni (C-UAS) di quest'ultima a bordo delle fregate. 
Nel 2024 si decise di modificare la sequenza di produzione riassegnando la quarta e la quinta unità della serie. La quarta unità (la precedente Amiral Louzeau - D661), precedentemente assegnata alla Francia, sarebbe stata invece assegnata alla Grecia, mentre la quinta unità della serie (la precedente Formion - F603), precedentemente assegnata alla Grecia, sarebbe stata destinata alla Marina francese. Ciascuna unità sarebbe stata rinominata di conseguenza. Non era chiaro come questa riassegnazione potesse influire sull'intento originario di costruire la terza FDI greca in una configurazione "Standard-2" migliorata. 
PN1 (F601 Kimon ) consegnato in uno Standard 2 "ibrido" (essenzialmente Standard 1 con i sistemi installati ma non attivati) il 18 dicembre 2025 in Francia.  Diventerà Standard 2 e 2+, due anni dopo il 31 ottobre 2027 e Standard 2++ il 30 settembre 2029 tutto in Grecia. PN2 (F602 Nearchos ) sarà consegnato in Standard 2 completo un anno dopo il 31 ottobre 2026 in Francia. Diventerà Standard 2+ il 31 gennaio 2028 e Standard 2++ il 30 aprile 2029 in Grecia. PN3 (F603 Formion ) sarà consegnato in Standard 2+ completo il 30 aprile 2027 in Francia e diventerà Standard 2++ il 30 giugno 2029 in Grecia. Il treno PN4 (F600 Themistokles ) sarà consegnato in Francia nella sua versione completa Standard 2+ il 31 dicembre 2028 e in Grecia raggiungerà la versione Standard 2++ il 31 marzo 2030.

Svezia

La Marina svedese prevede di acquisire quattro nuove unità di superficie specializzate nella difesa aerea e nella guerra antisommergibile tra il 2030 e il 2035. Il piano iniziale prevedeva che la cosiddetta fregata di classe Luleå fosse un progetto completamente nuovo della Saab , ma a causa dei tempi ristretti per la messa in servizio delle navi, si sta ora valutando un acquisto "pronto all'uso". Nel giugno 2025, Francia e Svezia hanno firmato una tabella di marcia per la cooperazione in materia di difesa che ha posizionato la fregata FDI come candidata per la classe Luleå . L' Amministrazione svedese per i materiali della difesa (FMV) ha successivamente confermato di star valutando il potenziale acquisto di navi da diversi fornitori. Nel maggio 2026, la Svezia ha annunciato l'acquisto di fregate FDI con consegne previste a partire dal 2030.
Sebbene le navi saranno costruite da Naval Group in Francia, saranno dotate di numerosi sistemi d'arma e sensori svedesi come il missile antinave Saab RBS 15, il siluro SLWT, il radar Giraffe 1X e la stazione d'arma remota Trackfire, insieme ai cannoni navali Bofors 57 e 40 mm di BAE Systems. Saranno inoltre armate con missili MBDA CAMM-ER . Saranno anche sottoposte a manutenzione in Svezia. 

Potenziali esportazioni

Indonesia

Nel maggio 2024, la Francia ha offerto all'Indonesia la fregata FDI in una configurazione multi-missione completa. L'offerta comprendeva la possibilità di produzione locale, l'inclusione di missili Aster 15/30, il sistema di gestione del combattimento SETIS, un radar AESA, una garanzia di esenzione dalle restrizioni ITAR e un periodo di costruzione di 36 mesi. A seconda delle esigenze dell'Indonesia, la FDI può essere equipaggiata con diverse reti di collegamento dati tattico, come Link 11, Link 16, Link 22 e Link Y. Durante la presentazione all'Indonesia, una diapositiva mostrava una variante della Belharra con trentadue celle del sistema di lancio verticale Sylver con missili Aster 15/30, CIWS, cannone da 76 mm e otto missili Exocet MM40 Block 3. È stato inoltre proposto un programma completo di formazione e addestramento per il personale della Marina indonesiana (TNI AL) che sarà responsabile della gestione della nave. L'offerta specificava che la prima FDI destinata all'Indonesia avrebbe potuto essere costruita in Francia entro trentasei mesi. PT PAL Indonesia si occuperebbe della costruzione dei successivi investimenti diretti esteri a livello locale. 
Analogamente all'approccio adottato con Scorpène Evolved, anche la Francia si dimostra ricettiva al concetto di produzione locale completa a partire dalla prima nave. 

Danimarca

La Marina danese prevede di acquisire tre nuove unità di superficie specializzate nella difesa aerea. Nel gennaio 2026, la Marina francese ha effettuato una visita commerciale a Copenaghen.








IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, TWZ, Navylookout, WIKIPEDIA, You Tube)