sabato 29 agosto 2026

L'Airbus U145 è un innovativo elicottero a pilotaggio remoto e completamente autonomo.









https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.









L'Airbus U145 è un innovativo elicottero a pilotaggio remoto e completamente autonomo, presentato ufficialmente da Airbus Helicopters a giugno 2026 durante il salone aeronautico ILA di Berlino. Questo velivolo rappresenta la variante uncrewed (senza equipaggio) del celebre elicottero bimotore H145.




L'U145 va ad arricchire l'offerta di Airbus nel settore degli elicotteri e dei sistemi aerei a pilotaggio remoto (UAS). Il primo volo con un pilota di sicurezza a bordo è previsto per la fine del 2026, con l'entrata in servizio all'inizio del prossimo decennio. 
“Con l'U145, offriamo ai nostri clienti una versione autonoma e senza equipaggio del nostro elicottero H145, combinando la comprovata struttura, la potenza e la capacità di carico utile dell'H145 con l'autonomia di un UAS”, ha dichiarato Matthieu Louvot, CEO di Airbus Helicopters. “Per sviluppare l'U145 e le sue capacità come UAS multi-missione, collaboreremo con partner leader nel settore delle missioni autonome per espandere ulteriormente l'ecosistema degli UAS in Europa”, ha aggiunto. 
L'H145 è il secondo elicottero con equipaggio che Airbus sta convertendo in una versione senza equipaggio, dopo il VSR700, derivato dal Cabri G2. L'U145 sarà dotato di una suite di sensori specializzati e di intelligenza artificiale per la piena autonomia. Rispetto a un elicottero H145 con equipaggio, l'U145 non avrà una cabina di pilotaggio fisica e includerà importanti adattamenti per il trasporto merci, come un portellone anteriore integrato con un tavolo di carico pieghevole e un pianale di carico dedicato. 
Con un peso massimo al decollo (MTOW) di 3.800 kg, l'U145 è in fase di sviluppo come soluzione versatile per applicazioni civili e militari, principalmente per il trasporto di merci ad alto volume. Il suo design modulare ne consente l'espansione in ruoli quali gestione delle emergenze, lotta antincendio, ricognizione armata, sorveglianza, funzionalità di nave madre per droni lanciati dall'aria, ambito in cui Airbus collabora con MBDA, nonché la cooperazione tra velivoli con equipaggio e senza equipaggio. 
Negli Stati Uniti, Airbus US Space & Defense, insieme ai suoi partner Shield AI, L3 Harris e Parry Lab, offre al Corpo dei Marines degli Stati Uniti un velivolo sviluppato appositamente per il mercato statunitense, l'MQ-72C, una variante completamente autonoma del collaudato Lakota UH-72B, adattata alle loro specifiche esigenze. 
Complessivamente, sono oltre 1.800 gli elicotteri della famiglia H145 in servizio per missioni militari, parapubbliche e civili, con un totale di oltre 8,5 milioni di ore di volo. Alimentato da due motori Safran Arriel 2E, l'H145 è dotato di un sistema di controllo digitale del motore a piena autorità (FADEC). La sua impronta acustica particolarmente ridotta rende l'H145 l'elicottero più silenzioso della sua categoria, mentre le sue emissioni di CO2 sono le più basse tra i concorrenti.

Caratteristiche principali:
  • Assenza di cabina: Non presenta una cabina di pilotaggio fisica o comandi manuali a bordo.
  • Guida IA: Sfrutta una rete avanzata di sensori e sistemi di intelligenza artificiale per il volo autonomo. 
  • Design per la logistica: Lo spazio interno risparmiato è ottimizzato per il trasporto merci, con un portellone anteriore integrato, una piattaforma di carico ripiegabile e un pavimento piatto dedicato. 
  • Capacità di carico: Mantiene un peso massimo al decollo (MTOW) di 3.800 kg, ereditato dalla piattaforma H145, con una capacità di carico utile fino a 1.200 kg. 
  • Motori: Spinto da due turbine Safran Arriel 2E. 

Tempistiche e Applicazioni

Il volo inaugurale dell'U145 è pianificato per la fine del 2026 con un pilota di sicurezza a bordo per i test di conformità. L'entrata in servizio operativo definitivo è invece prevista per l'inizio del prossimo decennio. 
Grazie alla sua flessibilità e alla natura modulare, l'U145 opererà sia in ambito civile che militare per:
Logistica e trasporto merci pesante in aree remote
Operazioni di soccorso in caso di disastri naturali e antincendio
Sorveglianza, ricognizione armata e supporto tattico
Piattaforma "madre" per il lancio e la gestione di sciami di droni minori.
La variante specificamente sviluppata per le forze armate statunitensi (in particolare per il Corpo dei Marines) prenderà la denominazione di MQ-72C.










IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, Airbus, WIKIPEDIA, You Tube)

















 

Il LEONARDO “Guardian Vantage” è un sistema di guerra elettronica terrestra (EW - Electronic Warfare) e di Signals Intelligence (SIGINT) di tipo passivo.












https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.










Il Guardian Vantage è un sistema di guerra elettronica terrestre (EW - Electronic Warfare) e di Signals Intelligence (SIGINT) di tipo passivo, progettato e presentato dalla multinazionale Leonardo a maggio 2026.




L'obiettivo principale del sistema è intercettare, identificare e localizzare geograficamente le emissioni elettromagnetiche nemiche sul campo di battaglia in tempo reale, senza emettere segnali propri e rimanendo quindi invisibile. 
Le operazioni moderne sono sempre più influenzate dall'efficacia con cui le forze armate riescono a percepire e comprendere l'ambiente elettromagnetico. Il sistema Guardian Vantage fornisce informazioni in tempo reale sul campo di battaglia relative ai sistemi nemici che emettono segnali, come radar, droni (UAS) e sistemi di comunicazione. Queste informazioni possono quindi essere sfruttate dalle forze amiche per la sorveglianza e l'individuazione di obiettivi, al fine di comprendere chi è il nemico, dove si trova e cosa sta facendo.
Le emissioni nemiche vengono integrate in un sistema di comando e controllo (C2). Guardian Vantage genera un ordine di battaglia elettronico (ORBAT), mappando i sistemi rilevati e dando priorità alle minacce più potenti per fornire ai comandanti una migliore comprensione dei probabili movimenti nemici e del potenziale pericolo per le forze amiche.
Fondamentalmente, Guardian Vantage è un sistema passivo che opera senza generare emissioni. Ciò riduce il rischio di rilevamento per le forze amiche e garantisce la massima libertà d'azione. Il sistema funziona analizzando lo spettro elettromagnetico (EMS), ricercando anomalie e schemi insoliti prima di confrontare questi segnali con una libreria di minacce. Guardian Vantage è inoltre in grado di trascrivere il traffico radio in tempo reale e può utilizzare ampi modelli linguistici per tradurre le lingue straniere nella lingua madre dell'operatore.
La presentazione del Guardian Vantage si è svolta in occasione dell'evento dell'Association of Old Crows Europe (AOC Europe) in Finlandia, dove Mike Brown, Campaign Manager di Leonardo, ha dichiarato: "Guardian Vantage trasforma lo spettro elettromagnetico in un vantaggio operativo decisivo, consentendo ai comandanti di vedere cosa sta facendo l'avversario e dove sta operando, fornendo in definitiva un'indicazione delle sue intenzioni. Ciò offre un vantaggio decisionale cruciale e permette alle forze di superare in astuzia i propri avversari."
"Basato su un'architettura aperta e progettato pensando alla libertà di modifica, Guardian Vantage offre ai clienti un percorso a prova di futuro verso capacità di guerra elettronica e intelligence dei segnali autonome, con un rapido potenziale di aggiornamento man mano che le minacce si evolvono."
Guardian Vantage è indipendente dalla piattaforma e può essere integrato su di un'ampia varietà di veicoli e piattaforme marittime, a seconda delle esigenze del cliente. Il sistema è rapidamente esportabile, senza restrizioni ITAR, e utilizza componenti e software ad alte prestazioni forniti da piccole e medie imprese (PMI) specializzate come CommsAudit, Esroe e Mercury.

Caratteristiche Principali

  • Rilevamento Passivo: Cattura le impronte elettromagnetiche di radar, comunicazioni radio e sistemi aerei senza pilota (UAS/droni). Questo protegge la posizione delle forze amiche dai sensori nemici. 
  • Intelligence Basata su AI: Include capacità avanzate di intelligenza artificiale in grado di effettuare la trascrizione radio in tempo reale e la traduzione automatica basata su Large Language Models (LLM) del traffico radio nemico in lingua straniera.
  • Creazione di ORBAT: Genera automaticamente l'Ordine di Battaglia Elettronico (Electronic Order of Battle) per mappare la disposizione e le intenzioni delle minacce avversarie.
  • Architettura Aperta e Flessibile: È un sistema agnostico rispetto alla piattaforma. Può essere installato su veicoli terrestri, shelter mobili o piattaforme navali. Utilizza standard hardware e software aperti (come CMOSS e OpenVPX) per consentire aggiornamenti rapidi.
  • Esportabilità (ITAR-free): Il sistema è privo di restrizioni all'esportazione ITAR statunitensi. È stato sviluppato nel Regno Unito in collaborazione con partner SME locali (CommsAudit, Esroe e Mercury).

In occasione della conferenza AOC Europe di Helsinki, in Finlandia, Leonardo ha presentato un nuovo sistema terrestre di guerra elettronica e intelligence dei segnali.

Come sopra evidenziato, il sistema denominato Guardian Vantage, è una piattaforma di sorveglianza passiva che rileva, riconosce, identifica e localizza le emissioni nemiche nell'intero spettro elettromagnetico senza generare alcun segnale proprio. Questa scelta progettuale consente all'operatore di rimanere invisibile al rilevamento nemico, costruendo al contempo un quadro elettronico completo del contesto di minaccia.
Il concetto alla base di Guardian Vantage è semplice in linea di principio, ma tecnicamente complesso da realizzare. Ogni sistema militare che emette segnali, inclusi radar, reti di comunicazione, collegamenti di comando per droni ed emettitori di guerra elettronica, lascia un'impronta nello spettro elettromagnetico. Guardian Vantage raccoglie queste impronte, le confronta con una libreria di minacce e costruisce quello che Leonardo definisce un ordine di battaglia elettronico: una mappa costantemente aggiornata dei sistemi nemici rilevati, classificati in base alla priorità di minaccia.
Un comandante che utilizza questo sistema non si limita a sapere che le forze nemiche si trovano in una determinata area. Il sistema gli comunica in modo specifico quali sistemi di emissione sono presenti, dove si trovano con una precisione sufficiente per l'individuazione dei bersagli e, analizzando i modelli di attività, quali potrebbero essere le prossime mosse di tali forze. Secondo la documentazione del prodotto Leonardo, il sistema è in grado di trascrivere il traffico radio in tempo reale e di utilizzare ampi modelli linguistici per tradurre le lingue straniere nella lingua madre dell'operatore, una capacità che elimina un tradizionale collo di bottiglia dell'intelligence nelle operazioni multinazionali o al di fuori dell'area di competenza.
Identifica automaticamente i segnali di interesse in base a parametri definiti dall'utente. Applica le caratteristiche del segnale misurato per classificare un'ampia gamma di segnali di minaccia senza l'intervento dell'operatore. Utilizza classificatori integrati per determinare con elevata precisione il tipo esatto di segnale. Locate applica quindi quella che l'azienda descrive nella sua scheda tecnica come "localizzazione e rilevamento della direzione ad altissima risoluzione leader di mercato" per stabilire posizioni precise.
Il sistema può funzionare come singolo sensore o come parte di un'architettura di rete che consente la geolocalizzazione multisensore, dove i segnali rilevati da più posizioni vengono triangolati per determinare la posizione di un bersaglio con una precisione considerevolmente maggiore rispetto a quella ottenibile con una singola piattaforma. Questa modalità di rete è importante perché la localizzazione da un singolo punto fisso fornisce un rilevamento, non una posizione, e l'incrocio di due o più rilevamenti produce un riferimento di griglia utilizzabile per il fuoco o le manovre.
Guardian Vantage integra anche una funzionalità di supporto elettronico radar, abbreviata in RESM, progettata per rilevare e caratterizzare specificamente le sorgenti radar. L'azienda descrive questo modulo come ultra-basso SWaP, utilizzando l'acronimo dell'ingegneria della difesa per Dimensioni, Peso e Consumo Energetico, il che significa che la funzione di rilevamento radar aggiunge un carico fisico minimo alla piattaforma e consuma pochissima energia elettrica. Questo è importante per l'integrazione nei veicoli, dove lo spazio e i limiti di consumo energetico sono stringenti.
Il sistema supporta anche le funzioni di intelligence elettronica, o ELINT, raccogliendo nel tempo informazioni strategiche su emettitori di comunicazioni e non comunicazioni non identificati. Mentre l'intelligence dei segnali (SIGINT) tattica risponde a domande immediate su ciò che accade sul campo di battaglia in un dato momento, l'ELINT costruisce un quadro più approfondito dell'ordine di battaglia elettronico dell'avversario, a supporto della pianificazione operativa e strategica.
La scelta della sede per questa presentazione non è stata casuale. L'AOC Europe 2026 si è tenuta dal 19 al 21 maggio presso il Messukeskus Helsinki Expo and Convention Centre con il tema "Riarmare l'Europa per la superiorità nello spettro elettromagnetico", secondo quanto dichiarato dall'Association of Old Crows. Il tema della conferenza riflette esattamente ciò che la guerra in Ucraina ha dimostrato su vasta scala: il dominio dello spettro elettromagnetico non è una capacità di nicchia per unità specializzate, ma un requisito fondamentale per qualsiasi forza che operi contro un avversario di pari livello. Le forze russe e ucraine hanno combattuto un'intensa guerra parallela nello spettro elettromagnetico dal febbraio 2022, con jamming, spoofing, sfruttamento delle frequenze dei droni e rilevamento delle radiofrequenze anti-drone, tutti elementi che hanno giocato un ruolo determinante negli esiti tattici, risultati che nessuna quantità di potenza di fuoco convenzionale da sola avrebbe potuto raggiungere. Il responsabile della campagna Leonardo, Mike Brown, ha esplicitato la posta in gioco operativa durante la presentazione di Helsinki, affermando che Guardian Vantage "trasforma lo spettro elettromagnetico in un vantaggio operativo decisivo, consentendo ai comandanti di vedere cosa sta facendo l'avversario e dove sta operando, fornendo in definitiva un'indicazione delle sue intenzioni".
Il sistema si basa su quella che Leonardo definisce un'architettura aperta, allineata agli standard britannici STICS e CMOSS, nonché ai framework Open VPX, MORA, AOCO e GVA. Questi acronimi sono più importanti per i responsabili degli acquisti e gli integratori di sistemi che per gli utenti operativi, ma l'implicazione pratica è significativa: Guardian Vantage è progettato per essere aggiornato senza sostituire l'hardware, integrato su piattaforme per le quali non era stato originariamente concepito e connesso a reti di comando e controllo più ampie senza necessità di ingegneria personalizzata. L'esercito statunitense ha dedicato anni a perseguire la stessa filosofia attraverso il suo approccio modulare ai sistemi aperti (Modular Open Systems Approach), e il suo Terrestrial Layer System, il programma SIGINT e EW basato su veicoli assegnati a Lockheed Martin, rappresenta la versione statunitense dello stesso problema operativo che Guardian Vantage cerca di risolvere per i mercati alleati.












IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, Leonardo, Defence.blog, WIKIPEDIA, You Tube)















 

venerdì 28 agosto 2026

LO SVILUPPO DI UN CACCIA IBRIDO F-35/F-22 AVEVA SENSO PER GLI STATI UNITI E PER IL GIAPPONE? Inizialmente proposto al Giappone come un caccia in grado di contrastare le minacce emergenti poste dalla Cina, il progetto ibrido F-22/F-35 della Lockheed Martin si sarebbe probabilmente rivelato un affare finanziariamente svantaggioso, ma se fosse stato realizzato, sarebbe stato il caccia più performante mai visto al mondo.













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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.













L'F-22 Raptor statunitense è ampiamente considerato il caccia per la superiorità aerea più performante della storia, ma la sua avionica obsoleta, la manutenzione costosa e il ciclo di produzione abbreviato ne hanno decretato una fine prematura. Con soli 186 Raptor consegnati prima che gli impianti di produzione e la catena di approvvigionamento venissero cannibalizzati a favore della produzione dell'F-35, gli F-22 Raptor americani sono una specie in via d'estinzione che l'USAF prevede di iniziare a ritirare gradualmente dal servizio nei primi anni 2030.
L'F-35 Joint Strike Fighter, d'altro canto, non possiede le prestazioni da urlo del Raptor. Ma ciò che gli manca in potenza, lo compensa con la suite avionica di fusione dati più avanzata mai impiegata su un aereo tattico. E sebbene le capacità offerte dalla potenza di calcolo dell'F-35 possano non sembrare altrettanto accattivanti sulla carta, i vantaggi che offrono sono così evidenti da star attivamente rimodellando l'approccio dei vari Paesi alla guerra aerea.
La combinazione di queste due piattaforme già leggendarie in un unico velivolo ibrido avrebbe dato vita al caccia più versatile e dominante mai costruito, eclissando entrambi i jet su cui si sarebbe basato e diventando il nuovo punto di riferimento per tutti i futuri caccia. Ma, nonostante l'entusiasmo che un simile aereo meriterebbe, il concetto stesso arrivò un po' troppo tardi per essere economicamente sostenibile.
È noto che gli Stati Uniti cancellarono la produzione dell'F-22 quando l'ordine iniziale, nel 2011, era ancora incompleto, a meno di un terzo del totale. All'epoca, a circa 20 anni dalla caduta dell'Unione Sovietica e con gli Stati Uniti impegnati in operazioni antiterrorismo su più fronti, i legislatori americani non ritennero opportuno finanziare la produzione di tutti i 750 Raptor, aerei stealth originariamente destinati a sostituire i venerabili F-15 Eagle. A causa di questa produzione limitata, i Raptor statunitensi non possono essere rimpiazzati quando invecchiano o se vengono abbattuti dal nemico, il che significa che sono destinati a una fine prematura. Caccia più vecchi come l'F-15 e l'F-16 non affrontano problemi simili perché, nonostante la loro età, entrambi questi velivoli sono ancora in produzione.
Nel febbraio 2017, l'USAF ha presentato uno studio, commissionato dal Congresso, sulla ripresa della produzione degli F-22. Lo studio ha concluso che riavviare la linea di produzione e costruire 194 nuovi velivoli sarebbe costato al governo circa  50 miliardi di dollari  (ovvero più di 61 miliardi di dollari attuali). Complessivamente, ogni nuovo F-22 sarebbe costato circa 216 milioni di dollari nel 2016, pari a 265 milioni di dollari odierni. Se l'ordine di produzione fosse stato inferiore a 194, ad esempio 75, come indicato in un altro rapporto della RAND citato dall'Aeronautica Militare, il costo unitario sarebbe stato più vicino ai 266 milioni di dollari nel 2016, ovvero ben 326 milioni di dollari odierni.
Se confrontiamo questo dato con il prezzo unitario dell'F-35A, anch'esso dipendente da piste di atterraggio, pari a soli  77,8 milioni di dollari, i nuovi Raptor non sembrano altrettanto promettenti. L'F-22 è un aereo incredibile... ma  un  Raptor è davvero meglio di  tre  F-35A?
Il Giappone, storico alleato degli Stati Uniti, aveva firmato un accordo per l'acquisto degli F-35 già nel 2011, ma con i Sukhoi Su-57 russi e i J-20 cinesi operativi nelle vicinanze, ha iniziato a cercare nuovi caccia per la superiorità aerea per sostituire la sua flotta di F-15J ormai obsoleta. Ed è qui che è intervenuta Lockheed Martin.
Secondo la proposta di Lockheed, il Giappone potrebbe ricevere un caccia ibrido che unisca la potenza di elaborazione dei sensori dell'F-35 con le capacità di combattimento aereo dell'F-22 per soli  177 milioni di dollari  per velivolo (circa 208 milioni di dollari attuali). E sebbene gli Stati Uniti debbano approvare un simile accordo, questo potrebbe portare enormi vantaggi anche per l'America.
L'avvio della produzione di questo nuovo caccia per il Giappone consentirebbe agli Stati Uniti di acquisire nuovi caccia ibridi per integrare la loro flotta di Raptor, attualmente in difficoltà, anziché investire in vecchi aerei da superiorità aerea come l'  F-15EX.
Un caccia ibrido F-22/F-35 potrebbe offrire tutte le migliori capacità di questi velivoli, ma stiamo pur sempre parlando di aerei che hanno iniziato a volare rispettivamente nel 1997 e nel 2006. Nel 2018, quando questo concetto fu proposto per la prima volta, i progressi nella tecnologia stealth, nei sensori e nella scienza dei materiali significavano che un caccia ibrido sarebbe stato  piuttosto obsoleto  nel momento in cui avrebbe potuto iniziare a operare sulle piste americane o giapponesi.
Considerati gli enormi costi associati all'avvio di nuove linee di produzione di caccia, era semplicemente più sensato avviare da zero lo sviluppo di caccia più recenti e ancora più avanzati, il cui costo per singolo esemplare sarebbe stato pressoché identico a quello di un caccia ibrido ormai datato. Oggi, gli Stati Uniti stanno facendo proprio questo con il  programma Next Generation Air Dominance dell'Aeronautica e con il nuovo caccia F/A-XX della US NAVY, entrambi in fase di sviluppo. Allo stesso modo, il Giappone sta collaborando con il Regno Unito e l'Italia per schierare il proprio caccia di nuova generazione.
Ma se, per qualche ragione, schierare un Joint Strike Raptor si fosse rivelato economicamente vantaggioso, il risultato avrebbe surclassato di gran lunga qualsiasi altro caccia in cielo… almeno, fino all'avvento dei caccia di sesta generazione che si sono aggiudicati il primato.
È importante ricordare che questo concetto non è mai andato oltre la fase di proposta, il che significa che delineare l'aspetto, il volo e le capacità di combattimento di un caccia ibrido F-22/F-35 richiederà una buona dose di licenza creativa. A tal fine, affronteremo questo concetto combinando gli elementi più adatti di ciascun caccia, come indicato dalle dichiarazioni di Lockheed Martin e dai sistemi resi pubblici presenti in ciascuna piattaforma.
In sostanza, si tratta di prendere l'F-22 così com'è oggi, completo di prestazioni acrobatiche dinamiche e della sezione radar più piccola di qualsiasi caccia nella storia, e aggiungere l'avionica avanzata dell'F-35 e altri elementi progettati per ridurre i costi operativi o aumentare le capacità. Lavoreremo dall'esterno verso l’interno.



L’APPARATO MOTORE

Questo nuovo velivolo sfrutterebbe la configurazione generale del design dell'F-22 Raptor e, di fatto, assomiglierebbe  molto  agli F-22 già in servizio. Pertanto, il nostro Joint Strike Raptor utilizzerebbe anche gli stessi due motori turbofan con postbruciatore Pratt & Whitney F-119-PW-100 presenti negli attuali F-22. Questi motori producono ben 70.000 libbre di spinta combinata con postbruciatore e probabilmente offrirebbero prestazioni simili a quelle degli F-22 odierni, con una velocità massima intorno a Mach 2,25 e un rapporto spinta-peso di circa 1,25 con carico bellico e serbatoio mezzo pieno.
Questa combinazione di design della cellula e produzione di energia conferirebbe al nostro nuovo caccia ibrido le stesse capacità di supercrociera offerte dagli attuali Raptor, il che significa che il velivolo sarebbe in grado di mantenere la velocità supersonica senza utilizzare il postbruciatore, conservando il prezioso carburante per il combattimento e il volo di ritorno. Il controllo vettoriale della spinta offerto da questo design e dalla combinazione di motori non solo garantisce eccellenti prestazioni acrobatiche in un combattimento ravvicinato, ma, cosa forse ancora più importante, un mezzo efficace per controllare il velivolo durante gli scontri ad alti angoli di incidenza.



RIVESTIMENTO RADAR-ASSORBENTE

Nonostante l'aspetto esteriore dell'F-22, questo velivolo sfrutterebbe i progressi tecnologici incorporati nei materiali radar-assorbenti dell'F-35.  I materiali radar-assorbenti (RAM)  sono essenziali per mantenere il profilo stealth di un caccia di questo tipo, e i materiali moderni sono in grado di assorbire fino al 70-80% dell'energia elettromagnetica in arrivo o delle onde radar.
Tuttavia, il RAM è altamente suscettibile ai danni causati da calore, attrito ed esposizione agli agenti atmosferici. La manutenzione, la riparazione o la sostituzione di questi materiali rappresentano una parte significativa degli elevati costi di manutenzione associati agli F-22 e agli F-35. Ma l'F-35 offre un salto generazionale in termini di resistenza dei materiali, che verrebbe integrato nel nostro nuovo jet ibrido, riducendo il costo complessivo per ora di volo del nostro nuovo JSR.
Oggi, il costo operativo dell'F-22 Raptor si aggira intorno agli 85.325 dollari  per ora di volo ,  mentre quello dell'F-35A è di soli 33.600 dollari. Questa differenza è attribuibile a molteplici differenze progettuali, tra cui una RAM (Rapid Armored Reduction) più resistente e di più facile manutenzione. Pertanto, è lecito aspettarsi che i costi operativi di un nuovo Joint Strike Raptor si collochino tra queste due cifre e siano quasi certamente inferiori a quelli attuali dell’F-22.

L’AVIONICA

L'F-22 Raptor è un caccia aria-aria dominante, ma la sua avionica obsoleta gli impedisce di esprimere appieno il suo potenziale. Integrando le capacità avanzate, modulari e ampiamente classificate dell'F-35 nella cellula dell'F-22, si otterrebbe un velivolo senza eguali al mondo.
Le tre principali carenze operative dell'avionica attuale del Raptor includono la mancanza di capacità di ricerca e tracciamento a infrarossi (IRST), l'impossibilità di colpire velivoli "fuori asse" e l'impossibilità di connettersi direttamente in rete con la sua controparte più moderna, l'F-35, così come con altri sistemi di rete nelle vicinanze. Un nuovo caccia ibrido F-22/F-35 risolverebbe tutti questi problemi  e molti altri, aggiungendo significative nuove capacità offensive e difensive, alcune delle quali rimangono riservate.





RICERCA E TRACCIAMENTO “IR”

Le capacità di ricerca e tracciamento a infrarossi sono essenziali per ingaggiare i moderni caccia stealth in combattimento aria-aria. Si tratta, in effetti, di telecamere termo-grafiche passive in grado di individuare e identificare il calore prodotto dai caccia nemici anche quando sono troppo furtivi per essere rilevati dal radar. 



Sistemi IRST avanzati come il PIRATE di Leonardo dell'Eurofighter Typhoon possono individuare caccia subsonici da oltre 80 km di distanza quando sono rivolti nella direzione opposta e da oltre 48 km quando si avvicinano frontalmente. L'F-22 Raptor è dotato del rilevatore di lancio missilistico avanzato AN/AAR-56, che potrebbe offrire una capacità IRST molto limitata, ma il nostro nuovo caccia ibrido si aggiudicherebbe il sistema ad apertura distribuita AN/AAQ-37  dell'F-35,  decisamente più avanzato.
L'AN/AAQ-37 è un sistema a doppia banda in grado di leggere sia le firme infrarosse a media lunghezza d'onda (per  il rilevamento a lungo raggio) che quelle a lunga lunghezza d'onda (per il rilevamento attraverso nebbia o fumo). A differenza dei sensori IRST frontali, è composto da  sei  telecamere a infrarossi posizionate attorno alla fusoliera per fornire una copertura completa a 360 gradi. In condizioni notturne, i piloti possono utilizzare il display integrato nel casco per osservare  direttamente  i bersagli attraverso l'aereo.
Questo sistema offre ai piloti dell'F-35 un livello di consapevolezza situazionale senza precedenti e, se abbinato al sistema di puntamento elettro-ottico AN/AAQ-40 (EOTS) dell'F-35, fornisce anche funzionalità IRST (Infrared Surface Testing). Questo sistema verrebbe integrato nel nostro nuovo caccia ibrido, rappresentando un enorme salto di qualità rispetto agli attuali Raptor.

IL SISTEMA DI PUNTAMENTO

L'attuale Raptor è incredibilmente manovrabile, ma deve esserlo a causa dei limiti imposti dai suoi attuali sistemi di puntamento. A causa dello spazio ristretto della cabina di pilotaggio, l'F-22 non è ancora dotato di un sistema di puntamento elettro-ottico integrato nel casco e, di conseguenza, non può sfruttare appieno le potenzialità di armi aria-aria avanzate, come l'AIM-9X. Un diverso tipo di cupola per la cabina di pilotaggio, che consenta l'utilizzo di un casco più grande, verrebbe integrato nel nostro nuovo caccia ibrido per ereditare questa capacità dall'F-35.
Quindi, mentre gli attuali Raptor devono orientare il muso dell'aereo verso un bersaglio per agganciarlo e sparare, le armi e i sensori del nostro caccia ibrido seguirebbero la linea di vista del pilota, consentendogli di ingaggiare bersagli  fuori asse , ovvero quando non si trovano direttamente di fronte al velivolo. Il sistema di puntamento elettro-ottico AN/AAQ-40 (EOTS) del nostro caccia ibrido, ereditato dall'F-35, verrebbe abbinato al DAS nel display del casco del pilota, non solo per consentire al pilota  di vedere  i bersagli ai lati o dietro l'aereo, ma anche per  ingaggiarli effettivamente  utilizzando armi come l'AIM-9X.
L'AIM-9X è l'ultima evoluzione del leggendario missile Sidewinder. I suoi sistemi modernizzati e gli ugelli a spinta vettoriale consentono una grande flessibilità nell'ingaggio dei bersagli, inclusa la possibilità di colpire bersagli fuori asse. Ciò significa che l'F-35, e il nostro ipotetico ibrido, possono persino colpire con l'AIM-9X bersagli che volano  alle  loro spalle. Gli ultimi AIM-9X-2 in dotazione all'Aeronautica e alla Marina possono persino essere lanciati senza agganciare un aereo bersaglio, sfruttando un collegamento dati con il caccia per la guida fino all'acquisizione del bersaglio.



IL RADAR

Il radar AN/APG-81 a scansione elettronica attiva (AESA) dell'F-35 è il diretto discendente dell'AN/APG-77 presente sul Raptor, sebbene i più moderni  F-22  siano equipaggiati con il sistema AN/APG-77v1 che probabilmente offre prestazioni di acquisizione dei bersagli comparabili. Tuttavia, il nostro nuovo caccia sfrutterebbe comunque la suite radar dell'F-35, grazie alla sua integrazione con il resto del pacchetto avionico e alle sue superiori capacità di guerra elettronica.
Il sistema può anche funzionare in concerto con il sistema di guerra elettronica AN/ASQ-239 dell'aereo per identificare i radar nemici e trasmettere un segnale a frequenza specifica direttamente verso di essi, consentendo al caccia di disturbare i radar nemici con i propri, sfruttando al contempo il sistema per il rilevamento dei bersagli.
Questa capacità di disturbo non è potente quanto il pod di guerra elettronica AN/ALQ-99 montato sull'EA-18G Growler, ma poiché è in grado di trasmettere in "fasci" molto precisi, non ne ha bisogno. L'ampiezza del fascio del Growler è di circa 40 gradi, mentre quella dell'F-35 è di soli due gradi: ciò significa che può erogare energia con maggiore precisione, consentendogli di disturbare con la stessa efficacia ma con molta meno potenza. È importante notare, tuttavia, che il Growler può trasmettere in tutte le direzioni, mentre le capacità di disturbo dell'F-35 sono limitate ai sistemi  che si trovano di fronte  al velivolo.
Le capacità di guerra elettronica e cibernetica dell'F-35 sono ancora in gran parte celate dietro il velo della segretezza, ma è evidente che si estendono ben oltre il semplice disturbo elettronico. Una possibilità concreta è quella di sfruttare il sistema AN/APG-81 dell'F-35 non solo per  disturbare  i sistemi di difesa aerea nemici, ma anche per trasmettere algoritmi tramite un flusso di dati in grado di infettare tali sistemi con  malware  utilizzabile per monitorare i segnali ricevuti, interrompere il funzionamento del sistema o persino generare falsi segnali radar.
Grazie all'avionica avanzata e al rivestimento radar-assorbente migliorato dell'F-35, e alla cellula ad alte prestazioni ma a bassa osservabilità dell'F-22, il caccia risultante sarebbe probabilmente più della somma delle sue parti. Con una sezione radar equivalente di  soli  0,0001 metri quadrati, questo velivolo produrrebbe un segnale radar circa  1.000 volte  inferiore  a quello del Su-57 russo, pur fornendo tutte le capacità di raccolta informazioni, fusione di sensori e gestione dello spazio di battaglia che hanno portato l'USAF a definire così spesso il Joint Strike Fighter come un "quarterback dei cieli".
E tutto questo in una cellula in grado di raggiungere la supercrociera, superare Mach 2 e, se necessario, persino roteare su se stesso.
Ma per quanto questo velivolo possa essere capace, probabilmente non sarebbe il jet più performante che gli Stati Uniti o il Giappone potrebbero schierare con lo stesso budget. Le prestazioni acrobatiche dell'F-22, secondo alcuni, sono una reliquia di una forma di combattimento aereo ormai superata, che risale a un'epoca in cui gli scontri non venivano decisi da distanze ben oltre la portata visiva.
È innegabile che, con la tecnologia moderna, sia possibile realizzare una piattaforma ancora più furtiva, in grado di ritardare il rilevamento persino da parte di radar a bassa frequenza e di preallarme, capaci di neutralizzare le tecnologie stealth. È altrettanto innegabile che Stati Uniti e Giappone siano alla ricerca di caccia in grado di offrire un carico utile maggiore e un'autonomia notevolmente superiore, con un occhio alle vaste distese del Pacifico. Quindi, la verità è che un ibrido F-35/F-22 potrebbe rivelarsi un aereo incredibile, ma non  il velivolo giusto  per i tipi di conflitti che i due Paesi si sforzano di scongiurare.
I caccia di sesta generazione attualmente in fase di sviluppo probabilmente non avranno le stesse prestazioni acrobatiche che potremmo ottenere dal nostro caccia ibrido, ma quasi certamente  supereranno persino il nostro ipotetico jet  in ogni altro aspetto immaginabile.
Il fatto è che per mantenere un vantaggio decisivo nel combattimento aereo fino a buona parte del XXI secolo ci vorrebbe ben più dei migliori progetti iniziati nel XX secolo. 

Ed è per questo che questo incredibile caccia non è mai andato oltre la fase di progettazione.










IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, SANDBOXX, WIKIPEDIA, You Tube)