mercoledì 19 novembre 2025

Luftwaffe (Bundeswehr) 2025 - 2030: il gruppo svedese Saab ha ricevuto due ordini da Airbus Defence and Space per la suite di sensori "Electronic Warfare" (EW) denominata Arexis per equipaggiare gli Eurofighter tedeschi EK Block5.











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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.







Luftwaffe (Bundeswehr)

La Luftwaffe (arma dell'aria – pronuncia: ˈlʊftvafə) è l'attuale aeronautica militare della Repubblica Federale Tedesca e parte integrante della Bundeswehr, le forze armate tedesche.


Dopo la seconda guerra mondiale, l'aviazione civile tedesca venne severamente ridotta, e quella militare fu completamente vietata fino all'ingresso della Germania Ovest nella NATO, negli anni cinquanta. Nel corso dei decenni seguenti, la Luftwaffe venne equipaggiata principalmente con aerei statunitensi fabbricati in Germania su licenza. Durante gli anni sessanta la crisi degli Starfighter fu un grosso problema per la politica tedesca, in quanto molti caccia Lockheed Corporation F-104 si schiantarono dopo essere stati modificati per adattarsi alle esigenze della Luftwaffe.
Le "Luftstreitkräfte" (Forze aeree) della Germania Est utilizzarono aerei di fabbricazione sovietica, ed erano di gran lunga superiori a quelli degl'altri Paesi del Patto di Varsavia.
Dopo la riunificazione vennero acquisiti dalla Germania unita, ma messi fuori servizio a causa dei tagli al bilancio degli anni seguenti e venduti a paesi dell'Europa dell'est, a parte il MiG-29 che continuò a restare in servizio nella "nuova" Luftwaffe.
Dagli anni settanta la Luftwaffe della Germania Ovest e in seguito della Germania unita ha perseguito attivamente la costruzione di un aereo da combattimento europeo con il Panavia Tornado e recentemente con l'Eurofighter.
Nel 1999, per la prima volta dal 1945 la Luftwaffe venne ingaggiata in operazioni di combattimento come parte della forza NATO impegnata nella guerra contro la Jugoslavia durante il conflitto in Kosovo. Il ruolo della Luftwaffe fu limitato al supporto, ad esempio con la soppressione delle difese aeree nemiche (SEAD).


Nessun aereo della Luftwaffe fu perso durante questa campagna, ma il ruolo dell'aviazione tedesca si dimostrò controverso in Germania, a causa del forte sentimento ancora presente nella popolazione, che si oppone all'uso della forza da parte della Germania nelle questioni internazionali.





Electronic Warfare" (EW) SAAB “Arexis”

Di recente, il gruppo della difesa svedese Saab ha ricevuto due ordini da Airbus Defence and Space per la suite di sensori "Electronic Warfare" (EW) denominata Arexis per equipaggiare gli Eurofighter tedeschi. 
Il valore totale degli ordini ammonta a circa 549 milioni di euro per il periodo di consegna dal 2025 al 2028. Il primo ordine riguarda la continuazione del contratto firmato nel marzo 2024 con Airbus Defence and Space per l'integrazione della suite di sensori Arexis-EW per l'Eurofighter EK (combattimento elettronico). Il valore dell'ordine è di circa 291 milioni di euro. Il secondo incarico comprende la tecnologia AI sia di Saab che del suo partner strategico Helsing; il valore dell'appalto è di circa 258 milioni di euro ed è soggetto all'approvazione delle autorità.
Il nuovo contratto rafforza ulteriormente la cooperazione svedese-tedesca; “Arexis è uno dei sensori e sistemi di disturbo completamente digitali più avanzati disponibili sul mercato", ha dichiarato Micael Johansson, presidente e amministratore delegato di Saab. Il sistema migliorerà il rilevamento della situazione e la sopravvivenza degli Eurofighter EK sul campo di battaglia moderno, ha continuato il manager.
Il sistema Arexis di Electronic Warfare sarà installato a bordo di 15 Eurofighter EK che saranno acquisiti dalla Luftwaffe per compiti Electronic Combat/Reconnaissance; gli stessi sono destinati a prendere il posto degli attuali Tornado ECR in servizio dagli anni Novanta.
Il programma per questa particolare variante dell’Eurofighter sarà guidato da Airbus mentre la tedesca Hensoldt fornirà i sistemi di attacco elettronico basati sul pod Kalaetron Attack.
Saab descrive l’Arexis come un sistema EW modulare che utilizza hardware e software avanzati, inclusi algoritmi AI di fascia alta per assicurare prestazioni superiori in ambienti elettromagnetici complessi.
Per il programma degli Eurofighter da attacco elettronico è prevista la collaborazione tra Saab ed Helsing, specialista del settore Intelligenza Artificiale, con buona parte della commessa che sarà svolta direttamente in Germania presso il sito bavarese dell’industria svedese.
A inizio maggio 2025 Saab ha avviato le prime consegne di una variante della suite di sensori EW AREXIS ad Airbus, in vista della sua prevista integrazione sugli Eurofighter TYPHOON EK della Luftwaffe. Le consegne – di cui, per il momento, non sono stati resi noti i numeri esatti – sono in linea con il contratto firmato lo scorso anno per la fornitura ad Airbus di 15 sistemi.
A partire dal 2030, la Luftwaffe prevede di introdurre i 15 Eurofighter EK (Elektronischer Kampf) nella nuova configurazione; i velivoli di che trattasi sono progettati per ruoli di SEAD/DEAD ed escort jamming come parte di un sistema di sistemi di attacco elettronico aeroportato, comprendente velivoli jammer stand-off ed effettori EW/ECM stand-in senza pilota, in sostituzione dei TORNADO ECR (Electronic Combat/Reconnaissance).
La suite, denominata anche “Invisible Wingman”, deriva dal sistema AREXIS presente sui caccia JAS-39E GRIPEN dell'Aeronautica Svedese e costituirà il fulcro dell’EK unitamente al missile antiradiazioni AGM-88E2 AARGM e al nuovo pod jamming sviluppato dalla Hensoldt e dalla Rafael, e integrerà la tecnologia Kalaetron Attack nel pod SKY SHIELD.
Non è chiaro in cosa la suite destinata agli Eurofighter tedeschi sia differente dalla AREXIS. Inizialmente era prevista la integrazione fisica del sistema mediante un alloggiamento diverso dai pod montati alle estremità alari del caccia svedese; si è pensato a un’integrazione nella fusoliera del TYPHOON EK. E’ anche possibile una diversa distribuzione numerica delle antenne presenti nei pod e di capacità di elaborazione, nonché una differenziazione nella larghezza delle bande coperte.
E’ possibile che anche Spagna, Italia e Gran Bretagna adottino in un vicino futuro la suite; eventuali attività industriali in merito potranno essere avviate solo dopo un accordo con la NATO Eurofighter & Tornado Management Agency (NETMA); al momento, lo sviluppo e l’integrazione della suite sono finanziati esclusivamente dalla Germania.
Ad ogni buon conto, nel caso italiano e britannico, si tratterebbe di un’ipotesi molto remota, considerando la futura presenza sull’ultima versione dell’EF-2000 del radar ECRS CAPTOR-E Mk.2, accreditato di una potente capacità EW; il radar di Leonardo è equipaggiato con un’antenna con un numero elevato di moduli TR in grado di agire tramite modulazione e direzionamento delle emissioni; potrà eseguire jamming diretto ad alta potenza nei confronti dei sistemi di difesa aerea; la versione Mk.1 degli Eurofighter tedeschi e spagnoli non è progettata per avere tali caratteristiche avanzatissime.









Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, 
storia militare, sicurezza e tecnologia. 


La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri 
di un reparto militare 
ma come cittadini e custodi di ideali.
Valori da tramandare e trasmettere, da difendere
senza mai darli per scontati.
E’ desiderio dell’uomo riposare
là dove il mulino del cuore non macini più
pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto
nella cultura politica europea contemporanea,
è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti
a un disegno spezzato
senza nessuna strategia
per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali.
Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando
è che non bisogna arrendersi mai,
che la difesa della propria libertà
ha un costo
ma è il presupposto per perseguire ogni sogno,
ogni speranza, ogni scopo,
che le cose per cui vale la pena di vivere
sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, 
in quanto capace di autodeterminarsi,
vive finché è capace di lottare per la propria libertà: 
altrimenti cessa di esistere come popolo.
Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! 
Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti 
sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze 
per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: 
SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, 
devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante
poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”,
alcuni si sono abituati a darla per scontata:
una sorta di dono divino e non, 
un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità,
difendere la mia cultura,
conservare le mie tradizioni.
L’importante non è che accanto a me
ci sia un tripudio di fari,
ma che io faccia la mia parte,
donando quello che ho ricevuto dai miei AVI,
fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza
ai popoli che difendono la propria Patria!
Violenza e terrorismo sono il risultato
della mancanza di giustizia tra i popoli.
Per cui l'uomo di pace
si impegna a combattere tutto ciò 
che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori
affinché siano spezzate le catene
della violenza e dell’odio,
e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: 
fino a quando, Signore? Quando farai giustizia?
Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita 
e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, 
a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet:
“””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, HARTPUNKT, RID, AresDifesa, Wikipedia, You Tube)










































 

martedì 18 novembre 2025

Force de Frappe: le autorità francesi hanno fornito ai media le prime immagini nitide dell'ultima versione del missile da crociera ramjet con testata nucleare Air-Sol Moyenne Portee ASMP-R. I funzionari francesi hanno anche confermato che la nuova variante ASMPA-Renove è ora in servizio con la Marina Nationale.







Forza di dissuasione nucleare francese, chiamata anche forza d'urto (in francese: force de frappe)

La forza di dissuasione nucleare francese (in francese: force de dissuasion nucléaire française), chiamata anche forza d'urto (in francese: force de frappe), fu un progetto avviato nel 1958 durante la guerra fredda, quando Félix Gaillard, Presidente del Consiglio sotto la presidenza di René Coty, decise di dotare la Francia di una forza di dissuasione nucleare.
Nello stesso anno ritornò al potere il generale Charles de Gaulle (prima come Presidente del Consiglio poi come Presidente della Repubblica), il quale decise di far fallire l'accordo tripartito e di dare alla Francia un "deterrente nucleare" autonomo. La dissuasione è considerata un pilastro della politica di difesa francese.







Le autorità francesi hanno fornito il primo vero sguardo ravvicinato all'ultima versione del missile da crociera ramjet con armata nucleare Air-Sol Moyenne Portee (ASMP; o Medium-Range Air-to-Surface). 

I funzionari francesi hanno anche confermato che la variante ASMPA-Renove (ASMPA-R) è ora in servizio con la Marine Nationale.
Un caccia Rafale M della Marina francese, appartenente alla Force Aeronavale Nucleaire (FANU) del servizio, o Naval Nuclear Aviation Force, ha di recente condotto un lancio di prova di un ASMPA-R senza testata di guerra come parte di quella che è stata soprannominata Operazione Diomede. Il test ha coinvolto "un rappresentante di volo di un raid nucleare", secondo una traduzione automatica di un post sui social media di Catherine Vautrin, ministro francese delle forze armate.
Una dichiarazione separata del Ministero delle Forze Armate della Francia afferma che l'ASMPA-R è ufficialmente entrato in servizio nell'arsenale della FANU il 10 novembre 2025. L'ASMPA-R è già operativo dal 2023 con le Forces Aeriennes Strategiques (FAS), o Strategic Air Forces, parte della French Air and Space Force. Entrambi i servizi utilizzano varianti del caccia Rafale come piattaforma di lancio per questi missili. Le autorità francesi hanno pubblicato le immagini di un Rafale che trasportava un ASMPA-R l'anno scorso, intorno al primo lancio di prova conosciuto del missile. Tuttavia, l'arma era completamente sfocata. È stata rilasciata anche un'immagine poco nitida del test effettivo, ma era di così bassa qualità che non c'erano dettagli distinguibili.
Vale la pena notare qui che una parte della flotta Rafale M della Marina francese ha già svolto una missione nucleare con vecchi missili ASMP-Ameliore (ASMP-A). L'unica portaerei francese, la Charles de Gaulle, è l'unica nave di superficie della NATO attualmente nota per essere in grado di ospitare armi nucleari, ma la nave non conduce pattuglie di routine con missili della serie ASMP a bordo.
Ora possiamo vedere che l'ASMPA-R "ristrutturato" è esternamente molto simile al precedente ASMP-A. Entrambi i missili presentano in particolare una coppia di prese d'aria lungo il centro della fusoliera, che fa parte dei sistemi di propulsione ramjet. Le configurazioni delle pinne caudali sembrano essere diverse tra i modelli A ed R. Il modello A ha pinne più piccole nella parte posteriore e quelle più grandi appena davanti, mentre la R inverte in qualche modo tale disposizione. La ragione di ciò non è chiara.
L'ASMPA-R avrebbe una portata maggiore rispetto all'ASMP-A - 372 miglia (600 Km) contro 310 miglia (500 Km); è confermato che entrambi i missili raggiungano una velocità massima di Mach 3+.
C'erano stati rapporti che l'ASMPA-R presenta una nuova testata nucleare, ma alcune fonti dicono anche che è lo stesso design TNA trovato sulla variante ASMP-A. Il TNA è un cosiddetto progetto "dial-a-yield" con impostazioni di rendimento riportate che vanno da un minimo di 100 chilotoni a un massimo di 300 Kton. È possibile che anche le testate TNA nei modelli R siano state modernizzate come parte del processo di aggiornamento.
E’ notorio che l'ASMPA-R è generalmente descritto come un pacchetto di aggiornamento di estensione della vita per i missili ASMP-A, che è entrato in servizio per la prima volta nel 2009. L'ASMP-A ha sostituito gli ASMP originali, che avevano iniziato a entrare in servizio nel 1986. L'ASMP di base aveva una portata massima di 186 miglia (300 Km) e una vecchia testata TN 81 con la stessa gamma di impostazioni di rendimento riportate del nuovo TNA.
I missili della serie ASMP in servizio nell'aeronautica francese e nella Marina sui Rafale costituiscono la gamba aerea dell'attuale diade nucleare francese. La combinazione del missile di velocità supersonica e autonomia di attacco ha lo scopo di aiutare a garantire che i missili raggiungano con successo i loro obiettivi, contribuendo anche a mantenere le piattaforme di lancio più lontane dalle minacce anti aeree e anti missile.
Lo sviluppo dell'ASMPA-R, che risale alla metà degli anni 2010, fa parte di un più ampio sforzo in corso per modernizzare l'arsenale di deterrenza nucleare della Francia. Questo sforzo include anche il nuovo missile balistico lanciato da sottomarino armato nucleare M51.3, che è entrato ufficialmente in servizio il mese scorso. I missili della serie M51 armano i sottomarini missilistici balistici nucleari della classe Triomphant della Marine Nationale, formando la gamba marina della diade nucleare del paese.
La Francia sta anche lavorando a un nuovo missile da crociera lanciato dall'aria, l'Air-Sol Nucléaire de 4ème Génération (ASN4G; o Nucleare da aria-superficie di quarta generazione), che dovrebbe essere alimentato da motori scramjet, a più lungo raggio e in grado di raggiungere velocità ipersoniche, tipicamente definita come qualsiasi cosa al di sopra di Mach 5+. La dichiarazione di oggi del Ministero delle Forze Armate francese conferma anche che l'obiettivo è ancora che l'ASN4G inizi a entrare in servizio dopo il 2035.
Ci sono stati anche una serie di sviluppi significativi per quanto riguarda la politica di deterrenza nucleare francese, in generale, quest'anno. I rapporti di febbraio hanno confermato che i funzionari francesi stavano guardando al dispiegamento di Rafale con capacità nucleare in Germania, citando preoccupazioni sull'impegno degli Stati Uniti per l'alleanza della NATO. All'interno della NATO, ci sono tre potenze nucleari, la Francia, il Regno Unito e gli Stati Uniti. Alcuni Stati membri non nucleari sono anche parte di accordi in cui potrebbero ottenere l'accesso alle bombe a gravità nucleare statunitensi B-61-13 in caso di una grave crisi.
A marzo 2025, il presidente francese Emmanuel Macron ha anche annunciato che il suo paese avrebbe istituito una nuova base aerea con capacità nucleare, la quarta assoluta del paese, che ospiterà i Rafale dell’Armée de L’Aire. 

A luglio 2025, la Francia ha firmato un accordo per coordinare formalmente le sue forze di deterrenza anche con quelle del Regno Unito.

C'è stata una certa nuova apertura sulle armi nucleari e sulla deterrenza all'interno della NATO, nel suo insieme, negli ultimi anni, che è arrivata tra le preoccupazioni sulle ricadute del conflitto in Ucraina e dell'aggressione russa in generale.
Indipendentemente da ciò, gli sforzi di modernizzazione nucleare della Francia continuano a ritmo sostenuto, con i Rafale della Marina francese che si sono uniti alle loro controparti dell'aeronautica francese come piattaforme di lancio per il missile da crociera ASMPA-R.

L'ASMP - Air Sol Moyenne Portée (dal francese: aria suolo a media portata) è un missile da crociera nucleare francese pre-strategico a medio raggio.

Descrizione del missile

La grande capacità di penetrazione dell'ASMP discende:
  • dalla sua velocità più che bisonica;
  • dalla sua manovrabilità;
  • dalla sua relativa furtività;
  • dalla sua insensibilità agli effetti di esplosioni nucleari, denominata indurimento;
  • dalla varietà di traiettorie possibili.

Funzionamento:
  • Espulsione del missile
  • Messa a fuoco del blocco di polvere dopo 1 secondo con messa in pressione del serbatoio di kerosene
  • Accelerazione per 5 secondi fino a Mach 2
  • Fase di transizione di 1/10 di secondo
  • Emissione del condotto di accelerazione
  • Apertura delle prese d’aria
  • Espulsione dei tappi della camera di combustione
  • Iniezione di kerosene
  • Accensione dello statoreattore
  • Fase di crociera con tre tipi di traiettoria
  • Traiettoria a bassa quota, seguendo la forma del terreno
  • Traiettoria ad alta quota poi discendente a forte pendenza sull'obiettivo, consentendo una maggiore gittata
  • Traiettoria marina a quota molto bassa (qualche decina di metri).

Storia della concezione

All'inizio degli anni 70, i progressi nella difesa antiaerea hanno obbligato l'Armée de l'air a migliorare le proprie armi strategiche e pre-strategiche, rispettivamente costituite dai tandem seguenti:
  • Mirage IV/AN-22;
  • Mirage III e poi Jaguar e Super Étendard/AN-52.

Si è quindi deciso di sostituire le bombe con dei missili che consentono al velivolo di far fuoco da una distanza di sicurezza. Un primo missile è stato studiato a partire dal 1974 ma il programma ha dovuto essere abbandonato. Nel 1977, l'Aérospatiale, rispondendo ad una offerta d'appalto della Direction Technique des engins propose un missile con uno statoreattore ad acceleratore incorporato. Nel 1978, l'Aérospatiale è scelto per sviluppare l'ASMP in vista di una sua utilizzazione sul Mirage 2000. L'anno successivo è presa la decisione adattarlo prioritariamente sul Mirage IV vista di una utilizzazione strategica. E nel 1980, si è deciso di dotare la Marine nationale, di una capacità pre-strategica adattando l'ASMP sul Super Étendard. L'inizio della produzione in serie si è verificata alla fine del 1983. La messa in servizio del primo squadrone di Mirage IV sopraggiungerà il 1º maggio 1986, quella sul Mirage 2000 il 1º luglio 1988 e infine la messa in servizio sul Super Étendard il 1º giugno 1989.

Situazione attuale

L'ASMP è un missile nucleare da "ultimo avvertimento" prima degli attacchi da parte dei sottomarini, 60 testate nucleari sono state costruite. Esse sono attualmente imbarcate su 60 Mirage 2000N dell'Armée de l'air.

Air-Sol Moyenne Portée-Amélioré (ASMP-A)

A seguito di un programma avviato nel 1997, l'ASMP è stato sostituito nel 2010 da una versione migliorata, chiamata ASMP-A (Air Sol Moyenne Portée-Amélioré, dal francese: aria suolo a media portata migliorato), con una nuova testata nucleare chiamata TNA (Tête nucléaire aéroportée, dal francese: testata nucleare aeroportata) avrebbe una capacità di 300 kt, quindici volte superiore alla bomba di Hiroshima. Con un peso di 850 kg, per una lunghezza leggermente superiore a 5 metri, le sue caratteristiche esatte sono classificate, ma secondo alcune fonti, il suo statoreattore gli consentirebbe una gittata dell'ordine di 500 km ad una velocità di Mach 3, con una precisione di attacco inferiore a 10 metri. L'ASMP-A può essere trasportato su aerei Rafale standard F3, permettendo loro di condurre attacchi nucleari, e sui Mirage 2000N standard K3.
L'ordine coprirebbe 79 missili ASMP-A e 47 testate TNA. La consegna è avvenuta a partire dal 2007 fino al 2011.
Uno squadrone di Mirage 2000N è stato adattato allo standard K3 - l'EC 3/4 "Limousin" a Istres - per trasportare l'ASMP-A a partire dal 2009. Un primo squadrone, il "Gascogne" della BA de Saint-Dizier equipaggiato di Rafale standard F3 dotato dell'ASMP-A è stato dichiarato operativo alla fine del 2010, un altro squadrone è previsto al ritiro dei Mirage 2000N, cioè verso il 2018. La decisione è stata presa per limitare a due il numero di squadroni incaricati della dissuasione - cioè 40 aeromobili.
Dal lato della Marine nationale, è nel 2010 che dovrebbe essere incorporata sulla portaerei Charles de Gaulle, la prima flottiglia di Rafale M standard F3, dotata di ASMP-A.
L'ASMP-A ha fatto il suo primo lancio in volo il 16 gennaio 2006 su un aereo banco di prova Mirage 2000N ed è stato dichiarato operativo il 1º ottobre 2009, sulla base aerea 125 Istres-Le Tubé sul Mirage 2000N e il 1º luglio 2010 sulla base aerea 113 Saint-Dizier-Robinson sul Rafale.
Dopo la messa in servizio, un primo tiro dimostrativo (valutazione tecnico-operativa) è stato realizzato con successo dall'Armée de l'air il 23 novembre 2010 su un Mirage 2000N.

ASMPA-R

Il progetto ASMPA-R (rinnovato), lanciato nel 2016, vedrà alcuni componenti sostituiti da quelli più recenti ("rinnovati"), la portata del missile estesa e aggiunta una nuova testata termonucleare da 300kt. Il primo test di volo si è verificato a dicembre 2021 e il secondo a marzo 2022. Dopo essere entrato in servizio operativo, è stato lanciato per la prima volta dalla forza aerea e spaziale francese come parte dell'esercitazione nucleare francese "Operazione Durandal" nel maggio 2024.

Successore

Studi per il successore del missile ASMP, attualmente noto come ASN4G (Air-Sol Nucléaire de 4ème Génération), un missile da crociera ipersonico alimentato tramite scramjet, sono stati confermati di essere già iniziati nel 2014. L'ASN4G sarà trasportato dal caccia Rafale F5 e dal suo successore; il requisito è per un raggio operativo molto superiore a 1.000 Km (600 miglia). L'ASN4G viene sviluppato da MBDA France in collaborazione con ONERA.










Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, 
storia militare, sicurezza e tecnologia. 


La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri 
di un reparto militare 
ma come cittadini e custodi di ideali.
Valori da tramandare e trasmettere, da difendere
senza mai darli per scontati.
E’ desiderio dell’uomo riposare
là dove il mulino del cuore non macini più
pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto
nella cultura politica europea contemporanea,
è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti
a un disegno spezzato
senza nessuna strategia
per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali.
Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando
è che non bisogna arrendersi mai,
che la difesa della propria libertà
ha un costo
ma è il presupposto per perseguire ogni sogno,
ogni speranza, ogni scopo,
che le cose per cui vale la pena di vivere
sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, 
in quanto capace di autodeterminarsi,
vive finché è capace di lottare per la propria libertà: 
altrimenti cessa di esistere come popolo.
Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! 
Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti 
sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze 
per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: 
SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, 
devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante
poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”,
alcuni si sono abituati a darla per scontata:
una sorta di dono divino e non, 
un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità,
difendere la mia cultura,
conservare le mie tradizioni.
L’importante non è che accanto a me
ci sia un tripudio di fari,
ma che io faccia la mia parte,
donando quello che ho ricevuto dai miei AVI,
fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza
ai popoli che difendono la propria Patria!
Violenza e terrorismo sono il risultato
della mancanza di giustizia tra i popoli.
Per cui l'uomo di pace
si impegna a combattere tutto ciò 
che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori
affinché siano spezzate le catene
della violenza e dell’odio,
e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: 
fino a quando, Signore? Quando farai giustizia?
Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita 
e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, 
a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet:
“””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, TWZ, Wikipedia, You Tube)























 

Jieitai (自衛隊 - Japan Self-Defense Forces JSDF): l'Agenzia giapponese per l'acquisizione, la tecnologia e la logistica (ATLA) ha rivelato ai media i dettagli di un nuovo programma missilistico antinave a lungo raggio progettato per rafforzare le capacità di difesa dell'isola del paese.







Jieitai (自衛隊), Forze di autodifesa del Giappone o Japan Self-Defense Forces (JSDF)

Le Jieitai (自衛隊), in italiano Forze di autodifesa del Giappone traduzione trasposta dall'inglese Japan Self-Defense Forces (abbreviato JSDF), sono l'insieme delle forze armate nipponiche, create dopo la fine della seconda guerra mondiale.


Le forze armate giapponesi, dal secondo conflitto mondiale, non possono prendere parte in conflitti armati, ma hanno partecipato ad alcune operazioni internazionali di mantenimento della pace. Le forze armate giapponesi sono l'8° esercito più potente del mondo, secondo la classifica 2025 stilata dal Global Firepower Index.







NUOVI MISSILI ANTI-NAVE A LUNGO RAGGIO MODULARI

L'Agenzia giapponese per l'acquisizione, la tecnologia e la logistica (ATLA) ha rivelato ai media i dettagli di un nuovo programma missilistico antinave a lungo raggio progettato per rafforzare le capacità di difesa dell'isola del paese.
Il progetto, presentato attraverso poster di sviluppo ufficiali, mette in evidenza un sistema missilistico modulare che integra propulsione avanzata, guida e tecnologia di collegamento dati.
Lo sforzo di ricerca e sviluppo si concentra sulla creazione di una piattaforma missilistica di nuova generazione in grado di coinvolgere obiettivi navali a distanze estese mantenendo un'elevata sopravvivenza contro le contromisure ECM - ECCM ostili. L'obiettivo dichiarato del programma è sostenere la capacità del Giappone di difendere le sue isole remote e le acque circostanti in un ambiente sempre più contestato.
Il primo prototipo, in fase di sviluppo nell'anno fiscale 2025, presenta un design compatto alimentato da un turbofan XKJ301-1 e servirà come piattaforma di prova per la propulsione, la guida e l'integrazione della testa cercante. La cellula incorpora sagomatura stealth e baie modulari interne per ospitare carichi utili specifici per la missione e sistemi di controllo. I documenti ATLA descrivono il prototipo come un passo fondamentale verso la convalida di un nuovo concetto di cellula costruito attorno ad una "architettura aperta" per consentire una rapida integrazione delle tecnologie future.
Una fase di messa a punto, prevista per il 2027, verranno svolte una serie di test utilizzando due cellule, designate A e B, destinate a valutare configurazioni di sensori avanzati, compresi i cercatori elettro-ottici e infrarossi, nonché un sistema di collegamento dati ad alta velocità. Questi prototipi testeranno anche superfici di controllo del volo migliorate e strutture composite della cellula ottimizzate per una bassa visibilità radar.
I progettisti giapponesi affermano che il programma si basa direttamente su ricerche precedenti sui sistemi antinave utilizzate per la modernizzazione dei missili di tipo 12. Sebbene l’agenzia ATLA non abbia rivelato pubblicamente il raggio d’azione del nuovo missile, la fusoliera più grande del progetto e l'efficiente turbogetto suggeriscono una portata sostanzialmente maggiore rispetto agli attuali sistemi lanciati dalla superficie.

Il progetto riflette il continuo spostamento di Tokyo verso le armi di precisione indigene a lungo raggio. 

Negli ultimi anni, il Giappone ha investito molto in tecnologie che consentono la difesa preventiva e remota delle isole, tra cui armi ipersoniche e missili da crociera a lungo raggio. Il nuovo missile antinave dovrebbe far parte di una più ampia rete di attacchi integrata insieme a piattaforme lanciate dall’aria e dalle coste.
Il Giappone sta tranquillamente lanciando una nuova generazione di missili modulari a lungo raggio che minacciano di trasformare lo Stretto di Miyako - uno dei pochi corsi d'acqua internazionali che consente alla marina cinese di accedere all'Oceano Pacifico dal Mar Cinese Orientale - in una zona letale non sicura per le sue evidenti aspirazioni di dominio nella regione dell’Indo-Pacifico.
Come già evidenziato, i rendering presentati ai media mostrano un design ad architettura aperta con baie modulari interne e carichi utili intercambiabili: cercatori a doppio e infrarossi (IR), unità jammer/decoy, sensori elettro-ottici/a infrarossi (EO/IR) e testate ad alta potenza, consentendo varianti antinave, chaff & flare, apparati per la ricognizione e l’attacco.
Una fase di test di follow-on prevista per il 2027.
Il nuovo missile potrebbe basarsi sulla modernizzazione giapponese del missile surface-to-ship (SSM) di tipo 12 del Giappone che mira ad estendere la sua portata da 200 a 900 e alla fine a 1.200 chilometri; il Type 12-SSM Extended Range (ER) con una portata di 1.500 chilometri e l'Hypervelocity Gilde Vehicle (HVGP) Block I con una portata di 500 chilometri. L'HVGP Block II, che dovrebbe entrare in servizio nel 2030, estenderà tale autonomia a 3.000 Km.
Il missile si integrerà in una più ampia rete di attacco con piattaforme lanciate dall’aria e da terra mentre il Giappone cerca una deterrenza flessibile e una maggiore resilienza in un ambiente marittimo sempre più contestato.
Il nascente arsenale missilistico giapponese è progettato per coprire i punti critici di strozzamento marittimi per prevenire uno sbocco navale cinese nel Pacifico aperto, anche durante un possibile attacco all’isola di Taiwan. Potrebbe anche mirare a neutralizzare preventivamente le minacce missilistiche cinesi, distruggendo i lanciatori prima che possano lanciare i loro missili.
Lo stretto di Miyako è un punto di transito critico di strozzamento marittimo largo 250 Km nel Pacifico aperto che la Cina dovrebbe attraversare per far rispettare qualsiasi blocco di Taiwan o per condurre un contro-intervento contro gli alleati Stati Uniti e Giappone. Una tale azione cinese potrebbe anche tagliare il Giappone dalle vie marittime critiche di comunicazione, devastando la sua economia.
Le batterie missilistiche giapponesi di stanza nelle isole Ryukyu, adiacenti allo stretto di Miyako, possono minacciare le navi da guerra cinesi, in particolare le sue numerose portaerei: un eventuale attacco missilistico ad un gruppo di battaglia cinese che transita per lo Stretto di Miyako dovrebbe fare i conti con formidabili difese stratificate.
Un rapporto del luglio 2024 del China Maritime Studies Institute (CMSI) conferma che le portaerei cinesi sarebbero protette da una "zona di difesa esterna" protetta a 185-400 Km di distanza da DDG, SSN e portaerei; una "Zona di difesa centrale" a 45-185 Km di distanza da grandi unità combattenti di superficie come i DDG tipo 052D e le fregate tipo 054A; e una "zona di difesa interna" da 100 metri a 45 Km da difese a corto raggio (SHORAD) e sistemi d'arma ravvicinata (CIWS).
Per attaccare una portaerei ben difesa, potrebbe essere necessario uno "sciame missilistico" di missili navali, stealth e guidati anche da intelligenti artificiale (AI). In un tale attacco, i missili da ricognizione potranno volare avanti, costringendo i bersagli a spendere munizioni limitate e missili intercettori, mentre trasmetteno informazioni sul bersaglio allo sciame principale.
Lo sciame principale, costituito da jammer/esca, guerra elettronica e missili ad alta esplosione, si potrà avvicinare coperto da jammer/esca e unità di guerra elettronica che accecano il radar nemico e forzano ulteriormente le munizioni e lo spreco di missili intercettore.
Questi missili potrebbero essere collegati in rete in una configurazione atta a condividere i dati di del bersaglio e determinare la migliore rotta di volo per attaccare un bersaglio, o essere semi-autonomi per consentire il funzionamento anche in ambiente di intensa guerra elettronica. I missili ad alta esplosione andrebbero spesi per colpire aree critiche come il ponte di comando di una nave o il vano di propulsione.
A livello operativo, il nascente arsenale missilistico giapponese integra i missili statunitensi di stanza nel territorio del Pacifico, con quei sistemi che forniscono volumi di fuoco sovrapposti a distanze diverse. I missili a lungo raggio, come i missili USA Tomahawk ad un raggio di 2.000 chilometri sparati dai sistemi Typhon di stanza in Giappone, potrebbero fornire una capacità convenzionale di risposta contro bersagli nel profondo del territorio cinese.
I missili a medio raggio, come il Type 12 SSM ER, potrebbero coprire la maggior parte del Mar Cinese Orientale e i bersagli cinesi costieri delle Isole Ryukyu. Sistemi a corto raggio come il Type 12 SSM e il US Navy-Marine Expeditionary Ship Interdiction System (NEMESIS) con una portata di 200 chilometri potrebbero essere necessari per coprire lo stretto di Miyako e respingere una possibile operazione di assalto all'isola cinese nelle Ryukyu, che potrebbe essere necessaria per consentire alle sue navi da guerra di transitare in sicurezza in quel punto di strozzatura critico.
Il nascente arsenale missilistico giapponese ha profonde implicazioni strategiche, con il suo accumulo che gli conferisce un grado di autonomia logistica - fondamentale quando le scorte di missili statunitensi possono esaurirsi rapidamente in poche settimane durante un non augurabile conflitto con la Cina per il controllo dell’Isola di Taiwan. Consentirebbe anche un modello di intervento indiretto, come visto con gli Stati Uniti e l'UE nell'assistere l'Ucraina contro la Russia. Gli Stati Uniti hanno fornito all'Ucraina dati limitati di targeting per gli attacchi a lungo raggio, mantenendo non visibili gli schieramenti di truppe a quest'ultimo.
Gli Stati Uniti potrebbero fornire al Giappone dati di targeting, ma con un avvertimento importante: si sono almeno astenuti pubblicamente dal fornire all'Ucraina dati di targeting per attacchi in profondità all'interno della Russia per evitare di provocare una possibile rappresaglia nucleare, poiché Mosca ha spesso minacciato l’utilizzo di armi nucleari tattiche nel corso della guerra ancora in essere dopo troppo tempo e milioni di morti.
Nel Pacifico, gli Stati Uniti e il Giappone possono offrire un sostegno indiretto a Taiwan in caso di invasione cinese, dati di intelligence in tempo reale, dati di targeting e la minaccia di interdire le forze cinesi che tentano di attraversare lo stretto di Miyako.

E’ altamente possibile che gli Stati Uniti potranno scegliere di oscurare i dati di targeting per gli obiettivi ubicati nel profondo della Cina per evitare il rischio di ritorsioni nucleari. 

E’ possibile che gli Stati Uniti potranno scegliere di riservare la capacità di condurre attacchi profondi convenzionali in Cina in circostanze eccezionali, come un attacco alle forze e alle basi statunitensi in Giappone o se le forze convenzionali di Taiwan dovessero vacillare in modo catastrofico.
E’ evidente che l'idea di profondi e non augurabili attacchi convenzionali in Cina mira a imporre costi e a indebolire la capacità della Cina di sostenere un'invasione di Taiwan senza superare la soglia nucleare.
Secondo il China Military Power Report (CMPR) del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, la Cina possiede attualmente 1.300 missili balistici a medio raggio (MRBM) e 300 lanciatori che potrebbero raggiungere la seconda catena di isole, mettendo l'intero Giappone in pericolo.
Inoltre, il rapporto afferma che la Cina ha 400 missili balistici intercontinentali (ICBM), con propulsori allo stato solido, missili mobili DF-31A con un raggio di 11.000 Km in grado di colpire la maggior parte degli Stati Uniti continentali, minacciando il santuario del suolo degli Stati Uniti che è alla base delle sue estese garanzie di deterrenza.
Il Giappone deve anche fare i conti con l'aumento dei costi per la modernizzazione militare, l'eccessiva dipendenza dalle garanzie di sicurezza degli Stati Uniti, la sua limitata base industriale della difesa, il sentimento locale contro l'hosting di missili in isole remote, un sentimento pacifista di lunga data e l'ombra di una politica estera transazionale degli Stati Uniti sotto l'amministrazione Trump - una politica che minaccia di trattare i tradizionali alleati come merce di scambio nella competizione tra le grandi potenze come Cina e Russia.









Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, 
storia militare, sicurezza e tecnologia. 


La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri 
di un reparto militare 
ma come cittadini e custodi di ideali.
Valori da tramandare e trasmettere, da difendere
senza mai darli per scontati.
E’ desiderio dell’uomo riposare
là dove il mulino del cuore non macini più
pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto
nella cultura politica europea contemporanea,
è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti
a un disegno spezzato
senza nessuna strategia
per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali.
Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando
è che non bisogna arrendersi mai,
che la difesa della propria libertà
ha un costo
ma è il presupposto per perseguire ogni sogno,
ogni speranza, ogni scopo,
che le cose per cui vale la pena di vivere
sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, 
in quanto capace di autodeterminarsi,
vive finché è capace di lottare per la propria libertà: 
altrimenti cessa di esistere come popolo.
Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! 
Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti 
sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze 
per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: 
SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, 
devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante
poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”,
alcuni si sono abituati a darla per scontata:
una sorta di dono divino e non, 
un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità,
difendere la mia cultura,
conservare le mie tradizioni.
L’importante non è che accanto a me
ci sia un tripudio di fari,
ma che io faccia la mia parte,
donando quello che ho ricevuto dai miei AVI,
fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza
ai popoli che difendono la propria Patria!
Violenza e terrorismo sono il risultato
della mancanza di giustizia tra i popoli.
Per cui l'uomo di pace
si impegna a combattere tutto ciò 
che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori
affinché siano spezzate le catene
della violenza e dell’odio,
e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: 
fino a quando, Signore? Quando farai giustizia?
Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita 
e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, 
a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet:
“””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, DEFENCE-BLOG, Asiatimes,  Wikipedia, You Tube)


























 

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